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La foto di Vincenzo Solano

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Magnifica Torino / La foto è realizzata per un progetto della circoscrizione 7 – Aurora intitolato #respira torino. Si tratta di ragazzi impegnati culturalmente, ballerini, poeti, musicisti, giornalisti sportivi, che si attivano per la riqualificazione del quartiere. L’immagine è stata scattata nella rotonda di corso Regio parco dove c’è un tram del progetto Diogene

Dalla Chiesa, l’ultimo patriota

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni/ Saluzzo, celebre in passato per il suo “Settembre saluzzese” , ha celebrato ieri il Generale e Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa nel centenario della nascita

Gli ha dedicato un monumento collettivo di sei artisti saluzzesi che è stato illustrato dalla storica dell’arte Carla Bianco. Un’opera che costituisce un elemento vivo di contatto tra passato, presente e futuro.

Carlo Alberto Dalla Chiesa e’ stato mandato allo sbaraglio come prefetto di Palermo senza i poteri necessari a combattere la mafia che ,dopo pochi mesi dal suo insediamento, decise di ucciderlo
barbaramente insieme alla moglie e all’unico agente di scorta.
Dalla Chiesa che ho conosciuto personalmente in parecchie occasioni, era un uomo e un carabiniere fuori ordinanza. Uomo capace e intransigente, seppe inventare un metodo investigativo che consentì durante gli anni di piombo di sconfiggere il terrorismo rosso. Sentiva l’orgoglio di essere piemontese e carabiniere, si considerava gli alamari cuciti sulla pelle, come Guareschi in prigionia sentiva le stellette di ufficiale del Regio Esercito avvitate sulla pelle.
Era un uomo intero, generoso, capace di comandare ed entusiasmare i suoi carabinieri. Saluzzo ha dato l’esempio, ma il Generale va ricordato in tutta Italia, anche a Torino, dove ha operato con passione. E‘ stato un grande italiano di cui dobbiamo essere orgogliosi e che dobbiamo indicare come esempio civile alle nuove generazioni. Nel nichilismo godereccio ed egocentrico dei tempi che viviamo, e’ indispensabile tornare a guardare in alto al sacrificio supremo della vita di Dalla Chiesa. Ricordo di averlo incontrato un giorno di settembre tanti anni fa alla “Corona Grossa “, il celebre e storico ristorante di Saluzzo. Un momento di serenità dopo gli terribili del terrorismo. Fu l’ultimo
dei patrioti, fu, a suo modo,  un uomo del Risorgimento. Quel giorno a Saluzzo mi ricordo’ Silvio Pellico, uno dei primi patrioti italiani.  Dalla Chiesa fu l’ultimo personaggio dell’ Italia civile ispirato ai grandi valori alfieriani di patria e libertà.

L’isola del libro

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Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

Joël Dicker  “L’enigma della camera 622”  -La Nave di Teseo- euro 22,00

 

Il nuovo travolgente e camaleontico thriller dello scrittore ginevrino (diventato famoso con “La verità sul caso Harry Quebert”), questa volta è ambientato in un hotel di lusso sulle Alpi svizzere….e  preparatevi a non staccarvi più dal libro.

Tanto per cominciare il corposo romanzo è una sorta di gioco di specchi tra finzione narrativa e autobiografia, perché a mettersi sulle tracce del mistero che avvolge la camera 622 è un giovane scrittore che assomiglia parecchio a Dicker -come lui si chiama Joël- e, insieme all’affascinante Scarlett, riesce a risolvere un classico intrigante cold-case.

Arrivato all’hotel Palace de Verbier si accorge che manca la stanza 622, scopre che proprio in quella camera era avvenuto un delitto 15 anni prima – rimasto irrisolto- e che la direzione

aveva deciso di cancellare quel numero.

Va da sé che decide di indagare sulla vicenda dando il via a 632 pagine che non vorreste mai finire.

Tutto ruota intorno alla banca Ebezner, da più di 300 anni saldamente nelle mani della stessa famiglia. La carica di presidente è stata tramandata per generazioni di padre in figlio, ma ora il padre di Macaire ha cambiato le carte in tavola: nel suo testamento ha deciso che non sarà più così e che l’incarico andrà a chi si dimostrerà davvero all’altezza.

E’ così che si scatena la lotta tra Macaire Ebezner e il brillante Lev Levovitch, affascinante self made man che si è fatto da solo partendo dal nulla.

