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	<title>LIFESTYLE Archivi - Il Torinese</title>
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	<title>LIFESTYLE Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Il ragioniere di Baveno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 23:13:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/93900264-CE5A-4A55-B4C5-ACC8398E30F1-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />&#8220;Ragioniere, buongiorno. Anche oggi, il solito?&#8221;. Così lo salutava ogni mattina, dal lunedì al sabato, il signor Alfredo. All&#8217;anagrafe Alfredo Tichetti, di professione bigliettaio addetto allo scalo della Navigazione Lago Maggiore, in servizio all&#8217;imbarcadero di Baveno. E il &#8220;solito&#8221; non era una consumazione al bar ma semplicemente il biglietto del battello che da Baveno lo portava in giro per il lago. A volte verso Intra dove, dopo gli scali all&#8217;Isola Madre, a Pallanza e a  Villa Taranto ( ma solo d&#8217;estate), aveva a disposizione un quarto d&#8217;ora scarso per imbarcarsi sul traghetto che faceva la spola con Laveno, sulla sponda</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/93900264-CE5A-4A55-B4C5-ACC8398E30F1-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p class="dark_mode_ignore_block">&#8220;Ragioniere, buongiorno. Anche oggi, il solito?&#8221;. Così lo salutava ogni mattina, dal lunedì al sabato, il signor Alfredo. All&#8217;anagrafe Alfredo Tichetti, di professione bigliettaio addetto allo scalo della Navigazione Lago Maggiore, in servizio all&#8217;imbarcadero di Baveno.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104935" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini.png" alt="" width="820" height="312" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini.png 820w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-300x114.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-768x292.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-480x183.png 480w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p class="dark_mode_ignore_block">E il &#8220;solito&#8221; non era una consumazione al bar ma semplicemente il biglietto del battello che da Baveno lo portava in giro per il lago. A volte verso Intra dove, dopo gli scali all&#8217;Isola Madre, a Pallanza e a  Villa Taranto ( ma solo d&#8217;estate), aveva a disposizione un quarto d&#8217;ora scarso per imbarcarsi sul traghetto che faceva la spola con Laveno, sulla sponda lombarda del Verbano. A volte verso le isole Pescatori e Bella, Stresa, Santa Caterina del Sasso e la parte bassa del Maggiore, verso Angera e Arona. Il ragioniere era Teobaldo Lucciconi di anni sessantasei, celibe. Per quelli che lo conoscevano era semplicemente “il ragioniere”, tant&#8217;è che il suo nome non lo usava più nessuno e, se non fosse scritto sui registri del municipio, avrebbe potuto anche pensare di cancellarlo. Lucciconi era stato ragioniere contabile, impiegato alla filiale bavenese della Banca d&#8217;Intra al n. 5 di corso Giuseppe Garibaldi, a pochi passi dal piazzale dell&#8217;imbarcadero e dei moli d&#8217;attracco dei battelli e dei motoscafi. Aveva passato più di trent&#8217;anni dietro a quello sportello, intento a contare i soldi degli altri, a darne e riceverne. In tutto quel tempo gli sono passati davanti agli occhi i fatti privati e pubblici, le gioie e le tristezze di diverse generazioni. Altro che il confessionale del prete, su alla parrocchiale! Era in banca che ci si scambiava un saluto e si ricevevano confidenze, dovendo anche dare &#8211; se richiesto &#8211; qualche utile consiglio. Ma giunto al tempo della pensione, non ci pensò un minuto di troppo. Si levò le mezze maniche e, sempre con garbo (il che non guasta mai), salutò tutti e se ne andò senza rimorsi. Non che stesse male, anzi: aveva degli amici sinceri lì, e in fondo era stata la sua famiglia per tanto tempo. Vivendo da solo si era affezionato a quell’ambiente ma, come in tutte le cose, cercava di non vivere di ricordi e malinconie. Così aveva pensato che, dopo tanti anni passati tra casa e ufficio, ufficio e casa, era venuto il momento di prendere un poco d&#8217;aria fresca, guardandosi intorno. E sul lago di cose da vedere ce n&#8217;erano davvero tante. Così, a volte a piedi e altre utilizzando i mezzi pubblici (dal treno alla corriera passando, ovviamente, dal battello), iniziò a girare i paesi del lago su entrambe le sponde, la piemontese e la lombarda senza tralasciare la parte più a nord, in territorio elvetico, dedicandosi a frequentare le amicizie e a ripercorrere, con la memoria, le tante storie dei tipi originali con cui ha avuto a che fare. E vi possiamo assicurare che sono tanti che nemmeno vi immaginate. Ma soprattutto ebbe occasione e tempo per riscorire Baveno e le sue frazioni. &#8221; Ma guarda tu”, pensava “E chi l&#8217;avrebbe mai detto che vivevo in un posto così bello e non ci avevo quasi mai fatto caso”. Era una delle sue riflessioni ricorrenti da quando era andato in pensione. Per tanti, troppi anni era stato “preso” dal lavoro e non alzava quasi mai lo sguardo sopra lo sportello. Arrivava in banca al mattino presto, portandosi da casa la “schisceta”. Eh, sì. Voi come la chiamate? Baracchino, pietanziera, gamelin, gavetta, gamella? Da noi quella pentolina di metallo a strati, con un coperchio ben chiuso per evitare perdite, indispensabile per scaldare su un termosifone un poco di pasta avanzata del giorno prima, una minestra di verdura o una fetta di carne, era la schisceta. Del resto da single, come si usa dire al giorno d’oggi, cosa andava a casa a fare? Non aveva nessuno ad aspettarlo o che cucinasse per lui e allora gli avanzi della sera prima erano più che sufficienti per mettere insieme un pasto economico da consumare sul posto di lavoro. Usciva di casa che era buio e ritornava a sera inoltrata perché spesso si fermava a dare una mano al direttore nel disbrigo dei conti e delle chiusure di cassa. Eh, un tempo non si guardava mica l&#8217;orologio. Prima il lavoro, poi il lavoro e poi ancora la famiglia. E lui che era praticamente tutta la sua famiglia quando andava a casa si fermava qualche minuto ad accarezzare il gatto della signora Maria, la vecchia lavandaia che abitava in cima a quel rione che chiamavano “il baeton&#8221;. Si faceva accarezzare perché gli dava sempre qualche pelle di salame, crosta di formaggio e cotiche avanzate. Il Tigre (si chiamava così per il pelo rosso striato di grigio e non certo per il carattere intraprendente visto che stava sempre sdraiato al sole, sullo zerbino di casa, a ronfare) manifestava la sua riconoscenza sfregandosi alle gambe con un sonoro ron-ron. Le giornate del ragioniere scorrevano così, senza troppe emozioni e senza andar di fretta. Poteva permetterselo, facendo una vita tanto regolare da far invidia a un orologiaio svizzero. Ogni giorno gli capitava di veder gente correre qua e là, sempre indaffarata, quasi avessero addosso tutti l&#8217;argento vivo. E lui? Niente. Si era guadagnato il diritto alla flemma. Gli capitava, come accade a tutti, qualche episodio dove la frenesia prendeva il sopravvento e bisognava darsi da fare ma erano, per fortuna, momenti piuttosto rari. Così, pur non mancando ai suoi doveri, cercava di tenere un passo che fosse, come dire, il più lento e ragionato possibile. E, bene o male, ci riusciva. Al Circolo Operaio bavenese ci andava soprattutto il lunedì mattina, giorno di mercato, dopo aver bighellonato tra le bancarelle. Gli piaceva quel brulicare di persone che chiacchieravano e contrattavano le merci esposte con un vociare che metteva allegria. Quando c&#8217;erano i turisti, dalla tarda primavera alla fine dell&#8217;estate, era una vera e propria babele di lingue. Sarà stato perché pativa la solitudine o perché gli piaceva iniziare una nuova settimana con un poco di movimento dopo l&#8217;ozio domenicale, ma far due passi al mercato era proprio divertente. Non che ci andasse per comprare qualcosa. Gli capitava raramente e solo per alcuni capi di vestiario. Per i generi alimentari andava in uno dei due piccoli supermercati.