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	<title>POLITICA Archivi - Il Torinese</title>
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	<title>POLITICA Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Torino: la sindrome della &#8220;città vetrina&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/01/cinema-mole-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L&#8217;OPINIONE Le recenti perplessità di Evelina Christillin su una possibile candidatura olimpica per Torino sono solo l’ultimo segnale di un malessere che la città non vuole affrontare. Al di là dei singoli pareri, la questione di fondo resta una: Torino è davvero pronta a gestire un grande evento, o siamo ormai ostaggi della &#8220;sindrome della vetrina&#8221;? Siamo diventati campioni nel vestire a festa la città per pochi giorni, come accade con le ATP Finals. Luci, sponsor e visibilità internazionale: tutto perfetto. Ma poi? Appena si spengono i riflettori, Torino torna a fare i conti con la propria quotidianità, fatta di</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/20/torino-la-sindrome-della-citta-vetrina/">Torino: la sindrome della &#8220;città vetrina&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/01/cinema-mole-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h2 align="left"><span style="color: #008000;"><strong>L&#8217;OPINIONE</strong></span></h2>
<p align="left"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-295748" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/c0b58133-82aa-4d0b-951f-ff34b80764e3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/c0b58133-82aa-4d0b-951f-ff34b80764e3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/c0b58133-82aa-4d0b-951f-ff34b80764e3-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/c0b58133-82aa-4d0b-951f-ff34b80764e3-768x768.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/c0b58133-82aa-4d0b-951f-ff34b80764e3-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/c0b58133-82aa-4d0b-951f-ff34b80764e3.jpg 930w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Le recenti perplessità di Evelina Christillin su una possibile candidatura olimpica per Torino sono solo l’ultimo segnale di un malessere che la città non vuole affrontare. Al di là dei singoli pareri, la questione di fondo resta una: Torino è davvero pronta a gestire un grande evento, o siamo ormai ostaggi della &#8220;sindrome della vetrina&#8221;?</p>
<p align="left">Siamo diventati campioni nel vestire a festa la città per pochi giorni, come accade con le ATP Finals. Luci, sponsor e visibilità internazionale: tutto perfetto. Ma poi? Appena si spengono i riflettori, Torino torna a fare i conti con la propria quotidianità, fatta di problemi infrastrutturali irrisolti e di una programmazione che sembra svuotarsi appena finisce il mega-evento di turno.</p>
<p align="left">Il paragone con Milano, che inseguiamo affannosamente, è impietoso. La differenza non è nella capacità di gestire una cerimonia, ma nella sostanza dei giorni che seguono. Milano corre tutto l&#8217;anno; Torino, invece, vive di &#8220;fiammate&#8221; che lasciano dietro di sé più costi di gestione che eredità concrete.</p>
<p align="left">Prima di sognare nuovi loghi olimpici, dovremmo chiederci se sia saggio sobbarcarsi un altro fardello economico per infrastrutture che rischiano di diventare l&#8217;ennesimo monumento all&#8217;incompiuto. Torino non ha bisogno di un altro grande evento per sentirsi importante; ha bisogno di una gestione che sappia guardare oltre il taglio del nastro. Perché se non impariamo a far funzionare la città per chi ci vive 365 giorni l’anno, resteremo sempre e solo una bellissima comparsa nel panorama dei grandi eventi. E, forse, è ora di smetterla di recitare questo copione.</p>
<p align="left"><strong>Chiara Vannini</strong></p>
<p style="text-align: center;" data-start="0" data-end="113"><span style="color: #333333;"><strong>***</strong></span></p>
<p data-start="0" data-end="113"><span style="color: #008000;"><strong data-start="0" data-end="113">Pro e contro. Le conseguenze economiche e turistiche dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 sul territorio piemontese</strong></span></p>
<p data-start="115" data-end="577">I Giochi Olimpici Invernali del 2006 hanno rappresentato per Torino e per l’intero Piemonte molto più di un evento sportivo: sono stati un punto di svolta capace di incidere in modo profondo sull’economia locale, sull’organizzazione del territorio e sull’attrattività turistica. A distanza di anni, è possibile osservare come quell’appuntamento abbia contribuito a ridefinire il ruolo della città e della regione, avviando un processo di trasformazione duraturo.</p>
<p data-start="579" data-end="1219">Dal punto di vista economico, le Olimpiadi hanno attivato un ingente flusso di investimenti, sia pubblici sia privati. Le risorse impiegate per la costruzione degli impianti sportivi, il miglioramento delle infrastrutture e la riqualificazione urbana hanno avuto un impatto significativo sull’economia locale. In particolare, si è registrato un effetto positivo sulla crescita, con un incremento stimato intorno allo <strong data-start="996" data-end="1032">0,2% del PIL a livello nazionale</strong> e fino a circa <strong data-start="1048" data-end="1073">il 3% per il Piemonte</strong>. Questo impulso ha favorito lo sviluppo di settori come l’edilizia, i trasporti e i servizi, contribuendo a modernizzare il sistema territoriale.</p>
<p data-start="1221" data-end="1651">Uno degli effetti più rilevanti è stato il cambiamento dell’immagine di Torino. Prima del 2006, la città era principalmente associata alla grande industria automobilistica; dopo i Giochi, ha iniziato a essere percepita come una destinazione culturale e turistica. Musei, residenze storiche, eventi e gastronomia sono diventati elementi centrali nella promozione del territorio, aumentando la visibilità internazionale della città.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-290983" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/olimpiadi_torino.jpg" alt="" width="900" height="599" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/olimpiadi_torino.jpg 900w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/olimpiadi_torino-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/olimpiadi_torino-768x511.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/olimpiadi_torino-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/olimpiadi_torino-480x319.jpg 480w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p data-start="1653" data-end="2076">Sul piano turistico, i risultati sono stati evidenti soprattutto nel medio-lungo periodo. Gli arrivi turistici sono cresciuti in modo molto significativo: si registra un aumento di circa <strong data-start="1840" data-end="1862">il 90% in Piemonte</strong> e di oltre <strong data-start="1874" data-end="1905">il 100% nell’area di Torino</strong>. Anche le presenze (pernottamenti) hanno seguito lo stesso andamento, con un incremento di circa <strong data-start="2003" data-end="2033">il 52% a livello regionale</strong> e di circa <strong data-start="2045" data-end="2074">il 73% nell’area torinese</strong>.</p>
