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	<title>La quasi scientifica ingovernabilita&#039; e&#039; una scelta irresponsabile ed avventurosa Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>Legge elettorale, ora vediamo chi bluffa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2017 15:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[La quasi scientifica ingovernabilita' e' una scelta irresponsabile ed avventurosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni sapremo con certezza chi, sulla riforma della legge elettorale, fa sul serio e chi invece continua a bluffare. Non c&#8217;e&#8217; una terza via rispetto a questa riflessione. Tutti sanno che andare al voto con un sistema elettorale che garantisce, nella concreta situazione politica italiana, la quasi scientifica ingovernabilita&#8217; e&#8217; una scelta irresponsabile ed avventurosa. Una scelta che, come hanno piu&#8217; volte ribadito gli osservatori delle cose politiche del nostro paese, ricadrebbe esclusivamente sulle spalle di chi ha ostacolato, seppur in forme diverse, l&#8217;approvazione di una legge che garantisce la governabilita&#8217; e permette ai cittadini di scegliersi i propri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #008000; font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><strong>Tra pochi giorni sapremo con certezza chi, sulla riforma della legge elettorale, fa sul serio e chi invece continua a bluffare. Non c&#8217;e&#8217; una terza via rispetto a questa riflessione. </strong></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Tutti sanno che andare al voto con un sistema elettorale che garantisce, nella concreta situazione politica italiana, la quasi scientifica ingovernabilita&#8217; e&#8217; una scelta irresponsabile ed avventurosa. Una scelta che, come hanno piu&#8217; volte ribadito gli osservatori delle cose politiche del nostro paese, ricadrebbe esclusivamente sulle spalle di chi ha ostacolato, seppur in forme diverse, l&#8217;approvazione di una legge che garantisce la governabilita&#8217; e permette ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti senza cancellare il pluralismo che caratterizza da <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-49530" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/01/Senato.jpg" alt="" width="738" height="462" />sempre il nostro paese. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Ora, sono almeno 3 i punti su cui si puo&#8217; e si deve intervenire alla ripresa dei lavori parlamentari. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Innanzitutto va inserito il premio di maggioranza alla coalizione. In Italia, del resto, la politica e&#8217; sempre stata sinonimo di &#8220;politica delle alleanze&#8221;. Pensare di azzerare questo postulato essenziale e strutturale della politica italiana e&#8217; semplicemente lunare. Rinnegare le alleanze, respingere le coalizioni e pensare che l&#8217;autosufficienza politica ed elettorale dei singoli partiti siano un toccasana per rinnovare la politica e rilanciare l&#8217;azione di governo e&#8217; altrettanto fantasioso. Dunque, serve il premio di maggioranza alla coalizione, almeno per chi ha a cuore le sorti democratiche del nostro paese. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">In secondo luogo va inserita la possibilita&#8217;, concreta e non fittizia, per i cittadini di potersi scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. E su questo versante non ci sono mille soluzioni. Ma solo 2. O le preferenze o i collegi uninominali. E&#8217; noto a tutti che la rincorsa delle preferenze genera quel malcostume politico a tutti noto. Finalmente i grandi organi di informazione ne stanno parlando approfonditamente e senza retorica in queste ultime settimane. Le preferenze, accompagnate da campagne elettorali milionarie, non possono essere dipinte come il metodo migliore per ridare credibilita&#8217; alla politica e, soprattutto, per dare la possibilita&#8217; a chi non e&#8217; ricco di poter partecipare attivamente alla vita politica nel proprio paese. E l&#8217;unica alternativa, appunto, alle preferenze sono e restano i collegi uninominali. La stagione politica, per intenderci, che ha caratterizzato il sistema elettorale denominato &#8220;mattarellum&#8221;. E&#8217;, questa, dunque, l&#8217;unica possibilita&#8217; concreta per avvicinare l&#8217;eletto all&#8217;elettore, per risanare le campagne elettorali vista la dimensione dei collegi e per rimuovere alla radice la designazione centralistica dei candidati. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">E, in ultimo, evitare atti di forza nel varare la nuova legge elettorale. Ovvero, battere i tentativi, sempre latenti quando si parla di questi temi, di cucire una legge elettorale a propria immagine e somiglianza. Certo, non sono ammesse e non sono piu&#8217; tollerabili le furbizie di alcuni partiti a cui abbiamo assistito nella recente discussione parlamentare. Su questo versante verificheremo anche il tasso di maturita&#8217; e di serieta&#8217; delle varie forze politiche in campo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Insomma, adesso siamo arrivati alla prova del nove. E non attorno ad una legge qualsiasi ma su quella legge che, da sempre, viene definita come &#8220;la madre di tutte le riforme&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: right;">
<strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Giorgio Merlo</span></strong></p>
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