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-246935" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/81FA597A-D559-4A74-859D-8459F723A87E-1024x408.jpeg" alt="" width="1020" height="406" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/81FA597A-D559-4A74-859D-8459F723A87E-1024x408.jpeg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/81FA597A-D559-4A74-859D-8459F723A87E-300x120.jpeg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/81FA597A-D559-4A74-859D-8459F723A87E-768x306.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/81FA597A-D559-4A74-859D-8459F723A87E-480x191.jpeg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/09/81FA597A-D559-4A74-859D-8459F723A87E.jpeg 1300w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p class="dark_mode_ignore_block">Anzi, per non far torto a nessuno, stava ben attento a fare la spesa sia in uno che nell&#8217;altro. Così, pensava, nessuno ne avrà a male. Tanto più che al giorno d’oggi i prezzi sono più o meno uguali e anche la qualità non si discosta di molto. Ma, compere a parte, il mercato lo metteva di buon umore. Confessava che rimpiangeva quando era in centro, occupando la piazzetta tra le scuole elementari, il retro del municipio e pure la via principale che costeggiava la scalinata della chiesa. In seguito, per non intralciare il traffico e agevolare la viabilità, venne spostato sul viale del ponte che attraversava il torrente Selvaspessa tra Baveno e Oltrefiume, piò meno all&#8217;altezza del punto dove in passato c’era la vecchia passerella. Era sì più funzionale al traffico ma anche più decentrato e, quindi, un po’ più scomodo. Comunque, ora che era in pensione, quella passeggiata era piacevole e, terminato il giro verso le dieci e mezza, si avviava pigramente alla volta del Circolo. Passava sotto il ponte della ferrovia, svoltando a destra sul viale alberato e scendeva a fianco della stazione ferroviaria proprio davanti all&#8217;entrata dell&#8217;imponente Casa del Popolo. Fuori, nella bella stagione, c&#8217;era sempre qualcuno che si sfidava sui campi da bocce, mentre gli altri avventori si dividevano tra coloro che sbirciavano la partita, leggevano il giornale commentando i fatti del paese o si lasciavano prendere la mano dal turbinio delle carte da ramino o da scopa. E lui, il ragioniere, dopo aver chiesto un bicchiere di spuma o, più raramente, una cedrata, rispondeva di buon grado ai quesiti di natura finanziaria che gli venivano posti. Del resto, come gli aveva detto il cavalier Borloni dandogli una pacca sulla schiena, anche se a riposo “si è sempre ragionieri, no?”.</p>
<p>Marco Travaglini</p>
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		<title>“DanzAzione”, un nuovo percorso educativo multidisciplinare</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:33:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-05-28-11-35-53-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-05-28-11-35-53-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-05-28-11-35-53-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Conclusione Progetto “DanzAzione” con WORKSHOP 6 GIUGNO 2026 In Corso Sicilia 12,  presso il Circolo C.R.D.C &#160; Ci vediamo sabato 6 giugno, a partire dalle ore 14 e fino alle 19, presso il Circolo Ricreativo Dipendenti Comunali di Torino, per un importante appuntamento rivolto a tutta la cittadinanza. Siamo tutti invitati al Workshop che intende tirare le fila del lavoro svolto durante l’anno nell’ambito del progetto di “DanzAzione”, promosso da Yuki ASD-APS, Centro di Arti Marziali e discipline olistiche. È un’iniziativa di altissimo profilo volta ad introdurre nelle scuole torinesi un nuovo percorso educativo multidisciplinare. Lo scopo è quello di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-05-28-11-35-53-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-05-28-11-35-53-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-05-28-11-35-53-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #008000;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold, serif;">Conclusione Progetto “DanzAzione” con WORKSHOP 6 GIUGNO 2026 </span></span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold, serif;">In Corso Sicilia 12,  </span></span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Rounded MT Bold, serif;">presso il Circolo C.R.D.C</span></span></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ci vediamo sabato 6 giugno, a partire dalle ore 14 e fino alle 19, presso il Circolo Ricreativo Dipendenti Comunali di Torino, per un importante appuntamento rivolto a tutta la cittadinanza. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Siamo tutti invitati al Workshop che intende tirare le fila del lavoro svolto durante l’anno nell’ambito del progetto di “DanzAzione”, promosso da Yuki ASD-APS, Centro di Arti Marziali e discipline olistiche.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-305184" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-1-1024x683.jpg" alt="" width="1020" height="680" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-1-1024x683.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-1-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-1-768x512.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-1-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-1-480x320.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-1.jpg 1355w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">È un’iniziativa di altissimo profilo volta ad introdurre nelle scuole torinesi un nuovo percorso educativo multidisciplinare. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lo scopo è quello di promuovere: una soglia elevata di benessere e consapevolezza di sé, trovare una via maestra verso l’inclusione, costruire ambiti educativi più accoglienti, rivolgere particolare attenzione ai giovani portatori di vulnerabilità. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Includendo anche studenti con disabilità cognitive e fisiche, ADHD, BES, e ragazzi provenienti da ambienti e contesti culturali molto differenti tra loro; con relative problematiche di reciproca conoscenza, rispetto e integrazione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il progetto, co-finanziato con i fondi dell’8 x 1000 alla Chiesa Valdese, ha preso il via nel quartiere Barriera di Milano, che non è esattamente uno dei più facili della città. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A svilupparlo e condurlo -mettendo a disposizione tutte le conoscenze, la bravura, anni di esperienza e pratica sul campo- è stato il pool di “DanzAzione” . </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Più che un laboratorio, si definiscono: esperienza collettiva di “anime in movimento”, nata da Alessandra Barilla -danzatrice, danzaterapista e insegnante yoga-, Christian Andreotti -Maestro aikido-, e Fabiana Fabiani -coordinatrice, esperta di rilassamento e ricercatrice del movimento-. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Protagonisti dell’iniziativa, dunque, circa 50 studenti dell’I.I.S.”J.B.Beccari” e 25 professionisti nell’ambito socio educativo, tra: educatori, insegnanti, operatori sociali, psicologi e istruttori sportivi che hanno portato nelle scuole torinesi un nuovo percorso educativo multidisciplinare.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-305183" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-3.jpg" alt="" width="904" height="904" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-3.jpg 904w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-3-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-3-768x768.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-03-13-48-16-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 904px) 100vw, 904px" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La prima fase del percorso si è svolta attraverso incontri mensili dedicati a docenti e operatori; nel corso dei quali si sono condivise tecniche e strumenti volti a rafforzare l’inclusione, l’ascolto e la gestione delle differenze nei contesti educativi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I partecipanti, attraverso il movimento e linguaggi artistici, hanno potuto sperimentare modalità nuove e diverse sulla via di una maggiore concentrazione, migliore regolazione emotiva e benessere psicofisico.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In un secondo tempo, il progetto è entrato nelle classi e, i laboratori che sono stati ideati, hanno accompagnato i ragazzi in un percorso esperienziale -entusiasmante e rivelatore di nuove opportunità di crescita e realizzazione di sé- basato su corpo, respiro, creatività e presenza.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fondamentale è stata l’introduzione di elementi strategici come: danzaterapia, yoga, aikido, teatro e momenti di verbalizzazione. Tutto si è svolto all’interno di uno spazio protetto, dove ognuno ha avuto la possibilità di esprimersi senza il peso di sentirsi giudicato, potendo così maturare una maggiore capacità di ascolto di sé e degli altri.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-305185" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/7955cbba-a9ef-4a3f-a86d-c8d7d9d47892.jpg" alt="" width="720" height="691" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/7955cbba-a9ef-4a3f-a86d-c8d7d9d47892.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/7955cbba-a9ef-4a3f-a86d-c8d7d9d47892-300x288.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/7955cbba-a9ef-4a3f-a86d-c8d7d9d47892-480x461.jpg 480w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I tanti momenti condivisi, le pause, gli esercizi di contatto e le parole pronunciate durante gli incontri, hanno contribuito a creare e consolidare legami più forti, autentici e significativi tra i partecipanti….ed ecco lo splendido e, per certi aspetti, sorprendente “incontro di anime”. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">É questo il meraviglioso risultato del lavoro di DanzAzione a cui assisteremo sabato. Esempio di successo da replicare…..</span></span></p>
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		<title>Profumo di mare con l&#8217;insalata di polpo mediterranea</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/06/03/insalata-di-polpo-mediterranea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[LA RICETTA DELLA SETTIMANA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/06/polpo-polipo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />&#160; Il profumo del mare nel piatto. Un piatto fresco e leggero dal gusto unico e saporito. L’insalata di polpo puo’ essere servita come antipasto o come secondo piatto accompagnato da pane abbrustolito leggermente strofinato con uno spicchio di aglio. Una ricetta semplicemente deliziosa. *** Ingredienti 1 Polpo di medie dimensioni 100 gr. di olive verdi o nere 100 gr. di sedano ½ cipolla rossa di Tropea 10 pomodori Pachino 20 capperi dissalati Olio evo, succo limone, sale, pepe q.b. 2 foglie di basilico e prezzemolo, 1 foglia alloro *** Cuocere il polpo in pentola a pressione in acqua poco</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/06/polpo-polipo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;">Il profumo del mare nel piatto. Un piatto fresco e leggero dal gusto unico e saporito.</span></strong></span> L’insalata di polpo puo’ essere servita come antipasto o come secondo piatto accompagnato da pane abbrustolito leggermente strofinato con uno spicchio di aglio. Una ricetta semplicemente deliziosa.</p>
<p>***</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>1 Polpo di medie dimensioni</p>
<p>100 gr. di olive verdi o nere</p>
<p>100 gr. di sedano</p>
<p>½ cipolla rossa di Tropea</p>
<p>10 pomodori Pachino</p>
<p>20 capperi dissalati</p>
<p>Olio evo, succo limone, sale, pepe q.b.</p>
<p>2 foglie di basilico e prezzemolo, 1 foglia alloro</p>
<p>***</p>
<p>Cuocere il polpo in pentola a pressione in acqua poco salata con l’aggiunta di una foglia di alloro per circa 15/20 minuti dall’inizio del fischio. Lasciar intiepidire. Lavare e pulire le verdure, affettarle e metterle in una ciotola con le olive, i capperi, il prezzemolo tritato e i pomodorini tagliati a meta’. Tagliare il polipo a tocchetti, condire con olio evo, poco sale, pepe macinato al momento e succo di limone, unire alle verdure, mescolare e lasciar insaporire. Servire accompagnato da fette di pane casereccio abbrustolito e strofinato con poco aglio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Paperita Patty</strong></p>
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		<title>Alla scoperta degli outlet del Piemonte</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/06/03/alla-scoperta-degli-outlet-del-piemonte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 22:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/serravalle-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/serravalle-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/serravalle-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Leggi le schede sugli outlet del Piemonte pubblicate su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/tempo-libero/outlet</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/serravalle-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/serravalle-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/serravalle-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Leggi le schede sugli outlet del Piemonte pubblicate su piemonteitalia.eu:</p>
