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	<title>Corte Medievale di Palazzo Madama Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>Fashion. Moda e stile negli scatti di National Geographic</title>
		<link>https://iltorinese.it/2016/04/20/fashion-moda-stile-negli-scatti-national-geographic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 22:02:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vetrina10]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Medievale di Palazzo Madama]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto iniziò nella notte dei tempi quando gli uomini iniziarono a decorare i loro corpi, per apparire più belli o semplicemente per distinguersi dagli altri; da allora, appartenenza sociale, politica, economica  e religiosa passano anche attraverso ciò che indossiamo e ci adorna, ed il concetto di stile assume connotati che travalicano l’effimero La moda che sfila a Parigi e Milano ha qualcosa in comune con colori e atmosfere di villaggi  africani, tradizioni di India, Sri Lanka e Indonesia, bimbi coreani o Dervisci danzanti? La risposta è nella mostra fotografica “Fashion. Moda e stile negli scatti di National Geographic”, allestita a Torino,</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2016/04/20/fashion-moda-stile-negli-scatti-national-geographic/">Fashion. Moda e stile negli scatti di National Geographic</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #365f91;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-33931" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/02/nationalg4-1024x785.jpg" alt="nationalg4" width="625" height="479" />Tutto iniziò nella notte dei tempi quando gli uomini iniziarono a decorare i loro corpi, per apparire più belli o semplicemente per distinguersi dagli altri; da allora, appartenenza sociale, politica, economica  e religiosa passano anche attraverso ciò che indossiamo e ci adorna, ed il concetto di stile assume connotati che travalicano l’effimero</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La moda che sfila a Parigi e Milano ha qualcosa in comune con colori e atmosfere di villaggi  africani, tradizioni di India, Sri Lanka e Indonesia, bimbi coreani o Dervisci danzanti? La risposta è nella mostra fotografica “Fashion. Moda e stile negli scatti di National Geographic”, allestita a Torino, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, dal 4 febbraio al 2 maggio, curata da Marco Cattaneo e dalla redazione italiana della rivista.</p>
<p style="text-align: justify;">Delicati colori pastello fluttuano in modo quasi evanescente su una modella che danza, drappeggiata di seta, alla sfilata di Hanbok, in South Corea nel 2009: ecco l’immagine-guida (di Jodi Cobb) che introduce 62 magnifiche fotografie (di grande formato), realizzate da 36 mostri sacri dell’obiettivo. Raccontano un secolo di moda e stile a tutte le latitudini del globo. Un viaggio da Oriente ad Occidente, che inizia dai primi anni del 900 ed offre una prospettiva globale sul significato storico e culturale di abbigliamento e ornamento, con tutti i risvolti antropologi e sociologici annessi e connessi.<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-33932" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/02/national-geogr1-300x199.jpg" alt="national geogr1" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;">La mostra è un’altra tappa (dopo &#8220;Women of Vision&#8221; nel 2014) della partnership strategica tra Fondazione Torino Musei e National Geographic: il marchio internazionale che da 128 anni testimonia la storia, le sue svolte, e dal cui archivio storico provengono le immagini. Un viaggio nel fashion a 360°. Tutto iniziò nella notte dei tempi quando gli uomini iniziarono a decorare i loro corpi, per apparire più belli o semplicemente per distinguersi dagli altri; da allora, appartenenza sociale, politica, economica  e religiosa passano anche attraverso ciò che indossiamo e ci adorna, ed il concetto di stile assume connotati che travalicano l’effimero.</p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini in mostra sono una più bella dell’altra e i 36 fotografi tra i più celebrati al mondo. Tra loro, Jodi Cobb, una delle prime donne a farsi strada in un campo professionale tutto al maschile. Nata in  America, ma di fatto fin da subito cittadina del mondo. L’infanzia al seguito del padre sempre all’estero, e a soli 12 anni il giro del globo compiuto già due volte. Non si è mai più fermata: ha percorso oltre 60 paesi con il suo obiettivo che ha sempre messo a fuoco soprattutto il lato umano, narrando storie famose diventate libri cult. E’ stata tra i primi fotoreporter a visitare la Cina dopo la riapertura all’Occidente: un viaggio di 11mila kilometri in 2 mesi e lo storico reportage “Journey into China”. Poi in Giappone a documentare la vita segreta delle geishe; prima fotografa ammessa ad entrare nella vita nascosta delle donne in Arabia Saudita, e prima donna nominata “Casa Bianca Photographer of the year”. Molte le sue immagini in mostra, da Taiwan allo Sri Lanka, dalla Russia all’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"> <img decoding="async" class="alignright size-large wp-image-33933" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/02/nationalg3-690x1024.jpg" alt="nationalg3" width="625" height="927" /></p>
<p style="text-align: justify;">Poi (tra gli altri) Alexander Graham Bell, che fu il 2° Presidente della National  Geographic Society, con le sue foto-esperimenti di inizio 900: sua è l’immagine strepitosa di una ragazza Tamil dello Sri Lanka, datata 1912. Eliza R. Scidmore, scrittrice, fotografa e geografa nata nello Iowa (1856) che, seguendo il fratello diplomatico, tra 1884 – 1922 viaggiò in lungo e in largo in Estremo Oriente, e ogni volta un libro; non per niente fu il primo membro femminile del consiglio della National  Geographic Society. Tra le foto in mostra, una bellissima, color seppia, che sa di esotico ed antico e ritrae una donna giavanese che allatta il suo bambino; o ancora una del 1907 dallo Sri Lanka con in primo piano sofisticate cavigliere e anelli a decorare il piede di una danzatrice Tamil.</p>
<p style="text-align: justify;">Il duo Lehnert &amp; Landrock, fotografi attivi in nord Africa nei primi anni del XXsecolo e i primi ad immortalare i diversi valori-costumi culturali e sessuali in Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto. Sono gli artefici dell’immagine (del 1922) di una ragazza algerina, della tribù Ouled Nail che indossa le monete della sua dote. Luis Marden, non solo fotografo, ma anche esploratore, regista, scrittore, linguista e subacqueo. Fu un pioniere della fotografia a colori, sia tradizionale che subacquea. Attraversò l’America Centrale, quella del Sud e i Caraibi. Sua è la foto del 1939 in cui ritrae una ragazza praticamente avvolta da un gigantesco cappello di paglia intrecciato, tipico del Texas.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-33934" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/02/national-g2-300x222.jpg" alt="national g2" width="300" height="222" />J. Baylor Roberts è l’autore dell’immagine di due nuotatrici che si mettono il  rossetto sott’acqua a Wakulla Springs. Testimonianza perfetta della sua sensibilità di fotografo che tra gli anni 20-40 del 900 girò l’America catturando tanti momenti di vita delle persone comuni. Senza tralasciare la magnifica foto in bianco e nero del 1915, di autore sconosciuto, che immortala un interno familiare in cui 3 sorelle lavorano a maglia insieme alla madre, mentre il padre le osserva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questi sono solo alcuni spunti…a voi l’emozione di scoprire una mostra di grande, immensa, bellezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Laura Goria</strong></p>
<p><em>How to: “Fashion. Moda e stile negli scatti di National Geographic”.</em><br />
<em>Palazzo Madama – Corte Medievale</em><br />
<em>Piazza Castello Torino</em><br />
<em>Info mostra: tel. 011 4433501</em></p>
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