<p data-start="2078" data-end="2391">Questa crescita si riflette anche nei dati più recenti: il Piemonte ha raggiunto circa <strong data-start="2165" data-end="2202">17 milioni di pernottamenti annui</strong>, di cui circa <strong data-start="2217" data-end="2266">4,5 milioni concentrati nella città di Torino</strong>. Il turismo è diventato così un settore sempre più importante, arrivando a rappresentare <strong data-start="2356" data-end="2390">oltre il 10% del PIL regionale</strong>.</p>
<p data-start="2393" data-end="2843">L’aumento dei flussi turistici ha avuto ricadute diffuse sul tessuto economico locale. Da un lato, si è registrato un incremento dell’occupazione nei servizi legati all’accoglienza; dall’altro, si è rafforzato l’indotto, comprendente trasporti, commercio e attività culturali. Inoltre, l’esperienza organizzativa maturata con le Olimpiadi ha reso il territorio più capace di ospitare eventi di rilievo, consolidando ulteriormente la sua attrattività.</p>
<p data-start="2393" data-end="2843"><strong><span style="color: #008000;">Le criticità</span></strong></p>
<p data-start="2845" data-end="3342">Tuttavia, non sono mancate alcune criticità. Alcune strutture costruite per i Giochi hanno incontrato difficoltà nel trovare un utilizzo stabile nel tempo, mentre i benefici economici non si sono distribuiti in modo uniforme tra tutte le aree. Inoltre, una parte dell’occupazione generata è rimasta legata a lavori stagionali o poco qualificati. Questi aspetti mostrano come l’impatto di un grande evento debba essere gestito con politiche mirate per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.</p>
<p data-start="3344" data-end="3693">Nel complesso, l’eredità di Torino 2006 può essere considerata positiva. I Giochi hanno contribuito a diversificare l’economia locale, riducendo la dipendenza dal settore industriale e rafforzando il ruolo del turismo e della cultura. Hanno inoltre migliorato le infrastrutture e favorito un cambiamento nella percezione della città e della regione.</p>
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		<title>Il Pld parteciperà alla fiaccolata del 24 aprile 2026</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 22:32:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/20250424_25Aprile_Fiaccolata_LoRusso-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/20250424_25Aprile_Fiaccolata_LoRusso-5-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/20250424_25Aprile_Fiaccolata_LoRusso-5-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; La tradizionale fiaccolata torinese del 25 aprile si svolge da qualche anno in un clima di grande tensione. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, si sono verificate diverse aggressioni nei confronti dei gruppi politici che non fanno parte della tradizione resistenziale comunista. Lo scorso anno, alcuni appartenenti all’Anpi hanno fisicamente impedito la partecipazione di esponenti politici dell’area liberale, riformista o radicale. Il Partito Liberaldemocratico di Torino ha deciso di partecipare comunque alla fiaccolata di quest’anno. «Io sono stato testimone diretto degli attacchi e degli scontri degli anni passati», ha dichiarato il Segretario provinciale del PLD, Francesco</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/20/il-pld-partecipera-alla-fiaccolata-del-24-aprile-2026/">Il Pld parteciperà alla fiaccolata del 24 aprile 2026</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/20250424_25Aprile_Fiaccolata_LoRusso-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/20250424_25Aprile_Fiaccolata_LoRusso-5-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/20250424_25Aprile_Fiaccolata_LoRusso-5-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Host Grotesk, serif;"><span lang="it-IT">La tradizionale fiaccolata torinese del 25 aprile si svolge da qualche anno in un clima di grande tensione. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, si sono verificate diverse aggressioni nei confronti dei gruppi politici che non fanno parte della tradizione resistenziale comunista. Lo scorso anno, alcuni appartenenti all’Anpi hanno fisicamente impedito la partecipazione di esponenti politici dell’area liberale, riformista o radicale.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Host Grotesk, serif;"><span lang="it-IT">Il Partito Liberaldemocratico di Torino ha deciso di partecipare comunque alla fiaccolata di quest’anno. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Host Grotesk, serif;"><span lang="it-IT">«Io sono stato testimone diretto degli attacchi e degli scontri degli anni passati», ha dichiarato il Segretario provinciale del PLD, Francesco Aglieri Rinella, «Prendiamo atto della gravità della situazione, ma continuiamo ad affermare il diritto alla partecipazione. Per la liberazione dell’Italia sono morti tanti socialisti, tanti comunisti e cattolici, ma anche tanti liberali. Noi vogliamo ricordarli. E vogliamo ricordare anche le diverse resistenze di oggi: quella del popolo ucraino, quella del popolo dell’Iran e quella dello Stato di Israele, che resiste da anni agli attacchi dei proxy del regime iraniano Hamas e Hezbollah. A Torino qualcuno ha deciso che il 25 aprile è una celebrazione riservata solo ad alcuni gruppi. Per noi continua ad essere la festa di tutti la festa della liberazione».</span></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Host Grotesk ExtraBold, serif;"><u>Francesco Aglieri Rinella</u></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Host Grotesk, serif;"><i><b>Segretario Provinciale di Torino</b></i></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #333333;"> <span style="font-family: Host Grotesk, serif;"><i><b>del Partito Liberaldemocratico</b></i></span></span></p>
