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A Torino elegante

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di Fabio Strinati

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Vallate alpine che si espandono

fino a rispecchiar nell’anima Taurasia,

della sua parte collinare e piana

e spesso soleggiata agli occhi del Po,

una goccia d’acqua che la bagna

di poetica rugiada!

 

Negli inverni asciutti e da contorno,

che vi si rivelano le geometrie

dei quattro fiumi e sul volto acceso di Torino,

il bacio fine della Dora Riparia, scendere,

sulle labbra di una strada

come “ da addolcimento “ una nevicata

lenta che vi si prepara solcando

in viso una nota d’arte del Teatro Regio,

come danzano le Alpi che sullo sfondo

cesellano una cartolina in quota,

una mano d’alba che lievita al giorno

come lattescente il vestito di una sposa.

Le bambole e le donne di Antonella Castrignano

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S’intitola Girl Power for Christmas la mostra di Antonella Castrignano presentata nei soli giorni di sabato 22 e domenica 23 dicembre presso i locali della galleria “Arte per Voi” di Avigliana (piazza Conte Rosso 3) e organizzata dall’Associazione “Officina Mondi d’Arte” di Almese in collaborazione con l’Associazione Culturale “Arte per Voi”. L’evento si inserisce nella rassegna “Girl Power!” organizzata dall’associazione di Almese e dedicata alla figura femminile attraverso l’arte. I dipinti della Castrignano approfondiscono il concetto di femminilità, attraverso la rappresentazione di mazzi floreali, di bambole a reinventare un infantile mondo di giochi e soprattutto di personaggi, racchiusi in certi angoli di panorama, avvolti nelle loro solitudini e nei loro pensieri più intimi, con una intrigante personalità e una decisa sicurezza di tratto. Orari: sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 23 (partecipazione alle ore 21 del duo cameristico “L’aura angelica”, con Laura La Vecchia alla chitarra e Angelica Pianegonda al clarinetto), domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

 

(e. rb.)

 

 

 

 

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L’amore per Torino di Nietzsche

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nietzsche-1Friedrich Nietzsche soggiornò a Torino in due periodi, tra la primavera del 1888 e il gennaio del 1889. Meno di sei mesi che furono sufficienti perché il filosofo tedesco s’innamorasse della città e della sua gente. La sua dimora fu un appartamento ammobiliato al quarto piano di via Carlo Alberto 6 e gli costò la cifra di 30 lire al mese. La stanza dava sulla piazza, proprio sopra l’ingresso della galleria Sulbalpina. Questo suo entusiasmo per la capitale sabauda Nietzsche lo consegnò a diverse lettere: “Trovo che qui valga la pena di vivere sotto tutti gli aspetti…La mia camera è in centro.. sole dalla mattina al pomeriggio, vista su Palazzo Carignano, sulla piazza Carlo Alberto e in lontananza sulle verdi montagne..Torino è una scoperta capitale..sono di nietzsxhe-2buon umore e lavoro dal mattino alla sera. Riesco a dormire nonostante il rumore delle carrozze che passano di notte. E l’aria è secca, energizzante, allegra”. Di Torino il filosofo amò la severità e l’eleganza dei portici, gli specchi, le tappezzerie e le decorazioni dei plafonds degli antichi caffè rococò. Come ricorda la lapide di via Carlo Alberto, preparata dallo scrittore Rubino per il centenario della sua nascita, Nietzsche “conobbe la pienezza dello spirito che nietzsche-3tenta l’ignoto, la volontà di dominio che suscita l’eroe“. Fu proprio in questa casa torinese che il filosofo scrisse il libro della sua vita, “Ecce homo”. Ma il suo soggiorno, com’è risaputo, culminò nella follia. Il 3 gennaio del 1889, nel centro di Torino, Nietzsche, uscendo di casa, vide un cocchiere frustare a prendere a calci il suo cavallo. “Tu, disumano massacratore di questo destriero!”, inveì il filosofo furibondo, abbracciando e baciando sconvolto il cavallo. Qualche giorno dopo fu portato via dalla città dall’amico Overbeck per essere curato a Basilea. Ci fù chi giurò  che, abbandonando Torino, intonò  canzoni napoletane nei pressi di Porta Nuova, convinto di essere il re d’Italia.

