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	<title>LIFESTYLE Archivi - Il Torinese</title>
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	<title>LIFESTYLE Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Quella strana boule dell&#8217;acqua&#8230; fredda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 03:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[IL RACCONTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/10/vino-1258-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il corteo che ieri ha accompagnato il povero Tugnin al camposanto non aveva la mestizia dei soliti funerali. Era arrivato quello che lui stesso chiamava “il giorno in cui staccherò il biglietto di sola andata”. Diceva proprio così, rimasticando i modi di dire appresi in una vita “da rotaia”, da ferroviere. Al circolo aveva fatto avere i soldi perché gli amici, terminata la cerimonia, potessero ricordarlo alzando i calici in una bella bevuta. “Ricordate che se vi viene voglia di intonare qualcuna delle canzoni che cantavamo da giovani a me farà solo piacere. Ed anche se non potrò aggiungere la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/10/vino-1258-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p style="text-align: justify;" align="center"><strong><span style="color: #008080; font-size: 12pt;">Il corteo che ieri ha accompagnato il povero Tugnin al camposanto non aveva la mestizia dei soliti funerali. Era arrivato quello che lui stesso chiamava “<em>il giorno in cui staccherò il biglietto di sola andata</em>”.</span></strong></p>
<p align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-104935" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini.png" alt="" width="820" height="312" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini.png 820w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-300x114.png 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-768x292.png 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/08/I-RACCONTI-DI-travaglini-480x183.png 480w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Diceva proprio così, rimasticando i modi di dire appresi in una vita “<em>da rotaia</em>”, da ferroviere. Al circolo aveva fatto avere i soldi perché gli amici, terminata la cerimonia, potessero ricordarlo alzando i calici in una bella bevuta. “<em>Ricordate che se vi viene voglia di intonare qualcuna delle canzoni che cantavamo da giovani a me farà solo piacere. Ed anche se non potrò aggiungere la mia voce al coro e non potrò sentire se sarete stonati come una campana ciucca, sarò lì con voi, almeno in spirito</em>”. Quando disse queste parole aveva le lacrime agli occhi e fece venire a tutti un gran magone. Anche per la banda musicale, che doveva accompagnarlo nell&#8217;ultimo viaggio, aveva compilato di suo pugno il “<em>borderò</em>”<em>:</em>la marcia funebre di Franz Listz o il Requiem di Mozart, la Leggenda del Piave, Bella Ciao , l&#8217;Internazionale e, dulcis in fundo, il Silenzio. Un bel casino, perché non è stato possibile trovare una banda in grado di eseguire tutt&#8217;intero il repertorio che Tugnin aveva “<em>dettato</em>”. Così ci siamo accontentati della Leggenda del Piave, Bella Ciao ed il Silenzio. Quest&#8217;ultimo, eseguito dal Birella, cantoniere di mestiere e trombettiere per passione. A dire il vero è stato uno strazio ma, vivi a parte che &#8211;  conoscendolo – non  si aspettavano di meglio, il morto non ha avuto da lamentarsi. Il più affranto è stato, com&#8217;era ovvio, il “<em>Giuri</em>”. Adriano Arbusti si era guadagnato il nomignolo di “<em>Giuri</em>” dove averlo detto e ripetuto migliaia di volte alla moglie, soprattutto quando quest&#8217;ultima era fuori dagli stracci perché tornava a casa un po&#8217; “brillo”. “<em> A tal giuri, Maria: sun mia ciucc! Gò gnanca vardà drè alla buteglia</em>” ( tradotto:” <em>Te lo giuro, Maria: non sono ubriaco! Non ho nemmeno guardato la bottiglia</em>”). Ma lo tradiva l&#8217;alito e allora, giù mazzate sul groppone con la scopa di saggina. Lui e Tugnin erano amici da quando, entrambi venticinquenni, avevano preso parte alla Resistenza. “<em>Giuri</em>” era barcaiolo e portava da una sponda all&#8217;altra del lago e da queste in Svizzera, armi e fuoriusciti. Tugnin, ferroviere addetto alla manutenzione degli scambi sulla tratta Arona-Baveno della linea Milano-Domodossola, aveva aiutato diversi ebrei a mettersi in salvo dopo la proclamazione delle leggi razziali e – nel gennaio del 1944 – era andato in montagna con i partigiani. Fu sulle colline del Vergante e sulle pendici del Mottarone che si ritrovarono insieme, mitra in mano, a dar filo da torcere alle camicie nere. Dopo la “<em>calata al piano</em>” erano tornati alle loro professioni. Tugnin s&#8217;occupò ancora di binari ma stavolta per la tratta tra Stresa e Mergozzo, riducendo di molto il “<em>campo d&#8217;azione</em>”. L&#8217;Arbusti, con il suo cappello da marinaio calcato sulla “<em>crapa</em>”,  faceva la spola  tra le isole e la terraferma con la sua “ <em>Iolanda</em>” , una bella barca da pesca a sei posti, dotata di un potente motore da 15 cavalli. Capitava spesso che, senza darsi appuntamento, si trovavano all’osteria dei Quattro Cantoni per una partita di briscola “<em>chiamata</em>”, al Circolo operaio per un mezzino di rosso o dalla Maria, all’osteria dei Gabbiani, per una “<em>merenda</em>”. Tra loro si era rafforzata un’amicizia “<em>solidale</em>”. Tutti ricordano quando Tugnin ebbe l’incidente fuori dalla stazione di Baveno, cadendo dalla “<em>Truman</em>”, vecchia e robusta locomotiva diesel americana, giunta in Italia dopo la seconda guerra mondiale. Aveva perso l’equilibrio, finendo lungo e tirato sulla massicciata. Una brutta botta che gli era costata la frattura di un femore e della scapola sinistra. Ricoverato per diverse settimane nella traumatologia dell’ospedale S.Biagio di Domodossola, aveva ricevuto – ogni due giorni &#8211;  le puntuali visite dell’amico “<em>Giuri</em>”. Quest’ultimo, partiva alla buonora con il treno da Baveno, dopo aver fatto – la sera prima – il “<em>carico</em>” da Luigino Bottecchia, vinaio di Oltrefiume che commerciava una barbera monferrina di buona qualità. Il carico consisteva, ovviamente, in due fiaschi che &#8211; per Tugnin – rappresentavano la razione delle quarantott’ore. Così, quando una decina d’anni più tardi, toccò al <em>Giuri </em>fare i conti con la “<em>costrizione</em>” dell’ospedale per una brutta polmonite, l’amico ferroviere ( ormai pensionato ) non aveva  esitato un attimo a rendere il servizio. La casa di cura, per sua fortuna, era quella di Stresa, gestita dalle suore. Prendeva “<em>la tradotta</em>” dopo aver fatto anch’esso il “<em>pieno</em>” ad un paio di bottiglioni. Solo che, già alla prima volta, si era scontrato con un ostacolo insormontabile: l’arcigna e “<em>invalicabile</em>” portiera dell’ospedale stresiano, suor Clementina. A differenza del nome, soave e mite, suor Clementina era un donnone di più di cento chili ed era un vero mastino. Antonio Galletti subì la perquisizione ed il sequestro del vino, protestando tanto animatamente quando inutilmente. “<em>Caro il mio ometto, qui il vino non entra. Quindi, se vuol salutare il suo amico passi pure ma a mani vuote</em>”. La suora era come la linea Maginot. Se la pigliavi di petto era invalicabile e ogni tentativo era destinato a mal partita. “<em>Allora mi sono fatto furbo e l&#8217;ho aggirata</em>”, confidò Tugnin. Concordò la tattica con l’amico barcaiolo e la mise in pratica. <em>Giuri</em> doveva affacciarsi alla finestra d&#8217;angolo che dava sulla scalinata del retro.Lì, con fare lesto, “<em>allungava</em>” la boulle dell&#8217;acqua calda all&#8217;amico che, in un baleno, svitava il tappo e la riempiva di barbera. <em>Giuri</em>, dopo essersi infilato nel suo letto tenendosi stretto la boulle opponeva una fiera resistenza ai tentativi delle suore di prelevargliela per cambiare l&#8217;acqua,  secondo le religiose, “<em>ormai fredda</em>” . “<em>Ferme lì, sorelle</em>”, intimava con voce che non ammetteva repliche. “<em>La boulle va bene così. A me piace fredda, brut demoni</em>”. Il sistema funzionò fino a quando le suore non mangiarono la foglia e il barcaiolo, privato del “<em>carburante</em>”, si rassegnò ad un periodo di forzata astinenza, soffrendo e brontolando. Ed oggi, eccolo qua, il nostro <em>Giuri</em>. Sembra un vecchio tronco spezzato dalla saetta. Ha accompagnato, insieme agli altri, Tugnin al camposanto e ora si trova perso, spaesato. “<em>Cari miei </em>– ci ha detto &#8211;<em> ; siete più giovani e a certe cose non ci pensate, e fate bene. Ma io, alla mia età, mi sentivo già perso quando è morta la mia Marietta. E ora? Eh?  Morto anche Tugnin, che era come un fratello, sono solo come un cane</em>”. Ci ha fatto una tenerezza da non credere e l&#8217;abbiamo portato con noi a pranzo. E pure a cena.  D&#8217;ora in poi, un po&#8217; del nostro tempo, lo dedicheremo a fargli compagnia quando passerà dal Circolo Operaio. Smazzando le carte ci parlerà del lago, dell&#8217;onda vagabonda e del suo amico Tugnin. Del resto, i ricordi sono come i pesci del lago. S&#8217;impigliano nella rete della memoria e, ogni tanto, li tiriamo in secca.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Marco Travaglini</strong></p>
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		<title>Benvenuto Roero</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/23/benvenuto-roero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[GUSTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/download-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/download-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/download-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Assaggi in Enoteca &#8211; II edizione Sabato 25 aprile (11:00-18:00)Domenica 26 aprile (11:00-18:00) Canale &#8211; Enoteca Regionale del Roero Un&#8217;iniziativa dell&#8217;Enoteca Regionale del Roero L&#8217;Enoteca Regionale del Roero promuove la seconda edizione di Benvenuto Roero, un appuntamento dedicato al nebbiolo del Roero e ai grandi rossi del territorio. Dopo il positivo riscontro della prima edizione, l&#8217;iniziativa si presenta quest&#8217;anno in una formula più ampia, articolata su due giornate, per offrire al pubblico una nuova occasione di incontro, degustazione e approfondimento attorno a una delle denominazioni più rappresentative del territorio. Protagonista dell&#8217;evento sarà il Roero, con un percorso di assaggio pensato per valorizzare le diverse espressioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/download-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/download-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/download-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div><b><i>Assaggi in Enoteca &#8211; II edizione</i></b></div>
<div><b>Sabato 25 aprile</b><b> (</b><b>11:00-18:00</b><b>)</b><b>Domenica 26 aprile</b><b> (</b><b>11:00-18:00</b><b>)</b></div>
<div><b>Canale &#8211; Enoteca Regionale del Roero</b></div>
<div></div>
<div>
<h2><span style="color: #008000;"><b>Un&#8217;iniziativa dell&#8217;Enoteca Regionale del Roero</b></span></h2>
</div>
<div>L&#8217;Enoteca Regionale del Roero promuove la seconda edizione di <b>Benvenuto Roero</b>, un appuntamento dedicato al nebbiolo del Roero e ai grandi rossi del territorio.</div>
<div>Dopo il positivo riscontro della prima edizione, l&#8217;iniziativa si presenta quest&#8217;anno in una formula più ampia, articolata su <b>due giornate</b>, per offrire al pubblico una nuova occasione di incontro, degustazione e approfondimento attorno a una delle denominazioni più rappresentative del territorio.</div>
<div>Protagonista dell&#8217;evento sarà il <b>Roero</b>, con un percorso di assaggio pensato per valorizzare le diverse espressioni del <b>nebbiolo nel Roero</b>, nei differenti siti del disciplinare, con una particolare attenzione ai temi delle nuove annate e al tema del <b>Roero Riserva</b>.</div>
<div>Nei locali dell&#8217;Enoteca Regionale del Roero, a Canale in <b>via Roma 57</b>, sarà allestito un <b>banco d&#8217;assaggio</b> con una selezione al calice delle etichette di Roero attualmente presenti sul mercato, con una particolare evidenza per l&#8217;<b>annata 2023</b>, accanto ad altre interpretazioni proposte da viticoltori che scelgono tempi più lunghi di affinamento e di uscita.</div>
<div>Una sezione specifica sarà inoltre dedicata al <b>Roero Riserva</b>, per offrire al pubblico ulteriori spunti di conoscenza e confronto.</div>
<div>La degustazione si svolgerà con <b>turno unico</b>, in entrambe le giornate, con orario continuato:</div>
<div><b>Sabato 25 aprile</b><b>: ore </b><b>11.00-18.00</b><b>  </b><br />
<b>Domenica 26 aprile</b><b>: ore </b><b>11.00-18.00</b><b>        </b></div>
<div>Il costo della degustazione è di <b>euro 15</b>, con riduzione a <b>euro 10</b> per i soci delle associazioni di settore (<b>AIS, FISAR, Go Wine, ONAV</b> ecc.).        La quota comprende <b>assaggi liberi</b> di tutti i Roero in degustazione.</div>
