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	<title>Musica Archivi - Il Torinese</title>
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	<title>Musica Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Tra Colleretto e Torre del Lago l’indissolubile legame tra Puccini e Giacosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 03:29:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Villa_Giacosa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />E’ “Manon Lescaut” a segnare la nascita della collaborazione che legò il drammaturgo piemontese Giuseppe Giacosa e il compositore toscano Giacomo Puccini. L’opera fu caratterizzata da una complessa gestazione e il libretto passò nelle mani di diversi scrittori fino ad arrivare in quelle di Giacosa e di Illica, anche se si preferì, in un primo momento, lasciare nell’anonimato gli autori. La prima rappresentazione dell’opera si tenne il 1° febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, un altro segno del destino forse che legava, indissolubilmente, le vite di Puccini e Giacosa. A Luigi Illica spettava, prevalentemente, il compito di abbozzare la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Villa_Giacosa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3><span style="color: #008000;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-126650" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Targa_Puccini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Targa_Puccini-300x225.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Targa_Puccini-768x576.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Targa_Puccini-1024x768.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Targa_Puccini-480x360.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Targa_Puccini-667x500.jpg 667w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Targa_Puccini.jpg 1272w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E’ “Manon Lescaut” a segnare la nascita della collaborazione che legò il drammaturgo piemontese Giuseppe Giacosa e il compositore toscano Giacomo Puccini. L’opera fu caratterizzata da una complessa gestazione e il libretto passò nelle mani di diversi scrittori fino ad arrivare in quelle di Giacosa e di Illica, anche se si preferì, in un primo momento, lasciare nell’anonimato gli autori.</span></h3>
<p><strong>La prima rappresentazione dell’opera si tenne il 1° febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, un altro segno del destino forse che legava, indissolubilmente, le vite di Puccini e Giacosa.</strong></p>
<p>A Luigi Illica spettava, prevalentemente, il compito di abbozzare la sceneggiatura, ma era Giuseppe Giacosa a dover tradurre in versi un testo letterario e, difficoltà maggiore, a dover mediare con il musicista toscano, famoso per le proprie intemperanze e per la propria imprevedibilità nel modificare i piani delle opere, fatto che causava tensioni e litigi continui con Giacosa stesso.<br />
All’autore canavesano, sempre in collaborazione con Illica, si devono anche i libretti delle successive tre opere di Giacomo Puccini, le più famose create dal maestro e, sicuramente, le più rappresentate: “Bohème”, “Tosca”, “Madama Butterfly”. L’intensità e la delicatezza dei versi di Giacosa si adattano perfettamente alle note dell’autore toscano capace di alternare drammaticità, dolore, potenza e dolcezza e raggiungono il massimo lirismo soprattutto nelle descrizioni delle figure femminili: Mimì, Tosca, Cho Cho-san. Giacosa fu particolarmente coinvolto dalla stesura di <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-126653" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Villa_Puccini-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Villa_Puccini-225x300.jpg 225w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Villa_Puccini-480x640.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Villa_Puccini-375x500.jpg 375w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Villa_Puccini.jpg 716w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />“Bohéme”, l’opera più vicina al suo mondo. La sua spiccata sensibilità venne profondamente toccata dalla storia di un amore che nasce e muore in una soffitta di Montmartre, una vicenda comune e per nulla originale alla quale l’arte riuscì, tuttavia, a regalare fama e immortalità.  Le atmosfere parigine evocate in “Bohème”, la lotta per affermare il proprio talento contro tutto e tutti, il sacrificio per amore e quel mondo dove, come avrebbe scritto parecchi anni più tardi Charles Aznavour nell’omonima canzone: “Nous recitions des vers groupes autour du poele en oubliant l’hiver”, trovarono nella musica di Puccini la perfetta consacrazione lirica. Nonostante questo, più volte il librettista si lamentò con Giulio Ricordi per le difficoltà che incontrava nel proprio lavoro, tanto che giunse a scrivere: “Vi confesso che di questo continuo rifare, ritoccare, aggiungere, correggere, tagliare, riappiccicare, gonfiare a destra, per smagrire a sinistra, sono stanco morto&#8230; Vi giuro che a far libretti non mi colgono mai più…”. E, invece, soltanto pochi mesi dopo la fine di “Bohéme”, il drammaturgo cedeva e accettava di realizzare il libretto di “Tosca”.<br />
Sicuramente meno congeniale a Giacosa fu l’affresco storico evocato dall’opera che trovò difficile da trasporre in versi tanto da farlo dichiarare sempre a Ricordi che quello di Tosca non fosse un “buon argomento per melodramma”.</p>
<p>Anche Giacomo Puccini sembrava poco coinvolto dal racconto tanto da proporre a Illica di abbandonare l’impresa. Nonostante tutto, comunque, “Tosca” andò in scena al Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900 e, considerata la grandezza e l’immensità dell’opera, possiamo aggiungere fortunatamente. Sicuramente “Tosca” rappresenta un grande dramma di passioni politiche e di grandi ideali e la protagonista è una donna estremamente moderna, tanto forte e decisa da oscurare persino la figura maschile di Cavaradossi; ecco, forse, perché fu tanto difficile trasformarla in versi e in <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-126652" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Tomba_Giacosa-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Tomba_Giacosa-225x300.jpg 225w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Tomba_Giacosa-480x640.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Tomba_Giacosa-375x500.jpg 375w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/06/Tomba_Giacosa.jpg 716w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />musica: era un personaggio che viveva di vita propria. Dopo “Bohéme” e “Tosca”, nel 1901 Giacosa affrontò un’altra fatica, cimentandosi con il libretto della “Madama Butterfly” e, come era inevitabile, ripresero i confronti con Puccini, tanto che Giacosa, esasperato arrivò a scrivere al maestro: “Avevo messo a questo libretto più amore che agli altri, ci avevo lavorato più di voglia e ne ero più contento…” e a precisare “… Avrai ragione tu, e sarà per te il meglio e te lo auguro di tutto cuore; ma data una così assoluta divergenza di vedute, io devo astenermi dall’intervenire più [pur rimanendo integri, ci s’intende, i miei diritti d’autore sull’opera]. Già, quando pure mi ci mettessi, il lavoro mi verrebbe stentato, scucito e scolorito. E a tutela della mia integrità artistica e anche per non usurpare un merito che non mi appartiene, dovrò far sapere, al pubblico, a che si ridusse la mia collaborazione, con riserva di pubblicare le scene mie, tutte mie, già da te, dall’Illica, dal signor Giulio entusiasticamente approvate”. Puccini era consapevole di non poter rinunciare al talento di Giacosa e, poco tempo dopo, invitò il suo librettista a raggiungerlo a Torre del Lago, il suo “buen ritiro”, dove poteva dedicarsi alla composizione e alla caccia, l’altra grande passione.</p>
<p>“Madama Butterfly” debuttò alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904 e fu un fiasco colossale tanto da convincere Puccini a effettuare alcune modifiche e a riproporla, questa volta con successo, al pubblico di Brescia, il 28 maggio 1904. La storia della fanciulla giapponese suicida per amore sarà l’ultima collaborazione tra Giacomo Puccini e Giuseppe Giacosa. La salute del drammaturgo piemontese era sempre più fragile e le crisi di asma si intensificarono. Giacosa morì il 2 settembre 1906 nella sua villa di Colleretto, nella casa dove era nato e nella quale aveva voluto tornare in una delle brevi tregue che la malattia gli aveva concesso. Venne sepolto nel minuscolo cimitero di campagna del paese, in un angolo isolato. Sulla lapide sono state incise soltanto tre parole “Giuseppe Giacosa. Poeta” seguite dalla data di nascita e da quella di morte. Puccini, più giovane di lui di undici anni, morì nel 1925 a seguito di un intervento che aveva lo scopo di porre rimedio a un cancro alla gola. Inizialmente sepolto a Milano nella cappella della famiglia Toscanini il compositore venne traslato due anni dopo, per volontà della moglie Elvira, a Torre del Lago, nella cappella della sua villa. Lasciava incompiuto il suo canto del cigno, la “Turandot”, una favola crudele di dolore e di amore, di egoismo e di sacrificio che si scioglie e si trasfigura nell’urlo di Calaf alle stelle.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Barbara Castellaro</strong></p>
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		<title>Aperti online i Casting dello Zecchino d’Oro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 22:48:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/2006_Piemonte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/2006_Piemonte-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/2006_Piemonte-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Gli aspiranti piccoli cantanti del Piemonte potranno caricare i propri video su una piattaforma web dedicata fino al 10 maggio Zecchino d’Oro è già alla ricerca dei piccoli cantanti che daranno voce alle canzoni della 64° edizione, in programma il prossimo dicembre, e anche i piccoli aspiranti solisti del Piemonte sono chiamati a partecipare. In tutto sono 38 i bambini della regione che, dal 1959 a oggi, hanno preso parte alla storica trasmissione e gli ultimi rappresentanti del Piemonte ad aver interpretato una canzone vincitrice sono stati, nel 2006, Davide e Matilde Angelelli, di Castelletto sul Ticino (NO), con il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/2006_Piemonte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/2006_Piemonte-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/2006_Piemonte-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #008000;">Gli aspiranti piccoli cantanti del Piemonte potranno caricare i propri video su una piattaforma web dedicata fino al 10 maggio</span></h3>
