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	<title>Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>Il Torinese</title>
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		<title>Quando s’andava in tram da Intra a Omegna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 08:26:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/Omegna_veduta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Per più di tre decenni, dal 1910 al 1946, era possibile raggiungere il lago d’Orta dal lago Maggiore viaggiando comodamente in tram. Questo grazie alla tramvia Intra-Omegna, linea a scartamento normale  che copriva il tragitto di venti chilometri con nove fermate ed era gestita dalla Savte, la “Società Anonima Verbano per la Trazione Elettrica”. Il materiale rotabile era stato ricavato dalle motrici usate per la ferrovia sopraelevata costruita per l’Esposizione del 1906 di Milano, che collegava – a sette metri d’altezza e per poco più di un chilometro e mezzo &#8211; le due aree principali: il Parco Sempione e la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/Omegna_veduta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #008080; font-size: 12pt;">Per più di tre decenni, dal 1910 al 1946, era possibile raggiungere il lago d’Orta dal lago Maggiore viaggiando comodamente in tram</span></strong>. Questo grazie alla tramvia Intra-Omegna, linea a scartamento normale  che copriva il tragitto di venti chilometri con nove fermate ed era gestita dalla Savte, la “<em>Società Anonima Verbano per la Trazione Elettrica”</em>. Il materiale rotabile era stato ricavato dalle motrici usate per la ferrovia sopraelevata costruita per l’Esposizione del 1906 di Milano, che collegava – a sette metri d’altezza e per poco più di un chilometro e mezzo &#8211; le due aree principali: il Parco Sempione e la Piazza d’Armi (l’attuale zona Fiera). Infatti, terminata l’Esposizione che – in omaggio al traforo del Sempione, inaugurato l’anno prima – era stata dedicata ai trasporti, gran parte di quel  materiale venne acquisito dalla Savte che aveva in programma l’ambizioso progetto della tranvia tra i due principali centri del Cusio e del Verbano.</p>
<p style="text-align: justify;">Impresa di tutto rispetto che, divisa in vari tronchi , si concretizzò  nel giro di alcuni anni. Il progetto iniziale prevedeva un collegamento tra la stazione ferroviaria di Fondotoce e la città svizzera di Locarno. Vari enti, tra cui la Banca Popolare di Intra, s’impegnarono dal punto di vista finanziario ma il progetto venne ripensato, realizzandolo solo parzialmente e con grande ritardo, tra Pallanza a Fondotoce. La tranvia fece il suo primo viaggio su questo tragitto il 16 Ottobre 1910. Ma si trattava , come scrissero i giornali dell’epoca, dell&#8217;attuazione “<em>di una minima parte del grandioso programma che la Spett. Società Anonima Verbano ha tracciato e si ripromette di esaurire non oltre l&#8217;autunno prossimo</em>&#8220;. In realtà, il secondo tratto fino ad Omegna fu aperto nel gennaio del 1913 e , successivamente, furono posati i binari per il proseguimento da Pallanza all’imbarcadero di Intra. L’ipotizzato prolungamento fino a  Cannobio, a ridosso del confine con l’elvetico Canton Ticino, non fu però mai realizzato. La giornata della tranvia era articolata con 22 coppie di corse tra i due capolinea e alcune limitate al segmento Gravellona – Omegna. Nel ’39 la Savte si rese conto della necessità di operare un restauro delle infrastrutture e dei tram, ma lo scoppio del secondo conflitto mondiale rese impossibile la fornitura dei materiali per la necessaria manutenzione. Terminata la guerra i problemi legati al funzionamento della tranvia si palesarono in tutta evidenza e la Savte immaginò di abbandonarla per privilegiare il trasporto su strada. Fu ipotizzata la trasformazione in filobus, ma la linea venne definitivamente chiusa nei primi anni’50, sostituendola “<em>in via provvisoria</em>” con il trasporto automobilistico. E, come tutte le cose provvisorie, la scelta della “<em>gomma</em>” diventò definitiva e segnò il tramonto della tranvia. Le uniche rotaie su cui sferragliarono ancora dei convogli fino ai primi anni ‘80, seguendo il vecchio tracciato per un breve tratto, collegarono la ferriera  omegnese della Pietra, ex Cobianchi, alla stazione ferroviaria di Crusinallo.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Marco Travaglini</strong></p>
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		<title>Agosto alla Palazzina di Caccia di Stupinigi tra stelle, storia e miti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 07:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/110-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/110-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/110-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La residenza alle porte di Torino resta aperta per tutto il mese con visite, appuntamenti speciali per famiglie e le esposizioni dedicate a Margherita di Savoia e al suo tempo La figura di Margherita di Savoia continua ad essere uno dei fili conduttori dell’estate alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO), insieme alla storia della residenza e a nuove occasioni di scoperta dedicate a pubblici diversi. Per tutto il mese di agosto la Palazzina è aperta al pubblico con il percorso di visita, il giardino storico (chiuso nel caso di temperature elevate) e le mostre temporanee, cui si affiancano tre</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/110-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/110-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/110-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><strong><span style="color: #008000;">La residenza alle porte di Torino resta aperta per tutto il mese con visite, appuntamenti speciali per famiglie e le esposizioni dedicate a Margherita di Savoia e al suo tempo </span></strong></p>