<div><b> </b></div>
<div><b>Ecco un l&#8217;elenco delle cantine che hanno aderito all&#8217;evento :</b></div>
<div></div>
<div>Angelo Negro – Monteu Roero Bric Castelvej – Canale Bricco del Prete – Priocca Ca&#8217; di Caire – Montà Careglio – Baldissero Cantina Mompissan – Canale Cascina Chicco – Canale Cascina del Pozzo – Castellinaldo d&#8217;Alba Cascina Lanzarotti – Monteu Roero Cascina Paladin – Canale Costa Catterina – Castagnito Cravanzola – Castellinaldo d&#8217;Alba Crota Cichin – Santo Stefano Roero Demarie – Vezza d&#8217;Alba Destefanis – Canale</div>
<div>Deltetto 1953 &#8211; Canale Generaj – Montà Massucco F.lli – Castagnito Marchisio Family – Castellinaldo d&#8217;Alba Pace – Canale Pelassa – Montà Poderi Vaiot – Montà Marco Porello – Canale Rosso Francesco – Santo Stefano Roero Tibaldi – Pocapaglia Giacomo Vico – Canale</div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>Per informazioni e prenotazioni: </b>Enoteca Regionale del Roero</div>
<div>tel. 0173 978228 &#8211; tel. 0173364631e.mail <u>amministrazione@enotecadelroero.it</u></div>
<div></div>
<div>ALLA PROSSIMA !</div>
<div>LUCA GANDIN</div>
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		<title>Fiori e colori alla Maggionatura di Giaveno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260420_105726_Photos-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260420_105726_Photos-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260420_105726_Photos-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Domenica 10 maggio si terrà a Giaveno la Maggionatura, con piante, fiori e colori in piazza e, quest&#8217;anno, la prima edizione di GiaVino, evento dedicato al vino locale Vivai, hobbisti, attrezzature per il giardinaggio, produttori locali: questo il tripudio di profumi e colori previsto per la 31esima edizione di Maggionatura, che quest&#8217;anno viene affiancata dalla prima edizione di GiaVino, evento dedicato all&#8217;enologia. Nelle vie e piazze del centro storico, vi saranno centinaia di espositori, tra artigiani, hobbisti, produttori locali di cibi, miele e molto altro, oltre ai vivai di zona, con le loro particolari creazioni. Giaveno si fa ancora più</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260420_105726_Photos-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260420_105726_Photos-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260420_105726_Photos-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Domenica 10 maggio si terrà a Giaveno la Maggionatura, con piante, fiori e colori in piazza e, quest&#8217;anno, la prima edizione di GiaVino, evento dedicato al vino locale</p>
<p>Vivai, hobbisti, attrezzature per il giardinaggio, produttori locali: questo il tripudio di profumi e colori previsto per la 31esima edizione di Maggionatura, che quest&#8217;anno viene affiancata dalla prima edizione di GiaVino, evento dedicato all&#8217;enologia. Nelle vie e piazze del centro storico, vi saranno centinaia di espositori, tra artigiani, hobbisti, produttori locali di cibi, miele e molto altro, oltre ai vivai di zona, con le loro particolari creazioni. Giaveno si fa ancora più bella e onora la primavera con una manifestazione che, nel tempo, è diventata una tradizione conosciuta e apprezzata. Oltre agli espositori, dalle 9 alle 19 sarà possibile trovare in piazza Ruffinatti una mostra di stupende piantina bonsai, a cura dell’Associazione Bonsai Valsangone Bruino; in viale Regina Elena, l’esposizione di trattori d’epoca dell’associazione Ruggine “Piemontese”; in piazza Montino l’esposizione dei lavori delle scuole del territorio relative al concorso “La natura che vorrei in futuro a Giaveno”; in piazza San Lorenzo “Pompierilandia”, attività per bambini a cura dei Vigili del Fuoco e Caccia al Tesoro, due escursioni guidate, mulini aperti, aperitivi e piatti a tema in tutti i locali della città.</p>
<p>Completano la giornata due mostre: quella del pittore Alessio Zoni, presso la Chiesa dei Batù e dei Mandala per la Pace, opera di comunità, a cura dell’Associazione Donne di Valle, presso la Sala Consiglio  oltre l’apertura con visite guidate del Museo Alessandri.</p>
<p>“Si conferma la vocazione  turistica ed espositiva di Giaveno – commenta il Sindaco Stefano Olocco – Maggionatura è oggi una delle manifestazioni più longeve e apprezzate del palinsesto di Giaveno, arrivata alla 32esima edizione. Da anni la qualità degli espositori  nelle feste collaterali fa si che vi siano moltissimi visitatori. È davvero particolare il profumo che sisente nella seconda domwnica di maggio nella nostra città, abbellita di piante, fiori e colori. Sono particolarmente contento dell’affiancamento alla prima edizione, quest’anno, di GiaVino, dedicata ai produttori locali di vino, poiché anche questo è un prodotto d’eccellenza del nostro territorio da far conoscere”.</p>
<p>L’Associazione E020 organizza l’evento nell’evento con degustazioni in movimento, attività per bambini e aperitivo con djset in piazza Sacro Cuore e altre piazze.</p>
<p>“GiaVino nasce con l’intento di unire la tradizione e vitivinicola alla cultura e ai sapori della montagna e della Valsangone. L’obiettivo è valorizzare i produttori lo ali e promuovere il turismo enogastronomico di Giaveno – dichiara Pamela Cuatto, presidente dell’Associazione E020 APS – l’idea è scaturita dalla ricchezza di produttori di vino presenti sul territorio e dalla contestuale assenza di eventi in proposito. il nostro territorio offre una proposta enogastronomica d’eccellenza, ci aspettiamo quindi di avvicinare sempre più persone alla nostra città, coinvolgendole in una festa aperta a tutti”.</p>
