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	<title>politica Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>politica Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Veneto e Piemonte, patto di consultazione</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2026 08:53:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/firmauno-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/firmauno-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/firmauno-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Si è tenuto a San Bonifacio di Verona un incontro importante per il futuro delle dinamiche civiche e territoriali tra Veneto e Piemonte. Alessandro Signorato, in rappresentanza dell’Associazione Culturale Politica &#8220;A Difesa del Territorio!&#8221;, e Massimo Iaretti, per il Movimento Progetto Piemonte (M.P.P.), hanno siglato ufficialmente un Patto di Consultazione. &#160; L&#8217;accordo segna l&#8217;inizio di una collaborazione strategica volta a creare un asse tra le due regioni, fondato sulla condivisione di buone pratiche amministrative, tutela delle identità locali e sviluppo di politiche vicine alle reali esigenze dei cittadini. Spiega Massimo Iaretti, presidente di Movimento Progetto Piemonte e consigliere comunale a</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/firmauno-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/firmauno-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/firmauno-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="western"><span style="color: #008000;"><strong><span style="font-size: medium;">Si è tenuto a San Bonifacio di Verona un incontro importante per il futuro delle dinamiche civiche e territoriali tra Veneto e Piemonte. Alessandro Signorato, in rappresentanza dell’Associazione Culturale Politica &#8220;A Difesa del Territorio!&#8221;, e Massimo Iaretti, per il Movimento Progetto Piemonte (M.P.P.), hanno siglato ufficialmente un Patto di Consultazione. </span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;accordo segna l&#8217;inizio di una collaborazione strategica volta a creare un asse tra le due regioni, fondato sulla condivisione di buone pratiche amministrative, tutela delle identità locali e sviluppo di politiche vicine alle reali esigenze dei cittadini. Spiega Massimo Iaretti, presidente di Movimento Progetto Piemonte e consigliere comunale a Strambinello: “Con questo patto di consultazione MPP e Associazione A Difesa Del Territorio iniziano un cammino che, nel rispetto della reciproca identità, va nella direzione di uno scambio di informazioni su tematiche di interesse comune, sull’organizzazione di iniziative nei rispettivi territori ma con una medesima valenza, nella realizzazione di documenti su argomenti che per entrambi risultano prioritari. Questo patto non nasce per caso ma è frutto di una condivisione di obiettivi che presto vedranno concrete realizzazioni, non dimenticando le nostre rispettive identità. Per noi come per A Difesa del Territorio sono prioritari la coerenza, l’etica (parola magari meno consueta ma spre attualissima) e soprattutto la vicinanza con la gente, con l&#8217;auspicio che la nostra intesa si allarghi ad altre realtà che ne condividano i fini e l&#8217;etica&#8221; </span></span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Signorato ha commentato con soddisfazione la firma del patto, delineando le priorità dell&#8217;azione comune: &#8220;L&#8217;unione di intenti con il Movimento Progetto Piemonte rappresenta un passo naturale per chi, come noi, mette il territorio al centro dell&#8217;agenda politica. Il nostro obiettivo è dare risposte concrete a partire dalla tutela dell’ambiente, dicendo un fermo no alle cementificazioni esagerate che feriscono i nostri paesaggi. Vogliamo rimettere al centro i giovani e le loro problematiche: la politica deve tornare a essere un presidio contro piaghe sociali come il bullismo, garantendo una maggior presenza delle istituzioni sul territorio.&#8221; Signorato ha poi concluso: &#8220;Il patto si fonda su pilastri per noi imprescindibili: il percorso verso l&#8217;Autonomia e la salvaguardia delle tradizioni e delle culture locali, che sono l&#8217;anima profonda della nostra gente e che vanno difese con orgoglio.&#8221; </span></span></p>
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		<title>Trump punge ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:31:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/trump-usa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />POLITICA Leggi l&#8217;articolo su L&#8217;identità: Trump punge ancora: &#8220;L&#8217;Italia non c&#8217;era quando avevamo bisogno&#8221;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/trump-usa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><span style="color: #ff0000;"><strong>POLITICA</strong></span></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su L&#8217;identità:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="8ghNl84laa"><p><a href="https://www.lidentita.it/trump-punge-ancora-litalia-non-cera-quando-avevamo-bisogno/">Trump punge ancora: &#8220;L&#8217;Italia non c&#8217;era quando avevamo bisogno&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Trump punge ancora: &#8220;L&#8217;Italia non c&#8217;era quando avevamo bisogno&#8221;&#8221; &#8212; L&#039;Identità" src="https://www.lidentita.it/trump-punge-ancora-litalia-non-cera-quando-avevamo-bisogno/embed/#?secret=i02iJEeItv#?secret=8ghNl84laa" data-secret="8ghNl84laa" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Ruffino: &#8220;Memoria Moro e Festa Europa finestra sul futuro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 22:25:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/03/moro-via-fani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Ci sono coincidenze che hanno la forza straordinaria di proiettare il nostro sguardo sul futuro e nello stesso tempo ci ricordano il dovere della memoria senza la quale saremmo condannati a un eterno presente. Così, il 9 maggio festeggiamo l’Europa, nel 76/mo della dichiarazione di Schumann, e insieme rendiamo omaggio alla memoria di un grande democratico e un grande europeo come Aldo Moro, ucciso 48 anni fa dalla furia cieca di un terrorismo che iniziò da quel giorno il suo declino nella società italiana. Se oggi coltiviamo la memoria di entrambi gli eventi è grazie alla matura consapevolezza che la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/03/moro-via-fani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div class="default-style"></div>
<div class="default-style">Ci sono coincidenze che hanno la forza straordinaria di proiettare il nostro sguardo sul futuro e nello stesso tempo ci ricordano il dovere della memoria senza la quale saremmo condannati a un eterno presente. Così, il 9 maggio festeggiamo l’Europa, nel 76/mo della dichiarazione di Schumann, e insieme rendiamo omaggio alla memoria di un grande democratico e un grande europeo come Aldo Moro, ucciso 48 anni fa dalla furia cieca di un terrorismo che iniziò da quel giorno il suo declino nella società italiana. Se oggi coltiviamo la memoria di entrambi gli eventi è grazie alla matura consapevolezza che la libertà è la democrazia non sono conquiste di una volta per sempre, perché esse hanno bisogno di un plebiscito quotidiano. Il sacrificio di Moro ha restituito agli italiani il senso di una comunità che reagisce coesa contro le minacce mortali, e la dichiarazione di Schumann ha indicato nell’Europa l’orizzonte giusto in cui collocare il futuro della democrazia.</div>
<div></div>
<div>on. Daniela Ruffino (Azione)</div>
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		<title>Asa, accordo Comuni verso ratifica. Bartoli (Lista Cirio): «Grande soddisfazione»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 10:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Sergio-Bartoli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Sergio-Bartoli-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Sergio-Bartoli-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; «E&#8217; la conclusione di una situazione che per anni ha pesato come un macigno: decisivo l’apporto della Regione Piemonte» «Definito l’accordo con ASA, i Comuni ora stanno procedendo alla ratifica nei Consigli Comunali: stando a quanto stabilito tra le parti, la vicenda del Consorzio per la raccolta rifiuti che ha coinvolto 27 Enti Locali, tra Comuni e Unioni Montane, con un debito complessivo di oltre 77,5 milioni di euro, dovrebbe giungere a conclusione entro il mese di giugno, con il pagamento ad ASA della cifra forfettaria stabilita dall’accordo transattivo di 9 milioni – spiega Sergio Bartoli, Consigliere regionale (Lista Civica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Sergio-Bartoli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Sergio-Bartoli-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/05/Sergio-Bartoli-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="font-weight: 400;">
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="color: #008000;"><strong>«E&#8217; la conclusione di una situazione che per anni ha pesato come un macigno: decisivo l’apporto della Regione Piemonte»</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;">«Definito l’accordo con ASA, i Comuni ora stanno procedendo alla ratifica nei Consigli Comunali: stando a quanto stabilito tra le parti, la vicenda del Consorzio per la raccolta rifiuti che ha coinvolto 27 Enti Locali, tra Comuni e Unioni Montane, con un debito complessivo di oltre 77,5 milioni di euro, dovrebbe giungere a conclusione entro il mese di giugno, con il pagamento ad ASA della cifra forfettaria stabilita dall’accordo transattivo di 9 milioni – spiega Sergio Bartoli, Consigliere regionale (Lista Civica Cirio Presidente) -. Nella positiva conclusione della questione è stata decisiva la Regione Piemonte che, nello scorso febbraio, grazie a un Disegno di Legge della Giunta regionale, del quale sono stato relatore in Consiglio, ha stanziato un contributo straordinario di 1 milione di euro al fine di agevolare l’accordo e venire incontro alle richieste di ASA che i Comuni coinvolti, per ragioni di bilancio, avrebbero avuto molte difficoltà a soddisfare».</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">«L’accordo prevede, come noto, 8 milioni di euro a carico dei Comuni e degli Enti Locali consorziati, con importi variabili tra 30mila euro (Traversella) e 1,83 milioni (Rivarolo), oltre al milione della Regione – prosegue Bartoli -; si tratta di una soluzione transattiva che tutela innanzitutto i cittadini dalle gravi ripercussioni di un debito estremamente pesante e con loro tutela i Comuni che, senza questo accordo, avrebbero rischiato un blocco delle funzioni per anni, a seguito dell’indisponibilità di risorse, impegnate nel ripianamento delle perdite».</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">«Ribadisco il ruolo decisivo della Regione e del Consiglio regionale – afferma il Consigliere Sergio Bartoli &#8211; ed esprimo la mia profonda soddisfazione per un accordo che testimonia come la Politica, quando riesce a lavorare insieme, senza anteporre il desiderio di piantare bandiere al raggiungimento delle soluzioni, riesce a ottenere risultati importanti, anche in tempi brevi, se pensiamo che la Regione ha affrontato la questione e varato la Legge in pochi giorni».</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">«Da ex sindaco di uno dei Comuni coinvolti, Ozegna – conclude Bartoli –, non posso che augurarmi che la scadenza prevista, il prossimo 30 giugno, possa mettere davvero la parola fine a una vicenda che ha pesato come un macigno su tanti Enti Locali, piccolissimi, piccoli e anche di dimensioni più rilevanti, per troppi anni, distogliendo risorse e impegno degli Amministratori dal primario obiettivo di offrire servizi e risposte ai cittadini. Dal 1 luglio potremo voltare pagina e aprire un capitolo nuovo per 27 Istituzioni fondamentali per il territorio e per i suoi abitanti».</p>
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		<title>Senza i cattolici non c’è il Centro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 22:58:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/03/copertina-di-merlo-il-centro-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo il Centro, o meglio “la politica di centro” per dirla con i grandi leader e statisti della Dc, nel nostro paese e per molti decenni è coinciso principalmente, se non quasi esclusivamente, con la presenza e l’impegno politico dei cattolici. E quando parlo dei cattolici non mi riferisco, come ovvio e persin scontato, ad un fatto confessionale o peggio ancora di natura clericale. Ma semmai, e al contrario, alla cultura, al pensiero, alla storia e alla tradizione del cattolicesimo democratico, popolare e sociale italiano. Certo, è questa una considerazione che nel nostro paese ha</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/03/copertina-di-merlo-il-centro-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3><strong><span style="color: #008000;">LO SCENARIO POLITICO</span> di Giorgio Merlo</strong></h3>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-186425" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/10/D48E039D-A2D7-46A6-9F26-DE7BA882E0FC-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />il Centro, o meglio “la politica di centro” per dirla con i grandi leader e statisti della Dc, nel nostro paese e per molti decenni è coinciso principalmente, se non quasi esclusivamente, con la presenza e l’impegno politico dei cattolici. E quando parlo dei cattolici non mi riferisco, come ovvio e persin scontato, ad un fatto confessionale o peggio ancora di natura clericale. Ma semmai, e al contrario, alla cultura, al pensiero, alla storia e alla tradizione del cattolicesimo democratico, popolare e sociale italiano. Certo, è questa una considerazione che nel nostro paese ha caratterizzato 50 anni di vita democratica con l’esperienza concreta, politica e di governo, della Democrazia Cristiana. Ma anche dopo il tramonto della Dc quella cultura ha contribuito, seppur in forme e modalità diverse, a giocare un ruolo importante anche se non più decisivo nella costruzione di un centro riformista e di governo e nella definizione di una vera e credibile “politica di centro”. E non è caso, del resto, se il progressivo indebolimento di un centro riformista e di governo è andato di pari passo con l’affievolirsi, e quasi sino alla scomparsa, della presenza attiva, e laica, dei cattolici nella cittadella politica italiana. Ora, è altrettanto vero che il centro nel nostro paese non si esaurisce affatto con la presenza pubblica dei cattolici. È un dato di fatto che per lunghi 50 anni la Dc ha potuto governare questo paese grazie all’appoggio e al ruolo determinante di altre culture politiche di ispirazione centrista e riformista: da quella repubblicana a quella liberale, da quella socialdemocratica ad alcune componenti della galassia socialista. Ma è di tutta evidenza, comunque sia e al di là della storia democratica del nostro paese, che il centro è sostanzialmente coinciso con la cultura e il pensiero del cattolicesimo politico italiano. E la controprova migliore arriva dagli stessi storici detrattori dell’esperienza della Dc quando evidenziano oggi, in modo quasi ossessivo riferendosi alle vicende politiche contemporanee, che il centro si è dissolto dopo la scomparsa della Dc e della sua qualificata classe dirigente e anche dopo il sostanziale fallimento di tutti quegli esperimenti politici di marca cattolica che sono stati messi in campo dopo il blasonato “partito cattolico”. Ecco perchè, e in vista delle elezioni del 2027, si può riparlare seriamente di centro e di “politica di centro” solo se la storica cultura che ha ispirato e caratterizzato quella presenza politica ritorna ad avere un ruolo nelle dinamiche concrete della politica italiana. Certo, molto dipende dalla volontà, dal coraggio e dall’intelligenza degli esponenti della cultura cattolica più sensibili alla dimensione politica ma, al contempo, non ci si può non rendere conto che, senza un centro visibile e protagonista, la radicalizzazione della lotta politica non demorde. Ed è perfettamente inutile auspicare un “pareggio elettorale” in vista del voto del 2027 funzionale alla ricostruzione di una posizione politica “mediana” o di centro. E questo perchè lo scenario elettorale del “pareggio” è solo e soltanto funzionale ad una nuova stagione consociativa dominata dalle opposte derive del trasformismo politico da un lato e dall’opportunismo parlamentare dall’altro. Dunque, il centro e una politica di centro si riscoprono e si rilanciano solo attraverso le armi della politica e della cultura politica. E, sotto questo versante, ancora una volta il pensiero e la tradizione del cattolicesimo politico italiano saranno decisivi e determinanti.</p>
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		<title>Meloni: “Italia superpotenza dell’agroalimentare”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 22:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/chigi-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/chigi-4-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/chigi-4-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />POLITICA Leggi larticolo su L&#8217;identità: Meloni: &#8220;Italia superpotenza dell&#8217;agroalimentare&#8221;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/chigi-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/chigi-4-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/chigi-4-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #ff0000;"><strong>POLITICA</strong></span></h3>
<p>Leggi larticolo su L&#8217;identità:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="pzNQJTGcQt"><p><a href="https://www.lidentita.it/meloni-italia-superpotenza-dellagroalimentare/">Meloni: &#8220;Italia superpotenza dell&#8217;agroalimentare&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Meloni: &#8220;Italia superpotenza dell&#8217;agroalimentare&#8221;&#8221; &#8212; L&#039;Identità" src="https://www.lidentita.it/meloni-italia-superpotenza-dellagroalimentare/embed/#?secret=ZRWGmoPbmg#?secret=pzNQJTGcQt" data-secret="pzNQJTGcQt" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Europa Radicale: niente processo BR senza il coraggio di Adelaide Aglietta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 14:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/Aglietta-convegno-bw-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/Aglietta-convegno-bw-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/Aglietta-convegno-bw-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />50 anni fa  &#8220;In questi giorni, nel cinquantesimo anniversario del primo processo alle BR, autorevoli esponenti della società torinese hanno ricordato gli eventi di mezzo secolo fa. Alcuni hanno semplicemente omesso il ruolo assolutamente centrale dell&#8217;allora segretaria Radicale Adelaide Aglietta, altri l&#8217;hanno citata en passant, come fosse un elemento di contorno in un evento che ha cambiato la storia d&#8217;Italia. Allora voglio ricordarlo e ricordarla. Adelaide dopo molte decine di rifiuti per cause &#8220;mediche&#8221; di sorteggiati a far parte della giuria popolare fu sorteggiata e accettò l&#8217;incarico. Lo fece pubblicamente e politicamente, rifiutando la scorta di Cossiga, di uno Stato</p>
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<p>&#8220;In questi giorni, nel cinquantesimo anniversario del primo processo alle BR, autorevoli esponenti della società torinese hanno ricordato gli eventi di mezzo secolo fa. Alcuni hanno semplicemente omesso il ruolo assolutamente centrale dell&#8217;allora segretaria Radicale Adelaide Aglietta, altri l&#8217;hanno citata en passant, come fosse un elemento di contorno in un evento che ha cambiato la storia d&#8217;Italia.<br />
Allora voglio ricordarlo e ricordarla. Adelaide dopo molte decine di rifiuti per cause &#8220;mediche&#8221; di sorteggiati a far parte della giuria popolare fu sorteggiata e accettò l&#8217;incarico. Lo fece pubblicamente e politicamente, rifiutando la scorta di Cossiga, di uno Stato che con le leggi speciali schiacciava diritti e libertà, fuori dal dettato costituzionale. Adelaide apri&#8217; la strada per la formazione della giuria, come ricordo&#8217; il giudice Barbaro in un memorabile incontro che organizzammo in consiglio regionale. Adelaide rivendicava il pieno diritto alla difesa anche dei brigatisti affrontando le loro minacce di morte con la sua coerenza, con il suo inossidabile amore per il rispetto della legge.<br />
Mentre gli altri segretari di partito, che da parlamentari non sarebbero potuti essere sorteggiati, la invitano ipocritamente ad accettare, lei accettò con a fianco Marco Pannella, Leonardo Sciascia e tutti i Radicali torinesi, che la accolsero al processo con fiori e riconoscimenti.<br />
Che si pensi di rievocare quel processo senza parlare della centralità delle scelte e delle azioni di Aglietta è il sintomo di un Paese che ha perduto la memoria e la memoria deve avere un futuro.<br />
Viva Adelaide Aglietta!&#8221;</p>
<p><strong> Igor Boni</strong>, presidente di Europa Radicale</p>
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		<title>Tav, Ruffino (Az): “Nessuna notizia sulle compensazioni, dal governo silenzio irrispettoso”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 22:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-roma-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-roma-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-roma-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />“Mentre il governo nomina nuovi commissari come una regola e non come un’eccezione e le grandi opere nel nostro Paese e in Piemonte restano ferme, ho portato all’attenzione dell’aula del Parlamento  il disagio dei territori. Ho ricordato come sia stata sollecitata più volte, tramite question time e risposte date per certe dai ministri, la terza tranche delle compensazioni sulla TAV, con il ministro Salvini che aveva annunciato l’arrivo dei fondi, ma oggi non ci sono ancora risposte. Sono stati stanziati 52 milioni di euro per 32 opere di accompagnamento e Salvini aveva dichiarato che si sarebbe andati avanti con il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-roma-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-roma-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/08/montecitorio-roma-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><div>“Mentre il governo nomina nuovi commissari come una regola e non come un’eccezione e le grandi opere nel nostro Paese e in Piemonte restano ferme, ho portato all’attenzione dell’aula del Parlamento  il disagio dei territori. Ho ricordato come sia stata sollecitata più volte, tramite question time e risposte date per certe dai ministri, la terza tranche delle compensazioni sulla TAV, con il ministro Salvini che aveva annunciato l’arrivo dei fondi, ma oggi non ci sono ancora risposte. Sono stati stanziati 52 milioni di euro per 32 opere di accompagnamento e Salvini aveva dichiarato che si sarebbe andati avanti con il ‘passo dell’alpino’: sembra, però, che il suo passo sia decisamente diverso. Sono mancati, inoltre, gli stanziamenti per gli alloggi dei lavoratori, senza i quali non ci potranno essere i lavori. È urgente sbloccare questo silenzio, anche perché sappiamo che nel 2032 dovrebbe transitare il primo treno TAV tra Torino e Lione. Ma si tratta di un silenzio irrispettoso per i territori che sappiamo tutti quanto abbiano subìto per la realizzazione di questa opera. Ho presentato un’interrogazione per ottenere risposte immediate”.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Lo ha dichiarato in aula alla Camera la deputata e segretaria regionale di Azione in Piemonte, intervenuta in aula sul Dl Commissari.</div>
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		<title>Tante conferenze stampa pre elettorali ma poca sostanza per il rilancio di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/giachino-tav-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Caro Direttore, La lunga campagna elettorale impostata dal nostro Sindaco Stefano Lo Russo non ha precedenti nella politica comunale ma non mi pare abbia lo spessore necessario a rilanciare un motore unico nella economia italiana come la economia di Torino.  L&#8217;economia dell&#8217;auto infatti che aveva il suo epicentro a Torino a cascata spingeva una decina di economie regionali. Trentatré anni di amministrazioni di sinistra, di gran lunga le più osannate dalla stampa non sono bastati per dare un nuovo status alla Città di Cavour, di Agnelli, di Gualino, di Bobbio, di Gobetti, di Frassati, di Togliatti, del prof. Giuseppe Grosso,</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/05/07/tante-conferenze-stampa-pre-elettorali-ma-poca-sostanza-per-il-rilancio-di-torino/">Tante conferenze stampa pre elettorali ma poca sostanza per il rilancio di Torino</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/12/giachino-tav-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3 dir="ltr"><span style="color: #008000;"><strong>Caro Direttore,</strong></span></h3>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">La lunga campagna elettorale impostata dal nostro Sindaco Stefano Lo Russo non ha precedenti nella politica comunale ma non mi pare abbia lo spessore necessario a rilanciare un motore unico nella economia italiana come la economia di Torino.  L&#8217;economia dell&#8217;auto infatti che aveva il suo epicentro a Torino a cascata spingeva una decina di economie regionali. Trentatré anni di amministrazioni di sinistra, di gran lunga le più osannate dalla stampa non sono bastati per dare un nuovo status alla Città di Cavour, di Agnelli, di Gualino, di Bobbio, di Gobetti, di Frassati, di Togliatti, del prof. Giuseppe Grosso, di Amedeo Peyron, di Donat-Cattin. Lo ha detto Castellani: la Città è in una fase di transizione. Ha solo dimenticato di dire, ma come è noto la sensibilità umana e sociale della sinistra è pressoché azzerata, che questa lunga fase di transizione è molto pesante per la metà della Città più debole.</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">La campagna del nuovo brand di Torino assegnata a un gruppo milanese ha partorito un topolino. La &#8220;torino:&#8221; non credo attrarrà investitori e investimenti dall&#8217;estero e senza nuovi investimenti privati Torino non ripartirà anche perché la mano pubblica è talmente lenta che la nostra città forse avrà mezza linea di nuova metropolitana nel 2033, quasi trent&#8217;anni dopo la prima linea di metropolitana. Lione che ha 600.000 abitanti da anni ha quattro linee di metro, Milano cinque etc.etc. Il nostro aeroporto è solo tredicesimo in Italia. Il 75% della occupazione giovanile e&#8217; precaria. La TAV dalla parte italiana è pressoché ferma. Immaginare come è stato fatto che il settore dell&#8217;aerospazio possa sostituire ciò che dava il settore auto e&#8217; un errore e ha solo sollevato le preoccupazioni del nostro giovane Cardinale.</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">In trent&#8217;anni di amministrazione i nostri sono riusciti anche a smentire Umberto Eco secondo il quale Torino avrebbe potuto fare a meno dell&#8217;Italia ma l&#8217;Italia non poteva fare a meno di Torino. Grazie a una intuizione di Don Luca Peyron e dopo i pasticci del Governo Conte il Governo Meloni ha assegnato a Torino il Centro per la IA che senza alcuno sforzo di fantasia e&#8217; stato localizzato alle OGR mentre un amministratore illuminato avrebbe potuto assegnarlo in corso Giulio Cesare rilanciando l&#8217;immagine di un Quartiere storico della Città, da trent&#8217;anni abbandonato al degrado, come  Barriera di Milano e ponendolo a 1 ora di auto da Milano, in grado cioè di attrarre intelligenze anche dalla capitale economica del nostro Paese.</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">Genova , dove il Sindaco Bucci ha veramente rilanciato una Città che avrebbe potuto essere piegata dalla caduta del ponte Morandi, con la Nuova Diga diventerà la nuova porta Sud della Europa verso l&#8217;Africa, il Medio Oriente e l&#8217;Oriente e oggi con la firma di cinquemila aziende punta a diventare la Capitale del Calcolo e della IA.</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">Caro Direttore nelle diverse conferenze stampa che ogni giorno presentano un lembo di lavoro che verrà ultimato nei prossimi anni non appare il disegno strategico che rilancerà Torino nei prossimi decenni.</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">L&#8217;unica opera strategica che collocherà Torino, lo vogliano o meno i suoi amministratori, nel mercato europeo e mondiale sarà la TAV se  fatta in tempi decenti. Lo dico perché negli ultimi giorni abbiamo capito che chi l&#8217;ha rallentata negli ultimi anni è stato il PD.  Il confronto tra Paolo Foietta e i dirigenti del PD sui ritardi della TAV ha evidenziato come la lentezza dei lavori da parte italiana dipenda dai dissidi interni al PD.  Non è bastato riempire piazza Castello di SITAV salvando l&#8217;opera più importante per il nostro futuro dai No del governo Conte Toninelli . Prima l&#8217;ha rallentata il governo giallorosso e da tre anni il dissenso interno al PD. Perché la assegnazione dei lavori al consorzio di imprese guidato dal gruppo Itinera Gavio dopo aver costruito una nuova uscita della autostrada è ancora lì fermo e ora i sindaci PD della Bassa Valle si sono messi di traverso sulla linea che da Susa dovrà dirigersi a Orbassano. Per fortuna da parte francese i lavori vanno avanti. In questa situazione il Sistema Torino, terrorizzato che dopo trentatré anni vi sia una democratica alternanza alla guida della Città, dopo la iniziativa di ridar vita alla Alleanza per Torino che non ha prodotto risultati concreti, è debole dal punto di vista del programma con  i vari centrini di Portas e Chiavarino , con il notaio Ganelli dà vita a una Torino globale.</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">Ma Torino sarà Globale solo con i collegamenti infrastrutturali dalla TAV all&#8217;aeroporto ma su questo lato noi SITAV siamo molto ma molto più preparati e credibili. E i disagi  sui collegamenti stradali e ferroviari che si manifestano ogni giorno dimostrano che le scelte regionali e locali degli ultimi anni non hanno funzionato.</div>
</div>
<blockquote>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr"></div>
</div>
</blockquote>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">Mino GIACHINO</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">Responsabile torinese UDC</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Interventi urgenti in materia sanitaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/lascaris-facciata-2-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Con 28 voti favorevoli e 13 contrari il Consiglio regionale ha approvato la legge sugli interventi urgenti in materia sanitaria. Il provvedimento, grazie a una partita di giro, anticipa da altri capitoli del bilancio regionale le risorse necessarie a coprire lo scostamento di 209 milioni di euro dovuto alla maggior spesa sanitaria. L’assessore Federico Riboldi ha ribadito che “il governo regionale ha scelto di investire 209 milioni di euro in più rispetto al fondo sanitario nazionale per garantire i servizi. In questi anni abbiamo fatto delle scelte, abbiamo assunto 4200 sanitari, diminuito le distanze sociali e dato attenzione alle fragilità: se avessimo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/lascaris-facciata-2-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div class="clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden">
<div class="field__items">
<div class="field__item">
<p>Con 28 voti favorevoli e 13 contrari il Consiglio regionale ha approvato la legge sugli interventi urgenti in materia sanitaria. Il provvedimento, grazie a una partita di giro, anticipa da altri capitoli del bilancio regionale le risorse necessarie a coprire lo scostamento di 209 milioni di euro dovuto alla maggior spesa sanitaria.<br />
L’assessore <strong>Federico Riboldi</strong> ha ribadito che “il governo regionale ha scelto di investire 209 milioni di euro in più rispetto al fondo sanitario nazionale per garantire i servizi. In questi anni abbiamo fatto delle scelte, abbiamo assunto 4200 sanitari, diminuito le distanze sociali e dato attenzione alle fragilità: se avessimo adottato provvedimenti drastici come avvenne con la delibera 1/600, che tagliò ospedali e servizi, avremmo aumentato il fronte di chi non può accedere alla sanità pubblica. Lo scostamento verrà coperto nel secondo semestre dell’anno”.<br />
Critiche le opposizioni, per le quali non si tratta di maggiori investimenti, ma di un disavanzo che è stato coperto tagliando risorse su altri servizi ai cittadini.<br />
Per <strong>Gianna Pentenero </strong>(Pd) “malgrado i tentativi di dare una copertura tecnica alla manovra, la verità è che sono stati fatti tagli su diritto allo studio universitario, tutela delle risorse idriche, trasporti e inclusione sociale. Quando affronteremo l’assestamento al bilancio rifaremo i conti e i tagli diventeranno una certezza”.<br />
<strong>Alice Ravinale </strong>(Luv) ha sottolineato che “i cittadini dovranno fare i conti con risorse che mancano perché il governo continua a sottofinanziare il servizio sanitario nazionale. Avete fatto 120 milioni di tagli e pensate che saranno le Asl a ripianarli, ma non è questa la programmazione di cui la sanità piemontese ha bisogno”.<br />
Per <strong>Sarah Disabato</strong> (M5s) “siamo di fronte a una manovra lacrime e sangue, il disavanzo di 209 milioni della sanità è una voragine nei conti, ci sono aziende che hanno addirittura raddoppiato il buco. Avete fatto sforbiciate da professionisti per colmare il profondo rosso della sanità piemontese”.</p>
<p>La maggioranza ha sostenuto compatta il provvedimento. <strong>Silvio Magliano</strong> (Lista Cirio) ha parlato di “manovra che cerca di dare risposte concrete ai bisogni crescenti della popolazione in sanità. Vogliamo una sanità che dall’età pediatrica all’ultima fase di vita consideri i cittadini persone e non solo pazienti e dovremo sostenere sempre di più soluzioni che vanno in questa direzione”.</p>
<p><strong>Annalisa Beccaria</strong> ha sottolineato “il rispetto e la serietà dimostrasti nel garantire un investimento che risponde ai bisogni delle persone. Tra il 2019 e il 2025 sono stati investiti 534 milioni sul personale, un impegno che ha consentito di erogare nell’ultimo anno 2,2 milioni idi prestazioni superando i livelli pre pandemia”.</p>
<p>Per <strong>Roberto Ravello </strong>(Fdi) “continuiamo a sentir parlare di tagli e spese fuori controllo, mentre abbiamo fatto scelte basate sull’analisi dei fabbisogni. L’Istat dice che il Piemonte invecchia, i bisogni sanitari aumentano e noi abbiamo scelto di investire, di non tagliare posti letto e personale, diversamente con quello che avvenne con la delibera 1/600”.</p>
<p>La legge prevede anche la copertura delle spese per il compenso del commissario straordinario per la nuova Città della salute e della scienza di Novara, per rafforzare la presa in carico integrata delle persone fragili e per potenziare gli hospice.</p>
<p>Sono stati approvati due emendamenti: il primo, presentato da <strong>Domenico Rossi </strong>(Pd), introduce l’obbligo di rendicontazione annuale dell’attività del commissario straordinario, che consentirà al Consiglio di monitorare l’avanzamento del progetto della Città della Salute di Novara. L’altro emendamento, a prima firma <strong>Nadia Conticelli </strong>(Pd), prevede che nel potenziamento del sistema hospice, sia assicurata “un&#8217;equa distribuzione territoriale dei posti letto e dei servizi domiciliari, con priorità alle aree attualmente carenti”.<br />
Approvato anche l’ordine del giorno collegato, presentato dalla consigliera Disabato, che chiede la piena attuazione della legge 34 del 2023, &#8220;Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia”, e sviluppo di una piattaforma digitale regionale per la presa in carico, il monitoraggio e il supporto alle persone con fibromialgia.</p>
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<p>Ufficio Stampa CRP</p>
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