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Librolandia, scrittori e aule del futuro per i lettori di ogni età

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Il Prix Goncourt Mathias Enard, l’argentina Premio Andersen Marìa Teresa Andruetto, gli illustratori Aaron Becker e Suzy Lee, l’eredità di Tullio De Mauro 

 

Cinquemila metri quadrati espressamente dedicati al pubblico dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti, delle scuole e delle famiglie, ma pronti ad accogliere tutti i visitatorisemplicemente curiosi.

È il Bookstock Village, l’area del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino pensata per i più giovani e per chi con loro si confronta quotidianamente. Realizzata grazie al sostegno dellaCompagnia di San Paolo, propone 120 ore di programmazione negli spazi destinati agli incontri del Padiglione 5 di Lingotto Fiere – Arena, Spazio Book e Spazio Stock – e 180 ore di attività laboratoriale suddivise fra otto sale e quattro temi: Scienza e tecnologia, Digitale, Immagini eParole.

Il programma è ricco di grandi autori internazionali e celebri illustratori provenienti da ogni angolo del mondo – dalla Corea agli Usa al Sudamerica – e prevede anche una lunga serie di spettacoli, incontri, laboratori digitali, d’arte e illustrazione, workshop di fumetto.

Ecco alcuni fra gli ospiti del Bookstock Village 2017. Il Prix Goncourt 2015 Mathias Énardragionerà con gli studenti sulla storia e il presente delle culture del Mediterraneo, in un appassionante viaggio tra Europa e Medio Oriente. Brian Turner racconterà la sua esperienza di soldato in Bosnia e Iraq, e di cosa resta della guerra quando questa finisce. La scrittrice argentinaMarìa Teresa Andruetto nel 2012 ha vinto l’Andersen Awards: il più prestigioso riconoscimento internazionale per autori di letteratura giovanile, in pratica il «Nobel dei ragazzi». Robert Domesporta al Salone una storia di eugenetica ambientata nella Germania nazista, di recente trasposta anche sugli schermi cinematografici. Ospiti alcuni fra gli illustratori più celebri del mondo, come l’americano Aaron Becker o Suzy Lee (Corea del Sud), prestigiosa autrice di silent book (libri senza parole). E cosa ne dite di passare un’ora buca con Andrea Marcolongo, Piergiorgio Odifreddi, Giuseppe Antonelli, Alessandro Barbero e Marco Malvaldi?

Giovedì 18 maggio il Salone dedica al grande Tullio De Mauro la tavola rotonda Le parole della scuola. L’eredità di Tullio De Mauro, con la Ministra per l’Istruzione Valeria Fedeli. E sabato è il cuore delle celebrazioni di Primo Levi a trent’anni dalla scomparsa, con la presentazione delle Opere complete in Italia e negli Stati Uniti ad opera di Marco Belpoliti, Anna Bravo, Fabio Levi,Domenico Scarpa ed Ernesto Ferrero.

Il Bookstock Village ospita al suo interno anche una grande libreria specializzata, comprensiva di una vasta selezione di titoli in lingua straniera. E poi c’è la redazione del Bookblog, giornale per i ragazzi realizzato dai ragazzi. Vi sono allestite tre mostre. Con l’Aula 2030 e la Biblioteca digitale si potrà dare un’occhiata alla scuola del futuro. E allo Spazio famiglie saranno disponibili baby parking multilingue, prestito fasce per trasporto bimbi, area poppata e cambio pannolini.

«L’esperienza del Bookstock – spiega il Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Mario Montalcini  è molto altro ancora. Anzitutto è il luogo del Salone dove si possono ammirare i primi risultati dell’alleanza stretta con la Bologna Children’s Book Fair, come le mostre internazionali dedicate all’illustrazione per l’infanzia. E poi Bookstock è una finestra aperta sul rapporto fra l’infanzia e la lettura, è un campo dove gettare il seme della lettura affinché ne colgano i frutti gli adulti di domani, è un’occasione d’incontro, approfondimento e confronto per chi si occupa di didattica e pedagogia, è un momento in cui genitori e figli dialogano attraverso i libri e scelgono insieme le prossime letture, è una dimensione in cui anche i grandi possono tornare, per qualche ora almeno, un po’ bambini».