I due saranno in lotta non solo sul fronte professionale, ma si contenderanno anche la bellissima Anastasia (moglie di Macaire) e a movimentare ulteriormente la trama compariranno altri personaggi carichi di mistero, come il mefistofelico Tarnogol.

Ancora una volta Dicker fa centro con un romanzo grondante pagine mozzafiato, che sciorinano divoranti ambizioni, rapporti familiari complessi e controversi, amori e tradimenti, appuntamenti mancati e occasioni perdute, avvelenamenti e intrighi, in un folgorante susseguirsi di colpi di scena e con un epilogo insospettabile…

 

Esther Safran Foer  “Voglio sappiate che ci  siamo ancora. La memoria, dopo l’Olocausto”   – Guanda-  euro 18,00

Lei è la madre settantenne dello scrittore Jonathan Safran Foer e questo è il memoir in cui rimette insieme i frammenti della tragica storia della sua famiglia, vittima dell’Olocausto. Tutto ha inizio con i silenzi familiari che l’hanno accompagnata nella vita in America, da una vecchia foto in bianco e nero e una mappa tracciata a mano.

Figlia di immigrati ucraini è cresciuta in mezzo ai fantasmi del non detto, con un padre che intuisce dal passato tragico di cui però non ha mai voluto parlare.

Ma lei ha bisogno di colmare i vuoti della sua storia familiare, così decide di andare in Ucraina e ripercorrere le orme dei suoi antenati. Scopre che il padre era cresciuto in un villaggio e aveva avuto già una moglie e una figlia, uccise dai nazisti; lui era lontano al momento del massacro e il destino aveva deciso diversamente per lui..

Esther vuole saperne di più su quella sorellastra morta bambina e finisce per affacciarsi  sull’orrore. Rintraccia anziani sopravissuti che raccontano i massacri di una moltitudine di ebrei scovati nei villaggi, ammazzati anche 200 alla volta, “messi in fila, ciascuno con una mano appoggiata sulla spalla della persona che aveva davanti. I tedeschi fotografarono e misurarono in lunghezza e larghezza la fila di persone, la popolazione ebrea, in modo da calcolare le dimensioni delle fosse necessarie”.

Ecco la descrizione dell’Aktion dei reparti di annientamento, la Einsatzgruppe C, a bordo di 11 camion dell’esercito, l’11 agosto 1942. Ma ci saranno altri villaggi rasi al suolo con la terra delle fosse comuni che si muoverà per giorni anche dopo le esecuzioni.

L’autrice ricostruisce le morti della nonna assassinata con le nipoti in braccio e quelle degli altri parenti. Bisnonni, zii e cugini falciati secondo un macabro rituale: “ gli ebrei erano stati legati l’uno all’altro per le mani e condotti in fila di fronte a una fossa già scavata….avevano dovuto spogliarsi, calarsi nella fossa e stendersi a faccia in giù. I tedeschi sparavano a una fila e poi andavano a prendere quella successiva”

Quella di Esther è una straziante Via Crucis da una fossa comune all’altra: luoghi di inimmaginabile dolore, eppure stranamente pacifici, dove lei lascia foto, biglietti e sassi. E’ il suo dolente messaggio ai suoi morti, per dirgli che il loro Dna sopravvive in lei, nei suoi figli e nipoti, perché come dice il titolo “voglio sappiate che ci siamo ancora”.

 

Questa potrebbe anche essere l’occasione giusta per rileggere o scoprire il primo romanzo del famoso figlio dell’autrice:

Jonathan Safran Foer  “Ogni cosa è illuminata”   -Guanda-  euro 13,00

Pubblicato nel 2002, ha ispirato l’omonimo film nel 2005. Narra il viaggio in Ucraina di un giovane ebreo americano che, armato solo di una foto, va alla ricerca della donna che forse ha salvato suo nonno dalla furia dei nazisti. Anche in questo caso sono indimenticabili le pagine che danno vita ad un autentica saga ebraica in cui lo scrittore ripercorre la storia dello shtel ucraino a partire dalle origini nel 700, fino all’annientamento per mano nazista e la scomparsa dalle carte geografiche.

 

Anne Tyler  “Un ragazzo sulla soglia”   -Guanda-   euro 17,00

Questo è il 23esimo romanzo dell’autrice americana originaria del Minnesota, Premio Pulitzer (nel 1989 con “Lezioni di respiro”) definita “scrittrice delle persone comuni”. E ancora una volta mette in campo tutta la sua bravura nel raccontare una semplice esistenza e i suoi possibili risvolti.

