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	<title>CROCIATE IERI E OGGI Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>I Marchesi del Monferrato in Outremer</title>
		<link>https://iltorinese.it/2017/02/03/i-marchesi-del-monferrato-in-outremer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2017 18:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vetrina11]]></category>
		<category><![CDATA[CROCIATE IERI E OGGI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Crociate non passano mai di moda, neanche a distanza di quasi un millennio. Si parla sovente di Crociate anche oggi, di cavalieri e di saraceni, di condottieri, emiri e sultani, di assedi memorabili narrati nei libri, di catapulte e scimitarre. Sono passati nove secoli e una ragione deve esserci. Ne discutono ancora gli storici in convegni e conferenze, ne parlano i terroristi islamici, da Bin Laden all&#8217;Isis, nei loro farneticanti proclami, vanno in scena a teatro e all&#8217;Opera. Dopo tutto il califfo Al-Baghdadi ci chiama “crociati” e tra noi non mancano coloro che chiedono perfino “nuove crociate”. Perchè tanto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><strong><span style="color: #008000; font-size: 12pt;">Le Crociate non passano mai di moda, neanche a distanza di quasi un millennio. Si parla sovente di Crociate anche oggi, di cavalieri e di saraceni, di condottieri, emiri e sultani, di assedi memorabili narrati nei libri, di catapulte e scimitarre. Sono passati nove secoli e una ragione deve esserci</span></strong>. Ne discutono ancora gli storici in convegni e conferenze, ne parlano i terroristi islamici, da Bin Laden all&#8217;Isis, nei loro farneticanti proclami, vanno in scena a teatro e all&#8217;Opera. Dopo tutto il califfo Al-Baghdadi ci chiama “crociati” e tra noi non mancano coloro che chiedono perfino “nuove crociate”. </span></p>
<p style="text-align: left;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-50642" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/02/crociati-castello.jpg" alt="crociati castello" width="640" height="378" /></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Perchè tanto interesse? Forse perchè è stata una colossale avventura che ha coinvolto mezzo mondo allora conosciuto e ha affascinato le future generazioni con il suo romanticismo, con il contatto con culture diverse in terre lontane e con le sue straordinarie vicende, riesumate oggi non tanto sui libri di scuola ma per l&#8217;attualità dello scontro fratricida interislamico che sconfina inevitabilmente nell&#8217;odio religioso contro le minoranze e in primis contro i cristiani, tra croci abbattute e chiese bruciate. Un mondo, quello delle Crociate, che continua ad appassionare e a coinvolgere ragazzi e adulti. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">***</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-50643" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/02/castello-corrado-221x300.jpg" alt="castello corrado" width="221" height="300" />È interessante ricordare che anche dal Piemonte ci fu un gran movimento di uomini smaniosi di partire per le terre d&#8217;oltremare, in cerca di gloria, fortuna e fede. In mezzo a questa moltitudine, novecento anni fa, scalpitarono anche i marchesi del Monferrato, alcuni dei quali fugurano tra i personaggi più illustri di tutta la storia delle Crociate. Ma quanti in Italia e nello stesso Monferrato si ricordano delle gesta di questi intrepidi uomini? C&#8217;era il marchese Corrado, “el Markiz” per gli arabi che lo temevano, odiavano e rispettavano, che respinse per due volte l&#8217;assedio del Saladino salvando la città di Tiro. Un monferrino, cugino tra l&#8217;altro del Barbarossa, che sbaraglia l&#8217;esercito del famoso condottiero curdo Salah ad-din? Ma è accaduto davvero o è solo leggenda? Tutto vero ma è stupefacente sapere che proprio tra le colline del Monferrato le imprese del Marchese sono quasi sconosciute, eppure era stato insieme a Riccardo Cuor di Leone uno dei leader della Terza crociata.