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		<title>La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 01:51:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[quaglieni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/trump-usa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />SOMMARIO: Trump &#8211; Pannella &#8211; Piazza San Carlo &#8211; Lettere Trump Possibile che solo le parole di Trump  contro il Papa abbiano aperto gli occhi a tanti che lo esaltavano? Anche Napoleone e altri maltrattarono dei papi che fecero anche prigionieri. Il primo Papa, San Pietro, morì crocifisso come San Paolo, i papi Clemente I e Martino I vennero martirizzati. Bonifacio VIII venne schiaffeggiato ad Anagni al culmine del suo scontro con Filippo il Bello, re di Francia  . Eravamo in altre epoche che forse l’ignorante Trump non conosce. Esistono comunque dei precedenti. Pio IX dopo la breccia di Porta</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/19/la-rubrica-della-domenica-di-pier-franco-quaglieni-94/">La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/trump-usa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3><span style="color: #ff0000;">SOMMARIO: Trump &#8211; Pannella &#8211; Piazza San Carlo &#8211; Lettere</span></h3>
<div><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-227513" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg" alt="" width="1020" height="510" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-300x150.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-768x384.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-480x240.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni.jpg 1417w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></div>
<div><span style="color: #ff0000;"><strong>Trump</strong></span></div>
<div>
<div>Possibile che solo le parole di Trump  contro il Papa abbiano aperto gli occhi a tanti che lo esaltavano? Anche Napoleone e altri maltrattarono dei papi che fecero anche prigionieri. Il primo Papa, San Pietro, morì crocifisso come San Paolo, i papi Clemente I e Martino I vennero martirizzati. Bonifacio VIII venne schiaffeggiato ad Anagni al culmine del suo scontro con Filippo il Bello, re di Francia  . Eravamo in altre epoche che forse l’ignorante Trump non conosce. Esistono comunque dei precedenti.</div>
</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-291130" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/papa-avvolti-web-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/papa-avvolti-web-240x300.jpg 240w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/papa-avvolti-web-480x601.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/papa-avvolti-web.jpg 743w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></div>
<div>
<div>Pio IX dopo la breccia di Porta Pia del 1870 si considerò “prigioniero“ degli usurpatori piemontesi. Oggi manca lo studio della storia  e la gente e gli stessi politici giudicano con superficialità. Stupisce che da qualche giorno  siano diventati  tutti filopapisti. Trump era chiaro chi fosse fin dall’inizi : un velleitario pericoloso che può gettare il mondo nel disastro. Chi lo ha esaltato ha capito poco e si è gloriato dei suoi elogi per molto tempo  considerandolo persino un fautore di pace.</div>
</div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">Pannella</span></strong></div>
<div>Al  bel ricordo torinese di  Marco Pannella voluto domenica scorsa  da Sergio Rovasio, ho un attimo perduto la pazienza dopo ore di ascolto  e ho ricordato in tre  parole ad un  vecchio “Lotta continua&#8221; che esaltava le imprese del gruppo, che c’era anche l’omicidio di Calabresi a pesare. La breve osservazione, fatta senza microfono, ha infastidito un altro fanatico che mi ha scritto, dicendo che avevo “rovinato il ricordo di Pannella per soldi”.</div>
<div>
<figure id="attachment_123488" aria-describedby="caption-attachment-123488" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-123488" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/pannella-quaglieni-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/pannella-quaglieni-1-300x225.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/pannella-quaglieni-1-768x576.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/pannella-quaglieni-1-480x360.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/pannella-quaglieni-1-667x500.jpg 667w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/05/pannella-quaglieni-1.jpg 848w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-123488" class="wp-caption-text"><em>Marco Pannella con Pier Franco Quaglieni</em></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>Ripeto:  per soldi. Volevo querelarlo, poi ho lasciato perdere il poveretto  che, non avendo argomenti, offende. Bontà  sua, aveva  a voce anche apprezzato il mio discorso inaugurale del convegno. Pensando a quell’elogio, mi è venuto il dubbio di aver fatto un discorso inadeguato.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">Piazza San Carlo</span></strong></div>
<div>Sono stato a fare un giro in piazza San Carlo che dalla crisi di via Roma si è quasi salvata anche se Paissa e Olimpyc non ci sono più come il grande De Candia.  Basterebbe Stratta a tener alto il nome e la storia della piazza, insieme al caffè Torino. E&#8217; invece chiuso da anni El caval d’brons, il ristorante di cui rimane molto  trascurato il logo storico  all’ingresso.</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-130434" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/08/san-carlo-vincenzo-solano-1024x768.jpg" alt="" width="1020" height="765" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/08/san-carlo-vincenzo-solano.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/08/san-carlo-vincenzo-solano-300x225.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/08/san-carlo-vincenzo-solano-768x576.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/08/san-carlo-vincenzo-solano-480x360.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/08/san-carlo-vincenzo-solano-667x500.jpg 667w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></div>
<div>I torinesi di un certo rango ne  erano abituali e affezionati frequentatori. Il locale è tristemente chiuso da anni dopo essersi trasformato per un certo periodo  in caffè. Possibile che nessuno voglia rilevarlo? Damilano che ha salvato il caffè Zucca e il pastificio  De Filippis sarebbe l’uomo giusto per un rilancio nel salotto di Torino. E&#8217; un’impresa difficile se non disperata anche perché il rango dei torinesi è molto sceso e molti prediligono, anzi sono costretti, alla pizzeria.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-101446" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1.jpg 466w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><span style="color: #008000;"><strong>LETTERE  <span style="color: #808080;">scrivere a quaglieni@gmail.com</span></strong></span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div>