Marco Travaglini

Le grandi virtù delle spezie

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Tutti i ricordi hanno un dolce profumo

Le spezie sono sostanze aromatiche di origine vegetale, usarle nella vita di tutti giorni aiutano per  la protezione della salute e delle malattie. Queste “droghe”, hanno dei veri e propri segreti. Arrivano da tutto il mondo, Africa, Asia, Europa,  India, medio oriente… Accattivanti, irrinunciabili, preziose e molto ricercate, ogni profumo appartiene alla sua terra.  In ogni parte del mondo la cultura delle spezie cambia, chi le studia sa che sono un ottimo elisir di  lunga vita. Per chi ama una sana alimentazione e vuole un sostituto che insaporisca il cibo e  ridurre il consumo di sale, le spezie sono un valido alleato, inoltre contengono pochissime calorie.  Le spezie servono per digerire meglio, favoriscono la sazietà e depurano il nostro organismo. Ci  sono spezie più adatte a cibi salati come, peperoncino, cumino, coriandolo, pepe, maggiorana e  altre adatte a cibi dolci come cannella, zenzero ecc.

Tutti aromi che renderanno la vostra cucina più salutare; la prima regola è di utilizzarle sempre  fresche, in quanto esalteranno i gusti dei cibi e sono più digeribili. Un mondo estremamente ricco, le loro proprietà spaziano in molti ambiti, culinario, terapeutico,  cosmetico ed aromatico ed aiutano inoltre la conservazione di cibi, creme e profumi. Voglio suggerirvi qualche modo un po’ diverso di utilizzare le spezie, sono ottime sul gelato, nelle  torte salate e sulla frutta, eviterete sale e zucchero!  Profumo di spezie, come zenzero, timo e basilico riescono a calmare  le nostre ansie . La primavera ci regala odori inconfondibili, ci risveglia inebriando la nostra mente. Fiori dai mille colori, la terra e’  pronta cosi a regalarci nuovi frutti. Lo zenzero è un ottimo immunostimolante, viene usato in cucina per aromatizzare piatti, ricorda di il gusto degli agrumi. Le sue proprietá sono molteplici, consumato fresco è un vero toccasana, il  suo sapore è pungente e piccante. Questa radice asiatica è un meraviglioso energizzante,   antiossidante e cicatrizzante; in cosmesi è utilizzato molto per la cura della pelle. Parliamo adesso del timo; in medicina naturale, viene usato nella cura del raffreddore, dolori  articolari e muscolari. Bello e buono, il timo è coltivato in tutta Italia, la sua fioritura va dalla primavera all’estate; nelle minestre è una vera esplosione primaverile, accompagnato da verdure e legumi. Utile contro asma e mal di testa, la tisana di timo quota a favorire la digestione, bastano 2 grammi di foglie di timo essiccate e 200 ml di acqua calda, ed il tuo infuso sarà pronto da sorseggiare. Il timo è una pianta utilizzata da secoli, gli antichi egizi imbalsamavano i corpi dei faraoni, preservandone la loro conservazione.Il basilico, si abbina con facilità a piatti mediterranei, il suo profumo si fa sentire ai primi raggi di sole. Questa pianta aromatica è tra le piú apprezzate in cucina; originaria dell’Asia, dalla foglia verde e larga, il suo aroma delicato, la sua coltivazione è semplice e dà grandi soddisfazioni. Vive in clima caldo e luminoso, ha numerose proprieta’ fitoterapiche, contiene molte vitamine e minerali, tra cui calcio, fosforo, potassio, magnesio, zinco, ferro e vitamine A,C,B,E. Ricco di triptofano, coinvolto nell’aumento della serotonina, (ormone della felicità), calma l’ansia e aiuta l’insonnia, utile per tosse e raffreddore. Sapevate che il profumo del basilico allontana le zanzare? Tenere qualche vaso vicino alle finestre della nostra casa risulta essere un rimedio molto efficace per disinfestare ambienti, in estate. Senza alcun dubbio, queste tre meravigliose spezie sono tra le piú amate, trionfo di sapore nei nostri piatti e potenti alleati per la nostra salute. Arricchisci anche tu la tua vita, con un tocco di spezia.

