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	<title>VELOCI PENNELLATE” A SCIABOLATA” STRISCIANTI E ARGENTEE CHE HANNO PRECEDUTO IL FUTURISMO Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>VELOCI PENNELLATE” A SCIABOLATA” STRISCIANTI E ARGENTEE CHE HANNO PRECEDUTO IL FUTURISMO Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Le icone di bellezza di Boldini alla Venaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Dec 2017 23:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per determinare il valore di un’opera d’arte non occorre che il soggetto sia “bello” in quanto un’opera è bella se c’è arte ossia stile ma, “ nel caso di Giovanni Boldini, la straordinaria avvenenza delle figure femminili tra realtà e artificio assume significato di valore aggiunto. All’insegna dunque del doppio concetto di bellezza è in corso, sino al 28 febbraio 2018 alla Reggia di Venaria, l’ampia antologica del pittore ambientata tra arredi, salotti Majorelle, manufatti Liberty e decò, vetri Gallè, filmati e fotografie delle dive del cinema muto che inseriscono i dipinti in un suggestivo spaccato d’epoca. Iniziando dalle opere</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/12/26/le-icone-di-bellezza-di-boldini-alla-venaria/">Le icone di bellezza di Boldini alla Venaria</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-67561" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/boldini-36.jpg" alt="" width="105" height="206" />Per determinare il valore di un’opera d’arte non occorre che il soggetto sia “bello” in quanto un’opera è bella se c’è arte ossia stile ma, “ nel caso di Giovanni Boldini, la straordinaria avvenenza delle figure femminili tra realtà e artificio assume significato di valore aggiunto</span></strong></span>. All’insegna dunque del doppio concetto di bellezza è in corso, sino al 28 febbraio 2018 alla Reggia di Venaria, l’ampia antologica del pittore ambientata tra arredi, salotti Majorelle, manufatti Liberty e decò, vetri Gallè, filmati e fotografie delle dive del cinema muto che inseriscono i dipinti in un suggestivo spaccato d’epoca. Iniziando dalle opere ancora influenzate dal realismo antiaccademico dei Macchiaioli, frequentati in Firenze al caffè Michelangelo, si prosegue con l’arrivo a Parigi a contatto con l’Impressionismo e col gusto neo settecentesco presso la galleria Goupil; si continua con la rappresentazione dell’ambiente parigino durante la Belle Epoque tra fine ottocento e il 1914 allo scoppio della guerra. Boldini interpreta il periodo di pace, benessere e ottimismo nella città trasformata dal piano urbanistico di Haussmann in “Ville Lumiere”, capitale del progresso tecnologico, della cultura, della nuova <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-60872" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2013/11/boldini.jpg" alt="" width="633" height="400" />società gaudente che affolla i boulevards i teatri, i caffè concerto. Ne viene svelato efficacemente lo spirito attraverso veloci vedute cittadine, un’umanità frenetica, cavalli sbuffanti che paiono sdoppiarsi nel movimento, avvolti in un’atmosfera rarefatta che fu definita a suo tempo “danzante come un giro di valzer”. L’ultima sezione presenta una splendida rassegna di molti ritratti di donne della ricca borghesia e della nobiltà che andavano a gara per essere immortalate dall’artista che le assecondava facendone emergere i desideri più intimi. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ritraendole in preziosi abiti in seta, taffetà, voiles, maliziose ed emancipate con audaci scollature che valorizzavano i <img decoding="async" class="size-medium wp-image-67562 alignright" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/Boldini-Giovanni-Portrait-of-Donna-Franca-Florioboldini1924-159x300.jpg" alt="" width="159" height="300" />candidi decolletes illuminati da lunghe collane di perle, eleganti nella gestualità di braccia nude e mani affusolate, le donne riscattavano i periodi vissuti all’ombra dei mariti. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Desideri pienamente esauditi se, ancora oggi, a distanza di un secolo le facciamo rivivere attraverso i ritratti; dialoghiamo con la stupenda mademoiselle De Nemidoff, l’eccentrica Luisa Casati, la disinvolta Gabrielle De Rasty, la spumeggiante Marthe Regnier e infine con donna Franca Florio nel dipinto datato 1924 che altro non è che la revisione del primo del 1901 ritenuto troppo osè dal marito Ignazio. Molto devono le donne, divenute icone di bellezza, a Boldini che, a sua volta, attraverso loro, ha fatto esplodere il proprio stile personale fatto di veloci pennellate” a sciabolata” striscianti e argentee che hanno preceduto il Futurismo, di prospettive a zig zag a piani intersecanti, smaterializzando le figure nello spazio per renderle evanescenti eppure miracolosamente durature nel tempo.</span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giuliana Romano Bussola</strong></p>
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