PENSIERI SPARSI- Pagina 3

Uragano Sissiotto

PENSIERI SPARSI

Arriva accompagnata dal suo Teo, investendomi di energia positiva, allegria ma soprattutto di un’empatia contagiosa: è Simona Bertolotto, digital content creator, alias @sissiottostyle ( quasi un milione di follower su Instagram), ma anche @sissiotto_wellness, @sissiotto_art e @dimmidove_official; dopo dieci minuti di chiacchiere ti sembra di conoscerla da sempre e invece d’intervistarla vorresti essere tu a raccontarle la tua vita e ridere e piangere insieme a lei.
Una donna senza dubbio poliedrica che ha fatto delle sue passioni, fotografia e moda, la sua professione, la sua vita, anzi la sua seconda vita come tiene a precisare.
Sposata giovanissima, due figli, una vita in provincia con la famiglia, fotografa autodidatta che ad un certo punto si sente intrappolata in un’esistenza non sua, cambia tutto, si trasferisce a Torino e nel 2017 apre il suo profilo su Instagram, dove nel giro di poco tempo diventa l’influencer torinese più conosciuta e più amata da una serie di donne di ogni età che la seguono quotidianamente sui suoi profili, in particolare su @sissiotto_wellness dove, oltre a praticare con lei una lezione di pilates o di ginnastica facciale, è possibile chiacchierare, confidarsi, commuoversi e sorridere.
“Ultimamente sento la necessità di unire il mio amore per la fotografia e la moda in un progetto artistico, sfruttando tutte le più moderne tecnologie, in particolare l’Intelligenza Artificiale che mi consente di creare immagini davvero particolari e di grande effetto “.
Per quanto riguarda la fotografia, 150 delle sue immagini sono state pubblicate su Photo Vogue, Sissi non ama i filtri, è affascinata dalle imperfezioni ed è contraria ai ritocchi “siamo belle come siamo, ogni donna ha un valore intrinseco che va al di là dell’anno di nascita, il mio motto è ‘ Never too late, never too old’: tutto può accadere in qualsiasi momento della vita”.
Le collaborazioni nel mondo della moda sono ormai tantissime, Sissi è molto richiesta soprattutto da brand di ricerca che lei ama mischiare con elementi vintage e di fast fashion; la sua visione della moda rimane comunque strettamente personale e non deve seguire per forza le tendenze del momento.
Simona ha deciso qualche anno fa di produrre una sua capsule di abbigliamento, i comodissimi “davantini” sorta di maglioncini senza maniche in vari colori, da infilare sotto giacche e cappotti, una specie di “coperta di Linus” e di occhiali, quelli abitualmente indossati da lei che ormai caratterizzano la sua immagine.
Non mancano progetti di Co-branding ( strategia di marketing che consiste nell’associare a un prodotto due o più brand), nello specifico bracciali, che indossa durante l’intervista, anelli, borse, collane, scarpe e molto altro, tutto acquistabile sul suo sito Sissiottostyle.com
Progetti futuri? “ Vorrei ridurre le collaborazioni, avere più libertà, non amo i limiti contrattuali, mi piacerebbe avere più tempo per me stessa e per la condivisione, ho bisogno di uno spazio tutto mio, di emozioni, di ridimensionare la mia vita, renderla sempre più di qualità “.  Difficile crederci vedendo come si svolge la giornata tipo di Simona, sempre connessa sui social, dalla ginnastica mattutina agli appuntamenti nei vari atelier in giro per l’Italia per indossare le nuove collezioni, alla fotografia e ai viaggi ma se questo è quello che desidera nessuno la fermerà.
Didia Bargnani

