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	<title>Al Brunitoio di Ghiffa Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>Enrico Baj “Gioco e Potere”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 07:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Al Brunitoio di Ghiffa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ visitabile fino al 22 ottobre la mostra di Enrico Baj “Gioco e Potere”, inaugurata sabato 16 settembre presso la Sala Esposizioni “Panizza” di Ghiffa (Vb). L’importante evento culturale ed espositivo – curato da  Vera Agosti &#8211; è  promosso dall’Officina di Incisione e Stampa in Ghiffa “Il Brunitoio” in collaborazione con l’Archivio Baj di Vergiate e la Fondazione Marconi di Milano. Enrico Baj, esponente principale delle avanguardie del secondo dopoguerra, molto apprezzato anche all’estero, partecipò alle manifestazioni ufficiali del surrealismo.Dalla frequentazione dei poeti &#8211; tra cui André Breton, Octavio Paz, André Pieyres de Mandiargues &#8211; sono nate numerose edizioni illustrate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/09/21/enrico-baj-gioco-e-potere/">Enrico Baj “Gioco e Potere”</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-63192" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/baj3-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" />E’ visitabile fino al 22 ottobre la mostra di Enrico Baj “Gioco e Potere”, inaugurata sabato 16 settembre presso la Sala Esposizioni “Panizza” di Ghiffa (Vb).</span></strong></span> L’importante evento culturale ed espositivo – curato da  Vera Agosti &#8211; è  promosso dall’Officina di Incisione e Stampa in Ghiffa “Il Brunitoio” in collaborazione con l’Archivio Baj di Vergiate e la Fondazione Marconi di Milano. Enrico Baj, esponente principale delle avanguardie del secondo dopoguerra, molto apprezzato anche all’estero, partecipò alle manifestazioni ufficiali del surrealismo.Dalla frequentazione dei poeti &#8211; tra cui André Breton, Octavio Paz, André Pieyres de Mandiargues &#8211; sono nate numerose edizioni illustrate. Baj, infatti, era anche un amante delle incisioni. La sua produzione grafica è immensa e sono stati realizzati ben 50 libri d’artista. Un intellettuale a tutto tondo che scelse di diventare artista per assecondare il suo desiderio di essere libero, senza costrizioni: “Vado e vengo dove voglio, abito dove voglio, creo quello che voglio.” Nella sua ricerca utilizza ogni materiale e nelle grafiche dà sfogo al suo spirito ribelle <img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-63193" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/baj2.jpg" alt="" width="638" height="382" />sovvertendo le regole prestabilite. Anarchico, lotta contro l’abuso del potere. Il suo linguaggio è ludico e dissacrante. Da qui il titolo dell’esposizione: “gioco” una componente fondamentale del suo fare artistico (“Il mio lavoro confina col gioco, a tal punto che spesso uso, quale materiale pittorico, veri e propri giocattoli. (..) Il problema dell’uomo ludico, o giocante, è il problema di tutti noi e i governi, anziché imporre colle leggi il servizio militare obbligatorio, meglio farebbero a imporre il gioco militare obbligatorio) e “potere”, l’oggetto a cui è indirizzata la sua polemica, sempre ironica. In particolare è il potere militare che viene messo in causa, con oltre venti incisioni dei “Generali” e del loro contraltare femminile, le “Dame”, esposte in mostra. Le opere<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-63194" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/09/baj1-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /> provengono dalle cartelle Larmes de généraux (1965) con sette litografie a colori, Bajchez Baj (1973) e Le dame di casa Baj (1975) con tecniche miste a colori su carta, Plastik-Plastik (1969) con una serigrafia a colori su plastica e sono presentate nelle cornici originali con interventi pittorici raffiguranti medaglie, stelle e decorazioni. Compaiono inoltre acqueforti a colori su carta stampate da Giorgio Upiglio. In esposizione anche due preziosi libri d’artista: La cravate ne vaut pas une medaille (1972) e Limbo (1966). La mostra è visitabile fino al 22 ottobre presso la Sala esposizioni di corso Belvedere, 114 a Ghiffa (VB). Orario: da giovedì a domenica 16-19.</span></p>
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