<p><strong>Zecchino d’Oro è già alla ricerca dei piccoli cantanti che daranno voce alle canzoni della 64° edizione, in programma il prossimo dicembre, e anche i piccoli aspiranti solisti del Piemonte sono chiamati a partecipare.</strong></p>
<p>In tutto sono 38 i bambini della regione che, dal 1959 a oggi, hanno preso parte alla storica trasmissione e gli ultimi rappresentanti del Piemonte ad aver interpretato una canzone vincitrice sono stati, nel 2006, Davide e Matilde Angelelli, di Castelletto sul Ticino (NO), con il brano Wolfango Amedeo.</p>
<p>Dopo l’esperimento riuscito del 2020, messo in campo a causa dell’emergenza Covid-19, il casting di Zecchino d’Oro torna quest’anno online per dare a tutti i bimbi d’Italia la possibilità di partecipare senza rischi: gli aspiranti solisti possono caricare, fino al 10 maggio, i propri video su una piattaforma web dedicata.</p>
<p>Partecipare allo Zecchino d’Oro è un’esperienza indimenticabile da vivere insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano e alla sua direttrice Sabrina Simoni, che non si esaurisce con la trasmissione televisiva e la registrazione della compilation, ma comprende tante altre avventure insieme a tutto il mondo di Antoniano e Zecchino d’Oro.<br />
La procedura di selezione, totalmente gratuita, è rivolta a tutte le bambine e i bambini tra i 3 e i 10 anni. L’obiettivo non è quello di trovare vocalità straordinarie o piccoli talenti, ma gli interpreti per i brani in gara al prossimo Zecchino d’Oro.</p>
<p>Fino al 10 maggio, accedendo al sito zecchinodoro.org è possibile inviare un video della durata di un minuto in cui i piccoli interpreti eseguono una canzone da scegliere tra un gruppo di canzoni del repertorio dello Zecchino d’Oro. La playlist è disponibile sempre sul sito zecchinodoro.org. In aggiunta al video-provino sarà necessario presentare anche un breve video di presentazione.<br />
I video raccolti saranno esaminati dallo staff dell’Antoniano in modo da riascoltare, in una seconda fase, le bambine e i bambini selezionati.</p>
<p>In attesa di scoprire chi saranno i piccoli solisti che daranno voce alle nuove canzoni della 64° edizione, l’Antoniano resta accanto alle famiglie con le sue iniziative musicali e culturali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ulteriori informazioni:<br />
www.zecchinodoro.org<br />
www.antoniano.it</p>
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		<title>Alla ricerca di Orfeo. Storia di un mito</title>
		<link>https://iltorinese.it/2021/04/16/alla-ricerca-di-orfeo-storia-di-un-mito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 22:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/astree-evento--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/astree-evento--150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/astree-evento--480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Sabato 17 aprile ore 21:00  youtube – canale SCENE Musica eseguita dal vivo L’ASTREE   Laura Torelli &#8211; voce recitante   Francesco D’Orazio – violino Paola Nervi – violino Elena Saccomandi – viola Daniele Bovo&#8211; violoncello Marta Graziolino – arpa Riccardo Balbinutti &#8211; percussioni Giorgio Tabacco&#8211; clavicembalo   Letture tratte da: Poliziano, Striggio, Ovidio, Marino, Rilke, Pavese, Duffy   Musiche di:  Monteverdi, Corelli, Vivaldi, Couperin, Gluck, Berio, Bach   Riprese e postproduzione Edoardo Pivi Service Tecnico Archensiel Studio di Paolo Penna Location Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea &#160; In collaborazione con Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea &#160; «Un Mito è come un piccolo specchio – racconta l’ Astrée &#8211; possiamo estrarlo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/astree-evento--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/astree-evento--150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/04/astree-evento--480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h3><span style="color: #008000;"><strong>Sabato 17 aprile ore 21:00  </strong><a style="color: #008000;" href="https://www.youtube.com/channel/UCDXu4FLcr8_sQXlvVjr35hw">youtube – canale SCENE</a></span></h3>
<p>Musica eseguita dal vivo</p>
<p><strong>L’ASTREE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Laura Torelli </strong><span>&#8211; voce recitante</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Francesco D’Orazio </strong><span>– violino</span></p>
<p><strong>Paola Nervi </strong><span>– violino</span></p>
<p><strong>Elena Saccomandi </strong><span>– viola</span></p>
<p><strong>Daniele Bovo</strong><span>&#8211; violoncello</span></p>
<p><strong>Marta Graziolino </strong><span>– arpa</span></p>
<p><strong>Riccardo Balbinutti </strong><span>&#8211; percussioni</span></p>
<p><strong>Giorgio Tabacco</strong><span>&#8211; clavicembalo</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span>Letture tratte da:</span></p>
<p><span>Poliziano, Striggio, Ovidio, Marino, Rilke, Pavese, Duffy</span></p>
<p><span> </span></p>
<p><span>Musiche di:</span></p>
<p><span><span> </span>Monteverdi, Corelli, Vivaldi, Couperin, Gluck, Berio, Bach</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span>Riprese e postproduzione<strong> Edoardo Pivi</strong></span></p>
<p><span>Service Tecnico<strong> Archensiel Studio di Paolo Penna</strong></span></p>
<p><span>Location <strong>Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In collaborazione con<strong> Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><span>«Un Mito è come un piccolo specchio – racconta l’ Astrée &#8211; possiamo estrarlo dalla tasca e interrogarlo in ogni epoca, e fino a quando avrà qualcosa da dirci vorrà dire che la sua forza vitale non si è esaurita, o forse fino a quando siamo capaci di interrogarlo e dargli un nuovo senso, siamo noi ad essere ancora vivi». Il mito di Orfeo risplende più vivo che mai dal palco del Teatro del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, sabato 17 aprile (<a href="https://www.youtube.com/channel/UCDXu4FLcr8_sQXlvVjr35hw">Canale Youtube della Stagione</a>) alle 21:00 con “Alla ricerca di Orfeo. Storia di un mito”: le musiche sono quelle di Monteverdi, Corelli, Couperin, Gluck, Berio, Bach, Vivaldi, integrate e approfondite da letture delle celebri pagine dedicate al ricordo immortale delle imprese e del profilo di una delle figure più incisive della mitologia greca, in una sintesi efficace quanto profonda condotta da <strong>Laura Torelli</strong>, che interpreta voci tratte da La Fabula di Orfeo (Poliziano), L&#8217;Orfeo (Striggio), Le Metamorfosi (Ovidio), La sampogna (Giovan Battista Marino), Orfeo, Euridice, Hermes (Rainer Maria Rilke), Dialoghi con Leucò (Cesare Pavese), Eurydice (Carol Ann Duffy).</span></p>
<p><strong><span>In programma:</span></strong></p>
<p><strong><span>Letture tratte da:<span>                                                </span><span>       </span><span> </span>Musiche:</span></strong></p>
<p><span> </span></p>
<p><strong><span>Angelo Poliziano (1454-1494)<span>     </span><span>                             </span>Claudio Monteverdi (1567-1643)</span></strong></p>
<p><span>La Fabula di Orfeo<span>                                                </span><span>       </span>Estratti da L&#8217;Orfeo e Ballo delle Ingrate</span></p>
<p><strong><span>Alessandro Striggio (1573-1630)<span>                     </span><span>        </span><span> </span>Arcangelo Corelli (1653-1713)</span></strong></p>
<p><span>L&#8217;Orfeo<span>                                       </span><span>                            </span><span>        </span>Ciaccona in sol minore per 2 violini e continuo op. 2 n. 12</span></p>
<p><strong><span>Ovidio (43 a.C.-17 d.C.)<span>                                     </span><span>         </span>Christoph W. Gluck</span></strong></p>
<p><span>Le Metamorfosi<span>                              </span><span>                               </span>Che farò senza Euridice da Orphée et Euridice</span></p>
<p><strong><span>Giovan Battista Marino (1569-1625)<span>                        </span></span></strong></p>
<p><span>La sampogna</span></p>
<p><strong><span>Rainer Maria Rilke (1875-1926)<span>                                 </span>Luciano Berio (1925-2003)</span></strong></p>
<p><span>Orfeo, Euridice, Hermes<span>                                               </span>da Duetti per 2 violini: n. 13 Jeanne / n. 34 Lele /</span></p>
<p><strong><span>Cesare Pavese (1908-1950)<span>                            </span><span>             </span></span></strong><span>n. 8 Peppino / n. 24 Aldo</span></p>
<p><span>Dialoghi con Leucò<span>                                                         </span><strong><span>François Couperin (1668-1733)</span></strong></span></p>
<p><strong><span>Carol Ann Duffy (1955)<span>                                                 </span></span></strong><span>Les Ombres Errantes per clavicembalo</span></p>
<p><span>Eurydice<span>                                                                           </span><strong><span>Johann Sebastian Bach (1685-1750)</span></strong></span></p>
<p><strong><span><span>                                                                                           </span></span></strong><span>Adagio dalla Sonata n. 4 in do minore per violino e </span><span>clavicembalo BWV 1017</span></p>
<p><strong><span><span>                                </span><span>                                                            </span>Antonio Vivaldi (1678-1741)</span></strong></p>
<p><span><span>                                                                                         </span>La Follia, per 2 violini e basso continuo op. 1 n. 12 RV 63</span></p>