Ilaria Chionetti Pininfarina

ilanaturopatia@gmail.com

Sedici artiste, sensazioni tutte al femminile

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Ultima mostra dell’anno alla Galleria “Arte per Voi” di Avigliana (terminerà domenica 16 dicembre), una collettiva rigorosamente tutta al femminile, Tutti a casa – un titolo non per tutte le opere facilmente identificabile -, che raccoglie sedici artiste, pittrici scultrici e ceramiste, con una quarantina di opere: Silvana Alasia, Sandra Baruzzi, Tiziana Berrola, Ines Daniela Bertolino, Nadia Brunori, Enrica Campi, Ilaria Chiocchi, Luisella Cottino, Giuliana Cusino, Renata Ferrari, Sonia Girotto, Lella Grasso, Elena Monaco, Elena Piacentini, Marina Tabacco e Serena Zanardo. La casa intesa come ritorno, come rifugio, come nido, come nascita, come costruzione, come luogo di accoglienza, come sicurezza, come

possesso, come viaggio e direzione, come difesa, come terra priva di confini, come luogo dei sentimenti. E forse molto altro ancora, frutto delle intenzioni come delle visioni delle artiste, delle loro personali sensazioni. Tra tutte, Alasia gioca attraverso l’acquerello con piccoli animali, Bertolino, con l’occhio delicato di sempre, attraverso l’acrilico intraprende con intrichi di piccoli rami, esposti in un sapiente gioco di luci, la via dei Nidi, Enrica Campi che con Le Alici reinventa le bamboline che le conosciamo, i quattro elementi di Chiocchi, Luisella Cottino che per accensioni di colori acquerellati trasporta lo spettatore tra i palazzi e il traffico di Parigi e Londra, La tana di Giuliana Cusino, posta al di sotto di volatili, fiori, erbe e grandi radici, la Ferrari con il suo nudo femminile di difficile collocazione (ha trovato casa? o si appresta a cercarla e raggiungerla?), Elena Monaco la cui “casa”, per l’essere che vi è racchiuso, è giustamente un In-cubo, Tabacco che cancella confini e spazia oltre le montagne (“la Terra e la terra sono la nostra casa”).

e.rb.

 

 

Ines Daniela Bertolino, “Nido 5”, acrilico su tela, 2012

Giuliana Cusino, “La tana”, ceramica raku su tavola, 2018

Luisella Cottino, “Vienna”, acquerello su carta, 2018

 

 

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I sentimenti e le complicità tra una madre e un figlio

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Da un lato i colori nervosi di un paesaggio, i gialli e i verdi del terreno che s’allungano dritti verso il confine delle montagne e del cielo. O ancora gli oli, in piccole dimensioni, ad offrire simpaticamente visi di bambini

Accanto, tra matite e sanguigne, la maturità di una Ragazza con gli occhi azzurri, uno sguardo antico, i lineamenti finemente tratteggiati, gli occhi che guardano lontano, i capelli divisi e la bocca lievemente corrucciata; o la bellezza della Bambina pensierosa, un angolo di pensieri e di infelicità che si leggono in quel viso giovanile, la perfezione dell’ovale, i leggeri tratti del disegno che segnano un sentimento o il Volto di donna attraversato da un carico di tristezze, avvilito, però altrettanto forte e trattenuto nella propria signorilità. E poi i tanti ritratti di bimbi, a indicare stupori, allegria e divertimento, sfrontatezza (Lo scugnizzo), innocenza, prime vanità come nella Giovinetta col fiocco.  Poi, di Lisena Aresu, di questa giovane artista che sta crescendo e perfezionandosi all’ombra dei consigli di Sergio Unia e che espone fino al 4 novembre le proprie opere nella Galleria “Arte per Voi” in una mostra dal titolo Espressioni di bellezza tra forma e segno, curata da Luigi Castagna e Giuliana Cusino (la presentazione è di Antonio Buccolo), vi sono le sculture. Ormai belle, importanti. Sono terracotte che prendono vita come per incanto, un ritratto di bimba, un Fanciullo seduto che riporta chi guarda al ricordo di Gemito, una ragazzina – Scolaretta – che sembra guardare lontano, esempi di primi tracciati di vita. Quello che più colpisce sono i ritratti di madri, di giovani madri in attesa e di quelle già legate alla propria creatura, intimamente intesi e realisticamente resi, con eccellente partecipazione. Basta un atteggiamento, un gesto e ti si spalanca un mondo di affetti, chiusi all’interno dei due esseri e spensierati, profondi e reciproci, che soltanto una madre e un figlio possono costruire. Tutto è limpido nella propria naturalezza, umano, strettamente legato all’esistenza di due persone che si cercano, si toccano, si fissano. Gli abbracci, i giochi, la protezione, l’allattare, le unioni sempre ricercate, ogni cosa si coglie appieno nelle opere di Aresu, che modella ormai con sicurezza, che rende ogni verità con piccoli tratti, con incisioni precise, con dolcezze infinite. Sguardi antichi ma resi con una sicura mano moderna. Ritrovi all’interno di ciascuna delle opere bellezza e armonia, grande autenticità di sentimenti. In L’amore sta il ritratto di quei sentimenti, gli sguardi che si incrociano, il desiderio di affetti che accomuna l’una e l’altra parte: e scopri la complicità che unisce i due corpi.

