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	<title>EMERGENZA SCUOLE MATERNE Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>EMERGENZA SCUOLE MATERNE Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Popolari per l&#8217;Italia: &#8220;Che si fa per la scuola paritaria?&#8221;</title>
		<link>https://iltorinese.it/2014/12/11/popolari-per-litalia-si-fa-per-scuola-paritaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ilTorinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 04:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TRIBUNA]]></category>
		<category><![CDATA[EMERGENZA SCUOLE MATERNE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Stato non garantisce uguale trattamento fra scuole statali e scuole paritarie. Per queste ultime dalle scuole per l&#8217;infanzia alle secondarie superiori, il massimo della spesa storica dello Stato è di 530 milioni di euro, una somma irrisoria   Con l’inizio del  nuovo anno scolastico, sono  arrivate le giuste polemiche legate  sia  all’aumento del costo dei libri di testo (nel resto d’Europa per la scuola dell’obbligo sono totalmente gratuiti!) , sia alla precarietà dei docenti , sia ai costi dei trasporti pubblici per gli studenti . Proteste sacrosante che trovano la  politica nazionale  e gli amministratori locali sordi ed incapaci</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-5216" alt="SCUOLA4" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/06/SCUOLA4.jpg" width="275" height="184" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #365f91; font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 18px;">Lo Stato non garantisce uguale trattamento fra scuole statali e scuole paritarie. Per queste ultime dalle scuole per l&#8217;infanzia alle secondarie superiori, il massimo della spesa storica dello Stato è di 530 milioni di euro, una somma irrisoria</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Con l’inizio del  nuovo anno scolastico, sono  arrivate le giuste polemiche legate  sia  all’aumento del costo dei libri di testo (nel resto d’Europa per la scuola dell’obbligo sono totalmente gratuiti!) , sia alla precarietà dei docenti , sia ai costi dei trasporti pubblici per gli studenti . </span><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Proteste sacrosante che trovano la  politica nazionale  e gli amministratori locali sordi ed incapaci di trovare soluzioni sensate. </span><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Anzi  spesso quello che si riesce a produrre sono  soluzioni e proposte a dir poco  bizzarre e preoccupanti.  </span><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Tra le molteplici proposte e soluzioni per ottimizzare i costi e migliorare i servizi nella scuola pubblica abbiamo selezionato le più  inutili, <span style="color: #000000;">viziate come sempre da un elevato tasso ideologico: </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;"><span style="color: #000000;">•</span><span style="color: #000000;">         </span>Calo continuo e sensibile del contributo  pubblico alle scuole paritarie .</span></li>
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;"><span style="color: #000000;">•</span><span style="color: #000000;">         </span>Riduzione  dell’ orario scolastico con l’eliminazione del sabato mattina (dove ancora c&#8217;è)  uniformando gli orari di ogni istituto comprensivo per migliorare l&#8217;offerta formativa rendendola più omogenea.</span></li>
<li><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;"><span style="color: #000000;">•</span><span style="color: #000000;">         </span>Aumento del costo dei buoni mensa scolastici&#8230;</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">In realtà, raschiando  il barile cercando di raccimolare fondi per coprire inefficienze strutturali consolidate negli anni, si riduce la formazione per risparmiare in altri comparti in crisi come il trasporto pubblico. Meno giorni di scuola ed orari più uniformi si traducono in minori corse del trasporto pubblico al servizio degli studenti e quindi minor costi di carburante per le amministrazioni !