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		<title>Teatro Regio: Concerto di solidarietà a sostegno dei profughi in Bosnia Erzegovina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 22:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa succede in città]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[teatro regio torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/618437cf-9274-4465-8a86-0bf4a5c762be-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/618437cf-9274-4465-8a86-0bf4a5c762be-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/618437cf-9274-4465-8a86-0bf4a5c762be-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Tutti i prossimi appuntamenti in streaming Giovedì 8 Aprile 2021 ore 20 Concerto di solidarietà «Per il Teatro Regio la missione sociale è prioritaria, e verremmo meno al nostro compito di istituzione culturale se non continuassimo a rivolgere il nostro sguardo a chi soffre nel mondo, a chi vive situazioni di disagio e di fragilità. In questo momento, cosi buio per la nostra Nazione, non possiamo dimenticare le mille storie individuali che ci gridano di essere ricordate. Voglio dare nuovo impulso all’Impegno del Regio nelle iniziative di solidarietà ai più deboli». Così Rosanna Purchia, Commissario straordinario. Per questo il Teatro Regio e i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/618437cf-9274-4465-8a86-0bf4a5c762be-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/618437cf-9274-4465-8a86-0bf4a5c762be-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/618437cf-9274-4465-8a86-0bf4a5c762be-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><table class="mcnTextBlock" border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0">
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<h3 class="mc-toc-title"><span style="color: #008000;"><strong>Tutti i prossimi appuntamenti in streaming</strong></span></h3>
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<div><a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=6bfa6c6734&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener"><strong>Giovedì 8 Aprile 2021 ore 20 Concerto di solidarietà</strong></a></div>
<div><strong>«Per il Teatro Regio la missione sociale è prioritaria, e verremmo meno al nostro compito di istituzione culturale se non continuassimo a rivolgere il nostro sguardo a chi soffre nel mondo, a chi vive situazioni di disagio e di fragilità. In questo momento, cosi buio per la nostra Nazione, non possiamo dimenticare le mille storie individuali che ci gridano di essere ricordate. Voglio dare nuovo impulso all’Impegno del Regio nelle iniziative di solidarietà ai più deboli»<em>. </em>Così Rosanna Purchia, Commissario straordinario.</strong></div>
<div>Per questo il Teatro Regio e i suoi Artisti dedicano un <strong>concerto</strong> per la raccolta fondi a favore di <strong>Caritas Italiana</strong>, <strong>Croce Rossa Italiana</strong> e <strong>IPSIA-ACLI</strong>, impegnate a fronteggiare la crisi umanitaria in Bosnia Erzegovina. L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione dell’<strong>Ambasciata d’Italia in Bosnia Erzegovina</strong>.<br />
Il concerto sarà trasmesso <strong>gratuitamente</strong> in <strong>streaming</strong> <a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=bbaef98503&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener"><strong>giovedì 8 aprile</strong></a> alle <strong>ore 20</strong>, contemporaneamente sul sito del Teatro Regio e su quello dell’Ambasciata d’Italia in Bosnia Erzegovina, oltre che prossimamente su <strong>RAI5</strong>.Dopo l’appello e gli aiuti inviati da Papa Francesco, il silenzio dei media calato su questa tragedia ci ha spinto a impegnarci, al fine di portare in primo piano il dramma in corso nei Balcani. Dramma esacerbato dalle estreme condizioni climatiche, dall’emergenza sanitaria, dalle condizioni difficilissime in cui vivono migliaia di persone migranti bloccate lungo la rotta, nel campo di accoglienza di Lipa e fuori, dove cercano riparo in boschi e fabbriche abbandonate, e mitigato solo dalle iniziative di solidarietà messe in campo dalle associazioni umanitarie.<br />
Questa nostra proposta ha trovato immediato interesse nell’Ambasciata d’Italia in Bosnia Erzegovina, che segue da vicino l’evolvere della situazione dei migranti, e che è in stretto contatto con le principali organizzazioni umanitarie attive sul posto.<br />
«Dall’Italia è stata registrata una straordinaria sensibilità: associazioni e privati cittadini si stanno mobilitando per contribuire a far fronte in modo coordinato ed efficace all’emergenza, condividiamo l’appello a <strong>dare contributi finanziari</strong> alle organizzazioni italiane che operano nei centri di accoglienza, e non beni materiali, per i quali sussistono problemi di disinfezione, stoccaggio e distribuzione» spiega l’Ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina <strong>Nicola Minasi</strong>, che prosegue: «attraverso contributi a organizzazioni come Caritas Italiana, Croce Rossa Italiana e IPSIA-ACLI, sarà infatti possibile acquistare direttamente in loco il materiale necessario, evitando sprechi e fornendo così sostegno anche all’economia locale, già fragile e messa a dura prova dalla Pandemia».<br />
L’iniziativa del concerto è nata da un sincero desiderio di sensibilizzare tutti i cittadini sulle terribili condizioni in cui versano i profughi in Bosnia: per questo <strong>il</strong> <strong>Teatro Regio vi invita a donare</strong>.</p>
<p>Il Direttore artistico del Regio <strong>Sebastian F. Schwarz</strong> ricorda molto bene il giorno del crollo del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, quando la Germania Est aprì i suoi confini e consentì il libero passaggio nella parte Ovest: «come me, 17 milioni di tedeschi dell’Est sono stati fortunati. Quella situazione di tensione fu risolta pacificamente, portando alla riunificazione della Germania: ma in qualsiasi altro momento avrebbe potuto andare molto diversamente, provocando 17 milioni di sfollati. Per una soluzione pacifica della drammatica realtà che si sta vivendo nei Balcani, nel cuore dell’Europa, <strong>c’è bisogno della generosità di tutti noi</strong>: un contributo anche piccolo può fare la differenza nella vita reale dei profughi in Bosnia, persone che noi, come società, vorremmo accogliere un giorno nel nostro teatro, per condividere le sublimi invenzioni che la creatività umana ha prodotto, alcune delle quali vi offriamo con questo concerto».</p>
<p>In apertura del concerto, il <strong>Coro del Teatro Regio</strong> diretto dal maestro <strong>Andrea Secchi</strong> esegue «Wie lieblich sind deine Wohnungen» da <em>Un Requiem tedesco</em> di Johannes Brahms, con <strong>Giulio Laguzzi</strong> e <strong>Jeong Un Kim</strong> al pianoforte. Umanista piuttosto che religioso, pratico piuttosto che contemplativo, Brahms esprime chiaramente il suo intento: le persone cui portare aiuto e consolazione non sono i morti, ma i vivi.<br />
A seguire, sempre il Coro interpreta «Wir setzen uns mit Tränen nieder» dalla <em>Passione secondo Matteo</em> di Johann Sebastian Bach, al pianoforte <strong>Giulio Laguzzi</strong>.<br />
Il terzo brano in programma vede <strong>Stefano Montanari</strong>, violino solista, eseguire la Ciaccona dalla Partita n. 2 di Johann Sebastian Bach. Sebastian F. Schwarz ringrazia il maestro Stefano Montanari, «che non ha esitato un istante a partecipare al nostro concerto e che ha messo le sue capacità al servizio di questa causa. Il suo violino rappresenta al tempo stesso la fragilità della vita e l’incredibile creatività di cui è capace la mente umana».<br />
Il concerto prosegue con il «Va’, pensiero» dal <em>Nabucco</em> di Giuseppe Verdi. Spesso usato (e abusato) per rappresentare un numero infinito di ideali e di movimenti politici contrastanti, nella sua intenzione originaria è il canto di un popolo esiliato dalla patria distrutta.<br />
Finale con l’<strong>Orchestra del Teatro Regio</strong>, diretta dal maestro <strong>Antonello Manacorda</strong>, che esegue l’ouverture da <em>Egmont</em> di Ludwig van Beethoven.</p>
</div>
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<td class="mcnTextContent" valign="top"><strong>DONAZIONI</strong><br />
Per sostenere gli interventi delle tre organizzazioni umanitarie che operano a favore delle popolazioni migranti in Bosnia Erzegovina e lungo la Rotta balcanica, questi sono alcuni dei conti correnti bancari a disposizione per effettuare una donazione:<br />
IT24C0501803200000013331111 (Caritas Italiana)¸ con causale: “Europa/ Rotta Balcanica”<br />
IT93H0200803284000105889169, con causale: “Croce Rossa Italiana &#8211; Emergenza Bosnia”<br />
IT35S0501803200000011014347 (IPSIA-ACLI)¸ con causale: “Rotta Balcanica”<strong>APPROFONDIMENTI</strong><br />
Per approfondimenti, i link ai rispettivi siti sono:<br />
<a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=9a4bca5eb6&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener">https://sostieni.<strong>ipsia-acli</strong>.it/crowd/balkan-route/</a><br />
<a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=b50b48d015&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener">https://cutt.ly/</a><a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=28b1d7b109&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener"><strong>caritasitaliana</strong></a>-emergenzabosnia<a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=7df814e02b&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener">/</a><br />
<a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=b99e36fe46&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener">https://<strong>cri</strong>.it/2021/02/10/emergenzabosnia/</a></td>
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		<title>3 febbraio 1959, il tragico martedì in cui &#8220;morì la musica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 23:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/daythemusicdied-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/daythemusicdied-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/daythemusicdied-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il 3 febbraio 1959, per chi ama il rock, equivale a un ricordo scuro, duro, a una data tragica: è “il giorno in cui la musica morì”.  In un incidente aereo, poco dopo la mezzanotte, morirono Buddy Holly, Ritchie Valens e “Big Bopper” Richardson. La storia racconta che, terminato un concerto a Clear Lake nello stato americano dello Iowa, giunti a metà del “Winter Dance Party Tour” – la fulminea tournée di 24 date in tre settimane – questi ragazzi, stanchi e infreddoliti, su suggerimento di Buddy Holly decisero di affittare un piccolo aereo da turismo che li avrebbe trasportati</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2021/03/19/3-febbraio-1959-il-tragico-martedi-in-cui-mori-la-musica/">3 febbraio 1959, il tragico martedì in cui &#8220;morì la musica&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/daythemusicdied-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/daythemusicdied-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/daythemusicdied-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h2 class="ox-0cb2f05254-default-style"><span style="color: #008000;">Il 3 febbraio 1959, per chi ama il rock, equivale a un ricordo scuro, duro, a una data tragica: è “il giorno in cui la musica morì”.  In un incidente aereo, poco dopo la mezzanotte, morirono Buddy Holly, Ritchie Valens e “Big Bopper” Richardson. </span></h2>