<p><a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/tempo-libero/outlet">https://www.piemonteitalia.eu/it/tempo-libero/outlet</a></p>
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		<title>La gita valdostana sul vecchio Fiat 314</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/06/03/la-gita-valdostana-sul-vecchio-fiat-314/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 22:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[IL RACCONTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/07/Fiat_314_Cansa_del_1969-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/07/Fiat_314_Cansa_del_1969-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/07/Fiat_314_Cansa_del_1969-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />L’attesa, come ogni anno, si era fatta spasmodica con il passare dei giorni. L’appuntamento della gita parrocchiale – con il passare degli anni – era diventato la più importante occasione di cui potevano disporre gli abitanti del paese per respirare un po’ d’aria diversa, visitare qualche località, stare in compagnia. &#160; Don Giusto, parroco di Sant’Anna, coadiuvato da Carlin e Isadora – il sacrestano e la fidatissima perpetua – dopo tanti viaggi nelle Langhe, tra le colline dell’astigiano e nelle campagne dell’Oltrepo pavese, aveva avanzato una proposta del tutto nuova. Ne discussero parecchio e alla fine decisero democraticamente, due contro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/07/Fiat_314_Cansa_del_1969-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/07/Fiat_314_Cansa_del_1969-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/07/Fiat_314_Cansa_del_1969-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;">L’attesa, come ogni anno, si era fatta spasmodica con il passare dei giorni. L’appuntamento della gita parrocchiale – con il passare degli anni – era diventato la più importante occasione di cui potevano disporre gli abitanti del paese per respirare un po’ d’aria diversa, visitare qualche località, stare in compagnia.</span></strong></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-104935" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini.png" alt="" width="820" height="312" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini.png 820w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-300x114.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-768x292.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-480x183.png 480w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;"> Don Giusto, parroco di Sant’Anna, coadiuvato da Carlin e Isadora – il sacrestano e la fidatissima perpetua – dopo tanti viaggi nelle Langhe, tra le colline dell’astigiano e nelle campagne dell’Oltrepo pavese, aveva avanzato una proposta del tutto nuova. Ne discussero parecchio e alla fine decisero democraticamente, due contro uno: sarebbero andati in Valle d’Aosta, fino a Courmayeur.  Da subito si era registrata un’intesa tra il prelato e la sua assistente  mentre Carlin si espresse per  un itinerario “<em>più tradizionale</em>”. “<em>Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”</em>, ripeté più volte, inascoltato. In realtà, le strade vecchie, negli anni precedenti, portavano dritte in mezzo alle vigne dei barbera, dei dolcetti e delle bonarde. E cosa c’era di meglio, a giudizio del Carlin, di un buon mezzo litro di quello buono? A spalleggiarlo, di solito, c’era il maestro Rubicondi, il quale – citando Molière – sosteneva come fosse grande “<em>la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia,</em> <em>un buon libro, un buon amico”. </em>E loro due, libri a parte, erano grandi amici e, soprattutto, forti bevitori. Ma, per un caso fortuito, il maestro era costretto a letto per colpa di una brutta storta che si era procurato uscendo un po’ brillo dall’Osteria del Gatto Nero. Non aveva visto il gradino, inciampando e finendo lungo e tirato sul selciato. Senza l’aiuto e il sostegno dell’amico letterato, Carlin dovette soccombere all’altrui volere. Così la gita prese una via diversa da quelle a sfondo enologico anche se il sacrestano pensò che, in un modo o nell’altro, una puntata alle cantine della Vallée ci sarebbe scappata. Già prima dell’alba un piccolo gruppo si era dato appuntamento nella piazza, davanti  alla statua di Massimo d’Azeglio. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">***</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">L’attesa del torpedone li aveva resi insonni e tanto valeva, a quel punto, prepararsi  così da poter salire per primi sul mezzo e accaparrarsi i posti migliori, quelli davanti. Scarsamente abituati ai viaggi lunghi e immaginando una strada tutta curve, a scanso di equivoci e di fastidiosi mal d’auto, era consigliabile mettersi dietro al guidatore, con la strada bene in vista dal parabrezza dell’autobus. Carlin era tra questi. Sia lui che la moglie, Margherita, si erano tirati a lucido, con l’abito delle grandi occasioni. La consorte, oltre alla borsetta, aveva una grande sporta dove teneva il vettovagliamento necessario per quel viaggio. Tra i generi di conforto, nemmeno dovessero andare chissà dove, c’erano frittate, tomini <em>elettrici</em>, coregoni in carpione, capponatine di verdure, un paio di salami e di piccole tome, pane bianco e di segale. Ovviamente, <em>ça va sans dire,</em> un fiaschetto di quel vino che faceva resuscitare anche i morti.  Il torpedone arrivò puntualmente in ritardo di una buona mezz’ora e, brontolando sottovoce, la comitiva occupò tutti i posti disponibili, lasciando quello a fianco dell’autista a Don Giusto che sull’abito talare aveva indossato una vecchia giacca a vento nera. Partirono e dopo aver oltrepassato Ivrea, Montaldo Dora e Borgofranco, giunti nei pressi di Carema, si udirono i primi gemiti da parte di alcuni  passeggeri. Quel cartello che campeggiava all’ingresso del paese, <em>“Fermati a Carema dove il tempo ha un sapore</em>” era ben più che un invito per chi non vedeva l’ora di godersi la festa dell’uva, andar per cantine all’assaggio di quell’inebriante nebbiolo o sedersi al tavolo delle osterie. Il parroco, ben consapevole del significato di quei mugugni, non s’intenerì e invitando il conducente a proseguire, smorzò ogni speranza a coloro che pregustavano quel nettare rosso rubino. Nemmeno il tempo di una sosta lampo presso la piccola rivendita al minuto della signora Lina, tento il sacrestano con voce implorante? Don Giusto, ostinato e inflessibile, non rispose nemmeno, lanciando uno sguardo che non incenerì Carlin solo perché aveva bisogno del suo aiuto per tenere in ordine la sacrestia e la chiesa. Il vecchio Fiat 314  varcò il confine tra Piemonte