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Bonus affitti, come usufruirne

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CONSUMATORI

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Ecco il Bonus Affitti 2021, un contributo a fondo perduto previsto dal decreto Ristori che prevede un aiuto in denaro da parte dall’Agenzia delle entrate ai locatori degli immobili ad uso
abitativo. Per poterlo richiedere, è necessario che, tra il 25 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021, e solo in questa fascia temporale, sia stata accordata all’inquilino una
riduzione dei canoni del contratto di locazione per tutto o parte dell’anno 2021. Le riduzioni per le quali è riconosciuto il contributo a fondo perduto riguardano i contratti di locazione in essere alla data del 29 ottobre 2020, aventi ad oggetto immobili abitativi situati nei comuni ad alta tensione abitativa e adibiti ad abitazione principale dell’affittuario. Il bonus è pari al 50% dell’ammontare complessivo delle rinegoziazioni in diminuzione, e spetta per un importo massimo di 1.200 euro per ciascun proprietario. Il bonus viene pagato a partire dal 1° gennaio 2022.
L’erogazione del contributo è effettuata direttamente mediante accredito sul conto corrente identificato dall’IBAN indicato nella domanda, intestato al codice fiscale del soggetto, persona fisica ovvero persona diversa dalla persona fisica, che ha richiesto il contributo. Per poterlo avere è necessario compilare l’apposita domanda entro il 6 ottobre (la
scadenza è stata prorogata di un mese). L’istanza può essere compilata esclusivamente online attraverso un’apposita procedura web messa a disposizione all’interno dell’area riservata del sito internet dell’Agenzia, al percorso “Servizi per – Comunicare”. Nella domanda il frontespizio è dedicato ai dati del richiedente e ai dati generali dell’istanza, poi si trova il quadro A dedicato ai dati relativi ai contratti di locazione aventi i requisiti previsti e alle relative rinegoziazioni del canone. Per qualsivoglia esigenza, i consumatori possono rivolgersi agli sportelli del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori in Via Roma 366 a Torino, telefonando in normale orario d’ufficio allo 011 5611800 o scrivendo una e-mail a uncpiemonte@gmail.com.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Mori, il  generale galantuomo assolto – Alassio, l’estate che finisce e l’ hotel Lido – Lettere

Mori, il  generale galantuomo assolto

Il generale dei Carabinieri Mario Mori venne anche nominato prefetto ,come accadde al generale Dalla Chiesa di cui fu sagace collaboratore nella lotta al terrorismo. Il suo cognome  evoca il “prefetto di ferro” Cesare  Mori che tentò di sgominare la mafia in Sicilia e ci sarebbe riuscito se, ad un certo punto, non si fosse reso conto dei rapporti tra ambienti fascisti e mafia che lo obbligarono a desistere . Quel prefetto Mori divenne senatore del Regno, mentre il gen. Mori entro ‘ nella spirale della persecuzione giudiziaria insieme ad un altro generale e ad un colonnello. Tutta la lotta alla mafia in Sicilia e ‘ costellata dal nome e dall’azione del gen. Mori  che culminò con la cattura di Riina . Dopo il comando del Ros, Mori venne nominato prefetto e fu posto a capo del Sisde, dove impedi’ che l’Italia dopo  l’attentato delle Torri Gemelle dell’ 11 settembre 2001 ,diventasse luogo di attentati e di stragi. La sua è stata una carriera luminosa tutta al servizio dello Stato .Invece una parte di magistrati palermitani si accani’ su di lui accusato del ritardo nella cattura di Riina, nel favoreggiamento a Provenzano e della trattativa Stato -mafia . Il generale ha avuto molteplici assoluzioni  che hanno chiarito come certi teoremi giudiziari non avessero fondamento. In questi giorni e’ stato assolto  dall’accusa più infame e infamante , quella  della trattativa tra Stato e mafia. Ad Alassio nel 2013 ho conferito al gen. Mori un riconoscimento ed ho avuto modo di cenare e conversare  con lui ,un uomo colto e di viva intelligenza che nessuna persecuzione aveva piegato .Rimasi colpito dal suo sereno realismo senza illusioni di uomo che conosceva importanti segreti di Stato e aveva ben chiaro il dovere di soldato e di prefetto, un uomo che non si era arreso ai politicanti da cui pure dipendeva .Era un uomo che aveva sofferto molto, ma non gli sentii dire una sola parola fuori posto. Disse in pubblico ciò che mi aveva detto in privato. Adesso è stato assolto a 82 anni dalla Corte d’Appello di Palermo che ha ribaltato la sentenza di condanna. C’è da sperare che il buon senso porti a chiudere qui il discorso, ma temo che la tentazione di andare in Cassazione sia  ben presente . Il sindaco di Palermo Orlando, il solito grande, piccolo inquisitore, ha già iniziato a rumoreggiare contro la sentenza di assoluzione, parlando di zone d’ombra. E Ingroia invece di tacere ,ha subito sollevato polveroni. Anche il segretario del Pd Letta ha voluto dire la sua, certo non all’insegna del liberalismo che per lui è un oggetto misterioso.
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Alassio, l’estate che finisce e l’ hotel Lido