<p>La figura di Margherita di Savoia continua ad essere uno dei fili conduttori dell’estate alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO), insieme alla storia della residenza e a nuove occasioni di scoperta dedicate a pubblici diversi. Per tutto il mese di agosto la Palazzina è aperta al pubblico con il percorso di visita, il giardino storico (chiuso nel caso di temperature elevate) e le mostre temporanee, cui si affiancano tre appuntamenti speciali. Dalla serata Aspettando San Lorenzo, organizzata in collaborazione con Infini.to &#8211; Planetario di Torino, alla visita guidata Le reali villeggiature, dedicata ai soggiorni estivi della sovrana a Stupinigi, fino a Diana&amp;Co, il percorso per famiglie tra miti e leggende in programma in occasione di FAMU – Famiglie al Museo. Proseguono inoltre le esposizioni Giacomo Puccini: musica, cinema e storia, visitabile fino al 25 ottobre, e Sulle strade della Regina. Alle origini dell&#8217;automobile moderna, prorogata fino al 20 settembre. Il primo appuntamento è in programma sabato 8 agosto Aspettando San Lorenzo, una visita serale realizzata dai Servizi Educativi della Fondazione Ordine Mauriziano in collaborazione con Infini.to – Planetario di Torino. Il percorso conduce i partecipanti attraverso le sale della Palazzina e il giardino storico recentemente restaurato, per poi proseguire con una lezione dedicata alle costellazioni e ai fenomeni astronomici dell’estate. La serata si conclude all’aperto con l’osservazione delle Perseidi attraverso i telescopi del Planetario, accompagnata da una degustazione di vini e specialità del territorio. Domenica 9 agosto la visita guidata Le reali villeggiature accompagna invece il pubblico negli anni in cui Margherita di Savoia scelse Stupinigi come residenza per i soggiorni estivi. Attraverso ambienti, episodi e curiosità, il percorso racconta la vita di corte all’inizio del Novecento e restituisce il legame della sovrana con la Palazzina, offrendo uno sguardo sulle abitudini e sull’atmosfera delle villeggiature reali. Il programma si conclude domenica 30 agosto con Diana&amp;Co, la visita guidata dedicata alle famiglie in occasione di FAMU – Famiglie al Museo. Attraverso affreschi, dipinti e sculture, il percorso prende spunto dalla figura della dea Diana, protagonista di numerose decorazioni della Palazzina, per raccontare miti e leggende dell’antichità in modo coinvolgente e accessibile ai più piccoli. Per tutto il mese di agosto è inoltre possibile visitare la mostra Giacomo Puccini: musica, cinema e storia, allestita nella Galleria di Levante nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della morte della Regina Margherita. L’esposizione racconta il legame tra la sovrana e il compositore attraverso gli abiti originali realizzati da Georges Annenkov per il film Puccini di Carmine Gallone (1953), insieme a materiali cinematografici provenienti dall’Archivio Luigi Rovere. È visitabile fino al 20 settembre anche Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna, allestita nella Citroniera di Ponente e realizzata da Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile. La mostra mette a confronto carrozze ottocentesche e automobili delle origini per raccontare il passaggio dalla trazione animale ai primi veicoli a motore negli anni di Margherita di Savoia, testimone di una stagione di profonde innovazioni tecnologiche e culturali.     Scarica il comunicato stampa</p>
<p>INFO</p>
<p>Palazzina di Caccia di Stupinigi Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO) Le attività e le esposizioni prevedono modalità di accesso e costi differenti. Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18). Lunedì chiuso. Info: 011 6200601 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it www.ordinemauriziano.it</p>
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		<title>Piemonte, banche in ritirata: così interi territori rischiano di restare senza servizi</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 07:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/bancomat-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />C&#8217;è un silenzio che avanza nei piccoli centri del Piemonte. Non è quello delle piazze vuote, ma quello delle serrande abbassate degli sportelli bancari. Un fenomeno che procede da anni e che oggi assume i contorni di una vera emergenza economica e sociale. La cosiddetta desertificazione bancaria continua infatti a restringere la presenza degli istituti di credito, lasciando cittadini e imprese sempre più lontani da un servizio essenziale. A fotografare questa trasformazione è un&#8217;indagine della CNA, che colloca il Piemonte tra le regioni italiane più colpite. Oltre sei Comuni su dieci non dispongono più di una banca. Un dato che</p>
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<p>C&#8217;è un silenzio che avanza nei piccoli centri del Piemonte. Non è quello delle piazze vuote, ma quello delle serrande abbassate degli sportelli bancari. Un fenomeno che procede da anni e che oggi assume i contorni di una vera emergenza economica e sociale. La cosiddetta desertificazione bancaria continua infatti a restringere la presenza degli istituti di credito, lasciando cittadini e imprese sempre più lontani da un servizio essenziale.</p>
<p>A fotografare questa trasformazione è un&#8217;indagine della CNA, che colloca il Piemonte tra le regioni italiane più colpite. Oltre sei Comuni su dieci non dispongono più di una banca. Un dato che racconta una realtà fatta di chilometri da percorrere per effettuare un&#8217;operazione allo sportello, ma soprattutto di un rapporto sempre più fragile tra il sistema creditizio e il tessuto produttivo locale.</p>
<p>A pagare il prezzo più alto sono le piccole imprese, ossatura dell&#8217;economia piemontese. Per un artigiano, un commerciante o una piccola azienda, la filiale non rappresenta soltanto un luogo dove eseguire operazioni bancarie, ma un interlocutore con cui confrontarsi per ottenere credito, finanziare investimenti o affrontare momenti di difficoltà. Quando quello sportello chiude, viene meno anche un punto di riferimento che difficilmente può essere sostituito da un&#8217;app o da una consulenza telefonica.</p>
<p>La provincia di Torino è quella che evidenzia con maggiore forza il problema, con il numero più elevato di imprese localizzate in Comuni ormai privi di una banca. Ma il fenomeno interessa l&#8217;intera regione. Anche territori tradizionalmente ben serviti, come Cuneo e Asti, vedono progressivamente ridursi la copertura: gli sportelli restano concentrati nei centri maggiori, mentre i paesi più piccoli vengono progressivamente esclusi dalla rete bancaria.</p>
<p>Il risultato è un doppio divario. Da una parte quello geografico, che obbliga cittadini e imprenditori a spostamenti sempre più lunghi; dall&#8217;altra quello digitale, perché non tutti possono o vogliono affidarsi esclusivamente ai servizi online. Anziani, attività commerciali e imprese continuano ad avere bisogno di un contatto diretto con il proprio istituto di credito.</p>
<p>Per la CNA il rischio è che la razionalizzazione delle filiali finisca per impoverire ulteriormente territori già alle prese con spopolamento e riduzione dei servizi pubblici. La banca, infatti, non è soltanto un&#8217;attività economica: rappresenta un presidio che contribuisce alla vitalità di una comunità e sostiene lo sviluppo del sistema produttivo locale.</p>
<p>Da qui l&#8217;appello dell&#8217;associazione a istituzioni e operatori del credito affinché la modernizzazione del settore non si traduca in un progressivo abbandono delle aree periferiche. Perché se è inevitabile che il sistema bancario cambi, è altrettanto necessario evitare che l&#8217;innovazione lasci indietro interi territori.</p>
