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	<title>A gennaio Torino e i principali capoluoghi piemontesi hanno già consumato più di due terzi del “bonus annuale” dei 35 giorni previsto per le PM10 Archivi - Il Torinese</title>
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	<description>Quotidiano online di Informazione, Societá, Cultura</description>
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	<title>A gennaio Torino e i principali capoluoghi piemontesi hanno già consumato più di due terzi del “bonus annuale” dei 35 giorni previsto per le PM10 Archivi - Il Torinese</title>
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		<title>Smog, Legambiente: “Il blocco dei diesel Euro3 è soltanto il primo passo inevitabile”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione il torinese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 11:58:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[A gennaio Torino e i principali capoluoghi piemontesi hanno già consumato più di due terzi del “bonus annuale” dei 35 giorni previsto per le PM10]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/macchina-da-scrivere-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Legambiente va dritta al punto: &#8220;I dati di inizio 2017 non lasciano spazio ad interpretazioni: siamo di fronte ai peggiori livelli di smog degli ultimi 4 anni. Le famigerate polveri sottili e ultra sottili, PM10 e PM2.5, hanno raggiunto nei capoluoghi piemontesi valori non solo oltre i limiti di legge ma superiori anche di due o tre volte&#8221;. Una situazione che riguarda Torino, Asti, Alessandria, Vercelli e Novara, ma anche le tradizionalmente meno critiche Cuneo, Biella e Verbania dove i valori hanno segnato comunque un’inversione di tendenza negativa. &#160; A Torino la centralina Arpa che ha fatto registrare a gennaio le</p>
<p>L'articolo <a href="https://iltorinese.it/2017/02/10/smog-legambiente-il-blocco-dei-diesel-euro3-e-soltanto-il-primo-passo/">Smog, Legambiente: “Il blocco dei diesel Euro3 è soltanto il primo passo inevitabile”</a> proviene da <a href="https://iltorinese.it">Il Torinese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://iltorinese.it/wp-content/uploads/2019/06/macchina-da-scrivere-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><strong><span style="color: #008000; font-size: 12pt;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-31707" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/12/NEBBIA3-300x300.jpg" alt="NEBBIA3" width="300" height="300" /><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Legambiente va dritta al punto: &#8220;I dati di inizio 2017 non lasciano spazio ad interpretazioni: siamo di fronte ai peggiori livelli di smog degli ultimi 4 anni. </span></span></strong><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Le famigerate polveri sottili e ultra sottili, PM10 e PM2.5, hanno raggiunto nei capoluoghi piemontesi valori non solo oltre i limiti di legge ma superiori anche di due o tre volte&#8221;. Una situazione che riguarda Torino, Asti, Alessandria, Vercelli e Novara, ma anche le tradizionalmente meno critiche Cuneo, Biella e Verbania dove i valori hanno segnato comunque un’inversione di tendenza negativa.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">A Torino la centralina Arpa che ha fatto registrare a gennaio le peggiori prestazioni per le PM10 è Grassi, all’incrocio tra via Reiss Romoli e via Veronese, con 26 superamenti <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-31708" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/12/NEBBIA2-300x300.jpg" alt="NEBBIA2" width="300" height="300" />giornalieri, consumando così in appena un mese i due terzi del “bonus annuale” di 35 giornate previsto per legge. Allarmanti anche il valore medio di 82 mg/mc e il picco registrato il 9 gennaio di 151 mg/mc, a fronte dei 50 mg/mc di media giornaliera consentiti e dei 20 mg/mc indicati dall’OMS come riferimento per la tutela della salute pubblica. Confrontando questi valori con quelli registrati negli ultimi anni è evidente l’inversione di tendenza: nel 2014 i superamenti erano 23, 10 nel 2015 e 20 nel 2016, il valore medio si attestava invece a 67 mg/mc nel 2014, 57 mg/mc nel 2015 e 69 mg/mc nel 2016. In netta crescita anche le polveri PM2.5 misurate dalla stazione di piazza Rebaudengo che nel giro di 4 anni passano da 30 mg/mc a 70 mg/mc.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Secondo l&#8217;associazione ambientalista “L’evidente inversione di tendenza negativa mette in luce come negli anni non siano state adottate politiche strutturali efficaci per combattere l’inquinamento, soprattutto quello causato dal traffico. Quest’anno è stato sufficiente il mese di gennaio a far bruciare <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-31709" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2015/12/NEBBIA1-300x300.jpg" alt="NEBBIA1" width="300" height="300" />a gran parte delle città della nostra regione i due terzi del bonus annuale dei 35 giorni previsto per le PM10, con valori superiori anche di due o tre volte ai limiti di legge, tutto ciò con pesanti conseguenze sulla salute pubblica&#8221;, afferma Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. I valori registrati non fanno altro che confermare l’urgenza di importanti politiche antismog su cui Regione e Comuni non possono più prendere tempo. Il blocco generalizzato dei diesel Euro3, già adottato dall’Emilia Romagna, non è più rinviabile e deve essere solo il primo di una serie di provvedimenti che puntino ad una forte riduzione del traffico privato nei centri urbani, che vada oltre le categorie d’omologazione delle auto, e che sappia offrire alternative competitive nel trasporto pubblico e nella mobilità non motorizzata. Una strada segnata, intrapresa da gran parte delle città europee che si sono poste l’obiettivo di liberare le città dalle automobili”.</span></p>
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<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif;">Prosegue Legambiente: &#8220;per limitare l&#8217;ingresso nei centri abitati di veicoli inquinanti e per favorire la mobilità dolce e l&#8217;uso di veicoli più efficienti e a zero emissioni, per Legambiente è fondamentale istituire zone a pedaggio urbano (sul modello dell’AreaC milanese) e implementare una differente politica tariffaria sulla sosta. I ricavi ottenuti devono essere interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale e di forme sostenibili di mobilità. Bisogna rendere così le auto l’ultima <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-14537" src="http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2013/11/NEBBIA-300x300.jpg" alt="NEBBIA" width="300" height="300" />delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi il Piemonte continua ad avere invece il record di auto per numero di abitanti: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti a Torino o ai 69 di Cuneo e Biella, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra&#8221;. Per l&#8217;associazione ambientalista occorre ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici e moltiplicare le zone 30, in cui imporre il limite di velocità massimo di 30 km/h. Centri urbani completamente sicuri e rinnovati, in grado di tornare a respirare anche grazie alla creazione di nuovi spazi verdi e alla piantumazione di nuovi alberi in città, nelle vie del centro e delle periferie, ma anche sugli edifici e sui tetti perché le alberate svolgono un’altra funzione importante: riparano gli edifici dal calore e dal freddo con un risparmio stimato del 10% dell&#8217;energia necessaria per regolare la temperatura di un edificio e quindi di emissioni. Tutte misure che per Legambiente devono essere portate avanti dai Comuni e trovare spazio nel nuovo Piano antismog regionale promesso dall’assessore all’Ambiente Valmaggia per la prossima primavera.</span></p>
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<p>(foto: il Toriense)</p>
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