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">***</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">C&#8217;era suo fratello, il marchese Bonifacio, il più giovane della famiglia, che guidò i crociati alla conquista di Costantinopoli bizantina nel 1204 per diventare in seguito re di Tessalonica (l&#8217;antica Salonicco) e morire poi in battaglia contro i bulgari nel 1207. Finì proprio male Bonifacio: la sua testa fu mozzata e spedita con un corriere a cavallo allo zar dei bulgari. C&#8217;era un altro fratello, Ranieri, che duella con i suoi avversari dentro la chiesa di Santa Sofia nella capitale imperiale sul Bosforo e c&#8217;era il padre di costoro, Guglielmo V del Monferrato, che partecipa alla Seconda Crociata (1147-1149). Ma c&#8217;è molto di più, a testimoniare che i marchesi del Monferrato erano in prima linea alle Crociate e che Corrado è stato uno dei personaggi più illustri della Terza Crociata. Una celebre dinastia piemontese <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-50644" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/02/casale-castello-300x225.jpg" alt="casale castello" width="300" height="225" />che irrompe nello scacchiere del Vicino Oriente e tra guerre e mirabolanti avventure, congiure di Palazzo, politiche matrimoniali, intrighi e veleni di corte sfocia nella tragica morte del prode Corrado, pugnalato per le strade di Tiro in Libano da due sicari della setta medioevale sciita degli Assassini mentre dai minareti i Muezzin chiamavano i fedeli in moschea. Gli Assassini furono i primi terroristi islamici della Storia, quelli della leggendaria fortezza di Alamut in Persia e del mitico castello di Masyaf in Siria e, se proprio vogliamo, quelli di Assassin&#8217;s Creed, che dai successi della play station sono appena sbarcati nelle sale cinematografiche, quasi a ricordarci che l&#8217;ombra di crociati e fanatici islamici continua a seguirci. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">***</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Ucciso da chi e perchè? L&#8217;assassinio del marchese Corrado è passato alla storia come il “giallo” della Terrasanta: sono tante le ipotesi sui mandanti (addirittura re Riccardo Cuor di Leone o il Saladino&#8230;) ma il mistero della sua morte rimarrà per sempre. Corrado è il sire che salvò Tiro, costrinse l&#8217;armata araba del Saladino a battere in ritirata suscitando nel mondo cristiano una vampata di euforia e gran tripudio con lo stendardo del Monferrato che sventolava su minareti e città conquistate. Grazie al crociato Corrado il regno cristiano d&#8217;oltremare sopravviverà per altri cent&#8217;anni. Suo fratello, il marchese Bonifacio, cercò fama a Costantinopoli, che strappò ai bizantini con una Quarta Crociata assai discutibile. Con la morte dei figli di Bonifacio finì la vocazione orientale degli Aleramici e il loro interesse per le crociate nel Levante. Due grandi protagonisti delle Crociate, con un destino comune: cercare gloria in Oriente e morire in quelle terre dove si combatteva per la religione e per il potere, come accadde per i loro fratelli, Ranieri e Guglielmo Lungaspada. D&#8217;altronde, anche oggi, come mille <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-50645 alignright" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/02/crociata-castello-300x254.jpg" alt="crociata castello" width="300" height="254" />anni fa, nel Vicino Oriente, si confrontano grandi e piccole potenze, sovrani e rais, califfi finti ma feroci e &#8220;sultani&#8221; con istinti imperiali. Il Mediterraneo orientale si trasforma in un grande lago solcato da navi da guerra mentre nove secoli fa sbarcavano i Cavalieri venuti dall&#8217;Occidente per riconquistare Gerusalemme araba. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">***</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Era la Terza Crociata, una crociata internazionale (1189-1192). Grandi eserciti con decine di migliaia di uomini armati guidati da re e sovrani europei, si riversarono a ondate sulle spiagge della Palestina con sogni di gloria. Come in un “Grande Gioco” che, a cavallo tra il XII e il XIII secolo, trascinò in Outremer numerosi attori diversi, tutti interessati per un motivo o per l&#8217;altro a controllarne i territori. Un duello geopolitico orientale ad alta tensione che proiettò l&#8217;area mediterranea al centro del mondo medioevale, un po&#8217; come accade oggi in quel “mare nostrum” annichilito da guerre, distruzioni e lotta per il dominio e il potere. È solo vecchia storia superata dal tempo? I grandi attori e le super potenze di quell&#8217;epoca lontana hanno cambiato nome e volto ma i territori contesi e oggetto di spartizione sono sempre gli stessi. Come nel terzo millennio il Mediterraneo orientale diventa un mare di guerra e di sinistri bagliori, anche allora su quelle coste levantine avvenne uno dei più imponenti sbarchi che la storia medioevale ricordi. Su quelle galee c&#8217;erano anche i Marchesi del Monferrato.</span></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"> Filippo Re</span></strong></p>
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