L’assessore Vignale in Valle Orco

Venerdì pomeriggio l’Assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, ha effettuato un sopralluogo in Valle Orco, visitando i Comuni di Ceresole Reale e Locana per verificare lo stato di avanzamento di opere finanziate con contributi regionali e incontrare le amministrazioni locali.

A Ceresole Reale, l’Assessore ha incontrato il Sindaco Alex Gioannini, il Vice Sindaco Mauro Durbano, presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, e l’Assessore comunale Davide Bruno Mattiet. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi finanziati grazie ai Fondi di Sviluppo e Coesione, risorse di origine europea trasferite dallo Stato alle Regioni. Nell’attuale programmazione, il Piemonte ha ricevuto 105 milioni di euro, redistribuiti attraverso il programma regionale a 805 Comuni per la realizzazione di quasi mille progetti locali.

Tra questi rientra il progetto del Comune di Ceresole Reale, destinatario di un finanziamento pari a circa 160 mila euro, che verrà utilizzato per la realizzazione di ecoisole in legno per la raccolta dei rifiuti, in linea con le esigenze ambientali e paesaggistiche del territorio montano.

«I Fondi di Sviluppo e Coesione rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere i piccoli Comuni e le aree montane, garantendo interventi concreti e mirati che migliorano la qualità della vita dei cittadini e valorizzano il territorio», ha dichiarato l’Assessore Gian Luca Vignale. «La Valle Orco è un esempio virtuoso di come queste risorse possano tradursi in progetti utili, sostenibili e coerenti con l’identità locale».

La visita a Ceresole Reale è stata anche l’occasione per conoscere alcune realtà simbolo del paese, a partire dalla scuola primaria, considerata la più piccola d’Italia, con due alunni e un’insegnante, un primato che il Comune difende con orgoglio. Il sopralluogo è proseguito alla pista di sci di fondo e al centro sportivo, dove l’Assessore ha incontrato il maestro di sci Marco Rolando, per poi concludersi con la visita ad alcune attività storiche del paese, tra cui il negozio di alimentari “Giannina”, autentica istituzione per la comunità locale.

A Locana, l’Assessore Vignale ha incontrato il Sindaco Mauro Peruzzo Cornetto, il Vice Sindaco Mauro Noascone e l’Assessore comunale Mauro Gugliemetti, che hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori presso l’Alpe Cialma. La ristrutturazione della stazione sciistica è stata finanziata anche grazie a 400 mila euro provenienti da un accordo di programma con la Regione. I lavori, attualmente sospesi a causa delle condizioni meteorologiche, risultano in fase avanzata e l’amministrazione ha già individuato il gestore degli impianti, che saranno operativi dalla prossima stagione invernale.

«L’obiettivo è trasformare l’Alpe Cialma in un punto di riferimento per il turismo della Valle, non solo in inverno ma durante tutto l’anno», ha sottolineato Vignale. «Investire su infrastrutture e servizi significa creare opportunità di sviluppo economico e contrastare lo spopolamento delle aree montane. Ho potuto apprezzare l’ottimo lavoro dell’amministrazione nel creare occasioni di sviluppo e lavoro con la gestione di iniziative quali il caseificio, l’Alpe Cialma e la struttura per anziani».

Sempre a Locana, grazie a 160 mila euro di Fondi di Sviluppo e Coesione, verrà inoltre finanziato nel corso dell’anno un intervento di recupero del centro storico, volto a valorizzare il patrimonio edilizio e urbano del paese.

Il sopralluogo si è concluso con la visita ad alcune eccellenze locali, tra cui il caseificio e punto vendita “Gran Paradiso”, realizzato e gestito dal Comune, e la casa vacanze Pra del Brec della famiglia Laboroi, esempio di ricettività di qualità e di recupero del patrimonio edilizio tradizionale, accompagnati da Giorgio Magrini, direttore generale del GAL Valli del Canavese.

«Queste realtà dimostrano come, attraverso una sinergia tra Regione e amministrazioni locali, sia possibile sostenere uno sviluppo equilibrato e duraturo, capace di coniugare tutela del territorio, turismo e qualità dei servizi», ha concluso l’Assessore Vignale.

