In caso di emergenza come ottenere i fondi statali

Per poter accedere ai fondi statali in caso di dichiarazione di stato di emergenza la Regione avvia l’iter per adeguare le proprie normative.
L’assessore Marco Gabusi, durante la seduta della Commissione ambiente del Consiglio regionale presieduta da Sergio Bartoli, ha illustrato ai commissari il disegno di legge 141: “Disposizioni urgenti in materia di dichiarazione e gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale”.

Il presidente Sergio Bartoli

“L’ultima legge di bilancio statale ha istituito un fondo destinato alle Regioni per fronteggiare gli eventi meteorologici di livello inferiore rispetto a quelli per cui è prevista la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Fino ad oggi – ha detto Gabusi – la Regione abbiamo gestito le emergenze con la legge regionale 38/78 che, pur continuando a rappresentare uno strumento fondamentale, ha bisogno di un aggiornamento. Per questo motivo abbiamo proposto un adeguamento della normativa regionale, che garantisca agli enti locali maggiori opportunità e una significativa semplificazione delle procedure, anche grazie alle deroghe che potranno essere previste attraverso la dichiarazione dello stato di emergenza regionale”.
Il testo di legge, dichiarato urgente, passerà al vaglio del Cal entro 10 giorni senza bisogno di consultazioni e sarà discusso nell’Aula del Consiglio regionale all’inizio di giugno.
Per chiarimenti sono intervenuti i consiglieri: Vittoria Nallo (Sue), Gianna Pentenero (Pd), Sergio Bartoli (Lista Cirio), Marina Bordese (FdI), Fabrizio Ricca (Lega).

I sonnambuli e i ribelli

E’ possibile rilanciare il desiderio di giustizia sociale e libertà?

Libreria Feltrinelli
Piazza C.L.N. 251
Torino

Presentazione del libro
I sonnambuli e i ribelli.
Perché in Italia non c’è protesta sociale
di Ruggero D’Alessandro
(Meltemi Edizioni)

 

Torino è la città ideale con la sua tradizione storica di lotta radicata nel suo carattere industriale e nel ruolo centrale del suo movimento operaio e studentesco per parlare di desiderio di giustizia sociale e libertà. Dimentichiamo però i cliché della militanza: oggi la protesta si muove tra post, piazze fluide e identità precarie. È da qui che parte questo libro, dallo sguardo lucido e contemporaneo sulle ferite – sempre più visibili – della società italiana. Lo scrittore sociologo Ruggero D’Alessandro costruisce una riflessione critica sulle trasformazioni del presente, analizzando le dinamiche economiche, politiche e sociali che hanno progressivamente indebolito la protesta e la partecipazione collettiva. Con un linguaggio – accessibile ma denso – l’autore mostra con chiarezza i temi cruciali: le disuguaglianze crescenti, la crisi della rappresentanza politica, il rapporto, sempre più ambiguo, tra capitalismo e democrazia. Rispetto al Sessantotto, è vero: i movimenti di oggi sembrano più inclusivi, forse, capaci forse di parlare a tutti. Ma come? Qualcosa si è incrinato. Il legame con i partiti si è fatto distante, quasi ostile. La politica istituzionale ha perso credibilità — lasciando spazio alla sfiducia diffusa e a all’un’astensione elettorale sempre più marcata. E allora la domanda resta sospesa, urgente: che futuro hanno i movimenti? La risposta, suggerisce il libro, sta nella loro capacità di evolversi. Le tecnologie continueranno a essere strumenti potentissimi di mobilitazione immediata, ma non basteranno. Serviranno nuove architetture della partecipazione: reti stabili, associazioni, circoli, centri sociali, comunità, capaci di connettere realtà diverse, luoghi dove tornare a incontrarsi, a discutere, a decidere. Perché, anche nell’era digitale, la politica ha ancora bisogno di spazi corpi e visioni condivise perché giustizia sociale e libertà continuino a non essere solo un obiettivo e un paradigma di riferimento. Ma diventino finalmente reali. E Torino con il suo tessuto urbano e sociale, con la presenza di università e centri culturali continua a essere un ambiente favorevole per facilitare l’organizzazione collettiva.