E’ da tempo che la cittadina del Ponente è in crisi. C’è chi ha pensato di farla il luogo privilegiato della più chiassosa movida, poi è arrivato il COVID a suggerire più miti consigli, anche se bande di ragazzi si sono esibiti nei mesi scorsi in atti di violenza intollerabili, meritevoli ,secondo il sindaco in carica, dei lavori forzati. Le mareggiate e la ripetuta erosione della spiaggia riportata ha fatto il resto ,anche in termini di immagine a causa di una cattiva informazione giornalistica.
Per molti Alassio è il budello, i baci ,il grand’ hotel modernissimo all’interno e quindi snaturato del suo fascino storico, frequentato da magnati russi e da sceicchi arabi che non vanno tanto per il sottile. Lo stesso Muretto di Berrino non è valorizzato a dovere. Il clou delle serate “culturali“ è stato l’arrivo di Luxuria. Le grandiose manifestazioni culturali organizzate da Roberto Baldassarre sono un pallido ricordo. Ho passato una sera diversa e piacevole ospite di Enzo Canepa ,sindaco  stimato di Alassio per cinque anni ,titolare, pur essendo laureato, di una nota azienda   famigliare che  produce i migliori baci di Alassio. Canepa mi ha invitato  a cena in un un posto che non conoscevo e che compie cent’anni ,essendo stato aperto nel 1921: l’hotel Lido a quattro stelle con una bella spiaggia e un ottimo ristorante all’aperto che è sempre molto frequentato . Notevole è il menu alla  carta, il servizio è molto curato ed attento, la carta dei vini ampia e di qualità. E’ appena dietro alla bella Chiesa dei Cappuccini, vicino al Torrione, in una zona tranquilla di Alassio. Dietro c’è una famiglia che si è dedicata da più generazioni ,perché nulla si improvvisa, com’è anche per  la mia amica  Sara Baiardo e la sua famiglia con lo storico Savoia e l’hotel dei Fiori. Con noi a cena c’era  la pittrice Binny Dobelli e il generale dell’aeronautica militare Carlo Cipollone. Binny mi ha pure regalato una sua opera ,anche se la mia casa del mare è già molto ricca dei suoi lavori. Due cari amici di molti anni fa, due persone che rappresentano il volto bello di Alassio. Una splendida serata che ha chiuso le vacanze alassine e mi ha consentito di scoprire un ristorante di qualità che non conoscevo.
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Cultura assente?
Come mai secondo lei nella stanca campagna elettorale torinese non si parla di cultura ?La cultura sembrava molto importante per il presente e il futuro di Torino e nessuno ne parla.           Lino Giustetto
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Non è vero. Ne parla molto il candidato sindaco  D’Orsi che ha l’appoggio di Barbero ed ha come candidato anche Vattimo.  E’ una cultura a me molto lontana, ma è cultura. Gli altri candidati  hanno scelto  finora temi diversi. Gli elettori li voteranno o meno in assoluta libertà. Certo, D’ Orsi non vincerà. Questo è sicuro, con o senza cultura.
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Mala Solitudine

Diario minimo urbano…vedere e ascoltare per credere

di Gianni Milani

Mi devi credere! Io non ho mai invidiato nessuno. Non ho mai invidiato chi aveva più soldi di me. Non ho mai invidiato chi faceva un mestiere migliore o più gratificante del mio. Non ho mai invidiato chi aveva il ‘potere’. Quello poltico compreso. Pausa. E un sorso lieve di bianco. Genio (Eugenio) è così. Profondo e di buona e acuta parlata, anche di mattino alle 9 davanti a un calice di bianco. Lo incontro spesso. Abitiamo vicini. Qualche volta, lo confesso, la fretta di una ripetitiva quotidianità mi ha indotto a cambiare percorso per non imbattermi nelle sue interminabili necessità di scambiare “due (interminabili) chiacchiere” con qualcuno. Conosco Genio da una trentina d’anni. Da quando insegnavo alla “Pascoli” di piazza Bernini, oggi sede dell’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo. Lui ha due anni più di me. Siamo anzianotti, ma non ancora vecchissimi. Eppure il tempo si è abbattuto su Genio, pian piano negli ultimi anni, con una ferocia e  una tracotanza impietose all’eccesso. Lo ha stritolato e continua a stritolarlo come un potente macinapietre. La scomparsa, una decina d’anni fa, della moglie Caterina, donna dolcissima e di raffinata intelligenza, è stata per lui una mazzata di quelle che non ti lasciano varchi di recupero. Solo. Con due figli. Uno ancora molto giovane e con problemi di salute, ora fortunatamente risolti. Oggi sono entrambi laureati. Lavorano, hanno una compagna e vivono fuori casa. Papà Genio è solo. Forse da una decina d’anni. Per carità, vengono a trovarmi…ci mancherebbe. Le compagne un po’ meno…lavorano! L’importante è questo, vuole dire. Ho  incontrato Genio, qualche mattina fa. Era seduto, unico cliente alle 9 del mattino, nel dehor di uno dei tanti bar del corso. Sul viale di fronte il  via vai e il forte solito brusio del mercato. Guardava il cielo e il vuoto, davanti a un calice di bianco. Dimesso, incurante di sé e degli altri più del solito. Eppure Genio era un tempo uomo brillante, con quell’aspetto un po’ sessantottesco che amava non scrollarsi di dosso e quell’aria da piacevole intellettuale che gli calzava a pennello. Alto, curato nel vestirsi, sia pure a modo suo, capelli ben tenuti e occhialini da eterno studentello. Oggi per lui, la vita è un vuoto a perdere. E anche il suo corpo riflette il suo disinteresse per tutto e tutti. E per sé, soprattutto. Leggermente ingobbito, abiti non proprio freschi di bucato, trasandato che basta, capelli lunghi e giallognoli, barba bianca da tempo lasciata crescere per conto suo e in cui affonda una ballonzolante mascherina, passo lento e affaticato. Nottataccia? Provo a chiedergli, trovandomelo di fronte. Lui alza lo sguardo e abbozza un sorriso accompagnato da un gesticolare di  mani che mettono ancor più in evidenza un tremolio che é ormai suo sgradevole compagno di viaggio. Ma, per me, le notti – sogghigna – sono tutte uguali. Cosa vuoi? Qualche Tg, qualche cruciverba, qualche libro. E poi nanna…quasi subito dopo Carosello. Ricordi?A letto dopo Carosello, ci dicevano i nostri vecchi. Oggi i vecchi siamo noi! Perché me lo ricorda sempre, cavoli? E poi la tiritera dell’“invidia”, di cui sopra. Eppure oggi qualcuno che invidio, e anche tanto, c’é. Sai chi invidio? Quelle coppie di vecchietti, marito e moglie, che camminano piano per strada tenendosi per mano. Sorreggendosi a vicenda, in tutti i sensi. Ecco, quelli li invidio proprio. Vorrei poterlo fare anch’io con la mia Cate. Gli sorrido. Inutile ogni parola. “Beata solitudine, isola benedetta”cantava anni fa, per  ragioni sue, l’indimenticato Battiato. E, come lui, tanti la pensano e la penseranno così. Non Genio. Gli do una pacca sulla spalla. “Ciao, Genio, alla prossima”. Lui alza il calice, in segno di saluto. Ancora un sorso. L’ultimo. Una decina di metri dopo, mi giro. Genio è in piedi. Pensieroso. Torno a casa, dove ad aspettarmi, sempre e in ogni istante e ogni giorno, c’è quell’odiosa mala solitudine o mi faccio ancora un bar?La decisione viene con la velocità di una saetta. Genio s’incammina pian piano verso l’ultimo (non della giornata) bar. Quello più vicino. All’angolo del corso.

