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	<title>ECONOMIA E SOCIETA&#039; Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>ECONOMIA E SOCIETA&#039; Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Siccità, Confagricoltura Piemonte: «1,2 milioni in più per i prestiti»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 12:07:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />  Allasia: : «Rafforzare in pari misura il sostegno alle imprese agricole e alle cooperative» &#160; Aumentare complessivamente di 1,2 milioni di euro le risorse regionali destinate ai prestiti di conduzione, assegnando 600.000 euro aggiuntivi alle imprese agricole singole e altrettanti alle cooperative. È la proposta di Confagricoltura Piemonte per sostenere le aziende colpite dalla prolungata siccità. Il programma regionale 2026 dispone attualmente di 1,85 milioni di euro. Di questi, 400.000 euro sono destinati agli imprenditori agricoli singoli, alle società semplici e alle forme associate composte da meno di cinque imprenditori. La restante quota di 1,45 milioni è riservata alle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Allasia: : «Rafforzare in pari misura il sostegno alle imprese agricole e alle cooperative»</em></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aumentare complessivamente di 1,2 milioni di euro le risorse regionali destinate ai prestiti di conduzione<strong>, assegnando 600.000 euro aggiuntivi alle imprese agricole singole e altrettanti alle cooperative</strong>. È la proposta di Confagricoltura Piemonte per sostenere le aziende colpite dalla prolungata siccità.</p>
<p><strong>Il programma regionale 2026 dispone attualmente di 1,85 milioni di euro</strong>. Di questi, 400.000 euro sono destinati agli imprenditori agricoli singoli, alle società semplici e alle forme associate composte da meno di cinque imprenditori. La restante quota di 1,45 milioni è riservata alle le cooperative agricole e le forme associate composte da almeno cinque imprenditori.</p>
<p><strong>Confagricoltura Piemonte</strong> propone di portare la prima dotazione da 400.000 euro a un milione e quella destinata alle cooperative da 1,45 a 2,05 milioni, con un incremento di 600.000 euro per ciascuna categoria. Il programma regionale raggiungerebbe così una dotazione complessiva di 3,05 milioni di euro.</p>
<p>«<em>Partiamo da strumenti esistenti, già conosciuti dalle imprese, dalle cooperative e dagli istituti di credito </em>&#8211; dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte &#8211;<em> e chiediamo alla Regione, al presidente Alberto Cirio e all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, dei quali conosciamo la sensibilità e l’attenzione verso le esigenze del settore primario</em> <em>uno stanziamento aggiuntivo di 1,2 milioni di euro. L’intervento deve sostenere in pari misura sia le aziende agricole sia le cooperative, che svolgono una funzione fondamentale nella raccolta, trasformazione e commercializzazione delle produzioni».</em></p>
<p>Il contributo regionale copre una parte degli interessi sui prestiti a breve termine, nella misura del 2% per le imprese di pianura e collina e del 2,5% per quelle di montagna. Per le imprese singole sono ammissibili finanziamenti compresi tra 5.000 e 80.000 euro. Per le cooperative e le forme associate composte da almeno cinque imprenditori, l’importo viene calcolato in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.</p>
<p>L’aumento delle risorse dovrebbe essere accompagnato da una proroga dei termini di presentazione delle domande, attualmente fissati al 4 settembre 2026 per le imprese singole, affinché le aziende danneggiate possano accedere alle nuove disponibilità.</p>
<p><strong>Confagricoltura Piemonte chiede anche un tavolo operativo</strong> tra Regione, Ministero dell’Agricoltura, ABI, banche, ISMEA e rappresentanze agricole. L’obiettivo è definire una moratoria volontaria con la sospensione per dodici mesi della quota capitale di mutui e prestiti e il prolungamento dei piani di ammortamento senza commissioni aggiuntive.</p>
<p><em>«La sospensione delle rate</em> – prosegue Allasia – <em>deve essere affiancata da nuovo credito garantito, indispensabile per sostenere le spese di produzione e programmare la prossima campagna. La misura dovrà comprendere imprese singole, società agricole e cooperative, utilizzando prioritariamente le garanzie gestite da ISMEA e integrandole con risorse regionali e nazionali».</em></p>
<p>Al Governo viene infine <strong>chiesta una misura specifica per i danni alle produzioni assicurabili</strong>, attraverso una deroga legislativa e uno stanziamento nazionale dedicato alla siccità del 2026.</p>
<p><em>«Più risorse per il credito di conduzione, moratoria concordata e garanzie ISMEA rafforzate rappresentano un pacchetto concreto per tutelare le aziende, le cooperative e le filiere agroalimentari piemontesi»,</em> conclude Allasia.</p>
<p>CS</p>
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		<title>Agroalimentare, sport e territorio alla Fiera del Peperone di Carmagnola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 22:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/ab03e436-5cee-471a-8d76-b1ba45c7bb0f-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/ab03e436-5cee-471a-8d76-b1ba45c7bb0f-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/ab03e436-5cee-471a-8d76-b1ba45c7bb0f-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Un confronto sui nuovi progetti per il Piemonte Domenica 6 settembre, alle ore 17.00, al Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino, Simona Riccio modererà l’incontro con Paolo Bongioanni e Fabrizio Galliati Domenica 6 settembre 2026, alle ore 17.00, nell’ambito della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, in programma dal 28 agosto al 6 settembre, si terrà l’incontro “Agroalimentare, sport e territorio: nuovi progetti per il Piemonte”, presso il Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino. Il confronto sarà moderato da Simona Riccio, Founder Parla Con Me®, Agrifood Communication Strategist e LinkedIn Top Voice Italy, e vedrà la partecipazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/23/agroalimentare-sport-e-territorio-alla-fiera-del-peperone-di-carmagnola/">Agroalimentare, sport e territorio alla Fiera del Peperone di Carmagnola</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/ab03e436-5cee-471a-8d76-b1ba45c7bb0f-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/ab03e436-5cee-471a-8d76-b1ba45c7bb0f-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/ab03e436-5cee-471a-8d76-b1ba45c7bb0f-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="s7"><span style="color: #008000;"><strong><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Un confronto sui nuovi progetti per il Piemonte</span></span></strong></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Domenica 