<p>Domenica10 maggio chi verrà a Giaveno troverà tantissime proposte, sia per acquistare fiori e piante, sia per assaggiare e acquistare il vino, sia per approfittare di qualche attività collaterale durante tutta la giornata.</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>Nasce Casàlia: a Torino il nuovo grande evento lifestyle dedicato all’abitare </title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:31:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Oval-Lingotto-Fiere-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Oval-Lingotto-Fiere-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Oval-Lingotto-Fiere-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />All’Oval Lingotto Fiere di Torino, dall’8 all’11 ottobre 2026, il nuovo Salone ideato e organizzato da GL events Italia: un appuntamento lifestyle che integra design, benessere e cultura dell’abitare. È in arrivo Casàlia, il nuovo evento firmato GL events Italia dedicato all’abitare contemporaneo inteso come stile di vita. Dall’8 all’11 ottobre 2026, negli spazi dell’Oval Lingotto Fiere di Torino, Casàlia sarà la piattaforma di incontro tra aziende e pubblico attraverso ambientazioni, workshop e dimostrazioni, offrendo una panoramica su stili, tendenze e soluzioni per la casa. «Casàlia si inserisce nell’evoluzione dei modi di vivere e immaginare la casa &#8211; afferma Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia -. Oggi le persone cercano ispirazione e coerenza con il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Oval-Lingotto-Fiere-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Oval-Lingotto-Fiere-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Oval-Lingotto-Fiere-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div></div>
<div><i>All’</i><i>Oval Lingotto Fiere </i><i>di </i><i>Torino</i><i>, </i><i>dall’8 all’11 ottobre</i><i> </i><i>2026</i><i>, il </i><i>nuovo Salone</i><i> ideato e organizzato da </i><i>GL events Italia</i><i>: un appuntamento lifestyle che integra design, benessere e cultura dell’abitare.</i></div>
<div></div>
<div>È in arrivo Casàlia, il nuovo evento firmato GL events Italia dedicato all’abitare contemporaneo inteso come stile di vita. Dall’8 all’11 ottobre 2026, negli spazi dell’Oval Lingotto Fiere di Torino, Casàlia sarà la piattaforma di incontro tra aziende e pubblico attraverso ambientazioni, workshop e dimostrazioni, offrendo una panoramica su stili, tendenze e soluzioni per la casa.</div>
<div><i>«Casàlia si inserisce nell’evoluzione dei modi di vivere e immaginare la casa &#8211; </i><u>afferma </u><u>Gabor Ganczer</u><u>, amministratore delegato di GL events Italia</u><i> -. Oggi le persone cercano ispirazione e coerenza con il proprio modo di vivere. Da questa esigenza nasce un format centrato sul lifestyle e l’esperienza dell’abitare».</i></div>
<div></div>
<div>Casàlia sarà il punto di riferimento per chi vive la casa come espressione del proprio stile e sensibilità, esplorando l’abitare come progetto complesso, dove design e benessere contribuiscono a definire nuovi modi di scegliere e vivere gli spazi. L’offerta espositiva comprenderà arredamento, illuminazione e rivestimenti, accanto a proposte dedicate all’arredo da montagna e al benessere, con una selezione di eccellenze del territorio. Completeranno il panorama il tessile per l’interior, l’oggettistica lifestyle e design, oltre alle soluzioni outdoor &amp; gardening.</div>
<div></div>
<div>Casàlia raccoglie e valorizza il patrimonio di competenze, relazioni e conoscenza del mercato e del pubblico, maturato in oltre sessant’anni di esperienza con Expocasa, storica manifestazione che ha accompagnato l’evoluzione del vivere domestico in Italia. Oggi questo patrimonio trova espressione in un format, in linguaggi e modalità contemporanei.</p>
<p><i>Casalia è un evento organizzato da </i><i>GL events Italia</i><i>, parte di un gruppo internazionale, tra i principali </i><i>leader globali</i><i> nell’organizzazione e gestione di eventi, fiere e congressi. Con </i><i>oltre 40 anni di esperienza</i><i>, GL events opera in </i><i>30 nazioni</i><i> e gestisce un network di </i><i>70 sedi e location</i><i>.</i></div>
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		<title>Paesaggio botanico sulla Pista 500 del Lingotto </title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/22/paesaggio-botanico-sulla-pista-500-del-lingotto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 02:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-pista-500-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-pista-500-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-pista-500-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La Pinacoteca Agnelli presenta “Fiori sul tetto”, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla dimensione botanica della Pista 500, lo storico circuito sul tetto del Lingotto, oggi trasformato in giardino sospeso e spazio d&#8217;arte. Il ciclo è condotto da Cristiana Ruspa, che accompagna il pubblico in una serie di visite guidate, lessate come momenti di osservazione e racconto nel paesaggio vegetale della Pista 500 da lei progettato con il suo studio-giardino segreto. Attraverso fiori sul tetto, i visitatori sono invitati a esplorare da vicino le fioriture, le trasformazioni stagionali e le relazioni tra natura, arte e architettura, in un percorso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-pista-500-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-pista-500-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/07/foto-pista-500-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>La Pinacoteca Agnelli presenta “Fiori sul tetto”, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla dimensione botanica della Pista 500, lo storico circuito sul tetto del Lingotto, oggi trasformato in giardino sospeso e spazio d&#8217;arte. Il ciclo è condotto da Cristiana Ruspa, che accompagna il pubblico in una serie di visite guidate, lessate come momenti di osservazione e racconto nel paesaggio vegetale della Pista 500 da lei progettato con il suo studio-giardino segreto. Attraverso fiori sul tetto, i visitatori sono invitati a esplorare da vicino le fioriture, le trasformazioni stagionali e le relazioni tra natura, arte e architettura, in un percorso che intreccia botanica e sguardo, restituendo la complessità di un luogo in cui natura e intervento umano convivono in un equilibrio dinamico. Il ciclo si apre giovedì 23 aprile alle 18 e prosegue con due appuntamenti speciali in occasione di “Verde svelato”, sabato 9 e domenica 10 maggio alle 18, per proiezioni proseguire nei mesi successivi accompagnando il pubblico lungo il mutare della stagione (-sabato 13 giugno, ore 18, domenica 12 luglio ore 19, domenica 6 settembre ore 18).</p>
<p>Le visite si svolgono sulla Pista 500, e sono dedicate alla scoperta del suo patrimonio botanico, oggi parte integrante dell’identità della Pinacoteca Agnelli.</p>
<p>Info: pagamento del biglietto per la Pista 500 4 euro + visita guidata 7 euro. Si prenota dal lunedì al venerdì inviando una mail a <a class="mailto-link" href="mailto:educa@pinacoteca-agnelli.it" target="_blank" rel="noopener">educa@pinacoteca-agnelli.it</a>.</p>