<p class="ox-0cb2f05254-default-style"><strong>La storia racconta che, terminato un concerto a Clear Lake nello stato americano dello Iowa, giunti a metà del “Winter Dance Party Tour” – la fulminea tournée di 24 date in tre settimane – questi ragazzi, stanchi e infreddoliti, su suggerimento di Buddy Holly decisero di affittare un piccolo aereo da turismo che li avrebbe trasportati a Fargo nel Dakota del Nord, non distante da Moorhead ,nel Minnesota, dove si sarebbe tenuta la successiva esibizione. </strong></p>
<p class="ox-0cb2f05254-default-style"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-144976" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/I-tre-musicisti.jpg" alt="" width="296" height="284" />L’autobus sul quale erano soliti viaggiare aveva  l’impianto di riscaldamento fuori uso e la sola idea di farsi più di cinquecento al freddo metteva i brividi in corpo. Contattarono all’aeroclub locale il Dwyer Flying Service e affittarono l’unico aereo disponibile, un piccolo Beechcraft Bonanza da quattro posti, compreso quello per il pilota. Quest’ultimo, Roger Peterson, di anni ne aveva ventuno e non molta esperienza di volo. I tre posti per i passeggeri erano riservati allo stesso Holly e a due membri della sua band. Ma le cose andarono diversamente. “Big Bopper” chiese a Waylon Jennings, uno dei musicisti, di barattare il proprio posto con la scusa di un’influenza che lo stava tormentando. Jennings accettò di buon grado ma gli rimase per sempre il rimorso della battuta scherzosa che accompagnò con una risata: “che possiate schiantarvi al suolo con quel trabiccolo”. Anche Ritchie Valens si ritrovò a bordo per un capriccio del destino: non avendo mai viaggiato su un aereo da turismo chiese di potersi giocare il posto con l’altro musicista, Tommy Allsup. La decisione fu presa a testa o croce, lanciando in aria una monetina da 50 cent. Buddy Holly, che all’epoca aveva solo ventidue anni, aveva pubblicato tre album ed era ormai una star del rock’n’roll dopo aver lavorato in radio e in televisione con i The Crickets, la sua band. Ritchie Valens di anni ne aveva appena diciassettenne e la canzone che aveva da poco inciso ( La Bamba) era destinata a un successo clamoroso che la sorte gli impedì di conoscere e godere. Coi suoi ventinove anni il più vecchio fra i tre era J.P. “The Big Bopper” Richardson, autore di brani celebri come Chantilly Lake, destinato a entrare nella colonna sonora di American Graffiti del 1973. Era da poco passata la mezzanotte quando i tre musicisti raggiunsero l’aereo e al momento decollo, quasi all’una, nevicava fitto e in quell&#8217;inferno bianco era praticamente impossibile orientarsi a vista. Peterson si affidò alla strumentazione di bordo pur non avendo mai conseguito la certificazione necessaria per volare esclusivamente in quel modo. Pochi minuti dopo il decollo l’aereo si schiantò al suolo in un campo di grano. Nell&#8217;incidente persero tutti la vita. La mattina dopo i corpi di Buddy Holly e Ritchie Valens furono trovati a pochi metri dall’aereo mentre Big Bopper e il pilota furono sbalzati più lontano. Nel &#8217;70 il testo della canzone American Pie di Don McLean rese l’idea della tragedia che si era consumata in una notte d’inverno del 1959: “<em>Non ricordo se ho pianto/quando ho letto della sua sposa rimasta vedova/ma qualcosa mi ha toccato nel profondo/il giorno che la musica è morta</em>”. &#8220;<em>Muore giovane chi è caro agli dei&#8221;</em>: così il greco Menandro scriveva attorno al 350 a.C. per tentare di dare senso a un dolore troppo grande. La morte prematura li consegnò al mito e la loro musica, soprattutto quella di Buddy Holly, influenzò per decenni il rock, dalle band semisconosciute fino ai Beatles e ai Rolling Stones. Oltre all&#8217;immortale  musicaci restano i tre memoriali eretti in loro onore, opera dell&#8217;artista Ken Paquette. Uno si trova a otto chilometri da Clear Lake e rappresenta una steel guitar accanto a tre loro dischi. Un altro è alla Riverside Ballroom di Green Lake, nel Wisconsin, dove i tre si erano esibiti due sere prima della sciagura. L’ultimo, dedicato al giovane pilota, venne inaugurato sul logo dello schianto nel cinquantesimo anniversario della sciagura.</p>
<p class="ox-0cb2f05254-default-style"><strong>Marco Travaglini</strong></p>
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		<title>Musica e narrazione per il 250° anniversario di Mozart a Torino</title>
		<link>https://iltorinese.it/2021/03/13/musica-e-narrazione-per-il-250-anniversario-di-mozart-a-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 23:12:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[mozart]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://iltorinese.it/?p=144405</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/musica-orchestra-classica-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Una produzione originale Unione Musicale, Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale, Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino Il quindicenne Wolfgang Amadeus Mozart soggiornò a Torino proprio 250 anni fa, nel gennaio del 1771, accompagnato dal padre Leopold. Di certo si sa che alloggiarono per due settimane all’albergo della Dogana Nova, nelle vicinanze dell’attuale via Corte d’Appello. Nella capitale sabauda incontrarono alcuni dei più celebrati maestri attivi in città, come Viotti, Pugnani e Somis, oltre a Giovanni Paisiello, autore dell’opera Annibale in Torino alla quale Wolfgang Amadeus assistette al Teatro Regio. Mozart padre e figlio furono ospiti di alcuni degli aristocratici più vicini</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2021/03/13/musica-e-narrazione-per-il-250-anniversario-di-mozart-a-torino/">Musica e narrazione per il 250° anniversario di Mozart a Torino</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/musica-orchestra-classica-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h2><span style="font-family: Candara; font-size: medium; color: #008000;"><b>Una produzione originale Unione Musicale, Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale, Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino</b></span></h2>
<p><strong><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Il quindicenne Wolfgang Amadeus Mozart soggiornò a Torino proprio 250 anni fa, nel gennaio del 1771, accompagnato dal padre Leopold. Di certo si sa che alloggiarono per due settimane all’albergo della Dogana Nova, nelle vicinanze dell’attuale via Corte d’Appello. Nella capitale sabauda incontrarono alcuni dei più celebrati maestri attivi in città, come Viotti, Pugnani e Somis, oltre a Giovanni Paisiello, autore dell’opera </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Annibale in Torino </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">alla quale Wolfgang Amadeus assistette al Teatro Regio.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Mozart padre e figlio furono ospiti di alcuni degli aristocratici più vicini alla Corte sabauda e scopo ultimo del loro viaggio a Torino fu quello di intercedere presso il re, l’ormai anziano Carlo Emanuele III, per far ottenere al giovane talento la commissione di un’opera per il successivo Carnevale. Le aspettative, com’è noto, andranno però deluse.</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Alla visita di Mozart a Torino è dedicato il breve romanzo storico </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Amadé</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, pubblicato nel 1990, della scrittrice e germanista </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Laura Mancinelli</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> (1933-2016), nel quale si racconta un’avventura sentimentale di Mozart adolescente, ambientata tra la piazza del Duomo, le vie del centro e il Palazzo della marchesa Giulia di Barolo. La stessa Mancinelli, nel 1986, aveva già pubblicato per Giulio Einaudi editore il romanzo </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Il fantasma di Mozart</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, nel quale la protagonista cerca di smascherare un uomo misterioso che le propone alcuni celebri brani mozartiani, in una storia dai ritmi divertenti, sullo sfondo di una Torino magica e oscura.</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Il progetto </span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Mozart a Torino</b></span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">è una produzione originale di </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Unione Musicale</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Teatro Stabile Torino &#8211; Teatro Nazionale </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">e</span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b> Conservatorio Giuseppe Verdi</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, un “concerto narrato” in </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>tre puntate</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> nelle quali l’attrice e regista </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Olivia Manescalchi</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> interpreta alcuni brani tratti dalle opere che Laura Mancinelli ha dedicato al genio di Mozart, ovvero i già citati </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Amadé </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">e </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Il fantasma di Mozart </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">e il breve racconto </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>L’ultimo postiglione.