Piccole imprese senza credito: il Piemonte tra le regioni più penalizzate

In Italia il settore delle micro e piccole imprese sta attraversando una fase particolarmente complessa, caratterizzata da una significativa carenza di credito e da crescenti difficoltà di accesso ai finanziamenti. Secondo l’ultimo rapporto Censis, il tasso di interesse medio sui nuovi prestiti è in diminuzione da sette trimestri consecutivi, dopo aver raggiunto il picco del 5,75% nel terzo trimestre del 2023, per poi scendere al 3,99% nel 2025.

Permane tuttavia un marcato divario territoriale nell’erogazione del credito, con differenze rilevanti tra le regioni che colpiscono soprattutto le micro e piccole imprese. Le analisi Censis evidenziano come l’espansione del credito abbia interessato prevalentemente le grandi imprese, mentre le realtà di dimensioni minori risultano le più penalizzate. In particolare, nella sezione Territori e reti del rapporto Censis, emerge che tra dicembre 2023 e dicembre 2024 la contrazione dei prestiti è stata particolarmente accentuata.

In questo contesto si inserisce la nascita della nuova Artigiancassa, che, secondo Adelio Ferrari, rappresenta uno strumento strategico per valorizzare e facilitare l’accesso al credito delle piccole imprese. Il rilancio di Artigiancassa prende avvio con l’acquisizione dell’intermediario finanziario BGA da parte di Mediocredito Centrale e AGART S.p.A., società partecipata da Confartigianato, CNA, Casartigiani e Fedart Fidi.

Come sottolinea Ferrari, “Artigiancassa diventa un canale diretto di accesso al credito, configurandosi come uno strumento finanziario di reale supporto per le imprese del comparto artigiano. L’obiettivo è offrire una risposta concreta, in termini finanziari, agli imprenditori artigiani piemontesi e italiani, la cui esigenza di credito è reale e indispensabile per pianificare investimenti e realizzare progetti di sviluppo ecologico e digitale”.

La missione principale di Artigiancassa è fornire risposte rapide ed efficaci a un intero comparto su scala nazionale, permettendo l’accesso a soluzioni di finanziamento a medio-lungo termine attraverso un modello integrato che unisce la presenza capillare degli Artigiancassa Point sul territorio con la gestione digitale garantita da Mediocredito Centrale.

Ferrari conclude evidenziando come “strumenti di questo tipo restituiscano il giusto valore a un settore, quello artigiano, che ha sempre rappresentato una colonna portante dell’economia italiana e dell’eccellenza produttiva del Paese. È fondamentale proseguire su questa strada per fornire risposte concrete agli imprenditori artigiani, veri timonieri di un comparto che deve necessariamente riconquistare il ruolo centrale che gli compete”.

I dati confermano inoltre un quadro di criticità crescente: la contrazione del credito risulta più marcata per le microimprese a rischio alto o elevato (-7,92%, in aumento rispetto al -7,18% di dicembre 2024), mentre anche le medie imprese a rischio basso registrano una riduzione dei finanziamenti (-5,96% a dicembre 2024 e -3,96% nel dicembre successivo). Il focus sulle imprese piemontesi mette in luce un evidente squilibrio nell’accesso al credito: il TAE (Tasso Annuo Effettivo) per le piccole imprese in Piemonte, rilevato a giugno 2024, si attesta all’8,96%, contro il 6,42% applicato alle imprese medio-grandi.

Il 2026 inizia al teatro Regio con la Cenerentola

 

E tre debutti, di Antonio Fogliani sul podio del teatro Regio, di Manu Lalli alla regia e della grande Vasilisa Berzhanskaya quale protagonista

