<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il dio bipolarismo non tollerava posizioni intermedie. Ovvero &quot;o di qua o di là&quot; per dirla con i politologi alle vongole Archivi - Il Torinese</title>
	<atom:link href="https://iltorinese.it/tag/il-dio-bipolarismo-non-tollerava-posizioni-intermedie-ovvero-o-di-qua-o-di-la-per-dirla-con-i-politologi-alle-vongole/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://iltorinese.it/tag/il-dio-bipolarismo-non-tollerava-posizioni-intermedie-ovvero-o-di-qua-o-di-la-per-dirla-con-i-politologi-alle-vongole/</link>
	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Jan 2019 23:41:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-logoultimate-2-32x32.png</url>
	<title>Il dio bipolarismo non tollerava posizioni intermedie. Ovvero &quot;o di qua o di là&quot; per dirla con i politologi alle vongole Archivi - Il Torinese</title>
	<link>https://iltorinese.it/tag/il-dio-bipolarismo-non-tollerava-posizioni-intermedie-ovvero-o-di-qua-o-di-la-per-dirla-con-i-politologi-alle-vongole/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ora serve un &#8220;centro dinamico&#8221;</title>
		<link>https://iltorinese.it/2019/01/11/ora-serve-un-centro-dinamico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 23:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Il dio bipolarismo non tollerava posizioni intermedie. Ovvero "o di qua o di là" per dirla con i politologi alle vongole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iltorinese.it/?p=90417</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Giorgio Merlo Anche se da molte parti si continua a predicare che destra, sinistra e centro sono categorie ideologiche del passato e quindi da archiviare definitivamente, non passa giorno che molti commentatori ed opinionisti di svariata natura sostengano la necessità, se non l&#8217;urgenza, di riavere nella dialettica politica concreta, una cultura di governo e una classe dirigente che sappia interpretarla senza ricorrere alla divisione, alla radicalizzazione dello scontro e alla delegittimazione radicale dell&#8217;avversario. Insomma, fuor di metafora, anche in un&#8217;epoca come quello contemporanea forse è necessario che faccia irruzione quello che Mino Martinazzoli definiva come &#8220;centro dinamico&#8221;. Per non citare l&#8217;ormai celebre slogan degasperiano</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2019/01/11/ora-serve-un-centro-dinamico/">Ora serve un &#8220;centro dinamico&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/10/merlo-giorgio.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-27988" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/10/merlo-giorgio-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a>Di Giorgio Merlo</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="color: #008000;"><strong><span style="font-size: 12pt;">Anche se da molte parti si continua a predicare che destra, sinistra e centro sono categorie </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt;">ideologiche del passato e quindi da archiviare definitivamente, non passa giorno che molti </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt;">commentatori ed opinionisti di svariata natura sostengano la necessità, se non l&#8217;urgenza, di riavere </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt;">nella dialettica politica concreta, una cultura di governo e una classe dirigente </span></strong></span><span style="font-size: 1rem;">che sappia </span><span style="font-size: 1rem;">interpretarla senza ricorrere alla divisione, alla radicalizzazione dello scontro e alla </span>delegittimazione radicale dell&#8217;avversario. Insomma, fuor di metafora, anche in un&#8217;epoca come quello contemporanea forse è necessario che faccia irruzione quello che Mino Martinazzoli definiva come &#8220;centro dinamico&#8221;. Per non citare l&#8217;ormai celebre slogan degasperiano del &#8220;centro che guarda a sinistra&#8221;. Ora, e&#8217; a tutti noto che durante l&#8217;intera seconda repubblica il cosiddetto &#8220;centro&#8221; e&#8217; stato il bersaglio preferito da demolire in ogni modo ed in ogni forma. E questo perché il dogma del maggioritario prevedeva il dio bipolarismo che non tollerava posizioni intermedie. Ovvero, &#8220;o di qua o di là&#8221; per dirla con i politologi alle vongole che hanno comunque dominato e condizionato l&#8217;evoluzione della politica italiana. Salvo poi prendere atto che il <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/09/montecitorio-22.