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	<title>ISOLA LIBRO Archivi - Il Torinese</title>
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	<title>ISOLA LIBRO Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>L&#8217;isola del libro. Da un romanzo… all’Australia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2025 22:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/libri-book-3652-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; &#160; &#160; Alexandra Lapierre “L’indomabile e misteriosissima Miles Franklin” -edizioni e/o- euro 22,00 In queste 460 pagine c’è tutto quello che occorre per un incantevole romanzo (potrebbe essere anche un film epico) dove si amalgamano magistralmente: la bravura dell’autrice, una protagonista che non si scorda più, avventura, spazi infiniti, eventi storici e molto altro ancora. Innanzitutto è un’assoluta garanzia la firma di Alexandra Lapierre (figlia del famoso Dominique Lapierre, autore di “La città della gioia”); autrice di biografie che restituiscono il giusto rilievo a donne spesso trascurate dalla storiografia, ma che hanno</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2025/08/04/lisola-del-libro-da-un-romanzo-allaustralia/">L&#8217;isola del libro. Da un romanzo… all’Australia</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2020/04/libri-book-3652-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><span style="color: #008000;"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Alexandra Lapierre “L’indomabile e misteriosissima Miles Franklin” -edizioni e/o- euro 22,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In queste 460 pagine c’è tutto quello che occorre per un incantevole romanzo (potrebbe essere anche un film epico) dove si amalgamano magistralmente: la bravura dell’autrice, una protagonista che non si scorda più, avventura, spazi infiniti, eventi storici e molto altro ancora. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-276545" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71VgVfKESCL._SL1500_-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71VgVfKESCL._SL1500_-193x300.jpg 193w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71VgVfKESCL._SL1500_-480x745.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71VgVfKESCL._SL1500_.jpg 599w" sizes="(max-width: 193px) 100vw, 193px" />Innanzitutto è un’assoluta garanzia la firma di Alexandra Lapierre (figlia del famoso Dominique Lapierre, autore di “La città della gioia”); autrice di biografie che restituiscono il giusto rilievo a donne spesso trascurate dalla storiografia, ma che hanno vissuto esistenze eccezionali e raggiunto grandi primati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo libro è il frutto di 4 anni di minuziose ricerche; Alexandra Lapierre ha scandagliato gli archivi sparsi agli angoli del mondo e si è messa sulle tracce della protagonista, visitando di persona i luoghi del suo passaggio.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Franklin Stella, Miles, (nome maschile di un avo che, alla nascita, le diedero per ultimo e poi diventerà il suo marchio) è la prima di 7 tra fratelli e sorelle. Nasce nel Bush interno australiano, in una fattoria in crisi, Stillwater (acqua cheta). </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Adora il padre, uomo sensibile e buono, ma pessimo negli affari. Invece, per lo più, è in rotta di collisione con la madre, che discende da una ricca e colta famiglia; donna intelligente ed energica, ma rassegnata al ruolo tradizionale di moglie e madre, che prospetta anche alla figlia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Stella-Miles ama gli sconfinati spazi del Nuovo Galles del Sud, dove adora cavalcare libera; è rude con i giovanotti affascinati dalla sua audacia; i limiti della società vittoriana le vanno stretti. Ha deciso: non si sposerà, e mai diventerà la serva di marito e figli. Il suo orizzonte è decisamente più ampio&#8230;anzi, sconfinato.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ha talento nella scrittura, la sua maestra ne intuisce il potenziale e la incoraggia. Così inizia a germogliare il seme della futura: scrittrice, femminista, volontaria, attivista e donna straordinaria, protagonista del 900, Stella-Miles Franklin.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Piccola di statura (appena 1metro e 53 cm) -dentro è un gigante- occhi chiari leggermente a mandorla, una cascata di riccioli bruni raccolti nella lunga treccia. Non ha paura di nulla e nessuno.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ingaggia la prima sfida scrivendo “La mia brillante carriera”, ispirato alla vita in famiglia e agli altri abitanti della zona; senza risparmiare descrizioni acute e spietate degli angusti orizzonti della società dell’epoca. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il romanzo viene pubblicato a Edimburgo ed è immediato successo in tutto l’Impero. Purtroppo però ha firmato un contratto capestro e non ricava alcun profitto. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">All’inizio subisce il disappunto di chi la riconosce e si sente messo sotto accusa nelle sue pagine. Le cose cambiano quando, grazie ai riconoscimenti della critica, diventa famosa ed il libro è considerato il primo capolavoro che, finalmente, mette in risalto la letteratura australiana a livello mondiale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Decide di andare a Sidney, senza un soldo in tasca, ma sperando di stipulare contratti vantaggiosi con altri editori. Ormai è il personaggio del momento e le dame dell’alta società se la contendono come ospite d’onore nei loro salotti. Purtroppo non conclude nulla di quanto sperava; in compenso, conosce alcune femministe e sono incontri importanti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Torna a casa per scrivere il libro inchiesta sull’esperienza da infiltrata -come domestica- nelle famiglie benestanti di Sidney: ha documentato i maltrattamenti inflitti metodicamente dai datori di lavoro e scritto “Quand’ero Mary Ann, una schiava”. Peccato venga rifiutato dagli editori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma lei è indomabile e coraggiosa, con l’aiuto della madre -che le offre la chance a lei negata- spicca il volo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ l’avvio di una vita avventurosa in America, dove trova solidarietà nella suffragetta Vida Goldstein e nelle femministe che lottano con lei, delle quali Stella condivide gli ideali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sostiene lo sciopero delle operaie a Chicago, lavora come cavallerizza in un circo in Colorado, nel 1907 arriva a San Francisco distrutta dal terremoto. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Scrive tutte le esperienze che vive nei suoi reportage, sotto pseudonimi vari. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si barcamena sempre in ristrettezze economiche, ma nulla la ferma. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E durante la Prima guerra mondiale si offre volontaria in un ospedale da campo nei Balcani.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi decide di approfondire le ricerche sui primi fondatori galeotti dell’Australia, rintanandosi tra i preziosi documenti conservati negli archivi della London Library. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ allora che l’assale una struggente nostalgia del Bush, dove decide di tornare. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ricomincia nella terra delle sue radici, dove conduce un’esistenza semplice e con pochissimi mezzi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dal 1929 scrive splendidi romanzi di carattere storico e li firma con lo pseudonimo Brent of Bin Bin. Il successo è travolgente. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E anche se scrivere è la profonda passione che la anima, persiste nel non voler rivelare la sua vera identità; agli occhi del mondo, la scrittrice Miles Franklin continua ad essere scomparsa da 35 anni. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La svolta è nel 1936, quando riceve l’S.H.Prior Memorial Prize che la consacra gloria letteraria nazionale e restituisce finalmente a Miles Franklin il posto che le spetta da sempre di diritto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nonostante la fama, lei non cambia stile di vita, tantomeno si monta la testa; molto più semplicemente e con esemplare coerenza, continua a vivere modestamente. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fino a quando il suo cuore si ferma per le complicanze di una pleurite; il 19 settembre 1954, a poche settimane dal compiere 75 anni. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ha disposto che la notizia non appaia sui giornali e le sue ceneri siano disperse nelle acque del Jounama Creek, fiume che dalle montagne scorre a sulle terre di Talbingo e che la riporta dritta agli anni dell’infanzia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La sorpresa piomba mesi dopo, all’apertura del testamento. Quando il più grande dei suoi misteri è svelato: in banca aveva accumulato una fortuna da destinare a un premio letterario annuale, che porti il suo nome e sia degno del continente australiano. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una giuria di 5 persone deve assegnarlo all’opera che meglio rappresenta la vita in Australia, sotto qualsiasi aspetto e in qualunque epoca.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Convinta della necessità di dare risalto alla letteratura nazionale (e svincolarla dalle influenze inglesi e americane) Stella aveva sempre rinunciato a tutti gli agi e al superfluo, mettendo da parte un tesoro immenso.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il Miles Franklin Literary Award oggi è uno dei premi più ricchi del pianeta, nonché quello letterario più prestigioso ed ambito del Commonwealth. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il primo scrittore australiano ad ottenerlo, nel 1957, è stato Patrick White, in seguito vincitore anche del Premio Nobel per la letteratura.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ed ora c’è anche lo Stella Price, premio da assegnare alla migliore opera dell’anno scritta da una donna</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Miles Franklin “La mia brillante carriera” -elliot- euro 17,50</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-276548" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71BJROZzhCL._SL1500_-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71BJROZzhCL._SL1500_-188x300.jpg 188w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71BJROZzhCL._SL1500_-480x767.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/71BJROZzhCL._SL1500_.jpg 582w" sizes="(max-width: 188px) 100vw, 188px" />Dietro il nome apparentemente maschile si cela proprio lei, la più grande scrittrice australiana, Stella Maria Sarah Miles Franklin; potremmo anche definirla, mecenate delle patrie lettere post mortem.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La prima ad aver posto le basi di una letteratura che scandaglia e fa conoscere al mondo intero il cuore più autentico e profondo del suo sconfinato e spettacolare paese. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ha iniziato a scrivere questo romanzo a 16 anni, l’ha finito a 20 e pubblicato a 22, nel 1901. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Protagonista è il suo alter ego, Sybilla Melvyn, che le somiglia praticamente in tutto: tipo di famiglia, il Bush nel quale vive, la passione per la scrittura, l’anelito alla libertà, il rifiuto dei rigidi canoni dell’epoca vittoriana, la ricerca di un femminismo molto personale (quando il movimento non era ancora neanche nato).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sybilla è la figlia dell’affascinante Richard Melvyn, proprietario terriero e allevatore, “uno che conta”, e dell’aristocratica Lucy Bossier di Caddagat.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La piccola è cresciuta nel Bush, ama cavalcare e non sa cosa sia la paura. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi il padre ha dovuto fare i conti con l’allevamento poco remunerativo, si è dedicato alle aste del bestiame e le cose sono andate di male in peggio.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel romanzo tocchiamo quasi con mano la fatica di vivere cotti dal sole, logorati dalla fatica, la strenua lotta contro la siccità e gli altri ostacoli di una terra bellissima, ma che lancia sfide continue.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ questo lo sfondo su cui cresce la protagonista, che si ribella alle due sole opzioni che si profilano all’orizzonte di una ragazza: matrimonio o insegnamento. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una svolta c’è quando, per alleggerire la famiglia di una bocca in più da sfamare, Sybilla viene ospitata nella tenuta della nonna. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ed è lì che, grazie all’affetto e alle attenzioni soprattutto della dolcissima zia Helen, la giovane trova poco a poco più sicurezza in se stessa ed impara un nuovo modo di affrontare la vita. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non è bella secondo i soliti canoni, ma ha il fuoco dentro, e per chi sa vedere più in profondità, traspare; è questo a renderla particolarmente affascinante. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sicuramente lo pensa l’attraente e ricco proprietario terriero Harry Beecham, che la corteggia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sybilla non gli è indifferente; ma quando lui le propone di sposarlo, ecco l’amletica scelta tra un rassicurante futuro convenzionale oppure la brillante carriera che sogna da sempre.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da questo famoso classico della terra dei kangaroo è stato tratto l’omonimo film diretto da Gillian Armstrong, nel 1979, interpretato da Sam Neil e Judy Davies, sullo sfondo di incantevoli scenari tipici dell’Australia; che incantarono pubblico e critica quando la pellicola concorse al 32 Festival di Cannes.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Robert Hughes “La riva fatale” -Adelphi- euro 23,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-276546" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/61H6Wc2OO-L._SL1500_-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/61H6Wc2OO-L._SL1500_-189x300.jpg 189w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/61H6Wc2OO-L._SL1500_-480x760.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/61H6Wc2OO-L._SL1500_.jpg 587w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" />A lungo, per i cartografi, l’Australia non è esistita; o meglio, si sapeva di un continente australe, ma è solo con una spedizione nell’Oceano Pacifico che si apre una nuova frontiera. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il capitano Cook nell’aprile del 1770 sbarca nell’odierna baia di Sidney ed accerta una volta per tutte la reale presenza di quella sconfinata terra. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Però dopo la scoperta dell’Australia da parte dell’Impero Britannico, per quasi 20 anni la Corona sembra dimenticarsene.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Di fatto, la storia dell’Australia inizia il 26 gennaio del 1788, con l’arrivo della flotta di 11 vascelli inglesi, che gettano l’ancora a Botany Bay. A bordo ci sono1030 persone, ma poiché 800 di loro sono galeotti in catene, possiamo considerarle una sorta di tante arche di Noè della criminalità. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le oltre 700 pagine di questo libro –tra romanzo storico e saggio- raccontano una storia di grande sofferenza e dolore; di fatto, l’espulsione di interi gruppi di persone “indesiderabili”. Non esattamente un bell’inizio, ma da quello è sorta una strabiliante nazione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’ultima nave di deportati sbarcherà nel 1868. E nell’arco di tempo tra i due approdi, l’Australia si configura come immenso penitenziario; sede del primo esperimento di deportazione di massa, attuato dal mondo cosiddetto civile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ dalla scoperta dell’America nel 1492 che l’Inghilterra esiliava i suoi delinquenti a scontare le pene nelle colonie oltreoceano. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In Australia, secoli dopo, l’opera sarà più massiccia e cruenta. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Soprattutto, trasformerà un intero continente inesplorato in una prigione dove scaricare 200.000 “pezzi da galera”. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In questo modo i tribunali britannici escogitarono il “sistema” per ripulire la società da chi ritenevano: derelitto, irrecuperabile, rifiuto umano.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le pene più severe –incluse le condanne a morte tramite impiccagione- vennero convertite nella deportazione dall’altra parte del globo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Inoltre l’Australia era anche la colonia ricca di nuove materie prime preziose. Le cose poi non furono tanto facili; a partire dalla natura stessa dei luoghi, rivelatisi spesso impenetrabili, difficili ed irti di pericoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel corso degli anni il paese si configurò come gigantesca prigione a cielo aperto. I condannati sopravvissuti al durissimo viaggio finivano in campi simili a lager; dov’erano sottoposti a duro lavoro, privazioni e torture di ogni genere. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Stessa sorte toccò agli abitanti autoctoni, gli aborigeni australiani che, come i nativi nord americani, furono decimati e spodestati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel testo di Hughes sono documentate le condizioni dei deportati, molti dei quali erano bambini.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le donne, a loro volta, erano prigioniere dei prigionieri; ma, peggio di tutti furono trattati gli aborigeni, soprattutto i tasmaniani che, da veri padroni del continente precipitarono all’ultimo livello della scala sociale, considerati meno di nulla.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Chi ce la faceva, come gli ex carcerati, dopo aver scontata la pena, si inseriva nella società dei coloni “senza macchia” e in un sistema conservatore, improntato a uno snobismo di stampo provinciale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Per esempio si scimmiottava la tradizionale caccia alla volpe della madre patria; solo che, in mancanza della fulva preda britannica, si rincorrevano gli australiani dingo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dunque, per i primi 80 anni dopo l’arrivo degli inglesi l’Australia fu sostanzialmente un pozzo nero, la cui fine fu decretata dall’approdo dell’ultima nave nel 1868. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel frattempo, era cresciuta una florida nazione in cui gli scambi erano stati continui, l’economia in piena crescita e sviluppo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tuttavia, l’Australia moderna sembrava voler dimenticare le origini, intrise di sangue e dolore; quasi si vergognasse delle sue radici che ramificavano nelle lontane galere inglesi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel 1987 sarà proprio un australiano a pubblicare “La riva fatale”, mastodontico libro sull’insediamento e la costruzione dell’Australia. Lo scrittore, critico d’arte e storia, documentarista televisivo, Robert Hughes (nato a Sidney nel 1938, morto a New York nel 2012). </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ha fatto ricerche approfondite e vastissime in più campi: dall’economia alla politica, dalla storia militare alla zoologia, passando per le antiche tecniche di costruzione delle navi e il supporto di documenti importantissimi. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si è avvalso di centinaia di testimonianze, dati e fonti che hanno restituito voce ai tanti disgraziati che furono i primi bianchi a vivere sul suolo Australiano.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dunque un testo fondamentale –di scorrevole lettura, nonostante la mole- per chi vuole conoscere a fondo questo immenso ed affascinante angolo di mondo.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Patrick White “L’esploratore Voss” -Mondadori- euro 15,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-276547" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/81fFz-4GqTL._SL1500_-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/81fFz-4GqTL._SL1500_-194x300.jpg 194w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/81fFz-4GqTL._SL1500_-480x744.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/08/81fFz-4GqTL._SL1500_.jpg 600w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" />Patrick White è ritenuto il fondatore del romanzo australiano moderno, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1973 (uno dei più misconosciuti tra i Nobel, e neanche lo ritirò di persona). </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Era nato a Londra il 28 maggio 1912 e dopo solo 6 mesi la famiglia tornò in Australia; la sua infanzia fu segnata da una grave forma di asma che lo costrinse ad una forzata solitudine e contribuì a formare il suo carattere schivo ed introverso. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sviluppò una notevole immaginazione; l’isolamento fu sopportabile perché leggeva, scriveva, esplorava e scopriva l’amore per il teatro.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Crescendo non si distinse negli studi, avrebbe preferito dedicarsi solo alla scrittura; in seguito per un po’ fece l’allevatore di pecore e bovini.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Alla morte del padre, ebbe la fortuna di ereditare una somma che gli permise di mantenersi e dedicarsi tranquillamente alla sua vera passione.</span></span></p>
