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	<title>“WALL OF SOUND 10” Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>“WALL OF SOUND 10” Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>I ritratti &#8220;musicali&#8221; di Harari</title>
		<link>https://iltorinese.it/2017/11/11/i-ritratti-musicali-di-harari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2017 11:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vetrina1]]></category>
		<category><![CDATA[“WALL OF SOUND 10”]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FINO AL 24 DICEMBRE ALLO “SPAZIO DON CHISCIOTTE” DI TORINO  “Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è / Sulle panchine in piazza Grande…”: versi e note indimenticabili che ti prendono al cuore ogni volta che ti piovono addosso, dedicate dal grande Lucio Dalla alla “sua” piazza Maggiore, quella che per i bolognesi doc (com’era lui) é appunto piazza Grande, la più bella del mondo, con quell’imponente Basilica di San Petronio dalla facciata “che sembra un campo arato”, ultima grande opera tardo-gotica d’Italia (1390) e sesta Chiesa per dimensioni più grande d’Europa. E Dalla è ancora lì. Per tutti noi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/11/11/i-ritratti-musicali-di-harari/">I ritratti &#8220;musicali&#8221; di Harari</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>FINO AL 24 DICEMBRE ALLO “SPAZIO DON CHISCIOTTE” DI TORINO </strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;">“Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è / Sulle panchine in piazza Grande…”: versi e note indimenticabili che ti prendono al cuore ogni volta che ti piovono addosso, dedicate dal grande Lucio Dalla alla “sua” piazza Maggiore</span></strong></span>, quella che per i bolognesi doc (com’era lui) é appunto piazza Grande, la più bella del mondo, con quell’imponente <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-65984" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/dalla-harar.jpg" alt="" width="787" height="654" />Basilica di San Petronio dalla facciata <em>“che sembra un campo arato”</em>, ultima grande opera tardo-gotica d’Italia (1390) e sesta Chiesa per dimensioni più grande d’Europa. E <strong>Dalla</strong> è ancora lì. Per tutti noi. In mezzo alla piazza, cappottone e coppola d’ordinanza, occhialini al naso e in primo piano il volo frenetico e scomposto di colombi che sembrano volergli rubare la scena e che lui osserva con aria lievemente ironica e stupita. E’ il rapido <em>flash</em>, uno dei tanti, di una vita fermata <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-65985" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/bowie-arar-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />in corsa. Semplicemente una foto. Sicuramente fra le più suggestive di quelle realizzate fra il 1976 e il 2013, da <strong>Guido Harari</strong> &#8211; uno dei fotografi più famosi della storia della musica mondiale &#8211; portate in mostra a Torino, fino al 24 dicembre, nelle sale dello <strong>“Spazio Don Chisciotte”</strong> della <strong>Fondazione Bottari Lattes</strong>, in via della Rocca 37b. Origini egiziane (nasce al Cairo nel ’52), Harari vuole letteralmente stupire e incantare il pubblico torinese, attraverso una mostra che si prefigge d’essere, ad un tempo, “sonora” e di “grande impatto visivo”: ad accompagnare le cinquanta foto esposte è infatti una continua e suggestiva colonna sonora formata dai brani realizzati dagli artisti ritratti (autentiche leggende del rock, del jazz e del pop) colti in rapide istantanee e in espressioni <em>“spesso inattese, su set spesso improvvisati”</em>, immagini colte al volo, rubate in velocità o, in alcuni casi, frutto di complicità e <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-65986" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/Guido-Harari-Paolo-Conte-1996-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" />lunga collaborazione fra fotografo e soggetto.