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-25899 alignright" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/09/montecitorio-22.jpg" alt="" width="401" height="400" /></a>bipolarismo, cancellando e ridicolizzando ogni posizione intermedia, finiva inesorabilmente per radicalizzare il confronto politico, distruggere l&#8217;avversario rinunciando, al contempo, ad ogni forma di progetto politico a lunga scadenza perché l&#8217;unico elemento che contava era quello di avere un voto in più dello schieramento avverso. Con tanti saluti ad una vera e propria cultura di governo dove la costruzione del progetto era sacrificato sull&#8217;altare del pallottoliere. Ecco perché oggi, in un clima politico diverso da quello del passato ma altrettanto dominato da una profonda divisione che rasenta l&#8217;incomunicabilità, la presenza di una cultura politica che sappia</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">coniugare cultura di governo, centralità della mediazione, composizione degli interessi, senso delle </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">istituzioni, riconoscimento del pluralismo e della complessità e apertura al dialogo e al confronto, </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">diventa quasi un imperativo morale più che non una esigenza politica. Insomma, una sorta di </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">&#8220;centro dinamico&#8221;, appunto, che sia in grado di rilanciare la politica senza cadere nel</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">consociativismo da un lato o nella delegittimazione politica dall&#8217;altro di chiunque non condivida la</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">propria opinione. Una funzione che, in epoca diversa, hanno assolto ed adempiuto forze e</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">movimenti politici che affondavano le loro radici nella storia, nel filone e nella cultura del</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">cattolicesimo politico italiano. Ed è proprio questo l&#8217;elemento decisivo che oggi porta molti</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">opinionisti a sostenere che la presenza politica di un partito/movimento politico di centro e</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">riconducibile alla tradizione del cattolicesimo democratico e sociale, possa essere di grande aiuto</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">non solo per il futuro di quella corrente ideale ma soprattutto per la salute della stessa democrazia </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">italiana. Per garantire da un lato una vera democrazia dell&#8217;alternanza e, nello specifico, per evitare </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">che lo scontro politico permanente crei le condizioni per un indebolimento dello stesso tessuto </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">democratico del nostro paese. Quindi, quando si parla di riattualizzare, riscoprire e rilanciare nella concreta dialettica politica italiana la cultura popolare e cattolico democratica di ispirazione cristiana, non lo si fa solo per rispondere ad un astratto dato di protagonismo ideale o per un testardo attaccamento al passato.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/10/montecitorio-biancone.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-44710" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/10/montecitorio-biancone.jpg" alt="" width="990" height="660" /></a></span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">No, oggi serve anche e soprattutto una forza politica che sappia ridare spazio e voce a quella</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">cultura e a quella prassi che per svariati decenni ha consentito alla democrazia italiana di crescere</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">e di consolidarsi senza strappi e senza scorciatoie autoritarie. E non sono solo i sondaggi che</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">possono indurre a rinunciare a questo progetto politico perché, al di là delle intenzioni di voto</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">momentanee, è indubbio che senza una presenza politica che recuperi il senso delle istituzioni e la</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">incanali in un solco di autentica cultura di governo, la geografia politica italiana rischia di essere</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">esposta a tentazioni di ogni genere. E, sotto questo profilo, sarebbe perfettamente inutile, nonché</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">ormai improponibile, pensare di riportare le lancette della storia indietro nel tempo. Ovvero, di</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">ridare fiducia a partiti come il Pd e Forza Italia che avendo, di fatto, fallito sul terreno della <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/02/chigi-palace.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1894" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/02/chigi-palace-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">progettualità politica, non possono più ambire a giocare un ruolo di reale e credibile alternativa </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">all&#8217;attuale maggioranza di governo o, in subordine, alla futura coalizione di centro destra. La fase politica che si è aperta richiede, come ovvio, nuovi soggetti politici e nuovi progetti politici. E un &#8220;centro dinamico&#8221;, adesso, e&#8217; indispensabile per ridare qualità alla democrazia e un futuro</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">credibile alla stessa stabilità di governo. Ed è per questo motivo che e&#8217; necessaria e sempre più </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">indispensabile una presenza politica popolare, cattolico democratica e di ispirazione cristiana nel</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">nostro paese. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2019/01/11/ora-serve-un-centro-dinamico/">Ora serve un &#8220;centro dinamico&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ora serve un &#034;centro dinamico&#034;</title>