e Valle d’Aosta ansimando. In breve si lasciò le spalle, dimostrando d’essere ancora in grado di svolgere la sua funzione dopo alcuni decenni di onorato servizio di linea, i primi paesi della Vallée. Il Forte di Bard, imponente fortezza costruita nel XIX secolo dai Savoia, dominava la valle dal suo strategico sperone roccioso, sbarrandone l&#8217;accesso. A bocca aperta, torcendosi il collo per guardar meglio le mura dai finestrini, gran parte dei partecipanti alla gita restarono incantati. I commenti  si sprecarono, al punto che passarono da Arnad velocemente, trovandosi alle porte di Verrès. L’unico ad accorgersi che avevano attraversato il paese del famoso lardo,  più immusonito che mai, era il povero Carlin. Ma dopo lo sgarbo di Carema, dal quel suo “<em>don</em>” non si aspettava più nulla di buono, almeno nel viaggio d’andata. Poi, per il resto, si sarebbe visto. Il torpedone faticò molto sulle rampe del Montjovet. La salita della <em>Mongiovetta </em>mise a dura prova i pistoni del motore del pullman che riprese la sua marcia regolare solo nei pressi di Saint Vincent ( lì nessuno ebbe da ridire: il casinò e il gioco d’azzardo non erano nelle <em>corde</em> e nelle possibilità dei gitanti). Il tratto da Chambave a Nus – con il castello medievale di Fénis, uno dei più famosi e meglio conservati d’Italia – venne “digerito” facilmente , una dozzina di chilometri più avanti, entrarono in Aosta. La visita all’antica Augusta Praetoria, la “Roma delle Alpi”, fu rapida. Don Giusto, basco in testa e passo garibaldino, guidò la comitiva della parrocchia di Sant’Anna dall’Arco di Augusto alla Porta Pretoria, attraversando la lastricata via Sant’Anselmo senza per star occhio a vetrine e botteghe. Un salto al Foro e al teatro romano, poi un giro in piazza Chanoux e l’immancabile preghiera nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista, con la sua facciata massiccia e i due campanili romanici. Il ritorno all’autobus fu ancor più rapido, con il gruppo sollecitato dal parroco che esortava “<em>Dai, dai. Presto che è tardi! Passi lunghi e ben distesi che ci aspettano a Courmayeur per il pranzo!”</em>. Poco meno di quaranta chilometri sulla Statale 26 furono percorsi in un soffio, passando da Sarre, Saint Pierre, Morgex. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">***</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">Forse fu la fame ( nonostante gran parte delle provviste, preparate per la merenda del ritorno, fossero già state <em>consumate</em>) ma l’arrivo a Courmayeur venne salutato da un gran applauso. Il signor Del Grosso, l’autista, si guadagnò delle robuste pacche sulle spalle, mostrando però di non gradire tutto quell’entusiasmo. Allo <em>Chalet de la bonne cuisine</em>, il cuoco – monsieur Vittoz – aveva preparato una grande tavolata, riservando la sala più spaziosa alla comitiva canavesana. Don Giusto fece accomodare tutti e chiese un minuto di silenzio e raccoglimento in preghiera. A voce bassa, il prelato disse: “<em>Guarda con bontà, o Signore, e benedici questo cibo e tutti coloro che l&#8217;hanno preparato; aiutaci a condividere il nostro pane con tutti i poveri del mondo</em>”. Dopo aver fatto tutti il segno della croce, iniziarono il pranzo. E, come promesso nei giorni precedenti, il banchetto fu davvero memorabile. Dopo gli antipasti con i salumi tipici – dal lardo d’Arnad al prosciutto alla brace, dalle mocette ai boudins – si passò al primo: una scodella di <em>pèilà</em>, la minestra di farina di segale e di frumento, con pane, fontina e burro. “<em>Una cosina leggera,eh!”,</em> disse la signora Margherita che però non ne lasciò nemmeno un’ombra. La seconda portata fu molto apprezzata. E a chi non piaceva la carbonade? Antico piatto di montagna a base di carne bovina salata a lungo e  cotta lentamente con aglio e lardo affumicato. Preparata con il vino rosso, sparì in un battibaleno. Poi, per gli stomaci più resistenti, quelli che il prevosto amava definire “<em>i mai sazi</em>”, una larga fetta di polenta con fontina e toma ( quella locale, poiché l’altra e più famosa, quella di Gressoney, era finita). Come dolce, per tutti, le tegole valdostane, celebri gallette di pasta di mandorle. E il vino? In fondo – da Carema in poi – l’attesa per quel nettare d’uva andava in qualche modo compensata. E così venne servito  dell’Enfer rosso, prodotto nelle vigne di Arvier. Sul nome, Don Giusto ebbe da ridire ma si trovò d’accordo sulla sua ottima qualità con il suo sacrestano, sentenziando un po’ brillo “<em>A chi non piace il vino, il Signore faccia mancare l’acqua</em>”. Si pentì, chiese perdono per quell’improvvida frase e, con fare mesto, se ne versò un altro bicchiere. Al termine del pranzo – sorbiti caffè e una grappa o un génépy come ammazza-caffè – raccolsero le loro cose predisponendosi al ritorno. Una breve sosta venne dedicata per una visita e una preghiera al Santuario di Notre Dame di Rochefort, poco distante da Arvier. E poi, via. In discesa, verso Aosta e il canavese, con il vecchio Fiat 314 affidato alle cure di Ausilio Del Grosso che, da autista provetto e responsabile, si era limitato ad un solo bicchier di vino e agli antipasti. Giunsero al calar delle prime luci della sera nella piazza dove, insensibile al tempo e alle stagioni, li aspettava la statua del grande statista  Massimo Taparelli. Si salutarono, congedando l’autista che doveva condurre il mezzo alla rimessa di Ivrea. Don Giusto era contento e strinse la mano a tutti, ringraziandoli per la compagnia e per l’ottimo contegno che avevano dimostrato. “ <em>Ah, cari miei. Se il buon D’Azeglio, ai tempi suoi e di Cavour avesse potuto contare su dei concittadini così in gamba, in quel suo dire</em> &#8211; <em>“Abbiamo fatto l&#8217;Italia. Ora si tratta di fare gli italiani” – avrebbe inserito una nota di speranza in più</em>”, disse il prelato. In qualche sguardo s’intuì un cenno di commozione e a un paio di gentildonne scese una lacrima fugace. Solo Margherita lanciò uno sguardo torvo al suo Carlin che, quatto quatto, se ne stava andando verso l’Osteria del Gatto Nero a verificare se almeno lì c’era traccia di quel Carema che avrebbe voluto sorseggiare e che gli era rimasto in mente come un desiderio inappagato.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Marco Travaglini</strong></p>