6 settembre, alle ore 17.00, al Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino, Simona Riccio modererà l’incontro con Paolo Bongioanni e Fabrizio Galliati</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Domenica 6 settembre 2026, alle ore 17.00, nell’ambito della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, in programma dal 28 agosto al 6 settembre, si terrà l’incontro “Agroalimentare, sport e territorio: nuovi progetti per il Piemonte”, presso il Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il confronto sarà moderato da Simona Riccio, Founder Parla Con Me®, Agrifood </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Communication</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Strategist e LinkedIn Top Voice Italy, e vedrà la partecipazione di Paolo Bongioanni, Assessore regionale a Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, Caccia e pesca, Peste suina, Turismo, Sport e post-olimpico – Regione Piemonte, e di Fabrizio Galliati, Presidente del CAAT – Centro Agro Alimentare Torino.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L’appuntamento metterà al centro il legame tra agroalimentare, sport, giovani, corretti stili di vita e valorizzazione del territorio, con una riflessione sui nuovi progetti per il Piemonte e sul ruolo delle produzioni agroalimentari come strumenti di identità, benessere, educazione e sviluppo locale.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Parleremo di come le produzioni agroalimentari possano dialogare con sport, comunità locali e nuove generazioni, dentro una riflessione più ampia sul rapporto tra cibo, salute, qualità, corretti stili di vita e territorio.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Agroalimentare e sport non sono mondi distanti: entrambi parlano di energia, educazione, benessere, appartenenza e futuro. Entrambi possono contribuire a costruire una cultura più consapevole, capace di partire dai prodotti, dalle filiere e dalle comunità per arrivare alle persone.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Il Piemonte ha un patrimonio agroalimentare straordinario, ma la sfida non è solo proteggerlo o promuoverlo. La sfida è inserirlo dentro nuove connessioni di valore, capaci di unire agricoltura, sport, giovani, salute, educazione e identità locale”, dichiara Simona Riccio.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Con Parla Con Me®, Simona Riccio porta alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola uno spazio di confronto in cui l’agroalimentare viene raccontato come sistema vivo, capace di dialogare con le trasformazioni sociali, culturali ed economiche del territorio.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Appuntamento domenica 6 settembre, alle ore 17.00, al Salotto della Fiera – Piazza S. Agostino.</span></span></p>
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		<title>L&#8217;Aeroporto di Torino deve dare molto di più: non dobbiamo aver paura di discutere con Milano</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/08/22/laeroporto-di-torino-deve-dare-molto-di-piu-non-dobbiamo-aver-paura-di-discutere-con-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 17:45:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/caselle-aeroporto-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/caselle-aeroporto-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/caselle-aeroporto-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />IL DIBATTITO Caro Direttore, stamane, al bar dove vado a leggere i giornali alle 6.30, si parlava di aeroporto. Ho promesso che avrei fatto il punto su IL TORINESE. L&#8217;iniziativa milanese di riorganizzare l&#8217;offerta degli aeroporti di Malpensa, Linate e Caselle ha messo a nudo i gravi errori fatti dalle Amministrazioni torinesi che negli anni scorsi, da un lato, hanno venduto le nostre azioni dentro la SAGAT, la società che gestisce l&#8217;aeroporto di Torino Caselle, e, dall&#8217;altro lato, non hanno fatto crescere abbastanza i volumi di traffico del nostro aeroporto. Ora di aeroporto se ne parla anche nei bar, sui</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/caselle-aeroporto-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/caselle-aeroporto-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/caselle-aeroporto-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3 data-start="131" data-end="275"><span style="color: #008000;"><strong data-start="131" data-end="275">IL DIBATTITO</strong></span></h3>
<p data-start="277" data-end="292">Caro Direttore,</p>
<p data-start="294" data-end="829"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-278134" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />stamane, al bar dove vado a leggere i giornali alle 6.30, si parlava di aeroporto. Ho promesso che avrei fatto il punto su IL TORINESE. L&#8217;iniziativa milanese di riorganizzare l&#8217;offerta degli aeroporti di Malpensa, Linate e Caselle ha messo a nudo i gravi errori fatti dalle Amministrazioni torinesi che negli anni scorsi, da un lato, hanno venduto le nostre azioni dentro la SAGAT, la società che gestisce l&#8217;aeroporto di Torino Caselle, e, dall&#8217;altro lato, non hanno fatto crescere abbastanza i volumi di traffico del nostro aeroporto.</p>
<p data-start="831" data-end="1201">Ora di aeroporto se ne parla anche nei bar, sui giornali e sui social. L&#8217;unico che non ne parla è il nostro Sindaco, che conosceva benissimo la situazione perché era Assessore nella Giunta Fassino, il primo a vendere; era consigliere comunale quando la Sindaca Appendino vendette le altre quote e sapeva benissimo che anche Chiamparino stava vendendo la sua quota parte.</p>
<p data-start="1203" data-end="1725">Parlare dell&#8217;aeroporto vuol dire parlare di un importante motore di sviluppo dell&#8217;economia locale. Dobbiamo parlarne perché, se l&#8217;aeroporto si rilancia, dà sicuramente un contributo all&#8217;economia torinese che, solo per dare un dato, negli ultimi vent&#8217;anni ha perso 20 punti rispetto a Bologna. L&#8217;aeroporto di Bologna, città più piccola di Torino, ha più del doppio dei passeggeri di Torino: 11 milioni contro 5 milioni. Torino avrebbe bisogno come il pane che l&#8217;aeroporto desse un contributo più forte alla nostra economia.</p>
<p data-start="1727" data-end="1983">Da dieci anni, mentre la SAGAT raccontava i dati di crescita senza mai parametrarli alle altre città, io scrivevo a destra e a manca, compreso IL TORINESE, che era grave che Torino avesse un aeroporto con traffici più bassi di Pisa, Bari, Catania, Bologna.</p>
<p data-start="1985" data-end="2411">Nell&#8217;economia le situazioni cambiano più velocemente di quello che pensano in Comune. Dopo il Covid il trasporto aereo ha preso vigore più di prima e le aziende, a differenza dei Consigli comunali, ogni mese devono presentare report agli azionisti che, a fronte dei mutamenti economici, adeguano i piani di sviluppo delle aziende. È ciò che hanno fatto i milanesi mentre Torino si beava di una piccola crescita dei passeggeri.</p>