</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Sullo sfondo del Teatro Carignano, che il giovane compositore salisburghese visitò durante il suo soggiorno torinese, la narrazione si intreccia all’esecuzione di pagine scelte dal repertorio cameristico mozartiano: le </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Sonate per pianoforte </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">K. 310, 282 e 457, il </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Quartetto per pianoforte e archi in mi bemolle </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">K. 493, il </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Divertimento per trio d’archi </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">K. 563 e alcuni Lieder per canto e pianoforte, oltre a una trascrizione per quartetto con pianoforte dell’Ouverture dell’</span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Annibale in Torino </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">di Paisiello. L’esecuzione è affidata a dodici talentuosi strumentisti e cantanti, la maggior parte formati nel nostro Conservatorio Giuseppe Verdi.</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Oltre a celebrare una </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>ricorrenza culturalmente significativa per il nostro territorio</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, obiettivo del progetto è anche quello di </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>sostenere giovani e valenti artisti</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> che negli ultimi mesi sono stati colpiti dalla chiusura prolungata dei teatri e dei luoghi di spettacolo, generando quindi una qualificata occasione lavorativa.</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Questa produzione originale è stata ideata per essere un </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>prodotto audiovisivo digitale</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> destinato alla diffusione su piattaforma multicanale: la prima puntata di </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Mozart a Torino</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, intitolata </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Amadé</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>sarà disponibile gratuitamente</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> a partire da </span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b>mercoledì 17 marzo 2021 &#8211; ore 21</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b> </b></span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b>sul sito dell’Unione Musicale </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">al link</span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b> </b></span><a href="http://www.unionemusicale.it/mozart-a-torino/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff; font-family: Candara; font-size: medium;"><b><u>www.unionemusicale.it/mozart-a-torino/</u></b></span></a><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> dove seguiranno le successive due puntate: </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>L’ultimo postiglione</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> da</span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b> mercoledì 24 marzo 2021 &#8211; ore 21 </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">e </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Il fantasma di Mozart</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> da </span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b>mercoledì 31 marzo 2021 &#8211; ore 21.</b></span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">«Traendo spunto dal libro di Laura Mancinelli – afferma la regista Olivia Manescalchi – ho immaginato un viaggio nella vita del grande compositore. Sono pagine nelle quali la scrittrice cerca di sopperire alla mancanza di fonti certe con la fantasia, disegnando un Mozart umano, alla ricerca di un qualche significato della vita. L’attrice darà voce ai suoi pensieri, ai suoi dubbi, alle sue paure e alla consapevolezza finale di aver vissuto una vita piena di emozioni attraverso la sua sublime musica, sacro antidoto al dolore che finalmente risponde al perché dell’esistenza».</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">«Le opere eseguite rivelano un significativo spaccato del mondo mozartiano – dichiara Antonio Valentino, direttore artistico dell’Unione Musicale –. La musica di Mozart impregnerà di </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>affetti</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> il testo recitato amplificando di significato le pagine tratte dai romanzi di Laura Mancinelli. I musicisti sono stati selezionati tra i migliori studenti ed ex studenti del Conservatorio della nostra Città, che è partner del progetto. L’eccellenza degli interpreti e la varietà del repertorio da eseguire hanno orientato le nostre scelte artistiche».</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: large;"><b>MOZART A TORINO</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: large;"><b>Musica e narrazione per celebrare il 250° anniversario</b></span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">dal libro </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Il fantasma di Mozart e altri racconti </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">di Laura Mancinelli (Giulio Einaudi editore, 1994)</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">adattamento e regia </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Olivia Manescalchi</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;">musiche di </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Wolfgang Amadeus Mozart, Giovanni Paisiello</b></span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Olivia Manescalchi</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Marcello Spinetta </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">attori</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Alberto Pipitone Federico</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> pianoforte</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Pietro Beltramo</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> pianoforte</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Seohee Kang</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> soprano / </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Francesca Loverso </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">pianoforte</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Letizia Gullino </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">violino / </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Luca Troncarelli</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> pianoforte</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Beatrice Spina</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> violino / </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Lisa Bulfon</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> viola / </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Lorenzo Guida</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> violoncello / </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Alberto Pipitone Federico</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> pianoforte</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Trio Quodlibet </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">(</span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Mariechristine Lopez</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> violino / </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Virginia Luca</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> viola / </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Fabio Fausone</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> violoncello)</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Alessandro Artico </b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">trascrizione (Ouverture di Paisiello)</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">regia, riprese, montaggio video </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Anna Cordioli</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">, </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Francesco Moroni Spidalieri</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;">riprese audio a cura della </span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Control Room del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Carlo Barbagallo</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> responsabile tecnico</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Carlo Barbagallo</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">,</span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b> Giovanni Corgiat</b></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> tecnici del suono</span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Una produzione originale Unione Musicale, Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale,</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino</b></span></p>
<p><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b>online su </b></span><a href="http://www.unionemusicale.it/mozart-a-torino/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><b>www.unionemusicale.it/mozart-a-torino/</b></span></a><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Amadé </i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">(prima puntata) da </span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b>mercoledì 17 marzo 2021 &#8211; ore 21</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>L’ultimo postiglione</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> (seconda puntata) da</span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b> mercoledì 24 marzo 2021 &#8211; ore 21</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: medium;"><i>Il fantasma di Mozart</i></span><span style="font-family: Candara; font-size: medium;"> (terza puntata) da </span><span style="color: #ff0000; font-family: Candara; font-size: medium;"><b>mercoledì 31 marzo 2021 &#8211; ore 21</b></span></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: medium;">Torino, 2 marzo 2021</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;"><b>STAMPA:</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;"><b>Unione Musicale</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;">Ufficio Stampa: Laura Brucalassi e Gabriella Gallafrio</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;">Piazza Castello 29 – Torino. Telefono + 39 011 566 98 11</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;">E-mail: </span><a class="mailto-link" href="mailto:laura.brucalassi@unionemusicale.it" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;">laura.brucalassi@unionemusicale.it</span></a><span style="font-family: Candara; font-size: small;"> – </span><a class="mailto-link" href="mailto:gabriella.gallafrio@unionemusicale.it" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Candara; font-size: small;">gabriella.gallafrio@unionemusicale.it</span></a><br />