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		<title>Il gelato conquista Rivara con quattro giorni di festival</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/06/02/il-gelato-conquista-rivara-con-quattro-giorni-di-festival/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 14:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2982-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2982-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2982-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Quattro giorni nel parco di Villa Ogliani con 13 maestri gelatieri da 10 regioni, gusti inediti costruiti su ingredienti di territorio, la Merenda Sinoira canavesana in prima assoluta, una Cena Gourmet con sei chef e tanti momenti per i bambini. Attesi 20 mila visitatori Rivara, 02 giugno 2026 — Dal 4 al 7 giugno 2026, il Parco di Villa Ogliani a Rivara (Torino) ospita la quarta edizione del Festival del Gelato Italiano — artigianale e gastronomico. Tredici maestri gelatieri provenienti da dieci regioni italiane — da Valle d&#8217;Aosta alla Basilicata — portano a Rivara gusti inediti creati appositamente per l&#8217;evento,</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/02/il-gelato-conquista-rivara-con-quattro-giorni-di-festival/">Il gelato conquista Rivara con quattro giorni di festival</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2982-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2982-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_2982-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Quattro giorni nel parco di Villa Ogliani con 13 maestri gelatieri da 10 regioni, gusti inediti costruiti su ingredienti di territorio, la Merenda Sinoira canavesana in prima assoluta, una Cena Gourmet con sei chef e tanti momenti per i bambini. Attesi 20 mila visitatori</p>
<p>Rivara, 02 giugno 2026 — Dal 4 al 7 giugno 2026, il Parco di Villa Ogliani a Rivara (Torino) ospita la quarta edizione del Festival del Gelato Italiano — artigianale e gastronomico. Tredici maestri gelatieri provenienti da dieci regioni italiane — da Valle d&#8217;Aosta alla Basilicata — portano a Rivara gusti inediti creati appositamente per l&#8217;evento, ciascuno costruito attorno a un ingrediente tipico del proprio territorio: dalla castagna affumicata dell&#8217;entroterra ligure al caffè dei pescatori di Fano, dal mosto cotto delle cantine umbre al latte delle asine allevate in Canavese. Il festival è organizzato da Associainsieme ETS, con il Comune di Rivara e il maestro gelatiere Marco Nicolino di Rivarolo Canavese come direttore artistico, con il patrocinio del Ministero dell&#8217;Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e di ASCOM Confcommercio Torino e provincia. L&#8217;ingresso è gratuito. Attesi 20 mila visitatori.</p>
<p>Il gelato sarà il cuore del Festival: nel parco sarà possibile seguire passo dopo passo la produzione dei gelati e assaporare nuovi gusti, pensati per tutti, anche per i più piccoli e per i palati più curiosi. Un gusto sarà dedicato al sociale per l’ADMO Associazione Donatori Midollo Osseo, uno celebrerà gli 80 anni della Vespa con il raduno del Vespa Club, uno sarà creato dagli studenti dell’alberghiero di San Benigno e molte altre sorprese. Intorno al gelato si sviluppa un programma ricco di dimostrazioni, masterclass, show-cooking e racconti che permetteranno di scoprire il lavoro e la passione che ogni giorno animano i Maestri Gelatieri, conoscere le loro tecniche e i retroscena del dolcissimo mondo del gelato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il Festival non è solo degustazione di gelati, ma anche grande valorizzazione del territorio. Il Parco ospita infatti il Villaggio del Canavese con la promozione dei suoi 16 Comuni cui si affiancano i Maestri del Gusto della Camera di commercio di Torino, le proposte artigianali ed enogastronomiche e un susseguirsi di eventi e iniziative che iniziano al mattino, con la colazione siciliana, e terminano con le passeggiate notturne nei boschi delle streghe. Anche le attività commerciali di Rivara partecipano, con aperture straordinarie durante il week end.</p>
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		<title>Locali storici a Torino: Cioccolateria Giordano</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 12:25:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/giordano_museo_torino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/giordano_museo_torino-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/giordano_museo_torino-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />A cura di Piemonteitalia.eu Dal 1897 è una delle rivendite della celebre fabbrica torinese di cioccolato A. Giordano&#8230;. Leggi l&#8217;articolo: https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/cioccolateria-giordano</p>
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<p>Dal 1897 è una delle rivendite della celebre fabbrica torinese di cioccolato <strong>A. Giordano</strong>&#8230;.</p>
<p><strong>Leggi l&#8217;articolo:</strong></p>
<p><a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/cioccolateria-giordano">https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/cioccolateria-giordano</a></p>
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		<title>Corse e spettacoli all&#8217;ippodromo di Vinovo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 02:36:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/image-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/image-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/image-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />UN’ESTATE DI EVENTI Con l’arrivo di giugno hanno inizio gli appuntamenti serali con le corse al trotto nella particolare atmosfera delle “notturne”. Dal 3 giugno al 2 settembre, esclusa la pausa di agosto, le luci dell’Ippodromo si accenderanno ogni mercoledì, con corse al trotto in notturna dalle ore 20. Saranno spesso presenti delle animazioni collaterali variegate, volta ad offrire al pubblico delle esperienze nuove rispetto all’usuale fruizione ippica della location. L’ingresso sarà gratuito per tutti, con la possibilità di cenare presso il Ristorante L’Alfiere ammirando le corse o semplicemente gustarsi un gelato e assaporare un drink fresco, godendosi l’atmosfera rilassata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/image-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/image-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/image-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #008000;"><strong>UN’ESTATE DI EVENTI </strong></span></h3>
<p>Con l’arrivo di giugno hanno inizio gli appuntamenti serali con le corse al trotto nella particolare atmosfera delle “notturne”. Dal 3 giugno al 2 settembre, esclusa la pausa di agosto, le luci dell’Ippodromo si accenderanno ogni mercoledì, con corse al trotto in notturna dalle ore 20. Saranno spesso presenti delle animazioni collaterali variegate, volta ad offrire al pubblico delle esperienze nuove rispetto all’usuale fruizione ippica della location. L’ingresso sarà gratuito per tutti, con la possibilità di cenare presso il Ristorante L’Alfiere ammirando le corse o semplicemente gustarsi un gelato e assaporare un drink fresco, godendosi l’atmosfera rilassata di una serata d’estate in un ambiente diverso dal solito. Le animazioni collaterali inizieranno mercoledì 3 giugno con l’elezione di Miss Ippodromo 2026, concorso presentato dalla conduttrice televisiva ed esperta di moda Elia Tarantino. Dodici giovanissime concorrenti, dai 18 ai 25 anni di età, provenienti da tutto il Piemonte, sfileranno in abiti da sera e casual, per aggiudicarsi il titolo. La Tarantino racconta: “Torna un appuntamento ormai classico dell’estate torinese e ancora una volta siamo orgogliosi di portare all’Ippodromo un tocco di eleganza e