<p>Pinacoteca Agnelli – via Nizza 230, Torino – 011 0062713 – pinacoteca-agnelli.it</p>
<p>Mara Martellotta</p>
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		<title>Le polpette al forno di nonna Graziella</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/22/deliziose-polpette-al-forno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 22:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[GUSTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/03/polpette-forno-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La cottura al forno le rende leggere, croccanti fuori e morbide dentro Un ottimo secondo adatto ad ogni occasione. Le polpette sono semplici e veloci da realizzare, apprezzate da grandi e piccini si possono preparare con svariati ingredienti e non deludono mai. La cottura al forno le rende leggere, croccanti fuori e morbide dentro. Tutte da gustare! *** Ingredienti: 300gr. di avanzi di carne di pollo o vitello arrosto 2 patate lesse 3 uova intere 2 cucchiai di olive taggiasche 40gr. di parmigiano grattugiato 1 limone Un ciuffo di prezzemolo Pangrattato q.b. Sale, pepe q.b. *** Mettere nel mixer la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/03/polpette-forno-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #008080;">La cottura al forno le rende leggere, croccanti fuori e morbide dentro</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un ottimo secondo adatto ad ogni occasione. Le polpette sono semplici e veloci da realizzare, apprezzate da grandi e piccini si possono preparare con svariati ingredienti e non deludono mai. La cottura al forno le rende leggere, croccanti fuori e morbide dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte da gustare!</p>
<p style="text-align: justify;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ingredienti:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>300gr. di avanzi di carne di pollo o vitello arrosto</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>2 patate lesse</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>3 uova intere</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>2 cucchiai di olive taggiasche</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>40gr. di parmigiano grattugiato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>1 limone</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un ciuffo di prezzemolo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pangrattato q.b.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sale, pepe q.b.</em></p>
<p style="text-align: justify;">***</p>
<p style="text-align: justify;">Mettere nel mixer la carne con le patate, due uova intere, il parmigiano, il prezzemolo e la buccia del limone grattugiata. Tritare il tutto sino ad ottenere un composto omogeneo ma non troppo fine. Tritare le olive ed aggiungere al composto, salare e pepare. Formare le polpette pressandole leggermente, passarle prima nel rimanente uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Cuocere in forno a 200 gradi per circa 25 minuti o sino a doratura.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Paperita Patty</strong></p>
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		<title>Il “Ballo dei 100 e non più 100” tra tradizione, eleganza e memoria</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/21/il-ballo-dei-100-e-non-piu-100-tra-tradizione-eleganza-e-memoria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:36:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Foto-2-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Foto-2-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Foto-2-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Casale Monferrato, il fascino della storia Casale Monferrato, 18 aprile 2026; in un tempo in cui la memoria storica rischia spesso di affievolirsi, vi sono eventi capaci di restituire al presente il respiro del passato. Tra questi, il “Ballo dei 100 e non più 100” si conferma come una delle manifestazioni più affascinanti e identitarie del panorama culturale internazionale. Nato dalla tradizione del Piemonte risorgimentale, quando Casale Monferrato era la seconda capitale del Regno di Sardegna, il ballo di metà Quaresima riuniva un massimo di 199 partecipanti: non più di 100 appartenenti alla Nobiltà e non più di 99 della</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Foto-2-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Foto-2-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Foto-2-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="western" style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #008000;"><b>Casale Monferrato, il fascino della storia</b></span></p>
<p align="center">
<p class="western" align="justify">Casale Monferrato, 18 aprile 2026; in un tempo in cui la memoria storica rischia spesso di affievolirsi, vi sono eventi capaci di restituire al presente il respiro del passato. Tra questi, il “Ballo dei 100 e non più 100” si conferma come una delle manifestazioni più affascinanti e identitarie del panorama culturale internazionale.</p>
<p class="western" align="justify">Nato dalla tradizione del Piemonte risorgimentale, quando Casale Monferrato era la seconda capitale del Regno di Sardegna, il ballo di metà Quaresima riuniva un massimo di 199 partecipanti: non più di 100 appartenenti alla Nobiltà e non più di 99 della Borghesia. Un equilibrio simbolico che racconta un’epoca e che oggi rivive da sempre nella suggestiva cornice di Palazzo Gozzani di Treville, sede dell’Accademia Filarmonica, fondata nel 1827 da 83 nobili famiglie del Monferrato.</p>
<p class="western" align="justify"><b>L’inizio: onori, memoria e identità nazionale</b></p>
<p class="western" align="justify">La serata si è aperta con i tradizionali Onori della Fanfara dei Bersaglieri “Roberto Lavezzeri”, sottolineando il valore storico dell’evento: una rievocazione legata alla scintilla risorgimentale partita proprio da Casale Monferrato, che portò avanti il cammino concluso con l’unità d’Italia.</p>
<p class="western" align="justify">Sono seguiti gli onori a cominciare con quelli alla Città di Casale Monferrato, al suo Sindaco Avv. Emanuele Capra, all’Onorevole Antonin Stanek, della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, e alla Contessa Maria Loredana degli Uberti, Prorettore dello Studium.</p>
<p class="western" align="justify">La serata ha visto come sempre la partecipazione di importanti personalità del mondo nobiliare e istituzionale internazionale.</p>