Martedì 20 gennaio prossimo, alle ore 20, andrà in scena al teatro Regio La Cenerentola di Gioachino Rossini, gioiello del melodramma giocoso che trasforma la celebre fiaba in un racconto sul potere della bontà e del perdono.  Sono tre gli importanti debutti  da cui è impreziosita la produzione: sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio salirà Antonino Fogliani, tra le bacchette di riferimento del repertorio belcantista; la regia, già  proposta al Maggio Musicale Fiorentino, è affidata a Manu Lalli. Nel ruolo di Cenerentola il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya, dalla straordinaria estensione vocale. Accanto a  lei un cast che assicura energia teatrale e smalto rossiniano con Nico Darmanin nel ruolo di don Ramiro, Roberto De Candia in quello di Dandini, Carlo Lepore in Don Magnifico, Maharram Huseynov nei panni di Alidoro e le artiste del teatro  Regio Ensemble Albina Tonkikh  e Martina Myskohlid nei panni delle sorellastre Clorinda e Tisbe.
Il Coro del Teatro è preparato dal maestro Piero Monti, che ha dato la sua disponibilità a sostituire il maestro Ulisse Trabacchin.
La “Cenerentola ossia la bontà in trionfo” fu composta in sole tre settimane e andata in scena per la prima volta al teatro Valle di Roma nel 1817 e rappresenta un concentrato di invenzione teatrale e musicale.
A partire dall’allestimento di Jacopo Ferretti della fiaba di Charles Perrault, l’opera trasforma la storia di Cenerentola in un capolavoro scintillante dove il gioco dei travestimenti va ad esplorare il tema dell’identità capovolta. Il principe si fa servitore, il servitore si finge principe, mentre l’unica a restare se stessa è Cenerentola.  Gli equivoci scardinano le apparenze, la magia lascia il posto all’ingegno e i simboli tradizionali della fiaba, fata, matrigna e scarpetta, divengono personaggi e oggetti nuovi: il filosofo Alidoro, il patrigno don Magnifico, “intendente dei bicchier e presidente al vendemmiar” e la scarpetta diventa il celebre braccialetto. È la virtù interiore della protagonista, più che un incantesimo, a guidare il lieto fine.
Con “La Cenerentola ossia la bontà in trionfo”, andata in scena per la prima volta nel 1817, l’anno successivo al debutto del Barbiere di Siviglia, Rossini aggiunse alla sua vis comica, che gli aveva procurato successo in tutta Europa, nuove sfumature sentimentali. La fiaba di Perrault viene adattata da Jacopo Ferretti con alcune varianti, su tutte la matrigna diventa qui patrigno e la scarpetta braccialetto, e offrì a Rossini l’occasione  di tingere i suoi  crescendo di nuances malinconiche, aprendo i suoi ritmi forsennati a tocchi di poesia. Il risultato è  quello di un’opera in  cui Cenerentola e il principe don Ramiro cantano i loro sentimenti effondendovi tutta la fragilità della giovinezza. Gli antagonisti , il patrigno don Magnifico e le sorellastre, fanno da contraltare con un umorismo sapido e grottesco, di derivazione napoletana, non dimentico della radice europea della fiaba di Cenerentola nella terra di Basile. Come suggerisce il nome il soggetto dell’opera è tratto dalla celebre fiaba di Charles Perrault, anche se il romano Jacopo Ferretti si rifà ad altri due libretti d’opera, “Cendrillon” di Charles Guillaume Etienne e “Agatina , o la “virtù premiata” di Stefano Pavesi.
Il riferimento principale rimane quello della fiaba di Perrault , soprattutto per ragioni morali. A differenza di alcune versioni più aspre e violente del racconto, lo scrittore francese enfatizzò nella sua favola gli elementi del perdono e della virtù,  valori molto vicini alla sensibilità del tempo e certamente graditi al vaglio pontificio. Sullo sfondo della vicenda fa capolino una società degradata, calata a pennello nell’atmosfera romana di quegli anni, pervasa dalla corruzione, da una nobiltà decadente e da gravi disagi anche tra i ceti più poveri.
Sotto le spoglie di un buonismo obbligato dalla pesante censura pontificia si intravede la lettura sarcastica di una fiaba amara.
Il debutto, pur non provocando uno scandalo paragonabile a quello del Barbiere di Siviglia, si rivelò un insuccesso. L’opera incontrò il favore del pubblico, diventando molto popolare sia in Italia sia all’estero, dopo alcune recite.
Pur nella sua veste sorridente e giocosa, La Cenerentola è un’opera dal forte valore simbolico; la protagonista incarna un ideale di bontà che non si lascia contagiare dall’odio, ma lo disinnesca con il perdono e con la scelta di non rispondere alla violenza con altra violenza. In un mondo popolato da arrivismo, vanità e meschinità, Cenerentola diventa pacificatrice, ricuce i rapporti spezzati, dà una seconda possibilità anche a chi l’ha umiliata. La sua ascesa sociale non è frutto di incantesimi, ma di intelligenza, pazienza e compassione. Il vero riscatto non coincide  solo con il  matrimonio principesco, ma con  la vittoria della conoscenza e della bontà su ogni forma di prepotenza. Si tratta di un messaggio che conserva intatta la propria forza: nella Cenerentola rossiniana il perdono non diventa debolezza, ma una forza trasformativa che muta il destino dei personaggi e, idealmente, lo sguardo di chi ascolta.

