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	<title>A sostegno dell’indipendenza scientifica e del consolidamento del gruppo di ricerca e delle attività dei ricercatori e docenti europei Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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		<title>IL POLITECNICO DI TORINO ATTRAE LE ECCELLENZE DELLA RICERCA</title>
		<link>https://iltorinese.it/2017/11/09/il-politecnico-di-torino-attrae-le-eccellenze-della-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2017 23:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa succede in città]]></category>
		<category><![CDATA[A sostegno dell’indipendenza scientifica e del consolidamento del gruppo di ricerca e delle attività dei ricercatori e docenti europei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vincitore di un ERC Grant da 2 milioni di euro Francesco P. Andriulli cercherà a Torino il “Santo Graal” dell’elettromagnetismo computazionale   Il Politecnico di Torino è sempre più competitivo nel quadro della ricerca internazionale e riesce ad attrarre un’eccellenza in ambito europeo: Francesco P. Andriulli,  vincitore di uno dei prestigiosi riconoscimenti  dell’ERC-European Research Council,  ha scelto infatti di condurre  la sua ricerca al Politecnico. Andriulli, dal 2010 docente in Francia, si è aggiudicato un ERC consolidator grant da 2 milioni di euro; si tratta del premio istituito nel 2007 dall’Unione Europea per supportare progetti di eccellenza “altamente ambiziosi, pioneristici e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #008000;">Il vincitore di un ERC Grant da 2 milioni di euro Francesco P. Andriulli cercherà a Torino il “Santo Graal” dell’elettromagnetismo computazionale</span></strong></span></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Il Politecnico di Torino è sempre più competitivo nel quadro della ricerca internazionale e riesce ad attrarre un’eccellenza in ambito europeo: <strong>Francesco P. Andriulli</strong>,  vincitore di uno dei prestigiosi riconoscimenti  dell’ERC-European Research Council,  ha scelto infatti di condurre  la sua ricerca al Politecnico.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-51512" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2017/02/POLITECNICO58-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Andriulli, dal 2010 docente in Francia, si è aggiudicato un <strong>ERC consolidator grant da 2 milioni di euro</strong>; si tratta del premio istituito nel 2007 dall’Unione Europea per supportare progetti di eccellenza “altamente ambiziosi, pioneristici e non convenzionali”, a sostegno dell’indipendenza scientifica e del consolidamento del gruppo di ricerca e delle attività dei ricercatori e docenti europei. Salgono così a 10 i progetti ERC condotti al Politecnico di Torino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scelta di Andriulli è in controtendenza: il nostro Paese, infatti, ottiene ottimi risultati nell’assegnazione di riconoscimenti ERC, ma dei 644 grant assegnati nei primi 10 anni del programma a scienziati italiani ben 294 sono stati in realtà ottenuti da nostri compatrioti che lavorano all’estero:<em> “L’acquisizione di finanziamenti ERC è un indice riconosciuto della qualità della ricerca di un istituzione e testimonia un ambiente favorevole allo sviluppo di  progetti innovativi e di frontiera; il rientro di un ricercatore di grande valore nel nostro Paese è sempre una vittoria per la ricerca italiana”</em>, commenta il Rettore <strong>Marco Gilli</strong>, che prosegue: <em>“Il nostro Ateneo non solo ha incrementato sensibilmente il numero di progetti ERC presentati internamente ma, negli ultimi anni, è riuscito ad attrarre ricercatori che, avendo vinto il riconoscimento ERC presso un’altra istituzione, scelgono di condurre la loro ricerca al Politecnico: senza dubbio si tratta di un risultato che qualifica ulteriormente il nostro Ateneo come una research university riconosciuta a livello internazionale ed è il risultato di politiche mirate volte a favorire la creazione di un ambiente di ricerca solido e internazionale”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>“Scelsi il Politecnico di Torino già come allievo ingegnere e ora sono lieto di potervi tornare da <img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-43708" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2016/09/POLITECNICO-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />docente assieme alla mia ricerca. Il progetto ERC e le sfide che attendono me e la mia equipe non potranno che trarre beneficio dal dinamismo scientifico e dal prestigio di questo Ateneo.”