di stile. Non sarà infatti un concorso demodé, basato semplicemente sul fisico, bensì sulla classe e il portamento. Bandita la classica uscita in costume da bagno, le ragazze sfileranno con abiti importanti e particolari, tutti creati da stiliste emergenti del panorama regionale. Una particolarità è che anche la giuria sarà composta da indossatrici, in grado ancor di più di entrare in affettuosa empatia con le concorrenti.” Il 10 giugno arriva una ventata di America. Facendo seguito ad una tradizione che va avanti da svariati anni, il Gentlemen Club Piemonte &#8211; Liguria, ospiterà quattro &#8220;colleghi&#8221; Gentlemen driver americani. Gli ospiti statunitensi sfideranno i gentlemen piemontesi in quattro corse, che si svolgeranno prima a Villanova d&#8217;Albenga e poi all&#8217;Ippodromo di Vinovo. Jim Slendorn, Tony Beltrami, Joe Lee e Tony Veruso provengono dal New Jersey e da New York e per la prima volta si impegneranno sulle piste italiane. Mercoledì 17 giugno spazio alla “Promenade della Regina”, in collaborazione con l’Associazione Pegasus ASD, iniziativa che precede la due giorni di eventi e raccolta fondi benefica del 20 e 21 giugno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. All’Ippodromo verranno esposte tre carrozze storiche, dalle diverse caratteristiche: dalla singola trainata da un solo cavallo, alla brougam con due cavalli, fino alla quadriga. Per la presenza totale quindi anche di sei cavalli da traino, oltre a quelli impegnati nelle corse del trotto. Chiusura di mese, il 24 giugno con un’occasione speciale per i più piccoli: in collaborazione con La Camilla ASD possibilità di accarezzare, coccolare e montare dei piccoli ponies per il cosiddetto Battesimo della sella. Il 1° luglio e il 2 settembre spazio al ballo e nello specifico alla milonga. In collaborazione con Aldobaraldo ASD (www.aldobaraldo.it), che rappresenta l’eccellenza torinese nel tango, l’Ippodromo diventerà sede di due appuntamenti speciali. Le serate danzanti, con deejay live, avranno luogo al piano terra della location (con serata assicurata quindi anche in caso di maltempo), con piccoli intervalli, per poter ammirare le corse dei cavalli all’esterno. Sarà allestita contestualmente anche una piccola mostra fotografica con gli scatti sul mondo del tango, a cura di Sergio Giunipero.</p>
<p>L’8 luglio una serata letteralmente roboante con “Cavalli &amp; Cavalli”. In prossimità della pista in cui avverranno le corse dei cavalli sarà presente una esposizione di macchine americane d’epoca e da collezione, in collaborazione con West Custom Italy (www.facebook.com/westcustomitaly/), il club piemontese che unisce tutti gli appassionati di auto Americane. Adriano Mazzei, Presidente del gruppo, dichiara: “Siamo soliti organizzare dei raduni che rappresentino anche una vera e propria esperienza per i nostri associati, in location e occasioni particolari. La cornice dell’ippodromo è una novità che siamo certi potrà stupire tutto il pubblico, dagli appassionati di auto ai semplici curiosi, dai grandi ai più piccoli.” Anche per l’estate rimangono attive anche le iniziative speciali permanenti all’interno dell’Ippodromo. Come la “SCUDERIA DA CAMPIONI”, in collaborazione con l’Associazione sportiva dilettantistica &#8220;Da Campioni ASD&#8221; e con il patrocinio del Comune di Vinovo. Un progetto innovativo e audace che prevede un percorso inclusivo espressamente dedicato a ragazzi con disabilità cognitive e sindrome di Down, che possono trasformare l’amore per i cavalli in una eccezionale opportunità di crescita e socializzazione. La Scuderia propone spazi accessibili a tutti, con personale specializzato, composto da istruttori ippici con formazione in ippoterapia e operatori socio-sanitari. Con la medesima cura vengono utilizzati cavalli addestrati, abituati al contatto con persone con esigenze speciali, utilizzati per attività personalizzate e laboratori educativi. Curare un cavallo stimola l’organizzazione e la fiducia in sé stessi, oltre alla soddisfazione di portare a termine un progetto sociale in team. Ogni cavallo che viene curato e accudito dai ragazzi di Scuderia da Campioni viene infatti poi impegnato nelle corse sulle piste italiane, non solo a Vinovo, con la possibilità per i ragazzi di continuare a sostenere il loro campione. Altra attività permanente l’HIPPODOG VINOVO ASD, associazione presieduta da Pino Manfredi, Referente Nazionale AICS per la disciplina “interazioni cinofile”, che mette a disposizione del pubblico interessato un’esperienza trentennale per raccontare una visione della cinofilia basata sul benessere e sulla relazione profonda tra cane e conduttore. L’associazione opera in modo continuativo con corsi collettivi la domenica mattina, per imparare in un clima di condivisione; con le “palestre emozionali”, ossia gioco ed interazioni tra cani, attive il giovedì e il sabato pomeriggio; con il corso di formazione professionale, dedicato ai futuri Educatori Cinofili, nato dalla passione dei soci. Durante gli eventi speciali invece vengono presentati al pubblico dimostrazioni che variano dall’educazione di base, per costruire fondamenta solide nel rapporto uomo-cane, alla ricerca ludica di una persona dispersa, attività entusiasmante che mette in gioco l&#8217;olfatto e la mente del cane. Oltre alle animazioni e le attività dell’ippodromo, l’estate regala tanti appuntamenti speciali, grazie alla collaborazione con aziende specializzate nell’organizzazione di eventi. Venerdì 12 e sabato 13 giugno, alle ore 21.30, torna il Drone Art Show targato Fever, questa volta con uno spettacolo dedicato ad Harry Potter. Nel cielo di Vinovo milleduecento droni illuminati e sincronizzati si muoveranno in perfetta armonia con l’indimenticabile colonna sonora dei celebri film di Harry Potter, di cui si celebrano i venticinque anni di magia. Il pubblico potrà rivivere i momenti iconici dei film in un modo totalmente nuovo, con un’esplosione di luce, colori e meraviglia nel cielo notturno, per uno spettacolo mozzafiato.</p>