La Cenerentola andrà in scena dal 20 al 27 gennaio al teatro Regio di Torino, piazza Castello 215.

Tel 0118815241, 0118815242
Orari di apertura della biglietteria da lunedì a sabato dalle 11 alle 19, domenica dalle 10.30 alle 15.30 e un’ora prima degli spettacoli.
Per la vendita online dei biglietti delle manifestazioni al teatro Regio Vivaticket.

Mara Martellotta

Piemonte Miele celebra 50 anni e guarda al futuro dell’apicoltura italiana

La mattinata ha visto la partecipazione di istituzioni politiche nazionali e regionali,
associazioni di categoria e soci conferenti, focalizzando le riflessioni su
cooperazione, qualità, cambiamento climatico e sostenibilità, con un dibattito
incentrato sulle sfide derivanti dalla direttiva breakfast e dalla nuova PAC.
Fossano, 17 gennaio – Una giornata di festeggiamenti, confronti e visione verso il futuro ha
segnato il cinquantesimo anniversario di Piemonte Miele, celebrato a Cussanio (Fossano –
CN), alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo apistico, cooperativo e di
settore. Un traguardo importante per una cooperativa che, in mezzo secolo di attività, ha
contribuito in modo significativo alla crescita del settore e alla valorizzazione del miele di
qualità, diventando un punto di riferimento per il territorio piemontese e non solo.
“La cooperativa nasce nel 1976, dalla visione di otto apicoltori che volevano iniziare ad
avere la possibilità di lavorare insieme usando la cooperazione per ottimizzare le economie
di spesa. – racconta Davide Colombo, Presidente di Piemonte Miele, di fronte a una sala
gremita di apicoltori e rappresentanti politici – Dopo cinquant’anni la cooperativa è diventata
un punto di riferimento per i consumatori e la grande distribuzione, non solo nel nord Italia
ma in tutta la penisola. Siamo la cooperativa leader per le vendite di miele e siamo orgogliosi
di dire che nell’ultimo anno abbiamo avuto una crescita del 18% nelle vendite alla grande
distribuzione”.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente della Regione Piemonte,
Alberto Cirio: “Siamo qui oggi per celebrare questi cinquant’anni di mondo cooperativo
legato a un prodotto straordinario per la nostra Regione, che è la prima in Italia per numero
di alveari. Con il nostro assessorato vogliamo dimostrare una grande attenzione per un
percorso che vogliamo fare con gli apicoltori, ricordando che le sfide globali sono tante ma
che, se lavoriamo insieme privilegiando la qualità e il rispetto pragmatico dell’ambiente,
avremo un futuro roseo”. A contribuire ai saluti anche l’Assessore all’Agricoltura di
Regione Piemonte, Paolo Bongioanni: “L’apicoltura rappresenta per il Piemonte un settore
di valore strategico, fondamentale per la tutela della biodiversità e per la valorizzazione
anche delle aree più marginali della nostra Regione. Come assessorato confermiamo il
nostro impegno a sostenere il settore, sia attraverso il supporto alla ricerca, anche tramite i
centri, sia mettendo a disposizione gli strumenti regionali, economici e operativi, a servizio
degli apicoltori”.