Afferma Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo: «La Compagnia di San Paolo si conferma anche per l’edizione 2017 il maggior sostenitore del Salone Internazionale del Libro, e in particolare del Bookstock Village. Riconoscendo come fondamentale la responsabilità collettiva di formare i cittadini di domani, la Compagnia propone quest’anno un modello di scuola innovativa, promuovendo  l’innovazione come strumento di inclusione sociale.  Per sviluppare le competenze utili ai giovani che saranno cittadini  attivi del 2030 occorre pensare ad un nuovo modello pedagogico che prevede  il ruolo dell’insegnante come coordinatore di un sistema formativo allargato, che mette la scuola al centro  ma affiancata da altre agenzie quali enti di ricerca, imprese e organizzazioni del terzo settore. La scuola dovrà essere ancora più formativa, ripensando le strategie di apprendimento, ridefinendo i saperi tradizionali, sviluppando le capacità trasversali di carattere comunicativo relazionale, promuovendo l’uso consapevole e attento delle ICT, prevedendo spazi flessibili e diversificati per le attività degli studenti ma anche aperti e usufruibili dal territorio in cui la scuola è inserita. Per fare tutto questo la scuola si dovrà dotare di infrastrutture efficienti e d’avanguardia in modo da essere davvero “connessa”. La Compagnia intende disegnare una scuola innovativa per educare al futuro».

 

(foto:  il Torinese)

Tra acquerelli e oli, la magia degli oggetti e della natura

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Una passione per l’arte che oggi, ancora una volta, si concretizza in una doppia personale. Lei, Lella Grasso, accompagna i suoi acquerelli, lui, Alfredo Ciocca, i propri oli. Espongono, a cura di Giuliana Cusino e Luigi Castagna, sino al 17 aprile presso la Galleria “Arte per voi”, nel centro storico di Avigliana (sabato dalle 15 alle 19, domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19). Una mostra che ha la forma di un atto di cortesia, la volontà di accompagnarsi e confrontarsi da vicino ancora una volta, il piacere di stare “insieme”, come recita lo stesso titolo della mostra. Ciocca, presentando l’esposizione, mette ancora in campo “gli stessi ideali, le passioni e gli amori” o soprattutto quell’”amore per l’arte e la passione per la pittura” che “sono gli ideali ai quali abbiamo sempre mirato e che ci hanno uniti”. In un panorama che sa di magia, quasi in punta di piedi, garbatamente, “con rispetto”, te li ritrovi davanti, i soggetti, sono per lei i piccoli oggetti accantonati come un piccolo cavallo a dondolo o una brocca o principalmente gli angoli della natura, tra fiori e mansueti animali (mughetti, glicine, lo splendore delle rose, fiori di pesco, un cerbiatto in cui spicca la tranquilla vivacità degli occhi, un’insignificante chiocciola, uno scoiattolo alto su un cumulo di neve); non le è da meno lui che con altri mezzi quasi le “ruba” i soggetti, l’amicizia di un cane o gli animali che popolano il cortile di qualche locale podere, come pure certi paesaggi liguri affidati alla memoria o altri catturati qua e là, tra alberi, casolari, i colori bruni dei filari dispersi in Langa, angoli della val di Susa che sale verso le montagne. Immagini d’altri tempi, forse, ma pronte a offrire una incredibile tecnica e una bellezza davvero appropriata del colore, senza dimenticare un sentimento forte, certo non datato, vivissimo e impresso con forza sulle tele e sui fogli dall’uno e dall’altra degli artisti.

 

Elio Rabbione

 

 

Nelle immagini:

 

  • 1) Alfredo Ciocca, “Vecchia Chiomonte”, olio su cartone telato
  • 2) Lella Grasso, “Mughetti”, acquerello su carta

Equinozio di Primavera

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Si chiama Equinozio di primavera ed è la festa che viene organizzata sabato 25 e domenica 26 marzo al Centro incontri Paluc di Baldissero Torinese. Sabato, alle ore 21, ci sarà la serata del Folklore con maschere e personaggi storici di città e paesi che renderanno omaggio alla “Regina del cari e l’so garson”. Il tutto vcrrà allietato dalle note del gruppo musicale Senza Tempo. Domenica invece ci sarà il torneo di calcio a 5 per la categoria piccoli amici 2010 – 2011.

Massimo Iaretti

E’ TEMPO DI NON LASCIARLI SOLI IKEA A TORINO PER I BAMBINI MIGRANTI

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Dal 17 al 26 marzo 2017 i visitatori del negozio IKEA di Torino potranno dare il proprio contributo a tre importanti progetti a sostegno dei bambini migranti, in fuga da guerre e povertà, realizzati in collaborazione con l’UNICEF, il Comune di Lampedusa e la Casa Evangelica Valdese di Vittoria (RG).   IKEA Italia donerà 250 kit ludici all’ UNICEF da destinare a mediatori e operatori sociali dell’organizzazione presenti sulle navi della Guardia Costiera per garantire, fin dal momento del salvataggio, un’adeguata accoglienza ai minori presenti sulle navi. I team UNICEF/Intersos a bordo offriranno ai più piccoli e alle loro madri un primo supporto psicosociale e un kit di prodotti utili a ritrovare una quotidianità perduta (vestiti puliti, matite, pastelli, libri da colorare etc….). I clienti degli store IKEA Italia potranno sostenere il progetto acquistando e donando all’ UNICEF alcuni dei prodotti contenuti nei kit. Gli altri progetti, attivi dal mese di marzo, saranno realizzati in Sicilia e saranno rivolti a bambini e bambine migranti che arrivano in Italia non accompagnati.

In collaborazione con il Comune di Lampedusa, IKEA Italia arrederà due appartamenti di proprietà del Comune che ospiteranno minori non accompagnati che non possono essere ospitati nel centro di accoglienza, nuclei famigliari con bambini e i volontari a supporto dell’organizzazione che si occupa del soccorso e dell’accoglienza. Con la Casa Valdese di Vittoria e in collaborazione con la Prefettura di Ragusa, invece, IKEA Italia arrederà il centro destinato alla prima accoglienza di donne migranti minorenni, non accompagnate, che formalizzeranno richiesta d’asiloPresso tutti gli store IKEA Italia, i clienti potranno acquistare e donare gli articoli necessari a completare l’arredo degli appartamenti e del centro. 

Tutti i pugili sul ring monferrino nella serata in fiera del 18 marzo

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E Luciano Randazzo incrocia i guantoni con il neo – pro Luca Capuano. In vista dell’incontro per il titolo italiano che si terrà il 31 a Valenza

Sabato 18 marzo, sul quadrato che viene allestito nella Sala Eventi della settantunesima Mostra Regionale di San Giuseppe a Casale Monferrato, organizzata a cura dell’Associazione Pugilistica Valenzana, saliranno tredici ragazzi della Provincia di Alessandria. I colori della Pugilistica verranno tenuti alti dal 14enne Roberto Mastroianni, dal 18enne Simone Tiretta, dal 22emme Luca Moretti che sarà protagonista del match clou, il 25enne Daniele Caccamo e Francesco Corigliano, 38 anni, veterano della Pugilistica Valenzana. Inoltre, come era stato annunciato il neo – professionista Luca Capuano di Capriata d’Orba incrocerà i guantoni in una dimostrazione con Luciano Randazzo, altro atleta che è ormai di casa sia alla San Giuseppe che a Casale Monferrato. Per Randazzo si tratta di un’anteprima del 31 marzo. In quella data, infatti, al Palazzetto dello Sport di Valenza, sfiderà il campione in carica Francesco Lomasto per il titolo italiano dei super leggeri. L’ingresso alla riunione della Mostra di San Giuseppe di Casale è libero, mentre, nella stessa serata, sarà possibile acquistare i biglietti per il campionato italiano del 31 marzo in prevendita. La serata del Pugilato in Fiera incomincerà alle ore 19.45 con i ragazzini di 12/13 anni che simuleranno un incontro.

Le opere di Giuliana Bellina, tra la fantasia di ieri e l’ironia di oggi

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In un’epoca che pecca di aridità e sembra averle dimenticate, è spensieratamente dedicata a chi ama ancora le favole la mostra “C’è una casetta piccola così…” (si inaugura sabato 25 febbraio alle ore 16 per proseguire sino a domenica 19 marzo, visite il sabato e la domenica), con le terrecotte della ceramista Giuliana Bellina allineate nella Galleria “Arte per voi”, in piazza Conte Rosso ad Avigliana, a cura di Luigi Castagna e Giuliana Cusino. “Mi definisco ceramista illustratrice perché ho trasferito ciò che ho creato da carta e colpi alla terra, una materia che è sempre in movimento, dove i personaggi sembrano vivere”, spiega di sé l’artista, pensando anche a una buona dose di completamenti d’arredo per il giardino, di frecce indicatrici, di animali e ovali segnalatori. È un ritorno a un’epoca antica rivisitata con l’ironia di oggi, un guardare ai Grimm riascoltando la canzoncina di Dalla, è un omaggio alla fantasia – “elemento imprescindibile per qualsiasi creazione”, sottolinea Cusino -, alle sue sensazioni, ai suoi rimandi, al suo saper coinvolgere verso mondi inaspettati e oggi neppur sognati, inesistenti per una società che va a rotta di collo verso altre direzioni, per qualcuno alla sua felicissima scoperta, una fantasia che abbiamo amato e continuiamo ad amare. È certo un girovagare senza interruzione in un mondo che non appartiene soltanto all’infanzia ma che supera felicemente le età e che occhieggia tra re e regine, cavalli-torre pronti a partire, stanzette disadorne dove minuscole Cappucetto Rosso incontrano falsi e famelici lupi; e poi ancora case viaggianti su due ruote, balene e Pinocchi, porcellini terrorizzati, già dallo sguardo, dal lupo cattivo. Azioni e elementi che vivono di vita propria ma che lasciano intravedere momenti successivi, allegri o no, forse conclusivi, che fanno avvicinare chi guarda a domande precise, su paesi lontani, su giorni a venire, su storie che nessuno ha ancora scritto.

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini, dall’alto:

“Pinocchio e la balena”, 20 x 22 cm., 2017

“Io aspetto 3”, 27 x 13 cm., 2017

“Lui e lei in viaggio”, 30 x 19 cm., 2016

 

La pittura italiana del decennio cruciale 1910-1920

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Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto. Torino 2 marzo – 18 giugno 2017.  L’esposizione presenta 72 opere, di provenienza museale e da importanti collezioni private

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Il Museo Accorsi – Ometto è lieto di presentare una mostra che affronta e indaga, per la prima volta in una visione complessiva, la pittura italiana del decennio cruciale tra gli anni dieci e venti del Novecento.Curata da Nicoletta Colombo e organizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio, l’esposizione presenta 72 opere, di provenienza museale e da importanti collezioni private. La rassegna ripercorre il clima culturale italiano che segna la nascita dell’arte moderna ed esamina le nuove tendenze artistiche del decennio 1910-1920, dando seguito all’indagine sui fenomeni pittorici italiani del secolo XX, inaugurata dal museo con la passata mostra dedicata al “Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla“. La mostra prende idealmente l’avvio dal 1910 (anno emblematico segnato dall’uscita del Manifesto dei pittori futuristi e del Manifesto tecnico della pittura futurista), con opere degli autori del Futurismo storico: Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni (Case in costruzione 1910, L’antigrazoso 1912-13), Giacomo Balla (Figure+Paesaggio 1914 e Linee forza di un paesaggio+Giardino 1918, Carlo Carrà (Guerra navale sull’Adratico 1914-1915 e Lacerba e bottiglia 1914), Gino Severini (Natura morta 1918), Luigi Russolo (Chioma. I capelli di Tina 1910-1911), Fortunato Depero (Paesaggio guerresco.

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Esplosioni giallo e nero e tricolori 1916), Primo Conti (Interno di osteria 1917). Sono rappresentati anche gli esponenti dell’eterodossia futurista e gli indipendenti del movimento, da Enrico Prampolini (Danzatrice 1916) a Mario Sironi (Il borghese 1916) , Achille Funi (Autoritratto 1913), Leonardo Dudreville (Eroismo, tragedia, follia, ossessione, asfissia, 1914), Antonio Sant’Elia (Studio per edificio 1913-1914), Adriana Bisi Fabbri e Gerardo Dottori. La sezione futurista include la presenza di due fuoriusciti dalle fila futuriste, Romolo Romani, precursore delle tendenze astrattive, con due opere anticipatrici della poetica boccioniana (Ritratto di Giosuè Carducci 1906 e Ritratto d’uomo 1908)e Aroldo Bonzagni, testimone di un espressionismo di intonazione sociale, qui rappresentato dallo storico dipinto dal titolo Il tram di Monza 1916.

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ometto mostra 5Il percorso prosegue con la seconda sezione dedicata ai simbolismi che registrano una persistenza stilistica dal decennio precedente, ora rinnovati in chiave espressionista, di intonazione popolare. La sezione illustra inoltre i secessionismi che coinvolgono i linguaggi artistici giovanili italiani, segnali di un’avanguardia moderata che guardava all’arte coeva d’oltralpe: dai testimoni di Ca’ Pesaro ai partecipanti alle Secessioni romane, agli animatori della Secessioni bolognesi fino i movimenti giovanili napoletani degli anni a ridosso della Grande Guerra. Accanto alle opere di Alberto Martini e di Lorenzo Viani, voci rispettivamente di un simbolismo ed espressionismo maturato a contatto con la cultura europea, trovano spazio i linguaggi secessionisti e primitivisti di Felice Casorati (Marionette 1914), Tullio Garbari (Intellettuali al caffè 1916 e La madre 1916), Umberto Moggioli (Primavera a Mazzorbo 1912), Guido Trentini (Le perle del lago 1914 e La pianta rossa 1915 c.), Gino Rossi (Fiori e foglie 1913), Ubaldo Oppi, Galileo Chini, Cipriano Efisio Oppo (Ritratto di Rosso di San Secondo 1913), Ferruccio Ferrazzi (Le due madri 1913), Enrico Lionne, Carlo Corsi, Garzia Fioresi.Un altro significativo segmento della rassegna è dedicato al primitivismo, tendenza volta al recupero del primordio inteso come azzeramento delle stratificazioni culturali per ritrovare la semplicità e il candore di espressioni popolari, ingenue, ispirate anche ai trecentisti e quattrocentisti italiani, Giotto e Paolo Uccello innanzi a tutti. In rappresentanza del clima primitivista suggestionato dall’opera di Rousseau il Doganiere e di André Derain, autori al tempo celebrati, si articolano le presenze dei dipinti di Carrà, Garbari, Gigiotti Zanini, Pompeo Borra, Alberto Salietti.

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Il periodo segnato dalla Grande Guerra (1914-1918) dava corpo con maggiore incisività alla crisi delle avanguardie e tracciava il cammino verso il recupero delle forme e del cosiddetto Ritorno ometto mostraall’ordine, fenomeno di portata europea, qui illustrato nella terza e ultima sezione della rassegna. La Metafisica, “l’altra faccia della modernità”, che perseguiva in comune con le avanguardie la rivoluzione dei contenuti ma non quella delle forme, è illustrata in mostra da opere di Giorgio de Chirico (Composizione con biscotti e mostrine 1916), di Carlo Carrà (Le due sorelle 1917), Filippo de Pisis (Natura morta 1920), accostate a saggi della metafisica eterodossa, rappresentata da Mario Sironi e Achille Funi, per approdare alla poetica di “Valori Plastici“, che dal 1918 diffondeva il principio della supremazia culturale e artistica italiana. Nel 1919, con la fine di secessionismi, simbolismi e primitivismi, si avviava una tendenza corale al recupero della classicità in ottica moderna, svolta cioè secondo stili e linguaggi aggiornati, rappresentati da saggi pittorici di Casorati (Le maschere 1921), Soffici (Mele e calice di vino 1919 e Pera e bicchiere di vino 1920), Sironi (Macchina e tram 1919), Rosai (Donne alla fonte 1922), de Chirico (Cocomeri e corazza 1922), Severini (Studio per maternità 1920), Funi (La sorella Margherita con brocca di coccio 1920), Guidi (Figura di donna 1919), De Grada (San Gimignano visto da sud 1922), caratterizzati dai principi di sintesi, costruzione e plasticità, e incamminati con differenti declinazioni verso la successiva temperie del Novecento Italiano degli anni venti.

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Informazioni per il pubblico:

011 837 688 int. 3 – info@fondazioneaccorsi-ometto.it

Il fascino discreto dell’acquerello

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rabbione piacentiniPer la cura di Luigi Castagna e Giuliana Cusino, prosegue sino a domenica 19 febbraio (orari: sabato e domenica dalle 15 alle 19), presso la galleria “Arte per Voi” di Avigliana (piazza Conte Rosso), la mostra “Oh, gli acquerelli!”, giunta alla sua terza edizione – “questa tecnica pittorica non cessa di meravigliarci”, sottolinea Cusino presentando l’esposizione -, che vede a confronto sei artisti, Anna Borgarelli, Andrea Gammino, Anna Maria Palumbo, Elena Piacentini, Rosa Quaglieri e Mara Zennaro, diversi per temi, per immediatezza, per il modo di accostarsi al foglio bianco, per la delicatezza o per la più forte nettezza del tratto, per la sensibilità personalissima che mettono in campo nella realizzazione dei colori, tutti uniti nella sicurezza imprescindibile del gesto pittorico.

rabbione zennaro

Di Anna Borgarelli da tempo si ammirano la delicatezza con cui rappresenta le proprie sensazioni, gli oggetti inanimati raccolti dalla memoria, divenuti diafani, i suoi fiori semplici e abbandonati, con tratti quasi impercettibili, come di Anna Maria Palumbo continuano a piacere i paesaggi, incorniciati tra le barche del porticciolo del lago o i casolari intravisti tra gli alberi e, ancora, le tranquille distese d’acqua che rispecchiano l’animo dell’artista, capace di arrivare alle armoniche distese liquide di “Luci rosate” e di “Serenità” e di trasmettere a chi guarda i suoi stessi sentimenti. Convincono allo stesso modo la sfrontatezza (“Tutt’alata”) e il classicismo (“Angelone”) di Andrea Gammino, che portano in sé un qualcosa di inquietante, di interrogativo da non trascurare. Mara Zennaro si affida rabbione palumbonuovamente ai paesaggi, che fotografano in immagini lontane il ponte posato sul fiume o la grande chiesa ripensata in un più verde paesaggio collinare o la basilica (“Superga dal Meisino”) intravista dietro le nebbie, con il bianco delle nevi fresche, di un paesaggio autunnale, ricco e addormentato nei suoi colori bruni, bello, con la sua buona dose di deciso fascino, in quell’albero spoglio posto solitariamente in primo piano. Il mare, l’inseguirsi delle scogliere, la vegetazione che s’allunga verso l’azzurro, le dune sorprese nel vento e nella solitudine della fredda stagione sono i soggetti trattati con immediata e autentica efficacia da Rosa Quaglieri, mentre con piena maturità e con il desiderio di guardare verso spazi totalmente differenti opera Elena Piacentini, che non soltanto omaggia Monet o “racconta” un impercettibile orizzonte (“La linea rossa”) ma “scolpisce” inquieti e giganteschi “Stati mentali”, grigi e slabbrati, immagini fantastiche richiamate da altri mondi, o un ipotetico abbraccio di volti giovanili, “Hic et nunc”, lo studio realissimo di sentimenti, di due animi incerti, tra abbandono e disperazione. Un piccolo capolavoro di introspezione, un tema difficile ed estraneo alle strade abituali, reso con appassionata maestria.

 

Elio Rabbione

 

Le immagini, dall’alto:

Elena Piacentini, “Hic et nunc”, acquerello su carta, cm. 60 x 60, 2015

Mara Zennaro, “Torino – Gran Madre”, acquerello su carta, cm. 25 x 35, 2015

Anna Maria Palumbo, “Mattino sul lago”, acquerello su carta, cm. 31 x 24, 2011P

 

TRASPORTI PER DISABILI, APPROVATA NUOVA DELIBERA COMUNALE

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park disabilidivietoAnche gli utenti con disabilità in situazione di gravità, obbligati per i propri spostamenti ad utilizzare i pulmini attrezzati di Gtt, saranno chiamati a contribuire ai costi del servizio, come già fanno gli utenti che usufruiscono del “buono taxi”.
Lo prevede la delibera presentata dalle Assessore Schellino e Lapietra, approvata oggi in Consiglio comunale con 29 voti favorevoli e cinque astensioni. L’atto recepisce una sentenza del 2015 del Consiglio di Stato e modifica il regolamento comunale in materia di trasporto dedicato alle persone con disabilità. Infatti, in base alle norme vigenti, le agevolazioni fiscali e i benefici assistenziali devono essere ripartiti in base alle capacità economiche dei beneficiari, misurate con lo strumento denominato Isee, che calcola reddito e patrimonio personale. 

Il regolamento precedente, varato nel 2012, introduceva l’obbligo di partecipazione ai costi del servizio sulla base del reddito, ma solo per gli utenti dei buoni taxi, cioè quelle persone con disabilità che, teoricamente, avrebbero potuto usufruire anche di quel 51% di tram e 86% di bus accessibili che circolano in Città. Contro quel nuovo regolamento l’Unione italiana ciechi e ipovedenti era ricorsa al Tar, che però nel 2013 aveva dato ragione al Comune. Due anni dopo il Consiglio di Stato aveva cambiato tutto con una sentenza che, pur legittimando la richiesta del Comune (motivata da ragioni di sostenibilità economica) di partecipazione dell’utenza alla spesa del servizio in base all’Isee, considerava “irragionevole” fare differenze tra utenti in base al tipo o alla gravità della disabilità, ed estendeva l’obbligo di contribuzione a tutti gli utenti. Permaneva l’esenzione già prevista per i minori. 
municipio comune
Le regole deliberate oggi, pur in linea con il dispositivo della sentenza, prevedono una partecipazione alla spesa differenziata e attenuata per le persone costrette a usare i soli mezzi attrezzati. Questi mezzi infatti offrono un servizio diverso da quello dei taxi: sono collettivi, vanno prenotati con largo anticipo, e hanno itinerari preordinati. 
L’atto, portato in aula dopo consultazioni con le associazioni delle persone con disabilità, prevede la restituzione agli utenti del buono taxi delle somme spese in virtù del regolamento soppresso con la sentenza del 2015.

busLa delibera dà mandato alla Giunta di approvare nuove forme gestionali che prevedano forme alternative di trasporto destinate agli utenti del “buono taxi”. Schellino e Lapietra avevano a tale proposito già annunciato, durante l’iter della delibera presso le Commissioni consigliari competenti, che si intendono studiare con il volontariato associato, modalità legali, tutelanti e non concorrenziali, per il ricorso ai mezzi di trasporto di cui esso dispone. Il nuovo regolamento prevede anche la decadenza dal servizio nel caso di un suo inutilizzo prolungato e non motivato. 
Anche i futuri provvedimenti in questo campo saranno sottoposti alle associazioni delle persone con disabilità nell’ambito del Comitato di concertazione previsto dal regolamento. 

Il testo approvato accoglie inoltre, con un emendamento di Giunta, alcune delle osservazioni fatte pervenire dalle Circoscrizioni cittadine, perlopiù inerenti l’impegno a proseguire gli sforzi per il superamento delle barriere architettoniche in fatto di trasporto pubblico, mentre le richieste di ritoccare le fasce Isee previste, a partire da quelle relative ai meno abbienti, non sono state accolte.
Lapietra ha spiegato in sede di replica, dopo il dibattito del Consiglio, che attualmente su di esse si basa la sostenibilità del servizio, ed ha ribadito l’intenzione di individuare, assieme all’assessore al bilancio, voci di entrata da “legare” ai costi del servizio per finanziarlo stabilmente, ampliarlo e, se possibile, renderlo meno oneroso.

Una mozione, primo presentatore il Consigliere Tresso, è stata approvata contestualmente. La mozione comune palazzo civicointegrata da un emendamento della Consigliera Grippo, impegna la Giunta a creare un tavolo di concertazione aperto alle associazioni dedicate al tema della disabilità, sia locali che nazionali. Tale organismo di concertazione dovrebbe potersi esprimere in ordine alle modalità organizzative e alle azioni per garantire il diritto alla mobilità. 

L’atto chiede anche di avviare a titolo sperimentale un servizio di trasporto collettivo, anche con mezzi non attrezzati, con tariffe non superiori a quelle stabilite per i mezzi attrezzati, un impegno a proseguire nell’adeguamento alle esigenze di accessibilità e fruibilità dei mezzi e della rete del Traporto Pubblico locale e l’impegno a garantire le risorse necessarie a garantire la continuità del servizio.Sono intervenuti nel dibattito sui due provvedimenti i Consiglieri Tisi, Magliano, Carretto, Grippo, Artesio, Carretta, Malanca, Lo Russo. 

Ufficio stampa del Consiglio comunale (S.L.)

Mostra Regionale di San Giuseppe, ecco le novità

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CASALE1Edizione  71. Torna la Boxe in Fiera. E sono confermati anche Arteinfiera e Casale Comics

La macchina della Mostra Regionale di San Giuseppe 2017 è ormai in moto e la Manazza Gefra Srl di Cassolnovo – società specializzata nel settore fieristico– oltre alla raccolta delle adesioni sta lavorando anche al programma delle manifestazioni collaterali. L’edizione numero 71 si terrà dall’17 al 26 marzo 2017 al PalaFiere nel Quartiere Fieristico della Cittadella di Casale Monferrato e vedrà riconfermati i due ingredienti che hanno contribuito al notevole afflusso di pubblico nelle ultime sei edizioni, sempre a cura di Manazza Gefra Srl, ovvero l’ingresso casale4gratuito per tutti i visitatori ed il percorso obbligato a giorni alterni. A fare da contorno ci saranno nuovamente anche Arteinfiera, rassegna curata dall’artista e critico Piergiorgio Panelli e Casale Comics dedicata agli eroi di carta della Sergio Bonelli Editore.. E ci sarà anche un ritorno in mostra, quello della boxe, grazie alla Pugilistica Valenzana, società presieduta da Massimo Sarzano, che organizzerà una serata con la regia del direttore tecnico Adriano Gadoni. L’evento, che è sempre stato molto gradito al pubblico dell’evento casalese, si articolerà in una riunione con incontri che coinvolgeranno pugili provenienti da tutta la Provincia di Alessandria. Casale Monferrato, 16 gennaio 2017

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Per informazioni rivolgersi

Manazza Gefra Srl

Via Trento 42 – 27023 – Cassolnovo (PV)

Tel. 0381/92245 – Fax: 0381/929324

Posta elettronica: info@mostrasangiuseppe.it

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