<a href="http://www.unionemusicale.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Candara; font-size: small;">www.unionemusicale.it</span></a></p>
<p><span style="font-family: Candara; font-size: small;"><b>Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale</b></span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;">Area Stampa e Comunicazione: Carla Galliano (Responsabile), Simona Carrera</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;">Via Rossini 12 – Torino (Italia). Telefono + 39 011 5169414 – 5169435</span><br />
<span style="font-family: Candara; font-size: small;">E-mail: </span><a class="mailto-link" href="mailto:galliano@teatrostabiletorino.it" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff; font-family: Candara; font-size: small;"><u>galliano@teatrostabiletorino.it</u></span></a><span style="font-family: Candara; font-size: small;"> &#8211; </span><a class="mailto-link" href="mailto:carrera@teatrostabiletorino.it" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff; font-family: Candara; font-size: small;"><u>carrera@teatrostabiletorino.it</u></span></a><span style="color: #0000ff; font-family: Candara; font-size: small;"><u> </u></span><br />
<a href="http://www.teatrostabiletorino.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #0000ff; font-family: Candara; font-size: small;"><u>www.teatrostabiletorino.it</u></span></a></p>
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		<title>Sanremo unlimited scopre nuovi talenti</title>
		<link>https://iltorinese.it/2021/03/08/sanremo-unlimited-scopre-nuovi-talenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 23:01:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/ESIBIZIONE-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/ESIBIZIONE-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/ESIBIZIONE-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La rassegna nonostante le difficoltà del momento riesce a proporre in live a discografici e produttori i nuovi talenti della musica leggera. Con il patrocinio di CASA SANREMO, il format prodotto dal torinese Francesco Ganci, seguendo attentamente le direttive del CST e delle autorità competenti anche nel periodo del Festival di Sanremo 2021 è stato tra i pochissimi eventi ammessi nella città ligure. Nell’ambito della sala Luigi Tenco, per l’occasione attrezzata come elegante studio televisivo, con gli auguri fatti dal Presidente di Casa Sanremo Vincenzo Russolillo, bellissime voci sono state presentate a Maurizio Rusty Rugginenti, il titolare dell’etichetta discografica milanese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/ESIBIZIONE-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/ESIBIZIONE-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/ESIBIZIONE-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><h2><span style="color: #008000;">La rassegna nonostante le difficoltà del momento riesce a proporre in live a discografici e produttori i nuovi talenti della musica leggera.</span></h2>
<h3><strong>Con il patrocinio di CASA SANREMO, il format prodotto dal torinese Francesco Ganci, seguendo attentamente le direttive del CST e delle autorità competenti anche nel periodo del Festival di Sanremo 2021 è stato tra i pochissimi eventi ammessi nella città ligure.</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-144141 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/Consuela.jpg" alt="" width="694" height="897" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/Consuela.jpg 694w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/Consuela-232x300.jpg 232w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/Consuela-480x620.jpg 480w" sizes="(max-width: 694px) 100vw, 694px" /><br />
Nell’ambito della sala Luigi Tenco, per l’occasione attrezzata come elegante studio<br />
televisivo, con gli auguri fatti dal Presidente di Casa Sanremo Vincenzo Russolillo,<br />
bellissime voci sono state presentate a Maurizio Rusty Rugginenti, il titolare<br />
dell’etichetta discografica milanese “Rusty Records” (con i suoi artisti vincitrice del<br />
Festival di Sanremo 2013, seconda classificata nel 2016 e nel 2020), e al “vivace”<br />
produttore di origine veneta Cristian Gallana. Alcuni di loro avranno presto buone<br />
notizie, dato che gli addetti ai lavori hanno già anticipato il loro interesse per future<br />
produzioni nel campo della musica leggera.</p>
<p>Tra gli ospiti c’era Namida già finalista in Area Sanremo e prossima rappresentante<br />
italiana al New York Canta. Namida è molto di più che una semplice promessa. Ci<br />
scommettiamo !!</p>
<p>Tutti i partecipanti hanno ricevuto il National Voice Awards, prestigioso<br />
riconoscimento al talento canoro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-144142 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/FESTIVAL-1.jpg" alt="" width="673" height="897" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/FESTIVAL-1.jpg 673w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/FESTIVAL-1-225x300.jpg 225w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/03/FESTIVAL-1-480x640.jpg 480w" sizes="(max-width: 673px) 100vw, 673px" /><br />
Una straordinaria Consuela di Monaco, da oltre 10 anni opinionista di moda e costume<br />
nella televisione della Romania, in passato vincitrice dei più prestigiosi titoli nei<br />
concorsi di bellezza internazionali, ha fatto da madrina all’evento. L’organizzazione le<br />
ha consegnato il premio per ciò che fino ad ora ha rappresentato nel glamour e nel<br />
gossip, sapendo inoltre che nel suo immediato futuro ci sarà un ruolo in una produzione<br />
cinematografica romana.</p>
<p>Grazie per la preziosa collaborazione a Paolo Formia e Daniele Morelli.<br />
Sanremo Unlimited nella quattordicesima edizione ha confermato il suo ruolo di leader<br />
nella ricerca degli emergenti nel panorama nazionale. Nell’attesa che si possa<br />
nuovamente tornare alla normalità, con soddisfazione mettiamo in archivio l’edizione<br />
2021</p>
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		<title>70 anni di Festival di Sanremo (parte prima)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 23:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/ariston-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Sanremo Ariston" decoding="async" />DAL 1951 AL 1989  / La storia d’Italia è cambiata nel febbraio 1951, quando a Sanremo fu presentato il primo festival della canzone italiana. Quanti vincitori da allora! Vogliamo ricordare i più noti? Ho fatto lunghe e precise ricerche e sono in grado di rinfrescarvi la memoria. Dunque, nel 1951 vince una giovane Nilla Pazzi con “Grazie dei fuori”, un ritornello composto da Nereo Tocco, grande allenatore di calcio che insegnava ai suoi calciatori a buttar fuori la palla appena vincevano, per guadagnare tempo. L’anno dopo rivince Nilla Pazzi, con la deliziosa “Viola colomba”, la storia surreale di un uccello</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/ariston-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Sanremo Ariston" decoding="async" /><h3><span style="color: #008000;"><span style="color: #333333;">DAL 1951 AL 1989</span>  / La storia d’Italia è cambiata nel febbraio 1951, quando a Sanremo fu presentato il primo festival della canzone italiana. Quanti vincitori da allora! </span><span style="color: #008000;">Vogliamo ricordare i più noti? Ho fatto lunghe e precise ricerche e sono in grado di rinfrescarvi la memoria.</span></h3>
<p><strong>Dunque, nel 1951 vince una giovane Nilla Pazzi con “Grazie dei fuori”, un ritornello composto da Nereo Tocco, grande allenatore di calcio che insegnava ai suoi calciatori a buttar fuori la palla appena vincevano, per guadagnare tempo.</strong></p>
<p>L’anno dopo rivince Nilla Pazzi, con la deliziosa “Viola colomba”, la storia surreale di un uccello dal colore insolito.<br />
Nel 1953 è la volta di Carla Bona (un nome da escort, ma a quel tempo non esistevano…) con la tristissima “Fiale d’autunno”, canzone che parla di vecchietti ricoverati in un ospizio che aspettano Ottobre per iniziare a farsi iniezioni di ricostituenti.<br />
Finalmente vince un uomo, anzi due, la coppia Giorgio Tontolini e Gino Lapilla che nel 1954 cantano l’inno di tutti i figli “Tette le mamme”, una canzone che a quel tempo fece scalpore per l’allusione un po’ osé all’attrattiva del sesso femminile…<br />
Il 1957 porta alla ribalta Nunzio Ballo e Claudio Lilla, con la straziante “Morde della mia chitarra”, la storia di un suonatore di chitarra rimasto disoccupato perché il suo fox terrier gli ha divorato lo strumento con il quale si esibiva nei tabarin (oggi si direbbe discoteca).</p>
<p>Ed ecco il biennio d’oro, con la prepotente apparizione di Domenico Mordugno, in abbinamento con Johnny Durelli (una specie di Rocco Siffredi anni ’60?). Nel 1958 trionfano con “Colare”, divenuto il jingle di una nota casa di bevande gassate americane, la Coca Cola; nel 1959, invece, vincono con “Piave”, liberamente ispirata alla Grande Guerra.<br />
Il decennio si chiude con la vittoria della coppia Pony Dallara e Renato Mascel e la loro “Roma antica”, dedicata ai monumenti più noti della città eterna.<br />
Nel 1963 trionfa Tony Trenis, un vecchio capostazione di Villarbasse, con la sua bellissima (ed eccitantissima…) “Uno per tette”, un’anticipazione di storie verificatesi quasi 50 anni dopo ad Arcore.<br />
Il 1964 è memorabile, compare Gigliola Cinguetti con la sua “Non ho l’età”, canzone di una minorenne coinvolta in un traffico di prostitute-bambine, una forte denuncia sociale contro un fenomeno sempre attuale.<br />
E’ la volta, nel 1965, del grande Bobby Molo, ex marinaio di Camogli che, dopo aver aperto un negozio di barbiere, ha scoperto la bellezza di fare barba e capelli, componendo il tema vincitore, “Se piangi, se radi…”<br />
Nel 1966 vince una coppia di grandi cantanti, Gigliola Cinguetti e Domenico Mordugno con la loro “Pio, come ti amo”, liberamente tratta dalla poesia del Carducci, “T’amo pio bove”, che canta l’innamoramento di una cecoslo vacca per il suo adorato che, purtroppo, ha perso gli attributi saltando malamente una staccionata.<br />
Ancora una coppia l’anno dopo, con Claudio Lilla (toh, chi si rivede…) ed Iva Nanicchi (la cantante più bassa del Festival, una prozia del Ministro Brunetta) che duettano con “Non pesare a me”, testo elaborato nei centri Weight watchers da un gruppo di bulemici preoccupati dei controlli sulla bilancia.</p>