Dettagli dell’evento:
• Data: 5 giugno
• Orario: 18:00 – 19:30
Luogo: Libreria Feltrinelli
Piazza C.L.N. 25 – Torino

Durante la presentazione l’autore dialogherà con i presenti, approfondendo i temi del libro e rispondendo alle domande del pubblico.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Per ulteriori informazioni: Meltemi Editore – www.meltemieditore.it

Retake Day 2026, Torino si mobilità per una città più bella

Sabato 23 maggio prossimo, Associazioni di Realtà del Territorio si ritroveranno per una giornata dedicata alla cura dei beni comuni e degli spazi condivisi, insieme a decine di città unite dallo stesso obiettivo. L’appuntamento sarà alle 14.30 in piazza Carducci per un intervento di cura urbana dedicato a uno dei luoghi più simbolici della città, punto di collegamento tra il sistema metropolitano e la Città della Salute. I volontari si prenderanno cura della piazza armati da piene e guanti per poterla rendere più accogliente e vivibile per cittadini, studenti e lavoratori e visitatori che la attraversano ogni giorno.

“Il Retake Day è un’occasione aperta a tutti i cittadini che credono nei valori della condivisione e della cura – dichiara il presidente di Retake, Fabrizio Milone. Invitiamo tutti a partecipare, grandi e piccoli, cittadini e associazioni, perché la cura dei beni comuni riguarda ciascuno di noi. Ogni intervento, anche il più piccolo, contribuisce a costruire comunità più consapevoli, luoghi più vivibili e a rendere più saldo il rapporto fra persone e territorio. Insieme possiamo davvero prenderci cura dell’Italia partendo dagli spazi in cui viviamo ogni giorno”.

II Retake Day rappresenta uno dei momenti più significativi dell’anno per la rete Retake, una mobilitazione diffusa che unisce persone di tutte le età nel segno della partecipazione civica e della responsabilità condivisa. Si tratta di un’iniziativa che mette al centro la cura dei luoghi e la costruzione di relazioni, comunità e senso di appartenenza.

Mara Martellotta

Di Freisa in Freisa torna a Chieri

La due giorni dedicata a uno dei vitigni simbolo del Piemonte e ad altri della Collina torinese

Sabato 23 e domenica 24 maggio

Chieri (Torino)

Degustazioni guidate, masterclass, ma anche divertimento, musica, cultura e sopraffini incontri gastronomici: tra le più attese manifestazioni nel panorama enogastronomico piemontese, è pronta a ripartire, per il sedicesimo anno consecutivo, “Di Freisa in Freisa”, l’evento promosso dal Comune di Chieri e organizzato da “Gusto S씓Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese” “Croce Rossa Italiana – Comitato di Chieri”, con l’obiettivo di “mettere in luce tutte le sfaccettature di un vitigno unico e prezioso, ma anche di valorizzare e promuovere le eccellenze culturali, artistiche, enogastronomiche e commerciali del Chierese”. L’appuntamento è per sabato 23 (a partire dalle 17 fino alle 24) e per domenica 24 maggio (dalle 10 fino alle 20) nel “centro storico” di Chieri. “ ‘Di Freisa in Freisa’ – dichiarano il sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora alla ‘Promozione del Territorio’ Antonella Giordano – è uno degli appuntamenti più attesi per la nostra città e, in generale, per l’intero territorio del Chierese. La manifestazione, infatti, non vuole solo celebrare uno dei vitigni storici del Piemonte ma si pone l’obiettivo di mostrare ai tanti visitatori le innumerevoli eccellenze che, in ogni settore, Chieri è in grado di offrire”.

E aggiunge Matteo Rossotto, presidente del “Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese”: “Negli ultimi due anni ‘Di Freisa in Freisa’ è stata rinnovata con l’obiettivo di diventare ancora più fresca e contemporanea e avvicinarci così a un pubblico giovane, desideroso di conoscere la Freisa e gli altri vini del territorio attraverso un consumo consapevole e di assoluta qualità, una nuova fetta di consumatori, magari meno esperti ma con una grande voglia di imparare e di approfondire questo mondo così affascinante”.