<p data-start="2413" data-end="2669">La telefonata del Sindaco Sala al Sindaco Lo Russo ha squarciato il velo. Torino si è scoperta nuda di fronte a un interlocutore di peso e determinato. Allarmi. Milano vuol portarci via l&#8217;aeroporto, dimenticando che erano stati i nostri Sindaci a venderlo.</p>
<p data-start="2671" data-end="3108">Qualcuno che non si era mai preoccupato dell&#8217;aeroporto, sdegnato, ha detto: mai con Milano, piuttosto ragioniamo con Levaldigi e Genova. Una scemenza frutto della grande incompetenza. I due aeroporti milanesi con Torino sarebbero il secondo polo italiano dopo Roma, ma il bacino economico, industriale interessato dai tre aeroporti è più importante di quello romano e quindi destinato ad avere una crescita importante del traffico aereo.</p>
<p data-start="3110" data-end="3373">Avendo venduto le sue quote, la Città di Torino oggi conta molto poco, mentre le quote sono state vendute ad azionisti che gestiscono Milano e Torino, oltreché Bologna e Napoli. È con quegli azionisti con cui bisogna discutere perché l&#8217;aeroporto non è più nostro.</p>
<p data-start="3375" data-end="3785">Torino, quindi, deve fare valere le proprie ragioni di efficienza competitiva e di qualità dei collegamenti infrastrutturali per attrarre una quota importante dell&#8217;aumento dei traffici previsto. Come fa Torino oggi a contare in questo ragionamento, tenuto conto anche del carattere del Sindaco di Milano? Usare gli azionisti pubblici ancora presenti nell&#8217;azionariato, dalla CDP al S. Paolo alla Fondazione CRT.</p>
<p data-start="3787" data-end="4041">Ecco perché ha fatto bene CIRIO a mettersi in contatto con il Ministro dell&#8217;Economia che controlla CDP. Il Governo e CDP non hanno alcun interesse a privilegiare i due aeroporti milanesi perché la crescita dell&#8217;economia torinese è un interesse nazionale.</p>
<p data-start="4043" data-end="4251">Sarà importante la qualità dei collegamenti stradali e ferroviari con l&#8217;aeroporto di Caselle. Tra poco più di un anno, quando sarà ultimato il Terzo Valico, da Genova si arriverà a Torino con un&#8217;ora di treno.</p>
<p data-start="4253" data-end="4503">Insomma, Torino in questi anni poteva attrezzare ancora di più il suo aeroporto e non avrebbe mai dovuto vendere le sue azioni, ma ha ancora delle carte in mano per puntare a migliorare la sua economia. Occorre usarle con competenza e determinazione.</p>
<p data-start="4505" data-end="4682">Certo che quelli che hanno venduto le azioni e non sono stati capaci di far crescere di più il nostro aeroporto non potranno più essere premiati alle prossime elezioni comunali.</p>
<p data-start="4684" data-end="4718" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong data-start="4684" data-end="4701">Mino Giachino</strong><br data-start="4701" data-end="4704" /><strong data-start="4704" data-end="4718" data-is-last-node="">Udc Torino</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/22/laeroporto-di-torino-deve-dare-molto-di-piu-non-dobbiamo-aver-paura-di-discutere-con-milano/">L&#8217;Aeroporto di Torino deve dare molto di più: non dobbiamo aver paura di discutere con Milano</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Finalmente tutti o quasi si occupano dell’aeroporto di Torino</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/08/16/finalmente-tutti-o-quasi-si-occupano-dellaeroporto-di-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 16:50:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/aewroporto-caselle-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/aewroporto-caselle-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/aewroporto-caselle-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Giachino: &#8220;E accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle?&#8221; Finalmente tutti o quasi si occupano dell&#8217;aeroporto di Torino. Accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle? Quando i Sindaci del PD e Cinquestelle vendevano le azioni? Quando uscivano i dati sul numero dei passeggeri trasportati tutti a magnificare la percentuale di aumento mentre la sostanza che definiva il ruolo limitato del nostro aeroporto era la posizione rispetto agli altri scali italiani  scesa negli ultimi anni da quattordicesimo  aeroporto italiano a tredicesimo ben distanziato da Bologna e Catania , dopo Bari e</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/16/finalmente-tutti-o-quasi-si-occupano-dellaeroporto-di-torino/">Finalmente tutti o quasi si occupano dell’aeroporto di Torino</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/aewroporto-caselle-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/aewroporto-caselle-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/aewroporto-caselle-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3 dir="ltr"><span style="color: #008000;">Giachino: &#8220;E accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle?&#8221;</span></h3>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-127058" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/giachino-mino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Finalmente tutti o quasi si occupano dell&#8217;aeroporto di Torino. Accorgersi prima che Torino non aveva alcuna idea sul futuro di Caselle? Quando i Sindaci del PD e Cinquestelle vendevano le azioni?</div>
<div dir="ltr">Quando uscivano i dati sul numero dei passeggeri trasportati tutti a magnificare la percentuale di aumento mentre la sostanza che definiva il ruolo limitato del nostro aeroporto era la posizione rispetto agli altri scali italiani  scesa negli ultimi anni da quattordicesimo  aeroporto italiano a tredicesimo ben distanziato da Bologna e Catania , dopo Bari e Pisa, uno scandalo. L&#8217;unico che ricordava questo dato era il sottoscritto che cercavo invano di spiegare i giornalisti la situazione  ma la potenza comunicativa della Sagat era più forte.</div>
<div dir="ltr">In questa situazione a Milano che invece ritengono  strategici per la economia lo sviluppo dell&#8217;aeroporto , tenuto presente che controllano dal punto di vista azionario Caselle, hanno pensato di come sfruttare meglio le sinergie.</div>
<div dir="ltr">Torino si scopre nuda perché alcuni Sindaci avevano venduto le quote.</div>
<div dir="ltr">Per fortuna le cose non sono così semplici per una certa voracità del Sindaco di Milano, un elefante in cristalleria. La presenza nell&#8217;azionariato di CDP ,la Banca del Ministero del Tesoro , dice che l&#8217;interesse generale deve prevalere così come la presenza in F2i della Fondazione CRT e del Sanpaolo, chissà perché sin qui silenziosi, ci dà spazio.</div>