Protagonista è Micah Mortimer, un appannato 40enne senza particolari qualità, custode di un condominio a Baltimora. Vive da solo ed è titolare di una società di manutenzione e assistenza per computer e stampanti “Tecnica-Mente”, si reca nelle case di chi richiede il suo intervento e sa aggiustare parecchie cose.

La sua è una vita grigia come tante altre: è fissato con la raccolta differenziata dei rifiuti, ama l’ordine, è fidanzato con Cass, una maestra sua coetanea, con la quale condivide riti e abitudini… ma ognuno a casa sua.

Poi un bel giorno alla sua porta suona l’adolescente Brink, primo anno di college e aria benestante, che senza dire nulla si è allontanato da casa. Sostiene di non sapere chi sia suo padre, ma pensa che potrebbe Micah che ai tempi del liceo aveva avuto una storia con la giovanissima Lorna.

Di colpo, il solito tran tran del protagonista viene stravolto e la sua abituale rigida routine va in mille pezzi.

Ma è anche  l’occasione per recuperare stralci del proprio passato, riconsiderare i legami familiari e affettivi in genere, non dare troppo per scontate parecchie cose. Micah saprà gestire la vicenda? Ancora una volta la famiglia è centrale, ed è il luogo in cui possono essere affrontate e risolte quelle che sembrano grandi catastrofi.

 

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città/Rubriche

Macron in crisi – La Juve e l’Università di Urbino – Laura Pompeo Miss preferenze – Lettere

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Macron in crisi

Il partito  “piglia tutto“ di Macron “En marche“ è in crisi di identità e manca soprattutto di idee. E’ stato uno schieramento elettorale né di destra né di sinistra che doveva andare oltre gli schieramenti tradizionali. In effetti, anche in Francia stanno risorgendo la destra e la sinistra, dimenticando che ogni Governo deve tenere ben presente anche il centro che è decisivo in ogni occasione elettorale e che, a volte, determina la vittoria. Macron sembra non avere idee per il futuro. In Italia il Governo Conte si sta spostando decisamente a sinistra. Chissà quale sarà la sua sorte? Il Covid è la sua salvezza. Un’idea in verità piuttosto macabra.

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La Juve e l’ Università di  Urbino

Non ho mai avuto una grande fiducia nell’ Università per stranieri di Urbino il cui rettore più famoso fu Carlo Bo a cui l’ateneo è intitolato .  Alcuni docenti che ho conosciuto sono stati chiamati ad insegnare in quella Università senza titoli adeguati. Un caso clamoroso fu quello di un architetto divenuto docente di ruolo di storia.    Il caso del calciatore  uruguaiano promosso nell’esame di lingua Italiana malgrado si esprima in malo modo, usando i verbi all’infinito, deve far pensare alla forza della Juventus e alla scarsa serietà di alcuni docenti di quella Università che hanno “varato” il calciatore in seguito a pesanti pressioni .,affinché potesse passare alla squadra torinese. Non è una bella cosa  per l’Ateneo né per la squadra calcistica.

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Laura Pompeo Miss preferenze

Laura Pompeo, assessore uscente alla cultura a Moncalieri, ha ottenuto domenica scorsa oltre 900 preferenze personali , raggiungendo la rielezione come consigliere comunale della sesta città del Piemonte. Io al suo confronto mi sento piccolo piccolo perché quando fui eletto consigliere, uscii per il rotto della cuffia. Ha registrato un grande successo come donna che sa declinare in modo gentile e colto la politica e come assessore alla cultura e al turismo ha rivelato grandi qualità che le hanno consentito di realizzare progetti eccellenti. E’, credo, l’unica donna colta oggi impegnata in politica in Piemonte. Si apre davanti a lei una grande carriera politica. Saprà il Pd valorizzare sé stesso, valorizzando Laura Pompeo che ha vinto dialogando con le persone in modo aperto e civilissimo? Meriterebbe di andare a Roma. Non ci sono precedenti,nessun candidato al Comune di Moncalieri, per quanto autorevole ,ha mai avuto un consenso così alto. Neppure Calleri di Sala che era stato sindaco di Moncalieri ed era presidente della Crt e candidato presidente in Regione, ebbe un consenso superiore a quello di Laura Pompeo che rende la politica simpatica in tempi nei quali essa appare molto ostica.

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Lettere            scrivere a quaglieni@gmail.com

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Ciclopoli

Torino sta diventando un’ immensa ciclopoli in cui le auto di fatto non sono più neppure tollerate, obbligate a circolare a 20 cilometri  all’ora. Cosa ne pensa?       Elisa Quattrocchi

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Io al mare giro sempre in bicicletta, mezzo che amo fin da bambino. Ma il velocipede innalzato a strumento di lotta politica e usato con arroganza è cosa non accettabile. Chi usa l’auto, gravata di tasse di ogni tipo (pensiamo alla benzina), ha diritti come i ciclisti. Ho scritto poco tempo fa una lettera aperta al presidente dell’ ACI esprimendogli solidarietà.

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Dove è finito il Premio Casalegno?
“La Stampa conferiva ogni settimana il premio Carlo Casalegno ad un suo giornalista. Adesso non appare più. Come mai?    Barbara Giugni

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Non so dirle  perché il nuovo direttore abbia scelto di eliminarlo o di sospenderlo. Certo è triste veder accantonato il nome di Casalegno, simbolo di un’ Italia civile che va onorata. Carlo è stato un eroe civile a cui venne conferita la Medaglia d’ oro al Valor Civile. Molinari lo istituì, togliendo il nome di Igor Man, grande firma del giornalismo. Mi intristisce la scomparsa del nome di un mio grande amico .

 

Oggi al cinema

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Le trame Film nei cinema di Torino  A cura di Elio Rabbione

 

After 2 – Commedia. Regia di Roger Kumble, con Hero Fiennes e Josephine Langford. Secondo capitolo della scombussolata storia d’amore tra Tessa e Hardin, mentre già si parla nei corridoi di una terza e una quarta puntata. Finché il pubblico giovanile regge. I tumulti erano iniziati tra i due sin dall’inizio, poi lui le aveva dichiarato il proprio amore e tutto sembrava filare liscio: senonché Tessa aveva scoperto che Hardin aveva scommesso con gli amici di farla innamorare di sé. Ogni sogno era stato cancellato. Oggi, nuove sfide attendono i due ragazzi per tornare se possibile più uniti di prima, mentre qualcuno scomparso da tempo torna nella vita di Tessa: che inoltte non conosce ancora quali segreti nasconda il passato del ragazzo. Durata 105 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, The Space Parco Dora sala 8, The Space Le Fornaci sala 9, Uci Lingotto sala 4-5)

 

Chiamate un dottore! – Commedia. Regia di Tristan Seguela, con Michel Blanc e Hakim Jemili. Serge, un medico parigino chiamato spesso nel cuore della notte, non ha un passato irreprensibile e su di lui pesa la minaccia della radiazione dall’ordine. La notte di Natale viene chiamato, rimasto unico medico di guardia, si ritrova a coprire ogni emergenza, anche la chiamata di Rose, una donna che non vorrebbe incontrare. Arrivato a casa sua incrocia Malek, un giovane fattorino, simpatico e sveglio, e lo prega di prendere il suo posto. La notte sarà lunga da trascorrere. Durata 90 minuti. (Due giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico)

 

Crescendo – Drammatico. Regia di Dror Zahavi, con Peter Simonischek e Daniel Donskoy. Un celebre direttore d’orchestra viene incaricato di formare un’orchestra di ragazzi israelo-palestinesi, che di lì a pochissimo tempo dovrà esibirsi in occasione dei negoziati di pace tra i due paesi. Sarà difficile all’inizio superare i pregiudizi che da anni attraversano i due popoli, le difficoltà per l’idealista Sporck saranno molte e a tratti insormontabili: ma saprà trovare lo spazio comune che è la musica, capace di avvicinare quei ragazzi che credono soltanto nelle loro culture, lontane le une dalle altre. Durata 102 minuti. (Romano sala 3)

 

Ema – Drammatico. Regia di Paolo Larrain, con Mariana Di Girolamo e Gael Garcia Bernal. Ema, giovane ballerina, decide di separarsi da Gastòn dopo aver rinunciato a Polo, il figlio che avevano adottato ma che non sono stati in grado di crescere. Per le strade della città portuale di Valparaiso, la ragazza va alla ricerca disperata di storie d’amore che l’aiutino a superare il senso di colpa. Ma Ema ha anche un piano segreto per riprendersi tutto ciò che ha perduto. Durata 107 minuti. (Classico)

 

Endless – Drammatico. Regia di Scott Speer, con Alexandra Shipp e Nicholas Hamilton. Chris e Riley hanno caratteri completamente diversi, ma si amano. Lui vive per la sua motocicletta e odia il padre che lo ha abbandonato per costruirsi altrove una nuova famiglia, lei segue regolarmente i propri studi, con successo. Un incidente spezza la vita di Chris e Riley comincia a pensare che l’innamorato, da un aldilà non ben definito, voglia sempre più mettersi in contatto con lei, per non abbandonarla in modo definitivo. Sulle orme di “Ghost”. Durata 95 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 5, The Space Borgo Dora sala 1-2, The Space Le Fornaci sala 2-6, Uci Lingotto sala 6)

 

Il giorno sbagliato – Drammatico. Regia di Derrick Borte, con Russell Crowe, Caren Pistorius e Gabriel Bateman. Una giovane madre, Rachel, e suo figlio. Lei lo sta accompagnando a scuola, sono in grande ritardo. Ad un semaforo, nel caotico traffico del mattino di una grande città, lei suona il clacson della macchina a chi le sta davanti, che non è partito al verde: il gesto di ogni giorno, di un attimo. Alla guida di quell’auto c’è Tom Cooper, la notte precedente ha appena massacrato la ex moglie e il suo compagno, oggi non è d’accordo che qualcuno gli metta eccessiva fretta. Frustrato, violento, rabbioso, incontenibile nelle spaventose manifestazioni, pronto a far valere quelle “ragioni” che sempre più va costruendosi nella propria mente, Cooper ingaggerà con la donna una donna davvero all’ultimo sangue, inseguendola e minacciandola, arrivando alla sua casa, ai suoi familiari, agli amici. Rachel dovrà lottare duramente per difendere se stessa e gli altri. Con un occhio a “Duel” di Steven Spielberg e ad “Un giorno di ordinaria follia” di Joel Schumacher. Durata 90 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 2, The Space Parco Dora sala 1-4-6, The Space Le Fornaci sala 1-3-8, Uci Lingotto sala 4 e 5)

 

Guida romantica ai posti perduti – Commedia drammatica. Regia di Giorgia Farina, con Jasmine Trinca, Clive Owen e Irène Jacob. Paure, sconfitte, forse redenzioni. Allegra e Benno abitano da anni nello stesso condominio ma non si conoscono. Lei è una blogger di viaggi che non s’è mai mossa dal proprio appartamento, piena di debolezze e di paure, lui è un giornalista di radici inglesi che ha promesso mille volte alla moglie di rinunciare ai troppi bicchieri ma non ce la fa e ricade ogni giorno nel vizio dell’alcol. Ma il destino imprevedibile è dietro l’angolo: partiranno insieme per un lungo viaggio dall’Italia all’Inghilterra, metaforico quanto reale, alla ricerca di quei “posti perduti” che nessuno dei due ha mai visto. Durata 106 minuti. (Nazionale sala 1, Uci Lingotto sala 9, The Space Le Fornaci sala 7)

 

Little Joe –  Drammatico. Regia di Jessica Hausner, con Emily Beecham e Ben Whishaw. Alice lavora in un laboratorio botanico dove si progettano nuove specie di vita vegetale. Con alcuni colleghi ha creato un nuovo fiore bellissimo alla vista e dalle notevoli qualità terapeutiche: se conservato infatti in un’atmosfera confortevole e trattato con affetto, è in grado di migliorare la vita di chi lo possiede. Preoccupata per il suo rapporto con il figlio adolescente Joe, Alice porta a casa uno dei fiori e gli dà il nome di Little Joe. Poco alla volta l’umore del ragazzino muta in maniera inquietante e così quello dei colleghi di Alice, che si convince sempre più che Little Joe sia in grado di manipolare la mente umana. Durata 105 minuti. (Greenwich sala 3)

 

Il meglio deve ancora venire – Commedia drammatica. Regia di Alexandre de la Patetellière e Matthieu Delaporte, con Fabrice Luchini e Patrick Bruel. Arthur e César  coltivano un’amicizia che risale ai tempi dell’infanzia, bella e solida pur essendo di carattere completamente opposto: tanto Arthur è mite e timido quanto Cesar è allegro e sciupafemmine. Un giorno Arthur, che è ricercatore medico, ritira alcune analisi fatte dall’amico scoprendo che César è stato colpito da un tumore incurabile: non trova il coraggio di comunicarglielo. Tuttavia, per un equivoco, è César ad essere convinto che il malato sia Arthur e che per lui resti poco tempo da vivere. Decidono entrambi di trascorrere un po’ di tempo insieme e partono per una vacanza. Gli interpreti in altre occasioni ci hanno dato risultati migliori e la sceneggiatura accusa momenti di stanchezza che fanno a tratti ristagnare l’intera vicenda. Durata 118 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Romano sala 2, The Space Parco Dora sala 7, The Space Le Fornaci sala 4, Uci Lingotto sala 1)

 

Miss Marx – Commedia. Regia di Susanna Nicchiarelli, con Romola Garai e Patrick Kennedy. La storia della figlia minore dell’autore del “Capitale”, Eleanor, della sua indipendenza, della sua allegria, delle sue passioni, della sua collaborazione con il padre, del suo amore per il teatro (una passione per Shakespeare che citava a memoria, mise in scena l’ibseniana “Casa di bambola” e fornì la prima traduzione inglese di “Madame Bovary”). Una delle prime donne ad essersi avvicinata in pieno Ottocento ai temi del socialismo e dell’emancipazione femminile. Innamoratasi perdutamente di Edward Alling, un attivista con cui condivise passione politica e letteraria, quando scoprì che l’uomo, malato, aveva sposato di nascosto una giovane attrice, per il dolore si suicidò, a soli 43 anni. Durata 102 minuti. (Ambrosio sala 2 anche V.O., Eliseo Rosso, Romano sala 1, Uci Lingotto sala 1)

 

Il primo anno – Commedia drammatica. Regia di Thomas Lilti, con Vincent Lacoste e William Lebghil. Antoine inizia per la terza volta il primo anno del corso di medicina, Benjamin, figlio di un medico, è al suo rimo tentativo. La strada dell’affermazione non è facile, in un ambiente estremamente competitivo, tra notti dedicate allo studio e nella consapevolezza di quanti altri ragazzi come loro vogliano intraprendere la stessa strada e di quanto pochi siano i posti a disposizione. Si tratta di trovare la forza e il coraggio per affrontare il presente e costruire un solido futuro. Segnalato dal Sindacato Nazionale Critici: “Attraverso l’emozione e il rispetto per i suoi personaggi, il film riesce nell’impresa – mai facile – di raccontare il sacrificio di moltissimi giovani che si avvicinano all’istruzione superiore. Una commedia intelligente e vivacissima, sfaccettata e divertente che omaggia la centralità della scuola nella società contemporanea con sguardo che evita banalità e luoghi comuni”. Durata 92 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

Non odiare – Drammatico. Regia di Mauro Mancini, con Alessandro Gassmann e Sara Serraiocco. Simone Segre è un medico triestino, di origine ebraica. Un giorno si trova a soccorrere un uomo, vittima di un incidente stradale: quando tuttavia scopre una svastica tatuata sul petto dell’uomo decide di non prestargli soccorso. L’uomo muore, nessuno è testimone dell’accaduto. Rimangono i sensi di colpa. Simone decide di rintracciare la famiglia della vittima, ne fa parte anche un ragazzo, che coltiva aspre idee di neonazista. Opera prima presentata alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Durata 90 minuti. (Massaua)

 

Notturno – Documentario, drammatico. Regia di Gianfranco Rosi. Tre anni di ricerche e di girato, uno sguardo sul Medio Oriente, l’umanità di quei luoghi come interprete principale di quei panorami, la guerra e i disperati, la Siria ma anche il Libano, l’Iraq, il Kurdistan, gli invasori e gli occupanti che mutano di occasione in occasione, i bambini, abbandonati a se stessi, che mostrano i loro disegni ma anche i segni delle torture che i genitori hanno subito, lo spettacolo teatrale messo in scena dai pazienti di un ospedale psichiatrico, la madre che va in visita alla prigione dove il figlio è stato torturato e ucciso. Immagini che Rosi cattura e che rende in un realismo assoluto. Durata 96 minuti. (Massimo sala Cabiria)

 

Padrenostro – Drammatico. Regia di Claudio Noce, con Pierfrancesco Favino e Barbara Ronchi. Una storia autobiografica, la fine degli anni Settanta, gli anni di piombo, il terrorismo, la violenza riversata su troppe famiglie. La storia del regista (una confessione coltivata negli anni e a lungo rimandata), circa decenne, costretto a confrontarsi con una realtà che non si sarebbe mai immaginato di dover incontrare, un trauma inatteso e difficile da superare. Gli anni bui dell’Italia, l’agguato a suo padre, allora dirigente dell’Antiterrorismo (che sopravvisse), sotto le finestre di casa. Ma anche l’amicizia con Christian, poco più grande di lui, e il racconto di un’estate del tutto diversa da quelle finora trascorse. Favino vincitore della Coppa Volpi alla Mostra di Venezia. Durata 120 minuti. (Massaua, Eliseo Grande, Ideal, Reposi sala 1, The Space Parco Dora sala 3-5-8, The Space Le Fornaci sala 5-8, Uci Lingotto sala 8)

 

Le sorelle Macaluso – Drammatico. Regia di Emma Dante, con Donatella Finocchiaro. La drammaturga e regista, al suo secondo appuntamento con il cinema (dopo “Via Castellana Bandiera”, applaudito a Venezia sette anni fa), porta sullo schermo il testo che è stato uno dei successi delle passate stagioni teatrali, riducendo i personaggi e trovando nuove suggestioni con la macchina da presa. Un film al femminile, gli uomini sono banditi. Una famiglia in una Palermo decadente, una casa antica con la sua piccionaia chiusa al piano più alto, una gita al mare in una giornata di sole che si tramuterà in tragedia e la vita di ognuna ne rimarrà imprigionata. Soltanto donne, viste e rappresentate nelle loro tre diverse età, l’infanzia l’età di mezzo e la vecchiaia, fatte di vita e di morte, tra sogni e ricordi. Durata 100 minuti. (Massimo sala Rondolino, Nazionale sala 2)

 

Tenet – Drammatico. Regia di Christopher Nolan, con John David Washington, Robert Pattinson, Michael Caine e Kenneth Branagh. Ultima fatica del regista di “Inception”, roboante, misteriosa e confusa, capace con stupida necessità di negarsi alla comprensione dello spettatore, fitta di lampi misteriosi fin dal dialogo, di sovrapposizioni e sdoppiamenti inconcludenti, di confusioni tra passato e futuro, fatta di un presente che certo non chiarisce. In un futuro più o meno lontano, all’alba di una minacciata terza guerra mondiale, l’umanità è sull’orlo della più completa distruzione: l’anonimo Protagonista, catapultandosi per il mondo attraverso i più diversi scenari, dovrà vedersela con il più raffinato e agguerrito spionaggio internazionale, soprattutto con l’oligarca russo Andrei Sator, tentando con l’aiuto di misteriosi segni di scongiurare il pericolo che si sta avvicinando. Durata 146 minuti. (Massaua, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 1, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 3-5-7, Uci Lingotto sala 2-7-10, The Space Le Fornaci sala 3-4-7-9)

 

Una intima convinzione – Drammatico. Regia di Antoine Raimbault, con Marina Foïs e Olivier Gourmet. Nora ha presenziato al processo di Jacques Viguier, accusato dell’omicidio della moglie, ed è tuttora convinto della sua innocenza. Temendo un errore giudiziario, convince un principe del foro ad assumerne la difesa nel processo d’appello. Mentre l’imputato ha i giorni e le speranze sempre più contati, la ricerca della verità da parte di Nora si trasforma in un’ossessione. Durata 110 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

Undine – Un amore per sempre – Drammatico. Regia di Christian Petzold, con Paula Beer e Franz Rogowski. Durata 90 minuti. Undine lavora in un museo berlinese, riempiendo le sue giornate nella speranza di dimenticare Johannes. Un giorno l’avvicina Christoph e tra i due scoppia l’amore. Sembrano giungere giorni felice ma quando Christoph scopre l’esistenza di Johannes muta immediatamente idea sulla ragazza. Spetterà a questa riconquistarlo, vendicandosi del suo passato e dell’uomo che l’ha lasciata. A Paula Beer l’Orso d’argento alla Berlinale quale migliore attrice. Durata 92 minuti. (Centrale, Due Giardini sala Ombrerosse)

 