 

Elio Rabbione

 

Le immagini:

 

Lisena Aresu, “L’amore”, terracotta, 50x83x42 cm, 2017

Lisena Aresu, “Fanciullo seduto”, terracotta, 32x28x26 cm, 2018

Lisena Aresu, “Fanciulla con fiocco”, contè nero, 46,5×31,5 cm

 

 

 

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I benefici dell’aromaterapia

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Tutto cominciò nel 1937 quando Rene-Maurice Gattefossé, artefice del termine aromaterapia e dell’omonimo libro, si curò una bruciatura con l’olio essenziale di lavanda, la sua diffusione e conoscenza si devono invece al chirurgo francese Jean Vainet che dopo la seconda guerra mondiale curava ferite e ustioni con gli oli essenziali estendendone poi l’uso anche ai disturbi psichici

L’aromaterapia, che possiamo considerare una parte della fitoterapia, utilizza piante aromatiche ed oli essenziali, questi ultimi possono essere definiti tali solo se provenienti da una sola specie botanica, se non sottoposti a processi chimici o privati di qualsiasi parte essenziale della pianta e se conservati in contenitori scuri, lontani dalla luce. La loro produzione, un vero e proprio processo alchemico, necessita di tecniche precise, come la distillazione o la spremitura a freddo. Sono sostanze volatili, ad evaporazione rapida,   ricche di proprietà curative, energetiche e profumate che non vanno confuse con le essenze, più facili da reperire e meno virtuose. Tra le azioni più importanti sia a livello fisico che psichico abbiamo la stimolazione dell’organismo, l’attivazione di varie funzioni, la rimessa in vigore e il riequilibrio dell’umore. Gocce di mandorle, nocciola o germe di grano per l’apparato gastro-intestinale, timo ed eucalipto per le vie respiratorie, gelsomino e mirra per la pelle secca mentre per quella grassa arancio, cedro, rosmarino e sandalo. Per un massaggio rilassante e rigenerante, bergamotto, limone, pino silvestre e pompelmo.

Le difficoltà di concentrazione possono essere affrontate con bergamotto, issopo, melissa e menta, mentre per la meditazione incenso, ginepro, mirto, rosa e salvia sono l’ideale. Rilassiamoci infine con gocce di arancio, geranio, lavanda, mandarino, rosa, salvia e sandalo. Oltre a rappresentare una visione e uno stile di vita moderni ed evoluti che vedono la relazione tra esseri viventi e ambiente circostante sempre più centrale, una concezione di convivenza armonica tra fauna e flora, farsi curare dalla natura, affidarsi alle proprietà benefiche delle piante, alle loro facoltà curative, senza per questo sconfessare totalmente i poteri della medicina tradizionale, si sta dimostrando un approccio vincente nella risoluzione di molte problematiche. Una pratica, insomma, che più che una alternativa può essere considerata un complemento, un elemento sussidiario alla scienza tradizionale, un cammino verso il benessere e la cura in piena solidarietà con la professione medica riconosciuta.

 

Giuliana Cusino e le sue donne calate nelle favole

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Con “Donne vi voglio cantare” (facendoci riassaporare una buona aria trecentesca) Giuliana Cusino ha abbandonato per un attimo la curatela delle mostre altrui allestite all’interno di “Arte per voi” ad Avigliana e ha pensato a se stessa portando le proprie ceramiche raku in quel di Mantova, nella galleria “Arianna Sartori” (fino a giovedì 4 ottobre). Una ventina di opere, poste su tavola, un piccolo esercito femminile dove trovano posto forme e colori, nati in primo luogo da una spericolata fantasia, gioiosa e animata da suggestioni e leggende lontane, dal piacere della narrazione miniaturizzata in ogni singolo particolare, nell’espressione, nella piacevolezza dell’abito, nell’ambientazione, nei piccoli oggetti o animali chiamati a raccolta intorno a questo o quel personaggio, nei mestieri e negli strumenti; e poi da una tecnica maturata lungo le varie prove, dove l’impegno combatte con la difficoltà del materiale trattato, con gli incidenti di percorso e il caso che può stravolgere ogni risultato, con l’impervia strada della cottura, il tutto forse sconosciuto a quanti raramente abbiano avuto che fare con quanto diciamo. È il mondo della libertà, che incrocia fantasia e realtà e che richiede la perfezione del disegno, l’accostamento dei colori esatto, l’apporto mai banale. Il risultato è allegro, fascinoso, ti spinge a

riscoprire tempi antichi, abbandona il reale per trasportare chi guarda verso dimensioni inaspettate. E allora ecco “Griselda 2”, un busto di donna sulla cui sommità troneggia un favolistico cappello dove case e torri e merlature danno un senso di alto comando, o “Eleonora” dove la giovane protagonista, riccamente vestita ed elegante nella sua rossa acconciatura, non è un piccolo tronco quello che afferra ma una robusta forchetta “con cui si accinge a portare ogni cosa a cottura”, complice un grasso Martin Pescatore; o ancora Morgana, forse sognante dietro quegli occhi chiusi, alle prese con il suo liuto, su cui s’è appollaiato un gufo dietro cui si camuffa “il principe Benvenuto che potrà scegliere con calma la Principessa dei suoi sogni”. Favole, strani uccelli, principi e dame, sogni e pensieri in libertà, la fantasia dove tutto può succedere, un mondo incredibile, fatto di autentiche assurdità, che Cusino confeziona e regala con vera passione.

 

 

Elio Rabbione

 

 

“Eleonora”, ceramica raku su tavola, 67 x 74 cm, 2018

“Morgana”, ceramica raku su tavola, 55 x 65 cm,2018

 

 

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Gli acquerelli di Silvana Alasia, certi pennuti tra bellezza e ironia

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Altre storie possono essere quelle disseminate in un bosco di betulle con le sue  macchie aranciate che sarebbe piaciuto ad Aime, o in qualche angolo invernale   ovattato di neve; forse negli occhi di un gatto che si blocca guardingo quando s’accorge del più piccolo rumore al di là della sua coda. Spruzzi e gocce di arte giocati  dai pennelli di Silvana Alasia, che espone i propri acquerelli sino al 30 settembre (apertura sabato e domenica dalle 15 alle 19) presso le sale della galleria “Arte per  voi” in piazza Conte Rosso ad Avigliana, mostra riposta nelle mani esperte e affettuose di Luigi Castagna e Giuliana Cusino. Questa, una piccola parte. A prendersi maggiore spazio sono per l’occasione certi pennuti – Piume leggere…  recita l’incipit della mostra -, quelli cui l’autrice dedica con la sua sensibilità  l’immediatezza, il vociare sotto le più differenti forme, una natura arruffata, la  prepotente sovranità, per alcuni l’arroganza, la voglia predatrice, l’eleganza che può  trasparire da un colpo d’ala, da un prendere terra improvviso e repentino, da un afferrare la preda che pare l’attimo di una danza. Le armi sono proprie dell’Alasia (“carta da acquerello, di quella di buona qualità; pennelli di varie misure; colori, tanti colori, amalgamati con sapienza; mani esperte e instancabili”, sottolinea Cusino nella presentazione), come l’efficace quanto poetica bravura che ci rende appieno la bellezza e il selvatico dei suoi personaggi. Un palcoscenico di civette e falchi – si guardino con piacevolissima attenzione i tocchi dei pennelli in Falco predatore o  Civetta basita o ancora l’esattezza nel rappresentare il piumaggio del rapace che sta  per ghermire il piccolo topo -, un confrontarsi di fremiti sonori cui Cusino dà un nome  (“il trillare, il bubolare, lo starnazzare, il fischiare, il cinguettare, lo stridere, il pigolare, il gorgheggiare…”), un’incredibile unione di voci che ti par quasi di stare ad ascoltare.  Molte occasioni non disgiunte da una vena d’ironia che tocca il piccolo zoo che  immagini possa riempire questa o quell’aia, un carosello di anitre oche galline e  faraone – impeccabili queste ultime nel loro incedere e nel mantello bluastro, uscite  pochi attimi fa da un capolavoro Disney -, che ci diverte e che fa sembrare ancor più  reali gli acquerelli di Silvana Alasia.
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Elio Rabbione
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Le immagini
“Confidenze a tre”, acquerello cm. 31 x 31, 2018
“Faraone a passeggio”, acquerello cm. 28 x 28, 2017
“Si salvi chi può”, acquerello cm. 27 x 39, 2017
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Moda etica, rispettare la natura senza rinunciare allo stile