<div dir="ltr">Ha fatto molto bene Cirio a chiamare Giorgetti perché CDP non potrà che pretendere che seppure nella diversità degli aeroporti nessuno usi o violenti l&#8217;altro e così Torino, pur non avendo più una azione , potrà giocare un ruolo importante, con lo stesso management o no.</div>
<div dir="ltr"><b> </b></div>
<div dir="ltr"><b>Mino Giachino </b></div>
<div dir="ltr"><b>Responsabile torinese UDC</b></div>
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		<title>Aeroporto: &#8220;dopo i gravi errori dei Sindaci PD e cinque stelle Torino recuperi&#8221;</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/08/14/aeroporto-dopo-i-gravi-errori-dei-sindaci-pd-e-cinque-stelle-torino-recuperi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 16:11:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/aeroporto-caselle2-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le infrastrutture generano sviluppo, dalle autostrade alla Tav sino agli aeroporti. Era una lezione che ci arrivava dai romani con la costruzione delle strade consolari e che Cavour sublimò portando il più piccolo degli Stati europei ad approvare nel 1857 l&#8217;opera del secolo, il Traforo del Frejus, che apriva il Piemonte all&#8217;Europa che si andava industrializzando. Nel &#8216;900 decisive furono le autostrade e gli Agnelli, quando credevano in Torino e nel Piemonte, costruirono con il contributo degli industriali torinesi l&#8217;Autostrada Torino-Milano. Nel secondo dopoguerra la ricostruzione torinese e piemontese arrivò dalla costruzione di autostrade e trafori autostradali voluta dal Prof.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/aeroporto-caselle2-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-278134" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></div>
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<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="365">Le infrastrutture generano sviluppo, dalle autostrade alla Tav sino agli aeroporti. Era una lezione che ci arrivava dai romani con la costruzione delle strade consolari e che Cavour sublimò portando il più piccolo degli Stati europei ad approvare nel 1857 l&#8217;opera del secolo, il Traforo del Frejus, che apriva il Piemonte all&#8217;Europa che si andava industrializzando.</p>
<p data-start="367" data-end="702">Nel &#8216;900 decisive furono le autostrade e gli Agnelli, quando credevano in Torino e nel Piemonte, costruirono con il contributo degli industriali torinesi l&#8217;Autostrada Torino-Milano. Nel secondo dopoguerra la ricostruzione torinese e piemontese arrivò dalla costruzione di autostrade e trafori autostradali voluta dal Prof. Grosso (DC).</p>
<p data-start="704" data-end="1064">Nel &#8217;75, con la vittoria del PCI alle elezioni comunali, iniziò una politica regressiva. Si rinunciò a costruire la Metropolitana, contrarietà alla costruzione dell&#8217;autostrada verso il Frejus, sino a vendere le quote del Comune e della Regione nell&#8217;aeroporto, dimenticando che l&#8217;aeroporto genera punti di PIL importanti e di qualità. Dal PCI nacquero i No Tav.</p>
<p data-start="1066" data-end="1354">Così Torino, come dico inascoltato da oltre dieci anni, aveva un aeroporto solo quattordicesimo tra le città italiane e la posizione è solo leggermente migliorata negli ultimi anni. Anche se la Sagat ha rinunciato da anni al cargo aereo, proprio ora che il cargo aereo è in forte aumento.</p>
<p data-start="1356" data-end="1907">10 righe per spiegare gli errori di chi ci ha amministrato negli ultimi decenni e per spiegare uno dei motivi della bassa crescita dell&#8217;economia cittadina che dura da venticinque anni. Mentre la politica torinese è in vacanza, a Milano, dove l&#8217;importanza dei trasporti è chiara, l&#8217;Amministrazione comunale, che controlla la SEA, la società che gestisce gli aeroporti, ha lanciato il progetto Nord Ovest dei trasporti, che non prevede la fusione degli aeroporti, come qualcuno che non vuole capire l&#8217;ha definita, casomai una fusione per incorporazione.</p>
<p data-start="1909" data-end="2244">TORINO non può dire di no a una politica aeroportuale di area vasta come il Nord Ovest, ma deve far valere i propri numeri e i propri collegamenti, pur partendo dalla posizione di debolezza di non aver più una azione in mano. Azioni in mano ce le ha il S. Paolo, azioni in mano le ha CDP che, essendo pubblica, non può essere di parte.</p>
<p data-start="2246" data-end="2715" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Più che FinPiemonte, dovrebbero palesarsi i tre Presidenti di Regione che, dopo dieci anni di parole deboli sulla macroregione, possono finalmente aprire un confronto concreto e importante sulla politica dei trasporti e della logistica. In questo caso a poco servono le interrogazioni, serve di più aprire una discussione in Comune e in Regione sulla politica dei trasporti, che incide pesantemente sul funzionamento del sistema economico, della mobilità e del turismo.</p>
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<div><strong>Mino Giachino </strong></div>
<div>Responsabile UDC</div>
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		<title>Aperti per ferie a Torino. Ecco i negozi e locali che non chiudono a Ferragosto e dintorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 11:35:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/10082026-ferragosto-a-torino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/10082026-ferragosto-a-torino-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/10082026-ferragosto-a-torino-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />  Le settimane a cavallo di Ferragosto rappresentano da sempre un periodo particolarmente delicato per chi resta in città: molte attività sospendono temporaneamente il servizio per le ferie estive e trovare negozi, servizi alimentari e locali aperti può diventare più complesso. Quest’anno saranno 107 gli esercizi commerciali e i locali che garantiranno l’apertura nelle due settimane centrali di agosto, cinque in più rispetto allo scorso anno. Si tratta di attività che hanno aderito volontariamente ai turni predisposti dalla Città di Torino, che ne ha pubblicato gli elenchi ufficiali suddivisi per circoscrizione: un punto di riferimento per residenti e turisti che</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/14/ferragosto-a-torino-107-negozi-e-locali-aperti-nelle-settimane-piu-delicate-dellestate/">Aperti per ferie a Torino. Ecco i negozi e locali che non chiudono a Ferragosto e dintorni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/10082026-ferragosto-a-torino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/10082026-ferragosto-a-torino-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/10082026-ferragosto-a-torino-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div class="hero-section" data-type="type-1">