Riprende DaCasaCon, le interviste social di Laura Pompeo

Il punto di vista / Le interviste di Maria La Barbera

La fortunata rubrica che va in onda su Facebook, riparte da “punti di svolta” con un calendario ricco di storie e personaggi.

 

E’ ripartita a settembre la seguitissima serie #DaCasaCon ideata da Laura Pompeo, Assessore alla Cultura e al Turismo di Moncalieri. Dopo un anno e mezzo di attività, più di 1 milione di visualizzazioni e tanti incontri social con eminenti personaggi dei vari ambiti della comunità che hanno raccontato come stavano vivendo il periodo di chiusura dovuto alla pandemia, la rubrica è ripresa, sfoggiando una nuova e brillante grafica, con l’intervista a Valentino Castellani, già sindaco di Torino e professore ordinario al Politecnico.
DaCasaCon , come nelle scorse edizioni, sarà trasmessa in diretta dal salotto privato di Laura Pompeo ma guarderà avanti, intraprenderà un nuovo ciclo proponendo conversazioni informali, dibattiti interessanti e ponendo una domanda fissa riguardante i “punti di svolta”, gli eventi o le circostanze che hanno segnato le vite delle persone facendone spesso cambiare il percorso. Un nuovo capitolo, dunque, con un calendario che promette incontri appassionanti, ogni mercoledì alle 19, in un coinvolgente scenario che vedrà una passerella di personaggi e di storie nella ritrovata e cordiale atmosfera creata da una conduttrice d’eccezione che ha fatto interagire ospiti e pubblico anche attraverso interventi in diretta.

 

3 domande a Laura Pompeo

Dottoressa Pompeo si riparte dai “punti di svolta” dunque?

Sì, mi piace scoprire e mettere il luce l’evento che ha cambiato la vita delle persone indirizzandole verso una strada nuova, l’avvenimento o semplicemente quel “click” che ha determinato il momento attuale o quello di massima espressione personale e professionale. Mi piacciono le storie e sono affascinata dalle persone che riescono ad esprimere il loro potenziale e che sono capaci di trasformare una debolezza in un punto di forza o ancora di più in un segno distintivo della loro vita.

Quale è stato l’evento che ha determinato la sua di svolta?

Ce ne sono stati diversi che hanno cambiato irreversibilmente la mia vita, il più importante è rappresentato dalla nascita di mio figlio Lorenzo. Tra gli eventi che hanno determinato cambiamenti decisivi nel mio cammino c’è sicuramente l’incontro con il professor Gullini, che mi ha accolto nel suo gruppo anche grazie ad un piano alternativo di studi che decisi di fare durante l’università. Il privilegio che mi diede far parte del suo team mi ha permesso di operare come archeologa a Selinunte e successivamente in Siria ed in Giordania con incarichi di rilievo. La svolta più recente è avvenuta, invece, grazie alla attività di amministrazione della mia città , Moncalieri, come assessore, importante funzione che mi permette di restituire alla comunità quanto ricevuto nel corso della mia vita. Questa esperienza, soddisfacente e complessa, mi sta dando l’occasione, inoltre, di esplorare parti di me che ancora non conoscevo e di scoprire alcune capacità che non avevano avuto ancora facoltà di rivelarsi.

Sta per uscire il libro dedicato alla serie DaCasaCon, di cosa si tratta?

