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	<title>IL CANONE RAI? MEGLIO SOSTITUIRLO CON UN TRIBUTO SULL&#039;USO DELL&#039;ETERE Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>IL CANONE RAI? MEGLIO SOSTITUIRLO CON UN TRIBUTO SULL&#039;USO DELL&#039;ETERE Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>La legge di stabilità tenta di assecondare la debole ripresa</title>
		<link>https://iltorinese.it/2015/10/27/legge-stabilita-tenta-assecondare-debole-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 17:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[IL CANONE RAI? MEGLIO SOSTITUIRLO CON UN TRIBUTO SULL'USO DELL'ETERE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA VERSIONE DI GIUSI / di Giusi La Ganga   Si coglie una qualche attenuazione dell&#8217;impegno della lotta all&#8217;evasione fiscale e alla riduzione della spesa pubblica improduttiva.  L&#8217;aumento del tetto  all&#8217;uso di contanti e il sostanziale accantonamento della spending review sembrano essere qualcosa di più di un indizio. D&#8217;altra parte il consenso, in tempi di populismo e demagogia, si conquista più facilmente così che con il rigoroso spirito riformatore. Ed è purtroppo comunque meglio questo delle alternative che, a destra come a sinistra, minacciosamente incombono    Era difficile commentare subito la legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri, perché per</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2015/10/27/legge-stabilita-tenta-assecondare-debole-ripresa/">La legge di stabilità tenta di assecondare la debole ripresa</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1893" alt="Palazzo-chigi" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/02/Palazzo-chigi-300x240.jpg" width="300" height="240" /></p>
<p style="text-align: left;"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-19741" alt="LA GANGA" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/05/LA-GANGA-150x150.jpeg" width="150" height="150" /><strong><span style="color: #800000;">LA VERSIONE DI GIUSI /</span> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>di Giusi La Ganga</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #365f91;"><strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 16px;">Si coglie una qualche attenuazione dell&#8217;impegno della lotta all&#8217;evasione fiscale e alla riduzione della spesa pubblica improduttiva.  L&#8217;aumento del tetto  all&#8217;uso di contanti e il sostanziale accantonamento della spending review sembrano essere qualcosa di più di un indizio. D&#8217;altra parte il consenso, in tempi di populismo e demagogia, si conquista più facilmente così che con il rigoroso spirito riformatore. Ed è purtroppo comunque meglio questo delle alternative che, a destra come a sinistra, minacciosamente incombono</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;"> Era difficile commentare subito la legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri, perché per molti giorni è stata ballerina.  Con una procedura, che ha dei precedenti, ma che stavolta è apparsa esageratamente disinvolta, il CdM non ha approvato un testo preciso, ma indirizzi generici, che poi per molti giorni successivi si sono tradotti in norme più precise, ma cangianti.  Ora che la pallina della roulette sembra si sia fermata, si può azzardare qualche commento, anche se di qui all&#8217;approvazione parlamentare cambierà ancora parecchio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;">  Partiamo da una cosa positiva: l&#8217;impostazione generale della manovra è leggermente espansiva, per assecondare gli ancora deboli segni di ripresa dell&#8217;economia. Non so come finirà il braccio di ferro con l&#8217;Unione Europea, ma il tentativo di superare i vincoli stretti imposti va considerato positivo. Così come l&#8217;indirizzo generale, reclamizzato assai più che concretamente praticato, di una riduzione della pressione fiscale.  In sostanza la riduzione si limita alla tassazione sulla casa. E&#8217; discutibile partire dalla tassazione sul patrimonio anziché da quella sul reddito, ma tant&#8217;è: meglio questo che niente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;">Le altre riduzioni sono in realtà mancati aumenti (le famose clausole di salvaguardia, che avrebbero dovuto far aumentare di due punti l&#8217;IVA) e quindi non percepibili dal cittadino. </span><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;">Bene anche qualche segnale di sostegno alla spesa sociale, anche se, appena possibile, sarebbe opportuno pensare ad un ridisegno globale e, perché no, affrontare la questione di un reddito minimo garantito, collegato a politiche che organizzino il reimpiego dei disoccupati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;">  Naturalmente molto dipenderà da come concretamente si svilupperà, al di là delle norme, l&#8217;azione di governo. Se, ad esempio, il gettito dei soppressi tributi sulla casa sarà compensato da trasferimenti di entità e con tempi identici, i comuni non subiranno contraccolpi, altrimenti l&#8217;impatto sarà fortemente negativo. Ed a poco vale il proclama per cui gli enti locali non potranno aumentare le tasse. Alcune aumenteranno lo stesso, perché sono corrispettivi di servizi (tassa rifiuti, p.e.) ovvero, ineluttabilmente, qualche servizio dovrà essere ridimensionato. Speriamo che non finisca così.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;">   Segnalo inoltre una questione poco chiara.  L&#8217;odiato canone Rai è stato leggermente ridotto, ma renderà 500 milioni in più, perché riscosso insieme alla bolletta elettrica.  Il maggior gettito andrà, non so con quanta legittimità, allo Stato e non alla Rai. Un canone infatti corrisponde ad un servizio reso, altrimenti diventa una banalissima sovrattassa.  A questo punto non sarebbe stato meglio abolire il canone, sostituendolo con un moderno tributo sull&#8217;uso dell&#8217;etere per le telecomunicazioni?  Idea che gira in Parlamento da una trentina d&#8217;anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;">   Infine mi pare di cogliere una qualche attenuazione dell&#8217;impegno della lotta all&#8217;evasione fiscale e alla riduzione della spesa pubblica improduttiva.  L&#8217;aumento del tetto  all&#8217;uso di contanti e il sostanziale accantonamento della spending review sembrano essere qualcosa di più di un indizio. </span><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: 15px;">D&#8217;altra parte il consenso, in tempi di populismo e demagogia, si conquista più facilmente così che con il rigoroso spirito riformatore. Ed è purtroppo comunque meglio questo delle alternative che, a destra come a sinistra, minacciosamente incombono.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2015/10/27/legge-stabilita-tenta-assecondare-debole-ripresa/">La legge di stabilità tenta di assecondare la debole ripresa</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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