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<p>Le settimane a cavallo di Ferragosto rappresentano da sempre un periodo particolarmente delicato per chi resta in città: molte attività sospendono temporaneamente il servizio per le ferie estive e trovare negozi, servizi alimentari e locali aperti può diventare più complesso.</p>
<p>Quest’anno saranno 107 gli esercizi commerciali e i locali che garantiranno l’apertura nelle due settimane centrali di agosto, cinque in più rispetto allo scorso anno. Si tratta di attività che hanno aderito volontariamente ai turni predisposti dalla Città di Torino, che ne ha pubblicato gli elenchi ufficiali suddivisi per circoscrizione: un punto di riferimento per residenti e turisti che trascorreranno il periodo di Ferragosto in città.</p>
<p>Dei 107 esercizi aperti, 62 sono attività di vendita alimentare – tra panetterie, macellerie, latterie, gastronomie, discount e supermercati – mentre 45 sono bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie ed enoteche.</p>
<p>Per quanto riguarda il settore alimentare e la grande distribuzione, resteranno aperti numerosi punti vendita In’s Mercato distribuiti in diverse zone della città, oltre ad altri esercizi di vicinato che garantiranno il servizio, generalmente con apertura mattutina festiva. Tra questi figurano il Drugstore (Cuor di Crai) di via Salbertrand, il Pastificio Defilippis di via Lagrange e le panetterie Perino Vesco, presenti sia in centro sia in corso Dante.</p>
<p>Anche l’offerta della ristorazione sarà ampia per il giorno di Ferragosto e per le giornate immediatamente precedenti e successive. In centro saranno aperti, tra gli altri, il ristorante Arcadia in Galleria Subalpina, il Ristorante Solferino, il Bar Francia di via Garibaldi, il Caffè Ariston, il Pastificio Defilippis, Dal Bugiardino, Porto di Savona, Sfashion Café e M*Bun.</p>
<p>Nelle circoscrizioni 2 e 3 saranno operativi i McDonald’s di piazza Santa Rita, via Pio VII e via Monginevro, mentre nelle circoscrizioni 4, 6 e 7 resteranno aperti, tra gli altri, i McDonald’s di via Livorno e corso Giulio Cesare, Angolo di Vino, l’Antica Trattoria “Con Calma”, il Ristorante F.lli La Cozza e Bacalhau Osteria. In circoscrizione 8 saranno invece aperti il bar di via Nizza 360, la Pasticceria Dell’Agnese e il Ristorante Birilli.</p>
<p>Gli elenchi completi delle attività aderenti e i relativi turni di apertura sono disponibili sul <a href="https://www.comune.torino.it/novita/notizie/aperture-esercizi-mese-agosto.">sito della Città di Torino</a>.</p>
</div>
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		<title>Parla Con Me, online “Turismo italiano: tra record ed emergenza”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 08:04:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/b93225cf-2c6a-4dd8-a232-27310ac3d217-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/b93225cf-2c6a-4dd8-a232-27310ac3d217-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/b93225cf-2c6a-4dd8-a232-27310ac3d217-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; Simona Riccio dialoga con Andrea Cerrato su turismo, governance delle destinazioni e qualità delle ricadute sui territori È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Agrifood Communication Strategist, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto. La puntata, dal titolo “Turismo italiano: tra record ed emergenza”, affronta una delle contraddizioni più evidenti del settore: il turismo viene raccontato alternativamente attraverso nuovi record di arrivi e presenze oppure come un comparto in continua emergenza. Ospite è Andrea Cerrato, Community &#38; Destination Manager, Co-founder ASSIDEMA, esperto di marketing territoriale, governance delle</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/12/parla-con-me-online-turismo-italiano-tra-record-ed-emergenza/">Parla Con Me, online “Turismo italiano: tra record ed emergenza”</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/b93225cf-2c6a-4dd8-a232-27310ac3d217-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/b93225cf-2c6a-4dd8-a232-27310ac3d217-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/b93225cf-2c6a-4dd8-a232-27310ac3d217-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;">Simona Riccio dialoga con Andrea Cerrato su turismo, governance delle destinazioni e qualità delle ricadute sui territori</span></p>
<p><span style="font-size: small;">È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Agrifood Communication Strategist, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La puntata, dal titolo “Turismo italiano: tra record ed emergenza”, affronta una delle contraddizioni più evidenti del settore: il turismo viene raccontato alternativamente attraverso nuovi record di arrivi e presenze oppure come un comparto in continua emergenza.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ospite è Andrea Cerrato, Community &amp; Destination Manager, Co-founder ASSIDEMA, esperto di marketing territoriale, governance delle destinazioni e turismo sostenibile e responsabile.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il confronto mette al centro una domanda precisa: i numeri bastano davvero a misurare il successo di una destinazione? Durante la puntata si parla di gestione dei flussi, governance delle destinazioni, ruolo di DMO e DMC e capacità di generare valore per territori, imprese, residenti e visitatori.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">«Promuovere una destinazione non basta: occorre governarla», sottolinea Simona Riccio. «Il vero successo si misura nella qualità delle relazioni e delle ricadute economiche, sociali e culturali che il turismo genera sul territorio».</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La puntata, online da oggi 12 agosto, rappresenta l’ultimo appuntamento del palinsesto 2026 di Parla Con Me®. A seguire prenderà il via Leggi Con Me®, powered by Parla Con Me®, il format che attraverso libri e autori apre nuove conversazioni su innovazione, sostenibilità, lavoro e società.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Parla Con Me® darà poi appuntamento al pubblico alla 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, dove Simona Riccio sarà protagonista di nuovi incontri dedicati a territorio, turismo, filiere agroalimentari, valore del cibo e contrasto allo spreco alimentare.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La puntata è disponibile sul canale YouTube di Parla Con Me®.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Guarda la puntata: https://www.youtube.com/watch?v=y0WR-iANW94<br />
Per seguire tutte le puntate:<br />
</span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.parlaconmeofficial.it/"><span style="font-size: small;">www.parlaconmeofficial.it</span></a></u></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:<br />
