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	<title>INIZIATIVA DEL CORECOM PIEMONTE Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 May 2017 16:06:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cyberbullismo, i mezzi per difendersi diventano realtà</title>
		<link>https://iltorinese.it/2017/05/19/cyberbullismo-i-mezzi-per-difendersi-diventano-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2017 16:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVA DEL CORECOM PIEMONTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Continuano ad essere numerosi i casi di cronaca che  riguardano adolescenti giunti a gesti disperati dopo aver subito attacchi sui social network. Fortunatamente la politica si sta muovendo per regolare in qualche modo un ambito che potrebbe rivelarsi una trappola infernale per i più piccoli, spesso troppo sprovveduti e lasciati soli a navigare sul web. L&#8217;approvazione alla Camera del testo di legge che punta a contrastare il fenomeno, avvenuta il 17 maggio, è senza dubbio un segnale importante,  si tratta della prima legge in Europa. Anche il Consiglio regionale ha lavorato in tal senso, presentando una proposta di legge che</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/05/19/cyberbullismo-i-mezzi-per-difendersi-diventano-realta/">Cyberbullismo, i mezzi per difendersi diventano realtà</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="article-header clearfix" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-weight: normal; word-spacing: 0px; display: block; white-space: normal; box-sizing: border-box; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">
<p class="article-title" style="margin: 0px 0px 22px; color: #c1392b; line-height: 1.1; font-family: 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 35px; font-weight: 500; box-sizing: border-box;"><span style="color: #333333; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;"><span style="color: #008000; font-size: 12pt;"><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-56700" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/05/Cyberbullismo300_MG_4696.jpg" alt="" width="300" height="200" />“Continuano ad essere numerosi i casi di cronaca che  riguardano adolescenti giunti a gesti disperati dopo aver subito attacchi sui social network. Fortunatamente la politica si sta muovendo per regolare in qualche modo un ambito che potrebbe rivelarsi una trappola infernale per i più piccoli</strong></span>, spesso troppo sprovveduti e lasciati soli a navigare sul web. L&#8217;approvazione alla Camera del testo di legge che punta a contrastare il fenomeno, avvenuta il 17 maggio, è senza dubbio un segnale importante,  si tratta della prima legge in Europa. Anche il Consiglio regionale ha lavorato in tal senso, presentando una proposta di legge che si affianca a quella parlamentare. Chi non comprende l&#8217;utilità e il senso di tali iniziative dimostra di non avere ben chiaro il ruolo e la responsabilità educativa che ognuno di noi, per la funzione che riveste, ha e deve assumersi. Con queste parole<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Mauro Laus</strong>, presidente del Consiglio regionale, è intervenuto al dibattito “Cyberbullismo: se lo conosci lo sconfiggi”, organizzato dal <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-29333" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/11/consiglio-lascaris-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Corecom Piemonte.</span></p>
<p class="article-title" style="margin: 0px 0px 22px; color: #c1392b; line-height: 1.1; font-family: 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 35px; font-weight: 500; box-sizing: border-box;"><span style="color: #333333; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;">“Con un quadro normativo preciso – ha proseguito<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Alessandro De Cillis</strong>, presidente del Comitato regionale per le comunicazioni &#8211; oggi non possiamo più restare a guardare. Il bullo colpisce e si accanisce principalmente sulle persone più deboli. Il branco esclude, seleziona la vittima e la sacrifica. Ma attenzione il bullo è a sua volta fragile. Perché quelli forti sono coloro che hanno il coraggio di frapporsi tra il bullo e il più debole e sono spesso ragazzi in fase di crescita. È necessario quindi tornare a un sistema educativo diverso, che possa disporre di nuove competenze e che aiuti i giovani a comprendere che la legalità è un bene di tutti e che deve vincere sul desiderio di sopraffazione. In quest’ottica i genitori hanno il dovere di prendere consapevolezza che gli strumenti informatici, se non controllati, sono potenzialmente molto nocivi”.</span></p>
<p class="article-title" style="margin: 0px 0px 22px; color: #c1392b; line-height: 1.1; font-family: 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 35px; font-weight: 500; box-sizing: border-box;"><span style="color: #333333; font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;">Nel corso del dibattito, che ha affrontato con competenza tecnica ma anche con un linguaggio fruibile soprattutto dai numerosi giovani che hanno affollato l’Arena Piemonte,<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Antonio Martusciello</strong>, commissario AgCom ha sottolineato alcuni aspetti legati al cyberbullismo in termini di digital skills e privacy. In particolare ha poi evidenziato come “la recente approvazione della legge alla Camera sia in grado di coniugare un approccio preventivo e riparatorio ma sarebbe auspicabile un più spiccato coordinamento a livello europeo, in considerazione di un fenomeno che può superare i confini geografici dei singoli Stati. Occorre responsabilizzare maggiormente i giovani, soprattutto per quella che sarà la loro reputazione online. Virtuale e reale non possono essere declinati come ambiti distinti”.</span></p>
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<section class="article-content clearfix" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Trebuchet MS', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 40px; word-spacing: 0px; display: block; white-space: normal; box-sizing: border-box; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><span style="font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;">L<img decoding="async" class="size-medium wp-image-2533 alignleft" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/04/con-reg-lascaris-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />a senatrice<strong><span class="Apple-converted-space"> </span>Elena Ferrara</strong>, prima firmataria della legge, ha ribadito che il progetto è partito proprio dal Piemonte, a Novara, dove è stato testimoniato il primo caso di cyberbullismo, segno che era necessario intervenire in maniera concreta. La legge, in particolare, mette in luce una doppia consapevolezza: non solo quella della vittima, che spesso non si rende conto di esserlo, ma anche quella di chi si rende responsabile di una condotta lesiva della dignità altrui.</span><span style="font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;"><strong>Ferrara</strong><span class="Apple-converted-space"> </span>ha poi sottolineato come la sofferenza non sia un concetto virtuale ma reale, rendendo necessaria un’alleanza comune per i nativi digitali che devono essere in grado di gestire adeguatamente, e con il giusto supporto, le relazioni “sociali”.</span><span style="font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;"><strong>Giuseppe Zuffanti</strong>, direttore tecnico della Polizia postale di Piemonte e Valle d’Aosta è intervenuto al confronto, con l’ausilio di alcune immagini che hanno raccontato al pubblico le dinamiche del cyber bullismo, le insidie nascoste nel web e quali strumenti, giovani e adulti, hanno a disposizione per contrastare il fenomeno.</span><span style="font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;"><strong>Marco Berry</strong>, noto conduttore televisivo particolarmente legato alle tematiche sui minori, ha coinvolto i giovani dell’Arena in un dialogo aperto, affrontando “sul campo” i disagi e le paure dei ragazzi, strappando sorrisi ma anche promesse, come quella di denunciare i bulli, nelle scuole, nello sport, nella vita sociale, perché “le parole fanno più male di un pugno in faccia” e combattere la violenza è un dovere di ciascuno di noi.</span><span style="font-family: georgia,palatino,serif; font-size: 10pt;">In chiusura dell’incontro<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Marta Tarasco</strong>, studentessa dell’Istituto Velso Mucci di Bra (Cn) che ha partecipato al progetto dei Consigli comunali dei ragazzi &#8211; iniziativa promossa dal Consiglio regionale per conoscere e sperimentare i valori della partecipazione – ha portato la propria testimonianza sul fenomeno del cyberbullismo, incoraggiando i giovani a denunciare chi mette in atto soprusi e violenza, non solo fisica ma anche verbale.</span></p>
<p style="text-align: right;">dr- www.cr.piemonte.it</p>
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