<p class="western" align="justify">Tra gli ospiti d’onore, S.A.S. il Principe Don Maurizio Gonzaga del Vodice di Vescovato, Capo della Casa Ducale di Mantova e prossimiore affine alla Casa Ducale di Monferrato, Presidente di Famiglie Storiche d’Italia e del Senato Accademico dello Studium Accademia di Casale e del Monferrato, e il Principe Don Landolfo Caracciolo di Melissano, Vice Presidente di Famiglie Storiche d’Italia e Secondo Governatore della Real Arciconfraternita e Monte dei Nobili Spagnoli di Napoli. Erano anche presenti: S.A.I. &amp; R. l’Arciduca Josef Karl d’Asburgo-Lorena, Principe d’Ungheria, Capitano Generale del Vitézi Rend e Presidente di Famiglie Storiche d’Europa, con la consorte S.A.I. &amp; R. l’Arciduchessa Margarete, Principessa d’Ungheria e la Principessa Maria Pia Ruspoli; S.A.R. il Mwami Yuhi VI, Capo della Real Casa del Rwanda, accompagnato da Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, presidente dell’Associazione Italia Georgia Eurasia e dell’Unione della Nobiltà Bizantina, S.A.R. la Principessa Jasmine El Senussi, Principessa di Libia, accompagnata dal Principe Don Guglielmo Giovanelli Marconi, con la Contessa Emma Viora di Bastide Zavattaro Ardizzi.</p>
<p class="western" align="justify"><b>Tradizioni europee e istituzioni internazionali</b></p>
<p class="western" align="justify">Sono proseguiti gli onori a: la Real Asociación de Hidalgos de España, rappresentata dal Presidente Don Manuel Pardo de Vera y Díaz, il Real Cuerpo de la Nobleza de Madrid, con il rappresentante degli incontri internazionali Don Manuel Ladrón de Guevara y Isasa. La dimensione internazionale si è arricchita con la presenza della Convention of the Baronage of Scotland, con il Baron of Stoneywood, la Baroness of Cartsburn, il Baron, Baroness e Younger of Mugdock, il Baron of Blantyre, insieme a Famiglie Storiche d’Italia e Historical Families of Europe.</p>
<p class="western" align="justify">Numerose anche le rappresentanze delle nobiltà tedesche, danesi e norvegesi e del patriziato svizzero, tra cui il Nob. Chev. Dietrich, con la consorte Sabine von Stein zu Lausnitz Presidente dell’Associazione Nobiliare Sassone, il Freiherr DDr. Walther von Doellinger und von Fechenbach zu Laudenbach, la Baronessa Dr. Nathalié von Wołk, il Nob. Chev. Tristan Choppin Haudry de Janvry, il Barone Mag. Leopold von Reichenbach zu Reichenbacher, il Cav. Alexandre Mojon, il Cav. Maximilian Maria in Albon, la Principessa russa Akchurina e il Nobile Daniel von Saldner.</p>
<p class="western" align="justify"><b>Il convivio: tradizione gastronomica e regia organizzativa</b></p>
<p class="western" align="justify">Dopo il concerto dei Bersaglieri e l’aperitivo, la serata è proseguita con il pranzo placée, momento centrale di convivialità ed eleganza. Fondamentale è stata l’organizzazione di Nicola Mecca, che ha coordinato con grande attenzione e competenza i piatti presentati, assicurando un equilibrio tra tradizione locale e alta qualità gastronomica, contribuendo in modo determinante al successo dell’esperienza conviviale. La scelta del menù, curata con sensibilità e gusto, ha visto anche il contributo di Filippo Lisi, che ha saputo valorizzare i sapori della tradizione in chiave raffinata e coerente con il contesto storico della serata.</p>
<p class="western" align="justify"><b>Danze, suggestioni e atmosfere d’altri tempi</b></p>
<p class="western" align="justify">Le danze sono state aperte dalle coreografie storiche dell’Ottocento, eseguite da Selena Bricco, che ha accompagnato gli ospiti in un viaggio elegante tra le musiche dell’epoca, proseguendo poi con brani più moderni che hanno animato la serata.</p>
<p class="western" align="justify">Un momento particolarmente apprezzato è stato quello della pasta al tricolore, simbolo dell’unità nazionale, mentre come insegna la tradizione dei Balli dell’800, la presenza di Maria Rosa, appassionata interprete delle arti simboliche e divinatorie, ha affascinato i partecipanti con letture suggestive e cariche di mistero, contribuendo a creare un’atmosfera intima e coinvolgente.</p>
<p class="western" align="justify"><b>Il finale: Krumiri, storia e identità casalese ormai sbarcata nei 5 continenti</b></p>
<p align="justify">A chiudere la serata, alle ore 3.00, riproponendo la tradizionale cioccolata con i churros delle giornate internazionali della nobiltà europea di Madrid, la cioccolata calda accompagnata dai celebri <strong><i>Krumiri Rossi di Portinaro</i></strong>, autentico simbolo della città di Casale Monferrato.</p>
<p align="justify">Nati nel 1878 dall’ingegno del pasticcere Domenico Rossi, i Krumiri devono la loro inconfondibile forma – ispirata ai baffi di Vittorio Emanuele II – a un’intuizione tanto semplice quanto geniale, che ne decretò fin da subito il successo. Apprezzati sin dalle origini sulle tavole dei sovrani e, durante la Belle Époque, serviti anche a bordo del prestigioso Orient Express, questi biscotti sono divenuti un emblema della tradizione dolciaria monferrina nel mondo.</p>
<p align="justify">La scelta di proporre i Krumiri di Portinaro, custodi di questa storica eredità, non è casuale: rappresenta un raffinato omaggio alla cultura gastronomica locale e all’identità più autentica del territorio casalese.</p>
<p class="western" align="justify"><b>Un ponte tra passato e presente</b></p>
<p class="western" align="justify">Il “Ballo dei 100 e non più 100” grazie al lavoro di Maria Loredana degli Uberti si conferma ancora una volta come molto più di un evento, facendosi narrazione vivente della storia italiana, un momento in cui cultura, tradizione, relazioni internazionali e memoria collettiva si incontrano in un equilibrio raro e prezioso. Un appuntamento che continua ad affascinare, anno dopo anno, dimostrando come il passato, se custodito con intelligenza, possa ancora parlare con forza al presente.</p>
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		<title>Torino si accende con AMERICA LATINA Food Fest</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[GUSTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; I migliori ristoranti asiatici della città in un&#8217;unica serata giovedì 23 aprile &#8211; dalle ore 19 THE PLACE Green Pea &#8211; Torino Torino si accende dei colori e dei sapori dell’America Latina. I migliori ristoranti latino-americani della città si riuniscono in un’unica grande occasione per condividere la propria cucina, mettendosi in gioco in una sfida che unisce identità, qualità e passione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/21/torino-si-accende-con-america-latina-food-fest/">Torino si accende con AMERICA LATINA Food Fest</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><strong>I migliori ristoranti asiatici della città in un&#8217;unica serata</strong></p>