</span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="mailto:redazione.pcm@gmail.com"><span style="font-size: small;">redazione.pcm@gmail.com</span></a></u></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/12/parla-con-me-online-turismo-italiano-tra-record-ed-emergenza/">Parla Con Me, online “Turismo italiano: tra record ed emergenza”</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Artigianato piemontese, segnali di ripresa nel terzo trimestre ma i saldi restano negativi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 10:07:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/12/800_piccole-imprese.jpg-lavoro-artigianato-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Piccoli segnali di miglioramento per l’artigianato piemontese, anche se il quadro economico continua a essere caratterizzato da diverse criticità. È quanto emerge dall’indagine congiunturale relativa al terzo trimestre 2026 realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su un campione di 2.250 imprese dei principali comparti produttivi e dei servizi. Il dato più significativo riguarda l’occupazione. Il saldo previsionale migliora sensibilmente, passando dal -4,43% al -1,77%. Un andamento ancora negativo, dunque, ma con una riduzione di quasi tre punti percentuali della componente pessimistica rispetto alla precedente rilevazione. Qualche miglioramento si registra anche sul fronte degli ordini. La previsione relativa all’acquisizione di</p>
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<p class="isSelectedEnd">Piccoli segnali di miglioramento per l’artigianato piemontese, anche se il quadro economico continua a essere caratterizzato da diverse criticità. È quanto emerge dall’indagine congiunturale relativa al <strong>terzo trimestre 2026</strong> realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su un campione di <strong>2.250 imprese</strong> dei principali comparti produttivi e dei servizi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il dato più significativo riguarda l’occupazione. Il saldo previsionale migliora sensibilmente, passando dal <strong>-4,43% al -1,77%</strong>. Un andamento ancora negativo, dunque, ma con una riduzione di quasi tre punti percentuali della componente pessimistica rispetto alla precedente rilevazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Qualche miglioramento si registra anche sul fronte degli ordini. La previsione relativa all’acquisizione di <strong>nuovi ordini</strong> passa dal -20,65% al <strong>-20,22%</strong>, mentre quella relativa alla <strong>produzione complessiva</strong> sale dal -17,61% al <strong>-17,02%</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ancora più evidente il cambiamento sul fronte dell’export. Il saldo relativo alle previsioni di acquisizione di nuovi ordini dall’estero passa infatti dal <strong>-46,61% al -41,90%</strong>. Anche in questo caso il dato rimane pesantemente negativo, ma la contrazione della componente negativa rappresenta un segnale di maggiore fiducia da parte delle imprese.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per quanto riguarda le aziende che prevedono una diminuzione degli ordini provenienti dall’estero, la percentuale scende dal <strong>49,49% al 47,20%</strong>, mentre rimane sostanzialmente stabile la quota di imprese che si attende un andamento regolare degli ordini per l’export, passata dal 47,63% al <strong>47,50%</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sul fronte degli investimenti emerge un altro elemento incoraggiante: diminuisce dal <strong>70,07% al 66,89%</strong> la percentuale di imprese che non hanno programmato investimenti. Un dato che potrebbe indicare una maggiore propensione delle aziende a tornare a mettere risorse sul futuro, pur in un contesto ancora caratterizzato da prudenza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Meno favorevole, invece, il quadro relativo agli incassi. La quota di imprese che prevede pagamenti regolari scende dal <strong>66,02% al 63,43%</strong>. Rimane invece molto contenuta la percentuale relativa agli anticipi, che passa dallo 0,11% allo <strong>0,65%</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Anche le prospettive relative all&#8217;inserimento di apprendisti restano negative: il saldo migliora leggermente, passando dal <strong>-24,49% al -23,58%</strong>, ma conferma la cautela delle imprese sul fronte delle nuove assunzioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per <strong>Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte</strong>, l’indagine descrive una situazione di «timida risalita», nella quale tuttavia i principali indicatori continuano a mantenere il segno meno.</p>
<p class="isSelectedEnd">Particolarmente importante, secondo Felici, è proprio il miglioramento delle prospettive occupazionali: il passaggio dal -4,43% al -1,77% viene interpretato come un primo segnale di inversione, seppure ancora fragile. Anche il recupero sul fronte dell’export viene considerato significativo, soprattutto in una fase nella quale le piccole imprese devono fare i conti con un quadro internazionale instabile.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte richiama inoltre l’attenzione sul <strong>credito alle imprese</strong>, sostenendo la necessità di favorire maggiormente l’accesso ai finanziamenti per le realtà artigiane. Secondo Felici, il miglioramento dei saldi previsionali dovrebbe essere utilizzato come un&#8217;occasione per sostenere le micro e piccole imprese e accompagnarle verso una prospettiva di maggiore stabilità.</p>
<p class="isSelectedEnd">«La leggera flessione della negatività dei dati previsionali di questo semestre è positiva», osserva Felici, sottolineando però che il miglioramento non deve tradursi in un motivo per abbassare la guardia. Per il presidente dell’associazione servono infatti interventi capaci di ridurre l’incertezza e consentire alle imprese una programmazione di lungo periodo.</p>
<p>L’indagine, condotta attraverso un questionario telematico, ha coinvolto <strong>2.250 imprese piemontesi</strong> appartenenti ai settori della produzione e dei servizi maggiormente rappresentativi del comparto artigiano regionale. I numeri restituiscono quindi un quadro ancora fragile, ma nel quale diversi indicatori mostrano una progressiva riduzione della componente negativa rispetto alle rilevazioni precedenti.</p>