<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’esploratore” del 1957 è considerato il suo capolavoro, ma va ricordato che White è stato un intellettuale controverso. Aveva fama di uomo burbero, scostante, autore difficile che scriveva in modo criptico, per lo più troppo indecifrabile e faticoso da leggere. </span></span></p>
<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’esploratore” narra proprio la storia di un esploratore tedesco, Johann Ulrich Voss, deciso ad intraprendere la pericolosa scoperta dell’entroterra australiano.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’opera trae ispirazione dalla seconda perlustrazione realmente effettuata nel 1848 dall’esploratore tedesco Ludwig Leichardt all’interno del continente australiano, e di lui si persero le tracce.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel romanzo, il protagonista Voss risulta un personaggio bizzarro, complesso, megalomane, spinto non solo dalla curiosità di scoprire terre e natura nuove, selvagge e inesplorate. La sua spedizione, più che geografica, trascende l’elemento fisico ed insegue piuttosto una connessione spirituale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il suo si configura prima di tutto come viaggio interiore, cammino di sofferenza verso la crescita come persona e sconfina in ricerca del senso dell’universo.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Importante sarà l’incontro e la comunicazione spirituale con la sensibile Laura Trevelyan. Ma non è previsto il lieto fine. Piuttosto nel romanzo emerge la spettacolare ambientazione australiana; la natura selvaggia e la storia della sua esplorazione.</span></span></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro: Speciale 150 anni Thomas Mann</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 23:15:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Quest’anno ricorre l’anniversario dei 150 anni dalla nascita dello scrittore tedesco Thomas Mann, venuto al mondo a Lubecca il 6 giugno1875.  Inoltre, trascorsi 70 anni dalla sua morte -a Zurigo il 12 agosto 1955- oltre alle celebrazioni, segue la possibilità di pubblicare liberamente tutte le sue opere. &#160; Quella di Thomas Mann è stata una vita molto intensa, lunga 80 anni, dei quali oltre 50 dedicati alla scrittura…e che scrittura! Un gigante della letteratura mondiale, premio Nobel nel 29. Il primo capolavoro l’ha scritto a soli 26 anni, “I Buddenbrook”, ambientato nella</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2025/07/28/lisola-del-libro-speciale-150-anni-thomas-mann/">L&#8217;isola del libro: Speciale 150 anni Thomas Mann</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quest’anno ricorre l’anniversario dei 150 anni dalla nascita dello scrittore tedesco Thomas Mann, venuto al mondo a Lubecca il 6 giugno1875.  </span></span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Inoltre, trascorsi 70 anni dalla sua morte -a Zurigo il 12 agosto 1955- oltre alle celebrazioni, segue la possibilità di pubblicare liberamente tutte le sue opere.</span></span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quella di Thomas Mann è stata una vita molto intensa, lunga 80 anni, dei quali oltre 50 dedicati alla scrittura…e che scrittura! </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un gigante della letteratura mondiale, premio Nobel nel 29. Il primo capolavoro l’ha scritto a soli 26 anni, “I Buddenbrook”, ambientato nella sua città natale Lubecca, ispirato alle vicissitudini della sua famiglia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">(E.. aggiungo io… uno dei libri più belli mai scritti, che suggerisco di leggere a chi non l’avesse ancora fatto)</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Figlio di una ricca casata di commercianti anseatici, Thomas -come il fratello Heinrich- delude le aspettative paterne dal momento che rifiuta di portare avanti l’attività di famiglia, che tra l’altro sdrucciolerà verso il disastro.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-275901" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/1247325_fancybox_1ACZQZ_bFQe4h.jpg" alt="" width="1024" height="783" /> </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quando il padre muore, lascia un testamento velenoso ed umiliante per moglie e figli; la madre abbandona l’austera Lubecca e si trasferisce nella più frivola Monaco, dove vive anche Thomas fino al 1933.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Con l’avvento di Hitler, cambia tutto, e la storia travolge anche i Mann; a Thomas viene revocata la cittadinanza tedesca. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La sua esistenza muta per sempre e si trasforma in quella di esiliato; anche se lui sarà solito affermare: «Dove sono io, là è la cultura tedesca».</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In occasione dell’anniversario, si torna a parlare anche dei luoghi in cui lo scrittore è transitato ed ha abitato, per periodi più o meno lunghi, che hanno comunque scandito e segnato il suo tempo e le sue opere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La casa natale di Lubecca, non completamente restaurata.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La villa californiana a Pacific Palisades, con una spettacolare vista e circondata da palme; disgraziatamente è andata letteralmente in fumo nei recenti roghi che hanno devastato Los Angeles. Pare che si sia salvato solo l’archivio. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ed ora una carrellata di libri, più o meno recenti, che aiutano ad entrare più a fondo nella vita e nella personalità del genio creativo e dell’uomo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Intanto occorre risalire alla sua numerosa e complessa famiglia, ed i titoli che seguono sono un ottima traccia da seguire.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-275903" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/portraitthomasmann-formatkey-jpg-w983.jpg" alt="" width="983" height="427" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Tilmann Lahme “I Mann. Storia di una famiglia” -EDT- euro 26,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275904" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81aikP9anDL._SL1466_-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81aikP9anDL._SL1466_-205x300.jpg 205w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81aikP9anDL._SL1466_-480x704.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81aikP9anDL._SL1466_.jpg 634w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" />Tilmann Lahme -giornalista, docente e uno dei massimi esperti di letteratura tedesca- con questa biografia romanzata ci conduce dritti all’interno del nucleo della famiglia tedesca per eccellenza, l’ʺAmazing Familyʺ come gli americani amavano definire i Mann.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Andiamo dietro le quinte di una saga straordinaria, folle ed impetuosa; contraddistinta da talento, passioni, dolore e tragicamente intersecata dagli accadimenti storici.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Innanzitutto puntiamo l’attenzione sulle vicende di Thomas e della moglie Kathia Pringsheim, (figlia di un importante matematico e prima donna a conseguire il diploma di maturità a Monaco) che si sposano l’11 febbraio 1905. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ lei -donna elegante, forte, totalmente dedita alla famiglia e al marito- che gestisce con polso fermo il complicato ménage familiare, al fine di proteggere prima di tutto il lavoro del genio. Ancora lei fa da argine alla sottesa tendenza omosessuale dello scrittore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Hanno 6 figli ed ognuno cercherà di affermarsi a modo suo; tra turbamenti, derive emotive, amori turbolenti, spesso sconcertanti e rovinosi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Erika: scrittrice, attrice, fondatrice di un cabaret politico, corrispondente di guerra. In Inghilterra sposa -solo formalmente e per salvarsi dalla persecuzione nazista- il poeta omosessuale W.H.Auden. E’ legatissima al fratello Klaus da un rapporto che alcuni considerano morboso. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Klaus comprende presto di essere omosessuale, come Erika, la sua “Twin” dalla quale dipende emotivamente. E’ il più dotato e tormentato. Sfida il padre sul suo stesso terreno, senza però mai riuscire a eguagliarlo e ne patisce l’ombra da gigante. Fragile e tormentato si uccide nel 1949.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Golo, anch’esso omosessuale, ma in modo meno provocatorio del fratello. Trova affermazione come storico di rilievo e cerca la salvezza allontanandosi dalla famiglia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Elizabeth, è la cocca del padre e sposa Giuseppe Antonio Borgese. Finisce per dedicare l’ultima tranche della sua vita alla difesa degli oceani; con successo e ottenendo la sua realizzazione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Michael, sostenuto sempre dalla madre, anche economicamente, diventa musicista; ma rimane per sempre preda di instabilità e crisi emotive, finendo anche lui suicida.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Monika è il brutto anatroccolo che i genitori considerano svogliata ed incapace, la meno amata dei sei.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le vicende della famiglia sono scandite dai fatti storici. L’ascesa di Hitler comporta l’esilio dei Mann: dapprima in Svizzera, poi in America dove Thomas continua a scrivere e viaggiare tenendo prestigiose conferenze. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Thomas Mann è un personaggio famoso e rispettato anche oltreoceano dove è accolto a braccia aperte. Una celebrità che parla alla radio in tedesco, pranza due volte con il Presidente Roosevelt e costruisce la grande villa californiana di Pacific Palisades (a spese di una ricca mecenate, Agnes Meyer). </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi negli anni della guerra, Golo e Klaus si arruolano nell’esercito americano. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Alla fine i Mann tornano in Europa nel 1952 e si stabiliscono in Svizzera dove Thomas continua a scrivere fino all’ultimo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La morte, per arteriosclerosi, lo coglie il 12 agosto 1955, a Kilchberg, sul lago di Zurigo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">All’epoca, Thomas Mann è considerato e celebrato come una delle personalità di maggior spicco e tra le più rispettabili al mondo.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Colm Tóibín “Il Mago” -Einaudi- euro 24,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275905" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51IlnA90tiL._SL1500_-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" />Questo splendido ritratto -che immagina anche la vita e la voce interiore di Thomas Mann- è valso a Tóibín (saggista, drammaturgo e docente universitario) il Premio Gregor von Rezzori 2023.</span></span></p>
<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il Mago” è un racconto dalla struttura circolare; inizia e finisce a Lubecca, la città dove Thomas nasce e intraprende faticosamente la carriera letteraria. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La stessa in cui tornerà da anziano, dopo tanto peregrinare, in uno stato d’animo oscillante tra ricordi e rimpianti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel mezzo c’è tutta la sua lunga, perigliosa, vita e il genio che irrora le sue opere immortali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il romanzo di Tóibín inizia con il fermo immagine di una casa alto borghese di Lubecca nel primo Novecento, dove due bambini sono in adorazione della bellissima madre, moglie del ricco senatore loro padre.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sono i fratelli Thomas ed Heinrich Mann, i cui destini finiranno per invertirsi. E’ Thomas (non il fratello, come invece pensava il padre) a coltivare ambizioni letterarie e a tutti nasconde, con cautela, le sue pulsioni omosessuali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il matrimonio con Katia Pringsheim, rampolla di una ricca famiglia ebrea di Monaco, il cui salotto è crocevia dell’élite culturale del paese, sembra fare da argine alle sue energie emotive disciplinandole; soprattutto lo salva dallo stigma dell’omosessualità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il loro non è un matrimonio di facciata, bensì fondato su un forte legame in cui si intrecciano: affetto, stima reciproca, solidarietà; anche se non mancano momenti di tensione. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Katia accetta la bisessualità del marito ed impara a conviverci; anche perché la loro unione in parte è saldata dall’amore. Ma entrambi vivono relazioni extraconiugali, non sempre facili da gestire in modo armonioso e in parallelo al loro patto nuziale che resta inscalfibile fino alla fine.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel libro è accuratamente narrato il ménage quotidiano, scandito dalla nascita di 6 creaturine. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Emerge che l’organizzazione familiare è stabilita con rigore da Katia, la quale cresce e gestisce le delicate e complesse personalità della numerosa e variegata prole, così da rendere la vita domestica più armoniosa possibile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il suo scopo principale è garantire la pax necessaria per consentire al marito di dedicare tutte le sue energie creative ed emotive alla composizione dei suoi capolavori, senza interruzioni o inopportune distrazioni.</span></span></p>
<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Mago” è l’appellativo affettuoso con cui si divertono a chiamarlo i figli, e lui si vanta di avere poteri straordinari. Katia comunque li ha addestrati a rispettare rigorosamente il tempo che il padre consacra alla sua metodica ed eremitica routine lavorativa.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Infinita è l’ispirazione che Thomas Mann trae dal suo quotidiano e traspone nei romanzi. A partire da “I Buddenbrook”, che rimanda alla rovina della sua stessa famiglia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">O quando, durante una vacanza italiana, è attratto da un ragazzo, intravisto sulla spiaggia e, da quell’infatuazione, nasce “Morte a Venezia”.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ancora, dalla visita alla moglie, ricoverata in sanatorio, sviluppa l’idea de “La montagna incantata”.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ed emerge un Thomas Mann uomo complesso, non sempre limpido, padre per lo più distante e distaccato; oppure attratto eccessivamente dal figlio maggiore. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel romanzo non sono mai espressi giudizi morali; piuttosto si esplora il modo in cui una persona tende a presentarsi al mondo e la distanza che, invece, può intercorrere rispetto al suo io interiore più profondo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E nel caso di un grande scrittore la cosa diventa più affascinante che mai, perché apre il varco ad interessanti analisi correlate alle sue opere, da leggere sotto lenti con diottrie diverse. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In questo libro emerge anche la statura di un Thomas Mann grande patriarca, sorta di capostipite che si cura del numeroso parentado; dalla moglie e i figli ai fratelli e i nipoti. Inoltre la sua capacità di allacciare rapporti con altri grandissimi personaggi del Novecento; da Mahler a Werfel, passando, tra gli altri, da Einstein e Truman….</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Marianne Krüll “Nella rete dei maghi” -Bollati Boringhieri- </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275906" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/41ZmssiHWL-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/41ZmssiHWL-194x300.jpg 194w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/41ZmssiHWL.jpg 291w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" />Se riuscite a procurarvi questo testo del 1993 potete scoprire un livello ancora più profondo della vita di alcuni personaggi della famiglia Mann, a partire ovviamente da Thomas. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’autrice, sociologa tedesca particolarmente interessata ai temi della famiglia e alle tematiche femminili, in queste pagine si concentra su alcuni punti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sull’invisibile rete di relazioni che, soprattutto Thomas, suo fratello Heinrich, e suo figlio Klaus, hanno tessuto, e dalla quale si sono lasciati trasportare; per poi cadere, finendo per trascinare anche altre persone nello scivolone.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le vicende dei tre presentano somiglianze: un continuo oscillare tra allontanamenti e riavvicinamenti, intrecci di affetto, amore, ma anche odio, frustrazione, rispetto ed altri sentimenti rimasti sottesi e mai espressi con chiarezza. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un caleidoscopio di sentire interiore che si è trascinato attraverso tre generazioni, diventando spesso trappola letale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La Krüll segue un filo rosso a partire dal suicidio di Klaus, a soli 42 anni, a Cannes, il 21 maggio 1949. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">C’è come una catena che collega questo ad un impressionante numero di altri suicidi avvenuti nella stessa famiglia, nelle generazioni precedenti. Di qui una rete di modelli di rapporti intrisi di sensi di colpa, odio, recriminazioni, relazioni difficili.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una famiglia segnata da suicidi, conflitti tra fratelli, latenti pulsioni omosessuali (Thomas) o dichiarate (Klaus ed Erika), ambiguità di rapporti (tra Thomas e il figlio Klaus).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le famiglie in causa sono tre, e spiccano figure femminili degne di attenzione. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La madre brasiliana di Thomas, Julia da Silva Bruhns, le sorelle dello scrittore Clara e Julia, la moglie Katia e la figlia Erika. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tutto corredato da un’affascinante documentazione fotografica che immortala i vari protagonisti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da segnalare che, al fondo del volume in una tasca della copertina, c’è una preziosa bussola per orientarsi meglio: sono tre mappe con gli alberi genealogici delle famiglie Mann, Bruhns (ramo materno di Thomas) e Pringshein (famiglia di Katia).</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Klaus Mann “Figlio di questo tempo” -Castelvecchi- euro 18,50</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275907" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71EWz0cxAL._SL1411_-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71EWz0cxAL._SL1411_-213x300.jpg 213w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71EWz0cxAL._SL1411_-480x677.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71EWz0cxAL._SL1411_.jpg 659w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" />Questo libro è stato pubblicato nel 1932 dal secondogenito di Thomas Mann, Klaus, nato a Monaco di Baviera nel 1906 e suicidatosi a Cannes nel 1949.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il libro è uno scrigno prezioso, ricco di aneddoti sulla sua infanzia e adolescenza, di conseguenza anche di curiosità inedite sulla sua famiglia. Il testo ebbe subito enorme successo, ma fu bandito l’anno dopo quando Hitler salì al potere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In realtà Klaus fin da giovanissimo legge voracemente e scrive ininterrottamente, sensibilissimo, alla ricerca di una sua voce e identità. Stila drammi, poesie, racconti…quasi a voler rivaleggiare con l’immenso padre.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il primo romanzo lo pubblica nel 1926, a 20 anni, è “La pia danza”; protagonista un giovane omosessuale nel primo dopoguerra, tra Berlino e Parigi, ovviamente in gran parte ispirato a se stesso.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ brillante, legatissimo e dipendente dalla sorella che più gli corrisponde, Erika; compagna di mille avventure e continue scoperte, compreso l’orientamento sessuale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si cimenta come attore, ballerino, cerca una sua forma espressiva artistica.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ama Proust e come lui ha il culto dei ricordi, tanto più che i suoi hanno il pregio di ruotare intorno al mostro sacro del padre Thomas Mann, il suo ambiente di altissimo livello e cultura. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">C’è anche la ricca e colta famiglia di Katia, donna fuori dal comune e madre amorevole, sempre disponibile a sopperire e colmare quei vuoti e silenzi lasciati invece dal padre blindato nel suo studio, non disturbabile e inaccessibile.</span></span></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-275902" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/csm_Mann_1_1d22a2e769.jpg" alt="" width="250" height="346" /></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 09:24:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Jane Smiley “L’età del disincanto” -La Nuova Frontiera- euro 16,90 Jane Smiley (nata a Los Angeles nel 1949) è un gigante della letteratura americana contemporanea. Premio Pulitzer, autrice di oltre una ventina di opere di narrativa e saggistica, tutte di altissimo livello. Questo romanzo, tradotto solo ora in italiano, in realtà è del 1987 e narra la crisi coniugale di una coppia di dentisti. Jane Smiley lo fa con estrema grazia e passo lieve, eppure riesce a scandagliare magistralmente due vite intere e due sensibilità caratterizzate da infinite sfaccettature. Lei oggi -40</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</span></p>
