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	<title>Presso la chiesa di San Rocco a Condove fino al 3 dicembre Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>Presso la chiesa di San Rocco a Condove fino al 3 dicembre Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Giuliana Cusino canta le sue donne, tra fantasia e leggende</title>
		<link>https://iltorinese.it/2017/11/17/giuliana-cusino-canta-le-sue-donne-tra-fantasia-e-leggende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 15:44:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Presso la chiesa di San Rocco a Condove fino al 3 dicembre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; All’interno di quel piccolo gioiello dell’architettura medievale, posto al centro della val di Susa, che è la chiesa di San Rocco a Condove &#8211; un’antica parrocchiale, inizialmente dedicata a Santa Maria de Prato, costruita probabilmente verso il XII secolo e ricca di una sua storia che parte dalle prime notizie scritte datanti al 1290, “girata” nella propria struttura con l’abbattimento dell’abside originaria e la costruzione di quella che noi oggi vediamo, lasciandoci l’operazione scoprire parte dell’affresco dell’arco trionfale, considerato da alcuni studiosi il più antico della valle &#8211; è visitabile (fino al 3 dicembre, il mercoledì dalle 10 alle</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/11/17/giuliana-cusino-canta-le-sue-donne-tra-fantasia-e-leggende/">Giuliana Cusino canta le sue donne, tra fantasia e leggende</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-66780" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/07-Adelaide-65x70-crst-2017_sm.jpg" alt="" width="591" height="559" /></p>
<p class="wp-caption-dd">
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;"><strong><span style="color: #008000;">All’interno di quel piccolo gioiello dell’architettura medievale, posto al centro della val di Susa, che è la chiesa di San Rocco a Condove &#8211; un’antica parrocchiale, inizialmente dedicata a Santa Maria de Prato, costruita probabilmente verso il XII secolo e ricca di una sua storia che parte dalle prime notizie scritte datanti al 1290,</span></strong> “girata” nella propria struttura con l’abbattimento dell’abside originaria e la costruzione di quella che noi oggi vediamo, lasciandoci l’operazione scoprire parte dell’affresco dell’arco trionfale, considerato da alcuni studiosi il più antico della valle &#8211; è visitabile (fino al 3 dicembre, il mercoledì dalle 10 alle 12, il venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19) in questi giorni la</span></em></span></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-66781" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/04-Fiammetta-60x70-crst-2017-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" /></p>
<p class="wp-caption-dd"><em><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">personale di Giuliana Cusino “Donne vi voglio cantare”, ceramiche raku su tavola. La mostra è organizzata dall’associazione culturale “Arte per voi” ed è curata da Luigi Castagna, Valter Vesco e dalla stessa Cusino. Salta all’occhio come il contenuto ottimamente si addica alle linee e alle atmosfere del contenitore, come quell’antica e piccola chiesa possa ospitare di diritto, con un bel salto di tempo, i visi e le forme femminili che Cusino ha creato, le acconciature, le cuffie, gli abiti, gli </span></span><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif; font-size: 10pt;">strumenti musicali e gli animali, tutto dentro formale eleganza e una pregevole tavolozza di spiccati colori, gli azzurri, i verdi, gli effetti bronzei e dorati, i rossi vivaci. Con la fantasia, certo questa c’è, ma fino a un certo punto, semmai felicemente saccheggiando &#8211; e rivisitando &#8211; dentro sguardi antichi, andando a scovare particolari preziosi, ricordando affreschi, rimmaginando certi visi che la memoria si</span></em></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-66782" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/11/02-Griselda-65x65-crst-2017-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">porta appresso. Sono le tracce delle donne idealizzate, cantate un tempo da qualche bella voce di trovatore, ricompaiono come dame dei vecchi poemi cavallereschi, delle leggenda, di una Storia a tratti offuscata da una narrazione impropria o lacunosa. Cusino ne inventa i nomi, ma ti pare di averle frequentate da sempre, tra novelle, stampe e memorie di pittura. Ammiriamo tra tutte il sentimento che corre tra Isotta e il suo cavallo, Griselda con l’ampio copricapo turrito con quei cavallini bardati di stoffe e colori, Fiammetta che con la sua mandola, tra rossi papaveri e altri fiori, sembra incantare un gruppo di oche, Isadora mascherata e bellissima in quell’intarsio di stoffe e ricami, Violante con la sua importante acconciatura suddivisa in una doppia conchiglia e affettuosa con una piccola volpe, l’incedere elegante di Adelaide. Dieci immagini che si fanno altrettanti personaggi, a tutto tondo.</span></em></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif; font-size: 10pt;"><b><span style="color: #000000;">Elio Rabbione</span></b></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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