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Capi belli ed eleganti, abiti ed accessori all’ultima moda nel rispetto dell’ ambiente e degli animali, ovvero di tutte quelle unità ecologiche il cui benessere dipende anche dai nostri comportamenti. Oggi si può, finalmente possiamo scegliere di acquistare consapevolmente, possiamo vestirci senza danneggiare la natura. Sono sempre più numerosi gli stilisti e le case di moda che decidono di investire in materie prime alternative per soddisfare nuove generazioni di consumatori, un pubblico sempre più cosciente e attento nelle scelte d’acquisto, più riguardoso nei confronti degli ecosistemi e determinato a sostenere attivamente il nostro pianeta. Materie prime ricavate dagli scarti agricoli, valorizzazione di rifiuti vegetali come la mela, l’ananas o il cocco con cui produrre delle deliziose e stilosissime scarpe, borse eleganti ricavate da un fungo, il phellinus elipsoideus , che ha dato vita al Muskin una pelle scamosciata, atossica e idrorepellente, vegetale al cento per cento. Che dire poi del vino che con i suoi scarti – semi e bucce – è in grado di creare tessuti di alta qualità e delle arance capaci produrre un tessuto simile alla seta. E’ straordinario come in questo settore si sia andati avanti, come e quanto si sia compreso che la produzione e il conseguente consumo etico siano il solo futuro possibile, che il tempo avvenire dovrà essere caratterizzato da una maggiore responsabilità ecologica e che non è più possibile continuare a sfruttare la terra ed i suoi abitanti in maniera sconsiderata. Possiamo e dobbiamo fare di più, ma basti sapere intanto che già da qualche anno, in base alla Relazione sullo Stato della Green Economy in Italia e in Europa, il nostro paese, secondo alcuni indicatori chiave legati a   tematiche fondamentali come emissioni di gas serra, fonti energetiche rinnovabili, eco-innovazione e agricoltura biologica, gode, insieme ad altri importanti stati occidentali, di un’ottima posizione. L’Italia sta lavorando bene dunque, la tendenza ad impiegare comportamenti e azioni ecosostenibili è in aumento, la consapevolezza che economia e ambiente devono viaggiare su un binario parallelo, dove la prima non può più fare a meno di tener conto dell’altro, dove la sostenibilità è irrinunciabile e dove il realizzabile deve essere subordinato al rispetto dell’ambiente, è più forte. E’ molto importante che ognuno di noi, attraverso uno stile di vita eco-orientato, contribuisca al consolidamento di questo risultato e persino al suo miglioramento, è necessario, attraverso comportamenti messi a sistema quotidianamente, contribuire affinché la natura e il mondo animale siano messi a riparo da danni ingenti e irrecuperabili. Lavorando come comunità globale saremo in grado di far vivere le future generazioni in un ambiente migliore, ma cosa più importante gli attori di domani, coloro che erediteranno i benefici del nostro impegno, avranno più consapevolezza e potranno gestire tali problematiche senza commettere gli errori che hanno messo il nostro ecosistema in serio pericolo.

 

Maria La Barbera

 

 

 

 

 

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