		<link>https://iltorinese.it/2019/01/11/ora-serve-un-centro-dinamico-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 23:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Il dio bipolarismo non tollerava posizioni intermedie. Ovvero "o di qua o di là" per dirla con i politologi alle vongole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iltorinese.it/?p=90417</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Giorgio Merlo Anche se da molte parti si continua a predicare che destra, sinistra e centro sono categorie ideologiche del passato e quindi da archiviare definitivamente, non passa giorno che molti commentatori ed opinionisti di svariata natura sostengano la necessità, se non l&#8217;urgenza, di riavere nella dialettica politica concreta, una cultura di governo e una classe dirigente che sappia interpretarla senza ricorrere alla divisione, alla radicalizzazione dello scontro e alla delegittimazione radicale dell&#8217;avversario. Insomma, fuor di metafora, anche in un&#8217;epoca come quello contemporanea forse è necessario che faccia irruzione quello che Mino Martinazzoli definiva come &#8220;centro dinamico&#8221;. Per non citare l&#8217;ormai celebre slogan degasperiano</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2019/01/11/ora-serve-un-centro-dinamico-2/">Ora serve un &quot;centro dinamico&quot;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/10/merlo-giorgio.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-27988" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/10/merlo-giorgio-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a>Di Giorgio Merlo</span></strong><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="color: #008000;"><strong><span style="font-size: 12pt;">Anche se da molte parti si continua a predicare che destra, sinistra e centro sono categorie </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt;">ideologiche del passato e quindi da archiviare definitivamente, non passa giorno che molti </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt;">commentatori ed opinionisti di svariata natura sostengano la necessità, se non l&#8217;urgenza, di riavere </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt;">nella dialettica politica concreta, una cultura di governo e una classe dirigente </span></strong></span><span style="font-size: 1rem;">che sappia </span><span style="font-size: 1rem;">interpretarla senza ricorrere alla divisione, alla radicalizzazione dello scontro e alla </span>delegittimazione radicale dell&#8217;avversario. Insomma, fuor di metafora, anche in un&#8217;epoca come quello contemporanea forse è necessario che faccia irruzione quello che Mino Martinazzoli definiva come &#8220;centro dinamico&#8221;. Per non citare l&#8217;ormai celebre slogan degasperiano del &#8220;centro che guarda a sinistra&#8221;. Ora, e&#8217; a tutti noto che durante l&#8217;intera seconda repubblica il cosiddetto &#8220;centro&#8221; e&#8217; stato il bersaglio preferito da demolire in ogni modo ed in ogni forma. E questo perché il dogma del maggioritario prevedeva il dio bipolarismo che non tollerava posizioni intermedie. Ovvero, &#8220;o di qua o di là&#8221; per dirla con i politologi alle vongole che hanno comunque dominato e condizionato l&#8217;evoluzione della politica italiana. Salvo poi prendere atto che il <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/09/montecitorio-22.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-25899 alignright" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/09/montecitorio-22.jpg" alt="" width="401" height="400" /></a>bipolarismo, cancellando e ridicolizzando ogni posizione intermedia, finiva inesorabilmente per radicalizzare il confronto politico, distruggere l&#8217;avversario rinunciando, al contempo, ad ogni forma di progetto politico a lunga scadenza perché l&#8217;unico elemento che contava era quello di avere un voto in più dello schieramento avverso. Con tanti saluti ad una vera e propria cultura di governo dove la costruzione del progetto era sacrificato sull&#8217;altare del pallottoliere. Ecco perché oggi, in un clima politico diverso da quello del passato ma altrettanto dominato da una profonda divisione che rasenta l&#8217;incomunicabilità, la presenza di una cultura politica che sappia</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">coniugare cultura di governo, centralità della mediazione, composizione degli interessi, senso delle </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">istituzioni, riconoscimento