<div><em><span style="color: #008000;"><strong>La scuola di liberalismo di Morbelli</strong></span></em></div>
<div>
<p><em><em>Enrico Morbelli ebbe l’idea di creare le scuole di liberalismo diffuse un po&#8217;  in tutta Italia, trovando dei fondi per gestirle. Invitava a fare lezioni professori qualificati che si prestavano gratis. Adesso gli eredi Morbelli hanno voluto far sopravvivere la scuola solo più a distanza e hanno reclutato anche  persone che più che studiosi sono dei piazzisti o degli attivisti del liberalismo che non è una dottrina politica, ma un metodo, come ricorda Lei spesso, citando Matteucci. Questa scuola dei Morbelli boys  allontana dal liberalismo.   <strong>  Giuseppe De Sanctis</strong></em></em></p>
<figure id="attachment_300359" aria-describedby="caption-attachment-300359" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-300359" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/morbelli-6-1-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/morbelli-6-1-300x163.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/morbelli-6-1-1024x555.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/morbelli-6-1-768x416.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/morbelli-6-1-480x260.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/morbelli-6-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-300359" class="wp-caption-text"><em>Enrico Morbelli (Foto Istituto Bruno Leoni)</em></figcaption></figure>
</div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div>Ho aiutato Morbelli padre  in molte occasioni, ospitando la scuola a Torino per anni e indicando come direttore Edoardo Massimo Fiammotto che venne messo un po&#8217; da parte dal centro Einaudi che voleva egemonizzare la scuola. Ho anche fatto qualche lezione, ma adesso non seguo più quello che è  rimasto della scuola che è diventata ben poca cosa: una congrega di amici, non certo di studiosi. L’idea di una Frattocchia liberale era comunque sbagliata perché i liberali non sono dei comunisti da rimpinzare di fanatismo politico. Anche la scuola di Berlusconi dove voleva invitare Putin, è naufragata prima ancora di nascere. Il liberalismo si studia con serietà, leggendo Croce, Einaudi, Popper, gli Austriaci, se vogliamo, Rosselli. Andando indietro, studiando gli inglesi e soprattutto i francesi  Tocqueville e Constant. Leoni lo lascerei stare come gli anarco &#8211; libertari che non sono liberali. E attenzione ai fessi che fino a ieri esaltavano Trump.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div>
<p class="subject"><em><span style="color: #008000;"><strong>L&#8217;erede al trono che non c’è</strong></span></em></p>
<p class="subject"><em>Ho letto una intervista alla figlia di ventidue anni di Emanuele Filiberto che con l’abolizione assai discutibile della legge Salica, dovrebbe essere la erede al trono d’Italia, per tagliare fuori in modo maldestro gli Aosta. E&#8217; una ragazzina che fa teatro e non ha la benché minima cultura politica per sua stessa ammissione La regalità in lei è pari allo zero. Cosa ne pensa?     <strong>Giulia Sentini</strong></em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-125700" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/bandiera-savoia-.jpg" alt="" width="167" height="128" /></p>
</div>
<div>
<div>Non ne penso nulla perché ho cose più serie a cui pensare: la pace, la guerra, l’Iran, Israele  ecc. Come viva la prinicipessa non può interessarmi di meno.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div><span style="color: #008000;"><strong><em>Dopo il referendum</em></strong></span></div>
<div>
<div><em>La sconfitta al referendum ha provocato conseguenze nel governo e nei partiti di maggioranza che hanno deluso gli elettori. Le interferenze dei figli di Berlusconi  nel partito di FI per “rilanciarlo”, hanno creato forti critiche. Tajani ha dimostrato capacità indiscutibili , meno come ministro degli esteri. Chi ha sbagliato le strategie per il referendum è stato invece  tranquillamente al suo posto. </em><em>L’unico a brillare per lucidità è stato il ministro Pichetto Fratin che di fronte alla crisi energetica ha colto la palla al balzo per invitare le Camere a decidere sul nucleare , unica prospettiva reale di sviluppo dopo la follia del referendum che interruppe persino la ricerca nucleare in Italia. Pichetto ha mantenuto la lucidità del piemontese con i piedi per terra. Peccato che la mente calda accompagnata magari da un cuore freddo di altri abbia dato uno spettacolo deprimente e abbia riportato in attività vecchie cariatidi abituate a saltellare da un partito all’altro. Sono errori che si pagano.   <strong> Franco Fedeli</strong></em></div>
<div>
<figure id="attachment_215831" aria-describedby="caption-attachment-215831" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-215831" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/09/297824700_475187737761661_7498416820085726840_n-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/09/297824700_475187737761661_7498416820085726840_n-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/09/297824700_475187737761661_7498416820085726840_n-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/09/297824700_475187737761661_7498416820085726840_n-768x768.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/09/297824700_475187737761661_7498416820085726840_n-480x480.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/09/297824700_475187737761661_7498416820085726840_n.jpg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-215831" class="wp-caption-text">Gilberto Pichetto</figcaption></figure>
</div>
<div>Lascio perdere le polemiche perchè sono errori non più rimediabili, prendo della sua lettera la parte positiva: il comportamento del ministro Pichetto che sicuramente è il migliore ministro del governo attuale che affronta con silenziosa, tenace serietà, tutta piemontese, i problemi. Oggi ci vorrebbero tanti Pichetto.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">.</span></div>
<div>
<div><span style="color: #008000;"><em><strong>Assolto Saviano che definì Salvini “ministro della malavita&#8221;</strong></em></span></div>