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		<title>Le ricette della tradizione: minestra di orzo e patate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 07:01:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Piemonte italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/zuppaorzoverdure-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Mettete in ammollo l&#8217;orzo in abbondante acqua per tre o quattro ore. L&#8217;indomani sistemate sul fuoco una pentola con le patate, il brodo e la crosta di formaggio ben pulita Leggi la ricetta su piemonteitalia.eu https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/minestra-di-orzo-e-patate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/zuppaorzoverdure-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Mettete in ammollo l&#8217;orzo in abbondante acqua per tre o quattro ore. L&#8217;indomani sistemate sul fuoco una pentola con le patate, il brodo e la crosta di formaggio ben pulita</p>
<p>Leggi la ricetta su piemonteitalia.eu</p>
<p><a href="https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/minestra-di-orzo-e-patate">https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/minestra-di-orzo-e-patate</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/le-ricette-della-tradizione-minestra-di-orzo-e-patate/">Le ricette della tradizione: minestra di orzo e patate</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Emergenza incendi in Piemonte: troppo caldo e poca acqua</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 05:15:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/vigili-fuoco-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/vigili-fuoco-5-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/vigili-fuoco-5-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Prosegue l&#8217;emergenza incendi in Valsesia, dove da oltre un mese Canadair ed elicotteri svolgono le operazioni di spegnimento. L&#8217;intervento dei vigili del fuoco e dei volontari dell&#8217;Anti Incendi Boschivi del Piemonte continua a contenere l&#8217;avanzata del fuoco, evitando conseguenze ancora più gravi. Un incendio è in corso anche nel Cuneese in valle Gesso. Numerosi i fronti ancora attivi, con roghi che interessano le aree di Rima, Boccioleto e Fobello. Ieri le fiamme hanno raggiunto la zona dell&#8217;Alpe La Res, arrivando a circondare il rifugio Spanna Osella. Per motivi di sicurezza, i gestori della struttura sono stati evacuati in elicottero. Le</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/emergenza-incendi-in-piemonte-troppo-caldo-e-poca-acqua/">Emergenza incendi in Piemonte: troppo caldo e poca acqua</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/vigili-fuoco-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/vigili-fuoco-5-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/01/vigili-fuoco-5-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Prosegue l&#8217;emergenza incendi in Valsesia, dove da oltre un mese Canadair ed elicotteri svolgono le operazioni di spegnimento. L&#8217;intervento dei vigili del fuoco e dei volontari dell&#8217;Anti Incendi Boschivi del Piemonte continua a contenere l&#8217;avanzata del fuoco, evitando conseguenze ancora più gravi. Un incendio è in corso anche nel Cuneese in valle Gesso.</p>
<p>Numerosi i fronti ancora attivi, con roghi che interessano le aree di Rima, Boccioleto e Fobello. Ieri le fiamme hanno raggiunto la zona dell&#8217;Alpe La Res, arrivando a circondare il rifugio Spanna Osella. Per motivi di sicurezza, i gestori della struttura sono stati evacuati in elicottero.</p>
<p>Le operazioni di spegnimento proseguono senza sosta, con una ventina di vigili del fuoco e numerosi volontari impegnati giorno e notte nel presidio dei diversi focolai. A rendere ancora più difficili gli interventi sono le elevate temperature, la scarsità d&#8217;acqua e le condizioni ambientali particolarmente critiche, che mettono a dura prova il lavoro delle squadre di soccorso.</p>
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		<title>Siccità, il conto per l&#8217;agricoltura torinese supera già i 30 milioni: il mais è la coltura più colpita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 04:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-orco-rivarolo-fiume-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-orco-rivarolo-fiume-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-orco-rivarolo-fiume-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La siccità presenta un conto sempre più pesante all&#8217;agricoltura torinese. Secondo le prime stime di Coldiretti Torino, i danni economici hanno già superato i 30 milioni di euro, una cifra destinata a crescere con l&#8217;avvicinarsi della trebbiatura se il quadro meteorologico non dovesse migliorare. L&#8217;emergenza riguarda in particolare il mais, coltura simbolo del territorio provinciale. In condizioni ordinarie, il Torinese assicura circa un terzo dell&#8217;intera produzione piemontese, con oltre 4,85 milioni di quintali raccolti ogni anno da più di 4.600 aziende agricole su quasi 49 mila ettari. Quest&#8217;anno, però, la prolungata assenza di precipitazioni e le temperature eccezionalmente elevate stanno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-orco-rivarolo-fiume-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-orco-rivarolo-fiume-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/siccita-orco-rivarolo-fiume-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div class="qMYqUG_convSearchResultHighlightRoot">
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<h3 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-section-id="3byagg" data-start="0" data-end="106"></h3>
<p data-start="108" data-end="403">La siccità presenta un conto sempre più pesante all&#8217;agricoltura torinese. Secondo le prime stime di Coldiretti Torino, i danni economici hanno già superato i 30 milioni di euro, una cifra destinata a crescere con l&#8217;avvicinarsi della trebbiatura se il quadro meteorologico non dovesse migliorare.</p>
<p data-start="405" data-end="863">L&#8217;emergenza riguarda in particolare il mais, coltura simbolo del territorio provinciale. In condizioni ordinarie, il Torinese assicura circa un terzo dell&#8217;intera produzione piemontese, con oltre 4,85 milioni di quintali raccolti ogni anno da più di 4.600 aziende agricole su quasi 49 mila ettari. Quest&#8217;anno, però, la prolungata assenza di precipitazioni e le temperature eccezionalmente elevate stanno compromettendo sia le rese sia la qualità del raccolto.</p>