del pluralismo e della complessità e apertura al dialogo e al confronto, </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">diventa quasi un imperativo morale più che non una esigenza politica. Insomma, una sorta di </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">&#8220;centro dinamico&#8221;, appunto, che sia in grado di rilanciare la politica senza cadere nel</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">consociativismo da un lato o nella delegittimazione politica dall&#8217;altro di chiunque non condivida la</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">propria opinione. Una funzione che, in epoca diversa, hanno assolto ed adempiuto forze e</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">movimenti politici che affondavano le loro radici nella storia, nel filone e nella cultura del</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">cattolicesimo politico italiano. Ed è proprio questo l&#8217;elemento decisivo che oggi porta molti</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">opinionisti a sostenere che la presenza politica di un partito/movimento politico di centro e</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">riconducibile alla tradizione del cattolicesimo democratico e sociale, possa essere di grande aiuto</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">non solo per il futuro di quella corrente ideale ma soprattutto per la salute della stessa democrazia </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">italiana. Per garantire da un lato una vera democrazia dell&#8217;alternanza e, nello specifico, per evitare </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">che lo scontro politico permanente crei le condizioni per un indebolimento dello stesso tessuto </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">democratico del nostro paese. Quindi, quando si parla di riattualizzare, riscoprire e rilanciare nella concreta dialettica politica italiana la cultura popolare e cattolico democratica di ispirazione cristiana, non lo si fa solo per rispondere ad un astratto dato di protagonismo ideale o per un testardo attaccamento al passato.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/10/montecitorio-biancone.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-44710" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/10/montecitorio-biancone.jpg" alt="" width="990" height="660" /></a></span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">No, oggi serve anche e soprattutto una forza politica che sappia ridare spazio e voce a quella</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">cultura e a quella prassi che per svariati decenni ha consentito alla democrazia italiana di crescere</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">e di consolidarsi senza strappi e senza scorciatoie autoritarie. E non sono solo i sondaggi che</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">possono indurre a rinunciare a questo progetto politico perché, al di là delle intenzioni di voto</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">momentanee, è indubbio che senza una presenza politica che recuperi il senso delle istituzioni e la</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">incanali in un solco di autentica cultura di governo, la geografia politica italiana rischia di essere</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">esposta a tentazioni di ogni genere. E, sotto questo profilo, sarebbe perfettamente inutile, nonché</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">ormai improponibile, pensare di riportare le lancette della storia indietro nel tempo. Ovvero, di</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">ridare fiducia a partiti come il Pd e Forza Italia che avendo, di fatto, fallito sul terreno della <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/02/chigi-palace.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1894" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/02/chigi-palace-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">progettualità politica, non possono più ambire a giocare un ruolo di reale e credibile alternativa </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">all&#8217;attuale maggioranza di governo o, in subordine, alla futura coalizione di centro destra. La fase politica che si è aperta richiede, come ovvio, nuovi soggetti politici e nuovi progetti politici. E un &#8220;centro dinamico&#8221;, adesso, e&#8217; indispensabile per ridare qualità alla democrazia e un futuro</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">credibile alla stessa stabilità di governo. Ed è per questo motivo che e&#8217; necessaria e sempre più </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">indispensabile una presenza politica popolare, cattolico democratica e di ispirazione cristiana nel</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">nostro paese. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2019/01/11/ora-serve-un-centro-dinamico-2/">Ora serve un &quot;centro dinamico&quot;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