<div><em>Vorrei capire da uno storico come lei perché un grave insulto da parte di Saviano non ha avuto una sanzione penale. Saviano è stato assolto. Mi sembra aberrante.</em></div>
<div><em><strong>Francy Giglio</strong></em></div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-101494" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/salvini-ciara-269x300.jpg" alt="" width="269" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/salvini-ciara-269x300.jpg 269w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/salvini-ciara.jpg 373w" sizes="(max-width: 269px) 100vw, 269px" /></div>
<div>L’espressione “ministro della malavita&#8221; risale a Salvemini che così definì Giovanni  Giolitti. Salvemini riconobbe l’errore tanti anni dopo. All’epoca Giolitti ignorò il libretto di Salvemini che non ebbe nessuna diffusione. Se Giolitti avesse querelato avrebbe dato visibilità alle fandonie di Salvemini.  E’ proprio questo precedente ad aver  portato il giudice all’assoluzione di Saviano che avrebbe adattato il giudizio salveminiano a Salvini, anche se tra Giolitti e Salvini c’è una bella differenza e soprattutto è vistosa la diversità tra Salvemini, comunque un  grande storico malgrado i focosi estremismi occasionali, e Saviano.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/19/la-rubrica-della-domenica-di-pier-franco-quaglieni-94/">La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Europeismo e atlantismo, è ancora possibile legarli in un progetto politico?</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/19/europeismo-ed-atlantismo-e-ancora-possibile-legarli-in-un-progetto-politico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 22:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/07/europa-bandiera-5-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo Ma è ancora possibile, oggi e non ieri, coniugare in un progetto politico credibile e di governo il tradizionale europeismo con il riferimento all’atlantismo? Se questo è sempre stato il fiore all’occhiello dei partiti di governo nel nostro paese, e nello specifico della Democrazia Cristiana per oltre 50 anni durante l’intera prima repubblica, è pur vero che europeismo ed atlantismo sono sempre stati i due motori propulsori che hanno caratterizzato la democrazia italiana dal secondo dopoguerra in poi. Certo, parliamo di partiti e di culture politiche che non hanno mai avuto dubbi o perplessità</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/19/europeismo-ed-atlantismo-e-ancora-possibile-legarli-in-un-progetto-politico/">Europeismo e atlantismo, è ancora possibile legarli in un progetto politico?</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/07/europa-bandiera-5-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><strong><span style="color: #008000;">LO SCENARIO POLITICO <span style="color: #808080;">di Giorgio Merlo</span></span></strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-167864" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/01/merlo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Ma è ancora possibile, oggi e non ieri, coniugare in un progetto politico credibile e di governo il<br />
tradizionale europeismo con il riferimento all’atlantismo? Se questo è sempre stato il fiore<br />
all’occhiello dei partiti di governo nel nostro paese, e nello specifico della Democrazia Cristiana<br />
per oltre 50 anni durante l’intera prima repubblica, è pur vero che europeismo ed atlantismo sono<br />
sempre stati i due motori propulsori che hanno caratterizzato la democrazia italiana dal secondo<br />
dopoguerra in poi. Certo, parliamo di partiti e di culture politiche che non hanno mai avuto dubbi<br />
o perplessità in merito alla collocazione naturale del nostro paese nello scacchiere europeo ed<br />
internazionale. E quindi, per essere ancora più chiari, non mi riferisco ai partiti populisti,<br />
massimalisti, estremisti o radicali che perseguono altri progetti e hanno altri obiettivi. Ma a partiti e<br />
coalizioni che hanno sempre fatto dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè della piena e convinta<br />
appartenenza all’Occidente, la loro stella polare anche e soprattutto per quanto riguarda la<br />
declinazione concreta delle varie scelte sul terreno della politica estera.<br />
Ora, però, si tratta di capire nell’attuale contesto internazionale se quei due postulati sono e<br />
continuano ad essere realisticamente percorribili e concretamente perseguibili. Anche se, va pur<br />
detto, le alternative ad una piena e convinta adesione occidentale sono francamente ed<br />
oggettivamente inquietanti. Solo menti politicamente distorte e disordinate possono pensare che<br />
la Russia da un lato o la Cina o l’Iran dall’altro possono rappresentare baluardi di sicurezza, di<br />
libertà, di democrazia e di profonda adesione a sistemi politici liberi e costituzionali. Ma, al<br />
contempo, non si può non sostenere che i due storici postulati di una prospettiva di libertà, di<br />
democrazia e di sicurezza confliggono con chi scambia i valori occidentali con posizioni che sono<br />
francamente incompatibili con quell’universo valoriale e culturale. Non è certamente, per fare un<br />
solo esempio, l’America di Trump l’orizzonte ideale per consolidare quei valori che sono alla base<br />
del nostro sistema democratico, liberale e costituzionale. Dei regimi autocratici, dittatoriali ed<br />
illiberali &#8211; alcuni, purtroppo, ancora e sempre molto cari a settori della sinistra italiana &#8211; non vale la<br />
pena di soffermarsi perchè erano, sono e restano alternativi ai principi e alla cultura democratica.<br />
Ecco perchè il tema dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè di come rilanciare e consolidare oggi i<br />
valori dell’Occidente, meritano di essere al centro della riflessione politica e progettuale dei partiti<br />
e dei rispettivi schieramenti. Solo attraverso una chiarezza su questi nodi decisivi sarà possibile<br />
presentarsi con le giuste credenziali progettuali in vista delle prossime elezioni politiche. Anche<br />
perchè, oggi più che mai, sarà proprio la politica estera &#8211; come, del resto, era già durante l’intera<br />
prima repubblica &#8211; la frontiera entro la quale si misura l’affidabilità, la serietà, la credibilità e<br />
l’autorevolezza di un progetto politico e di governo. Dei partiti e dei rispettivi schieramenti.</p>
