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	<title>&quot;Dance me to the end of love&quot;. Questo lo slogan del Festival TorinoDanza 2018 Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>Quando la danza dialoga con arti visive e musica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2018 12:57:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA["Dance me to the end of love". Questo lo slogan del Festival TorinoDanza 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dance me to the end of love&#8221;. Il colore rosso dello slogan e la parola love in esso contenuta rappresentano il fil rouge del festival 2018 di TorinoDanza, per la prima volta diretto da Anna Cremonini, in programma dal 10 settembre al 1 dicembre prossimo a Torino, luogo privilegiato di incontro di stili coreografici ed artisti capaci di interpretare al meglio una rassegna dal respiro internazionale. La programmazione comprenderà 18 spettacoli, 34 rappresentazioni, 10 prime nazionali, 6 coproduzioni, 16 compagnie ospitate provenienti da otto nazioni diverse, tra cui Canada, Grecia, Belgio, Burkina Faso, Israele e Svezia, oltre all&#8217;Italia. TorinoDanza quest&#8217;anno</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2018/05/20/quando-la-danza-dialoga-con-arti-visive-e-musica/">Quando la danza dialoga con arti visive e musica</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-76884" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/05/01_Fonsatti_Cremonini_Vallarino-Gancia_ph-Andrea-Guermani_2.jpg-stabile-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />&#8220;Dance me</span> to the <span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">end of love&#8221;. Il colore rosso dello slogan e la parola love in esso contenuta rappresentano il fil rouge del festival 2018 di TorinoDanza, per la prima volta diretto da Anna Cremonini, in programma dal 10 settembre al 1 dicembre prossimo a Torino</span></span></strong></span><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">, luogo privilegiato di incontro di stili coreografici ed artisti capaci di interpretare al meglio una rassegna dal respiro internazionale. La programmazione comprenderà 18 spettacoli, 34 rappresentazioni, 10 prime nazionali, 6 coproduzioni, 16 compagnie ospitate provenienti da otto nazioni diverse, tra cui Canada, Grecia, Belgio, Burkina Faso, Israele e Svezia, oltre all&#8217;Italia. TorinoDanza quest&#8217;anno vanta una significativa anteprima dal titolo &#8220;Betroffenheit&#8221;, in scena, nelle uniche date italiane, il 17 e 18 maggio alle Fonderie Limone di Moncalieri. Realizzato in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino ed il Teatro Nazionale, è stato creato dalla coreografa Crystal Pyte e dal drammaturgo ed attore Jonathon Young, entrambi canadesi. Perfetto esempio della fusione di danza e teatro, rappresenta il trait d&#8217;union tra la stagione teatrale dello Stabile di Torino e il festival TorinoDanza. L&#8217;inaugurazione del Festival sarà il 10 settembre prossimo al teatro Regio di Torino con una serata in cui verranno presentati due diversi spettacoli a firma Sidi Larbi Cherkaoui, dal titolo &#8220;Neotic&#8221; ed &#8220;Icon&#8221;, entrambi prodotti dal Corpo di Ballo dell&#8217;Opera della Città svedese di Goteborg, da anni protagonista nella realizzazione di uno dei repertori più interessanti a livello europeo. Neotic, come Icon realizzato con le scenografie dell&#8217;artista visivo inglese Antony Gormley, fonda il proprio disegno creativo su elementi aerei supportati da elementi scenici capaci di costruire affascinanti geometrie e forme. In Icon elementi di argilla costituiscono la scenografia e gli oggetti derivanti ancorano pesantemente al suolo forme e movimenti. Nei due spettacoli Sidi Larbi Cherkaoui si pone domande universali: in Icon l&#8217;interrigativo verte su come la società contemporanea avverta la necessità di crearsi miti sempre nuovi, vere e proprie &#8221; icone&#8221;, per poi distruggerle e sostituirle; in Noetic ci si interroga sul rapporto tra scienza e coscienza, tra forme fisiche e forme mentali. I due spettacoli sono inseriti <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-62685" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/carignano-stabile-teatro-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" />anche nel programma di Mito SettembreMusica.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">***</span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms,geneva,sans-serif;">Uno spettacolo nato dalla collaborazione tra TorinoDanza, Mito SettembreMusica e Aterballetto, sarà quello intitolato &#8220;Bach Project&#8221;, in programma al teatro Carignano il 14 e 15 settembre prossimi, in cui la danza dialoga con la musica di Bach, proposta anche in versione elettronica. Il 17 settembre al teatro Carignano verrà rappresentato, per l&#8217;ideazione e la direzione artistica di Marinella Guatterini, &#8220;Erodiade-Fame di vento (1993-2017)&#8221;, ricostruzione di un&#8217;opera del &#8217;93 nata dalla collaborazione tra Julie Ann Anzillotti e l&#8217;artista Alighiero Boetti. Il tema della contaminazione delle arti visive sarà al centro del pluripremiato lavoro &#8221; The Great Tamer&#8221; di Dimitris Papaioannou, in programma alle Fonderie Limone a Moncalieri dal 20 al 22 settembre, cui si aggiungerà la video installazione &#8220;Inside&#8221;, che sarà presentata al pubblico nei nuovi spazi delle Ogr dal 20 al 30 settmbre prossimi. Il linguaggio di questo artista greco si pone all&#8217;intersezione tra teatro, danza ed arti visive, i suoi spettacoli propongonoi quadri visionari e rievocazioni capaci di trasportare lo spettatore in esperienze emotive e sensoriali uniche. Sempre alle Fonderie Limone a Moncalieri, dal 12 al 14 ottobre prossimi, approderà &#8220;Vertigine&#8221;, risultato di un anno di lavoro sui <img decoding="async" class="size-full wp-image-4258 alignleft" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/05/teatro-stabile.png" alt="" width="225" height="225" />territori di montagna a Torino e Chambers, per dar vita al progetto Corpo Links Cluster, sostenuto dal programma europeo Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera, cui sono stati invitati artisti di diverse generazioni a raccontare il tema della montagna. Sarà Alain Platel a chiudere il Festival, alle Fonderie Limone a Moncalieri, il 30 novembre e 1 dicembre prossimo, con una coproduzione del Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, TorinoDanza e Aperto Festival/Fondazione i Teatri di Reggio Emilia. Si tratta dello spettacolo intitolato &#8220;Requiem pour L.&#8221;, realizzato in collaborazione con il compositore Fabrizio Cassol, una nuova riscrittura del Requiem di Mozart.</span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Mara Martellotta</strong></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 8pt;"><em>ph Andrea Guermani</em></span></p>
<p style="text-align: right;">
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2018/05/20/quando-la-danza-dialoga-con-arti-visive-e-musica/">Quando la danza dialoga con arti visive e musica</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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