<em> “Il tutto all’insegna </em>– sottolinea lo stesso Harari – <em>della mia inesauribile curiosità di conoscere e fissare in un’immagine la persona che si cela dietro il personaggio”</em>. In <strong><em>“Wall of Sound”</em></strong> (titolo della rassegna che recupera lo stesso titolo della mostra <em>en plein air</em> organizzata a MonforteArte nel 2007 e che vuole rendere omaggio alla particolare tecnica di registrazione musicale sviluppata nei primi anni Sessanta dal produttore discografico americano <strong>Phil Spector</strong>) troviamo così un’affascinante panoramica, lunga oltre quarant’anni, di artisti che vanno –solo per citarne alcuni &#8211; da <strong>Fabrizio De André</strong> (di cui Harari è stato per anni fotografo personale ) a <strong>Lou Reed</strong>, a <strong>Giorgio Gaber</strong>, a <strong>Bob Dylan</strong> fino a <strong>Patti Smith</strong>, a <strong>David Bowie</strong> e a <strong>Bob Marley</strong>, così come a <strong>Vinicio Capossela</strong>, ai <strong>Pink Floyd</strong> e ai <strong>Queen</strong>, a <strong>Frank Zappa</strong>, a un improbabile stregonesco <strong>Paolo Conte</strong> e a un ombroso con sigaretta fra le dita <strong>Nick Cave</strong> o al <strong>Blasco – Vasco Rossi </strong>che con <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-65987" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/cave-harar-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" />ironia sbeffeggia da par suo l’obiettivo. O chi ci sta dietro. O noi. O il mondo intero. <em>“Dietro ogni scatto </em>– scrive delle fotografie di Harari <strong>Carlin Petrini</strong> –<em> c’è una storia, una storia di volti che abbiamo mitizzato e che Guido ha saputo cogliere con spontaneità e leggerezza, garbo ed eleganza, tratti che rappresentano la sua cifra stilistica”</em>. E un lungo lavoro, diventato sublime mestiere attraverso una serie di passaggi importanti (la realizzazione di copertine di dischi e reportages per artisti di fama internazionale, oltreché la pubblicazione di diversi libri e la presenza in importanti eventi espositivi a lui dedicati in Italia e all’estero), fino al suo “radicamento” nel territorio albese, dopo anni trascorsi a Milano, e <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-65988" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/vasco-harar-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" />all’apertura nel 2011 proprio ad Alba della sua <strong>“Wall of Sound Gallery”</strong>, interamente dedicata alla fotografia musicale. E a chi gli chiede qual è il suo scatto del cuore, risponde serafico: <em>“Le mie foto preferite sono quelle legate al guizzo di inaspettata intesa con il soggetto”</em>. Quella scattata ad <strong>Ennio Morricone</strong>, ad esempio, che<em> “insofferente alla macchina fotografica, ebbe l’idea di nascondersi dietro una porta, lasciando visibili soltanto i suoi inconfondibili occhiali come sospesi a mezz’aria”</em> o come quella con <strong>Rita Levi Montalcini</strong>, <em>“trasformata quasi in rockstar grazie al suo giubbottino di camoscio scuro”</em> che la rendeva <em>“così diversa</em> <em>dall’immagine composta e rigorosa che offriva sempre in pubblico”</em>.</span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gianni Milani</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>***</strong></p>
<p><strong>“Wall</strong> <strong>of Sound 10”</strong></p>
<p><strong>Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes, via della Rocca 37b, Torino, tel. 011/19771755-1; </strong><a href="http://www.fondazionebottarilattes.it/"><strong>www.fondazionebottarilattes.it</strong></a></p>
<p><strong>Fino al 24 dicembre</strong></p>
<p><strong>Orari: martedì – sabato, ore 10,30 – 12,30 e 15 &#8211; 19</strong></p>
<p>***</p>
<p>Le foto:</p>
<p>&#8211; Guido Harari: &#8220;Lucio Dalla&#8221;</p>
<div>&#8211; Guido Harari: &#8220;David Bowie&#8221;</div>
<div>&#8211; Guido Harari: &#8220;Paolo Conte&#8221;</div>
<div>&#8211; Guido Harari: &#8220;Nick Cave&#8221;</div>
<div>&#8211; Guido Harari: &#8220;Vasco Rossi&#8221;</div>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/11/11/i-ritratti-musicali-di-harari/">I ritratti &#8220;musicali&#8221; di Harari</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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