<p>Nel 1968 ecco sul palco Sergio Intrigo (ex dirigente del SISDE) che canta “Canzone per the”, colonna sonora del film “Un the nel deserto”.<br />
Tornano vincitori due colossi della canzone italiana, Bobby Molo in coppia con Iva Nanicchi con la canzone “Bingara”, ambientata nel mondo dei pensionati che passano le domeniche pomeriggio a giocare a Bingo, mangiandosi la magra pensione nell’illusione di azzeccare almeno una cinquina…<br />
Il decennio si chiude nel 1970 con il meritato successo della coppia Adriano C’è l’ontano (proprietario di boschi vicini e l’ontani) e Claudia Pori, un’estetista specializzata nella cura della pelle. Il ritornello è cantato ancora adesso “Chi non lavora non fa le more” che ricorda a tutti che se non si lavora non si possono raccogliere le gustose bacche dei rovi.<br />
Il 1971 è storico, vince Nicola di Bali, un immigrato clandestino proveniente dalla lontana isola dell’Indonesia. Il giovane Nicola canta in coppia con una giovane cantante di nome Nuda (ancora un riferimento a fatti odierni!) e la canzone s’intitola “Il cuore è uno zigaro”. L’apparente errore (zigaro anziché sigaro) è dovuto al fatto che a Bali la esse non esiste, ma c’è solo la zeta, quindi…<br />
Il buon Nicola di Bali rivince l’anno dopo con la canzone che richiama la sua precedente esperienza come cacciatore di balene sulle navi giapponesi. Il titolo è infatti “I giorni dell’arco balena”.<br />
Nel 1973 è la volta di Peppino di Capra, un pastore di lontane origini sarde, con la romantica canzone “Un glande amore e niente più”, che celebra le eroiche gesta erotiche di un giovane imprenditore milanese.</p>
<p>Ritorna sul podio l’inossidabile Iva Nanicchi nel 1974 con “Ciao bara, come stai?”, una marcetta diventata di moda nei funerali delle sette sataniche.<br />
Appare per la prima (ed ultima) volta una certa Gilda con un titolo scomparso subito dalle classifiche “La ragazza del CUD”, storia di un’impiegata addetta alla dichiarazione dei redditi dei pensionati.<br />
Ritorna sul palco Peppino di Capra nel 1976 con la sua “Non lo caccio più”, motivetto ispirato ad un professore di latino che, dopo aver espulso dall’aula infinite volte un alunno indisponente cambia atteggiamento e gli dà dei bei 10 quando il padre, facoltoso professionista, gli stacca un assegno da 50 milioni.<br />
Gli Homo sapiens vincono nel 1977 con “Balla da morire”, colonna sonora del film “Balla coi cupi”, torbida storia di omosessuali piemontesi.<br />
Ecco il 1978 con la canzone “&#8230;E dirsi miao” cantata dai Mattia Lazar, una bella storia di amore tra mici, tratta dal film “Gli Aristogatti”.<br />
Lo sconosciutissimo Mino Vermaghi arriva primo con “Arare” e scompare nel nulla…<br />
E finalmente nel 1980 trionfa Totò Cotogna, un coltivatore di mele destinate alla produzione di cotognata. La canzone, famosissima, s’intitola “Polo noi”, l’epopea degli esploratori Amundsen e Scott impegnati alla ricerca del Polo Nord e del Polo Sud.</p>
<p>Gli anni 80 iniziano con Anìce che si esibisce con una canzone di forte denuncia sociale, “Pere Lisa”, in cui si fa chiaramente riferimento ad una giovane in preda alla droga.<br />
Nel 1982 vince Riccardo Foglia (un botanico prestato alla canzone) che si esibisce con “Storie di tutti i forni”, liberamente ispirato al romanzo di Giulio Verne “Il giro del mondo in 80 forni”.<br />
La sconosciuta Tiziana Risale vince con “Farà quel che farà” e scompare nel nulla.<br />
E finalmente, dopo anni di tentativi andati a vuoto, vince Al Nano (un lontano parente di Brunetta) che, in coppia con la moglie Romina, canta “Ci farà”; ma tutti ricordano il vero vincitore, quello della sezione giovani, Eros Racazzotti (un ex pugile dilettante) che entusiasma giovani e vecchi con la sua “Una tetta promessa”, altra anticipazione di storie attuali…<br />
Nel 1985 al primo posto si piazzano i Ricci e Poveri, pescatori squattrinati di ostriche, cantando “Se minna moro”, di cui nessuno ha mai capito il significato…<br />
Il bravo Eros Racazzotti trionfa nella sezione principale nel 1986: il titolo del suo brano è “Adesso Su”, dedicato ai protagonisti della serie televisiva Dallas, in cui domina la figura di Su Ellen.<br />
Si mettono in tre, nel 1987, per vincere, e sono tre grandi: Gianni Forandi (gommista di Roncobilaccio), Enrico Buggeri (baro a poker) e Franco Gozzi (un malato con vistose carenze di iodio). Il titolo è rimasto nella storia: “Si può mare di più”, una spensierata canzone che celebra la bellezza delle vacanze ad Alassio.<br />
E’ la volta, nel 1988, di Massimo Panieri, un esperto nella fabbricazione di cesti di vimini, che dopo tanti anni vince l’alloro con “Perdere le more”, la storia di una giovane raccoglitrice di bacche dei rovi che inciampa nel bosco e perde tutto il raccolto.</p>
<p>1989: una coppia supera tutti i concorrenti. Sono Anna Ossa e Fausto Le Ali (un pilota dell’Alitalia in congedo; tanto a quei tempi lo stipendio si prendeva lo stesso…) con la loro “Ti fascerò”, tenera storia di una mamma che accudisce il suo bébé con sistemi tradizionali, rinunciando ai pannolini preconfezionati.</p>
<p><strong>Gianluigi De Marchi</strong></p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Volete saperne di più sul Festival di Sanremo?</em></span><br />
<span style="color: #008000;"><em>Chiedete il libro “La mormora sussurra, l’ornitorinco … glionisce” al numero 3356912075 oppure scrivete a demarketing2008@libero.it</em></span></p>
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		<title>E&#8217; di nuovo tempo di Seeyousound</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 07:56:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/VARIACOES-di-João-Maia_ph_João-Pina2-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dal 19 al 25 febbraio torna il Seeyousound International Music Fim Festival, il festival che celebra il sacro legame tra cinema e musica, alla sua settima edizione. Quest’anno il festival accoglierà i suoi spettatori nella nuova sala virtuale PLAYSYS.TV con una selezione di film recenti tra la migliore produzione cinematografica a tematica musicale mondiale: 81 titoli di cui 5 in anteprima assoluta e 16 in anteprima italiana, 1 concorso dedicato alle sonorizzazioni e 1 focus che attraverserà le varie sezioni. Ogni giorno verranno resi disponibili nuovi titoli che resteranno in visione per 7 giorni a partire dalle 9.00 del mattino.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/VARIACOES-di-João-Maia_ph_João-Pina2-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h2><span style="color: #008000;">Dal 19 al 25 febbraio torna il Seeyousound International Music Fim Festival, il festival che celebra il sacro legame tra cinema e musica, alla sua settima edizione.</span></h2>
<p><strong>Quest’anno il festival accoglierà i suoi spettatori nella nuova sala virtuale PLAYSYS.TV con una selezione di film recenti tra la migliore produzione cinematografica a tematica musicale mondiale: 81 titoli di cui 5 in anteprima assoluta e 16 in anteprima italiana, 1 concorso dedicato alle sonorizzazioni e 1 focus che attraverserà le varie sezioni. Ogni giorno verranno resi disponibili nuovi titoli che resteranno in visione per 7 giorni a partire dalle 9.00 del mattino. Rimangono cinque le sezioni competitive con un programma ridotto: 3 lungometraggi di finzione in LONG PLAY FEATURE e 4 di cinema del reale in LONG PLAY DOC, 10 cortometraggi nel concorso 7INCH e 20 videoclip del contest SOUNDIES e FREQUENCIES, contest per musicisti lanciato nel 2019.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-142850 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/CONTRADICT-di-Peter-Guyer-e-Thomas-Burkhalter_2-1024x576.jpg" alt="" width="1020" height="574" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/CONTRADICT-di-Peter-Guyer-e-Thomas-Burkhalter_2-1024x576.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/CONTRADICT-di-Peter-Guyer-e-Thomas-Burkhalter_2-300x169.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/CONTRADICT-di-Peter-Guyer-e-Thomas-Burkhalter_2-768x432.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/CONTRADICT-di-Peter-Guyer-e-Thomas-Burkhalter_2-480x270.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/CONTRADICT-di-Peter-Guyer-e-Thomas-Burkhalter_2-888x500.jpg 888w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/CONTRADICT-di-Peter-Guyer-e-Thomas-Burkhalter_2.jpg 1560w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /><br />
Il motto di questa edizione, “Can’t stop the music!”, sembra essere un monito: la musica, come il cinema, il teatro, il balletto, sono in grado di travalicare le sale, vivere in un altrove. E il Seeyousound accetta la sfida e non trascura, con un atto eroico, anche “in remoto”, le performance dal vivo, fiore all’occhiello delle ultime edizioni. Con gli appuntamenti quotidiani ‘Seeyousound Live Show’ sarà possibile assistere gratuitamente sui canali social del festival a talk e approfondimenti con più di 60 ospiti e concerti in diretta dal Cineteatro Baretti di Torino.<br />
La musica black è al centro del focus Black Lives Matters, che attraversa in modo trasversale tutte le sezioni con una selezione di film imperdibili in anteprima italiana: RONNIE’S di Oliver Murray, brillante omaggio a Ronnie Scott e al suo jazz club londinese noto in tutto il mondo; il film esplora i 60 anni di storia del locale dalla Swinging London ad oggi con sguardo nostalgico e un ricco alternarsi di esibizioni inedite e interviste delle più iconiche figure del jazz e non solo, tra cui Sonny Rollins, Chet Baker, Miles Davis, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Nina Simone, Van Morrison e Jimi Hendrix; EVERYTHING: THE REAL THING STORY, acclamato film di Simon Sheridan sui THE REAL THING e la prima rivoluzione della musica nera in UK; CONTRADICT alla scoperta di una new wave che grazie a internet, registra e diffonde musica con cui reclamare un nuovo ruolo per l&#8217;Africa LISBON BEAT si muove nella periferia di Lisbona e la sua vibrante scena musicale afro-portoghese; e visibile per la prima volta in assoluto, OSANNAPLES che celebra i 50 anni di carriera della band partenopea OSANNA e include un demo inedito di Pino Daniele.<br />