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		<title>Meno male che a Torino c&#8217;è la Chiesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 06:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2202-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2202-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2202-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Senza la sua azione di supplenza della metà della città penalizzata in questi anni  starebbe ancora peggio. di Mino GIACHINO Nonostante la illusione delle Olimpiadi nel 2036-2040 la distanza tra la Torino che sta bene e la metà della Città che sta male , secondo la descrizione dell’Arcivescovo Nosiglia, è ancora aumentata, e ciò  nonostante la Città sia amministrata da trentatré anni dalla sinistra e dai suoi intellettuali col cachemire e con l’aiuto di una parte di ex dc. Torino mal piazzata nelle varie classifiche  settantesima per qualità della vita, tre quarti dei giovani con contratti di lavoro precari, capitale</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/18/meno-male-che-a-torino-ce-la-chiesa/">Meno male che a Torino c&#8217;è la Chiesa</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2202-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2202-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_2202-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><blockquote>
<h3><span style="color: #008000;"><strong>Senza la sua azione di supplenza della metà della città penalizzata in questi anni  starebbe ancora peggio.</strong></span></h3>
</blockquote>
<p><strong>di Mino GIACHINO</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-278134" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Nonostante la illusione delle Olimpiadi nel 2036-2040 la distanza tra la Torino che sta bene e la metà della Città che sta male , secondo la descrizione dell’Arcivescovo Nosiglia, è ancora aumentata, e ciò  nonostante la Città sia amministrata da trentatré anni dalla sinistra e dai suoi intellettuali col cachemire e con l’aiuto di una parte di ex dc. Torino mal piazzata nelle varie classifiche  settantesima per qualità della vita, tre quarti dei giovani con contratti di lavoro precari, capitale della cassa integrazione. Al terzo posto per capitali  privati  che però, come ha denunciato il giovane Cardinal Repole vengono investiti all’estero.</p>
<p>In questa situazione mentre la attività dei partiti non brilla , quasi dimenticata la grande piazza Castello a favore della TAV del 10.11.2018 che viene ricordata con grande ammirazione nelle altre Città come successo giovedì scorso a Genova da parte del prof. Duci , emerge il grande impegno delle Parrocchie e della Diocesi. Senza la grande azione di supplenza della Chiesa, la Torino che se la passa male starebbe  ancora peggio. Decine di migliaia di famiglie mangiano grazie alle tante Caritas Parrocchiali . Tanti bambini possono giocare in condizioni di sicurezza grazie agli oratori ben funzionanti grazie alla Associazione degli Oratori diretta da un Parroco entusiasta e torinista come don Stefano Votta . Sarò tenero di cuore, come diceva la nonna di mio figlio, ma mi fa impressione quando mi faccio un giro in Barriera di Milano vedere l’oratorio della Pace accerchiato almeno da tre lati da spacciatori.</p>
<p>La difficoltà della Città a trovare , dopo 30 anni di sinistra , un futuro chiaro si riflettono anche nella crisi della partecipazione politica. Anche qui la Chiesa torinese cerca di dare una mano . La settimana si era aperta lunedì sera con una partecipatissima lezione alla Consolata di Don Luca Peyron , nipote del grande Sindaco di Italia 61, sulla Intelligenza Artificiale,  intervistato da Alberto Riccadonna. Ieri sera a Palazzo Barolo la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi ha presentato il lavoro di alcuni gruppi sulla partecipazione attorno ai problemi più importanti della Città<br />
A maggio poi, in occasione dei 150 anni del settimanale della Diocesi . si terra’ un importante convegno sul futuro di Torino che non potrà che partire dalle gravi difficoltà sociali di oggi con una Città che dopo trentatré anni di amministrazioni di sinistra non ha ancorauna idea sul suo futuro con una Amministrazione che non ha mosso un dito quando la Famiglia ha venduto  ai francesi. Insomma nessuno potrà dire che Torino oggi sta meglio del 1993.  Ovviamente in democrazia decideranno coloro che andranno a votare.<br />
Certo se questa volta , la metà della Città che fa fatica e che vive con un PIL sotto il livello delle regioni del Sud andrà in massa a votare, per Lorusso e compagni sarà dura. Noi che ci rifacciamo alle migliori amministrazioni democristiane del dopoguerra ci impegneremo per il cambiamento amministrativo di una Città che di questo passo si rilancerà solo quando sarà ultimata la TAV e difendendo l’industria.</p>
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		<title>Molinari (Lega): “Dal Piemonte più di mille leghisti in Piazza Duomo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 06:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/molinari-riccardo-5-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />“Dal Piemonte sabato mattina partiranno in direzione Milano più di mille leghisti, a bordo di pullman, treni, auto. L&#8217;appuntamento per tutti è in Piazza Duomo, dove alle 15 con il nostro Segretario Federale, Matteo Salvini, parteciperemo all&#8217;evento organizzato dal gruppo europarlamentare dei Patrioti, &#8216;Senza paura &#8211; In Europa padroni a casa nostra&#8217;. Una manifestazione pacifica e determinata, in cui parleremo del futuro del nostro Paese, dell&#8217;Italia che vogliamo, con un forte sguardo alle esigenze del Nord, dal punto di vista dell&#8217;autonomia ma anche dell&#8217;economia, in un momento quanto mai delicato per le nostre imprese, e per i lavoratori”. Così l&#8217;on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/18/molinari-lega-dal-piemonte-piu-di-mille-leghisti-in-piazza-duomo/">Molinari (Lega): “Dal Piemonte più di mille leghisti in Piazza Duomo&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/molinari-riccardo-5-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>“Dal Piemonte sabato mattina partiranno in direzione Milano più di mille leghisti, a bordo di pullman, treni, auto. L&#8217;appuntamento per tutti è<b> in Piazza Duomo, dove alle 15</b> con il nostro Segretario Federale, Matteo Salvini, parteciperemo all&#8217;evento organizzato dal gruppo europarlamentare dei Patrioti,<b> &#8216;Senza paura &#8211; In Europa padroni a casa nostra&#8217;</b>. Una manifestazione pacifica e determinata, in cui parleremo del futuro del nostro Paese, dell&#8217;Italia che vogliamo, con un forte sguardo alle esigenze del Nord, dal punto di vista dell&#8217;autonomia ma anche dell&#8217;economia, in un momento quanto mai delicato per le nostre imprese, e per i lavoratori”.</p>