<p data-start="865" data-end="1368">Nelle superfici irrigate gli agricoltori stimano perdite produttive intorno al 30%. I sistemi irrigui, infatti, stanno progressivamente esaurendo le disponibilità d&#8217;acqua provenienti dai canali e dalle derivazioni, costringendo molte aziende a ricorrere al pompaggio dalle falde, con un forte incremento dei costi energetici. Ancora più critica la situazione nei terreni privi di irrigazione, dove le perdite potrebbero raggiungere il 70% e numerosi appezzamenti mostrano coltivazioni ormai compromesse.</p>
<p data-start="1370" data-end="1565">Le pannocchie, dove riescono a svilupparsi, risultano spesso di dimensioni ridotte e con un numero inferiore di chicchi, mentre in molte aree le piante stanno disseccando prima della maturazione.</p>
<p data-start="1567" data-end="1909">Il valore economico delle perdite è stato calcolato sulla base delle quotazioni attuali del mais alla Borsa Cereali di Torino. Tuttavia, il conto potrebbe ulteriormente aggravarsi sia per un eventuale aumento dei prezzi, influenzati anche dalle tensioni internazionali, sia per l&#8217;ulteriore riduzione delle produzioni nelle prossime settimane.</p>
<p data-start="1911" data-end="2350">La crisi agricola si inserisce in un contesto climatico che interessa l&#8217;intero Piemonte. Secondo gli ultimi monitoraggi di Arpa Piemonte, all&#8217;inizio di luglio la regione presentava una situazione idrica complessivamente deficitaria, con condizioni di siccità severa nel bacino del Po a monte della Dora Baltea, oltre che nei bacini del Tanaro e dello Scrivia, livelli che non si registravano dal 2022.</p>
<p data-start="2352" data-end="3116">Le precipitazioni continuano infatti a risultare molto inferiori alla norma. Nel bacino del Po, a giugno sono caduti mediamente appena 62 millimetri di pioggia, circa il 36% in meno rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020, mentre anche la prima parte di luglio ha fatto segnare un deficit di circa il 50%. A peggiorare il quadro hanno contribuito anche i mesi primaverili, già caratterizzati da precipitazioni inferiori alla media e da temperature eccezionalmente elevate. Giugno 2026 è stato infatti uno dei più caldi mai registrati in Piemonte, con un&#8217;anomalia termica regionale di circa 3,5 gradi sopra la media, favorendo un&#8217;intensa evapotraspirazione e aggravando lo stress idrico dei terreni e delle colture.</p>
<p data-start="3118" data-end="3509">Anche il Po, nel tratto torinese, sta risentendo della scarsità d&#8217;acqua, con portate inferiori alla norma che stanno mettendo sotto pressione il sistema irriguo regionale. La diminuzione della disponibilità idrica rischia di avere conseguenze non solo sull&#8217;agricoltura, ma anche sulla gestione delle risorse destinate agli altri usi civili e produttivi.</p>
<p data-start="3511" data-end="4095">«Al di là della cifra già significativa (e siamo ancora lontani dalla trebbiatura) della perdita economica per le nostre aziende agricole – commenta il presidente di Coldiretti Torino, <strong data-start="3696" data-end="3716">Bruno Mecca Cici</strong> – vogliamo ricordare che oggi il mais è sempre più una coltura strategica, che non solo è alla base della produzione di alimenti da proteine animali, ma anche una materia prima al centro di molte produzioni industriali: dalle basi per preparazioni dell&#8217;industria alimentare fino all&#8217;amido per vari usi, dai dolcificanti alle bioplastiche compostabili per oggetti di uso comune».</p>
<p data-start="4097" data-end="4273">La riduzione del raccolto locale, sottolinea Coldiretti, comporterà inevitabilmente un maggiore ricorso alle importazioni, con ripercussioni sull&#8217;intera filiera agroalimentare.</p>
<p data-start="4275" data-end="5042" data-is-last-node="" data-is-only-node="">«È sempre più evidente – aggiunge il direttore <strong data-start="4322" data-end="4340">Carlo Loffreda</strong> – che il problema della siccità che colpisce l&#8217;agricoltura non riguarda solo gli interessi del settore primario. Per questo è sempre più urgente mettere in campo misure strutturali per affrontare la siccità, a partire da un Piano per i piccoli invasi, un uso plurimo delle acque idroelettriche, misure di sostegno al risparmio idrico, sburocratizzazione e sostegno alla trivellazione di nuovi pozzi. Mentre dalla ricerca sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) chiediamo nuove varietà in grado di resistere alla siccità. Perché se gli agricoltori non producono, abbiamo un deficit di cibo e di materie prime che ha ripercussioni sull&#8217;intero sistema agroindustriale e sull&#8217;intero &#8220;sistema Paese&#8221;».</p>
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		<title>Stelle cadenti con visita notturna a Sant’Antonio di Ranverso</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 04:04:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/08/Precettoria-di-SantAntonio-di-Ranverso-a-Buttigliera-Alta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/08/Precettoria-di-SantAntonio-di-Ranverso-a-Buttigliera-Alta-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/08/Precettoria-di-SantAntonio-di-Ranverso-a-Buttigliera-Alta-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Domenica 9 agosto dalle ore 21 La notte delle Perseidi diventa un&#8217;occasione per scoprire la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, in provincia di Torino, da una prospettiva insolita. Domenica 9 agosto “ Aspettando San Lorenzo” propone una serata dedicata all&#8217;osservazione guidata delle stelle cadenti, in collaborazione con Infini.TO- Planetario di Torino, e una visita straordinaria in notturna del complesso monumentale. La tradizione lega le stelle cadenti al martirio di San Lorenzo, ucciso il 10 agosto del 258 d. C. , interpretandole come le lacrime del santo. Il fenomeno, in  realtà, è dovuto allo sciame delle Perseidi, composto da minuscoli frammenti di polvere</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/stelle-cadenti-con-visita-notturna-a-santantonio-di-ranverso/">Stelle cadenti con visita notturna a Sant’Antonio di Ranverso</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/08/Precettoria-di-SantAntonio-di-Ranverso-a-Buttigliera-Alta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/08/Precettoria-di-SantAntonio-di-Ranverso-a-Buttigliera-Alta-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/08/Precettoria-di-SantAntonio-di-Ranverso-a-Buttigliera-Alta-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Domenica 9 agosto dalle ore 21</p>
<p>La notte delle Perseidi diventa un&#8217;occasione per scoprire la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, in provincia di Torino, da una prospettiva insolita. Domenica 9 agosto “ Aspettando San Lorenzo” propone una serata dedicata all&#8217;osservazione guidata delle stelle cadenti, in collaborazione con Infini.TO- Planetario di Torino, e una visita straordinaria in notturna del complesso monumentale.<br />