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		<title>L’economia torinese continua a crescere meno rispetto alle altre città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 22:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/industria-lavoro-tecnologia-robot-imprese-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/industria-lavoro-tecnologia-robot-imprese-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/industria-lavoro-tecnologia-robot-imprese-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Giachino: &#8220;Se non arrivava la 500 ibrida, dove saremmo? Caro Direttore, a contar musse, prima o poi si sbatte il naso. Ieri il documento economico nazionale della Confesercenti-CER ha fatto il punto sulla crescita dell’economia nelle nostre città e nelle nostre Regioni e tutti gli ottimismi che sono stati lanciati in questi anni nelle tante Assemblee delle varie categorie, dell’Ires, sono caduti. Ci si è anche inventati il PILnow per conoscere prima come è la situazione. Tutto inutile. Era chiaro che ciò che stavamo perdendo nel settore auto non poteva essere sostituito dal turismo e dal loisir, come ripeto da</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/10/leconomia-torinese-continua-a-crescere-meno-rispetto-alle-altre-citta/">L’economia torinese continua a crescere meno rispetto alle altre città</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/industria-lavoro-tecnologia-robot-imprese-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/industria-lavoro-tecnologia-robot-imprese-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/industria-lavoro-tecnologia-robot-imprese-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h2 class="isSelectedEnd"><span style="color: #008000;"><strong>Giachino: &#8220;Se non arrivava la 500 ibrida, dove saremmo?</strong></span></h2>
<p class="isSelectedEnd"><strong><em>Caro Direttore,</em></strong></p>
<p class="isSelectedEnd">a contar musse, prima o poi si sbatte il naso. Ieri il documento economico nazionale della Confesercenti-CER ha fatto il punto sulla crescita dell’economia nelle nostre città e nelle nostre Regioni e tutti gli ottimismi che sono stati lanciati in questi anni nelle tante Assemblee delle varie categorie, dell’Ires, sono caduti. Ci si è anche inventati il PILnow per conoscere prima come è la situazione. Tutto inutile.</p>
<p class="isSelectedEnd">Era chiaro che ciò che stavamo perdendo nel settore auto non poteva essere sostituito dal turismo e dal loisir, come ripeto da quasi vent’anni. Se si fa la somma, il totale, come diceva il Principe De Curtis, fa piazza pulita di tutti gli ottimismi sparsi per non disturbare il manovratore, cioè il nostro Sindaco.</p>
<p class="isSelectedEnd">Oggi è in ferie in Turchia, ma dal suo computer legge i giornali, come sto facendo io dalle 4, vicino alla finestra aperta della mansarda di via Cernaia dove abito, e vedrà che Torino cresce solo dello 0,7%, mentre Bologna dell’1,1%, cioè il 50% in più. L’Italia dello 0,9%, il Piemonte dello 0,8%, Milano dell’1,1%. È ovvio che la bassa crescita di Torino frena il Piemonte, come ha detto due anni fa Banca d’Italia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Cosa ci dicono questi dati? Che se Torino cresceva di più, il Piemonte avrebbe avuto una crescita almeno come la media nazionale, anche se sotto l’Emilia e il Lazio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il dato ci dice che, se a Mirafiori non arrivava la 500 ibrida, il modello nuovo che il Governo ha chiesto testardamente per un anno a Tavares e a Elkann, la crescita economica della città che ha trainato il boom economico sarebbe stata bassissima.</p>
<p class="isSelectedEnd">E non è che possiamo sperare che la nuova Biblioteca di Torino Esposizioni cambi le cose. Le cose le avrebbero potute cambiare nuovi centri fieristici e congressuali o l’arrivo della BYD, se qualcuno gli avesse venduto lo stabilimento di Grugliasco.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il dato di Confesercenti dice ufficialmente che anche questa Amministrazione comunale non è riuscita a rilanciare economia e lavoro a Torino, che Torino è più povera di prima e che la metà della città che stava male ai tempi della coraggiosa denuncia dell’Arcivescovo Nosiglia oggi sta peggio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Con questi brutti risultati vorrei capire con che faccia tanta gente, gente bene, che si inventa tante sigle solo per garantire il secondo mandato a Lo Russo, giustificherà la sua scelta. Illustri professori, rappresentanti di una società civile che non hanno mai messo la faccia per difendere l’industria o la Tav, esponenti del mondo cattolico che non sentono sulla coscienza i risultati sociali molto negativi di trent’anni di amministrazioni di sinistra.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per rilanciare le periferie abbandonate non basta acquistare centinaia di scope per un sabato di lavoro che si conclude con la foto col Sindaco. A Torino c’è bisogno di lavoro, c’è bisogno di tanta innovazione nel sistema produttivo, c’è bisogno di nuovi investimenti da parte dei privati, come chiedeva, inascoltato, a San Giovanni del 2025 il nostro giovane Cardinale Repole.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le Banche e le Fondazioni bancarie debbono fare molto di più e soprattutto meglio per il territorio. Meno interviste, meno convegni e più investimenti produttivi.</p>
<p class="isSelectedEnd">La situazione non è bella perché questo dato negativo giunge al termine degli investimenti del PNRR che evidentemente non hanno dato gli stessi risultati positivi del Piano Marshall. Ma allora Torino aveva amministrazioni coi fiocchi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sono stato il primo, nel 2008, a denunciare la bassa crescita dell’economia torinese. Mi ricordo gli insulti che ricevetti dal Bresso quando lessi i dati ISTAT al Salone del TOSM, presenti due persone di qualità come Carbonato e Ocleppo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel 2013 ho lanciato l’idea di portare a Torino l’Autorità dei Trasporti e i conseguenti posti di lavoro. Nel 2018 ho lanciato, con la collaborazione delle madamin, l’organizzazione della Grande Manifestazione di piazza Castello che ha salvato la TAV.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ora sto lavorando a una nuova Manifestazione per la TAV per dire basta alle violenze assurde dei No Tav, condannate con forza anche dal Presidente Mattarella.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma la gente che è andata a votare in questi anni ha preferito la sinistra. Ecco i risultati. Se vinceva Damilano, oggi Torino starebbe meglio, perché la sintonia col Governo e la sua esperienza manageriale avrebbe giovato a Torino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Con questi risultati economici negativi, tra qualche giorno si inaugurerà la nuova via Roma, scoprendo in ritardo che negli anni scorsi Parigi e Barcellona hanno piantato nuovi alberi contro il caldo. Noi arriveremo dopo, con due-tre anni di ritardo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tutte le cose fatte e strombazzate in questi anni magari sono state utili a prendere voti alle elezioni, ma dal punto di vista economico non sono bastate.</p>