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<p><span style="font-family: Arial Black, serif;"><span style="font-size: medium;">Jane Smiley “L’età del disincanto” -La Nuova Frontiera- euro 16,90</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Jane Smiley (nata a Los Angeles nel 1949) è un gigante della letteratura americana contemporanea. Premio Pulitzer, autrice di oltre una ventina di opere di narrativa e saggistica, tutte di altissimo livello.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo romanzo, tradotto solo ora in italiano, in realtà è del 1987 e narra la crisi coniugale di una coppia di dentisti. Jane Smiley lo fa con estrema grazia e passo lieve, eppure riesce a scandagliare magistralmente due vite intere e due sensibilità caratterizzate da infinite sfaccettature. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275416" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/41IZsHbgrL-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/41IZsHbgrL-200x300.jpg 200w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/41IZsHbgrL-480x720.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/41IZsHbgrL.jpg 500w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Lei oggi -40 anni dopo e 4 matrimoni alle spalle- la ricetta giusta per far funzionare una coppia deve averla trovata; dato che con l’ultimo marito è felicemente sposata da 25 anni. Non litigano mai, si sono divisi chiaramente i compiti e trascorrono parte del tempo insieme scherzando.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tornando al romanzo; Dana e Dave, apparentemente, sembrano aver formato una coppia consolidata e serena. Le loro carriere sono armoniosamente condivise e di successo, ed hanno tre figlie impegnative che richiedono attenzione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Si sono conosciuti all’Università dove hanno studiato odontoiatria; una volta laureati, hanno aperto insieme uno studio dentistico all’avanguardia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ora, oltre alle bambine hanno anche due case; la seconda in campagna, dove, appena possono, si rifugiano per trascorrere ore di riposo vacanziero.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tutto sembrerebbe quasi da “Mulino Bianco”; ma il condizionale è d’obbligo, perché in realtà qualche ombra c’è. A svelarle è la voce narrante di Dave. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Attraverso i suoi flash back scorrono i nodi fondamentali che legano la sua famiglia. Emerge che Dave ha imparato molto dalla moglie, con la quale, dopo aver studiato fianco a fianco, ora lavora applicando la stessa formula collaborativa. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Marito e moglie fanno tutto insieme: vanno e tornano dal lavoro, si occupano delle figlie e cercano di gestire con equilibrio anche i loro puntigli. Come quello della piccola Leah che improvvisamente vira dall’assoluta predilezione per Dana a quella esclusiva e totalizzante per Dave.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lui rileva continui piccoli indizi e si allarma quando Dana gli confessa di essere spesso infelice; ma svicola, mentre il tempo del dubbio continua a dilatarsi. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quando poi in studio arriva un nuovo paziente….ecco che il disincanto arriva. E vi appassionerete sempre di più, grazie alla maestria della scrittrice che sa condurvi nelle nicchie più segrete di questo matrimonio, pagina dopo pagina…</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Joyce Carol Oates “Macellaio” -La nave di Teseo- euro 24,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275418" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51zDKkHJtZL._SL1424_-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51zDKkHJtZL._SL1424_-211x300.jpg 211w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51zDKkHJtZL._SL1424_-480x684.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51zDKkHJtZL._SL1424_.jpg 653w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" />Joyce Carol Oates è una fuori classe della letteratura mondiale: 87 anni, fisico minuto ed esile, carattere immenso ed energia incontenibile. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Scrittrice tra le più prolifiche della storia, capace di spaziare -senza mai sbagliare un colpo- tra svariati generi letterari, con circa 100 libri pubblicati tra: romanzi, racconti, novelle, poesie, testi teatrali, saggi e libri scritti sotto pseudonimi. Tutt’oggi è docente universitaria ed un torrente in piena di creatività.</span></span></p>
<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il macellaio” è l’ennesima prova della sua bravura. Un potente e crudo romanzo gotico di oltre 500 pagine, che in molte pagine fa quasi male per l’orrore che racconta. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nasce dall’accurato lavoro di ricerca condotto dalla Oates sulle esperienze di tre medici vissuti tra 1800 e 1900 in un contesto realmente esistito e dove le donne erano considerate esseri inferiori, sia in termini biologici che sociali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra l’altro, l’autrice vive a pochi chilometri di distanza dal manicomio di Trenton descritto nel “Macellaio”; teatro delle atrocità compiute dalla figura fittizia di Silas Aloysius Weir. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ispirato al Dottor J. Marion Sims (1813-1883), fondatore della moderna ginecologia che, tra 1845 e 1849, in un ospedale improvvisato in Alabama, fece esperimenti chirurgici -senza anestesia- su schiave afroamericane.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La prima scena –agghiacciante- arriva in fretta. Il dottor Silas è alle prese con uno dei suoi raffazzonati e truculenti tentativi pseudo-scientifici su una neonata “difettosa” che ha comprato dalla madre indigente.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La bimba ha il cranio malforme, simile a un melone asimmetrico, e il medico cerca di aggiustarla asportandone alcune parti… inutile dire come andrà a finire.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La Oates usa l’espediente di una biografia polifonica, curata da Jonathan Franklin Weir, figlio del defunto Silas Weir; che per 35 anni è stato il direttore dell’Istituto del New Jersey per donne malate di mente, a Trenton. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il romanzo è ambientato nell’America nel 1836, quando gli anestetici non erano in uso e Silas Weir si dilettava a devastare le parti intime delle sue pazienti; tutte di classi inferiori, ricoverate per comportamenti ritenuti non conformi alle norme. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Su di loro usava un armamentario di punteruoli, forcipi e pinze arroventate ed altri strumenti mostruosi che straziavano le loro carni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Pratiche di pura macelleria sadica spacciate per sperimentazione medica, in nome di una Gino-Psichiatria basata sulla convinzione che le femmine fossero più inclini degli uomini all’isteria. La sede sarebbe stata l’utero, organo ripugnante, così come pure i genitali e l’intero corpo femminile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Isteria deriva infatti dal latino “Histerëcus”, che significa utero. Inoltre, bastava ribellarsi ad una famiglia opprimente per essere ritenute pazze e venire rinchiuse.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nell’ultima parte, invece, la voce cambia ed è quella dell’orfana Brigit Kinealy, che fu la prima paziente di Silas: una serva irlandese, albina, sordomuta per la quale il medico sviluppò un’ossessione. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel suo diario, pubblicato nel 1868, Brigit ci porta dritti nella stanza degli orrori, dove Silas sperimenta per la prima volta, senza anestesia, dopo ripetuti tentativi, la tecnica di riparazione di una fistola della vescica. Pratica per cui diventerà famoso.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi la promuoverà sua assistente, obbligandola a diventare sua complice nell’infliggere supplizi indicibili ad altre disgraziate… fino all’epilogo …</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Cristiana Ferrini “ Mio padre, il capitano dei capitani” -Cairo- euro 16,50</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275419" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71RcXkfBDL._SL1500_-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71RcXkfBDL._SL1500_-195x300.jpg 195w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71RcXkfBDL._SL1500_-480x737.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/71RcXkfBDL._SL1500_.jpg 606w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />E’ la splendida dichiarazione d’amore scritta da una figlia al padre, immenso e famoso, che la morte le ha portato via quando lei aveva appena 12 anni…e ancora bisogno del suo sguardo azzurro che -con la forza e la tenerezza di un abbraccio pieno di amore- sapeva guidarla ed avvolgerla.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lei è Cristiana Ferrini, stessi occhi, colori, tenacia e forza di carattere -da mula triestina- di suo padre, Giorgio Ferrini. Il capitano più longevo e carismatico della storia granata. Morto a soli 37 anni, con un palma res di primati impareggiabile che lo ha catapultato dritto in rete al mito, e travalicato il silenzio dell’eternità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Cristiana ha scritto queste pagine con il cuore che ancora rincorre ricordi, emozioni, echi e rimpianti, per quel bagliore fulmineo, troppo breve, concesso dal destino. Questa intensità si sente ed arriva dritta al nucleo più sensibile di chi legge.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non è un libro solo per tifosi di inscalfibile fede granata; ma una storia che suggerisco a tutti di leggere. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Perché è il commovente ritratto, disegnato a mano libera da chi ha il privilegio di indossare -come una seconda pelle- lo stesso cognome dell’uomo che è stato: un figlio di cui andare orgogliosi, un marito esemplare, un padre dolcissimo, un capitano unico, un amico fidato e molto altro&#8230; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il suo fugace passaggio sulla terra è stata una luminosissima </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">cometa per chi ha avuto la fortuna di incrociarne la traiettoria. Portatore di valori profondi: poche parole, ma fatti e concretezza; Dna da leader, senza neanche accorgersene; grande cuore granata buono e generoso, però mai sbandierato; strenuo lavoratore con senso del sacrificio già dall’infanzia. Agli inizi si stupì persino che lo pagassero per fare quello che più gli piaceva, tirare calci al pallone!</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Era la sua passione fin da piccolo; ma giocava scalzo perché aveva un solo paio di scarpe, e quelle servivano per andare a scuola. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sognava un pallone vero, ma non si poteva. Sua madre fece scendere in campo il suo ingegno e gliene confezionò uno artigianale; di gommapiuma rivestita con scampoli di stoffe robuste, cucite con infinito amore a guidare ago e filo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ecco come si è forgiato l’uomo dei primati: schiena dritta, sacrifici, sudore, impegno, tutto d’un pezzo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ha giocato sempre e solo con la maglia del Toro e collezionato 566 presenze, di cui 404 in Serie A, nell’arco di 16 stagioni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il Torino è stato fondato nel 1906 e nel corso della sua storia lunga quasi 120 anni, nessuno ha mai disputato così tante partite con la sua maglia, né è rimasto in squadra per 16 stagioni da giocatore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ad oggi Ferrini è l’unico del Toro che può vantare i numeri più alti: 442 presenze in campionato; 80 in Coppa Italia; 45 nelle coppe europee; 30 derby giocati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Infinito il n. 8 al quale è legata l’intera vita di Ferrini, a partire da quello cucito sulla sua maglia di capitano, l’unico nella storia granata ad aver portato la fascia per 12 stagioni consecutive. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La sua dedizione alla squadra era l’aria che respirava e nessuno è mai stato capitano più di lui e come lui. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sua figlia Cristiana è un vulcano di simpatia, idee, spigliata, creativa, straordinaria creatrice di eventi, una ne fa e cento ne pensa. Da sempre il Toro le scorre impetuoso nelle vene ed è una fans sfegatata che porta alto il ricordo del suo mitico papà. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lo fa anche con immagini e ricordi vari della carriera del capitano, conservati in un baule, e che ora mette a disposizione di tutti voi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Basta che clicchiate con il vostro cellulare sul QR code sul risvolto di copertina. Vi collega alla pagina Instagram Giorgio Ferrini 8, dove Cristiana carica costantemente materiale inedito e prezioso. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Perché lei sa benissimo che, il capitano dei capitani, non è solo il suo mitico “Papitano”, ma anche nei cuori di tutti i tifosi che ancora lo rimpiangono.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Simonetta Agnello Hornby “Con la giustizia in testa” -Mondadori- euro 19,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-275417" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51qiY7Rdp0L._SL1500_-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51qiY7Rdp0L._SL1500_-195x300.jpg 195w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51qiY7Rdp0L._SL1500_-480x737.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/51qiY7Rdp0L._SL1500_.jpg 606w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />Questo libro è diverso dagli altri della scrittrice, nata a Palermo nel 1945, e con cittadinanza britannica, dato che dal 1972 vive a Londra dove è stata giudice e avvocato dei minori. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un testo più privato, nato da un’ossessione; quella di pretendere prima di tutto da se stessa, poi dagli altri, comportamenti giusti. Non è un saggio, e nemmeno una lezione giuridica. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Piuttosto è partita dal personale, da come lei ha vissuto la giustizia, in modo attivo e passivo, iniziando dalla famiglia. E qui il discorso conduce a cavallo delle due isole che sono le sponde tra le quali divide la sua vita; due terre diverse quanto a storia, identità e civiltà. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una è la Sicilia in cui è nata, dal barone Francesco Agnello Cangitano di Signefari ed Elena Giudice Caramazza. Famiglia di stampo patriarcale e tradizionale, in cui </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">l’educazione era rigorosa. Come tutti i focolari domestici del mondo, il nucleo in cui si si impara ad essere giusti, ma anche a subire i primi torti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi, la Gran Bretagna, terra di adozione dove incontra l’amore, lo sposa e lo segue in giro per il mondo. Salvo ritornare a Londra ed impostare un direzione precisa alla sua vita, il cui perno è proprio la giustizia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Oltre alla laurea in Giurisprudenza conseguita a Palermo nel 1967, durante le due gravidanze studia per diventare avvocato solicitor. E subito dopo inizia a lavorare nel campo del diritto di famiglia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi il discorso diventa più ampio ed abbraccia l’ingiustizia sociale, l’amministrazione della giustizia, l’educazione di figli e nipoti ai quali inculca il senso di giustizia. Analizza anche come viene raccontata e interpretata nell’arte, in letteratura, nella cultura popolare e nella sensibilità civile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E tra i molteplici aspetti della giustizia, analizzati dalla Hornby, un posto d’onore è assegnato all’ambito familiare; lì poi scende in campo tutta la sua vasta esperienza in materia. Si sofferma, per esempio, su una delle scelte più problematiche che spettano ad un giudice minorile: decidere se togliere oppure lasciare un piccolo ai genitori oppure no.</span></span></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 22:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Carla Madeira “Preludio” -Fazi Editore- euro 18,50 Il secondo romanzo della scrittrice brasiliana (nata a Belo Horizonte nel 1964) riprende i temi a lei più cari e mette a fuoco: gli abissi dell’animo umano, i sentimenti che possono diventare tenebra, la violenza fisica, psicologica e sessuale. Al centro della trama, il più ancestrale dei miti, che sconvolge una complicata famiglia disfunzionale. Il preludio del titolo è l’annuncio della tragedia che seguirà. Vedina è una giovane madre tormentata e sta per compiere qualcosa di inaudito. Ferma la macchina, costringe il figlio di 5</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="font-size: medium; color: #008000;"><span style="font-family: Arial Black, serif;"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Carla Madeira “Preludio” -Fazi Editore- euro 18,50</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il secondo romanzo della scrittrice brasiliana (nata a Belo Horizonte nel 1964) riprende i temi a lei più cari e mette a fuoco: gli abissi dell’animo umano, i sentimenti che possono diventare tenebra, la violenza fisica, psicologica e sessuale. Al centro della trama, il più ancestrale dei miti, che sconvolge una complicata famiglia disfunzionale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il preludio del titolo è l’annuncio della tragedia che seguirà. Vedina è una giovane madre tormentata e sta per compiere qualcosa di inaudito. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-274291" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/61QISr1mxIL._SL1500_-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/61QISr1mxIL._SL1500_-196x300.jpg 196w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/61QISr1mxIL._SL1500_-480x734.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/61QISr1mxIL._SL1500_.jpg 608w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" />Ferma la macchina, costringe il figlio di 5 anni, Augusto, a scendere; poi, sgomma e riparte, abbandonandolo sul marciapiede. Fa poca strada e subito si pente dell’orribile gesto; torna indietro, ma del piccolo non c’è più traccia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’azione impulsiva è la disperata vendetta verso il marito Abel per tutta la sofferenza e la violenza che le infligge; per l’amore che le nega e che riversa, invece, esclusivamente sul piccolo Augusto. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma per capire meglio occorre partire dalle origini dell’inquietante Abel e dai suoi genitori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sono Antunes e Custódia. Lui ha una ferramenta, è alcolizzato (con un esempio familiare di alcolista fuori dagli schemi) e vuole una donna da amare. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lei sogna di allontanarsi dalla famiglia bigotta che le va stretta, ma ne ha comunque assorbito i dictat. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ una fervente cattolica disgustata dal sesso. Mal sopporta questa pratica e la vive come un sacrificio obbligato, giusto-solo ai fini della procreazione. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non esattamente un connubio perfetto!</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tanto più che appena Custódia partorisce due gemelli, estromette Antunes dal talamo nuziale, impone camere separate e bandisce per sempre i rapporti intimi, instaurando una dittatura “non negoziabile” di assoluta astinenza. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La vendetta di Antunes colpisce duro laddove fa più male, ovvero la religiosità della moglie. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">All’anagrafe decide di registrare i pargoli con i nomi dei figli di Adamo ed Eva; nientemeno che Caino e Abele, protagonisti del primo fratricidio il cui sangue ha segnato la storia dell’umanità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ così che si scatena una tempesta di odio e rancore destinata a logorare le vite di tutta la famiglia. Custodia non perdonerà mai più il marito e vivrà logorata dall’ossessione di tenere sempre uniti i gemelli. Li chiama Abel e Abelzinho, e cerca di elidere ogni differenza tra loro, per scongiurare il possibile ripetersi della tragedia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma con l’ingresso nelle aule scolastiche si spezza la simbiosi con cui Custodia aveva cercato di proteggere i gemelli dai loro nomi maledetti, che ora vengono svelati. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ed è così che inevitabilmente emergono lampanti le loro colossali differenze. Anzi, è più che evidente che Caim e Abel, seppure somaticamente identici, sono caratterialmente agli antipodi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Caim primeggia in tutto: dallo studio allo sport, è popolare tra gli amici e ambita preda delle ragazze. Insomma, un vincente nato.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Di tutt’altra pasta è plasmato Abel: introverso, imperscrutabile, apatico, indifferente alla sequela di insuccessi scolastici e al vuoto di amicizie in cui si adagia. Per tutti è solo il fratello difettoso di Caim.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">C’è una sola persona che gli accende l’anima, la compagna di scuola Veneza, per la quale gli divampa dentro -silenziosa e sconvolgente- una passione morbosa. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Peccato che la giovane, invece, si innamori perdutamente di Caim, al quale si legherà per la vita.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Abel vive il matrimonio del gemello, con la donna dei suoi sogni erotici, come un tormento perpetuo che gli segna l’esistenza. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quando poi lui ripiega, sposando la migliore amica di Veneza, Vedina, su di lei sfoga tutta la sua violenza, insieme alla rabbia e al profondo malessere di vivere. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fino a sviluppi inaspettati da non svelare anticipatamente.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Marina Pierri “Gotico Salentino” -Einaudi- euro 17,50</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ il primo romanzo di Marina Pierri -giornalista, saggista, esperta di narratologia, direttrice artistica del Festival delle Serie Tv di Milano- che in queste circa 200 pagine intreccia più tematiche.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-274293" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/719obfLwNQL._SL1500_-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/719obfLwNQL._SL1500_-194x300.jpg 194w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/719obfLwNQL._SL1500_-480x743.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/719obfLwNQL._SL1500_.jpg 601w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" />Un palazzo infestato, atmosfere gotiche e fantasmi, il Salento, un mistero, la cura e l’amore per i genitori anziani, il patriarcato, il femminismo, indagini coadiuvate da aiutanti molto particolati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Protagonista è Filomena, vive in quel di Milano; ex giornalista in via di trasformazione in scrittrice. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Cambio di programma doloroso quando il padre muore, lei si ritrova in bolletta e con un’eredità che pesa come un macigno: la Dimora Quarta. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ un enorme villa, nella Palude del Salento, che appartiene alla famiglia da generazioni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Filomena lascia Milano alla volta della Puglia, con il progetto di trasformare l’avita magione in un Bed and Breakfast di alta gamma a pochi chilometri dal Mar Ionio. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Pensa in grande: ristrutturare la casa, renderla più funzionale, dotarla di almeno 10 camere da letto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma c’è un problema e non è di quelli da poco. La dimora ha un aspetto parecchio inquietante; è infestata da un fantasma che Filomena stessa aveva visto quando aveva 6 anni e viveva tra quelle mura. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Era la “Malumbra” lo spettro rabbioso di un’oscura monaca; e l’averla incontrata aveva segnato la protagonista. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Anche perché da allora gli abitanti della zona la chiamavano “la striacaite li muerti”, ovvero “la bambina che vede i morti”. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da allora: i suoi coetanei la evitavano, era emarginata, sempre sola, mentre gli adulti le chiedevano di comunicare con i loro cari trapassati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Inoltre c’è un mistero che ha avvelenato la famiglia per anni ed ora Filomena cerca di risolverlo con l’aiuto di 2 pseudo detective davvero speciali che arrivano direttamente dalla letteratura gotica…..</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Oliver Pötzsch “Il becchino e la ragazza” -SEM- euro 22,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-274292" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81qmNHn6bJL._SL1500_-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81qmNHn6bJL._SL1500_-190x300.jpg 190w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81qmNHn6bJL._SL1500_-480x759.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/81qmNHn6bJL._SL1500_.jpg 588w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" />Per chi ancora non conoscesse questo autore, Pötzsch è un affermato scrittore tedesco che ha raggiunto il successo con la saga “La figlia del boia”. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Pötzsch stesso discende da una celebre famiglia di boia di Schongau in Baviera e la saga è ispirata alla storia dei suoi antenati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ora veniamo al romanzo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fine del XIX sec. Vienna -città intrisa di pregiudizi e criminalità- lì vive e lavora Augustin Rothmayer: becchino e studioso, che si ritrova ad aiutare l’ispettore Leo von Herzfeldt e la fotografa del crimine, Julia Wolf, impegnati in indagini complesse.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il cardiopalma è assicurato fin dall’inizio, con pagine inquietanti, specialmente per chi soffre di tafofobia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ la paura di essere sepolti vivi, non esattamente un’esperienza desiderabile; come potrebbe confermare il Professor Strössner. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’egittologo viennese di fama mondiale che finisce quasi sepolto vivo in fondo a un pozzo in cui ha appena fatto una scoperta eccezionale; una camera funeraria di cui non si sapeva nulla, contenente un unico sarcofago. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il libro è un thriller storico che corre su due strade. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una ha tratti gotici, tendenze al trascendente e vi compaiono: mummie, elisir di lunga vita, esperimenti scientifici, studi sulla vita oltre la morte, cimiteri, tentativi di trafugamenti e vilipendio di cadaveri, impalatori seriali, valzer neri, e via così…</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’altra via, invece, segue le tecniche investigative dell’epoca: le novità per rilevare le impronte digitali, l’uso della macchina fotografica sulla scena del crimine.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra i personaggi di spicco: l’ispettore von Herzfeldt, è un ebreo non sempre ben visto dai colleghi. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il becchino Rothmayer: è anche uno studioso e una figura oscura. Esperto nella preparazione dei cadaveri, delle fasi della decomposizione, delle cause di morte, dotato di un fiuto eccezionale in grado di fiutare ogni minima sfumatura del disfacimento del corpo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Affascinante poi la figura di Julia Wolf: tostissima fotografa, madre single che cresce faticosamente la sua bambina, e contemporaneamente lavora sulle scene di crimini efferati. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ lei che, con nervi d’acciaio, anche di fronte agli scempi più raccapriccianti delle vittime di omicidi, immortala le immagini degli orrori e ogni minimo dettaglio, fornendo così un nuovo fondamentale supporto alle indagini.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Siate pronti a colpi di scena, via uno, sotto un altro….</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Sandra Lawrence “Giardini perduti” -L’ippocampo- euro 19,90</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-274294" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5167-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5167-225x300.jpg 225w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_5167.jpg 480w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Bellissimo volume, illustrato magicamente dalla talentuosa Lucille Clerc, che ci trasporta direttamente in meravigliosi giardini ormai perduti, ma dei quali è doveroso conservare almeno la memoria.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La Lawrence, con il supporto delle immagini della Clerc, ci guida alla scoperta di 40 paradisi terrestri disseminati a varie latitudini del pianeta. Un po’ il giro del mondo in 80 alberi, in cui viene ricostruita la loro storia; l’epopea d’oro e più gloriosa, seguita dalla decadenza e dal degrado.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da un capo all’altro del mondo, le immagini e i testi ci riportano agli antichi splendori di giardini magici, autentiche oasi di pace e bellezza, curate, visitate e ammirate. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi il desolante abbandono, l’oblio e il degrado che comportano sempre danni incalcolabili e spreco di incommensurabili tesori di bellezza. </span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quelli che nei secoli erano stati veri e propri eden e parchi di delizie, sono poi diventati tristemente giungle incolte, disseminate di: archi, grotte, fontane, serre e colonne che conservano parvenze di ricordi antichi ma, ormai, fatiscenti.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-274295" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91tkk0hjdSL._SL1500_-1024x677.jpg" alt="" width="1020" height="674" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91tkk0hjdSL._SL1500_-1024x677.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91tkk0hjdSL._SL1500_-300x198.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91tkk0hjdSL._SL1500_-768x508.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91tkk0hjdSL._SL1500_-480x317.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91tkk0hjdSL._SL1500_.jpg 1406w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-274296" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91KJm3KPONL._SL1500_-1024x677.jpg" alt="" width="1020" height="674" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91KJm3KPONL._SL1500_-1024x677.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91KJm3KPONL._SL1500_-300x198.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91KJm3KPONL._SL1500_-768x508.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91KJm3KPONL._SL1500_-480x317.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/91KJm3KPONL._SL1500_.jpg 1406w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-274297" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/9788867229970_0_1_536_0_75.jpg" alt="" width="536" height="354" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/9788867229970_0_1_536_0_75.jpg 536w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/9788867229970_0_1_536_0_75-300x198.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/07/9788867229970_0_1_536_0_75-480x317.jpg 480w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro: Speciale DAPHNE DU MAURIER</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 03:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphnedumaurier-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphnedumaurier-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphnedumaurier-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANAEL A CURA DI LAURA GORIA Daphne Du Maurier è stata una famosa scrittrice inglese molto seguita nel Novecento, oggi ingiustamente dimenticata. Vediamo allora di tracciare le linee essenziali della sua vita e della sua imponente mole di opere. Fondamentale per conoscerla più a fondo è la biografia pubblicata nel 2016 da Tatiana De Rosnay, scrittrice di origine francese, inglese, russa. &#160; Tatiana De Rosnay “Daphne” -Neri Pozza- euro 18,00 In queste oltre 400 incantevoli pagine ci si ritrova piacevolmente catapultati dentro la vita della Du Maurier; immersi in una biografia dove è tutto vero, da leggere con la</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2025/06/30/lisola-del-libro-speciale-daphne-du-maurier/">L&#8217;isola del libro: Speciale DAPHNE DU MAURIER</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphnedumaurier-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphnedumaurier-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphnedumaurier-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;">RUBRICA SETTIMANAEL A CURA DI LAURA GORIA</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Daphne Du Maurier è stata una famosa scrittrice inglese molto seguita nel Novecento, oggi ingiustamente dimenticata. Vediamo allora di tracciare le linee essenziali della sua vita e della sua imponente mole di opere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fondamentale per conoscerla più a fondo è la biografia pubblicata nel 2016 da Tatiana De Rosnay, scrittrice di origine francese, inglese, russa.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Tatiana De Rosnay “Daphne” -Neri Pozza- euro 18,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-273586" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71cR-rzv3uL._SL1500_-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71cR-rzv3uL._SL1500_-193x300.jpg 193w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71cR-rzv3uL._SL1500_-480x745.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71cR-rzv3uL._SL1500_.jpg 599w" sizes="(max-width: 193px) 100vw, 193px" /> In queste oltre 400 incantevoli pagine ci si ritrova piacevolmente catapultati dentro la vita della Du Maurier; immersi in una biografia dove è tutto vero, da leggere con la stessa scorrevolezza di un accattivante romanzo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il racconto è minuzioso, riporta le circostanze in cui è nata l’idea di ogni opera della scrittrice, le reazioni suscitate nei lettori e tra i critici. Soprattutto si coglie l’essenza della Du Maurier quando scandisce i capitoli secondo le abitazioni e i luoghi in cui è vissuta, perché per lei sono stati importantissimi. De Rosnay li cerca e li visita di persona, li descrive e così facendo ci porta nel meraviglioso mondo dell’autrice di “Rebecca”. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Inoltre il libro è arricchito da un interessante apparato iconografico che ritrae la scrittrice colta nelle diverse età, nonostante detestasse farsi fotografare.</span></span></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-273587" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphne-du-maurier-and-children-at-menabilly-1944-11095628.jpg" alt="" width="600" height="482" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphne-du-maurier-and-children-at-menabilly-1944-11095628.jpg 600w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphne-du-maurier-and-children-at-menabilly-1944-11095628-300x241.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/daphne-du-maurier-and-children-at-menabilly-1944-11095628-480x386.jpg 480w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Daphne Du Maurier nasce a Londra il 13 maggio 1907 a Westminster Mayfair, il prestigioso quartiere della regina, e cresce con le sorelle Angela e Jeanne.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I genitori, Gerald e Muriel, sono attori teatrali; ma dopo il matrimonio solo il padre prosegue nella carriera, diventando sempre più famoso. Muriel, invece, si dedica alla famiglia; lo fa organizzando ogni cosa alla perfezione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel 1916 la famiglia trasloca a Cannon Hall, nella lussuosa villa di stile georgiano ad Hampstead; quartiere londinese abitato da intellettuali, musicisti, scrittori e artisti vari. Le sorelle Du Maurier, dopo l’iniziale educazione domestica, tra nanny e governanti, frequentano la scuola per ragazze St. Margaret’s School.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Gli inizi sembrano dunque sotto una buona stella: famiglia benestante, genitori artisti, un ambiente brillante in cui crescere. Ma qualche ombra aleggia; la complessa personalità paterna, il cui smisurato amore per le figlie può declinare verso l’opprimente “rigidità vittoriana”, ha enorme influenza sulle ragazze, in particolare sulla pupilla di Gerald, Daphne.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La scrittura sarà la sua via di fuga dall’opprimente atmosfera familiare.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel 1925, a 17 anni, lascia Londra e frequenta la scuola di perfezionamento per ragazze in Francia, a Meudom. Lì si innamora dell’insegnante/preside Fernande Yvon, di 12 anni più grande, che la incoraggia a continuare a scrivere. Le due col tempo restano buone amiche; e Daphne, dopo il matrimonio avrà altre relazioni con donne.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Importante è quella con la moglie del suo editore americano, Ellen Doubleday, donna affascinante, sposata con Nelson Doubleday, che ospita Daphne quando deve affrontare in America il processo per l’accusa di plagio per il romanzo “Rebecca”. Ellen rifiuta un rapporto che travalichi l’amicizia, ma nel corso del soggiorno negli States la Du Maurier vive un’ altra attrazione, poi declinata in amicizia, per l’attrice Gertrude Lawrence, che tra l’altro, aveva anche recitato con il padre.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da precisare che Daphne Du Maurier ha sempre respinto sia la parola lesbica che bisessuale. La sua ambiguità (percepibile anche in alcuni suoi personaggi) la spiega così: il cuore di un ragazzo che alberga nel corpo di una donna. In sintesi: “the boy in the box”.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I genitori comprano una casa in Cornovaglia, l’affascinante Ferryside, nella baia di Fowey. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Proprio a Fowey, durante una passeggiata, Daphne, scopre una casa elisabettiana avvolta e nascosta dalla vegetazione. E’ l’imponente Menabilly, di proprietà dei nobili Rasleigh. La dimora l’attrae come una calamita e scatena la sua fantasia; diventa l’ispirazione (insieme a Milton Hall, nel Cambridgeshire) di Manderley, la casa dei coniugi de Winter nel romanzo “Rebecca” del 1938.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sempre a Fowey, nel 1931, conosce il maggiore Friederick Browning, detto Tommy, militare di Eton, campione olimpionico e croce di guerra francese a 19 anni. L’anno dopo si sposano e avranno tre figli: Tessa, Flavia, Cristian (detto Kits, prediletto della madre).