Due i nuclei centrali in cui prenderà corpo la manifestazione: Piazza Cavour (che si trasformerà con “Note e calici di Freisa” in un grande palcoscenico a cielo aperto in cui a darsi la mano saranno il mondo dell’enogastronomia e quello musicale e del divertimento) e Via Vittorio Emanuele II (che sarà, invece, la casa di “Spazio Freisa” attiva per tutta la domenicaa partire dalle ore 10, e dove produttori, esperti del settore, sommelier, ma anche “Wine Lovers” e semplici curiosi potranno approfondire tutte le caratteristiche della “Freisa di Chieri” attraverso degustazioni guidate e masterclass pensate per sensibilizzare al consumo consapevole e soprattutto di qualità, in abbinamento ai prodotti del “Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese”, grazie alla preziosa collaborazione con i docenti e gli studenti dell’Istituto “Norberto Bobbio” di Carignano).

In Piazza Cavour, 24 “Cantine” del territorio, insieme all’“Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino”, proporranno in assaggio, in modalità “walk around tasting”, la “Freisa” e i vini della “Collina Torinese”, assieme ad altre etichette del Canavese, dell’Astigiano e dell’Alessandrino. E, accanto al vino, il cibo proposto da una ricca varietà di cucine di strada di alta qualità con le loro specialità locali e regionali. E per finire, tanta musica. Nel pomeriggio e nella serata di sabato 23 maggio un lungo “DJ set” vedrà la partecipazione straordinaria di Francesco Quarna e Maurizio Rossato di “Radio DEEJAY”. Nella giornata di domenica la “musica itinerante” allieterà inoltre la manifestazione lungo tutto il centro storico. Ultime note, domenica 24 maggio, con la “Filarmonica San Marco – Wind Orchestra”, che intratterrà il pubblico in un viaggio tra colonne sonore e brani originali per orchestra. Anche in “Spazio Freisa”, la giornata di domenica 24 maggio sarà oltremodo densa di incontri, dai temi più vari: dal “Caffè agricolo: Acqua e Resilienza” (ore 10), via via fino alla “Masterclass” dedicata a “I vini della Provincia di Torino” (ore 18), con una degustazione guidata dall’enologo Giampiero Gerbi per scoprire i “quattro territori” della viticoltura torinese. Alla grande “Festa” dedicata alla “Freisa”, svariate saranno inoltre le realtà del territorio partecipanti: dalla “Croce Rossa Italiana – Comitato di Chieri (organizzatrice, sabato 23 maggio, della “Notte Bianca e Rossa” all’insegna dell’intrattenimento ma anche della sensibilizzazione e della solidarietà) all’azienda agricola “La Collina” di Baldissero, “fattoria didattica” dal 2021, che proporrà giochi studiati ad hoc per i più piccoli, insieme ai Ristoranti e locali chieresi (aderenti con “La Freisa di Chieri nel Piatto”) e ai negozi aperti e partecipanti, con “Ascom” e “Comitato Centro Storico”, alla manifestazione attraverso le iniziative “La Freisa in Fiera”“Freisa & Friends” e “We Love Freisa”. Altri due importanti appuntamenti da segnalare: sabato 23 (ore 16) saranno presentati i nuovi interventi realizzati al “Museo Don Bosco”, con l’esposizione di alcuni oggetti appartenuti al Santo. Per gli amanti della bici e del cicloturismo, infine, appuntamento sabato 23(ore 12,30) con “Pedali DiVini” la biciclettata curata da “Turismo Torino e Provincia” lungo le strade del Chierese. Per info e programma: www.difreisainfreisa.it

g.m.

Nelle foto: Un “giovane” brindisi; Matteo Rossotto e Antonella Giordano

Quasi 200 ragazzi coinvolti a Torino nella truffa del voucher cultura

Anziché utilizzare il bonus cultura per l’acquisto di libri, come previsto dalla normativa, trasformavano i voucher in denaro contante da spendere liberamente. È la frode scoperta dalla Guardia di Finanza di Torino, che ha portato a sanzioni superiori a 1,3 milioni di euro e coinvolto 190 giovani.

I ragazzi venivano avvicinati attraverso i social network, talvolta anche tramite influencer, con una proposta allettante: convertire i 500 euro del voucher in una cifra più bassa ma immediatamente disponibile in contanti. Molti hanno accettato il meccanismo illecito, che ora rischia di avere pesanti conseguenze economiche per le famiglie, chiamate a pagare multe di migliaia di euro.