<p>Sabato 27 giugno, dalle ore 19, arriva il format di edutainment di Club Silencio. La fondazione culturale torinese impegnata in progetti esperienziali che stimolano la partecipazione attiva dei giovani under 35, apre per la prima volta le porte dell’Ippodromo. Tra i suoi progetti più noti vi è “Una notte al Museo”, che dal 2017 a oggi ha portato più di 350.000 giovani in oltre 50 musei tra Piemonte, Liguria e Lombardia. Il 27 giugno verrà organizzata una serata esperienziale con percorsi educativi, visita delle scuderie con dimostrazione del maniscalco, simulazione di gara ippica e giochi interattivi. Non mancheranno musica, cocktail e un’offerta gastronomica a tema, in collaborazione con il ristorante locale L’Alfiere. Per tutto il mese di luglio, dal 2 al 26, dal giovedì alla domenica inclusa, dalle ore 18, l’area verde antistante l’Ippodromo ospiterà il “Pasta Music Fest”, un format di intrattenimento che unirà live music, djset e animazione, con un’area dedicata ai bambini e tanto buon cibo. A cura di un team di professionisti del mondo food &amp; entertainment di Torino, vedrà ingresso rigorosamente gratuito, e ospiterà chi vorrà passare un po’ di tempo fuori casa in compagnia di amici e famiglia nelle sere estive. La protagonista sarà la pasta fresca fatta in casa, con agnolotti, maccheroni, paccheri, pancotti e tante altre proposte, accompagnate da polpette, burger, bruschette, patatine e drink per tutti i gusti. Tra le novità anche l’AperiExperience, la formula su prenotazione che unirà aperitivo ed esperienza in ippodromo, con giro pony per i bambini o giro in carrozza per gli adulti. Giovedì 27 e venerdì 28 agosto, alle 21, con l’organizzazione di Dimensione Eventi, arrivano due grandi concerti: Francesco Gabbani ed Edoardo Bennato. Gabbani porterà il suo Live Tour 2026, che celebra i dieci anni dall&#8217;album d&#8217;esordio, proponendo brani inediti dell&#8217;ultimo progetto Dalla tua parte e grandi successi come Amen e Occidentali&#8217;s Karma; Bennato farà invece tappa col suo Quando sarò grande tour.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em> È possibile visitare i canali ufficiali dell’ippodromo per conoscere gli ultimi aggiornamenti: &#8211; www.ippodromovinovo.it &#8211; FB /IppodromoVinovo &#8211; IG ippodromovinovo</em></span></p>
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		<title>Una gustosa focaccia di patate</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 22:52:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/09/5C6C8DD2-A9BC-448F-B7B8-4579C8C6166F-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />LA RICETTA A cura di www.piemonteitalia.eu Impastare la farina con una patata bollita e schiacciata, sale, un cubetto di lievito di birra sciolto, mezzo bicchiere di latte appena tiepido e olio… continua a leggere: https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/focaccia-di-patate &#160; &#160; &#160; Testo tratto dalla rivista Piemonte Parchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/02/una-gustosa-focaccia-di-patate/">Una gustosa focaccia di patate</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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<h2><span style="font-size: 16px; color: #008000;">LA RICETTA<br />
</span><span style="color: #ff6600; font-size: 16px;">A cura di www.piemonteitalia.eu</span></h2>
<p><span style="font-size: 16px; color: #333333;">Impastare la farina con una patata bollita e schiacciata, sale, un cubetto di lievito di birra sciolto, mezzo bicchiere di latte appena tiepido e olio…</span></p>
<p>continua a leggere:</p>
<p><a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/focaccia-di-patate">https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/focaccia-di-patate</a></p>
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		<title>Bolaffi, dalle Olimpiadi a Fausto Coppi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 17:38:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-1024x1024.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-768x768.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-1536x1536.jpg 1536w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-2048x2048.jpg 2048w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Lotto-10-Sport-Memorabilia-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Aste Bolaffi celebra gli ultimi decenni di storia sportiva italiana con una grande asta di cimeli e memorabilia olimpiche Venerdì 5 giugno prossimo, la nuova asta sportiva organizzata da Aste Bolaffi propone un viaggio, in modalità Internet Live, attraverso memorabilia olimpiche, cimeli calcistici e rarità del ciclismo per celebrare le più importanti pagine sportive degli ultimi decenni della nostra storia. Tra gli oggetti più spettacolari spicca il completo Moncler utilizzato durante la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano. Il lotto, dal design unico, comprende un iconico piumino in edizione limitata con cappuccio coordinato, scarponi da montagna,</p>
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<p style="font-weight: 400;">
Venerdì 5 giugno prossimo, la nuova asta sportiva organizzata da Aste Bolaffi propone un viaggio, in modalità Internet Live, attraverso memorabilia olimpiche, cimeli calcistici e rarità del ciclismo per celebrare le più importanti pagine sportive degli ultimi decenni della nostra storia. Tra gli oggetti più spettacolari spicca il completo Moncler utilizzato durante la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano. Il lotto, dal design unico, comprende un iconico piumino in edizione limitata con cappuccio coordinato, scarponi da montagna, guanti e maschera scenica. Questa divisa è stata disegnata personalmente da Remo Ruffini, presidente e amministratore delegato di Moncler.<br />
Per gli amanti del tennis, saranno messe all’asta, e conservate in una teca in plexiglass, le mitiche “Rafa Vault”, le scarpe della Nike personalizzate per Rafa Nadal in occasione di Wimbledon 2011.</p>
<p style="font-weight: 400;">Significativa anche la proposta relativa al ciclismo, con tante maglie, autografi e oggetti appartenuti ai grandi campioni di questo sport, tra cui una una maglia del Club dei Moschettieri attribuita ad Arnaldo Pambianco, straordinaria testimonianza della breve ma leggendaria esperienza voluta nel 1962 dall’industriale Giovanni Borghi, oltre a un insieme di cimeli legati a Fausto Coppi (di cui una maglia rosa del Giro d’Italia del 1952) e alla squadra Carpano, tra cui una maglia da allenamento Vittore Gianni, spedita personalmente dal campione nel 1957 a un giovane tifoso inglese, che gli aveva scritto una lettera indirizzandola semplicemente alla città di Novi Ligure. Il collezionista ha conservato per tutta la vita anche parte del plico originale utilizzato per la spedizione. Il lotto comprende riviste dedicate a Coppi, firme autografe, un taccuino con firme di numerosi ciclisti degli anni Cinquanta e Sessanta, e un modellino in scala della Bianchi del Mondiale 1953.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ampio spazio è riservato al calcio, che annovera tra i cimeli lo scudetto in tessuto e cucito a mano appartenente alla maglia granata del Grande Torino e una medaglia commemorativa in oro 18 carati riportante gli scudetti e le Coppe Italia conquistate dagli Invincibili. Sempre dal colore granata, vi è una maglia di Ciccio Graziani della stagione 1973-74.  Seguono le maglie azzurre di Maradona e Giuseppe Giannini, indossate rispettivamente per il Napoli, nella stagione 1990-91, e per l’Italia durante i Mondiali delle Notti Magiche. Sarà esposta anche una rarissima maglia della nazionale cinese utilizzata nell’amichevole contro la Nazionale Militare italiana del 19 ottobre 1978 e una maglia della Nazionale italiana appartenuta a Claudio Gentile nella stagione 1978.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Asta Internet Live &#8211; Venerdì 5 giugno 2026 dalle ore 11.00 (lotti 1-141) e dalle 14.30 (lotti 142-411)</p>
<p><strong> Mara Martellotta</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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