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Matrimonio non facilissimo, perché come moglie di un ufficiale di alto livello, Daphne dovrebbe vivere a Londra e partecipare agli eventi pubblici richiesti dal ruolo. Invece lei è concentrata nella scrittura e pretende solitudine.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-273588" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/19350b91f16c51d5d8ebe3629a2d5433.jpg" alt="" width="1024" height="769" /> </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A fatica la coppia trova il suo equilibrio; la scrittrice ottiene di vivere per lo più nell’amata Cornovaglia, fonte di ispirazione e scenario dei suoi romanzi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel 1943, mentre Tommy è in guerra, Daphne convince i Rasleigh ad affittarle per 20 anni Menabilly, il maniero del XVI sec. disabitato e di cui è perdutamente innamorata. Con i guadagni di “Rebecca” ristruttura la proprietà che diventa la sua oasi di pace e creatività fino al 1969.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel 1965 muore il marito fulminato da un attacco cardiaco. Nel 1969 Daphne è nominata Dame Commander dell’Impero Britannico e lo stesso anno si trasferisce nella grande dependance di Menabilly, a Kilmarth, di fronte al mare. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lì vive gli anni della vecchiaia continuando a scrivere, in voluta reclusione, pubblicando fino alla fine, che la coglie il 19 aprile 1989. Tre giorni prima di arrendersi alla broncopolmonite che la stronca, a 81 anni, sferzata da vento e pioggia della sua amata Cornovaglia, visita per l’ultima volta Menabilly…e poi si lascia andare.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I figli esaudiscono le sue volontà e ne spargono le ceneri nei campi intorno all’ ultima dimora. “Cornovaglia magica” -che aveva finito di scrivere poco prima di morire- sarà pubblicato postumo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La Cornovaglia e le vicende di famiglia furono le principali fonti di ispirazioni a cui attinse per la voluminosa produzione letteraria che le diede successo e indipendenza economica. Dietro le opere di ambientazione storica c’è sempre stata un’accurata ricerca.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel corso della lunga e prolifica carriera di scrittrice ha pubblicato 16 romanzi, una biografia del padre, una selezione delle sue lettere, la biografia di famiglia, 3 pièce teatrali, numerosi racconti in svariate edizioni, un libro sull’amata Cornovaglia illustrato dal figlio Kit, una biografia di Branwell Bronte. </span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Hilary Macaskill “Daphne Du Maurier at home” -Frances Lincoln Limited Publishers- US $ 40</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-273589" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/818MWEfCY0L._SL1500_-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/818MWEfCY0L._SL1500_-300x300.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/818MWEfCY0L._SL1500_-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/818MWEfCY0L._SL1500_-768x770.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/818MWEfCY0L._SL1500_-480x481.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/818MWEfCY0L._SL1500_.jpg 928w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Questo splendido libro pubblicato nel 2013 in lingua inglese e corredato da un ricco apparato fotografico è pieno di informazioni sulla vita e il lavoro di Daphne Du Maurier .</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Inizia raccontando -con testi e immagini- gli anni dell’infanzia londinesi e segue poi i passaggi più significativi della lunga esistenza della scrittrice, soprattutto in relazione alle dimore e ai luoghi che più hanno significato per lei.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dalla spensierata giovnezza a Ferryside al matrimonio, poi la vita e la scrittura a Menabilly, per arrivare agli anni del tramonto a Kilmarth. Un libro che tocca il cuore ed emoziona profondamente chi ha amato i libri della Du Maurier e porta dritti nelle sue stanze.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Daphne Du Maurier “I Du Maurier” &#8211; Mondadori- </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-273590" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81FfO0ZmlL._SL1500_-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81FfO0ZmlL._SL1500_-207x300.jpg 207w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81FfO0ZmlL._SL1500_-480x695.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81FfO0ZmlL._SL1500_.jpg 642w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" />Questa è la ricostruzione accurata della storia di un secolo delle vicende della famiglia Du Maurier che Daphne ripercorre al limite tra cronaca e romanzo, storie e avventure realmente vissute dai suoi antenati trasposte dalla fantasia della scrittrice.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Inizia con le peripezie della frivola e bellissima trisavola Mary Anne Clarke, amica intima del Duca di York, a Londra, nei primi anni dell’800. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La narrazione ricostruisce le alterne fortune dei vari antenati nell’avvicendarsi delle generazioni. E le tipologie, le traiettorie di vita e i destini, alla fine delineano una mappa decisamente variopinta e interessante. Una genealogia quella dei Du Maurier che presenta una campionatura parecchio variegata.</span></span></p>
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<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Rebecca la prima moglie” -Il Saggiatore- euro 15,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-273591" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61Dgxr9yeSL._SL1387_-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61Dgxr9yeSL._SL1387_-216x300.jpg 216w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61Dgxr9yeSL._SL1387_-480x665.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61Dgxr9yeSL._SL1387_.jpg 671w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" />E’ un romanzo che ti afferra alla prima riga e non ti lascia andare neanche dopo l’ultima, perché racchiude magia, misteri, fascino a dismisura e ti resta nei pensieri anche dopo avere finito di leggerlo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ il libro forse più famoso della scrittrice, uno dei più venduti negli Stati Uniti tra il 1938/39; ed ha ispirato l’omonimo film di Alfred Hitchcock con Laurence Olivier e Joan Fontaine.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Raffinato thriller psicologico ambientato in un luogo misterioso e inquietante. Romanzo che scandaglia l’animo umano, in particolare le delicate pieghe della gelosia, dei segreti irrivelabili e di molto altro.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nelle sontuose stanze e nei saloni di Manderley, sulla costa della Cornovaglia, aleggia ancora l’ombra della prima signora de Winter, l’inarrivabile Rebecca. Simbolo di perfezione e bellezza: «figura alta e snella, dal viso bellissimo». A custodirne gelosamente, in modo inquietante ed ossessivo, le stanze è la governante, signora Danvers, morbosamente avvinghiata alla sua memoria.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il romanzo entra nei tormenti della nuova signora de Winter costantemente messa a dura prova dal confronto impari con una bellezza morta e diventa mito, il costante senso di inadeguatezza, il senso di solitudine e i tormenti dell’anima dell’uomo che ha sposato e che cela un terribile segreto.</span></span></p>
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<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Mia cugina Rachele” -Beat- euro 13,50</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-273592" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71abMoPEw5L._SL1500_-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71abMoPEw5L._SL1500_-196x300.jpg 196w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71abMoPEw5L._SL1500_-480x733.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71abMoPEw5L._SL1500_.jpg 609w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" />Il dubbio e l’ambiguità serpeggiano lungo le pagine del romanzo e fanno da sfondo a questo sottile noir che la Du Maurier ambientò in Cornovaglia a metà Ottocento. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il piccolo Philip Ashley orfano di entrambi i genitori a soli 18 mesi viene cresciuto dal cugino Ambrose, scapolo irriducibile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Notevole dunque è lo stupore di Philip quando, anni dopo, il cugino, che si trova a Firenze per motivi di salute, gli comunica di avere sposato la cugina Rachele, una lontana parente. Vedova di un nobile italiano che l’ha lasciata in un mare di guai. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dopo di che la trama si infittisce e il mistero avvolge l’indecifrabile Rachele.</span></span></p>
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<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Cornovaglia magica” -Mursia- euro 17,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-273593" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61hHJcOuKxL._SL1500_-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61hHJcOuKxL._SL1500_-200x300.jpg 200w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61hHJcOuKxL._SL1500_-480x721.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61hHJcOuKxL._SL1500_.jpg 619w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />In queste splendide pagine c’è il cuore del legame tra la Du Maurier e la Cornovaglia, terra che lei amò incondizionatamente e comprese a fondo, riuscendo a raccontarla in modo coinvolgente.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma il libro è anche l’autobiografia e il testamento spirituale di una vita incredibile e talentuosa. La scrittrice rilegge e racconta i suoi viaggi, gli incontri, le ispirazioni dei romanzi, l’amore profondissimo e indissolubile per la sua Cornovaglia.</span></span></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 22:39:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Stephanie Bishop “L’arte del matrimonio” -Marsilio- euro 20,00 Stephanie Bishop è una scrittrice nata in Australia nel 1979, tra le migliori giovani romanziere del suo continente, e docente di scrittura creativa presso l’Università dell’Anglia orientale. Questo è il suo secondo romanzo ed è splendido, intrigante e con un coinvolgente risvolto noir. Racconta l’unione tra la scrittrice Lucie e il regista di culto Patrick, che ha 20 anni più di lei. Per festeggiare il loro 14esimo anno di matrimonio hanno optato per una vacanza su una nave da crociera; ma quello che avrebbe</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2025/06/23/272796/">L&#8217;isola del libro</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Stephanie Bishop “L’arte del matrimonio” -Marsilio- euro 20,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Stephanie Bishop è una scrittrice nata in Australia nel 1979, tra le migliori giovani romanziere del suo continente, e docente di scrittura creativa presso l’Università dell’Anglia orientale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo è il suo secondo romanzo ed è splendido, intrigante e con un coinvolgente risvolto noir. Racconta l’unione tra la scrittrice Lucie e il regista di culto Patrick, che ha 20 anni più di lei. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Per festeggiare il loro 14esimo anno di matrimonio hanno optato per una vacanza su una nave da crociera; ma quello che avrebbe dovuto essere un viaggio romantico, invece, finisce in tragedia…con tanto di morto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272797" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61DHgspgT8L._SL1500_-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61DHgspgT8L._SL1500_-195x300.jpg 195w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61DHgspgT8L._SL1500_-480x737.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61DHgspgT8L._SL1500_.jpg 606w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />La protagonista è Lucie, e Patrick era stato suo professore universitario. Ora lei ha appena vinto un importante premio letterario con il suo libro ed è in attesa della cerimonia di premiazione e la crociera è il disperato tentativo di salvare in extremis il loro matrimonio ormai a pezzi. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sono sposati da 14 anni, un’unione iniziata quando lui era già all’apice della carriera e lei una giovane studentessa in via di definizione. L’avvio pieno di passione e complicità, poi una forte sintonia lavorativa tra due creativi che si aiutavano vicendevolmente. Ultimamente qualcosa però era andato via via sfilacciandosi. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La crociera scivola letteralmente in tragedia quando Patrick</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">-completamente ubriaco- si rifiuta di abbandonare il ponte mentre infuria una tempesta e finisce per essere trascinato via dalle onde. Il suo cadavere sarà ritrovato giorni dopo sulle coste del Giappone. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E solo Lucie sa quali siano state le sue ultime sconvolgenti parole.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il romanzo si sviluppa intorno al dramma della protagonista che raccoglie la sua vita in pezzi e cerca di ricomporla, riannodando momenti che potrebbero illuminare i buchi neri degli ultimi frame del suo sodalizio con Patrick. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lucie si danna pensando e ripensando, riavvolgendo il nastro dei ricordi, i frame delle immagini che la riportano a episodi che ora assumono maggior significato e forse spiegano qualche mistero.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lucie nel suo rinvangare il passato volerà anche nella natia Australia a casa della sorella, nel tentativo di allontanarsi da tutto e osservare le cose da una latitudine diversa e da un’altra angolazione. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma le indagini sulle circostanze della morte di Patrick la raggiungono fino all’altro capo del mondo… e qui mi fermo. Lascio a voi il piacere di scoprire come andrà a finire, incluse la profondità e la capacità di coinvolgimento di queste pagine.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Francis Dorléans “Snob Society” -Neri Pozza- euro 30,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272798" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71dw5umzUOL._SL1500_-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71dw5umzUOL._SL1500_-195x300.jpg 195w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71dw5umzUOL._SL1500_-480x740.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71dw5umzUOL._SL1500_.jpg 603w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />Questo monumentale libro pullula di circa un centinaio di nomi dell’Olimpo terreno tra: teste coronate, attrici e attori, miliardari, scrittori, uomini di affari, nobili, playboy, artisti di vario genere e in linea di massima tutti ricchi e famosi. Un cast davvero stellare che si muove tra America ed Europa, passando per Hollywood, New York, Parigi, Montecarlo, Grecia, Londra e oltre.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A scrivere queste 527 pagine dense di aneddoti su un mondo che non c’è più -ma che ha dominato la scena internazionale dagli anni 20 fino ai 70 del secolo scorso- è stato uno dei cronisti più famosi di Vogue; Francis Dorleans, che per la rivista ha scritto 15 anni. Poi ha aperto un negozio di antiquariato su Boulevard Saint- Germain a Parigi, ed è morto nel 2022.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Queste pagine non sono un saggio, ma una divertente, e a tratti dissacrante, carrellata di vizi -e ben poche virtù- di personaggi in parte entrati nel mito, che qui vengono messi a nudo… e non tutti ne escono bene. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un mondo che annovera: raffinati, eleganti, attratti dallo sfarzo e dai segni esteriori della ricchezza, maleducati, arroganti, spendaccioni che però hanno riempito le prime pagine dei giornali e in alcuni casi hanno scritto anche quelle di storia. Per esempio, Edoardo VIII che abdicò al trono inglese per amore dell’avventuriera Wally Simpson.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra i vari personaggi di cui si narra. I Kennedy e “l’usa e getta” che J.FK. e Bob attuarono con Marilyn Monroe; Jacky Kennedy rapidamente e opportunamente diventata Signora Onassis, dopo aver scalzato via non solo la Callas, ma anche la sorella Lee (10mila volte più bella di lei). </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi, tra gli amorazzi di Gianni Agnelli -ai quali non mise certo un freno il matrimonio “consono” con la principessa Marella Caracciolo- la liaison (con tanto di aborto obbligato) con Pamela Churchill e infinite molte altre. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non mancano i divi di Hollywood. Allora leggete come Margarita Carmen Cansino si è trasformata nella bomba sexy Rita Hayworth e scoprirete che non è stata esattamente una bella storia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Neppure i retroscena delle debolezze e dei vizietti di quella meraviglia di stile e classe che sullo schermo sembrava Cary Grant; anche su di lui emergono, purtroppo, cose spiacevoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E poi tantissimi altri; alla fine, si riconferma che, ieri come oggi, i soldi e le conoscenze non comprano necessariamente la classe e l’eleganza.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Rachel Cohen “I miei anni con Jane Austen” -Einaudi- euro 21,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272799" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nr0OgVqwL._SL1500_-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nr0OgVqwL._SL1500_-189x300.jpg 189w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nr0OgVqwL._SL1500_-480x760.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nr0OgVqwL._SL1500_.jpg 587w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" />La scrittrice americana Rachel Cohen, docente di scrittura creativa all’Università di Chicago, dove vive, in questo libro –tra memoir emotivo, analisi critica e biografia letteraria- compie l’ardita interazione tra la sua vita e una rilettura di parte delle opere dell’amata Jane Austen. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I romanzi della Austen, qui riletti ed analizzati sono 5: “Ragione e sentimento”, “Orgoglio e pregiudizio”, “Mansfield Park”, “Emma” e “Persuasione”. La Cohen precisa che se non ci fosse stato questo ultimo libro della maturità “Persuasione”, il più malinconico e crepuscolare della Austen, probabilmente la scrittrice americana non avrebbe mai letto quella inglese.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Rachel Cohen chiarisce fin dall’incipit che: «Circa sette anni fa, poco prima che nascesse nostra figlia, e un anno prima che morisse mio padre, Jane Austen diventò la mia unica scrittrice». Ed è così che questo libro si sviluppa in un continuo intrecciarsi tra due momenti che segnarono profondamente la sua vita.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Precisa anche che Austen non ha scritto molto della morte e non era nemmeno particolarmente amata dal padre, così come non aveva dedicato pagine ai bambini. Però aveva lasciato passaggi e pensieri su come si cresce e diventa grandi e su come si affrontano i traumi e le perdite.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Rachel Cohen si è trovata a dover affrontare i due momenti fondamentali della vita –l’inizio e la fine- tutto in una manciata di tempo ristretto. Nel breve arco di soli 8 mesi dopo la nascita della figlia, muore di cancro il padre, professore universitario al quale era legatissima, e che aveva accudito durante il calvario della malattia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel frattempo aveva letto e riletto, approfondito, meditato e si era appoggiata ai romanzi di Jane Austen, creando una sorta di ponte tra l’Inghilterra dell’epoca Regency e l’America odierna. </span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Rileggendo compulsivamente “Persuasione” la sera, “Mansfield Park” l’aveva accompagnata nelle ultime settimane di vita del padre. Invece dopo la sua morte aveva proiettato il suo sentire sulle sorelle Dashwood di “Ragione e sentimento” travolte anche loro dal lutto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma è rileggere e approfondire temi e personaggi di “Orgoglio e pregiudizio” che indicano alla Cohen nuovi avvii che coincidono con la scoperta della seconda gravidanza e la prospettiva del trasferimento in un’altra città. Oppure il riconoscersi nella protagonista di “Persuasione” Ann Elliot; o ancora schiarirsi le idee sul futuro con “Emma” e “Mansfield Park”.