La tradizione lega le stelle cadenti al martirio di San Lorenzo, ucciso il 10 agosto del 258 d. C. , interpretandole come le lacrime del santo. Il fenomeno, in  realtà, è dovuto allo sciame delle Perseidi, composto da minuscoli frammenti di polvere e ghiaccio lasciati dalla cometa Swift-Tuttle lungo la sua orbita attorno al sole. Ogni estate l’incontro di questi detriti con l’atmosfera terrestre dà origine a uno degli spettacoli astronomici più  attesi dell’anno.<br />
Accompagnati da un astrofisico di Infini.TO, Planetario di Torino, i partecipanti saranno guidati nell’osservazione del cielo estivo e delle sue meraviglie.<br />
La serata offrirà inoltre l’opportunità di visitare in notturna la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, scoprendo la storia dell’Ordine degli Antoniani e ammirando i capolavori custoditi nel complesso monumentale in un’atmosfera suggestiva e inconsueta.</p>
<p>Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso</p>
<p>Località Sant’Antonio di Ranverso Buttigliera Alta ( Torino)</p>
<p>Domenica 9 agosto ore 21</p>
<p>Costo 10 euro + biglietto di ingresso ( intero 5 euro, ridotto 4)</p>
<p>Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente</p>
<p>Info e prenotazioni dal mercoledì alla domenica</p>
<p>0116200603</p>
<p><a class="mailto-link" href="mailto:ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it" target="_blank" rel="noopener">ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it</a></p>
<p>Per ritenere valida la prenotazione attendere conferma.</p>
<p>Mara Martellotta</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/stelle-cadenti-con-visita-notturna-a-santantonio-di-ranverso/">Stelle cadenti con visita notturna a Sant’Antonio di Ranverso</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 03:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[quaglieni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2152-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2152-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2152-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />SOMMARIO: Da Bologna alla Valle di Susa &#8211; I prezzi dinamici &#8211; Bocca scrittore &#8211; Lettere Da Bologna alla Valle di Susa Quanto sta accadendo a Bologna e in Valle di Susa, con manifestazioni violentissime contro la polizia e gravissimi danni al territorio, deve far meditare su un estremismo che non è contestazione e dissenso, ma è diventato terrorismo di piazza. Noi abbiamo conosciuto i terroristi delle Br che uccidevano singole persone; oggi questo estremismo è diventato lotta aperta in piazza allo Stato e una minaccia continua alla convivenza civile. Mi domando come questi manifestanti possano portare con sé oggetti</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/la-rubrica-della-domenica-di-pier-franco-quaglieni-109/">La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2152-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2152-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_2152-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="147" data-end="176"><span style="color: #ff0000;">SOMMARIO:</span> <span style="color: #ff0000;"><strong>Da Bologna alla Valle di Susa &#8211; I prezzi dinamici &#8211; Bocca scrittore &#8211; Lettere</strong></span></h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-227513" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg" alt="" width="1020" height="510" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-300x150.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-768x384.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-480x240.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni.jpg 1417w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="147" data-end="176"><span style="color: #ff0000;"><strong>Da Bologna alla Valle di Susa</strong></span></p>
<p data-start="178" data-end="1036">Quanto sta accadendo a Bologna e in Valle di Susa, con manifestazioni violentissime contro la polizia e gravissimi danni al territorio, deve far meditare su un estremismo che non è contestazione e dissenso, ma è diventato terrorismo di piazza. Noi abbiamo conosciuto i terroristi delle Br che uccidevano singole persone; oggi questo estremismo è diventato lotta aperta in piazza allo Stato e una minaccia continua alla convivenza civile. Mi domando come questi manifestanti possano portare con sé oggetti contundenti senza che la Polizia abbia la possibilità di rintracciarli e disarmarli preventivamente. Identificare i responsabili a cose fatte non basta. La Polizia deve sempre rispondere del suo operato ed è giustificata la prudenza, ma oggi non si può accettare che i feriti siano solo da una parte soltanto. Qui è in gioco la convivenza tra cittadini.<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-101310" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/no-tav-notte.jpg" alt="" width="500" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/no-tav-notte.jpg 500w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/no-tav-notte-300x180.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/no-tav-notte-480x288.jpg 480w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p data-start="1038" data-end="1547">Aggiungiamo inoltre che i lavori per la Tav, in ritardo di tanti anni, possono rendere davvero obsoleto il progetto. Anche la Francia si rivela poco interessata al progetto. Le madamine, che vogliono riprendere visibilità cogliendo la palla al balzo nel momento più inopportuno, devono farsi da parte. Gli schieramenti politici non possono più giocare sulle dichiarazioni ambigue e devono assumersi delle precise responsabilità. Lo Stato non può cedere alla violenza di gruppi armati che vanno messi al bando.</p>
<p data-start="1038" data-end="1547"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-278134 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-300x225.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-768x576.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2-480x360.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/giachino-2.jpg 784w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="1038" data-end="1547">L’unico che ha lavorato con coerenza e con coraggio è  stato Mino Giachino che non ha trovato nei partiti l’attenzione che merita. Con coerenza Giachino ha continuato ad indicare una strada che i tentennamenti di Virano non hanno certo giovato a rafforzare.</p>
<p data-start="1549" data-end="1570"><span style="color: #ff0000;"><strong data-start="1549" data-end="1570">I prezzi dinamici</strong></span></p>