Al centro dell’indagine c’è un commerciante torinese operante nell’e-commerce, denunciato con l’accusa di truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di fondi pubblici. Secondo gli investigatori, sui circa 95 mila euro complessivi dei bonus utilizzati dai giovani, l’uomo sarebbe riuscito a trattenere per sé oltre 83 mila euro.

Marilina Di Cataldo presenta “A ognuno il suo ordine”

Mercoledì 20 maggio, presso la biblioteca Villa Amoretti, alle 17.30

Mercoledì 20 maggio, alle ore 17.30, presso la biblioteca Villa Amoretti, situata all’interno del magico parco Rignon, a Torino, Stefania Marengo, dirigente delle Biblioteche Civiche Torinesi, presenta insieme all’autrice Marilina Di Cataldo il volume “A ognuno il suo ordine”, pubblicato da Paola Caramella Editrice.

Tematiche centrali del libro sono l’abitare, il benessere e la qualità della vita, una visione capace di superare modelli estetici e soluzioni preconfezionate, in grado di restituire all’ordine la sua dimensione più autentica e personale. Il volume nasce dall’incontro tra i due ambiti professionali di cui si occupa l’autrice: l’ufficio stampa e il Professional Organising, disciplina che si occupa di accompagnare le persone nei processi di organizzazione degli spazi, del tempo e delle abitudini con un approccio pratico ma anche profondamente umano. Si tratta di un doppio sguardo che coniuga il conferire forma e chiarezza ai contenuti, dote propria della comunicazione, a una solida esperienza sul campo dell’organizzazione e dei percorsi di cambiamento della vita quotidiana.

Il libro si rivolge a chi si occupa della casa, propria o altrui, dei modi di vivere e del lifestyle, a chi attraversa momenti di transizione come un trasloco, una separazione, la nascita di un figlio o un lutto, e sente di dover ridefinire un equilibrio quotidiano. Alla dimensione pratica e di riflessione, Marilina Di Cataldo affianca, allo scopo di fornire stimoli per una lettura simbolica dei temi dell’ordine e del disordine i riferimenti provenienti dal mondo della letteratura. Sono presenti nel volume citazioni da Lidia Ravera a Orhan Pamuk e dell’arte, da Alighiero Boetti a Jackson Pollock.

“A ognuno il suo ordine” non si può considerare un manuale, non propone schemi rigidi o soluzioni valide indistintamente per tutti, ma invita a porsi domande e osservare le proprie abitudini, costruendo un ordine su misura e sostenibile nel tempo. Si tratta di un percorso di riflessione e accompagnamento in cui lettori e lettrici possono riconoscersi e trovare spunti concreti per iniziare un percorso graduale e duraturo per il futuro.

“Di Cataldo è un’archeologa del quotidiano – spiega l’autrice della prefazione del libro, Chiara Tagliaferri – con la lente di ingrandimento puntata sui gesti nascosti all’interno delle case, nei cassetti, nelle pieghe del tempo. Mi piace pensare che abbia imparato a farlo studiando l’arte da vicino. La storica dell’arte sa che l’ordine è una narrazione, e che ogni opera necessita del suo respiro. Il vuoto intorno non è uno spazio sprecato, ma una condizione fondamentale affinché un quadro o un oggetto possano dire la verità. Per questo motivo Marilina Di Cataldo afferma ‘ogni spazio parla’”.

Marilina Di Cataldo – “A ognuno il suo ordine” – prefazione di Chiara Tagliaferri – Pagine 184 – 18 euro – Paola Caramella Editrice

Mara Martellotta

“1976: il Cuore Granata”, la festa, la memoria collettiva di un popolo e di una città

Nella giornata di lunedì 18 maggio, presso l’Hospitality Ferrini dello stadio Grande Torino, si è svolta una festa in occasione del 50esimo anniversario dello Scudetto ’76, l’ultimo vinto dal Toro, alla presenza dei due campioni granata Claudio Sala (Capitano di quella squadra) e Roberto Salvadori.

 

Insieme a loro il regista Giulio Graglia, che ha moderato l’incontro, i giornalisti Sabrina Gonzatto e Beppe Gandolfo che, a partire dai rispettivi libri, “Orfeo Pianelli – Il presidente del Toro Campione” e “Toro 1975-76 – Il campionato indimenticabile”, hanno offerto una narrazione storica ed emozionante di quella magica giornata del 16 maggio 1976, rivolgendo uno sguardo al passato per gettare una luce sul presente.