La serie ha coinvolto moltissime persone che hanno parlato “a cuore aperto” attraverso conversazioni di circa mezzora l’una avvenute in una atmosfera confidente e durante le quali, l’interlocutore o l’interlocutrice, hanno potuto svelare anche il loro lato meno conosciuto. Gli ospiti hanno spaziato tra temi diversi come l’arte, la scienza, il lavoro, l’attualità, la politica e tanti altri argomenti importanti e di valore. Il libro è una raccolta delle prime 40 puntate andate in onda durante il lockdown e sarà presentato in autunno all’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino.

Oggi al cinema

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LE TRAME DEI FILM NELLE SALE DI TORINO

A cura di Elio Rabbione

 

Il buco – Drammatico. Regia di Michelangelo Frammartino. Nel 1961 un gruppo di speleologi piemontesi si è addentrato all’interno dell’Abisso di Bifurto, un buco lungo 683 metri nel parco del Pollino. L’anno precedente, al Nord dell’Italia, si completava la costruzione avveniristica del grattacielo Pirelli di Milano, vista dagli abitanti del sud raggruppati davanti allo schermo dell’unico televisore del paese. A quel movimento verticale e ambizioso verso l’alto, poi simbolo del boom economico degli anni Sessanta, è corrisposto il movimento speculare e contrario all’interno delle viscere della terra compiuto dal gruppo di speleologi, la cui impresa ha avuto un’eco anch’essa speculare e contraria a quella dei costruttori milanesi: ovvero praticamente nulla. Il film ha vinto il Premio speciale della Giuria alla recente Mostra veneziana. Durata 93 minuti. (Classico)

 

Il collezionista di carte – Drammatico. Regia di Paul Schrader, con Oscar Isaac, Willem Dafoe e Tye Sheridan. Stati Uniti, oggi. William Tell è un ex militare americano con un passato terrificante alle spalle: ex carceriere ad Abu Ghraib, si è reso colpevole di orrende violazioni dei diritti umani nei confronti dei prigionieri e fatica a convivere con i suoi demoni. Si guadagna da vivere come giocatore di poker professionista, da un casinò all’altro, nel conteggio continuo delle carte pur di tenere il proprio cervello impegnato “altrove” e non averla fatta franca non lo ha aiutato: nonostante abbia pagato il suo debito con la giustizia – otto anni di detenzione ottenuti in seguito alla condanna in tribunale per i suoi crimini – l’uomo è distrutto, non riesce ad andare oltre gli errori del passato. Di conseguenza, non è in grado di darsi pace, né tantomeno ricominciare. Un giorno riconosce, durante un convegno della polizia, il suo antico istruttore, un maggiore dell’esercito uscito indenne da condanne e prigionie, il quale continua fare il proprio vecchio mestiere, insegnando vecchie quanto assurde tecniche di interrogatorio. William viene anche notato da Cirk, un ragazzo il cui padre, pure lui “allievo” del maggiore, al ritorno a casa dalle missioni, era divenuto violento e tossicodipendente e aveva finito col suicidarsi. In concorso a Venezia, produce Martin Scorsese. Il film è stato designato “Film della Critica” dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici: “Tornando a ragionare una volta di più sul concetto di ‘colpa’ e sul rapporto dell’uomo con la propria morale, Paul Schrader esorcizza il trauma del proprio personaggio – che è il trauma di un’intera nazione, nascosto sapientemente sotto il tappeto della Storia – su un percorso di riscatto che non potrà schivare la necessità della violenza, e la sua catarsi”. Ma “Il collezionista di carte” ottiene da Paolo Meneghetti, nelle colonne del Corriere della Sera, soltanto due stelle… Durata 112 minuti. (Reposi sala 4)

 

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Antonio Albanese, Paola Cortellesi e Luca Argentero. Grande successo per il primo capitolo: e allora perché non replicare? Sono passati tre anni dalla fine dell’amore tra Giovanni e Monica, lei – causa le sue sorelle gemelle Pamela e Sue Ellen – è finita in carcere e si decide a chiedere aiuto al suo ex per uscire da quella brutta situazione. Viene assegnata ai lavori socialmente utili e nel centro di cui è ospite incontra don Davide, che lo gestisce, prete di strada alle prese con una realtà in cui la solidarietà verso gli ultimi e i casi disperati è posta sempre al primo posto. Monica e Giovanni si ritroveranno ancora una volta a dover mettere a confronto le loro vite del tutto diverse, i loro differenti modi di pensare e di agire. Durata 95 minuti. (Massaua, Due Giardini Sala Ombrerosse e Sala Nirvana, Ideal, Reposi sala 4, Uci Lingotto sala 4 e sala 11, The Space Le Fornaci sala 9, Uci Moncalieri sala 1)

 

Drive my car – Drammatico. Regia di Ryusuke Hamaguchi. Kafuku, un attore e regista che ha da poco perso la moglie per una emorragia celebrale, una moglie che lui ha amato e le è stata infedele, accetta di trasferirsi a Hiroshima per gestire un laboratorio teatrale. Qui, insieme a una compagnia di attori e tecnici che parlano ciascuno la propria lingua (giapponese, cinese, filippino, anche il linguaggio dei segni), lavora all’allestimento dello “Zio Vania” di Cechov, per il quale ha scelto in veste di protagonista proprio l’amante della moglie morta). Abituato a memorizzare il testo durante lunghi viaggi in auto, Kafuku è costretto a condividere l’auto con una giovane autista: inizialmente riluttante, poco alla volta entra in relazione con la ragazza e, tra confessioni e rielaborazione dei traumi – nel suo passato c’è anche la morte della figlia – troverà un modo nuovo di considerare se stesso, il proprio lavoro e il mondo che lo circonda. Premio per la miglior sceneggiatura al festival di Cannes. Durata 179 minuti. (Greenwich Village sala 1 e sala 2)