Quando la cucina ha un cuore vale il viaggio

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Pensieri sparsi

Siamo ad Asti, nel cuore del suo caratteristico centro storico, località a meno di un’ora di distanza da Torino, famosa per aver visto nascere lo scrittore e poeta Vittorio Alfieri e per la produzione vinicola del Monferrato rinomata in tutto il mondo.
Primo aprile 2024, per Antonio Campagna titolare del ristorante L’Angolo del Beato, sono esattamente 47 anni di attività: aveva appena 14 anni quando decise che voleva fare il cameriere e immaginate la sua felicità quando a 22 anni gli viene offerta la possibilità di rilevare il ristorante in cui lavora, ingrandisce il locale e inizia la sua attività di ristoratore, rimane qui per circa 20 anni.
Quando suo figlio Marco decide di seguire le orme paterne si presenta l’opportunità di cambiare luogo e trovano la location perfetta, i locali di un deposito di formaggi abbandonato da anni in un vicolo del centro storico.
Antonio trasforma questo deposito in un ristorante intimo, accogliente, molto curato dove offre una cucina piemontese con qualche piatto del sud, in particolare le orecchiette con le cime di rapa, in ricordo della mamma, Paolina, che è stata in cucina ad aiutare fino a 95 anni.
Si tratta di una cucina strettamente stagionale, molto curata nella scelta delle materie prime, tutte di prima qualità perché Antonio sulla qualità non transige, la spesa è compito suo o del figlio, in cucina due cuochi e in sala anche la moglie di Antonio.
Non c’è un piatto forte in quanto è tutto eccellente ma i clienti dell’Angolo del Beato sanno che quando sono qui non rinuncerebbero mai all’insalata russa, fatta al momento, con grande gentilezza,  anche senza tonno per chi non mangia pesce, al vitello tonnato e a tutti gli antipastini che vengono portati in tavola uno dopo l’altro: una meravigliosa salsiccia cruda, insalatina di carciofi e parmigiano, mortadella super artigianale, fiori di zucca, frittatina di ortiche, parmigiana di melanzane leggerissima e molto altro.
“ Non usiamo nulla di surgelato – spiega Antonio- solo prodotti freschi e rigorosamente di stagione, in autunno è un tripudio di funghi, tartufi, cardi”.
Altri due prodotti che caratterizzano il locale sono i dolci e i vini; zabaglione al moscato, con la ricetta di mamma Paolina, torronata, mousse di castagne, bunet, torta di seirass con canditi e le immancabili e famose scorzette d’arancia ricoperte di zucchero.
L’orgoglio di Antonio è rappresentato dalla sua cantina, proprio sotto i locali del ristorante, in mattoni rossi, contiene oltre 400 vini, per la maggior parte di produzione locale, tante “chicche” di produttori emergenti.
Mentre parliamo viene fuori quanto cuore ci mette Antonio nel suo lavoro, i ricordi di tanti anni di attività, primo fra tutti l’acquisizione del Torino calcio da parte di Urbano Cairo: “ quella notte mi fecero fare le 2, ma alla fine si trovò l’accordo”, sicuramente siglato con un brindisi dei suoi vini speciali.
Didia Bargnani

Ago Filo & Amore

Pensieri sparsi

Un nuovissimo brand nel panorama della moda torinese, compirà un anno il prossimo ottobre, ma Ago Filo & Amore ha già fatto il suo primo sold out della passata collezione autunno/inverno.
L’anima romantica e il cuore rock, che ispirano lo stile del brand sono rispettivamente quella di Greta Geretto e quello di Greta Cioni, amiche trentenni che condividono la passione per la moda, i tessuti e il design, aiutate nella realizzazione dei loro capi dalle rispettive mamme, amiche di lunga data ed ex modelle.
Le “Grete”, entrambe impegnate professionalmente, una in un negozio di interior design e l’altra in un negozio di abbigliamento, sfruttano ogni momento libero per dedicarsi alla loro passione, iniziano con un gilet realizzato con tante cravatte diverse dopo aver visto un video sul riciclo degli abiti usati, passando poi ad abbellire giacche second hand e cappelli stile Borsalino con ricami, patch e strass.
Concentratissime sulla collezione primavera/estate che a maggio debutterà in Sardegna, a Porto Cervo, si stanno dedicando alla realizzazione di pezzi unici: kimono, gonne e bustier, giacche e jeans impreziositi da disegni e ricami, giubbotti di jeans con frange, T-shirt e molto altro.
Le “Grete”, specializzate nel ridar vita a capi che non si portano più, possono personalizzare anche abiti ed accessori delle clienti; tutto viene cucito a mano dalle sapienti mani di mamma Emma e mamma Luana.
Dove si possono trovare tutte queste meraviglie?
Ovviamente su Instagram, Ago Filo & Amore e in una boutique in via Maria Vittoria a Torino, Chic Cherie.
Attendiamo con impazienza la collezione autunno/ inverno, sicuramente destinata ad un altro sold out, in bocca al lupo care “Grete” !
Didia Bargnani