<p data-start="1572" data-end="2208">Il fatto che da qualche tempo i prezzi degli aerei, delle ferrovie e degli hotel siano variabili, a seconda del periodo in cui si viaggia, appare una forma di liberismo selvaggio inaccettabile che penalizza gravemente gli utenti. I prezzi dei servizi non debbono crescere o diminuire a seconda del periodo. Un treno offre sempre lo stesso servizio a Ferragosto o nel mese di ottobre. Anzi, è probabile che durante i giorni di calca turistica si accumulino ritardi e disservizi. A volte si viaggia in piedi. C&#8217;era, per gli hotel, la bassa e l&#8217;alta stagione; adesso la dilatazione quasi giornaliera dei prezzi appare una iniquità assurda.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-118372" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/hotel--300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/hotel--300x225.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/hotel--768x576.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/hotel--480x360.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/hotel--667x500.jpg 667w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/02/hotel-.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="2210" data-end="2352">Possibile che il governo accetti una situazione che consente di lucrare maggiori ricavi senza dare nulla al cliente che giustifichi l&#8217;aumento?</p>
<p data-start="2354" data-end="2952">L&#8217;esempio che a fine luglio l&#8217;alta velocità ferroviaria sia strozzata a Firenze rivela incapacità gestionali non giustificabili, che provocano ritardi e disservizi da terzo mondo. Così il turismo subisce danni notevoli mai vissuti in passato. Un ministro dei Trasporti come l&#8217;attuale ha superato tutti i record. Per non parlare della gestione approssimativa del progetto del ponte di Messina, che è morto prima ancora di nascere. Uno spot pubblicitario che si ritorce contro l&#8217;immagine stessa dell&#8217;Italia. Governare non significa fare solo propaganda, ma agire con provvedimenti sensati e concreti.</p>
<p data-start="2354" data-end="2952"><strong><span style="color: #ff0000;">Bocca scrittore</span></strong></p>
<p data-start="2954" data-end="3959">Dopo anni di giusto oblio sta rinascendo il culto di Giorgio Bocca, un giornalista di successo che pretese di diventare scrittore senza avere la cultura necessaria. Se lo confrontiamo con Giampaolo Pansa, abbiamo chiara una differenza abissale che li ha divisi. Bocca era un umorale fazioso che passò dal fascismo antisemita alla Resistenza; Pansa è stato un grandissimo giornalista che ha saputo diventare scrittore, sollevando temi fino ad allora tenuti nascosti, pagando di persona il rifiuto di una vulgata improponibile.</p>
<figure id="attachment_121341" aria-describedby="caption-attachment-121341" style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-121341" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/Giorgio_Bocca_Sandro_Viola_e_Bernardo_Valli.jpg" alt="" width="620" height="411" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/Giorgio_Bocca_Sandro_Viola_e_Bernardo_Valli.jpg 620w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/Giorgio_Bocca_Sandro_Viola_e_Bernardo_Valli-300x199.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/Giorgio_Bocca_Sandro_Viola_e_Bernardo_Valli-480x318.jpg 480w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /><figcaption id="caption-attachment-121341" class="wp-caption-text">(1986: Giorgio Bocca, Sandro Viola, Bernardo Valli)</figcaption></figure>
<p data-start="2954" data-end="3959">Bocca è rimasto un &#8220;provinciale&#8221; della provincia di Cuneo. Anche umanamente era scostante e presuntuoso, a volte irascibile. Nemico giurato di Berlusconi, aveva lavorato e promosso le sue reti. Non a caso nessuno dei suoi libri viene più ristampato, neppure la biografia di Togliatti, che ha il merito di aver incominciato la smitizzazione del Migliore. Nel 1975 ritenne le Br una favola, anche se fu costretto a ricredersi. Fu persino simpatizzante della nascente Lega Lombarda. Ha prodotto un numero altissimo di libri, nessuno dei quali meritevole di sopravvivere al suo autore.</p>
<h3 data-start="4064" data-end="4075"><strong data-start="4064" data-end="4075"><span style="color: #ff0000;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-101446" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1.jpg 466w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />LETTERE</span> scrivere a quaglieni@gmail.com</strong></h3>
<p data-start="4077" data-end="4099"><em><span style="color: #008000;"><strong data-start="4077" data-end="4099">Il centro bloccato</strong></span></em></p>
<p data-start="4101" data-end="4764"><em>Non si accontentano di via Roma pedonale, ma per esigenze di quartiere o addirittura di una scuola privata vogliono chiudere via Viotti, via Andrea Doria, via Coazze, via San Francesco da Paola. Ciò significa paralizzare il centro, isolarlo. Un esempio: con via Lagrange e via Carlo Alberto pedonali, con l&#8217;aggiunta di via San Francesco da Paola, si è raggiunto il blocco: non ci sono più vie di attraversamento perché anche via Accademia Albertina è vietata alle auto. Bloccare via Viotti ostacola l&#8217;ingresso al parcheggio sotterraneo di via Roma. Bloccare via Andrea Doria significa bloccare l&#8217;accesso a corso Matteotti. Si rendono conto di cosa stanno facendo?     </em></p>
<p data-start="4101" data-end="4764"><em><strong data-start="4766" data-end="4783">Emilia Ruella<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-302202" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Via-Roma-300x272.jpg" alt="" width="300" height="272" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Via-Roma-300x272.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Via-Roma-1024x929.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Via-Roma-768x697.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Via-Roma-480x435.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Via-Roma.jpg 1184w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></em></p>
<p data-start="4785" data-end="4964">Sono d&#8217;accordo con lei. È un grosso errore a danno dei torinesi. Cito un solo tema che mi riguarda personalmente: ho un garage in via San Francesco da Paola. Non potrò più usarlo?Problemi concreti rispetto alle utopie velleitarie. Torino ha tanti anziani che hanno difficoltà a camminare. Vogliamo tenerli chiusi in casa? Ma in questa città nessuno fa sentire la sua voce.</p>
<p data-start="5161" data-end="5539"><strong><span style="color: #008000;"><em>Campo largo?</em></span></strong></p>
<p data-start="5161" data-end="5539"><em>Il Movimento 5 Stelle è da sempre contro la Tav e ha ribadito recentemente la contrarietà all&#8217;alta velocità. Come è possibile creare un campo largo con un Pd che si dichiara, sia pure quasi sottovoce, favorevole alla Tav? I Cinque Stelle non hanno condannato le violenze in Valle di Susa perché legati a doppio filo con gli estremisti valsusini. Come potranno governare insieme?</em></p>
