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	<title>Dieci studenti universitari (due presso il Comune di Torino) coinvolti nel progetto contro la tratta Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>Dieci studenti universitari (due presso il Comune di Torino) coinvolti nel progetto contro la tratta Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>“Clinica legale”: Università e Comune insieme</title>
		<link>https://iltorinese.it/2018/06/27/clinica-legale-universita-e-comune-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 22:58:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa succede in città]]></category>
		<category><![CDATA[Dieci studenti universitari (due presso il Comune di Torino) coinvolti nel progetto contro la tratta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DALL&#8217;UFFICIO STAMPA DI PALAZZO CIVICO &#8211; Come funziona realmente il diritto, in contesti veri, concreti? Con il metodo clinico-legale si vuole insegnare il diritto affrontando casi reali. Già consolidato all&#8217;estero, in Italia il metodo si sta diffondendo in questi anni, in particolare a Torino, dove, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli studi di Torino, sono attive “Cliniche legali” che si occupano di detenuti ed ex detenuti, rifugiati e migranti, persone senza fissa dimora, persone con disabilità e vittime della tratta. Strutturate come corsi universitari, le Cliniche torinesi forniscono nozioni approfondite di diritto, ma, allo stesso tempo, promuovono giustizia sociale e favoriscono l’accesso concreto</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2018/06/27/clinica-legale-universita-e-comune-insieme/">“Clinica legale”: Università e Comune insieme</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="ox-dbbf10d306-MsoNormal" style="margin: 0px 0px 1em; text-align: left; color: #000000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" align="center"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;"><span style="color: #000000;">DALL&#8217;UFFICIO STAMPA DI PALAZZO CIVICO &#8211;</span> Come funziona</span> <span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">realmente il diritto, in contesti veri, concreti? Con il metodo clinico-legale si vuole insegnare il diritto affrontando casi reali. Già consolidato all&#8217;estero, in Italia il metodo si sta diffondendo in questi anni, in particolare a Torino,</span></span></strong><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: 10pt;"> dove, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli studi di Torino, sono attive “<a style="color: #000000;" href="http://www.clinichelegali.unito.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cliniche legali</a>” che si occupano di detenuti ed ex detenuti, rifugiati e migranti, persone senza fissa dimora, persone con disabilità e vittime della tratta</span>. </span></span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">Strutturate come <b>corsi universitari</b>, le Cliniche torinesi forniscono nozioni approfondite di diritto, ma, allo stesso tempo, promuovono giustizia <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/01/palazzo-civico-comune.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-33713" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/01/palazzo-civico-comune.jpg" alt="" width="1024" height="679" /></a>sociale e favoriscono l’<b>accesso concreto ai diritti e alla giustizia</b>, con un approccio interdisciplinare.Nella seduta  delle Commissioni Legalità, Quarta e Diritti e Pari opportunità, presieduta da <b>Carlotta Tevere</b>, sono intervenuti docenti e studenti della <b>Clinica legale per le vittime di tratta</b>.Partita in maniera pionieristica nel 2015-2016 dallo stimolo di un gruppo di studenti e docenti – ha spiegato la docente <b>Cecilia Blengino</b> – la Clinica legale anti tratta è entrata a regime lo scorso anno e coinvolge ora <b>dieci studenti</b>, che lavorano a coppie in otto enti, tra cui il <b>Comune di Torino</b>, nell’ambito del progetto regionale “<b>Anello forte</b>”, senza alcun costo per gli enti coinvolti. Sinora gli studenti hanno incontrato <b>19 vittime di tratta</b> e stanno definendo <b>6 memorie legali</b>, di cui non si conosce ancora l&#8217;esito.“L’Università – ha affermato la professoressa Blengino – vuole perseguire in maniera attiva la terza missione: ovvero la <b>restituzione dei saperi al territorio</b>. Assumendo contemporaneamente compiti di didattica, ricerca e anche di impegno civile”.La clinica legale torinese – ha chiarito l&#8217;avvocato <b>Alessandra D’Angelo</b> – collabora con <b>otto associazioni</b> che si occupano delle vittime di tratta su tutto il territorio piemontese e con la <b>Procura della Repubblica</b>. Vengono organizzati colloqui con presunte vittime di tratta, sempre alla presenza di un mediatore culturale, per capire se possano usufruire della protezione internazionale prevista. Viene ricostruita la storia della vittima e viene quindi preparata una memoria legale. Alle associazioni vengono forniti anche pareri legali per approfondire le tematiche della tratta.Secondo i <b>dati 2016 dell’OIM</b> (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) – ha detto l’avv. D&#8217;Angelo &#8211; delle <b>11mila donne nigeriane</b> sbarcate in Sicilia dalla Libia, l’<b>80% è vittima di tratta</b>.L&#8217;obiettivo della Clinica per i prossimi anni è quello di <b>mettere a sistema</b> tutte le collaborazioni avviate, in primo luogo con l&#8217;Ufficio Stranieri del Comune di Torino.<b>Stella Spatafora</b> e <b>Luca Rondi</b>, due degli studenti universitari coinvolti nel progetto, hanno raccontato in Commissione la propria esperienza, evidenziando le difficoltà iniziali nel mettere in pratica le nozioni teoriche imparate a Giurisprudenza, ma anche le soddisfazioni nel costruire un rapporto di fiducia con ragazze vittime della tratta, alle quali sono poi riuscite a fornire assistenza legale. “È stato un lavoro difficile – hanno detto – che però ci ha permesso di sperimentare sul campo quanto imparato sui libri, scoprendo e superando criticità emerse in concreto, non prevedibili sulla carta”.“Sin dalle prime sedute – ha dichiarato la presidente della Commissione Legalità <b>Carlotta Tevere</b> – abbiamo voluto approfondire il tema della tratta degli essere umani e continueremo a tenere il faro puntato su questo vergognoso fenomeno criminale”.“L’encomiabile lavoro svolto dai dipendenti dell’Ufficio Stranieri del Comune di Torino e dagli uomini e dalle donne della Polizia Municipale distaccati in Procura, unitamente all’impegno di operatori e operatrici coinvolti, – ha concluso <b>Tevere</b> – è prezioso e continueremo a sostenerli nell’affrontare le difficoltà oggettive in cui operano ogni giorno. Per contrastare il fenomeno della tratta è inoltre fondamentale mantenere e rafforzare la rete e le sinergie create tra i diversi enti e associazioni coinvolti”.Al <b>dibattito</b> in Commissione, oltre alla presidente Tevere, sono intervenuti i <b>consiglieri</b> Canalis, Grippo, Artesio, Ferrero e Tresso e il commissario <b>Fabrizio Lotito</b> dalla sezione Tratta e sfruttamento della prostituzione della <b>Polizia Municipale di Torino</b>, struttura di eccellenza attiva in città <b>dal 2011</b>.</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2018/06/27/clinica-legale-universita-e-comune-insieme/">“Clinica legale”: Università e Comune insieme</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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