<p>Così l&#8217;on.<b> Riccardo Molinari,</b> capogruppo della Lega alla Camera, spiega nella sua veste di Segretario della Lega in Piemonte perché è importante far sentire, sabato a Milano, la voce della nostra regione: “Il Piemonte è una realtà con un tessuto imprenditoriale forte ed eterogeneo, con eccellenze in tanti comparti: dall&#8217;automotive alla meccanica, dalla gioielleria all&#8217;agroalimentare, e con una fortissima vocazione all&#8217;agricoltura di qualità. Tutti questi comparti oggi sono a fortissimo rischio, e gli strumenti messi in campo dall&#8217;Unione Europea sono spesso inadeguati, lenti, anacronistici, volti assai più a tutelare gli interessi dei paesi del nord, che non i nostri. Chiediamo per questo l&#8217;immediata sospensione del patto di stabilità europeo, così da poter far fronte all’aumento dei costi energetici, e vogliamo bloccare la follia del green deal che sta distruggendo l’industria europea”.</p>
<p>“C&#8217;è inoltre forte l&#8217;esigenza – conclude l&#8217;on. Molinari &#8211; di portare avanti il percorso dell&#8217;autonomia dei popoli, la difesa della nostra identità e della nostra cultura, e la necessità di mettere in campo politiche di sicurezza che consentano ai piemontesi, come a tutti gli altri cittadini italiani, di sentirsi sicuri a casa propria, e di vedere puniti coloro che, stranieri o italiani che siano, si rendono colpevoli di reati ai danni di persone, auto, abitazioni o imprese. Oggi purtroppo non sempre succede, e non certo per colpa delle forze dell&#8217;ordine, che fanno il possibile e l&#8217;impossibile, e a cui va tutto il nostro sostegno”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/18/molinari-lega-dal-piemonte-piu-di-mille-leghisti-in-piazza-duomo/">Molinari (Lega): “Dal Piemonte più di mille leghisti in Piazza Duomo&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Zelensky o gli italiani? Questo è il dilemma!</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/18/zelensky-o-gli-italiani-questo-e-il-dilemma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 22:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/03/2203025D-A991-4B77-802E-7137679729F5-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/03/2203025D-A991-4B77-802E-7137679729F5-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/03/2203025D-A991-4B77-802E-7137679729F5-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />POLITICA Leggi l&#8217;articolo su l&#8217;identità: Zelensky o gli italiani? Questo è il dilemma! &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/18/zelensky-o-gli-italiani-questo-e-il-dilemma/">Zelensky o gli italiani? Questo è il dilemma!</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/03/2203025D-A991-4B77-802E-7137679729F5-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/03/2203025D-A991-4B77-802E-7137679729F5-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/03/2203025D-A991-4B77-802E-7137679729F5-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #ff0000;"><strong>POLITICA</strong></span></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su l&#8217;identità:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Tz5FnG4zH1"><p><a href="https://www.lidentita.it/patto-meloni-zelensky/">Zelensky o gli italiani? Questo è il dilemma!</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Zelensky o gli italiani? Questo è il dilemma!&#8221; &#8212; L&#039;Identità" src="https://www.lidentita.it/patto-meloni-zelensky/embed/#?secret=14BgQA68In#?secret=Tz5FnG4zH1" data-secret="Tz5FnG4zH1" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/18/zelensky-o-gli-italiani-questo-e-il-dilemma/">Zelensky o gli italiani? Questo è il dilemma!</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>La partita in Forza Italia è tutt’altro che chiusa</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/17/la-partita-in-forza-italia-e-tuttaltro-che-chiusa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 22:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/1405751363-bandiere-forza-italia-1440x564_c-1000x564-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/1405751363-bandiere-forza-italia-1440x564_c-1000x564-1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/1405751363-bandiere-forza-italia-1440x564_c-1000x564-1-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />POLITICA Leggi l&#8217;articolo su L&#8217;identità: La partita in Forza Italia è tutt&#8217;altro che chiusa</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/17/la-partita-in-forza-italia-e-tuttaltro-che-chiusa/">La partita in Forza Italia è tutt’altro che chiusa</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/1405751363-bandiere-forza-italia-1440x564_c-1000x564-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/1405751363-bandiere-forza-italia-1440x564_c-1000x564-1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/07/1405751363-bandiere-forza-italia-1440x564_c-1000x564-1-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #ff0000;"><strong>POLITICA</strong></span></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su L&#8217;identità:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="anbeGnH1H7"><p><a href="https://www.lidentita.it/la-partita-in-forza-italia-non-si-e-chiusa-cambiando-i-capogruppo/">La partita in Forza Italia è tutt&#8217;altro che chiusa</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La partita in Forza Italia è tutt&#8217;altro che chiusa&#8221; &#8212; L&#039;Identità" src="https://www.lidentita.it/la-partita-in-forza-italia-non-si-e-chiusa-cambiando-i-capogruppo/embed/#?secret=vEGkqXTTjQ#?secret=anbeGnH1H7" data-secret="anbeGnH1H7" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/17/la-partita-in-forza-italia-e-tuttaltro-che-chiusa/">La partita in Forza Italia è tutt’altro che chiusa</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Vannacci e Pozzolo a Torino</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/16/vannacci-e-pozzolo-a-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 22:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/607ff8a0-6fbe-4f2b-9c9e-678f3d2ec082-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/607ff8a0-6fbe-4f2b-9c9e-678f3d2ec082-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/607ff8a0-6fbe-4f2b-9c9e-678f3d2ec082-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />EVENTO