<p><strong>giovedì 23 aprile &#8211; dalle ore 19</strong></p>
<p><strong>THE PLACE Green Pea &#8211; Torino</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Torino si accende dei colori e dei sapori dell’America Latina.</p>
<p style="font-weight: 400;">I migliori ristoranti latino-americani della città si riuniscono in un’unica grande occasione per condividere la propria cucina, mettendosi in gioco in una sfida che unisce identità, qualità e passione.</p>
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		<title>Dalla Giornata della donna a quella della gomma da cancellare&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/mimosa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/mimosa-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/mimosa-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />LE STRANEZZE DELLE RICORRENZE di GIANLUIGI DE MARCHI * &#160; Tutti sanno che l’8 marzo è la festa internazionale della donna, una giornata importante che porta all’attenzione del mondo la necessità di assicurare effettive condizioni di parità delle donne nella società civile. &#160; Pochi sanno però che le giornate mondiali non riguardano solo grandi problemi, ma anche piccoli eventi, con risvolti spesso comici e surreali. Ve ne faccio una breve sintesi dopo la spiegazione del meccanismo in base al quale il calendario viene riempito di particolari ricorrenze a livello mondiale. Le giornate mondiali sono stabilite da agenzie specializzate delle Nazioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/mimosa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/mimosa-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/mimosa-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #008000;">LE STRANEZZE DELLE RICORRENZE</span></h3>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">di GIANLUIGI DE MARCHI *</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #00b050;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Tutti sanno che l’8 marzo è la festa internazionale della donna, una giornata importante che porta all’attenzione del mondo la necessità di assicurare effettive condizioni di parità delle donne nella società civile.</b></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Pochi sanno però che le giornate mondiali non riguardano solo grandi problemi, ma anche piccoli eventi, con risvolti spesso comici e surreali.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Ve ne faccio una breve sintesi dopo la spiegazione del meccanismo in base al quale il calendario viene riempito di particolari ricorrenze a livello mondiale.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Le giornate mondiali sono stabilite da agenzie specializzate delle Nazioni Unite come l’UNESCO, l’UNICEF, la FAO, eccetera e vengono ratificate dall’Assemblea Generale dell’ONU che fissa la data.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Già questa procedura dà l’immediata portata di questi eventi: pensate ai mesi (spesso anni) di preparazione dei dossier, con tanto di motivazioni e progetti di festeggiamenti: il sigillo dell’Assemblea generale conferma l’importanza e la solennità della scelta.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Fin qui tutto bene se si pensa per esempio alla giornata della donna o ad altre sicuramente fondamentali: 1 gennaio giornata della pace, 16 marzo lotta contro il cancro, 7 aprile giornata della salute, 1 maggio festa del lavoro, 20 giugno giornata del rifugiato, 10 ottobre giornata contro la pena di morte, 20 novembre giornata dei diritti dei bambini, 10 dicembre giornata dei diritti umani.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il giudizio è ben diverso se si pensa ad altre giornate solennemente proclamate per eventi a dir poco bizzarri che rasentano involontariamente l’umorismo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Qualche esempio?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Passi per il 13 marzo di chiarato giornata mondiale di solidarietà per i prigionieri in Tunisia (perché solo loro? Non ce ne sono altri in giro per il mondo? Ma nessuno li ricorda…).</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma festeggiare il 28 marzo la giornata mondiale del formaggio è già meno aulico; e potrebbe scatenare le ire dei sostenitori della carne di pollo, o delle fragole, o del succo di mele…</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Ci vuole invece il vocabolario per capire cosa si festeggia il26 aprile, dichiarato giornata mondiale della “fotografia stenopeica”: alzi la mano chi sa che si tratta di una tecnica che crea immagini senza lenti, utilizzando una scatola con un piccolissimo foro che proietta la luce su un materiale sensibile, basandosi sul principio della camera oscura (in pratica, la prima macchina fotografica, quella inventata da Joseph Nicéphore Niépce, nel 1826!), Come faremmo a passare in letizia il 26 aprile senza scattare qualche foto stenopeica?</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Grande gioia per le nonne, che il 14 giugno possono festeggiare la giornata del lavoro a maglia (ormai solo loro sanno farlo, le giovani comprano direttamente i pullover nei negozi di moda…). Attività degna di 24 ore di manifestazioni celebrative!</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">E chiudiamo con una straordinaria chicca: 22 ottobre giornata mondiale della balbuzie! Cacari bababalbuzienti, fifinalmente popotete vavavantarvi del vovostro didifetto…</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;">Comunque, prima di accanirvi contro l’ONU per queste amenità, ricordatevi che negli Stati Uniti il 15 aprile si celebra la giornata USA della gomma da cancellare… (e contrariamente a quello che pensate, non è stato Trump a proporla!).</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Roboto, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giornalista e scrittore</b></span></span></span></li>
</ul>