<p data-start="5541" data-end="5559"><em><strong data-start="5541" data-end="5559">Bianca Ravenna</strong></em></p>
<p data-start="5541" data-end="5559"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-244732 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/conte-giuseppe.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p data-start="5561" data-end="5948" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Pd e 5 Stelle hanno già governato insieme e l&#8217;idea di battere la destra al governo appare prioritaria. La Tav è ferma e le elezioni sono vicine. L&#8217;ambientalismo rosso-verde è già saldamente alleato con il Pd. Certo, la coerenza è un&#8217;altra cosa, ma la politica finisce per giustificare tutto. Almeno su un punto non dovrebbero esserci dubbi: la condanna della violenza. Ma è proprio così?</p>
<p class="isSelectedEnd"><em><span style="color: #008000;"><strong>Vera contro Oriana?</strong></span></em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Ho letto della Sua proposta inviata al Sindaco di Torino e volta a riservare un ricordo toponomastico a Oriana Fallaci, la più importante giornalista italiana del &#8216;900. Sono rimasto choccato dalla controproposta di una consigliera regionale del Pd che ha opposto il nome di Vera Schiavazzi, una giornalista legata alla politica di parte locale, che non mi pare abbia mai scritto nulla di davvero importante. Questo è puro provincialismo. Come si fa ad opporre Oriana a Vera, conosciuta non oltre la cinta daziaria?    <strong>Franca Fedeli</strong></em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-305372" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Oriana_Fallaci_2-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Oriana_Fallaci_2-222x300.jpg 222w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Oriana_Fallaci_2.jpg 311w" sizes="(max-width: 222px) 100vw, 222px" /></em></p>
<p>Io rispetto tutte le idee e le persone, ma certo la Schiavazzi non può definirsi una gloria del giornalismo, neppure subalpino. È una delle tante firme, neppure tra le migliori. È morta cinquantenne e questo dispiace. Ma il dispiacere per una morte precoce non può cambiare i dati oggettivi di una limitata notorietà professionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/la-rubrica-della-domenica-di-pier-franco-quaglieni-109/">La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>La Val Trebbia, piccoli canyon e acque cristalline</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 03:16:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/le-spiagge-della-Val-Trebbia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/le-spiagge-della-Val-Trebbia-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/le-spiagge-della-Val-Trebbia-480x476.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />C&#8217;era una volta un monaco missionario irlandese che un giorno, tanto tempo fa, si allontanò dalla sua terra e non ci tornò più. Attraversò la Francia, la Svizzera e l&#8217;Italia del nord e si fermò a Bobbio in Valle Trebbia, nel piacentino, al confine con la provincia di Alessandria e la Liguria. Era il 614 dopo Cristo, il monaco, venerato come santo dalla Chiesa, si chiamava Colombano e fondò l&#8217;abbazia di Bobbio (o abbazia di San Colombano), uno dei più importanti centri monastici d&#8217;Europa che tra il VII e il XII secolo divenne una Montecassino dell&#8217;Italia settentrionale resa celebre dallo</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/la-val-trebbia-piccoli-canyon-e-acque-cristalline/">La Val Trebbia, piccoli canyon e acque cristalline</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/le-spiagge-della-Val-Trebbia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/le-spiagge-della-Val-Trebbia-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/le-spiagge-della-Val-Trebbia-480x476.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div></div>
<div></div>
<div>C&#8217;era una volta un monaco missionario irlandese che un giorno, tanto tempo fa, si allontanò dalla sua terra e non ci tornò più. Attraversò la Francia, la Svizzera e l&#8217;Italia del nord e si fermò a Bobbio in Valle Trebbia, nel piacentino, al confine con la provincia di Alessandria e la Liguria. Era il 614 dopo Cristo, il monaco, venerato come santo dalla Chiesa, si chiamava Colombano e fondò l&#8217;abbazia di Bobbio (o abbazia di San Colombano), uno dei più importanti centri monastici d&#8217;Europa che tra il VII e il XII secolo divenne una Montecassino dell&#8217;Italia settentrionale resa celebre dallo Scriptorium e dalla biblioteca con oltre 700 codici miniati e manoscritti che Colombano aveva portato dall&#8217;Irlanda celtica in terra longobarda. Il nord della penisola era infatti in mano ai Longobardi di Alboino e poi di Agilulfo e della regina Teodolinda, Colombano si affezionò talmente a Bobbio e al suo monastero che decise di concludere qui la sua vita.</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-310338" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/il-borgo-di-Bobbio-con-il-ponte-Gobbo.jpg" alt="" width="738" height="309" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/il-borgo-di-Bobbio-con-il-ponte-Gobbo.jpg 738w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/il-borgo-di-Bobbio-con-il-ponte-Gobbo-300x126.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/il-borgo-di-Bobbio-con-il-ponte-Gobbo-480x201.jpg 480w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></div>
<div>E da allora, e di secoli ne sono passati tanti, il borgo e la sua abbazia lungo il corso del Trebbia sono diventati una meta assai frequentata da pellegrini, viandanti, cavalieri crociati, vescovi, sovrani, imperatori e&#8230;turisti. Tutto collocato in un paesaggio straordinario, di estrema bellezza, immerso nella storia, nell&#8217;arte e nella fede, che merita assolutamente una visita. Lungo la Val Trebbia, con le sue spiagge naturali e l&#8217;acqua limpidissima, verde e cristallina, che già Ernest Hemingway definì una delle Valli più belle del mondo, non c&#8217;è solo Bobbio da visitare (ahimè, dimenticavo di citare in paese il singolare Ponte Gobbo con undici archi dalla forma irregolare) ma tanti altri luoghi e paesini ricchi di storia medievale, castelli e panorami imperdibili sul fiume che ne fanno davvero una valle splendida. Ricordate Annibale? Ebbene, il condottiero cartaginese è passato anche da queste parti.</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-310339" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/San-Colombano-monaco.jpg" alt="" width="642" height="904" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/San-Colombano-monaco.jpg 642w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/San-Colombano-monaco-213x300.jpg 213w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/San-Colombano-monaco-480x676.jpg 480w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></div>