 

Dune – Fantascienza. Regia di Denis Villeneuve, con Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Josh Brolin e Oscar Isaac. Nel sistema feudale che domina l’universo nel futuro, il potere è nelle mani di un imperatore sotto il quale lottano tra di loro delle importanti casate. Sul desertico pianeta Arrakis si trova la Spezia, sostanza preziosa per molti differenti motivi. Alla casata Atreides e al suo capo, il duca Leto, viene affidatoil controllo del pianeta ma in realtà si sta approntando una congiura per eliminarlo. Leto però ha un figlio, Paul, il quale è dotato di particolari poteri che sta sviluppando con l’aiuto di sua madre lady Jessica. Anche lui finisce quindi per diventare un ostacolo da abbattere. Durata 155 minuti. (Centrale V.O., Massaua, Due Giardini sala Nirvana anche V.O. e sala Ombrerosse V.O., Eliseo Blu, Fratelli Marx sala Groucho anche V.O. / sala Harpo / sala Chico, Greenwich Village sala 2 V.O. e sala 3, Ideal anche V.O., Lux sala 2, Reposi sala 3, The Space Torino sala 1 / 3 / 6 / 8, Uci Lingotto sala 2 in 3D e sale 5 / 7 / 8, The Space Le Fornaci sale 3 / 5 / 6 / 7, Uci Moncalieri sala 2 e sala 3 in 3D)

 

Il matrimonio di Rosa – Commedia. Regia di Iciar Bollain, con Candela Pena e Sergi Lopez. La vita di Rosa è fatta di incombenze, il lavoro e la sua famiglia, un padre, un fratello e una sorella, una figlia che è tornata ad abitare con lei con due bambini al seguito, un fidanzato che frequenta raramente. Ha 45 anni, pensa agli altri e davvero poco a se stessa. Capisce che è ora di cambiare vita, di darle un indirizzo tutto diverso: riaprirà la vecchia sartoria della madre ma soprattutto metterà in pratica la personalissima idea di organizzare un matrimonio “con se stessa”. Il ritratto al cinema di un sogno che si chiama “solo wedding” già realizzato per molte donne da un’agenzia di Tokio. Ovvero il consorte è un optional. Durata 97 minuti. (Ambrosio sala 2 e sala 3, F.lli Marx sala Groucho e sala Harpo)

 

Qui rido io – Biografico. Regia di Mario Martone, con Toni Servillo, Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Eduardo Scarpetta, Antonia Truppo, Paolo Pierobon. Il teatro farsesco di Eduardo Scarpetta (“Miseria e nobiltà”) agli inizi del secolo scorso e la passione verso la propria compagnia e verso il teatro soprattutto, la scrittura parodistica de “Il figlio di Iorio” sulle orme del dramma di D’Annunzio e il processo che ne seguirà – da cui l’attore e autore napoletano risulterà innocente ma che segnerà altresì l’interruzione improvvisa della sua attività, passando la compagna al figlio Vincenzo -, la sua famiglia più che allargata formata di moglie e amante e altre avventure, di figli legittimi e di altri mai riconosciuti come Titina, Eduardo e Peppino De Filippo, avuti da Luisa De Filippo, sorella della moglie; c’è la Napoli che lo applaude e che lo abbandona, ci sono gli scrittori e i grandi creatori di musiche e di parole e i giornalisti che seguono l’esempio della città, ci sono le allegrie e il carattere ombroso, il grande egoismo, la bellezza degli appartamenti e della villa sulla cui facciata Scarpetta avrebbe fatto porre la scritta “Qui rido io”. C’è la grande prova di Toni Servillo, c’è la regia di Martone che abbraccia tutto un mondo con intelligenza, ci sono certe zone stanche della sceneggiatura scritta con Ippolita di Majo). Comunque da vedere. Durata 133 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Rosso, Romano sala 1)

 

Il silenzio grande – Commedia. Regia di Alessandro Gassmann, con Massimiliano Gallo, Margherita Buy e Marina Confalone. Nella Napoli degli anni Sessanta, quella che fu un tempo una stupenda villa, il gioiello di una grande fortuna, viene, pressoché fatiscente, messa in vendita dai proprietari. Lo hanno soprattutto deciso la signora e i suoi due figli, il padre Valerio è in disaccordo. Proprio in questa occasione l’uomo dovrà malinconicamente riconoscere di non aver mai conosciuto appieno i propri famigliari e forse di aver negato molte verità anche a se stesso. Il film è tratto dalla commedia omonima di Maurizio De Giovanni, che lo stesso Gassmann porta in giro per i palcoscenici italiani con la sua regia anche in questa stagione, protagonista ancora Gallo mentre l’interprete femminile è Stefania Rocca. Vedremo  lo spettacolo a Torino tra febbraio e marzo del prossimo anno. Durata 106 minuti. (Ambrosio sala 1 e sala 3)

 

Supernova – Drammatico. Regia di Harry Macqueen, con Colin Firth e Stanley Tucci. Sam e Tusker hanno ormai raggiunto i sessant’anni e vivono insieme da tanto tempo. Sam è un pianista, Tusker uno scrittore, lungo il corso della loro vita in comune hanno sempre coltivato la passione per l’arte. Tusker ha scoperto di essere affetto da demenza senile e decide di partire con il compagno a bordo di un camper per un viaggio che porterà entrambi attraverso l’Inghilterra, visitando ancora una volta i luoghi e le persone che più hanno amato. Durante quel viaggio Sam scoprirà le ragioni che hanno spinto il compagno a compierlo, la malattia deciderà del loro futuro. Durata 93 minuti. (Greenwich Village sala 1 / 2 / 3)

 

Tre piani – Drammatico. Regia di Nanni Moretti, con Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Stefano Dionisi e Nanni Moretti. Il regista di “Mia madre” e della “Stanza del figlio” si è ispirato per la prima volta ad un soggetto non suo, ricavando dal romanzo dell’israeliano Eshkol Nevo (edito da Neri Pozza), e trasportando l’azione dall’originaria Tel Aviv alla Roma di oggi, le differenti storie degli abitanti i “tre piani” di un caseggiato del Lungotevere della capitale. L’incidente provocato dal figlio dell’ex giudice Margherita Buy, in stato di ubriachezza, e l’uccisione di una donna; il papà Riccardo Scamarcio pronto a sospettare del vicino di casa, accusandolo nei suoi pensieri di aver molestato la figlia; la madre Alba Rohrwacher è combattuta nel disordine della propria mente. La quotidianità, gli affetti e i rapporti sbagliati, i problemi irrisolti. Undici minuti d’applausi all’ultimo festival di Cannes, unico film a rappresentare l’Italia, qualche dubbio da parte della critica. Scrive Maurizio Porro nelle colonne del “Corriere della Sera”: “Scegliendo un’alternativa al suo cinema più riconoscibile, l’autore cerca di far dialogare i personaggi di Nevo, più di quanto abbia tentato di far dialogare i suoi”. Durata 118 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande, Massimo sala Cabiria, Reposi sala 1, Romano sala 2, Uci Lingotto sala 3)

 

Green pass, Lega e Governo

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Dopo un lungo viaggio in Freccia Rossa di molte ore con la mascherina obbligatoria perchè  l’impianto di aerazione non è stato modificato e potenziato, sarei portato a capire chi contesta il Green pass secondo le modalità stabilite dal Governo Draghi e votate in Parlamento.

Il prof. Quaglieni

Invece sono ancora più contrario di ieri  a chi si sottrae ad un dovere civico ed attenta alla vita degli altri, rifiutando il vaccino. E sono anche furente contro Ferrovie italiane che non hanno fatto altro che verificare burocraticamente  il Green pass e non hanno posto in essere delle migliorie  per  consentire un viaggio sicuro e non così intollerabile come quello a cui mi sono sottoposto. Sono stremato, ma non posso non evidenziare che le regole stabilite dal Governo sono lacunose e pasticciate. Già l’ottenimento  del certificato al primo vaccino è un’emerita stupidaggine che priva di valore il documento. Il fatto che siano esentati dal Green pass gli studenti appare un’altra vistosa incongruenza : non obbligati ad esibirlo a scuola, anche se tenuti ad averlo fuori dalla scuola. Nei tribunali l’obbligo riguarda i magistrati, ma non gli avvocati i quali sono tenuti invece  ad averlo nei loro studi a contatto dei clienti. Anche i periti, i consulenti, i testimoni, le parti del processo sono esentati . Capisco che diversamente ci potrebbero essere persone interessate ad approfittare della situazione per bloccare un processo, ma chi si comportasse in questo modo infame andrebbe sanzionato,  seduta stante,  in modo severo  anche con la privazione della libertà  personale. Non è chiaro inoltre  che diritti abbia un avventore di ristorante a poter verificare di essere servito da personale vaccinato , per non parlare dei taxisti che a Roma, in alcuni casi,   sono addirittura  senza mascherina. Ci sono altri pasticci nel decreto approvato alla Camera,  ma credo che bastino questi  esempi per comprendere i limiti vistosi di un provvedimento che dovrebbe evitarci le chiusure dello scorso anno. Io addebito ai ministri della Lega delle colpe politiche  gravi  nell’aver contribuito ad annacquare il decreto votato alla Camera con l’assenza vergognosa di 51 parlamentari leghisti al momento del voto. La Lega scherza con il fuoco e non si può più considerare un partito di governo. Fa demagogia come la Meloni sulla salute degli italiani, una cosa intollerabile. Queste demagogie avranno ripercussioni sul prossimo  voto  amministrativo , ma nel senso di far perdere consensi a certi partiti irresponsabili che confondono la licenza con la libertà. Se le cose rimarranno così, prepariamoci a richiudere tutto. Già la riapertura della scuola si sta rivelando un azzardo con dei primi segnali allarmanti. Un Green  pass a macchia di leopardo rappresenta una beffa e un premio agli irresponsabili che rifiutano il vaccino che vanno isolati  socialmente a tutela della salute collettiva. Questo dovrebbe essere chiaro a tutti e mi rifiuto di credere che un uomo come Draghi non colga la necessità di governare con la fermezza necessaria di fronte ad una pandemia che ha sconvolto le nostre vite e le minaccia quotidianamente. Forse occorre un ministro degli Interni politico e non una semplice burocrate, che abbia il polso necessario per affrontare una situazione eccezionale senza precedenti.

scrivere a quaglieni@gmail.com

Fra alberi secolari ode letteraria alla “gentilezza” della natura

LIBRI / Doppio appuntamento con i libri di Antonio Perazzi e di Irene Borgna al Castello di Miradolo e a Casa Lajolo

Domenica 26 settembre

Sarà una giornata di “tutta natura e letteratura” quella di domenica 26 settembre. La proposta viene dalla pinerolese “Fondazione Cosso” e dalla “Fondazione Lajolo” di Piossasco, nell’ambito del progetto “Bellezza tra le righe” da loro realizzato con il contributo della Regione Piemonte e giunto ormai al penultimo appunrtamento. Gradevolissima rassegna letteraria promossa all’interno di prestigiose dimore storiche e nei loro secolari parchi e giardini (che si fanno essi stessi strumenti di promozione alla lettura utilizzando la bellezza dei luoghi, nonché elemento trainante per veicolare una positiva e fiduciosa visione sul futuro), propone per domenica un doppio appuntamento dedicato alla “gentilezza”, da assaporare all’ombra di piante secolari nel Parco storico del Castello di Miradolo (via Cardonata 2, a San Secondo di Pinerolo) e nei giardini di Casa Lajolo (via San Vito 23, a Piossasco). Ospiti della giornata, gli scrittori Antonio Perazzi (milanese, nipote di Oriana Fallaci e famiglia di scrittori e giornalisti) e la savonese Irene Borgna, laurea in Filosofia e dottorato di ricerca in Antropologia Alpina.

Si inizia alle 11 nel Parco del Castello di Miradolo, con Antonio Perazzi, scrittore, botanico, accademico, paesaggista, che presenterà il suo provocatorio “Il paradiso è un giardino selvatico. Storie ed esperimenti di botanica per artisti”, “UTET”, 2019. A moderare l’incontro, Enrica Melossi, responsabile icononografica di “Einadi Editore” e di “Electa”. Paesaggista raffinato ed esploratore avventuroso, Perazzi ha scoperto il suo amore per la natura poco più che bambino, nella casa del nonno, Edoardo Fallaci, con il quale passava ore nel podere di famiglia nel Chianti. Lì, tutto era selvatico: un giardino molto diverso da quelli che punteggiavano Milano. E mentre molti in quei grovigli naturali vedevano il caos, Perazzi ha cominciato a maturare un’idea di giardino complessa: un insieme unico di organismi capaci di interagire tra loro. “Un inno alla straordinaria quotidianità di una natura finalmente libera da controlli che diventa un’opera d’arte che evolve nel tempo” e che, magicamente con infinita passione e curiosità, lo scrittore ha saputo ricreare nel suo “rifugio” della toscana Piuca, “la  mia patria”, in quel giardino da Eden dove Perazzi continua a sperimentare la coltivazione e l’acclimatizzazione di un numero esagerato di essenze provenienti da tutto il mondo e dove  la terribile zia Oriana “riusciva a litigare perfino con le piante”. Al termine dell’incontro, per chi vuole, è in programma anche un pic-nic nel parco con i cesti dell’ “Antica Pasticceria Castino”.
La conversazione con l’autore costa 5 euro a persona, comprensivo di ingresso al parco. Pic-nic a 14 euro9 euro a bambino. Prenotazione obbligatoria: tel. 0121 502761prenotazioni@fondazionecosso.it.

Nel pomeriggio, alle 16, nel giardino di Casa Lajolo a Piossasco arriva Irene Borgna per presentare “Cieli Neri”, edito da “ Ponte alle Grazie”, in un incontro moderato dallo scrittore Sante Altizio. Nel libro l’autrice racconta un suo particolarissimo viaggio: partita con una mappa dei cieli neri europei tra le mani, è andata alla ricerca di quei luoghi che ancora resistono all’inquinamento luminoso, dalle Alpi Marittime al Mare del Nord, a bordo di un camper. Perché noi “abbiamo perduto la notte e non lo sappiamo. Ne abbiamo dimenticato il fascino senza averne consapevolezza. La notte è fatta di stelle che non vediamo più, di silenzi che non ascoltiamo più.  L’inquinamento luminoso risuona di rado nelle nostre orecchie, lo abbiamo sottovalutato e continuiamo a farlo. È un errore. Il giorno e la notte sono un ciclo vitale, gentile, armonico. E anche l’oscurità, quella più profonda, che ci permette di alzare gli occhi e osservare sulla volta celeste un universo intero, è gentilezza vera. Poesia da narrare”.

 L’ingresso a “Casa Lajolo” – comprensivo di incontro e visita guidata – costa 8 euro, ridotto 6 euro per under 25Gratuito under 10 e “Abbonamento Musei”. Prenotazione obbligatoria: tel. 333.3270586 o info@casalajolo.it

g.m.

 

