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	<title>A Torino la straordinaria mostra dedicata al grande pittore fiammingo che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>Antoon van Dyck conquista la Sabauda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2018 11:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa succede in città]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[A Torino la straordinaria mostra dedicata al grande pittore fiammingo che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;esposizione intende far emergere l’esclusivo rapporto che l’artista ebbe con le corti italiane ed europee, ove dipinse capolavori unici per elaborazione formale, qualità cromatica, eleganza e dovizia nella resa dei particolari Il 16 novembre ai Musei Reali di Torino, nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda, apre al pubblico la straordinaria mostra dedicata ad Antoon van Dyck (Anversa, 1599 &#8211; Londra, 1641), il miglior allievo di Rubens, che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo. Personaggio di fama internazionale e amabile conversatore dallo stile ricercato, Van Dyck fu pittore ufficiale delle più grandi corti d’Europa e ritrasse principi, regine, gentiluomini e nobildonne delle più prestigiose dinastie dell’epoca. Attraverso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; color: #008000; font-size: 12pt;"><a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/11/dick1.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-87357" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/11/dick1.jpeg" alt="" width="158" height="283" /></a>L&#8217;esposizione intende far emergere l’esclusivo rapporto che l’artista ebbe con le corti italiane ed europee, ove dipinse capolavori unici per elaborazione formale, qualità cromatica, eleganza e dovizia nella resa dei particolari</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Il <strong>16 novembre</strong> ai <strong>Musei Reali di Torino</strong>, nelle Sale Palatine della <strong>Galleria Sabauda</strong>, apre al pubblico la straordinaria mostra dedicata ad <strong>Antoon van Dyck</strong> (Anversa, 1599 &#8211; Londra, 1641), il miglior allievo di Rubens, che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo. </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">Personaggio di fama internazionale e amabile conversatore dallo stile ricercato, Van Dyck fu pittore ufficiale delle più grandi corti d’Europa e ritrasse principi, regine, gentiluomini e nobildonne delle più prestigiose dinastie dell’epoca. Attraverso un percorso espositivo che si dispiega in <strong>quattro sezioni, 45 tele e 21 incisioni</strong>, la mostra <em><strong>Van Dyck. Pittore di corte</strong></em> intende far emergere l’esclusivo rapporto che l’artista ebbe con le corti italiane ed europee, ove dipinse capolavori unici per elaborazione formale, qualità cromatica, eleganza e dovizia nella resa dei particolari, soddisfacendo le esigenze di rappresentanza e di <em>status symbol</em> delle classi dominanti: dagli aristocratici genovesi ai Savoia, <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/11/dick-5.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-87356" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/11/dick-5.jpeg" alt="" width="227" height="283" /></a>dall’arciduchessa Isabella alle corti di Giacomo I e di Carlo I d’Inghilterra.Al grande artista i <strong>Musei Reali di Torino</strong> e <strong>Arthemisia</strong> dedicano una grande esposizione incentrata sulla sua vasta produzione di ritratti e non solo: le <strong>opere</strong> esposte provengono dai musei italiani e stranieri più prestigiosi come la National Gallery di Washington, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Londra e la Collezione Reale inglese, la Scottish National Gallery di Edimburgo, il Museo Thyssen-Bornemiza di Madrid, il Kunsthistorishes Museum di Vienna, l’Alte Pinakotek di Monaco, il Castello Arcivescovile di Kromeriz presso Praga, le Gallerie degli Uffizi, i Musei Capitolini di Roma, la Ca’ d’Oro di Venezia, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, il Palazzo Reale e i Musei di Strada Nuova di Genova, in dialogo con l’importante <a href="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/11/dick-58.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-87358" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2018/11/dick-58.jpeg" alt="" width="258" height="283" /></a>e corposo nucleo dii capolavori della Galleria Sabauda.La mostra è organizzata dal <strong>Ministero per i Beni e le Attività Culturali</strong> <strong>&#8211; Musei Reali di Torino</strong> e dal <strong>Gruppo Arthemisia</strong>, con il patrocinio di <strong>Regione Piemonte</strong> e <strong>Città di Torino. </strong></span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;">La cura dell’esposizione è affidata ad <strong>Anna Maria Bava e Maria Grazia Bernardini</strong> e a un prestigioso comitato scientifico, composto da alcuni tra i più noti studiosi di Van Dyck quali Susan J. Barnes, Piero Boccardo e Christopher Brown. L’iniziativa è sostenuta da <strong>Generali Italia</strong> attraverso <strong>Valore Cultura</strong>, il programma per promuovere l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e trasversale &#8211; famiglie, giovani, clienti e dipendenti &#8211; al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso.</span></p>
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