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	<title>Le due passioni della sua vita sono coincise con le professioni che l’hanno visto per decenni sulla ribalta della vita torinese e italiana: l’avvocatura e il giornalismo Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>Il &#8220;libero pensare&#8221; di Bruno Segre, decano degli avvocati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 14:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA E SOCIETA']]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/09/26/il-libero-pensare-di-bruno-segre-decano-degli-avvocati-torinesi/">Il &#8220;libero pensare&#8221; di Bruno Segre, decano degli avvocati</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;">I<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-63542" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/segre-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />l 99° compleanno di Bruno Segre, decano degli avvocati torinesi e protagonista delle più importanti battaglie per i diritti civili, è stato  festeggiato con un bel  libro a lui dedicato:  “<em>Libero pensare, una giornata nello studio dell’avvocato Bruno Segre</em>”. Un omaggio, a cura di Marisa Quirico, composto da 18 scatti in bianco e nero del fotografo Renzo Carboni</span></strong></span>, accompagnati da una prefazione di Davide Manzati e dagli interventi (in rigoroso ordine alfabetico) di Luciano Boccalatte, Nino Boeti, Carlo Greppi, Nico Ivaldi, Maria Mantello, Pietro Polito, Donatella Sasso e Guido Vaglio. Alberto Bolaffi, nella dedica al libro, offre un sintetico e autentico profilo di Segre: “<em>Caro Bruno, parafrasando Giovannino Guareschi, penso che tu sia uno dei migliori interpreti del suo pensiero quando, da prigioniero in Germania, scrisse che libertà esiste ovunque esiste un cervello libero </em>”. Nato a Torino il 4 settembre 1918, due mesi prima della fine della Grande guerra, ultimo allievo di Luigi Einaudi, laureato in legge nel 1940 e discriminato dalle leggi razziali nei confronti degli ebrei, Bruno Segre venne arrestato una prima volta nel dicembre del 1942 per “disfattismo politico” e una seconda nel settembre del ’44, quando venne catturato e rinchiuso nella caserma di via Asti e poi trasferito nelle carceri “Le Nuove” da dove , fortunosamente,  riuscì a fuggire qualche tempo dopo. Un’esperienza a cui ha dedicato un libro-memoriale , “<em>Quelli di via Asti”, </em>scritto nell’estate del 1946 ma pubblicato solo nel 2013. Partigiano nelle file  di <em>Giustizia e Libertà</em>, antifascista, irriducibile paladino delle battaglie per la laicità, Bruno Segre è stato protagonista delle più importanti vicende lungo un secolo intero. Una su tutte: la difesa, davanti al Tribunale militare di Torino nel 1949,  di Pietro Pinna, il primo obiettore di coscienza in Italia. Le due passioni della sua vita sono coincise con le <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-63543" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/segre1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />professioni che l’hanno visto per decenni sulla ribalta della vita torinese e italiana: l’avvocatura e il giornalismo. Infatti, oltre ad indossare la toga per settant’anni – con memorabili e appassionate arringhe – dopo aver collaborato a numerose, prestigiose testate ha fondato “<em>L’Incontro”</em> nel 1949. Un mensile indipendente, con un programma politico culturale <em>“ ispirato alla pace, alla difesa dei diritti civili, al laicismo, all’opposizione a razzismo e antisemitismo</em>”. Quattro grandi pagine con un formato su nove colonne e la testata in rosso che, ininterrottamente, da 68 anni da voce a quest’uomo straordinario, mai rassegnato  e sempre pronto – con un’invidiabile lucidità e un’arguta dialettica – a dar battaglia per i suoi ideali libertari e socialisti, per la laicità delle istituzioni e per i diritti umani. Bruno Segre é tutto questo e molto altro, così come tanti sono gli impegni e gli interessi che lo vedono ancora protagonista attivo e presente alla soglia dei cent’anni. Le foto di Carboni, scattate nello studio dell’avvocato, al n.11 di via della Consolata, offrono un’immagine di questa<em>wunderkammer</em>  tra imponenti schedari e tanti libri. E’ lì, al secondo piano di un antico palazzo del settecento, che – entrando nello studio di Segre – il fotografo ha avuto l’impressione di “<em>attraversare lo specchio di Alice</em>”. E’ lì che si respira l’aria di una storia che ha visto e vede protagonista un uomo che, parlando di se stesso e parafrasando il titolo di una suo libro-intervista, non ha timore a dire “<em>non mi sono mai arreso</em>”.</span></div>
<p class="nospacing" style="text-align: right;"><strong>Marco Travaglini</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/09/26/il-libero-pensare-di-bruno-segre-decano-degli-avvocati-torinesi/">Il &#8220;libero pensare&#8221; di Bruno Segre, decano degli avvocati</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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