Nelle foto

–         Antonio Perazzi

–         Irene Borgna

Bonus Tv, come funziona

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Sta per arrivare anche in Italia la Nuova TV Digitale che, grazie ai nuovi standard tecnologici, consentirà di migliorare la qualità del segnale e di dare spazio alle trasmissioni in alta definizione, incrementando anche i servizi e il numero di TV connesse a internet. Per tutti coloro che non possono aggiornare i propri apparecchi, è necessario sostituire la vecchia TV o dotarla di un nuovo decoder. Per essi il governo ha introdotto due tipi di aiuti: il Bonus TV – Decoder; il Bonus rottamazione TV. Il Bonus TV – Decoder viene erogato sotto forma di sconto fino a 30 euro sul prezzo del prodotto acquistato e può essere richiesto dalle famiglie con ISEE fino a 20 mila euro. Il Bonus rottamazione TV, compatibile con il Bonus TV – Decoder, consiste invece in
uno sconto del 20% fino a 100 euro sul prezzo d’acquisto del nuovo televisore e non prevede limiti di ISEE. Può essere richiesto da chi: rottama un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018; risiede in Italia; ed è in regola con il pagamento del canone RAI. Sono inoltre in molti a chiedersi se il Bonus spetti anche nel caso in cui il nuovo apparecchio televisivo venga acquistato online. Rientrano nel Bonus solo determinati prodotti, quindi per poter beneficiare dello sconto è necessario essere sicuri che il televisore che si vuole acquistare rientri
nella lista dei prodotti idonei. Oltre a questo aspetto, c’è il fatto che il Bonus scatta solo se, prima di aver acquistato il nuovo televisore, quello vecchio è stato smaltito correttamente.
In generale si può dire che il Bonus rottamazione TV può essere richiesto sia in caso di acquisti in negozio che online. Ma attenzione: questo solo se il negozio online ha anche un luogo fisico di vendita in cui poter consegnare al venditore il vecchio apparecchio per lo smaltimento, oppure il modulo di autocertificazione del consumatore in cui il cliente dichiara di aver rottamato la TV in una delle apposite isole ecologiche. Per qualsivoglia esigenza, i consumatori possono rivolgersi agli sportelli del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori in Via Roma 366 a Torino, telefonando in normale orario d’ufficio allo 011 5611800 o scrivendo una e-mail a uncpiemonte@gmail.com.

Per aspera ad astra

IL PUNTASPILLI di Luca Martina  

 

La missione spaziale INSPIRATION4, appena rientrata dopo 3 giorni in orbita a 575 km sulla Terra, è stata la prima ad ospitare a bordo solo dei “civili” (quattro “turisti spaziali”) e, nello stesso tempo, ad essere completamente finanziata da un’ azienda privata (SpaceX, un’altra creatura del fondatore di Tesla, Elon Musk).  

 

Il (salatissimo) prezzo dei biglietti è stato pagato interamente dal comandante della missione, il miliardario americano Jared Isaacman, fondatore della società Shift4 Payments, appassionato ed esperto pilota, attraverso una donazione di $200 milioni di dollari all’ospedale per bambini St Jude, nel Tennessee.

 

Il costo di 50 milioni di dollari a testa si confronta con i 28 milioni pagati da un anonimo acquirente (poi costretto a rimandare la sua partecipazione rinviandola a una futura missione) per volare per complessivi 10 minuti, dei quali ben 4 a disposizione per fluttuare liberamente nella capsula, sulla Blue Origin di Jeff Bezos (il fondatore di Amazon), a 100 km di altezza, il 20 luglio.

 

A venire incontro alle legittime aspirazioni astronautiche dei meno abbienti ci aveva pensato qualche giorno prima, l’11 luglio, la Virgin Galactic di Richard Branson che per soli 250.000 dollari aveva consentito di imbarcarsi per la sua missione, durata 71 minuti, a 80 km di distanza dalla terra.

 

Curiosamente proprio durante il viaggio “low cost” della Virgin si sarebbe accesa nell’abitacolo una luce rossa che poteva indicare un serio (potenzialmente fatale) problema e che, non essendo stata dichiarata all’ Agenzia statunitense per l’aviazione, ha provocato la sospensione del prossimo volo (che avrebbe ospitato una missione scientifica dell‘Aeronautica militare italiana e del Consiglio nazionale delle ricerche).

 

Quello che è certo è che la “Space economy” sta volando: secondo le stime della banca d’affari americana Morgan Stanley, nel 2020 ha generato circa 350 miliardi di dollari di fatturato ed entro il 2040 il giro d’affari dovrebbe superare i 1.000 miliardi.

 

Scienza, non fantascienza…

 

Non si tratta, naturalmente, di solo “turismo spaziale” che, anzi, ne costituirà, anche in futuro, solo una parte molto limitata.

 

I tre quarti del totale sono costituiti dalla connessione a banda larga satellitare che consente di trasmettere i dati (che continueranno la loro crescita esponenziale) e di comunicare senza necessità di cavi od altre infrastrutture a terra.

 

Il moltiplicarsi delle missioni private consentirà, dal suo canto, di rendere sempre più efficienti gli spostamenti nello spazio, per fini commerciali e scientifici, esplorandone ulteriormente le infinite potenzialità.

 

La parte del leone l’hanno fatta sino ad oggi, come si può facilmente immaginare, gli Stati Uniti, con quasi due terzi del totale degli investimenti.

 

L’Europa ricopre, comunque, un ruolo tutt’altro che marginale: un terzo dei satelliti mondiali sono infatti fabbricati nel nostro continente, impiegando 230.000 tecnici specializzati.

 

A testimonianza di ciò, ad aprile il Parlamento Europeo ha approvato un ambizioso piano che investirà nel comparto spaziale, tra il 2021-2027, quasi 15 miliardi di euro.

 

Questo programma consentirà una gestione più efficiente del traffico, riducendo le emissioni inquinanti, incrementando l’utilizzo di droni per le consegne e migliorando gli spostamenti aerei (evitando così ritardi e cancellazioni).

 

Il settore è senza alcun dubbio un pilastro cruciale per mantenere il nostro continente competitivo e capace di esercitare un ruolo di innovatore in uno scenario internazionale sempre più complesso.

 

Si tratta di una sfida da cogliere anche per il nostro territorio che ha maturato una solida tradizione nel settore aerospaziale.

 

Non sarà semplice e le difficoltà da superare (a partire dalla capacità di attrarre nuovi investimenti) sono molte ma…Per aspera ad astra…