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	<title>ALLA REGGIA DI VENARIA 40 SECOLI DI STORIA DELL’ARTE PER OLTRE 200 CAPOLAVORI RESTAURATI DA INTESA SANPAOLO Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>ALLA REGGIA DI VENARIA 40 SECOLI DI STORIA DELL’ARTE PER OLTRE 200 CAPOLAVORI RESTAURATI DA INTESA SANPAOLO Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>La fragilità della bellezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Apr 2018 22:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[ALLA REGGIA DI VENARIA 40 SECOLI DI STORIA DELL’ARTE PER OLTRE 200 CAPOLAVORI RESTAURATI DA INTESA SANPAOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FINO AL 16 SETTEMBRE Venaria Reale (Torino) Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e organizzata in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, va di scena nelle Sale delle Arti alla Reggia di Venaria, l’esposizione conclusiva della diciottesima edizione (la più ricca a oggi) di “Restituzioni”, il progetto avviato nel 1989 dall’allora Banca Cattolica del Veneto, confluita poi in Intesa Sanpaolo, e che negli anni, avvalorandosi della curatela scientifica di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti, ha “restituito” alla collettività – attraverso una provvidenziale opera di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico del Paese – oltre 1300 opere. Opere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-74095" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/03/foto-venaria1-158x300.jpg" alt="" width="158" height="300" />FINO AL 16 SETTEMBRE</strong></p>
<p>Venaria Reale (Torino)</p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt; color: #008000;"><strong>Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e organizzata in collaborazione con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, va di scena nelle Sale delle Arti alla Reggia di Venaria, l’esposizione conclusiva della diciottesima edizione (la più ricca a oggi) di <em>“Restituzioni”</em>,</strong></span> il progetto avviato nel 1989 dall’allora <strong>Banca Cattolica del Veneto</strong>, confluita poi in <strong>Intesa Sanpaolo</strong>, e che negli anni, avvalorandosi della curatela scientifica di <strong>Carlo Bertelli</strong> e <strong>Giorgio Bonsanti</strong>, ha “restituito” alla collettività – attraverso una provvidenziale opera di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico del Paese – oltre 1300 opere. Opere “fragili”, come vuole appunto ricordarci il titolo della rassegna. Che nel sottotitolo (<em>“Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori restaurati”</em>) vuole anche, fin da subito, metterci al corrente del lungo e variegato cammino (fra dipinti, affreschi, mosaici, sculture, manufatti tessili e quant’altro) di un’esposizione che presenta <strong>80 nuclei</strong> di opere, per un totale di <strong>212 manufatti</strong> restaurati da <strong>Intesa Sanpaolo</strong> nel biennio 2016-2017, appartenenti a <strong>17 regioni italiane</strong> più un dipinto del <strong>Canaletto</strong> proveniente da Dresda. E i numeri proseguono, con i <strong>44 enti di tutela</strong> e i <strong>63 enti <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-74096" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/03/foto-venaria3-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" />proprietari</strong> con i quali <strong>Intesa Sanpaolo</strong> ha collaborato per questa edizione e per un imponente lavoro di recupero che ha coinvolto ben <strong>205 professionisti</strong> del restauro, in tutt’Italia senza escludere il <strong>Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” </strong>con cui s’è stabilita da tempo una collaborazione continuativa.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">***</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Dall’antichità al contemporaneo, la mostra della “Venaria” copre un arco cronologico di quasi <strong>40 secoli</strong>: dagli affreschi della <em>“Tomba di Henib”</em> (1976 – 1794 a. C.) dal <strong>Museo Egizio di Torino</strong>, ai <em>Fiori”</em> di <strong>Giorgio Morandi</strong> (1918) dalla <strong>Pinacoteca di Brera di Milano</strong> fino al <em>“Nero Bianco Nero”</em> (1955) di <strong>Alberto Burri</strong> dalla <strong>Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma</strong> e al <em>“Senza titolo”</em> (1961) di <strong>Cy Twombly</strong> dalla <strong>GAM di Torino</strong>. E nel bel mezzo opere (solo per citarne alcune) come il <em>“Ritratto di Caterina Balbi Durazzo”</em>(1624) di <strong>Anton Van Dick</strong> dal <strong>Palazzo Reale di Genova</strong>, il <em>“San Girolamo Penitente”</em> (1556-1561) di <strong>Tiziano</strong> dalla <strong>Pinacoteca di Brera</strong> fino a <em>“La Trasfigurazione” </em>(1478-1479 ca.) di <strong>Giovanni Bellini </strong>dal <strong>Museo di Capodimonte di Napoli</strong>. Oggetti particolari: il <em>“Mantello Tupinamba”</em> realizzato con penne e fibre di cotone, approdato fra il XVI e il XVII secolo in Italia dal Brasile e oggi conservato alla <strong>Pinacoteca Ambrosiana</strong> o il secentesco <em>“Clavicembalo <img decoding="async" class="alignright size-large wp-image-74097" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/03/foto-venaria2-1024x768.jpg" alt="" width="625" height="469" />dipinto”</em> proveniente dal <strong>Museo Nazionale degli Strumenti Musicali </strong>di Roma. A chiudere, significativamente, il percorso espositivo una sala dedicata alle opere danneggiate dagli eventi sismici. In occasione della mostra sono previsti anche un ciclo di incontri divulgativi sul “restauro” ed una serie di laboratori didattici a cura dei Servizi Educativi de La Venaria Reale e del Centro Conservazione e Restauro. Inoltre, sempre nell’ambito di <em>“Restituzioni”</em>, <strong>Intesa Sanpaolo</strong> sosterrà il simposio internazionale <em>“Anche le statue muoiono. Distruzione e conservazione nei tempi antichi e moderni” </em>che si terrà il 28 e il 29 maggio prossimi a Torino, per affrontare il tema della “fragilità” del patrimonio culturale (<em>“la cui perdita </em>– sottolinea <strong>Giovanni Bazoli</strong>, presidente emerito di Intesa –<em> sarebbe un vulnus della nostra identità nazionale”</em>) con studiosi provenienti da tutto il mondo. Il Simposio è organizzato dal <strong>Museo Egizio</strong> di Torino, <strong>Fondazione Sandretto Re Rebaudengo </strong>e <strong>Musei Reali</strong>, in collaborazione con il <strong>Centro Ricerche Archeologiche e Scavi</strong> di Torino.</span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gianni Milani</strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>“La fragilità della bellezza. Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori restaurati”</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Reggia di Venaria, Sala delle Arti, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992333 – </strong><a href="http://www.restituzioni.com/"><strong>www.restituzioni.com</strong></a><strong> – </strong><a href="http://www.lavenaria.it/"><strong>www.lavenaria.it</strong></a></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Fino al 16 settembre &#8211; </strong><strong>Orari: mart. – ven. 9/17; sab. dom. e festivi 9/18,30; lun. giorno di chiusura, tranne eventuali giorni festivi.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><em>Nelle foto:</em></p>
<div></div>
<div><em>&#8211; Maestro di Staffolo: &#8220;Stendardo bifacciale&#8221;, 1450, Museo Nazionale Palazzo Venezia, Roma</em></div>
<div><em>&#8211; Anton Van Dick: &#8220;Ritratto di Caterina Balbi Durazzo&#8221;, olio su tela, 1624, Palazzo Reale di Genova</em></div>
<div><em>&#8211; &#8220;Mosaico con raffigurazione di Nereide&#8221;, seconda metà I sec. a. C. &#8211; inizio I sec. d. C., Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (Udine)</em></div>
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