DI PRESENTAZIONE DEL GRUPPO CONSILIARE IN CIRCOSCRIZIONE 6 Torino – Lunedì 20 aprile, ore 21:30, in via Leoncavallo 23, si terrà l’evento di presentazione ufficiale del primo Gruppo Consiliare di Futuro Nazionale (Circoscrizione 6), composto da Deborah Lamberti ed Enrico Scagliotti. L’incontro, organizzato dal Comitato Costituente Torino 277 (Torinol Nord), vedrà l’intervento dell’On. Emanuele Pozzolo e il videocollegamento del Gen. Roberto Vannacci. Nel corso della serata interverranno alcuni referenti dei Comitati Costituenti del Piemonte per illustrare le attività del movimento sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/16/vannacci-e-pozzolo-a-torino/">Vannacci e Pozzolo a Torino</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/607ff8a0-6fbe-4f2b-9c9e-678f3d2ec082-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/607ff8a0-6fbe-4f2b-9c9e-678f3d2ec082-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/607ff8a0-6fbe-4f2b-9c9e-678f3d2ec082-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>EVENTO DI PRESENTAZIONE DEL GRUPPO CONSILIARE IN CIRCOSCRIZIONE 6</p>
<p>Torino – Lunedì 20 aprile, ore 21:30, in via Leoncavallo 23, si terrà l’evento di presentazione ufficiale del primo Gruppo Consiliare di Futuro Nazionale (Circoscrizione 6), composto da Deborah Lamberti ed Enrico Scagliotti.<br />
L’incontro, organizzato dal Comitato Costituente Torino 277 (Torinol Nord), vedrà l’intervento dell’On. Emanuele Pozzolo e il videocollegamento del Gen. Roberto Vannacci.<br />
Nel corso della serata interverranno alcuni referenti dei Comitati Costituenti del Piemonte per illustrare le attività del movimento sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/16/vannacci-e-pozzolo-a-torino/">Vannacci e Pozzolo a Torino</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>DSP, Marco Rizzo prepara il Congresso in Piemonte</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/16/dsp-marco-rizzo-prepara-il-congresso-in-piemonte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 22:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-1-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-1-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-1-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Democrazia Sovrana Popolare &#8220;Noi unico partito  per la neutralità italiana, contro l&#8217;Europa della guerra e dei rincari che ci porterà al disastro&#8221; La primavera è la stagione dei Congressi regionali del movimento sovranista ed anti Ue guidato da Marco Rizzo e Francesco Toscano. Rizzo sarà a Torino il  18 aprile dalle 14:30 (Corso Svizzera 163 c) &#8220;L&#8217;Unione Europea- ha detto Rizzo nel presentare l&#8217;iniziativa- è   austerity, guerra, svalutazione, rincari,  de-industrializzazione, anche per la rinuncia al gas russo a basso costo e per il rifiuto di sospendere Patto di Stabilità che oggi agisce come un cappio su famiglie e imprese</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/16/dsp-marco-rizzo-prepara-il-congresso-in-piemonte/">DSP, Marco Rizzo prepara il Congresso in Piemonte</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-1-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-1-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-1-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Democrazia Sovrana Popolare &#8220;Noi unico partito  per la neutralità italiana, contro l&#8217;Europa della guerra e dei rincari che ci porterà al disastro&#8221;</p>
<p>La primavera è la stagione dei Congressi regionali del movimento sovranista ed anti Ue guidato da Marco Rizzo e Francesco Toscano. Rizzo sarà a Torino il  18 aprile dalle 14:30 (Corso Svizzera 163 c)</p></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">
&#8220;L&#8217;Unione Europea- ha detto Rizzo nel presentare l&#8217;iniziativa- è   austerity, guerra, svalutazione, rincari,  de-industrializzazione, anche per la rinuncia al gas russo a basso costo e per il rifiuto di sospendere Patto di Stabilità che oggi agisce come un cappio su famiglie e imprese e, se le cose continuano come ora, ci condurrà al disastro. I burocrati non vogliono sospenderlo per affrontare la peggiore  crisi energetica mai vista in Italia, ma solo per comprare altre armi e conservare le loro poltrone.  l&#8217;Euro-tirannia- ha spiegato Rizzo -è un sistema dai forti connotati totalitari che sospende ogni fisiologia democratica e svuota le istituzioni, ancorando la sorte dei governi e delle assemblee elettive alla conformità forzata di queste ultime all&#8217;ideologia del vincolo esterno.  La globalizzazione europeista è svendita  all&#8217;estero  di molte nostre eccellenze produttive e la perdita di centinaia di migliaia di PMI  su tutto il territorio nazionale, danneggiando  le famiglie&#8221;.</p>
<p>&#8220;Democrazia sovrana popolare è l&#8217;unica alternativa contro l&#8217;UE e per i territori-spiega Rizzo. Noi non proponiamo un&#8217;alleanza politica, con centrali del consenso colluse all&#8217;euro-crazia anti-nazionale. Noi siamo l&#8217;unica alternativa della sovranità e della pace. Vogliamo affermare una solida alleanza sociale con tutti quei cittadini, quelle forze professionali, quelle partite iva, quei lavoratori, quei disoccupati,  che non hanno più diritto di cittadinanza. Negli ultimi anni infatti, nelle società europee, il dibattito pubblico ufficiale, il cosiddetto mainstream,  ha espulso e bollato gli anti-europeisti. Gli italiani sono stati divisi ferocemente in maniera binaria,  i seguaci del main stream erano la serie A, gli altri, la serie B in base alle loro opinioni sottorappresentate o proibite.. Molti si sono visti stigmatizzare  istanze legittime come populiste solo perché volevano istruzione e non armi, ospedali e non liste d&#8217;attesa, scuola e saperi e non studenti digitali in procinto  di diventare stagisti a vita, lavoro e non il deserto creato dai guerrafondai di ogni colore, radici, non sradicamento e perdita d&#8217;identità nella globalizzazione economica selvaggia che crea masse di integrati forzati. Impresa tradizionale e locale, non la produzione seriale e anonima. Per tutti costoro che rifiutano la bandiera senza Storia degli affaristi e di Ursula Von Der Leyen è venuto il tempo di chiudere l&#8217;equivoco di un incubo propagandato come un sogno.&#8221; ha concluso.</p></div>
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