Sono stati confiscati gli oltre duecento reperti archeologici, di origine etrusca e romana, scoperti per una diatriba tra parenti per l’eredità, nell’abitazione di un noto antiquario torinese, morto di recente. Sono vasi e di ceramiche, di epoca tra il VI e il III secolo a.C., del valore di oltre 300 mila euro. Gli oggetti erano custoditi nella credenza del salotto dell’antiquario. Nel 2012 i carabinieri erano intervenuti per placare la lite tra gli eredi. Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma e la Soprintendenza del capoluogo piemontese hanno individuato altri reperti illecitamente detenuti.
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