L’incontro di Fossano è stata inoltre un’occasione per associazioni e politica di sottoscrivere
dal vivo il Manifesto per il Futuro dell’Apicoltura, un’iniziativa di Piemonte Miele per dare
voce a un settore che spesso viene lasciato

“My name is Luca”, una serata per celebrare Gianluca Vialli

Lunedì 19 gennaio il Teatro Regio ospiterà una serata benefica dal titolo “My name is Luca-Ballata con Vialli”, serata promossa dalla Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport onlus. La prima edizione ha avuto luogo a Genova lo scorso anno. Questa seconda toccherà Torino e, a tre anni dalla scomparsa, Gianluca Vialli verrà ricordato da compagni di squadra, amici e giornalisti al Teatro Regio.

Gianluca Vialli era molto legato a Torino, in quanto ci ha vissuto la seconda giovinezza calcistica dopo quella alla Sampdoria. Fu lui ad alzare al cielo l’ultima Champion’s League vinta dalla Juventus, portando a Torino il trofeo. La serata sarà una celebrazione di ricordo condotta da Linus. Tra gli ospiti, Roberto Mancini, che ha condiviso con Vialli i trionfi della Sampdoria e la vittoria dell’Europeo nel 2020, e gli ex compagni juventini Fabrizio Ravanelli e Gianluca Pessotto per ricordare la Champion’s del 1996. Sul palco sono attesi anche Gigi Buffon e Giorgio Chiellini: il primo ha sostituito proprio Vialli nel ruolo di capodelegazione della Nazionale di calcio, il secondo è stato capitano degli Azzurri vittoriosi agli Europei, guidati in panchina da Mancini e Vialli. Sarà presente anche Alessandro Cattelan, che intervistò Vialli per il progetto Netflix “Una semplice domanda” in un momento di grande profondità e commozione. Verrà letto un monologo scritto appositamente per la serata dalla scrittore Matteo Bussola. Sarà presente anche Valter Veltroni, che approfondirà il tema del calcio e della cultura popolare tra attaccanti e scrittori, citando Vialli e Pasolini. Alla serata sarà presente anche Scarlett Rivera e gli Eugenio in via di Gioia con un omaggio al calcio di strada e a Stefano Benni. Vinicio Capossela ricorderà Vialli leggendo un brano di Gianni Mura sul calciatore scomparso, oltre a rendergli omaggio con le sue canzoni. Presenti, tra gli altri, anche Piero Chiambretti e la presidente della Fondazione delle Antichità Egizie di Torino Evelina Christillin.

“Oggi a Gianluca cintinua a farsi ricordare sempre con il sorriso. Questa è una bellissima eredità – ha commentato il noto dj Linus in videocollegamento – a casa ho una maglia di Vialli indossata nella stagione della vittoria della Champion’s League. Non l’abbiamo mai lavata perché perderebbe la sua anima”.

L’obiettivo della serata non è solo quello di celebrare Gianluca Vialli, ma di continuare la sua opera di sostegno alla ricerca sulla SLA e sul cancro attraverso la Fondazione Vialli s Mauro, a cui i due sportivi hanno dato vita nel 2003. Verranno raccolti fondi a favore dell’Istituto di Candiolo IRCCS Centro specializzato nel trattamento delle patologie oncologiche e destinati al reparto di gastroenterologia ed endoscopia digestiva diretto dalla dottoressa Teresa Staiano, reparto al quale era già stato donato un macchinario di endoscopia per la diagnosi stadiazione e cura del tumore al pancreas.

Biglietti in vendita su Vivaticket

Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino.

Gian Giacomo Della Porta

Saliscendi granata: Serie A Torino-Roma 0-2

 

Saliscendi granata: il Torino cade contro la Roma
Un altro pomeriggio amaro per il Torino, sconfitto 0-2 dalla Roma nella gara di Serie A giocata oggi. I granata confermano il loro andamento altalenante: buone intenzioni, ma poca continuità nei momenti chiave della partita.
La Roma si dimostra più cinica e ordinata, colpendo nei momenti giusti e gestendo il ritmo con maggiore esperienza. Il Torino prova a reagire, soprattutto nella ripresa, ma fatica a trovare spazi e occasioni davvero pericolose.
Il risultato finale fotografa un campionato fatto di saliscendi per la squadra granata, ancora alla ricerca della giusta solidità per fare il salto di qualità. Per la Roma, invece, arrivano tre punti pesanti che rafforzano ambizioni e classifica.