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		<title>Agenti speciali, alieni o angeli custodi? Quando gli animali ci insegnano a vivere</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/04/21/agenti-speciali-alieni-o-angeli-custodi-quando-gli-animali-ci-insegnano-a-vivere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 22:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[torino tra le righe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Paola-Burzio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Paola-Burzio-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Paola-Burzio-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />TORINO TRA LE RIGHE Ci sono libri che si leggono con gli occhi. E poi ce ne sono altri che si attraversano con il cuore. Il libro di Paola Burzio appartiene senza esitazione alla seconda categoria. Torinese, libraia per passione e osservatrice sensibile della vita, Burzio costruisce un’opera composta da cinque racconti che si muovono sul filo sottile tra realtà e visione, tra quotidianità e mistero. Il titolo – Agenti speciali, alieni o angeli custodi? – non è una semplice suggestione, ma una chiave di lettura: quella che invita a guardare gli animali non solo per ciò che sono, ma per ciò</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/21/agenti-speciali-alieni-o-angeli-custodi-quando-gli-animali-ci-insegnano-a-vivere/">Agenti speciali, alieni o angeli custodi? Quando gli animali ci insegnano a vivere</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Paola-Burzio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Paola-Burzio-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/04/Paola-Burzio-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3 class="elementToProof"><span style="color: #008000;">TORINO TRA LE RIGHE</span></h3>
<div></div>
<div class="elementToProof">Ci sono libri che si leggono con gli occhi. E poi ce ne sono altri che si attraversano con il cuore. Il libro di Paola Burzio appartiene senza esitazione alla seconda categoria.</div>
<div class="elementToProof">Torinese, libraia per passione e osservatrice sensibile della vita, Burzio costruisce un’opera composta da cinque racconti che si muovono sul filo sottile tra realtà e visione, tra quotidianità e mistero. Il titolo – <i>Agenti speciali, alieni o angeli custodi?</i> – non è una semplice suggestione, ma una chiave di lettura: quella che invita a guardare gli animali non solo per ciò che sono, ma per ciò che rappresentano dentro di noi.</div>
<div class="elementToProof">Al centro della narrazione c’è Paola, ma potrebbe essere chiunque abbia condiviso la propria vita con un animale. Attorno a lei si muove un piccolo “branco” fatto di presenze vive e indimenticabili: gatti e cani che non sono semplici compagni, ma veri e propri “agenti speciali”, coinvolti in una missione invisibile quanto essenziale, quella di salvare il cuore.</div>
<div class="elementToProof">È proprio qui che il libro trova la sua forza più autentica. Non si limita a raccontare episodi di vita quotidiana – pur presenti, teneri e riconoscibili – ma scava più a fondo, interrogandosi sul senso degli incontri, su quella sottile trama che lega le nostre vite a quelle degli animali. Ogni arrivo, ogni presenza sembra rispondere a un bisogno preciso, a uno stato d’animo, come se nulla accadesse davvero per caso.</div>
<div class="elementToProof">Nel corso degli anni, l’autrice ha condiviso la propria esistenza con un gruppo di animali che hanno lasciato un segno profondo. E quando, inevitabilmente, è arrivato il momento della separazione, il dolore si è rivelato potente, quasi spiazzante nella sua intensità. È da lì che nasce la necessità della scrittura, come forma di elaborazione, ma anche come ricerca di senso.</div>
<div class="elementToProof">E allora entra in scena la fantasia, o forse qualcosa di più. Un’immagine lontana, quasi infantile, prende forma: quella di un’astronave. È una visione che consola, che apre uno spiraglio, che suggerisce una possibilità diversa. E se davvero i nostri animali non se ne andassero del tutto? Se continuassero, in qualche modo, a vegliare su di noi?</div>
<div class="elementToProof">Il confine tra immaginazione e verità, in queste pagine, si fa volutamente sfumato. Non interessa stabilire cosa sia reale e cosa no, quanto piuttosto lasciarsi attraversare da una prospettiva nuova, capace di alleggerire il dolore e restituire bellezza anche alla perdita.</div>
<div class="elementToProof">C’è una costante che accompagna l’intero libro: un inno d’amore agli animali. Creature autentiche, mai ambigue, incapaci di finzione. In un mondo in cui spesso si indossano maschere, loro restano fedeli a una verità semplice e disarmante. Ed è forse questa la lezione più grande che lasciano.</div>
<div class="elementToProof">Non manca, tra le righe, anche una riflessione più ampia sul valore della pet therapy, troppo a lungo sottovalutato. Oggi sappiamo quanto la presenza di un animale possa incidere positivamente sul benessere fisico e psicologico. Lo ricordava anche Enzo Jannacci, osservando come, in molti casi, l’affetto di un animale riesca ad arrivare dove le medicine non bastano.</div>
<div class="elementToProof">Ma il libro di Paola Burzio va oltre la dimensione scientifica. Propone una visione più ampia, quasi spirituale: gli animali come guide silenziose, come presenze che accompagnano, insegnano, trasformano. Angeli custodi? Alieni? O semplicemente esseri capaci di amarci senza condizioni?</div>
<div class="elementToProof">Forse la risposta non è così importante. Quello che conta è lo sguardo che questo libro riesce a generare. Perché, dopo averlo letto, sarà difficile osservare il proprio cane o il proprio gatto con gli stessi occhi di prima.</div>
<div class="elementToProof">E in fondo, è proprio questo che fanno le storie più sincere: non cambiano il mondo, ma cambiano il modo in cui lo guardiamo.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof"><a href="https://mail1.libero.it/appsuite/#" target="_blank" rel="noopener" aria-disabled="true" data-disabled="true">https://linktr.ee/Marzia.Estini_autrice</a></div>
<div></div>
<div>MARZIA ESTINI</div>
<div><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-251707" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/11/M.E-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/11/M.E-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/11/M.E-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/04/21/agenti-speciali-alieni-o-angeli-custodi-quando-gli-animali-ci-insegnano-a-vivere/">Agenti speciali, alieni o angeli custodi? Quando gli animali ci insegnano a vivere</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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