Tra le anteprime assolute: LA MUSICA NON BASTA sulla band torinese EUGENIO IN VIA DI GIOIA; NOTHIN’ AT ALL documenta il ritorno di PIVIO all’attività concertistica dopo 35 anni di rarissimi live e una carriera dedicata alla musica da film; LA LEGGENDA DEL MOLLEGGIATO sulla residenza artistica di Jazz:Re:Found, durante la quale 12 musicisti hanno rielaborano il repertorio più black ed esterofilo di ADRIANO CELENTANO; MOONDOG CAN SEE YOU immortala il viaggio di ricerca dall’ensemble Lapsus Lumine sul visionario cantautore e compositore statunitense LOUIS THOMAS HARDIN.<br />
Tra le tante chicche della sezione INTO THE GROOVE Blondie: Vivir En La Habana di Rob Roth sull’esibizione della rock band a L’Avana nel 2019.</p>
<p>Tra i film inediti in Italia: l’ultimo film di Julien Temple co-prodotto da Johnny Depp CROCK OF GOLD che ripercorre la vita del frontman dei POGUES; IN A SILENT WAY sui Talk Talk e la creazione del loro album sperimentale Spirit of Eden; DON&#8217;T GO GENTLE sugli Idles, band tra le più interessanti del panorama internazionale odierno; ROCKFIELD, storia vera di due fratelli che hanno trasformato la loro fattoria nel primo studio di registrazione residenziale di sempre, da cui sono passati Black Sabbath, Queen, Robert Plan, Oasis, Coldplay; VARIAÇÕES di João Mai, omaggio alla prima superstar portoghese dichiaratamente omosessuale António Variações; il documentario islandese A SONG CALLED HATE di Anna Hildur, sulla pluripremiata band di techno e BDSM ‘HATARI’.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-142852 aligncenter" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/KATE-NASH-UNDERSTIMATE-THE-GIRL_creditKelseyHart-1024x627.jpg" alt="" width="1020" height="625" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/KATE-NASH-UNDERSTIMATE-THE-GIRL_creditKelseyHart-1024x627.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/KATE-NASH-UNDERSTIMATE-THE-GIRL_creditKelseyHart-300x184.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/KATE-NASH-UNDERSTIMATE-THE-GIRL_creditKelseyHart-768x470.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/KATE-NASH-UNDERSTIMATE-THE-GIRL_creditKelseyHart-480x294.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/KATE-NASH-UNDERSTIMATE-THE-GIRL_creditKelseyHart-817x500.jpg 817w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/KATE-NASH-UNDERSTIMATE-THE-GIRL_creditKelseyHart.jpg 1465w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p>I finalisti di Frequencies, il contest curato da Riccardo Mazza rivolto a musicisti, producer e sound designer per la sonorizzazione originale di un film muto, si esibiranno dal vivo sonorizzando quattro cortometraggi degli anni venti e trenta tratti dall’Archivio MNC, selezionati in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. La giuria composta da Francesco Giomi (professore musica elettronica Conservatorio di Bologna, direttore Tempo Reale di Firenze), Giorgio Li Calzi (trombettista, produttore e direttore CHAMOISic e Torino Jazz Festival) e Julia Kent (violoncellista e compositrice newyorkese) decreterà il vincitore.<br />
I finalisti selezionati accederanno a opportunità elaborate dal network di TOurDAYS, progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino e TOdays festival, e potranno connettersi ai progetti cittadini facenti parte della rete costituita, tra cui Sounzone che offrirà una registrazione audio/video live nel network di Off The Corner e la partecipazione a iniziative promosse da Club Silenzio. Una speciale menzione sarà assegnata da parte dell’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa che selezionerà, tra tutti i lavori presentati dai partecipanti al bando 2021, la clip che verrà pubblicata sul canale ufficiale YouTube dell’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa.</p>
<p>La cerimonia di premiazione di giovedì 25 febbraio alle 18.00 vedrà l’esibizione live dei finalisti di Frequencies seguita dall’assegnazione dei premi delle 5 sezioni competitive oltre che del Premio Torinosette per il Miglior Lungometraggio deciso dai giurati scelti tra i lettori del settimanale.<br />
«Rieccoci qui, un anno dopo. La settima edizione di Seeyousound non ha nulla di scontato. &#8211; racconta il direttore del festival Carlo Griseri. Un anno fa la sesta è stata interrotta dopo pochissime proiezioni, e da allora il mondo è cambiato. Non solo il nostro, ovviamente. Ci siamo dovuti riprendere, abbiamo dovuto ripensarci e abbiamo scelto di rilanciare. Il ritorno a contatto con il pubblico in sala lo dobbiamo rimandare ancora, ma siamo pronti per un’edizione speciale: con la nascita di una casa virtuale ma nostra, viva, in cui far confluire ora la selezione del festival e poi, da marzo, continuare a proporre cinema a tematica musicale. Playsys.tv non è solo l&#8217;indirizzo &#8220;di casa&#8221;, ma sarà anche il luogo in cui tutta la comunità di Seeyousound &#8211; fatta dallo staff, dagli autori, dai musicisti e dal pubblico &#8211; potrà ritrovarsi e riconoscersi. #cantstopmusic, del resto.»</p>
<p>SEEYOUSOUND si potrà guardare ovunque, semplicemente on demand su PLAYSYS.TV (biglietto singolo 3,99€; abbonamento festival 35€ e abbonamento sostenitore 45€ acquistabili su www.seeyousound.org e www.playsys.tv).<br />
INFO www.seeyousound.org info@seeyousound.org facebook.com/SEEYOUSOUND instagram.com/seeyousoundfestival twitter.com/seeyousound</p>
<p><strong>Giuliana Prestipino</strong></p>
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		<title>Riccardo Muti promette: &#8220;Tornerò al Regio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 23:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[teatro regio torino]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/c33c879c-5cab-438b-9c93-864c1ce6fd4e-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Gran finale con commozione lunedì  al Teatro Regio. Prima dell’inizio della registrazione del Concerto straordinario diretto dal Maestro Riccardo Muti, il professor Stefano Vagnarelli, primo violino dell’orchestra, e il professor Pierluigi Filagna, cornista dell’orchestra, hanno letto un messaggio a nome dell’Orchestra, del Coro e di tutti i lavoratori del Teatro e hanno consegnato al Maestro un pensiero speciale: la copia della lettera indirizzata al Conte Lascaris scritta nel 1761 quando Leopold Mozart e il figlio Wolfgang Amadeus soggiornarono a Torino e custodita all’Archivio di Stato di Torino. «Grazie Maestro! Lavorare con lei è stata un’esperienza preziosa e indimenticabile. Da Mozart</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2021/02/18/riccardo-muti-promette-tornero-al-regio/">Riccardo Muti promette: &#8220;Tornerò al Regio&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2021/02/c33c879c-5cab-438b-9c93-864c1ce6fd4e-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><h3><span style="color: #008000;"><strong>Gran finale con commozione lunedì </strong> al Teatro Regio. Prima dell’inizio della registrazione del Concerto straordinario diretto dal Maestro <a style="color: #008000;" href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=2fa0f1dc32&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Riccardo Muti</strong></a>, il professor Stefano Vagnarelli, primo violino dell’orchestra, e il professor Pierluigi Filagna, cornista dell’orchestra, hanno letto un messaggio a nome dell’Orchestra, del Coro e di tutti i lavoratori del Teatro e hanno consegnato al Maestro un pensiero speciale: la copia della lettera indirizzata al Conte Lascaris scritta nel 1761 quando Leopold Mozart e il figlio Wolfgang Amadeus soggiornarono a Torino e custodita all’Archivio di Stato di Torino.</span></h3>
<p>«Grazie Maestro!<br />
Lavorare con lei è stata un’esperienza preziosa e indimenticabile. Da Mozart a Verdi: un intero mondo musicale si è rivelato ai nostri cuori, alla nostra anima e alla nostra mente grazie alla sua interpretazione.  Il suo entusiasmo ha dato forza a tutti i lavoratori del Teatro Regio e non solo all’Orchestra e al Coro che hanno avuto la fortuna di suonare e cantare sotto la sua guida.<br />
Il suo impegno affinché i teatri vengano riaperti, ha risvegliato in noi l’orgoglio di appartenere a qualcosa di importante per l’Italia tutta. Gli elogi che ha espresso nei confronti del nostro teatro hanno rafforzato la nostra voglia di fare sempre meglio. Sono stati giorni meravigliosi di musica e di insegnamenti di vita.<br />
Torni a lavorare con noi Maestro! La attendiamo a braccia aperte e le promettiamo che il Teatro Regio darà, ancora una volta, prova di grande professionalità e impegno.<br />
Con rispetto e affetto. L’ Orchestra, il Coro e tutti i lavoratori del Teatro Regio di Torino».</p>
<p>Visibilmente colpito, il Maestro <a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=f33c8bcc9e&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Muti</strong></a> ha raccolto l’invito e ha dichiarato: «sono commosso ed emozionato, non mi aspettavo questa manifestazione d’affetto da parte dell’Orchestra, del Coro e di tutto il Teatro.<br />
Io ho fatto il mio dovere e, come ho sempre detto, un direttore d’orchestra, senza un’orchestra e un coro è un direttore muto. Io sono stato invitato per dirigere Mozart e Verdi ed ero molto incuriosito di ritrovare l’orchestra dopo moltissimi anni e dentro di me speravo di trovare un’ottima situazione dal punto di vista artistico, ma <strong>voi avete dimostrato di essere molto al di sopra dell’ottimo, di essere un’eccellenza importante non solo di Torino, ma anche d’Italia</strong>.<br />
Trovo che con l’opera <em>Così fan tutte</em>, che non vedo l’ora di ascoltare, sia stato raggiunto un risultato dal punto di vista esecutivo notevolissimo! Così come con questo concerto verdiano.<br />
Io parto oggi e non voglio essere retorico o <em>over-romantico</em>, ma lascio un pezzo di voi a me e un pezzo di voi resta con me. <strong>Qualche giorno fa ho parlato di un mio desiderio, ma oggi faccio un passo più deciso con la promessa di ritornare a lavorare insieme all’orchestra, al coro e al Teatro Regio. Questa è una promessa che io faccio a tutti voi</strong>».</p>
<p>Un arrivederci, dunque, a <a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=b3f172ae05&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Riccardo Muti</strong></a> che sarà protagonista in streaming sul nostro sito con <em>Così fan tutte</em>, giovedì 11 marzo alle ore 20 e con il Concerto straordinario, giovedì 18 marzo alle ore 20.</p>
<p>Per ulteriori informazioni e per gli streaming: <a href="https://torino.us7.list-manage.com/track/click?u=1120e1384ba0471f726c3a0d1&amp;id=74258df255&amp;e=8077437028" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>www.teatroregio.torino.it</strong></a></p>
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