Enzo Grassano

Askatasuna in aula (tra polemiche) all’Università di Torino: annunciata la mobilitazione del 31 gennaio

Si è svolta ieri nell’aula 3 della Palazzina Einaudi del campus dell’Università di Torino, un’assemblea promossa dal collettivo Askatasuna insieme ad altre realtà del movimento antagonista. L’incontro ha registrato una partecipazione numerosa, con la presenza di studenti e attivisti arrivati anche da fuori città, tanto da rendere necessario l’utilizzo di un’aula aggiuntiva collegata in streaming per permettere a tutti di seguire i lavori.

Durante l’assemblea è stata annunciata la mobilitazione in programma per il 31 gennaio, giornata in cui gli organizzatori hanno dichiarato l’intenzione di occupare in modo diffuso lo spazio urbano, utilizzando lo slogan secondo cui “prenderemo la città”. L’iniziativa si inserisce nel percorso di rilancio del movimento dopo lo sgombero dello spazio di Askatasuna avvenuto nelle scorse settimane e ha avuto come obiettivo quello di ricostruire una rete di sostegno e di iniziativa politica, chiamando alla partecipazione collettiva in risposta alle decisioni delle istituzioni e alle politiche considerate ostili ai movimenti sociali.

La scelta di ospitare l’assemblea all’interno di una sede universitaria ha però sollevato dubbi e critiche. In diversi ambienti accademici e politici è stata espressa perplessità per la concessione di un’aula dell’Ateneo a un incontro che non si è limitato al confronto di idee, ma ha lanciato un appello esplicito alla mobilitazione cittadina. Secondo i detrattori, l’utilizzo di spazi universitari per iniziative di questo tipo rischia di essere interpretato come una forma di legittimazione istituzionale, mettendo in discussione il ruolo dell’università come luogo neutrale dedicato alla didattica e alla ricerca.

Altri, invece, difendono la decisione dell’Ateneo, sottolineando come l’università debba rimanere uno spazio aperto al confronto e alla libertà di espressione, anche quando le posizioni espresse risultano divisive o controverse, purché le iniziative si svolgano nel rispetto delle regole. Resta quindi aperto il dibattito sul confine tra apertura democratica e opportunità istituzionale, un tema che torna ciclicamente nel rapporto tra università e movimenti politici e che, anche in questa occasione, ha trovato nel campus Einaudi il suo punto di emersione.

Roghi nella notte sotto i portici: lite tra senza tetto forse la causa

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Nella notte a Torino in piazza della Repubblica sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale per spegnere due roghi causati da senza fissa dimora. Fortunatamente nessuno ha riportato ferite. Non è  da escludere l’ipotesi di una lite tra due senzatetto, che nel secondo incendio ha provocato un atto di vendetta, o anche una terza persona che avrebbe appiccato le fiamme in entrambi i casi.

I danni degli incendi sono visibili nei portici. Si tratta di un incidente legato a un serio problema sociale di dignità e salute degli stessi senza tetto e di degrado in città.
(foto Igino Macagno)

Torino, rubavano sulle auto in sosta: arrestate due donne

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La Polizia di Stato ha arrestato a Mirafiori due donne italiane, di 29 e 38 anni, denunciando a piede libero un terzo soggetto per tentato furto aggravato su autovetture in sosta.

Una pattuglia del Commissariato di P.S. “Mirafiori” è intervenuta in via Pio VII a seguito della segnalazione giunta alla locale Sala Operativa di un tentato furto ad opera di tre persone che, con fare sospetto, erano state viste aggirarsi nei pressi di una macchina di lusso in sosta sulla pubblica via.

In particolare, una delle due donne era stata vista intrufolarsi nell’auto in questione, mentre gli altri due facevano da “palo”.

I poliziotti, giunti sul luogo, hanno individuato i tre soggetti intenti a perpetrare un furto su un’altra vettura in sosta, fermandoli tempestivamente.

Dai primi accertamenti, gli operatori hanno constatato che i malfattori avevano rovistato all’interno di tre autovetture ed una delle due donne aveva ancora tracce di sangue sulla mano per aver infranto un deflettore.

Inoltre, la perquisizione ha consentito agli agenti di rinvenire all’interno della tasca del pantalone della cittadina un coltellino macchiato di sangue.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, a seguito della quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.