</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Pensare  poi che continuando a diminuire il finanziamento pubblico alle scuole  paritarie il servizio pubblico ne gioverebbe è un’altra leggenda. Innanzitutto occorre ricordare sempre che lo Stato Italiano non garantisce un uguale trattamento tra scuole statali e scuole paritarie. Infatti lo Stato italiano investe e finanzia le scuole paritarie con poco più dell’ 1% dell’intero bilancio del Ministero dell’Istruzione. Sono briciole se vengono paragonate a fondi investiti per le scuole paritarie  dai principali stati europei  che non hanno posizioni ideologiche come in Italia, pur essendo stati in certi casi più laici del nostro per tradizione. Ecco alcuni esempi:</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Belgio: Lo stato paga gli stipendi del personale docente e non docente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Francia: I contributi del governo francese alla scuola non statale variano a seconda del tipo di contratto che la singola scuola stipula con lo Stato scegliendo fra 4 possibiltà:</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">1) Contratto di Integrazione Amministrativa in cui lo Stato paga tutte le spese 2) Contratto di Associazione a condizione che i docenti della scuola non statale abbiano gli stessi titoli accademici degli altri docenti ed in questo caso lo Stato paga gli stipendi degli insegnanti e le spese di funzionamento, 3) Contratto semplice in cui lo stato paga solo gli stipendi degli insegnanti, 4) Contratto di massima libertà in cui lo stato non dà contributi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Germania: Il sistema integrato Stato/Regioni paga alle scuole non statali l&#8217;85% del salario degli insegnanti, il 90% degli oneri pensionistici, il 10% delle spese di funzionamento, il 100% delle riparazioni immobiliari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Inghilterra: Le scuole non statali si chiamano &#8221; maintained schools&#8221; . Lo stato paga l&#8217;85% delle spese di costruzione , il 100%  delle spese e delle spese di funzionamento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Irlanda: A carico delle stato c&#8217;è il 90% delle spese di costruzione, il 100% nella scuola dell&#8217;obbligo e l&#8217;88% nelle scuole superiori</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Olanda: Lo Stato paga il 100% di tutte le spese nella scuola dell&#8217;obbligo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Portogallo: Per le Scuole Paritarie viene coperto il costo medio per alunno di scuola statale</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Spagna: Lo Stato copre il 100% delle spese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">E arriviamo all&#8217;Italia:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Lo Stato non garantisce uguale trattamento fra scuole statali e scuole paritarie. Per queste ultime dalle scuole per l&#8217;infanzia alle secondarie superiori, il massimo della spesa storica dello Stato è di 530 milioni di euro, una somma irrisoria che rappresenta come già detto poco più dell&#8217;1% dell&#8217;intero bilancio del Ministero dell&#8217;Istruzione..Tuttavia negli ultimi anni non vi è stata nemmeno la certezza di questa somma.  </span><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Le scuole paritarie italiane in realtà fanno risparmiare allo Stato Italiano più di 6 miliardi di Euro l&#8217;anno, tanto sarebbe la maggior spesa se tutti gli studenti paritari (oltre 1 millione) emigrassero nella statale. Spesa media per lo stato di uno studente statale: € 7319 contro una spesa media per lo stato italiano di uno studente paritario : € 476</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Fatte queste dovute premesse, sta diventando veramente critica ed urgente in particolare la situazione delle scuole materne. Come abbiamo già ricordato, vi è una forte preoccupazione per il continuo calo di contributi da parte degli Enti locali (Comuni e Regioni) e del Governo Nazionale (contributi invariati dal 2000). </span><span style="font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;"><span style="color: #000000;">I Popolari per l’Italia Piemonte fanno proprio quindi l’appello della FISM (Federazione italiana scuole materne) al Governo, al Presidente di Regione Chiamparino ed</span><span style="color: #000000;">  </span><span style="color: #000000;">ai Sindaci dei comuni piemontesi di adeguare tali contributi portando il nostro Paese e la nostra Regione ad avvicinarsi ad un livello di civiltà accettabile e paragonabile almeno ai nostri partners europei.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #000000; font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Alberto Pernici (Coordinatore PI Biella)</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #000000; font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif; font-size: 14px;">Alberto Perini (Coordinatore Piemonte PI)</span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2014/12/11/popolari-per-litalia-si-fa-per-scuola-paritaria/">Popolari per l&#8217;Italia: &#8220;Che si fa per la scuola paritaria?&#8221;</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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