<div>Seguendo il corso del fiume possiamo fermarci a Rivalta Trebbia, la località dove Annibale annientò nel 218 avanti Cristo le legioni romane del console Tiberio Longo. Prima di entrare a Piacenza sostiamo alla confluenza del Trebbia con il Po nell&#8217;antichissima Mansio di Cotrebbia dove i Templari erano di casa. E poi, oltre a Bobbio (3300 abitanti), da vedere Gazzola sulle rive del fiume con i suoi castelli, Travo, piccolo borgo molto frequentato d&#8217;estate e quel gioiello di Brugnello, minuscolo borgo medievale incastonato nella roccia, abitato da appena 11 persone, e che, da lassù a 464 metri, offre una vista mozzafiato al tal punto da essere chiamato il “Gran Canyon della Val Trebbia”. Ed è proprio così, vedere per credere! E questo è solo un pezzo della Val Trebbia che abbiamo percorso e descritto..</div>
<div></div>
<div><strong>Filippo Re</strong>   (ha collaborato il piacentino <strong>Gianni Milani</strong>, giornalista del Torinese)</div>
<div></div>
<div>nelle foto, le spiagge della Val Trebbia e il borgo medievale di Bobbio con il ponte Gobbo</div>
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		<title>Le strade più belle del Piemonte da percorrere lentamente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 00:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-10.41.02-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-10.41.02-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-10.41.02-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Quando il viaggio diventa la destinazione. Non sono solo tragitti che portano da una località all’altra, non serve accelerare, ma di rallentare, abbassare i finestrini e lasciare che i paesaggi avvolgano. In Piemonte l&#8217;estate è la stagione ideale per scoprire itinerari in cui il vero spettacolo non è soltanto il luogo d&#8217;arrivo, ma tutto ciò che si incontra lungo il cammino. Curve, valichi, vigneti, laghi e piccoli borghi trasformano ogni viaggio in un&#8217;esperienza da ricordare. Tra le strade più emozionanti c&#8217;è quella che conduce al Colle del Nivolet, nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso. Salendo di quota, i boschi</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/08/02/le-strade-piu-belle-del-piemonte-da-percorrere-lentamente/">Le strade più belle del Piemonte da percorrere lentamente</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-10.41.02-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-10.41.02-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-10.41.02-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-size: large;"><b>Quando il viaggio diventa la destinazione.</b></span></p>
<p align="justify">Non sono solo tragitti che portano da una località all’altra, non serve accelerare, ma di rallentare, abbassare i finestrini e lasciare che i paesaggi avvolgano. In Piemonte l&#8217;estate è la stagione ideale per scoprire itinerari in cui il vero spettacolo non è soltanto il luogo d&#8217;arrivo, ma tutto ciò che si incontra lungo il cammino. Curve, valichi, vigneti, laghi e piccoli borghi trasformano ogni viaggio in un&#8217;esperienza da ricordare. Tra le strade più emozionanti c&#8217;è quella che conduce al <b>Colle del Nivolet</b>, nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso. Salendo di quota, i boschi lasciano spazio ai pascoli alpini, ai laghetti glaciali e alle cime che sembrano sfiorare il cielo.</p>
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<p align="justify">È una delle strade panoramiche più spettacolari delle Alpi e regala scorci che cambiano a ogni tornante. Per chi ama la storia oltre alla montagna, il <b>Colle delle Finestre</b> è un&#8217;esperienza unica. Celebre per il Giro d&#8217;Italia, conserva un lungo tratto sterrato e attraversa boschi e pascoli d&#8217;alta quota. Poco distante si trova anche la <b>Strada dell&#8217;Assietta</b>, un percorso militare costruito nel Settecento che corre per decine di chilometri sul crinale tra la Val di Susa e la Val Chisone. Percorrere queste vie significa trovarsi sospesi tra cielo e montagne, con panorami che si aprono in ogni direzione. L’estate piemontese, però, non è fatta solo di alte quote. Nelle <b>Langhe</b> la Strada del Barolo attraversa dolci colline ricoperte di vigneti è patrimonio UNESCO. Castelli medievali, cantine storiche e paesi come Barolo, La Morra e Monforte d&#8217;Alba invitano a fermarsi spesso, perché ogni scorcio offre un panorama diverso e ogni piazza racconta una storia. Più a nord, la <b>Panoramica Zegna</b>, nelle Alpi Biellesi, è una strada nata dal sogno dell&#8217;imprenditore Ermenegildo Zegna, che volle trasformare la montagna in un luogo accessibile e ricco di bellezza. Boschi, pascoli e punti panoramici accompagnano il viaggio in un ambiente ancora autentico e poco affollato.</p>
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<p align="justify">Si parte dalla Casa Zegna che si può visitare, la Conca dei Rodoendri dove si trovano diverse installazioni, il Santuario di San Bernardo, Bielmonte e il Bosco del Sorriso. Chi preferisce l&#8217;acqua può scegliere la strada che costeggia il <b>Lago d&#8217;Orta</b>, dove il blu del lago si alterna ai giardini delle ville e ai piccoli paesi in pietra. Da qui vale la pena raggiungere Orta San Giulio, uno dei borghi più romantici d&#8217;Italia, e imbarcarsi per la piccola Isola di San Giulio. Infine ci sono le vallate del Cuneese, come la <b>Valle Maira,</b> con i suoi 13 comuni, e la <b>Valle Varaita</b>, dove le strade si insinuano tra antichi villaggi in pietra, come Chianale, considerato il Borgo più bello d’Italia, e poi ancora prati fioriti e boschi silenziosi. Sono itinerari perfetti per chi cerca un Piemonte più riservato, lontano dal turismo di massa, dove ogni sosta diventa l&#8217;occasione per scoprire tradizioni, sapori e paesaggi rimasti quasi immutati nel tempo. Non solo chilometri da percorrere dunque, ma bellezza, emozioni, panorami che sorprendono dietro una curva, piccoli incontri e soste improvvisate. Ci sono viaggi in cui la destinazione conta, e altri in cui il vero privilegio è semplicemente percorrere, ed è proprio questo il fascino dell&#8217;estate piemontese.</p>
<p align="justify">“Le strade più belle non richiedono velocita, ma tempo”</p>
<p align="justify"><strong> Maria La Barbera</strong></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-276668" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/barbera-la-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/barbera-la-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/barbera-la-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>
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