<p class="isSelectedEnd">Torino ha bisogno di fare di più. Dovremmo fare una manifestazione a Bruxelles per cambiare la politica dell’auto, perché il settore non è morto. L’anno scorso sono state prodotte più di 100 milioni di auto. Bruxelles deve difendere la tecnologia che ci ha reso grandi, che usi nuovi combustibili.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nelle nostre Università ci vuole più innovazione. L’Istituto Italiano di Tecnologia, nato da una Finanziaria del Governo Berlusconi, può essere replicato a Torino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Bisogna pensare alle decine di migliaia di anziani che vivono da soli. Bisogna completare la linea 1 della Metro e dare il via alla linea 2. Occorre un tavolo per rilanciare il nostro aeroporto. Accelerare i lavori della Tav per rimettere la nostra città al centro dell’Europa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ecco perché, tra pochi mesi, bisogna assolutamente cambiare amministrazione comunale.</p>
<p class="isSelectedEnd">
<p><strong>Mino GIACHINO</strong><br />
Responsabile UDC Torino</p>
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		<title>Emergenza idrica, Piemonte e Liguria puntano sugli invasi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 11:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/scajola-cirio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/scajola-cirio-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/scajola-cirio-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />«Opere strategiche di interesse nazionale» L’emergenza acqua e la necessità di programmare nuove infrastrutture per garantire la disponibilità della risorsa idrica diventano terreno di collaborazione tra Piemonte e Liguria. È questo il tema al centro del confronto tra il sindaco di Imperia Claudio Scajola e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che hanno rilanciato la necessità di una strategia comune per affrontare una situazione destinata a pesare sempre di più sui territori. La cooperazione tra le due regioni è già attiva nella gestione delle emergenze. Un esempio concreto arriva dagli incendi che da settimane interessano diverse aree delle Alpi</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/08/emergenza-idrica-piemonte-e-liguria-puntano-sugli-invasi/">Emergenza idrica, Piemonte e Liguria puntano sugli invasi</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/scajola-cirio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/scajola-cirio-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/scajola-cirio-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #008000;">«Opere strategiche di interesse nazionale»</span></h3>
<p class="isSelectedEnd">L’emergenza acqua e la necessità di programmare nuove infrastrutture per garantire la disponibilità della risorsa idrica diventano terreno di collaborazione tra Piemonte e Liguria. È questo il tema al centro del confronto tra il sindaco di Imperia <strong>Claudio Scajola</strong> e il presidente della Regione Piemonte <strong>Alberto Cirio</strong>, che hanno rilanciato la necessità di una strategia comune per affrontare una situazione destinata a pesare sempre di più sui territori.</p>
<p class="isSelectedEnd">La cooperazione tra le due regioni è già attiva nella gestione delle emergenze. Un esempio concreto arriva dagli incendi che da settimane interessano diverse aree delle Alpi Marittime: i <strong>Canadair impegnati nelle operazioni di spegnimento utilizzano infatti le acque del Mar Ligure per rifornirsi</strong>, dimostrando quanto la collaborazione tra territori confinanti possa essere determinante nella risposta alle emergenze.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma oltre all’emergenza immediata, il confronto si è concentrato soprattutto sulle prospettive dei prossimi anni. Al centro della strategia vengono indicati gli <strong>invasi nell’area delle Alpi Marittime</strong>, considerati una possibile infrastruttura decisiva per affrontare gli effetti della crisi climatica e garantire una gestione più efficace dell’acqua.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’obiettivo è arrivare a un piano condiviso in vista della <strong>programmazione europea 2028-2034</strong>, individuando le opere prioritarie e le possibili fonti di finanziamento. Per questo, Cirio e Scajola hanno concordato di organizzare a <strong>Imperia, nel prossimo autunno, un incontro operativo</strong> dedicato proprio alla realizzazione e alla gestione degli invasi, coinvolgendo amministrazioni locali, istituzioni e territori interessati.</p>
<p class="isSelectedEnd">La partita, però, non riguarda soltanto i finanziamenti. Piemonte e Liguria chiedono che gli interventi sugli invasi possano essere riconosciuti come <strong>opere strategiche di interesse nazionale</strong>. Una qualificazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe contribuire a ridurre i tempi delle procedure autorizzative e burocratiche e accelerare la realizzazione delle infrastrutture.</p>
<p class="isSelectedEnd">«L&#8217;incontro di oggi va nella direzione di rafforzare la collaborazione istituzionale tra i nostri territori, con un&#8217;attenzione particolare alla gestione e alla prevenzione delle emergenze idriche con cui ci confrontiamo tutti da settimane», spiegano Scajola e Cirio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo i due amministratori, la sfida non può però essere affrontata soltanto attraverso interventi d&#8217;emergenza. Serve una pianificazione di lungo periodo capace di mettere al centro la disponibilità e la conservazione dell&#8217;acqua. In quest&#8217;ottica, la prossima programmazione europea potrebbe rappresentare un&#8217;importante occasione per reperire le risorse necessarie.</p>
<p class="isSelectedEnd">Scajola e Cirio sottolineano inoltre la necessità di superare quelle che definiscono «preclusioni ideologiche» che negli anni hanno frenato il dibattito sugli invasi. Il cambiamento climatico, sostengono, impone infatti di affrontare il problema con una prospettiva più pragmatica e lungimirante.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è quindi trasformare l&#8217;emergenza idrica in una strategia strutturale: <strong>più capacità di accumulo, maggiore sicurezza nella disponibilità dell&#8217;acqua e infrastrutture in grado di sostenere agricoltura, territori e attività economiche</strong>. La richiesta di inserire gli invasi tra le opere strategiche nazionali rappresenta, in questo percorso, il passaggio considerato necessario per accelerare una partita che Piemonte e Liguria considerano ormai non più rinviabile.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<p><a href="https://ilnuovogiornogenovese.it/">https://ilnuovogiornogenovese.it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/08/emergenza-idrica-piemonte-e-liguria-puntano-sugli-invasi/">Emergenza idrica, Piemonte e Liguria puntano sugli invasi</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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