L’iniziativa, inserita nel programma del Salone del Libro OFF, è stata un’occasione per ascoltare dalla viva voce dei protagonisti in campo il fiume di emozioni che attraversò quella giornata torinese, con il Toro costretto al pareggio da un pugnace Cesena in una partita che avrebbe potuto far registrare il record di tutte vittorie in casa, impresa che non riuscì neanche agli Invincibili. Trascorsi i 90 minuti, la gioia si fece attendere ancora per qualche istante, lungo quanto i 27 anni che separavano l’ultimo scudetto del Grande Torino da quello degli uomini guidati da Gigi Radice. Il boato della Maratona sancì la sconfitta della Juve sul campo di Perugia. Il Toro era di nuovo Campione d’Italia.

Un Toro e un calcio d’altri tempi, una storia che pare un sogno, che avrebbe dell’incredibile se non ci fossero oggi testimonianze certe dell’accaduto, ed è proprio su quest’onda transgenerazionale che si perpetuano i valori e la leggenda del Cuore Granata, vivi attraverso momenti di condivisione che smettono di essere semplici “reunion” in ricordo dei bei tempi passati per diventare ponti della memoria collettiva, come ha ricordato durante l’incontro il giornalista Beppe Gandolfo.

Il ricordo, evocato attraverso aneddoti familiari, ha rappresentato il tema centrale dell’intensa e commovente lettura di Sabrina Gonzatto e il fil rouge con la storia di un popolo immerso nelle dinamiche della Torino che fu, nell’anno del primo processo alle Brigate Rosse, degli Anni di Piombo e della Fiat.

Presente all’evento anche l’Assessora alla Transizione ecologica e digitale della Città di Torino, Chiara Foglietta, di dichiarata fede torinista.

“Per me è un onore rappresentare la nostra città – ha dichiarato l’Assessora Chiara Foglietta – soprattutto in queste giornate dalle tinte granata e in questo stadio, teatro di emozioni che si respirano forti oggi come cinquant’anni fa”.

“Mi feci male durante la partita precedente – ha raccontato, sorridendo, Claudio Sala  –  quindi non avrei neanche dovuto giocare contro il Cesena, ma strinsi i denti e scesi in campo, anche se sofferente. Insomma, per come giocai mi sarei dato un 4 in pagella, ma alla fine riuscimmo a guadagnare il punticino dello scudetto. Ricordo il grande Gigi Radice arrabbiatissimo per quel pareggio, anche perché una vittoria avrebbe significato stabilire il record di vittorie in casa e un grande traguardo anche per lui come allenatore. La festa fu bellissima, magica, ma non mi è ancora andato giù del tutto il fatto di non essere riusciti a bissare il titolo l’anno dopo, in cui guadagnammo cinque punti in più rispetto alla stagione prima, che però non furono sufficienti per vincere: la Juventus terminò il campionato con un punto in più di noi. Due campionati di fila vinti avrebbero probabilmente scritto un futuro diverso per il Toro”.

“La ricordo come una giornata dalle emozioni pazzesche – ha raccontato Roberto Salvadori – a cominciare dalla tensione per una partita che sapevamo avrebbe deciso una stagione e un percorso cominciato molto tempo prima, e poi le 70 mila persone allo stadio, l’impeto della Curva Maratona, i tamburi che rullavano, il senso di liberazione al gol di Paolo Pulici, e il panico, per fortuna senza conseguenze, causato dall’incomprensione tra Mozzini e Castellini che portò all’autogol del definitivo pareggio. Ricordo il boato della Maratona che ci avvertì dello svantaggio della Juve a Perugia e i paracadutisti che scesero sul campo a fine partita. Lo scudetto con il Toro per me ha rappresentato la vittoria più importante della mia carriera”.

Gian Giacomo Della Porta

Locali Storici: pasticceria Barberis di Valenza

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A cura di Piemonteitalia.eu

Questo locale vanta origini nell’ultimo decennio dell’800. Non è più nella sua prima sede, ma continua a preparare le ricette originali tipiche delle migliori pasticcerie piemontesi: la ricca torta tartufata ricoperta di cioccolato, gli amaretti e i savoiardi, le “bignole”…

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https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/pasticceria-barberis

Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo