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	<title>OPINIONI Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>OPINIONI Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Mille miliardi e il diritto che li rende possibili</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 14:56:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Di Lorenza Morello Elon Musk è diventato l&#8217;uomo più ricco del mondo con mille miliardi di patrimonio, cifra che non si riesce neppure ad immaginare in modo realistico. Ma non è accaduto per caso: c&#8217;è un meccanismo di ingegneria fiscale applicata al Codice Civile (del tutto legale) che lo rende possibile. Ecco come funziona e le domande che ci dobbiamo porre, anche alla luce dell&#8217;articolo 41 della nostra Costituzione Leggi l&#8217;articolo su lineaitaliapiemonte.it: https://www.lineaitaliapiemonte.it/2026/06/18/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/mille-miliardi-e-il-diritto-che-li-rende-possibili-di-lorenza-morello.html</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="title"><strong>Di Lorenza Morello</strong></p>
<div></div>
<p class="subheader">Elon Musk è diventato l&#8217;uomo più ricco del mondo con mille miliardi di patrimonio, cifra che non si riesce neppure ad immaginare in modo realistico. Ma non è accaduto per caso: c&#8217;è un meccanismo di ingegneria fiscale applicata al Codice Civile (del tutto legale) che lo rende possibile. Ecco come funziona e le domande che ci dobbiamo porre, anche alla luce dell&#8217;articolo 41 della nostra Costituzione</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo su lineaitaliapiemonte.it:</p>
<p><span style="color: #3366ff;">https://www.lineaitaliapiemonte.it/2026/06/18/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/mille-miliardi-e-il-diritto-che-li-rende-possibili-di-lorenza-morello.html</span></p>
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		<title>La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/06/28/la-rubrica-della-domenica-di-pier-franco-quaglieni-104/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 02:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[quaglieni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/04/IX.8-De-Chirico-Venezia-Palazzo-Ducale_25cm-300dpi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/04/IX.8-De-Chirico-Venezia-Palazzo-Ducale_25cm-300dpi-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/04/IX.8-De-Chirico-Venezia-Palazzo-Ducale_25cm-300dpi-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />SOMMARIO: Venezia da dimenticare &#8211; Il nuovo direttore de &#8220;La Stampa&#8221; &#8211; Un nuovo successo per Borgiattino &#8211; Lettere  Venezia da dimenticare Ho sempre avuto una vera e propria passione per Venezia, dove ho trascorso lunghi periodi e dove mi muovo come se fossi a Torino o a Roma o a Napoli. Mi piace sotto tutti i punti di vista per la sua storia, la sua arte, la sua gastronomia, i suoi negozi raffinati anche di abbigliamento come era &#8220;Il Duca d&#8217;Aosta&#8221;. Ho avuto la malaugurata idea di andare a Venezia per la Biennale e per qualche giornata di relax</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/28/la-rubrica-della-domenica-di-pier-franco-quaglieni-104/">La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/04/IX.8-De-Chirico-Venezia-Palazzo-Ducale_25cm-300dpi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/04/IX.8-De-Chirico-Venezia-Palazzo-Ducale_25cm-300dpi-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/04/IX.8-De-Chirico-Venezia-Palazzo-Ducale_25cm-300dpi-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3 class="isSelectedEnd"><span style="color: #ff0000;"><strong>SOMMARIO: Venezia da dimenticare &#8211; Il nuovo direttore de &#8220;La Stampa&#8221; &#8211; Un nuovo successo per Borgiattino &#8211; Lettere </strong></span></h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-227513" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg" alt="" width="1020" height="510" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-300x150.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-768x384.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-480x240.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni.jpg 1417w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="color: #ff0000;"><strong>Venezia da dimenticare</strong></span></p>
<p class="isSelectedEnd">Ho sempre avuto una vera e propria passione per Venezia, dove ho trascorso lunghi periodi e dove mi muovo come se fossi a Torino o a Roma o a Napoli.</p>
<p class="isSelectedEnd">Mi piace sotto tutti i punti di vista per la sua storia, la sua arte, la sua gastronomia, i suoi negozi raffinati anche di abbigliamento come era &#8220;Il Duca d&#8217;Aosta&#8221;.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ho avuto la malaugurata idea di andare a Venezia per la Biennale e per qualche giornata di relax nella settimana appena finita. Il caldo opprimente, aggravato dall&#8217;umidità, ha reso a dir poco fastidioso il mio soggiorno. Ma il caldo non è bastato. Si sono aggiunti altri motivi che mi hanno reso la vita veneziana molto meno attrattiva del passato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sono tornato nei miei vecchi ristoranti abituali e non ho più avuto lo stesso trattamento di alta qualità del passato, a partire dal personale, ma anche per la qualità dei piatti non più eccellente come in passato. I miei adorati bigoli in salsa, il risotto di pesce ben mantecato, le sarde in saor con l&#8217;uvetta, il baccalà mantecato, il rombo al forno, la coda di rospo non sono più la stessa cosa, ma espressione di una cucina fatta in serie come quella di quasi tutti i locali attorno a piazza San Marco che lavorano per turisti che non sanno nulla della cucina veneziana. I miei posti abituali, fin da quando andavo a Ca&#8217; Foscari e pranzavo con Alberto Ronchey all'&#8221;Anzolo Rafael&#8221;, hanno subito una mutazione quasi genetica, all&#8217;insegna della mediocrità.<img decoding="async" class="size-full wp-image-203578 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/05/Venezia-Pratt-2.jpg" alt="" width="780" height="330" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/05/Venezia-Pratt-2.jpg 780w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/05/Venezia-Pratt-2-300x127.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/05/Venezia-Pratt-2-768x325.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2023/05/Venezia-Pratt-2-480x203.jpg 480w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p class="isSelectedEnd">Ma anche Venezia è cambiata. Tanti negozi sono gestiti da immigrati che prestano servizio in tante attività in cui hanno sostituito i veneziani. Vedendo il numero altissimo di immigrati sembra quasi di essere a Monfalcone, che ha dimenticato di essere stata la prima cittadina liberata dalla dominazione austriaca nella I guerra mondiale. D&#8217;accordo i due Mori del campanile di piazza San Marco, d&#8217;accordo che Venezia è stata anche la città più orientale dell&#8217;Occidente per i suoi traffici commerciali. Ma la situazione oggi appare tale da spiegare, se non giustificare, che nelle recenti elezioni comunali sono stati candidati cittadini italiani di origine bengalese.</p>
<p class="isSelectedEnd">Si può essere soddisfatti che Venezia abbia dato lavoro a tanti immigrati che servono nei bar, pur non conoscendo la lingua italiana? Va bene occuparli invece di lasciarli bighellonare in Barriera di Milano o vendere droga come fossero caramelle, ma quando si esagera l&#8217;idea stessa della venezianità ne risente in modo evidente. Ho percepito il &#8220;pericolo Monfalcone&#8221;, che potrebbe dare argomenti agli islamofobi e ai razzisti in circolazione. È vero che Venezia è di tutti, ma la percezione che ho avuto è che stia snaturandosi. Forse è il caldo africano che ha guastato il mio soggiorno, che non mi ha consentito di apprezzare come mi accadeva in passato la città che fu dei Dogi. Persino nelle botteghe veneziane in cui si potevano acquistare begli oggetti artistici o di artigianato sono arrivate le cineserie con falsa etichetta locale.</p>
<p>Le cose belle che acquistavo in passato sembrano essere quasi scomparse. Un negozio di scarpe a Rialto, che mi riforniva di comodissime e quasi uniche scarpe di struzzo, si è talmente trasformato da essere irriconoscibile, travolto dalla solita merce che si può trovare dappertutto. Io che ho amato la Venezia del Foscolo e di D&#8217;Annunzio, di Thomas Mann, di Visconti, per non parlare di quella di Fra Paolo Sarpi, che ho a lungo studiato, non posso ritrovarmi in una città che rischia di smarrire la sua identità storica. Hanno messo la tassa per contenere i troppi turisti del &#8220;mordi e fuggi&#8221;, ma forse le autorità veneziane non hanno considerato che Venezia ha un&#8217;anima che rischia di scomparire.</p>
<p>Dimenticavo: il Grand Hotel Danieli che era il simbolo di una certa Venezia elegante, è chiuso ed è in fase di ristrutturazione e di restauro. Forse l’unica bella notizia perché le stanze erano decrepite anche nei servizi, mentre le parti comuni restavano mitiche e indimenticabili perché grondanti di storia e di buon gusto. Molti alberghi veneziani  restano vecchi e carissimi senza interventi che potrebbero giustificarne i prezzi trumpiani.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Il nuovo direttore de &#8220;La Stampa&#8221;</span></strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Dal primo luglio Antonio Di Rosa sarà il nuovo direttore de &#8220;La Stampa&#8221;, passata ad una nuova proprietà che dovrebbe porre fine alla gestione Elkann, che ha mandato in fumo non solo la Fiat. A commettere un gravissimo errore, che fece perdere migliaia di lettori, fu la nomina del direttore Giannini, che ridusse il giornale di via Lugaro ad un quotidiano della sinistra estremista. Poi il successore, che era vicario di Giannini, ha corretto un po&#8217; il tiro, ma ha mantenuto il giornale nell&#8217;alveo della più faziosa e preconcetta opposizione, simile ad un Tg3 di carta. Anche i collaboratori e soprattutto le collaboratrici hanno dato prova della loro incapacità ad analizzare un problema con un po&#8217; di distacco e spirito critico. Alcune sembrano delle vere e proprie Erinni. È diventato un giornale che un lettore non settario non poteva più leggere senza continui rigetti e sussulti.<img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-296020" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/lastampa-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/lastampa-300x200.jpeg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/lastampa-768x513.jpeg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/lastampa-720x480.jpeg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/lastampa-480x321.jpeg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/03/lastampa.jpeg 870w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="isSelectedEnd">Elkann è stato il gran regista della fine di una grande testata fondata da Frassati e rifondata nel dopoguerra da Burzio. L&#8217;avv. Agnelli impedì gli estremismi, anche se alcune volte scelse direttori come Carlo Rossella, che venne sostituito da Marcello Sorgi, ottimo direttore.</p>
<p>Sono molto curioso di vedere cosa farà il nuovo direttore, che è uomo di sicura esperienza ed equilibrio. Sarà anche interessante vedere le nuove scelte editoriali. &#8220;La Stampa&#8221; della Fiat e della sinistra militante è morta. Incontrai una sola volta   M a l a g u t i   e lo sentii altezzoso e del tutto inadatto a succedere a grandi direttori come Ronchey, Levi, Fattori. Adesso il giornale che per vent&#8217;anni fu diretto da Giulio De Benedetti, forse potrà rinascere, anche se il giornale cartaceo appare in gravissima crisi. Non hanno saputo neppure trattenere la pubblicità e neppure le necrologie. Dovrebbe uscire con la stessa testata che adottò dopo la Liberazione: Nuova Stampa. Sarebbe un modo per ricominciare, prendendo le distanze da un recente passato, rivelatosi nefasto.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">Un nuovo successo di Borgiattino</span></strong></div>
<div>Luciano Borgiattino che continua in maniera ottimale la storica esperienza di famiglia  che, nata nel 1927, costituisce il  meglio in assoluto nel campo dei formaggi  italiani ed esteri di alta qualità, ha ricevuto  la massima onorificenza dei Rotary, la Paul Harris Fellow. Borgiattino è  socio del  prestigioso club  Torino Next di cui è presidente Elisa Lombardo e vice presidente Jean Claude Passerin d’Entreves.</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-307312" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-26-12-03-16-1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-26-12-03-16-1-225x300.jpg 225w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-26-12-03-16-1-480x640.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/PHOTO-2026-06-26-12-03-16-1.jpg 678w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<div>Ancora prima  di festeggiare il centenario dell’ azienda, Borgiattino ha ricevuto un riconoscimento  molto importante importante che riconosce l’alto livello professionale e civile che ha raggiunto con un lavoro serio e continuativo a Torino. Il Rotary di cui è socio Borgiattino, nasce dalla fusione di due storici club rotariani torinesi di cui fui in passato ospite: il Superga e il Torino 150. Il Next, nato nel 2024 ,guarda al futuro prossimo, senza dimenticare il passato.</div>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<h3><span style="color: #ff0000;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-101446" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/penna-1.jpg 466w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />LETTERE <span style="color: #999999;">scrivere a quaglieni@gmail.com</span></strong></span></h3>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="25"><span style="color: #008000;"><em><strong data-start="0" data-end="25">Il black out a Torino</strong></em></span></p>
<p data-start="27" data-end="518"><em>I black out che si sono verificati a Torino danno l’idea di una disattenzione ai problemi dell’energia che ha addirittura suscitato la protesta del sindaco, il quale avrebbe dovuto farsi carico di seguire gli investimenti sulla rete elettrica di Torino. Si è spenta anche l’anagrafe centrale. Il centro è stato fortemente penalizzato. Solo adesso Iren si è svegliata per accelerare nuovi investimenti. Torino, insieme a Napoli, è la città più colpita. Il caldo record non giustifica nulla. <strong>Diana Rivella</strong></em></p>
<p data-start="27" data-end="518"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-159982" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/energia-luce-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/energia-luce-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/energia-luce-1024x683.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/energia-luce-768x512.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/energia-luce-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/energia-luce-480x320.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/energia-luce.jpg 1431w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="535" data-end="1478" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Condivido nella sostanza i suoi giudizi, anche se il sindaco che protesta appare un po’ paradossale. Iren, sempre celebrata come un modello straordinario di efficienza, ha dimostrato i suoi limiti. Anche gli ospedali, pieni di anziani ricoverati, rischiano il black out. Un segno preoccupante. Nelle case i disagi sono stati molto vistosi perché gli antifurti sono stati neutralizzati e i frigoriferi non hanno potuto conservare l’integrità dei cibi, soprattutto nei congelatori. Le interruzioni di energia hanno provocato gravi danni agli alberghi e al turismo, con molti clienti in fuga. Giustamente Federalberghi si è riservata una class action, anche se Confesercenti ha invitato “ad abbassare i toni”, giungendo al ridicolo. Un condominio di Santa Rita ha denunciato che gli anziani sono a rischio. Speriamo che il caldo ci lasci un po’ di tregua, ma è indispensabile che Iren si attivi, dando a Torino l’attenzione che la città pretende.</p>
<p data-start="535" data-end="1478" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p data-start="535" data-end="1478" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="color: #008000;"><em><strong>Il Cardinale e i giovani</strong></em></span></p>
<div>
<p><em><em>Il Cardinale di Torino Repole ha affermato un suo “Largo ai giovani “ perché il futuro di Torino è legato alla gioventù oggi non abbastanza valorizzata . A me il discorso mi è sembrato vagamente demagogico. Cosa ne pensa?     <strong>Franco Vitelli</strong></em></em></p>
<figure id="attachment_266344" aria-describedby="caption-attachment-266344" style="width: 768px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-266344" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/cardinale-Repole.jpg" alt="" width="768" height="512" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/cardinale-Repole.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/cardinale-Repole-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/cardinale-Repole-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/cardinale-Repole-480x320.jpg 480w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption id="caption-attachment-266344" class="wp-caption-text">Foto La Voce e il Tempo</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div></div>
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<div>Il discorso del cardinale va letto interamente, senza limitarsi ad una frase che ha attirato l’attenzione dei giornali. Certo andrebbe ribadito che i giovani non hanno solo diritti, ma anche doveri. Se è giusto che aspirino a trovare un posto adeguato nella società, appare altrettanto giusto invitare i giovani alla responsabilità. La generazione Z mi sembra manchi di  alcuni valori irrinunciabili sia sotto il profilo civile che sotto il profilo etico. Se il Cardinale si è espresso in un certo modo, avrà sicuramente le sue ragioni. Il “Largo ai giovani&#8221; di Mussolini credo sia  stato uno slogan che oggi definiremmo populista. Un invito ad un cambio generazionale per valorizzare energie più fresche. Il “Largo ai giovani&#8221; mussoliniano  finì ‘ male perché tanti  giovani caddero in guerra.</div>
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<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2026/06/28/la-rubrica-della-domenica-di-pier-franco-quaglieni-104/">La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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		<title>Le madri costituenti di 80 anni fa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 02:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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		<category><![CDATA[quaglieni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-09.02.07-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-09.02.07-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-09.02.07-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni La Città metropolitana intitola  oggi la Sala più alta del grattacielo alle Madri costituenti. E&#8217; una gran bella notizia quella che giunge da Carla Gatti dirigente della Comunicazione della Città metropolitana di Torino, sempre così attenta agli eventi più importanti fin da quando la Città metropolitana era la Provincia di Torino ,così carica di storia e di amministratori esemplari fin a partire dal Risorgimento. Il 25 giugno, data che nel 1946 segnò l’inizio dei lavori della Costituente , la Città metropolitana intitola la sua sala del quindicesimo piano di corso Inghilterra 7  alle Madri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-09.02.07-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-09.02.07-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-19-at-09.02.07-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #008000;">IL COMMENTO <span style="color: #333333;">di Pier Franco Quaglieni</span></span></h3>
<div></div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-179005" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/06/quaglieni-official-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/06/quaglieni-official-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/06/quaglieni-official-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/06/quaglieni-official-1022x1024.jpg 1022w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/06/quaglieni-official-768x770.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/06/quaglieni-official-480x481.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2022/06/quaglieni-official.jpg 1024w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La Città metropolitana intitola  oggi la Sala più alta del grattacielo alle Madri costituenti. E&#8217; una gran bella notizia quella che giunge da Carla Gatti dirigente della Comunicazione della Città metropolitana di Torino, sempre così attenta agli eventi più importanti fin da quando la Città metropolitana era la Provincia di Torino ,così carica di storia e di amministratori esemplari fin a partire dal Risorgimento. Il 25 giugno, data che nel 1946 segnò l’inizio dei lavori della Costituente , la Città metropolitana intitola la sua sala del quindicesimo piano di corso Inghilterra 7  alle Madri Costituenti, le  ventuno elette  su 556 componenti che contribuirono a scrivere il testo della Costituzione repubblicana. Se consideriamo che il 2 giugno 1946 si votò con il suffragio elettorale maschile e femminile e le donne elettrici furono parecchi milioni ,le elette furono invece  un numero decisamente limitato. In Piemonte nei due collegi in cui era divisa la regione, non ci furono elette e ciò costituì motivo di polemiche del tutto motivate anche se per molto tempo riassorbite dalla disciplina di partito. Anche nei due partiti di massa che ebbero maggiori consensi, le donne non ebbero i suffragi che sarebbero stati una logica conseguenza  all’ affermazione di un diritto così importante per dare completezza alla partecipazione democratica e alla reale  parità tra uomini e donne. Ma ci furono elette piemontesi fuori dal Piemonte come le comuniste Rita  Montagnana, Teresa Noce, Angiola Minella. Tra le più importanti costituenti ci furono Nilde Jotti e Angelina Merlin. Alla manifestazione di intitolazione hanno parlato  solo donne importanti che sono ai vertici della Città metropolitana. Un segnale forte che dimostra come le cose siano cambiate e che le  battaglie delle Madri costituenti hanno creato tante figlie e nipoti capaci di incidere politicamente, come affermato nella Costituzione che non fu solo opera dei grandi leaders di 80 anni fa che ebbero la preveggenza di scrivere un testo capace di guardare al futuro del Paese più che a polemizzare con il suo passato, come rivelano  l’articolo 7 e tanti altri articoli. Questo è il pregio maggiore della Costituzione , come disse Piero Calamandrei che contribuì a scrivere molti testi , pur non essendo totalmente soddisfatto del lavoro compiuto, lui sommo giurista. Per ragioni di par condicio, direbbe uno degli eletti di 80 anni fa ,Oscar Luigi Scalfaro , va anche ricordato il presidente dell’assemblea  costituente Giuseppe Saragat che tenne un magistrale discorso sul quale gli studenti della Maturità hanno avuto l’opportunità di scrivere, senza che il pensiero del presidente di allora attirasse in modo significativo  l’attenzione dei giovani d’oggi purtroppo  assai poco ferrati nella storia in generale e nella storia civile in particolare. D’ora in poi l’intitolazione della Città metropolitana costringerà a riflettere sull’impegno di quelle 21 donne che sono alle origini della democrazia repubblicana e che hanno dovuto lottare per lasciare un segno significativo nella storia italiana. L’elettorato attivo e passivo del 1946 stentarono a coincidere e forse neppure oggi sono pienamente realizzati.</div>
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		<title>“Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 17:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/6104c8ea-b33e-4027-bc28-828609ecd1d4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/6104c8ea-b33e-4027-bc28-828609ecd1d4-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/6104c8ea-b33e-4027-bc28-828609ecd1d4-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />IL LIBRO DI GIORGIO MERLO Giovedì 25 giugno, ore 17, sala Koch, Palazzo Madama, presentazione libro di Giorgio Merlo: “Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini”. Partecipano: Fausto Bertinotti, Dario Franceschini, Daniela Fumarola, Agostino Giovagnoli. Modera: Luciano Ghelfi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/6104c8ea-b33e-4027-bc28-828609ecd1d4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/6104c8ea-b33e-4027-bc28-828609ecd1d4-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/6104c8ea-b33e-4027-bc28-828609ecd1d4-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><strong>IL LIBRO DI GIORGIO MERLO</strong></span></p>
<p>Giovedì 25 giugno, ore 17, sala Koch, Palazzo Madama, presentazione libro di Giorgio Merlo: “Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini”.<br />
Partecipano: Fausto Bertinotti, Dario Franceschini, Daniela Fumarola, Agostino Giovagnoli.<br />
Modera: Luciano Ghelfi.</p>
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		<title>Messaggi forti del Cardinale per San Giovanni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3243-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Da anni  le “prediche” di S. GIovanni, sono diventate sempre più sferzanti , prima con l’Arcivescovo NOSIGLIA che denunciava la esistenza di due Torino, quella che sta bene che non si accorge della metà che sta male, ora col Cardinal REPOLE che l’anno scorso denunciava la fuga dei capitali torinesi dalla Città per essere investiti all’estero alle fortissime denunce di oggi di uno dei più giovani Cardinali. Un Cardinale che chiama per nome i suoi interlocutori. Ciao Mino mi ha detto mentre entrava benedicendo con l’acqua santa. Ha aperto la S. Messa di oggi spiegando come la distribuzione del pane</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3243-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Da anni  le “prediche” di S. GIovanni, sono diventate sempre più sferzanti , prima con l’Arcivescovo NOSIGLIA che denunciava la esistenza di due Torino, quella che sta bene che non si accorge della metà che sta male, ora col Cardinal REPOLE che l’anno scorso denunciava la fuga dei capitali torinesi dalla Città per essere investiti all’estero alle fortissime denunce di oggi di uno dei più giovani Cardinali. Un Cardinale che chiama per nome i suoi interlocutori. Ciao Mino mi ha detto mentre entrava benedicendo con l’acqua santa. Ha aperto la S. Messa di oggi spiegando come la distribuzione del pane serva a creare la Comunità, che cerca di stare vicini alle persone più in difficoltà e fragili. Non bastano le leggi c’è bisogno anche della Carità per creare una Comunità vera, in cui i più fragili non si sentano emarginati.<br />
Ma il piatto forte è nella omelia, dedicata ai giovani  che vanno sempre più integrati nella catena di comando della società odierna e che vanno compresi di più. Sconfessato ogni gesto di violenza,  il Cardinale ha chiesto di essere più attenti ai giovani dei Movimenti per la pace. Lo sconcerto è stato forte perché tutti abbiamo negli occhi come le manifestazioni pro Pal terminassero tutte con l’assalto a stazioni ferroviarie o a La Stampa e così le manifestazioni organizzate da Askatasuna, molto partecipate, ma sfociate tutte  con scontri violenti con la polizia. Senza dimenticare che le lotte dei NOTAV cui i ragazzi di Askatasuna, dai quali personalmente abbiamo ricevuto minacce pesanti,  ha offerto grande collaborazione oltre a non rispettare le deliberazioni del Parlamento, hanno rallentato economia e lavoro.<br />
Assente il Sindaco forse per evitare contestazioni da parte dei torinesi colpiti dai tantissimi blackout di questi giorni, la Vice sindaca non ha dato risposte che passeranno alla Storia. Quest’anno i veri fuochi di artificio la politica torinese li ha trovati nei messaggi del suo Cardinale. Noi come UDC li ascolteremo con attenzione e li discuteremo con passione e senza soggezione per il bene comune e per il rilancio di una Città che in questi anni ha messo la sordina purtroppo a messaggi che meritavamo molto ma molta più attenzione.</p>
<p><strong>Mino GIACHINO</strong><br />
UDC Torino</p>
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		<title>Elon Musk e la moltiplicazione dei pani e dei pesci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:56:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#160; Di Gianluigi De Marchi * &#160; Un mio amico abbastanza facoltoso possiede un bel patrimonio molto differenziato. Beato lui, ha una lunga serie di BTP, un bel pacchetto di azioni italiane, alcuni ETF che investono in tutti i paesi del mondo e, dulcis in fundo, 9 appartamenti nel centro di Torino. Non so per quale motivo la settimana scorsa ha deciso che non poteva restare con “solo” nove appartamenti, ma che doveva arrivare a 10 che è un numero bello rotondo, e dà immediatamente il senso di una ricchezza consistente… Ha dato un’occhiata agli annunci immobiliari, poi ha deciso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-150x150.png 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/elon-musk-480x480.png 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><i>Di Gianluigi De Marchi *</i></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #00b050;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Un mio amico abbastanza facoltoso possiede un bel patrimonio molto differenziato.</b></span></span></span></p>
<p><span style="color: #00b050;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Beato lui, ha una lunga serie di BTP, un bel pacchetto di azioni italiane, alcuni ETF che investono in tutti i paesi del mondo e, dulcis in fundo, 9 appartamenti nel centro di Torino.</b></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non so per quale motivo la settimana scorsa ha deciso che non poteva restare con “solo” nove appartamenti, ma che doveva arrivare a 10 che è un numero bello rotondo, e dà immediatamente il senso di una ricchezza consistente…</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ha dato un’occhiata agli annunci immobiliari, poi ha deciso che era meglio attivarsi con un mediatore, esponendogli le proprie esigenze.</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vorrei un bell’appartamento in zona Crocetta, vicino ad un’area verde, comodo per i mezzi pubblici, se possibile con vista sulle Alpi, per investire; quindi preferirei che l’alloggio fosse già locato, per evitare la fatica di cercarmi un affittuario”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Al mediatore non è parso vero: proprio da poche settimane aveva ricevuto l’incarico di vendere un appartamento prestigioso proprio alla Crocetta, ultimo piano con terrazza ampia, vista stupenda sulla Sacra di San Michele, lo Chaberton ed il Monte Rosa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo ha immediatamente portato in visita: immobile molto elegante, ristrutturato da pochissimi mesi, rifiniture di lusso.</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E quanto costa?” ha chiesto il mio amico.</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Due milioni di euro” ha detto il mediatore.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non certo poco, ma alla portata del mio amico, che ha chiesto: “E l’affitto a quanto ammonta?” Le spese condominiali sono alte?”</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E così ha scoperto che l’affitto annuo era di 18.000 euro, con spese condominiali di 21.000 euro…</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Naturalmente ha lasciato cadere ogni altra domanda, e per il momento ha rinunciato ad “arrotondare” le sue proprietà immobiliari.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sembra strano, ma questa storia è, con altre cifre ma con le stesse proporzioni, realmente avvenuta sul mercato borsistico di New York pochi giorni fa: centinaia di migliaia di investitori hanno fatto la fila per sottoscrivere l’ultima nata in casa di Elon Musk, la società Space X, che ha per obiettivo quello di portare viaggiatori sulla Luna, su Marte ed anche oltre, come ha detto trionfante il finanziere americano.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Leggete bene le cifre: chi ha sottoscritto le azioni ha pagato la società duemilamiliardi di dollari (2.000.000.000.000 per capirci) per acquisire un’azienda che produce 18 miliardi di fatturato ed affronta costi per 21 miliardi di dollari!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le stesse cifre (con qualche zero in più…) raccontate nella storia del mio amico; con una differenza.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Basta fare una semplice moltiplicazione per capire l’assurdità della situazione: chi investe lo fa per trarne un reddito o per accrescere il valore del capitale. Nel primo caso l’utile dovrebbe essere pari ad almeno 100 miliardi di dollari (un modesto 5% annuo…), nel secondo il prezzo dell’azione dovrebbe crescere dai 135 dollari in sede di offerta pubblica ad almeno 270 in un triennio. </span></span></p>
<p><span style="color: #00b050;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Una “moltiplicazione dei pani e dei pesci” che solo il dio Elon è capace di promettere senza vergognarsi!</b></span></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Giornalista e scrittore</b></i></span></span></li>
<li><span style="color: #0563c1;"><u><a href="mailto:demarketing2008@libero.it"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">demarketing2008@libero.it</span></span></a></u></span></li>
</ul>
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		<item>
		<title>TAV Torino &#8211; Lione, un problema (anche) finanziario</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/06/24/306881/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 22:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/cantiere-san-Didero-870-1-tav-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/cantiere-san-Didero-870-1-tav-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/cantiere-san-Didero-870-1-tav-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />L&#8217;OPINIONE Le recenti dichiarazioni emerse nel dibattito europeo sulla Torino-Lione confermano ciò che i territori segnalano da tempo: l’ennesimo problema dell’opera non è più soltanto tecnico o procedurale, ma finanziario. È la stessa stampa francese, dopo la conferenza intergovernativa Italia-Francia dello scorso 17 giugno, a restituire un quadro diverso da quello raccontato negli ultimi anni. Dopo l’ulteriore incontro al Grattacielo Piemonte, l’Unione Montana Valle Susa ribadisce la necessità di riportare il confronto nelle sedi tecniche e di rimettere al centro il trasporto pubblico locale. Sul sistema TAV e sulle opere connesse continuano infatti a pesare nodi irrisolti (la sostenibilità economica, la reale utilità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/cantiere-san-Didero-870-1-tav-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/cantiere-san-Didero-870-1-tav-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/cantiere-san-Didero-870-1-tav-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><strong>L&#8217;OPINIONE</strong></h3>
<p data-font-size=""><strong><em><span style="color: #008000;">Le recenti dichiarazioni emerse nel dibattito europeo sulla Torino-Lione confermano ciò che i territori segnalano da tempo: l’ennesimo problema dell’opera non è più soltanto tecnico o procedurale, ma finanziario. È la stessa stampa francese, dopo la conferenza intergovernativa Italia-Francia dello scorso 17 giugno, a restituire un quadro diverso da quello raccontato negli ultimi anni</span>.</em></strong></p>
<p data-font-size="">Dopo l’ulteriore incontro al <strong>Grattacielo Piemonte</strong>, l’<strong>Unione Montana Valle Susa</strong> ribadisce la necessità di riportare il confronto nelle sedi tecniche e di rimettere al centro il <strong>trasporto pubblico locale</strong>. Sul sistema TAV e sulle opere connesse continuano infatti a pesare nodi irrisolti (la sostenibilità economica, la reale utilità degli interventi, la definizione delle priorità infrastrutturali) al punto che il progetto, allo stato attuale, risulta tecnicamente inadeguato e deve essere ritirato.</p>
<p data-font-size="">Non si tratta di una posizione ideologica, ma di una valutazione concreta. Mentre in <strong>Francia</strong> il dibattito pubblico torna a interrogarsi sulla necessità di individuare “finanziamenti alternativi” e sul fatto che “non si possa attendere tutto dal denaro pubblico”, in Piemonte si continua a procedere su progetti dagli impatti rilevanti senza chiarire né le coperture né le ricadute effettive sulla mobilità quotidiana delle cittadine e dei cittadini. Se le risorse pubbliche non sono infinite, devono essere indirizzate prima di tutto verso interventi che rispondano a bisogni reali, misurabili e attuali: il potenziamento del trasporto pubblico locale, il completamento della linea 1 della metropolitana di Torino e la realizzazione della linea 2.</p>
<p data-font-size="">Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso: mentre si chiedono sacrifici ai territori, aumentano le <strong>incertezze sulla disponibilità delle risorse</strong> necessarie a completare l’intero sistema infrastrutturale tra Italia e Francia, che non dispongono (e non disporranno) della copertura del finanziamento europeo. Particolarmente significativo è il richiamo del coordinatore europeo del corridoio TEN-T Mediterraneo <strong>Mathieu Grosch</strong>, che ammette i problemi di finanziamento della tratta internazionale e sollecita nuove forme di copertura, fino al <strong>ricorso al debito</strong> e al <strong>coinvolgimento diretto dei risparmiatori</strong>. Il finanziamento attualmente assegnato a TELT terminerà il <strong>30 giugno 2026</strong>: <strong>dal 1° luglio i costi saranno interamente a carico dei contribuenti</strong> italiani e francesi.</p>
<p data-font-size="">Il piano complessivo appare sempre più problematico. Alla <strong>crescita dei costi</strong> e alle <strong>incertezze sul finanziamento della tratta internazionale</strong> (14,7 miliardi di euro, fonte CIPESS aprile 2026) si aggiunge il <strong>rinvio già programmato della tratta nazionale francese</strong>, che <strong>Parigi ha collocato almeno al 2045</strong>. Senza il finanziamento delle tratte nazionali, su entrambi i versanti, il collegamento transfrontaliero non potrà esprimere le prestazioni e i volumi di traffico che ne hanno giustificato la realizzazione.</p>
<p data-font-size=""><strong>A questo quadro di incertezza finanziaria si sommano le forti criticità emerse nel tavolo tecnico dedicato alla tratta nazionale Avigliana-Orbassano, convocato dalla Regione Piemonte nell’ambito dell’istruttoria in corso e che in data odierna si è concentrato sul tema delle cantierizzazioni.</strong></p>
<p data-font-size="">Nel corso dell’incontro sono state citate le <strong>28 osservazioni</strong> relative alla <strong>cantierizzazione delle opere</strong>, di cui <strong>20 presentate dall’Unione Montana Valle Susa</strong>, su aspetti centrali quali la <strong>viabilità di cantiere</strong>, il <strong>consumo di suolo agricolo</strong>, gli <strong>espropri</strong>, gli <strong>impatti ambientali</strong>, la <strong>gestione delle aree di stoccaggio</strong> e la s<strong>ovrapposizione con altre infrastrutture </strong>previste sul territorio. La commissione tecnica dell’Unione ha evidenziato come il livello di dettaglio attualmente disponibile non consenta una valutazione completa degli impatti: <strong>mancano informazioni puntuali sui flussi dei mezzi di cantiere</strong>, sui q<strong>uantitativi di materiale movimentato</strong>, sulle <strong>attività notturne</strong>, sui <strong>consumi idrici</strong>, sulle <strong>emissioni</strong> e sul <strong>cronoprogramma delle lavorazioni</strong>.</p>
<p data-font-size="">Particolare attenzione è stata posta sulla situazione di <strong>Avigliana</strong>, individuata dagli stessi progettisti come il <strong>territorio maggiormente interessato dalla presenza di aree tecniche, aree di stoccaggio e cantieri ferroviari collocati in prossimità del tessuto urbano</strong>, con possibili interferenze con la sottostazione elettrica, la stazione di Buttigliera Alta, la fermata di Orbassano e gli a<strong>ccessi ai principali presidi ospedalieri dell’area</strong>. Sul consumo di suolo agricolo, la <strong>Direzione Agricoltura della Regione Piemonte</strong> ha sottolineato come il ritorno dei terreni alle condizioni originarie dopo cantieri di tali dimensioni sia estremamente complesso e spesso non pienamente realizzabile. L’<strong>Unione Montana chiede pertanto di rivalutare le soluzioni progettuali precedenti</strong>, basate su una <strong>maggiore estensione delle gallerie naturali</strong>, ritenute potenzialmente in grado di <strong>ridurre consumo di suolo</strong>, <strong>espropri</strong>, <strong>aree di cantiere</strong> e <strong>impatti complessivi sul territorio</strong>.</p>
<p data-font-size=""><em>«Se oggi mancano le certezze economiche per la tratta internazionale e per le linee nazionali che dovrebbero alimentarla, diventa ancora più incomprensibile insistere su opere come la Avigliana-Orbassano </em>&#8211; ha dichiarato il presidente dell’<strong>Unione Montana Valle Susa Pacifico Banchieri</strong> &#8211; <em>Prima si chiarisca come e quando verrà finanziato l’intero sistema ferroviario Torino-Lione, solo dopo si potrà discutere seriamente delle opere che dipendono da quel sistema. In questo quadro è impensabile il finanziamento della Avigliana-Orbassano e, come abbiamo più volte ribadito, per noi la priorità resta la realizzazione della metropolitana a Torino».</em></p>
<p data-font-size="">Di fronte a questo scenario è legittimo chiedersi quale sia la reale sostenibilità economica dell’intero progetto. Prima di chiedere ulteriori sacrifici ai territori, consumare nuovo suolo e impegnare altre risorse pubbliche, la <strong>Regione Piemonte</strong>, il <strong>Governo</strong> e i <strong>soggetti attuatori</strong> hanno il dovere di <strong>fare chiarezza sul quadro finanziario complessivo</strong>, indicando con precisione quali risorse siano realmente disponibili e quali impegni restino ancora scoperti. La sostenibilità di un’infrastruttura, del resto, non si misura soltanto con le opere realizzate, ma con la capacità di garantirne la copertura economica fino al completamento dell’intero progetto: e su questo punto, oggi, le risposte appaiono ancora insufficienti.</p>
<p data-font-size=""><strong>Unione Montana Valle Susa</strong></p>
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		<title>La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 03:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[quaglieni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />SOMMARIO: Saragat &#8211; Il patentino &#8211; Adolfo Battaglia &#8211; Lettere &#160; Saragat Il fatto che agli esami di maturità 2026 sia stato proposto agli studenti il testo del discorso di inaugurazione dei lavori dell’Assemblea costituente da parte del suo presidente Giuseppe Saragat è un modo storico &#8211; non meramente celebrativo &#8211; per ricordare gli 80 anni della Repubblica. Saragat rappresentava il vertice di un’assemblea a cui era affidata la stesura della Carta costituzionale italiana. E Saragat fin da allora era una figura diversa da quella dei diversi leaders che animarono il dibattito del referendum istituzionale durante il quale si distinse</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3 class="isSelectedEnd"><span style="color: #ff0000;">SOMMARIO: Saragat &#8211; Il patentino &#8211; Adolfo Battaglia &#8211; Lettere</span></h3>
<h3 class="isSelectedEnd"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-227513" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg" alt="" width="1020" height="510" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-1024x512.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-300x150.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-768x384.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni-480x240.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2024/02/rubrica-DEFINITIVO-professor-quaglieni.jpg 1417w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 class="isSelectedEnd"><span style="color: #ff0000;"><strong>Saragat</strong></span></h3>
<p class="isSelectedEnd">Il fatto che agli esami di maturità 2026 sia stato proposto agli studenti il testo del discorso di inaugurazione dei lavori dell’Assemblea costituente da parte del suo presidente Giuseppe Saragat è un modo storico &#8211; non meramente celebrativo &#8211; per ricordare gli 80 anni della Repubblica. Saragat rappresentava il vertice di un’assemblea a cui era affidata la stesura della Carta costituzionale italiana. E Saragat fin da allora era una figura diversa da quella dei diversi leaders che animarono il dibattito del referendum istituzionale durante il quale si distinse per lo stile e la sobrietà. Offrire ai giovani la possibilità di leggere un testo di spessore storico è cosa molto positiva. Saragat venne demonizzato dal 1947 per la scissione socialista di Palazzo Barberini che consentì la nascita in Italia di un partito socialista democratico che riprendeva le idee di Matteotti.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-115431" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/repubblica-italia-tricolore-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/repubblica-italia-tricolore-300x214.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/repubblica-italia-tricolore-768x548.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/repubblica-italia-tricolore.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/repubblica-italia-tricolore-480x342.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/01/repubblica-italia-tricolore-701x500.jpg 701w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="isSelectedEnd">Poi quel partito si impantanò nel clientelismo, ma la figura di Saragat, che fu eletto presidente della Repubblica nel 1964, è sempre stata quella di uno degli statisti più importanti della storia italiana. Che si offra ai giovani di scoprire un uomo come lui è un’ottima opportunità offerta a chi sicuramente non sa nulla su di lui perché la damnatio memoriae dei comunisti ha cancellato il suo nome. Solo il sindaco Piero Fassino consentì che il suo nome entrasse nella toponomastica torinese. Saragat fu molte volte eletto deputato e consigliere comunale a Torino, città a cui fu sempre molto legato perché vi nacque, ci visse e studiò.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nella storia torinese del ’900 Saragat ha rappresentato uno degli esponenti politici più importanti che hanno qualcosa da dire anche oggi che le ideologie novecentesche sono tramontate. L’idea di una democrazia fondata soprattutto sui rapporti tra uomo e uomo, prima ancora che sui rapporti politici, appare di un’assoluta modernità. Verrà compresa dai giovani e dai meno giovani? Verrà compresa dagli studenti, ma anche da tanti professori che continuano ad indottrinare piuttosto che ad istruire ed educare &#8211; anche sotto il profilo civico &#8211; i loro studenti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 class="isSelectedEnd"><span style="color: #ff0000;">Il patentino</span></h3>
<p class="isSelectedEnd">L’idea del patentino per accedere ai saloni del libro, condannata dalla presidente del Consiglio Meloni, rivela il livello infimo della polemica politica a cui siamo giunti. E rivela anche il grado di faziosità a cui si è arrivati. Senza entrare nel merito della polemica a cui non intendo partecipare, mi pare di poter dire che qualunque richiesta di dichiarare obbligatoriamente la propria fede politica per poter accedere ad un salone del libro sia di per sé non condivisibile. L’articolo 21 della Costituzione non lo consente. Ma soprattutto non dovrebbe consentirlo un altro fatto: accedere o non accedere ad un salone per un editore è semplicemente lavoro e non si può reintrodurre un’odiosa tessera del pane che è inconciliabile con il concetto stesso di democrazia. Il lavoro non può essere negato a nessuno in base alle sue idee politiche, per quanto aberranti. Pensando a Saragat che patì l’esilio e il carcere, credo di poter dire che mai avrebbe approvato un’idea così balzana.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-106538" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/book-36-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/book-36-300x178.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/book-36-768x455.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/book-36-480x285.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/book-36-844x500.jpg 844w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/09/book-36.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="isSelectedEnd">Mi fa tornare alla mente certi studenti del liceo “Segre” di Torino che volevano, in anni fortunatamente lontani, impedire il diritto alla frequenza scolastica a dei loro colleghi considerati “neofascisti”. Il diritto al lavoro e il diritto allo studio deve avere la preminenza su ogni altra valutazione politica, confidando nella pacifica convivenza delle idee. La vera tolleranza, d’altra parte, la si dimostra verso le idee opposte alle proprie, ma solo a quelle diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff0000;">Adolfo Battaglia</span></h3>
<div>E’ mancato ultra novantenne l’ex ministro Adolfo Battaglia che fu giornalista, deputato  e vice segretario del Pri ed anche  ministro dell’ Industria. Il suo nome era ormai dimenticato da tempo . Dopo Tangentopoli aderì al Partito Democratico della sinistra dove fu condannato alla irrilevanza. Era uno degli ultimi collaboratori viventi del “Mondo“ di Pannunzio su cui poté collaborare perché introdotto da Ugo La Malfa. Era ormai un sopravvissuto. Ebbi modo di frequentarlo, ma non mi parve mai l’enfant prodige della scuderia dell’Edera.</div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-306618" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/Adolfo_Battaglia.jpg" alt="" width="221" height="276" /></div>
<div>Ritenne di andare oltre la terza forza del PRI (ormai nelle mani insicure del figlio di Ugo, Giorgio La Malfa) per partecipare ad un grande disegno della sinistra a cui non fu estraneo il PRI lamalfiano che si rivelò interessato al compromesso storico. Battaglia dimostrò la differenza sostanziale tra repubblicani e liberali che ,salvo Zanone, fecero scelte differenti, anche se politicamente anch’esse di scarsa  incidenza politica. Con la morte di Battaglia finisce anche la storia del Partito Repubblicano che di fatto  non riuscì a sopravvivere a Tangentopoli.</div>
<h3 class="isSelectedEnd"><strong><span style="color: #ff0000;">LETTERE</span> scrivere a <a href="mailto:quaglieni@gmail.com">quaglieni@gmail.com</a></strong></h3>
<p class="isSelectedEnd"><span style="color: #008000;"><strong><em>Mussolini collare dell’Annunziata</em></strong></span></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Vorrei ricordare che Vittorio Emanuele III, che nel libro del bisnipote Emanuele Filiberto viene considerato una vittima di Mussolini, lo nominò Cavaliere della Santissima Annunziata nel 1924, neppure due anni dopo la chiamata al governo. Il 1924 è l’anno dell’omicidio Matteotti e delle elezioni con brogli e violenze. Il Re premiò il futuro duce con la massima onorificenza sabauda che consentiva di considerarsi cugini del re. Tra il re e il duce correva buon sangue, anzi ottimo. <strong>Carlo Ottino</strong></em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102170" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/200px-Benito_Mussolini_primo_piano.jpg" alt="" width="200" height="270" /></p>
<p>È questione della data del mese. Il Collare venne conferito nel marzo 1924, le elezioni si tennero nell’aprile e il rapimento di Matteotti nel giugno. Vittorio Emanuele voleva “premiare” Mussolini per aver risolto la questione di Fiume italiana. E gli diede il Collare che appartenne a Cavour. Aveva dato nel 1904 il Collare a Giolitti per la nascita del principe ereditario Umberto. Forse il futuro “Bolscevico dell’Annunziata” &#8211; come venne definito da Luigi Albertini, direttore del “Corriere della Sera” &#8211; avrebbe meritato quello di Cavour. Ma i problemi riguardanti i rapporti del re Vittorio con il duce sono molto più complessi e complicati di quanto scrive il lettore Ottino.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p data-start="0" data-end="21"><span style="color: #008000;"><strong><em>La fine del Classico?</em></strong></span></p>
<p data-start="0" data-end="21"><em>La Maturità classica 2026 esclude tra le discipline d’esame scritte ed orali il Greco. Un primo passo per eliminare il liceo Classico?  <strong>Giusy Niccoli</strong></em></p>
<p data-start="0" data-end="21"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-159160" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/ragazzi_giovani-scuola-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/ragazzi_giovani-scuola-300x200.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/ragazzi_giovani-scuola-768x512.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/ragazzi_giovani-scuola-720x480.jpg 720w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/ragazzi_giovani-scuola-480x320.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/10/ragazzi_giovani-scuola.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="174" data-end="1561" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Condivido i suoi dubbi. Il liceo classico di oggi non ha più nulla di quello che ho frequentato io o di quello dove ho insegnato in passato. È andato sempre di più smarrendo la sua identità storica gentiliana. Forse era inevitabile perché nulla è immutabile nella storia. Ma certo l’impronta della classicità si sta perdendo. Io ho battagliato per anni in difesa del Classico, suscitando più critiche che consensi. È prevalsa la logica secondo la quale il Greco e anche il Latino non servono a nulla. È un pregiudizio sbagliato, ma è diventata un’opinione prevalente. Il valore formativo degli studi classici è unico. Ma perché il discorso regga occorre che le due lingue classiche siano studiate seriamente. Quasi dappertutto non accade più. La scuola è stata sempre di più facilitata. Specie quella più difficile ed elitaria. Mi aspettavo un’inversione di tendenza da governi di centro-destra, ma la speranza è andata delusa. Oggi ripristinare la serietà di certi studi diventa quasi impossibile. Io sinceramente non ci spero più. I tempi di Concetto Marchesi che criticava i suoi compagni del partito comunista perché volevano abolire il Latino, sono finiti. Oppure magari, quando meno ce lo aspetteremo, ci sarà un nuovo Umanesimo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Non è così utopistico come magari a prima vista può sembrare. Dopo il Medio Evo ci può esserci una Rinascita.</p>
<p data-start="174" data-end="1561" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<div><span style="color: #008000;"><em><strong>La campagna di UniTo</strong></em></span></div>
<div><em>Mi sembra proprio sbagliata la pubblicità promozionale dell’ Università di Torino che cita i due ex allievi Primo Levi e Rita Levi Montalcini. Tutti e due ebrei, ebbero vita difficile. Nel campo letterario non ho visto altri, ad esempio Mario Soldati nato 120 anni fa.  <strong>Teresa Mo</strong></em></div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-139787" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/12/sigillo-università.jpg" alt="" width="194" height="194" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/12/sigillo-università.jpg 194w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/12/sigillo-università-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></div>
<div></div>
<div>Non condivido la critica perché ambedue furono allievi illustri dell’Ateneo di Torino che giustamente ne trasse e ne  trae vanto. Un ricordo per Soldati forse non guasterebbe, ma gli negarono  anni fa la laurea honoris causa in scienze della comunicazione, lui che dominò tutti i mezzi comunicativi dalla carta, al cinema, alla Tv. Forse ci sarà modo di riparare alla dimenticanza.</div>
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		<title>La nostra bassissima crescita nel confronto mondiale e delle economie avanzate</title>
		<link>https://iltorinese.it/2026/06/20/la-nostra-bassissima-crescita-nel-confronto-mondiale-e-delle-economie-avanzate/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:26:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/lavoro-auto-industria-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Ieri improvvisamente, dopo i numeri pesanti forniti da Banca d’Italia, il Presidente di Confindustria ha detto che il Paese deve aumentare la crescita della sua economia di 2 punti l’anno, la tesi che sostengo nel mio libro PERCRESCEREDIPIU’ presentato oltre un anno fa alla Camera insieme al dott. Gianni Letta. Contemporaneamente anche il segretario  regionale della CISL ha detto più volte che bisogna crescere di più. Chi ha avuto la pazienza di leggere ciò che scrivo dal febbraio 2008 quando per primo dissi che il Piemonte stava crescendo meno della media nazionale Sa che da vent’anni mi batto per il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/lavoro-auto-industria-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-265965" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/giachi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/giachi-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/giachi-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Ieri improvvisamente, dopo i numeri pesanti forniti da Banca d’Italia, il Presidente di Confindustria ha detto che il Paese deve aumentare la crescita della sua economia di 2 punti l’anno, la tesi che sostengo nel mio libro PERCRESCEREDIPIU’ presentato oltre un anno fa alla Camera insieme al dott. Gianni Letta. Contemporaneamente anche il segretario  regionale della CISL ha detto più volte che bisogna crescere di più. Chi ha avuto la pazienza di leggere ciò che scrivo dal febbraio 2008 quando per primo dissi che il Piemonte stava crescendo meno della media nazionale Sa che da vent’anni mi batto per il rilancio della crescita economica piemontese. Non mi sono battuto solo con le parole ma concretamente ho guidato la battaglia per trasferire la Autorità dei trasporti  e i suoi 200 dipendenti a Torino. Così come molti si ricordano la battaglia per la TAV e per la grande Manifestazione  SITAV di piazza Castello. Quanto sia voluta la TAV dai torinesi lo si vede confrontando quella grande Piazza Castello con la piazza del Primo Maggio. A chi non guarda troppo le statistiche e fa male perché le statistiche sono la analisi del sangue della nostra economia ricordo che nel 2003 il PIL procapite in Piemonte era 120 sulla media europea di 100. Oggi il PIL procapite del Piemonte è sceso sotto il 100. Quei 20 punti calo li paga tutti la fascia più debole della popolazione piemontese. Per chi percepisce mille  euro al mese se gli tagli 200 euro lo costringi a andare alla Caritas o in Parrocchia ogni mese a cercare aiuto. Certo il 55% della economia regionale è rappresentato dalla economia di Torino e provincia. La novità è che al congresso della UIL il Sindaco Lo Russo ha ammesso per la prima volta il declino solo che poi pensa a una lista Alleanza per Torino come quella del 1993 che col suo primo Piano decennale fece proprio le scelte che hanno portato al declino. Dare per scontato il calo dell’industria e puntare tutto su turismo cultura e loisir come fece Castellani fu un grave errore strategico perché l’industria ha un valore aggiunto nettamente superiore al turismo. Per ritornare a crescere di più occorre fare ciò che non si è fatto fin qui , piano di interventi per la logistica perche’ la logistica rende più competitivo e attrattivo il territorio. Accelerare la TAV perché l’aumento dei traffici che arriverà al porto di Genova con la Nuova Diga andrà attraverso il Terzo Valico verso la Svizzera e l’Europa centrale. Introdurre più IA nel settore industriale per aumentarne la competitività. Il patto bipartisan per la crescita proposto dalla Cisl difficilmente si farà come si è compreso dal confronto tra Marrone Riboldi e la Pentenero occorre che la maggioranza regionale guidata da un Cirio in formissima migliori il suo programma. Noi UDC , gli unici ad aver seguito dall’inizio alla fine la 2 giorni della CISL , siamo disponibili a presentare proposte concrete di rilancio per Torino e per il Piemonte.</p>
<p><strong>Mino GIACHINO</strong></p>
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		<title>Festa Cisl Piemonte tra crisi e ottimismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:34:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3161-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3161-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3161-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Ho seguito, come si faceva una volta, per oltre 4 ore senza mai muovermi dalla sedia tutti i 23 interventi alla Festa regionale della CISL che si tiene due giorni dopo la analisi di Banca d’Italia che ha certificato come la nostra regione sia all’ultimo posto tra le Regioni del nord. L’area della festa CISL a 300 m da quelli che erano gli uffici dell’Avvocato in corso Marconi. Mi ha stupito un po l’ottimismo  di Cristina Maccari della segreteria regionale che parla di situazioni di grave crisi ma anche di grandi opportunità. Un colpo al cerchio e un colpo alla</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3161-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3161-150x150.jpeg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3161-480x480.jpeg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Ho seguito, come si faceva una volta, per oltre 4 ore senza mai muovermi dalla sedia tutti i 23 interventi alla Festa regionale della CISL che si tiene due giorni dopo la analisi di Banca d’Italia che ha certificato come la nostra regione sia all’ultimo posto tra le Regioni del nord. L’area della festa CISL a 300 m da quelli che erano gli uffici dell’Avvocato in corso Marconi.<br />
Mi ha stupito un po l’ottimismo  di Cristina Maccari della segreteria regionale che parla di situazioni di grave crisi ma anche di grandi opportunità. Un colpo al cerchio e un colpo alla botte . Così da 26 anni il Piemonte non va bene  E’ il refrain in voga da tempo  usato dal Sistema Torino per non assumersi le responsabilità e così dopo 25 anni siamo tra le Città col lavoro più povero etc.etc.<br />
Nel 1970 quand’ero delegato Enel l’atteggiamento era più critico , ma allora il Piemonte era la seconda economia italiana,  c’erano  pochissimi NEET e meno lavoro povero , e ricordo la vertenza del sindacato contro la Regione guidata da Calleri. Ottimismo un po ‘ esagerato nell’ultima tavola rotonda , nessuna critica ai ritardi nella costruzione della TAV e nella logistica . Ritardi che costano al mondo del lavoro. Molto interessante l’intervento di Leonardis gran capo  del nuovo gruppo che ha acquisito la Stampa. Così come Interessante l’intervista sulla importanza della IA a cui di Carmine Festa del Corriere. Spumeggiante il dibattito sul lavoro giovanile guidato dal Direttore di Torino Cronaca.<br />
Oggi si parla del futuro della Sanità e del Piemonte. Vediamo cosa ne esce?</p>
<p><strong>Mino GIACHINO</strong><br />
UDC Torino</p>
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