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Insomma questo libro induce a riprendere in mano i romanzi della Austen e a rileggerli anche noi, magari con occhi diversi e perché no, pure noi con un nuovo coinvolgimento emotivo.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Ros Byam Shaw “Perfect English Small and Beautiful” Photography by Antony Crolla -Roland Peter &amp; Small London.New York- UK£ 40,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272800" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/A1o0acULTZL._SL1500_-252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/A1o0acULTZL._SL1500_-252x300.jpg 252w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/A1o0acULTZL._SL1500_-768x915.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/A1o0acULTZL._SL1500_-480x572.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/A1o0acULTZL._SL1500_.jpg 781w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" />Piccolo è bello, se si ha ingegno, buon gusto e l’abilità di saper usufruire di ogni millimetro senza sprecarlo; e se poi si parla di cottage adagiati nella spettacolare campagna inglese il gioco è fatto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo splendido volume di 192 pagine è arricchito dai testi di Ros Byam Shaw esperta di interior design e magnificamente corredato dalle immagini del fotografo Antony Crolla.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Impossibile descrivere le tante stanze immortalate e tutti i tesori che racchiudono in pochi metri quadri.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Oppure lungo scale interne ripide, ricoperte di moquette e libri ordinatamente impilati che diventano complementi d’arredo. Poi i tanti cimeli di famiglia racchiusi in minuscoli salottini resi accoglienti da tappezzerie pregiate e quadri di antenati alle pareti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Cottage di dimensioni lillipuziane immersi in un verde spettacolare e circondati da fiori colorati coltivati con passione. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Anche conservati nei vasi delle stanze interne alle quali danno ulteriore guizzi di vita. Spiccano caminetti deliziosi, librerie che trasudano bellezza e cultura, camere da letto in cui dormire in tanta soffice morbidezza deve essere semplicemente favoloso.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-272805" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81r0PykunL._SL1500_-1024x613.jpg" alt="" width="1020" height="611" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81r0PykunL._SL1500_-1024x613.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81r0PykunL._SL1500_-300x180.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81r0PykunL._SL1500_-768x460.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81r0PykunL._SL1500_-480x287.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81r0PykunL._SL1500_.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-272802" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81jvK2-Zk3L._SL1500_-1024x613.jpg" alt="" width="1020" height="611" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81jvK2-Zk3L._SL1500_-1024x613.jpg 1024w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81jvK2-Zk3L._SL1500_-300x180.jpg 300w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81jvK2-Zk3L._SL1500_-768x460.jpg 768w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81jvK2-Zk3L._SL1500_-480x287.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81jvK2-Zk3L._SL1500_.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 22:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/libri-goria-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/libri-goria-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/libri-goria-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Chiara Marchelli “La figlia di lui” -Feltrinelli- euro 18,00 Bella, brava, scrittrice e saggista di notevole caratura. Davvero complimenti a Chiara Marchelli, valdostana, trapiantata da anni nella Grande Mela, dove è docente alla New York University. “La figlia di lui” è il suo ultimo romanzo, scritto magnificamente, senza sbavature, puntando dritta all’essenziale e con il pregio di non indulgere in inutili orpelli. La trama cerca di rispondere a una domanda che credo non sia ancora mai stata sollevata e sviscerata così bene in un libro. Come comportarsi se ci si innamora di</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2025/06/16/lisola-del-libro-246/">L&#8217;isola del libro</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/libri-goria-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/libri-goria-2-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/libri-goria-2-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><strong><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</strong></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Chiara Marchelli “La figlia di lui” -Feltrinelli- euro 18,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Bella, brava, scrittrice e saggista di notevole caratura. Davvero complimenti a Chiara Marchelli, valdostana, trapiantata da anni nella Grande Mela, dove è docente alla New York University. </span></span></p>
<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La figlia di lui” è il suo ultimo romanzo, scritto magnificamente, senza sbavature, puntando dritta all’essenziale e con il pregio di non indulgere in inutili orpelli. La trama cerca di rispondere a una domanda che credo non sia ancora mai stata sollevata e sviscerata così bene in un libro. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272082" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nE-uzFbfL._SL1500_-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nE-uzFbfL._SL1500_-191x300.jpg 191w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nE-uzFbfL._SL1500_-480x753.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71nE-uzFbfL._SL1500_.jpg 593w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" />Come comportarsi se ci si innamora di un uomo che, purtroppo, ha una pecca di un certo rilievo? </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una figlia insopportabile e urticante all’inverosimile!</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ quello che accade a Livia, 40enne italiana che vive a New York da anni, donna indipendente grazie al suo lavoro di editor e traduttrice. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Pienamente realizzata, non ha nessuna particolare propensione per i bambini, tantomeno è presa dal ticchettio dell’orologio biologico connesso al desiderio di maternità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi conosce -e si innamora- dell’americano Arno, analista informatico di successo …e fin qui tutto bene. Ma lui si porta appresso un bagaglio di quelli che pesano parecchio; Emma, insopportabile figlia di 5 anni, che fin dal primo incontro entra in rotta di collisione con Livia. Una bimba maleducata e capricciosa in modo esasperante. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Arno ha mantenuto un ottimo rapporto con la ex moglie, si spartiscono il tempo di Emma armoniosamente, ma entrambi sembrano mancare di polso nell’educarla. Loro non lo vedono, ma Livia si, e mal sopporta l’accondiscendenza di Arno verso la figlia. Inutile dire che quando Emma sta con loro la convivenza del trio è una complicazione dopo l’altra. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Crescendo l’atteggiamento pestilenziale della piccola non farà che peggiorare; scavallando infanzia, preadolescenza e adolescenza, fino a traghettarla in una giovane di 21 anni. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel frattempo, preparatevi a scenette al limite del tollerabile, in cui persino voi avrete l’impulso di prendere a sberle la ragazzina infingarda e insolente che si rigira il padre come vuole; con continui tentativi di scavare fossati che per Livia siano sempre più difficilie da saltare per raggiungere il compagno.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Per fortuna la protagonista è una donna equilibrata e intelligente che cerca di tenere tutto insieme. Arriva a mettere in discussione se stessa nella faticosa ricerca di un ruolo nuovo e complesso, tutto ancora da delineare, che non aveva previsto. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma niente sarà scontato, tantomeno facile, perché vanno mantenuti in equilibrio tre sensibilità, esigenze e caratteri diversi tra loro. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’autrice segue la storia adottando il punto di vista di Livia e la segue per 15 anni nel corso dell’evoluzione del legame con Arno; tra New York e la casa di famiglia nell’astigiano che lei ha ristrutturato e nella quale è andata a vivere per stare anche più vicina agli anziani genitori. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ lì che Arno la raggiunge appassionandosi all’orticoltura; mentre Emma trova la sua strada in America ed instaura un grande feeling con il secondo marito della madre.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Uno dei tanti pregi di questo romanzo è raccontare la realtà oggi sempre più diffusa della famiglia allargata, rappresentando più possibile le posizioni dei protagonisti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Chiara Marchelli riesce a dare voce a tutti, cogliendone le sfumature con sensibilità. Arno ha le sue ragioni, Livia pure e sa esprimere la rabbia e mettere uno stop quando è in tempo per salvare un legame. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Anche Emma, diventata giovane donna, affronterà Livia: «Ero una bambina…ma tu niente….sempre lì con la bacchetta da maestrina..». </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il finale è a sorpresa e direi aperto a più interpretazioni</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Chiara Marchelli “Le notti blu” -Giulio Perrone Editore- euro 15,00 </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272083" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71qgkkEr2aL._SL1500_-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71qgkkEr2aL._SL1500_-190x300.jpg 190w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71qgkkEr2aL._SL1500_-480x759.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71qgkkEr2aL._SL1500_.jpg 588w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" />Dopo aver letto l’ultimo romanzo di questa scrittrice ho pensato di approfondire, ed ecco un’altra sua opera che è stata tra i candidati al premio Strega 2017. Una storia decisamente tosta, narrata con delicatezza. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Affronta due temi impegnativi. Primo: la morte di un figlio.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Secondo: la verità che può celarsi dietro l’apparenza, dunque l’impossibilità di conoscere davvero fino in fondo le persone che ci stanno vicino.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Michele e Larissa sono una coppia di quasi 70enni, stanno insieme da 30 anni, da molto tempo si sono trasferiti negli Stati Uniti e vivono a New York. Hanno avuto un solo figlio, Mirko, che dopo gli studi ha percorso l’itinerario a ritroso ed ha eletto l’Italia come luogo in cui vivere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A Genova ha conosciuto Caterina, se n’è innamorato e l’ha sposata, nonostante i genitori non avessero fatto salti di gioia. Poi, un giorno, Mirko ha ingoiato una dose massiccia di farmaci e si è lasciato morire. Nessuno ha mai capito perché. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Marchelli affronta il dolore più grande che possa esser inflitto ad un essere umano, la perdita di un figlio, per la quale è impossibile trovare consolazione e pace. In queste pagine scorrono le reazioni dei personaggi, vissute in modi diversi, se non addirittura opposti. Forse l’unico tratto comune è l’essere scivolati in una sorta di dolorosa “vita-non vita”.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A 5 anni dalla scomparsa di Mirko, arriva la telefonata della nuora Caterina che ha trovato la lettera di un avvocato per conto di una donna che chiedeva a Mirko il riconoscimento della paternità di suo figlio. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ una bomba che deflagra su tre anime già spezzate dal dolore. Ora non sanno neanche più bene chi fosse realmente quel ragazzo che tanto avevano amato.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Anche di fronte a questo rebus divergono le reazioni dei personaggi che, attoniti, si interrogano sulla reale possibilità che Mirko avesse nascosto a tutti loro una relazione extraconiugale dalla quale era nato un bambino. Inoltre, questo potrebbe essere in qualche modo il motivo del suicidio?</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Larissa elabora dolore e dubbi non riuscendo a credere che il figlio potesse averle tenuto nascosto un segreto di tali proporzioni. Rifiuta del tutto l’idea e abbraccia l’ipotesi che sia stata solo un’invenzione di quella donna, che chissà cosa voleva da Mirko.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Michele, invece, pensa che se quel bambino esiste -ed è davvero suo nipote- allora è un’opportunità da cogliere. Vorrebbe dire che qualche preziosissima oncia di Mirko scorre nelle vene di quella creatura ed è la sua vita che continua oltre la sua morte. </span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Paul Murray “Il giorno dell’ape” -Einaudi- euro 22,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272085" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61dEysWPhJL._SL1500_-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61dEysWPhJL._SL1500_-191x300.jpg 191w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61dEysWPhJL._SL1500_-480x753.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61dEysWPhJL._SL1500_.jpg 593w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" />E’ uno dei romanzi tanto osannati dalla critica e in cima alle classifiche di vendite. Forse un tantino sopravvalutato, comunque parte di quel fenomeno per cui se alcune testate o nomi prestigiosi ne parlano bene, praticamente il gioco è fatto e gli altri vanno al seguito. Sicuramente, una sforbiciata alla lunghezza delle circa 600 pagine male non avrebbe fatto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ il quarto romanzo dello scrittore irlandese ed è la storia di una famiglia tradizionale che vive in una bella casa ai margini di un bosco, in un paese a due ore da Dublino. Sono i Barnes e, attraverso le loro vicende, Murray racconta quelle che in linea di massima sono le oscillazioni della vita in generale, fatta di successi e cadute, splendori e miserie.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I Barnes sono tra i più in vista e benestanti della zona, proprietari di una concessionaria d’auto tra le più quotate del circondario, ereditata dal padre. Proprietario è Dickie, sposato con la bellissima Imelda, accumulatrice di beni di lusso e griffati. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il quadro è completato da due rampolli. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La primogenita Cass: appassionata di letteratura e della quale, scopriremo, strada leggendo, altre predilezioni consone alla fase adolescenziale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il fratello minore, Pj: geniale, nerd, ossessivo, alquanto rompiscatole, grande osservatore, dotato di abbondante spirito critico. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi la crisi e il crollo dei mercati assestano il colpo di grazia al declino che era già iniziato per l’attività di Dickie. La caduta dei Barnes risaliva a molto tempo prima, come scoprirete –nel fatidico giorno dell’ape che ha segnato la famiglia-. Poi lo scivolone sociale era stato inarrestabile e la rovina economica precipitosa. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tutto improvvisamente cambia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I Barnes, dal piedistallo, finiscono sul fondo. Nella contea, ora, tutti li guardano con occhi diversi; peggio, vengono stravolti completamente anche i rapporti tra i 4 membri della famiglia. Fino al baratro finale per cui non si rivolgeranno neanche più la parola.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In mezzo c’è il particolareggiato affresco corale della vulnerabilità degli individui, dei rapporti che intessono. L’approfondimento psicologico delle loro personalità e anche uno sguardo allarmato sulla fragilità dell’ecosistema che regge il mondo. E non anticipo altro….</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Martta Kaukonen “Butterfly” -Longanesi-</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Euro 18,60</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-272086" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61j1xik-IyL._SL1500_-1-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61j1xik-IyL._SL1500_-1-198x300.jpg 198w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61j1xik-IyL._SL1500_-1-480x728.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/61j1xik-IyL._SL1500_-1.jpg 613w" sizes="(max-width: 198px) 100vw, 198px" />E’ il romanzo di esordio della scrittrice e giornalista finlandese 49enne che è anche un importante critico cinematografico, e il suo aspetto sorridente e rassicurante non farebbe pensare a una fantasia tanto diabolica.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il suo thriller arriva direttamente dai ghiacci finlandesi e in patria è diventato subito bestseller. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Al centro una serial killer che uccide a sangue freddo uomini malvagi. Si chiama Ira, e già il nome sembra implicare la sua natura più profonda; lei organizza accuratamente la tessitura della ragnatela nella quale cattura le sue prede, ovvero maschi spregevoli.</span></span><a name="_GoBack"></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quello di Ira è un disturbo ossessivo compulsivo che arriva da lontano e risale a quando era bambina ed era stata rapita e abusata sessualmente da un uomo. Un marchio di sofferenza abissale che vorrebbe curare con l’aiuto di un valido specialista.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sceglie di affidarsi alla terapeuta Clarissa Virtaten, 50enne grondante fascino e fama, sempre in prima fila in tv e sui giornali. E anche lei con qualche scheletruccio rintanato e occultato nell’armadio, lì dove è meglio che continui a rimanere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Aspettatevi continui colpi di scena, intrighi e azione; tutto condito da ironia e condotto spesso come sofisticato gioco.</span></span></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 22:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Fatma Aydemir “Tutti i nostri segreti” -Fazi Editori- euro 18,50 Nata nel 1986, nell’ex Germania Ovest, in una famiglia di origine turco-curda, Fatma Aydemir, è oggi una delle voci più interessanti della letteratura tedesca contemporanea. Giornalista e scrittrice, con questo secondo romanzo ha scalato velocemente le classifiche, riscuotendo un successo ampiamente meritato. Il libro inizia con una morte che non è solo fisica. Implica anche quella di un sogno e mette a nudo ferite, incomprensioni, segreti e non detti, annidatisi a lungo all’interno della famiglia Ylmaz. Formata dai genitori curdi, Emine e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><strong><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Fatma Aydemir “Tutti i nostri segreti” -Fazi Editori- euro 18,50</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nata nel 1986, nell’ex Germania Ovest, in una famiglia di origine turco-curda, Fatma Aydemir, è oggi una delle voci più interessanti della letteratura tedesca contemporanea. Giornalista e scrittrice, con questo secondo romanzo ha scalato velocemente le classifiche, riscuotendo un successo ampiamente meritato.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il libro inizia con una morte che non è solo fisica. Implica anche quella di un sogno e mette a nudo ferite, incomprensioni, segreti e non detti, annidatisi a lungo all’interno della famiglia Ylmaz. Formata dai genitori curdi, Emine e Hüsey, emigrati in Germania alla ricerca di vita migliore, e i loro 4 figli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-271666" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81GVUqWVw9L._SL1500_-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81GVUqWVw9L._SL1500_-197x300.jpg 197w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81GVUqWVw9L._SL1500_-480x731.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/81GVUqWVw9L._SL1500_.jpg 611w" sizes="(max-width: 197px) 100vw, 197px" />Con una magnifica scrittura limpida, l’autrice affronta più temi, miscelandoli sapientemente nelle pieghe delle vite e dei rapporti dei membri della famiglia turco-curda. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non è un romanzo autobiografico, ma Aydemir l’ha concepito pensando alla generazione dei suoi nonni; anche loro, dopo la Seconda Guerra Mondiale, lasciarono il paese di origine e andarono altrove, desiderando un futuro migliore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A 59 anni, dopo una vita di duro lavoro e sacrifici in una fonderia tedesca, finalmente, Hüseyn, è riuscito a coronare il sogno di tornare in patria e comprare una casa a Istanbul, dove iniziare un nuovo meritato capitolo della sua esistenza. Ma proprio quando ha finito di arredare il nuovo nido e la famiglia sta per raggiungerlo, viene stroncato da un malore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ lo strepitoso inizio di poco più di 300 pagine che non vorremmo finissero. Scandito in 6 capitoli, ognuno svela uno degli Ylmaz; penetra a fondo nella sua storia e nella sua anima, mettendo a nudo ferite e traumi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I due figli maggiori, Sevda e Hakan, non riescono ad arrivare in tempo al funerale… per loro sarà un rimorso in più. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Sevda è quella che ha raggiunto i genitori in Germania più tardi, a 12 anni, la ribelle che ha sempre cercato di sottrarsi alle leggi del patriarcato. Sposata con un fannullone, poi si è resa indipendente, imprenditrice affermata, ma in rotta di collisione con i genitori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Su Hakan, il primo figlio maschio, si sono concentrate le grandi aspettative del padre e si è riversata l’indulgenza materna.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Perihan e Ümit, a loro volta, sono portatori di ulteriori dinamiche. Fino al capitolo finale in cui scoprirete il segreto che ha segnato soprattutto il legame dei genitori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Uno spettacolare affresco che racconta più generazioni a cavallo tra due mondi e due culture, con al centro il tema complesso e portante della famiglia e del veleno che può scorrere nelle sue vene. Ci sono poi i nodi duri del patriarcato, spesso favorito supinamente dalle donne che ne perpetuano l’azione sulle figlie. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E ancora: levate di scudi del femminismo e dell’emancipazione, crisi di identità -anche di genere- e sullo sfondo razzismo e difficoltà nell’accettare il diverso da noi. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un meraviglioso romanzo, in cui una scrittura di altissimo livello ci conduce con sensibilità e intelligenza nel microcosmo di un nucleo familiare, nei pensieri e nel sentire di personaggi indimenticabili.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Phyllis Rose “Vite parallele” -UTET- euro 24,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-271667" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71-pmOYpDZL._SL1500_-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71-pmOYpDZL._SL1500_-206x300.jpg 206w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71-pmOYpDZL._SL1500_-480x700.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/71-pmOYpDZL._SL1500_.jpg 638w" sizes="(max-width: 206px) 100vw, 206px" />L’autrice di questo saggio è un’autorevole critica letteraria americana e autrice di approfondite biografie. Qui ricostruisce e analizza le vite coniugali di 5 famose coppie di intellettuali e scrittori, vissute in epoca vittoriana. Quando si mescolavano la censura della sessualità ma si invitava anche a procreare; la donna era fattrice e angelo del focolare. Mentre per i mariti spesso il sesso era quello praticato con le prostitute.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il volume mette in luce quanto legò alle loro metà, Carlyle, Dickens, Eliot, Stuart Mill e Ruskin; fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1983 ed è tutt’oggi un’indiscussa pietra miliare per studiosi e appassionati di letteratura.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Apre e chiude la carrellata l’unione tra lo storico Thomas Carlyle e la moglie Jane Welsh. Dal primo capitolo sul loro fidanzamento, a quello finale sugli ultimi anni del matrimonio. Unione altamente imperfetta, forse neanche mai consumata per limiti di lui che, comunque, ebbe una relazione “innocente” con Lady Harriet Montague, fonte di enorme sofferenza per Jane. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da questo dolore nacque però una scrittrice “postuma”, poiché Jane affidò la sua infelicità alle pagine del diario che il marito fece pubblicare dopo la sua morte; in parte per denunciare la propria scorrettezza, e in parte per stemperare il senso di colpa verso colei che l’aveva sempre accudito amorevolmente.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Charles Dickens, nel 1836 sposò la figlia del suo editore, Catherine Hogarth. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma 20 anni dopo s’innamorò dell’attrice 18enne Ellen Ternan. All’epoca lui aveva 45 anni e il divorzio era possibile, ma altamente sconsigliato per la sua immagine pubblica. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ed è così che uno scrittore immenso scivolò, invece, tanto in basso da accusare ingiustamente la moglie di malattia mentale, nel tentativo di togliersela di torno e spedirla in manicomio. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il misfatto non gli riuscì, ma la vicenda lo sminuisce sul versante etico e affettivo e induce a meditare…</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Però state tranquilli perché ci furono anche unioni felici. Ma non erano quelle suggellate da vincoli legali o religiosi. La scrittrice George Eliot e il critico Henry Lewis i rapporti li ebbero eccome, si amarono alla follia per 25 lunghi felici anni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Come felice fu l’unione della nobildonna Effie Gray; ma non quando era sposata con John Ruskin. Anzi, quella fu davvero un’unione male assortita fin dall’inizio: lui dedito agli studi e orripilato dalla sessualità femminile. Lei ambiva attenzione e figli, mentre lui non ne voleva sapere. Altro matrimonio mai consumato, pericolante per continue distanze e incomunicabilità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le cose svoltarono decisamente in meglio quando Effie ottenne la nullità del matrimonio e si unì al pittore John Everett Millais; 2 mesi dopo le nozze era incinta e dall’unione nacquero ben 8 rampolli.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Benedetta Centovalli “Nella stanza di Emily” -La Tartaruga- euro 17,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-271668" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/41ACkwWqWYL-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/41ACkwWqWYL-221x300.jpg 221w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/41ACkwWqWYL-480x653.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/41ACkwWqWYL.jpg 500w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" />La vita di Benedetta Centovalli è dedicata ai libri e all’editoria da oltre un trentennio, questo fa di lei una delle massime esperte di letteratura; dotata di una sensibilità acuta che descrive come quasi totalizzante: «… e vestita di libri, in modo ossessivo e principesco, in una maniera assoluta e monacale».</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La passione di Benedetta Centovalli per Emily Dickinson l’ha condotta laddove la poetessa ha trascorso la sua vita, immersa nel piccolo-immenso mondo che ha saputo trasformare in arte poetica, diventata poi immortale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da New York ha raggiunto in autobus Amherst, nel New England, immergendosi in un viaggio emotivamente coinvolgente. Prima a Homestead, dove la Dickinson nacque e visse dal 1855 fino al suo ultimo respiro; poi a Evergreens, a visitare la dimora del fratello Austin e della moglie Susan.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Emily Dickinson nasce il 10 dicembre 1830 ad Amherst, nel Massachussetts, dove vive fino alla morte, causata da una nefrite, il 15 maggio 1886, a soli 56 anni. E’ dopo la sua scomparsa che la sorella Lavinia decide di dare alle stampe i suoi scritti, svelando così al mondo intero l’immensità della Dickinson.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Curioso che una delle più grandi poetesse dell’Ottocento sia chiamata “la matta della soffitta”, perché, ancora giovanissima decide di chiudersi nella sua stanza, dalla quale esce solo di notte. Di lì in poi, il suo tempo e le sue energie sono tutte volte a dare voce al suo universo interiore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Uno dei grandi pregi di questo libriccino è l’intensità con cui l’autrice ci guida dentro il mondo della poetessa, l’emozione che prova e ci trasmette quando si trova al cospetto dei vari angoli che sono stati testimoni della sua presenza e del suo passaggio. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Stanze che conservano un’anima, ci raccontano il suo sguardo oltre le finestre rivolte a ovest ed est, la sua cura e la profonda conoscenza delle piante raccolta nel famoso e delicato erbario, l’amore per gli animali, domestici ed esotici. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E ci sembra quasi di esseri lì e poter toccare noi stessi il suo scrittoio….perché la passione di Centovalli e la sua bravura nel trasmetterla compiono anche questa meravigliosa magia.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Francesca Fagnani “Mala. Roma Criminale”  </span></span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">-Sem- euro 18,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-271669" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/719lLxkNRyL._SL1500_-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/719lLxkNRyL._SL1500_-188x300.jpg 188w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/719lLxkNRyL._SL1500_-480x764.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/06/719lLxkNRyL._SL1500_.jpg 584w" sizes="(max-width: 188px) 100vw, 188px" />Francesca Fagnani, prima ancora che padrona di casa della trasmissione di successo “Belve”, è giornalista d’inchiesta, e in questo libro ha ricostruito la geografia criminale della Capitale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lo spunto da cui parte il racconto -documentatissimo e basato su uno studio approfondito e minuzioso delle fonti giudiziarie- è l’assassinio a sangue freddo di Fabrizio Piscitelli; detto “Diabolik”, capo degli ultras “Irriducibili” della Lazio e ai vertici della cosiddetta “Batteria di Ponte Milvio”. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da quella morte Fagnani traccia le fila delle alleanze suggellate da tempo e delle nuove rivalità e tensioni che serpeggiano più recentemente nel sottobosco del malaffare più losco.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il Parco degli Acquedotti a Roma è teatro della morte di Piscitelli, il 7 agosto 2019, quando viene brutalmente freddato da un colpo di pistola alla nuca. A sparargli -mentre è tranquillamente seduto su una panchina- è un sicario travestito da runner che punta l’arma da distanza ravvicinata.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La pace che vigeva tra gang si spezza, mentre la miccia appena innescata dà il via a un susseguirsi di esplosioni di: violenza, sequestri, pestaggi, omicidi e torture.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fagnani studia meticolosamente le carte degli atti giudiziari, collega i fatti e traccia le linee di un mondo di malaffare dove scorrono fiumi di droga, soldi sporchi e ogni azione criminale che ne deriva.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La giornalista romana da tempo segue i meandri e le dinamiche della malavita, in particolare il narcotraffico, risalendo al vertice e ai vice di maggior spicco per arrivare allo spaccio. </span></span></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro. Scrittori&#8230; e dintorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 22:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Barbara Lanati “The Village Generation” -Ombre Corte- euro 20,00 Barbara Lanati è un’autentica autorità e uno scrigno di sapere nel campo della letteratura anglo-americana. E’ docente emerita all’Università di Torino, straordinaria traduttrice e biografa di Emily Dickinson, americanista tra le più quotate, profonda conoscitrice della vita e dell’arte di autori classici di lingua inglese. Con il valore aggiunto di una straordinaria abilità comunicativa e divulgativa. In questo libro -scorrevole e appassionante come un romanzo- ripercorre idee e azioni della generazione di uomini e donne, nata a fine Ottocento, che ha dato il</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2025/06/02/lisola-del-libro-scrittori-e-dintorni/">L&#8217;isola del libro. Scrittori&#8230; e dintorni</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/03/goria-libri-3-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><strong><span style="color: #008000;"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</span></strong></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Barbara Lanati “The Village Generation” -Ombre Corte- euro 20,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Barbara Lanati è un’autentica autorità e uno scrigno di sapere nel campo della letteratura anglo-americana. E’ docente emerita all’Università di Torino, straordinaria traduttrice e biografa di Emily Dickinson, americanista tra le più quotate, profonda conoscitrice della vita e dell’arte di autori classici di lingua inglese. Con il valore aggiunto di una straordinaria abilità comunicativa e divulgativa.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270732" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s1-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s1-193x300.jpg 193w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s1-480x745.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s1.jpg 500w" sizes="(max-width: 193px) 100vw, 193px" />In questo libro -scorrevole e appassionante come un romanzo- ripercorre idee e azioni della generazione di uomini e donne, nata a fine Ottocento, che ha dato il via a cambiamenti epocali, in campo sociale e culturale ed impresso un’accelerazione agli albori del Novecento.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lanati è straordinaria nel guidarci all’inseguimento di personaggi che hanno segnato la letteratura, l’arte e le idee nelle strade del Village nella Big Apple, intorno a Washington Square, a Provincetown sulla punta estrema di Cape Cod nel Massachussetts, poi fino alla strepitosa luce di Taos nel New Mexico.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ancora prima, ce li presenta a Parigi, dove le ide innovative della cultura europea fanno da apripista all’era che verrà. Lì ci fa incontrare i fratelli Leo e Gertrude Stein; lei geniale e ricca mecenate, collezionista di capolavori all’epoca sconosciuti e di autori ancora in cerca di fama. Il suo studio-soggiorno in Rue de Fleurus, (con le pareti ricoperte di quadri oggi esposti nei maggiori musei del mondo) era il crocevia di creatività e delle menti più geniali delle avanguardie parigine. Tra loro: Hemingway Picasso, Joyce, Fitzgerald ….</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lanati ricostruisce, anche con l’interessante contributo di foto d’epoca, il clima di nuove idee e movimenti politici e, tra pubblico e privato, riprende, tra le altre, anche le complesse traiettorie di vita e battaglie di Emma Goldmann e John Reed.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi ci introduce nella vita privilegiata e stravagante di Mabel Dodge. Ricchissima, 4 matrimoni, parecchio disinvolta, ambiziosa, caratterizzata da una sorta di ingordigia culturale. Avrebbe voluto essere un’ape regina &#8211; come la Stein- dotata della sovrana capacità di intuire le potenzialità ancora in embrione dei grandi geni che raccoglieva intorno a sé. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nelle pagine di Barbara Lanati attraversiamo il mondo insieme a Mabel Dodge e viviamo le sue mille scoperte ed esperienze, fino all’approdo a Taos. E’ lì, nell’incredibile luce del New Mexico, che troverà la sua dimensione e creerà la sua oasi, calamita di artisti.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Marco Tornar “Nello specchio di Mabel” </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">-Edizioni Tracce- euro 11,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270733" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s2-183x300.jpg" alt="" width="183" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s2-183x300.jpg 183w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s2.jpg 200w" sizes="(max-width: 183px) 100vw, 183px" />Questo libriccino è un’autentica perla preziosa, rara e purtroppo difficile da trovare. L’ha scritto il poeta e scrittore Marco Tornar, nato a Pescara nel 1960, dov’è morto improvvisamente per un malore nel 2015, a soli 54 anni. Uomo di grande sensibilità e profonda cultura, innata classe, una vita dedicata alla poesia e alla patria delle lettere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Mabel Ganson era nata a Buffalo il 26 febbraio 1879 in una facoltosa famiglia di rigoroso stampo vittoriano. Il padre severissimo; la madre totalmente disinteressata alla figlia, che crebbe tra nonne, babysitter, scuole elitarie, spostata da un luogo lussuoso all’altro e senza dimostrare particolare inclinazione allo studio. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Disinvolta e capricciosa ebbe una vita movimentata. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Impalmò 4 mariti. Fu la signora Evans nel 1900, Dodge nel 1904, Sterne nel 1916 e in ultimo Luhan nel 1923; consorte con cui, lasciata New York, rimase fino all’ultimo in New Mexico. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Eccetto questo, gli altri furono tutti matrimoni avventati. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Neppure il ruolo di madre fu nelle sue corde. Ebbe un figlio dal primo marito John Evans e negli anni successivi anche una figlia adottiva, ma entrambi sono praticamente assenti dalla sua vita e dalle sue memorie.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dopo la morte (in un incidente di caccia) del primo marito, la madre la convinse ad allontanarsi da Buffalo. Diretta a Parigi, sul transatlantico conobbe e si innamorò dell’affascinante architetto bostoniano Edwin Dodge e nel giro di 4 mesi lo sposò. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A Firenze si trasferirono nel 1905 iniziando la loro vita a villa Curonia. Dimora di probabile impianto tre-quattrocentesco, che acquistarono dai baroni lettoni De Nolde. La lasciarono nel 1914, ma risultarono proprietari fino al 1935.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Queste 155 pagine racchiudono affascinanti scorci di quel periodo</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sulle colline di Arcetri, immersi nello sfarzo degli interni e degli arredi; intenti ad ampliare stanze e bovindo. Impegnati anche a piantare roseti, rampicanti e ridisegnare il maestoso parco che ancora oggi racconta del passaggio dei Dodge e ci parla dei loro prediletti angoli segreti in mezzo alla spettacolare e rigogliosa natura.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Villa Curonia divenne soprattutto punto di ritrovo di grandi nomi blasonati e della cultura. Mabel fu assidua frequentatrice della colonia aristocratica inglese, molto amica di Lady Walburga Paget (moglie dell’ex ambasciatore inglese a Roma e Vienna) che l’aiutò a raccogliere attorno a sé tutti quelli che più contavano.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra gli ospiti di maggior spicco nella villa, Mabel ebbe anche Gertude Stein con la sua compagna Alice B. Toklas. A loro assegnò la camera da letto vicino alla sua e annotò le abitudini della Stein, tra le quali, scrivere di notte. Sempre molto attenta a quell’acuta mecenate che lei cercava di emulare anche lì sulle colline fiorentine.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Nel libro poi ci sono altri aneddoti, come la particolare amicizia con il marchese Bindo Peruzzi de Medici, ultimo spiantato della gloriosa casata. Il suo legame con Mabel suscitò pettegolezzi, la gelosia e l’aut aut di Edwin che per un po’ mise l’oceano di mezzo. Al ritorno dall’America, dopo un del tutto casuale incontro per strada, scivolato nell’indifferenza di Mabel, il marchese nel volgere di poche si uccise con un colpo di pistola…</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Norman Mailer “Il difficile mestiere dello scrittore” -La nave di Teseo”- euro 25,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270734" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s3-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s3-211x300.jpg 211w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s3-480x684.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s3.jpg 714w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" />Mailer è un gigante della letteratura mondiale, nato in New Jersey nel 1923, morto a New York nel 2007, dopo una vita densa come poche altre. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Due volte premio Pulitzer, altrettante il National Book Award, ha attraversato un caleidoscopio di passioni, impalmato 6 mogli (fu arrestato per aver accoltellato la seconda) e collezionato svariate amanti, messo al mondo 8 figli e uno lo ha adottato. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’esordio clamoroso risale al 1948 con l’opera colossale “Il nudo e il morto”, frutto della sua esperienza di due anni sul fronte filippino e giapponese durante la Seconda guerra mondiale; per molti, uno dei migliori romanzi americani del Novecento. Da allora non si è più fermato e ha pubblicato oltre 30 opere.</span></span></p>