</em>, commenta <strong>Francesco P. Andriulli</strong>, che dall’1 settembre scorso si è trasferito al Politecnico come Professore Ordinario di Campi Elettromagnetici (tra i più giovani d’Italia), dove condurrà il suo progetto ERC <strong><em><a href="http://www.researchers.polito.it/success_stories/progetti_erc_european_research_council/un_anno_di_calcoli_in_un_solo_secondo_modelli_elettromagnetici_in_tempo_reale">“321-from Cubic To Linear complexity in computational electromagnetics”</a></em></strong>, che si propone di semplificare la complessità dei modelli matematici nell’elettromagnetismo computazionale, con applicazioni in tutte quelle tecnologie che utilizzano i campi elettromagnetici (dai telefoni cellulari, ai satelliti, alle macchine biomediche come la risonanza magnetica, alla rilevazione dell’attività elettrica del cervello umano).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’obiettivo è di trovare la soluzione a un problema che la comunità scientifica dell’elettromagnetismo computazionale si pone da diversi anni: le tecnologie emergenti nell’ambito dell’ingegneria elettromagnetica divengono sempre più miniaturizzate e complesse, per cui emerge la necessità di applicare a questi nuovi oggetti modelli matematici che permettano di semplificare la fase di simulazione numerica.  Il progetto ERC “<em>321”</em>, che si pone come ricerca multidisciplinare  tra l’ingegneria avanzata, le matematiche e l’informatica ad alte prestazioni (<em>high performance computing</em>), si focalizza sullo studio di tecniche di calcolo altamente predittive per modellizzare e predire fenomeni elettromagnetici ad elevate dimensioni o grado di complessità. Questi modelli matematici si possono applicare a una grande varietà di tecnologie come, ad esempio, lo sviluppo di dispositivi di risonanza magnetica più precisi ed affidabili, a tecniche di <em>imaging</em> del cancro più avanzate e sicure o al <em>neuroimaging</em> in tempo reale – cioè la riproduzione dell’attività elettrica del cervello &#8211; per il trattamento dell’epilessia e lo sviluppo di interfacce cervello-macchina.</p>
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<p><strong>Biografia</strong></p>
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<p>Francesco P. Andriulli da settembre 2017, a 36 anni, è Professore Ordinario al Politecnico di Torino dove si è laureato in Ingegneria Elettronica nel 2004. I suoi studi sono proseguiti negli Stati Uniti alla University of Illinois at Chicago per un Master of Science e alla University of Michigan at Ann Arbor per il dottorato (2008). La sua carriera di ricerca è proseguita in Francia  all’École Nationale Supérieure Mines-Télécom Atlantique (IMT-Atlantique) dove è stato professore ordinario e presso il quale dirige il Computational Electromagnetics Research Laboratory (CERL).</p>
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<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-4598" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2013/11/politecnico-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Le sue attività di ricerca si concentrano sull’elettromagnetismo computazionale e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra i quali svariati premi per il miglior articolo scientifico, il premio <em>L. B. Felsen for Excellence in Electrodynamics</em> del 2015 e l’<em>URSI Issac Koga Gold Medal</em>2014-2016, una medaglia d’oro assegnata solo ogni tre anni dall’Unione Radioscientifica Internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Francesco P. Andriulli è membro di varie <em>Honor Societies</em> americane e di numerose società scientifiche, è Editore Associato di molteplici riviste scientifiche internazionali tra cui<em> l’IEEE Transactions on Antennas and Propagation, IEEE Antennas and Wireless Propagation Letters e IEEE Access.</em> Inoltre è membro del Comitato Scientifico di molti congressi internazionali del suo settore e del consiglio direttivo della <em>European School of Antennas</em> (EsoA). É autore di più di 40  articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali e di 80 conference proceedings. Ha coordinato come <em>Principal Investigator </em>numerosi progetti scientifici nazionali ed internazionali.</p>
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