<p>“<span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il difficile mestiere dello scrittore”, invece, risale al 2003 e solo ora è stato tradotto in italiano; e ci sommerge con una messe di scritti, pensieri, intuizioni, approfondimenti, osservazioni sullo stile, a partire dall’autoanalisi del suo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Grande grafomane -con un enorme bagaglio di vita e qualche stravizio- in questo libro, Mailer, mette al centro i pericoli del suo mestiere, le sue sventure e le gioie. Ma anche il senso di solitudine e cosa abbia comportato la fama, tra pro e contro.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi ragiona su trama, personaggi e la loro psicologia, intreccio e dialoghi. Guarda agli altri scrittori che l’hanno ispirato o che non amava per niente…ma questa è solo la punta d’iceberg di un libro che racchiude davvero un immenso e affascinante mondo, tutto da scoprire.</span></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Jaime Bayly “I giganti” -Feltrinelli- euro 19,00 </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270735" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s4-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s4-191x300.jpg 191w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s4-480x752.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/s4.jpg 649w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" />Un lutto ha segnato recentemente il mondo letterario; la morte dello scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, nato ad Arequipa il 28 marzo 1936, morto a Lima il 13 aprile scorso 2025. Aveva festeggiato da poco l’89esimo compleanno, circondato dai familiari. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ stato uno dei massimi romanzieri e saggisti contemporanei. Premio Nobel per la Letteratura nel 2010, esponente di spicco della rinascita della letteratura latinoamericana. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Impegnato politicamente negli anni Cinquanta, dapprima sostenne la rivoluzione cubana guidata da Fidel Castro, poi ne prese le distanze criticandola apertamente e in seguito fu fondamentalmente liberale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo libro mescola vicende realmente accadute e fatti inventati che riguardano due giganti della letteratura sudamericana, Mario Vargas Llosa e Gabriel García Márquez. Legati per anni da una profonda intesa, entrambi scrittori, vicini di casa, padrini ognuno di un figlio dell’altro. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il racconto di Bayly inizia dalla rottura della loro amicizia, frantumata con il celebre cazzotto che Mario Vargas Llosa diede a “Gabo” davanti a un cinema di Città del Messico. Il pugno fu accompagnato da queste parole: «Questo è per quel che hai fatto a Patricia».</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Era il 1976 e in queste pagine l’autore tenta di ricostruire i fatti che sarebbero dietro questa motivazione; ma non si è mai saputa la vera ragione di quel gesto violento che mise fine a un legame tra due geni amici e le rispettive famiglie. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Bayly narra l’epoca del boom intellettuale e politico sudamericano e nel libro sfilano, tra gli altri, personaggi come Neruda, Cortázar, Fidel Castro e Salvador Allende.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ raccontato il periodo in cui Márquez e Llsoa si frequentavano in Spagna, condividendo anche la stessa agente letteraria che contribuì ai loro successi. Dopo lunga corrispondenza epistolare, si trovarono a Barcellona, a breve distanza uno dall’altro con le rispettive famiglie, sebbene a due livelli e in due momenti diversi della carriera. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Gli inizi furono stentati e difficili per entrambi, in cerca di fama e con pochi soldi in tasca, aiutati anche dai sacrifici delle mogli.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Márquez spiccherà il volo con “Cent’anni di solitudine” nel 1968; Vargas Llosa tra il 1963 con “La città dei cani” e il ’66 con “La casa verde”. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Due geni letterari con caratteri diversi e divergenze politiche (quando Llosa da castrista andò poi verso la destra liberale), tendenti a eccessi e qualche follia, capaci di grandi passioni e disamoramenti spiazzanti, entrambi voraci di vita.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma dopo quel cazzotto il filo della loro amicizia e della condivisione dei loro pensieri restò spezzato per sempre.</span></span></p>
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		<title>L&#8217;isola del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 22:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ISOLA LIBRO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA &#160; Marcelo Rubens Paiva “Sono ancora qui” -La Nuova Frontiera- euro 18,00 E’ uno dei libri più belli che abbia mai letto. Per la straordinaria forza della donna al centro del dramma che racconta. Poco meno di 300 pagine che consentono più piani di lettura: quello storico-politico delle dittature militari, la tragedia dei desaparecidos; le battaglie di chi resta e vuole giustizia, il dramma dell’Alzheimer. I fatti sono realmente accaduti. Li racconta Marcelo Rubens Paiva, (nato a San Paolo nel 1959) figlio di Rubens Paiva, deputato laburista che -dopo il golpe militare in</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-150x150.jpg 150w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/04/GORIA-6-480x480.jpg 480w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><span style="color: #008000;"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-102633" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/07/GORIA-LAURA-218x300-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Marcelo Rubens Paiva “Sono ancora qui” -La Nuova Frontiera- euro 18,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E’ uno dei libri più belli che abbia mai letto. Per la straordinaria forza della donna al centro del dramma che racconta.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poco meno di 300 pagine che consentono più piani di lettura: quello storico-politico delle dittature militari, la tragedia dei desaparecidos; le battaglie di chi resta e vuole giustizia, il dramma dell’Alzheimer. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270044" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e1-200x300.jpg 200w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e1-480x720.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e1.jpg 500w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />I fatti sono realmente accaduti. Li racconta Marcelo Rubens Paiva, (nato a San Paolo nel 1959) figlio di Rubens Paiva, deputato laburista che -dopo il golpe militare in Brasile- fu sequestrato nel 1971, torturato e ucciso. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Marcelo -scrittore e drammaturgo di successo- in “Io sono ancora qui” ha riunito pagine di memorie personali, familiari e collettive. Libro di una profondità che marchia l’anima; tanto più che nessuno ancora sa dove i carnefici abbiano gettato il corpo del padre e non ci sia una tomba su cui poter versare lacrime e rimpianti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questi i fatti. Di famiglia agiata, Rubens è ingegnere civile e deputato, impegnato a migliorare il suo paese. La moglie Eunice (origini italiane e una laurea nel cassetto) divora libri e cultura, manda avanti la casa e cresce 5 figli. Marcelo è il quinto (unico maschio) della coppia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tutto va in pezzi il 20 gennaio 1971 quando Rubens (ormai ex deputato laburista) viene prelevato dalla villetta davanti alla spiaggia, in una tranquilla zona residenziale di Rio de Janeiro. Non tornerà mai più.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Precipita nel gorgo di orrore della dittatura militare che si impossessò del Brasile dal 1⁰ aprile 1964 al 15 marzo 1985. Bilancio finale: centinaia di persone sparite nel nulla, per non parlare delle uccisioni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">All’epoca Marcelo ha 11 anni, poco dopo i militari sequestrano anche la madre e la sorella maggiore. Le due vengono rilasciate quasi subito, ma da quel momento tutti evitano i Paiva per paura di rappresaglie. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Inizia la via Crucis di Eunice che non si compiange, mai, neanche per un secondo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Trasforma il dolore in energia e forza titanica. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lotta come una leonessa per salvare il marito. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non sa che, torturato e calpestato senza pietà, devastato da emorragie interne, risulta ucciso il 21gennaio 1971, giorno successivo al sequestro. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi contrasta le false versioni ufficiali che indicherebbero Rubens come fuggitivo. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Eunice rimane sola con 5 creature da sfamare e crescere. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Torna a studiare, la 2⁰ laurea è in Giurisprudenza; diventa uno dei più importanti avvocati per i diritti civili a livello mondiale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dedica la sua vita alla lotta per la democrazia e la ricerca della verità, offre supporto legale a personaggi famosi (tra cui Sting), a istituzioni come l’ONU e la Banca Mondiale; ma anche a cittadini comuni e comunità indigene.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Lotta perché lei -e chi condivide il suo stesso dramma- possano riavere i corpi dei desaparecidos e i relativi certificati di morte. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">I Paiva si sono sempre definiti “una delle tante famiglie vittime delle tante dittature”; perché la loro era innanzitutto una tragedia di portata collettiva, insita nel DNA di ogni regime dittatoriale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma il destino non ha ancora esaurito le randellate. Quando i figli sono grandi e sparsi con le famiglie per il mondo, Eunice è in pensione e con una certa sicurezza economica, viene aggredita dalla spietata, progressiva, distruzione della mente, con tutto il bagaglio di vita che racchiude. E’ il capolinea vigliacco dell’Alzheimer.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Può esserci finale più beffardo? Una donna così immensa, che ha aiutato un paese intero a ricordare… ora perde la memoria? Quando potrebbe tranquillamente riposarsi sulla spiaggia a leggere, circondata dall’amore di figli e nipoti…ecco, di nuovo la vita colpisce senza un’oncia di pietà!</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a> <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ancora una volta emerge l’Eunice che non si lascia andare del tutto. Tra le pagine più commoventi di Marcelo, quelle -grondanti stima, riconoscenza e amore- verso la madre che è stata a volte brusca, mai sdolcinata, ma non si è mossa dal suo capezzale quando un gravissimo incidente lo ha reso invalido.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Eunice è morta nel 2018, dopo una vita difficile e coraggiosissima, con i ricordi ghermiti dall’oblio, assistita dai figli fino all’ultimo. Nell’omonimo e pluripremiato film tratto dal libro, diretto da Walter Salles, Eunice rivive nell’interpretazione di una strepitosa Fernanda Torres.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Maylis de Kerangal “Giorno di risacca” -Feltrinelli- euro 17,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270045" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e2-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e2-191x300.jpg 191w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e2-480x752.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e2.jpg 649w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" />10 anni dopo il successo di “Riparare i viventi”, de Kerangal, una delle principali scrittrici francesi contemporanee (nata a Tolone nel 1967), torna con questo romanzo dal tocco noir.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Figlia di un capitano di lungo corso, ha vissuto in Normandia: l’infanzia a Le Havre e gli anni del liceo a Rouen, per laurearsi poi a Parigi. Il romanzo si svolge nell’arco di una sola giornata ed è ambientato proprio nella città che l’autrice conosce a fondo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tutto ha inizio con la telefonata che riceve la protagonista, non meglio precisata. Di lei sappiamo solo che: vive nella capitale francese, ha 49 anni, di mestiere fa la doppiatrice di cinema, a Le Havre è nata, ma non è più tornata da almeno 20 anni. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La sua consolidata routine viene spezzata da una telefonata… non una qualunque. La polizia di Le Havre la convoca per interrogarla in merito al cadavere di uno sconosciuto ritrovato sulla spiaggia, privo di documenti, ma con il biglietto di un cinema ed un numero telefonico scritto a mano. Quello della protagonista.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Con questa pennellata di mistero scatta il romanzo. Quando le vengono mostrate le foto del corpo dell’uomo ucciso, non è certa di riconoscerlo, ma non può nemmeno escluderlo. E’ comunque l’innesco del racconto in cui l’autrice ricostruisce tanti flash del passato. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Centrale è la città portuale di Le Havre e la sua ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma la trama scorre anche attraverso il ricordo di episodi significativi della giovinezza della donna. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Come l’intervista -che fece da ragazzina, per un progetto scolastico- ad una sopravvissuta ai bombardamenti: la 73enne Jacqueline, che rilasciò una toccante testimonianza. Pagine che lasciano letteralmente senza fiato e trasportano direttamente al centro della devastazione della guerra.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">C’è di più…Perché De Kerangal -che ha iniziato a scrivere questo libro quando è deflagrato il conflitto in Ucraina- in queste pagine riflette anche sull’attualità, sui grandi temi scottanti di oggi e su alcuni bivi di fronte ai quali l’umanità si trova. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">Cecile Baudin “La fabbrica dei destini invisibili” -NORD- euro 19,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270046" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e3-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e3-200x300.jpg 200w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e3-480x720.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e3.jpg 678w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />E’ il romanzo di esordio di Cécile Baudin (nata a Lione nel 1972) che si affaccia al mondo letterario con un corposo romanzo storico su un tema scottante, quello dello sfruttamento del lavoro minorile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La storia è ambientata nella Francia di fine 800 e descrive, in base a una documentata e precisa ricostruzione storica, il funzionamento delle industrie dell’epoca. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tanto per cominciare, Baudin ci conduce all’interno dei laboratori della fabbrica di seta di Madame Gromier, dove le 3 “lavoratrici ufficiali” si dichiarano tutte sorelle della titolare. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Excamotage che consentiva di escludere i “familiari” dalle leggi in vigore a tutela dei minori sul lavoro. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le cose in realtà sono ben diverse. A sorvegliare che le leggi siano rispettate è stata da poco istituita la figura dell’ispettore del lavoro. Poiché è una professione ancora prevalentemente maschile, la giovane ispettrice Claude Tardy spesso si traveste da uomo per assolvere meglio il suo compito. Insieme al suo capo, l’ispettore generale del lavoro Edgar Roux, dovrà far luce su una serie di morti sospette e sfruttamento vario.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un caso per tutti: nella sartoria di Madame Gromier dietro la facciata è nascosto un buio laboratorio segreto; lì, al freddo lavorano 8 operaie bambine tra gli 8 e i 12 anni, ininterrottamente dalle 6 di mattina fino ad oltranza alla sera.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ed è solo l’inizio di vari scempi che portano a galla le varie distorsioni che sono state il lato oscuro della rivoluzione industriale. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra le tante, anche la connivenza degli orfanotrofi e di molti istituti di beneficenza che, col pretesto della formazione professionale, non esitavano ad impiegare bambini nelle fabbriche e nei laboratori. A tal punto che, alcune industrie, si lamentarono per la concorrenza sleale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Preparatevi a una sorta di thriller storico.</span></span></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial Black, serif;">John Grisham e McCloskley “Incastrati” -Mondadori- euro 23,00</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-270047" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e4-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e4-195x300.jpg 195w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e4-480x737.jpg 480w, https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2025/05/e4.jpg 662w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />10 storie vere di condanne ingiuste che hanno rinchiuso per anni dietro le sbarre persone innocenti, rovinandogli la vita. Ne raccontano 5 a testa e con cognizione di causa due autori di altissimo livello.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non ha bisogno di presentazione il re del legal thriller John Grisham; dal ’92 in vetta alle classifiche (i primi di una ininterrotta serie di best seller furono “Il socio” e “Il rapporto Pelican”). </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Jim McCloskey; attivista per i diritti dei detenuti innocenti e fondatore di “Centurion Ministries” che si occupa di condanne ingiuste ed ha contribuito a liberare decine di persone finite in galera al posto dei veri colpevoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dunque un libro di non fiction, ma che appassiona anche più di un romanzo. Unisce il talento narrativo di Grisham all’esperienza sul campo di McCloskey ed esplora vari aspetti del fenomeno.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra gli argomenti trattati: le dinamiche psicologiche che spingono un innocente a dichiararsi colpevole; cosa comporti finire intrappolati in un incubo giudiziario che fa letteralmente a pezzi la vita di chi è rinchiuso dietro le sbarre (ma distrugge anche la sua famiglia).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Poi c’è la lotta, spesso eroica, di chi cerca di rendere giustizia, liberare gli innocenti ed individuare i veri colpevoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Da considerare che in molti stati oggi vige ancora la pena di morte alla quale possono andare incontro anche gli innocenti; dunque un’ingiusta condanna diventa omicidio e autentica tragedia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra le molteplici cause degli errori giudiziari, nel libro vengono sottolineati: false testimonianze, errori investigativi, a volte corruzione delle forze dell’ordine e nel sistema giudiziario, spesso forti pregiudizi razziali. </span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2025/05/26/lisola-del-libro-244/">L&#8217;isola del libro</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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