Un lungo viaggio nella notte – Drammatico. Regia di Bi Gan. Un giovane ritorna nella città da cui se ne è andato 12 anni prima, all’indomani di una relazione che non è riuscito a dimenticare. Fa il possibile per ritrovare la donna e per ricostruire quanto è avvenuto, ma i ricordi si mescolano all’immaginazione. Durata 138 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Waiting for the Barbarians – Drammatico. Regia di Ciro Guerra, con Robert Pattinson, Greta Scacchi, Johnny Depp e Mark Rylance. Tratto dal romanzo omonimo di J.M. Coetzee, con un occhio attento al “Deserto dei Tartari” di Buzzati (e al film di Zurlini) come, già nel titolo, al “Godot” beckettiano, l’attesa di qualcuno che forse non arriverà mai. Una postazione di frontiera, ai confini di un non precisato impero, terre sconfinate e popolazioni su cui un funzionario amministrativo, vicino alla pensione ma innamorato di quei luoghi che non vorrebbe mai abbandonare, ha steso da anni un velo di tranquillità e di giustizia. Ma con l’arrivo del colonnello Joll la vita dell’avamposto cambia completamente, i metodi duri e sanguinosi, ingiusti, l’ordine deve essere salvaguardato con ogni mezzo. L’equilibrio che ha visto la propria affermazione viene meno, la violenza prende il suo posto. Due civiltà a confronto, chi sono adesso i veri barbari? Durata 114 minuti. (Massaua, Lux sala 3, Reposi sala 4)

Il senso della storia

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni/ Andando a fare piacevolmente shopping  in centro, mi sono imbattuto in un gruppetto di persone attorno ad un assessore,  il gonfalone comunale e due bandiere piemontesi che ricordavano in piazza San Carlo i caduti dei moti di protesta contro il trasferimento della capitale da Torino a Firenze, in vista di essere portata a Roma come avvenne 150 anni fa

C’era anche un Tenente dei Carabinieri che assai poco c’entrava con quella celebrazione che implicitamente ed anche esplicitamente coinvolgeva l’Arma benemerita in termini negativi. E‘ incredibile che Sindaco e Comune abbiano ignorato la data del 20 settembre e ricordino invece una data negativa e brutta della storia torinese, seguendo i luoghi comuni del più vistoso e banale piemontesismo ,incapace di guardare, andando oltre ai propri occhi, alla nuova Italia nata dal Risorgimento. Sono atteggiamenti che ricordano la virulenza antitirisorgimentale della Lega di Bossi.
Io a palazzo Carignano ho detto domenica scorsa, ricordando la Breccia di Porta Pia del XX settembre 1870, che noi viviamo nel mito del Risorgimento, opposto al mito e alla vulgata antirisorgimentale e antipatriottica di chi ha demonizzato la pagina più importante della nostra storia che segno’ il nostro riscatto nazionale. I pochi torinesi di piazza San Carlo dovrebbero leggersi qualche pagina di Croce, di Omodeo,  di Romeo per capire cosa fu il Risorgimento che Salvemini definì ciclopico. Ogni Nazione ha un suo mito e per noi il primo mito fondante, come diceva Luraghi, è il Risorgimento . Poi a debita distanza viene il mito resistenziale.
I facili revisionismi piemontardi e neo borbonici che si elidono a vicenda, riprendono cose non vere o enfatizzano alcuni errori che di fronte al grande disegno cavouriano, garibaldino e mazziniano di unire l’Italia sono davvero piccole cose.
E‘ strano o, al contrario, è  ovvio che Appendino non capisca il senso della storia, come diceva Omodeo.

Carcaveja, conosci il significato di questa parola piemontese?

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castello spettrale Carcaveja

Rubrica a cura del Centro Studi Piemontesi

Carcaveja. Non è un esercizio noioso curiosare tra le pagine dei dizionari: porta sempre a scoprire parole che da anni non capitava di sentire o di leggere. Facendo una ricerca sul REP (Repertorio Etimologico Piemontese, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2015) mi sono imbattuta in Carcaveja: una parola che ricordo in uso in anni lontani e poi scomparsa, e per forse per questo conserva una specie di magia. La traduzione è: incubo, spettro, fantasma; miraggio; aria piena di vapori delle giornate di gran caldo estivo…. Leggiamo dal REP: “voce di uso domestico, versione piemontese dell’espressione ‘calca la vecchia’, derivata da un’antica e diffusa credenza secondo la quale l’incubo è l’anima di un mostro o di una strega che, nelle sembianze di una vecchia, ‘calca, schiaccia’ nel sonno il dormiente disturbandone la quiete…”.

L’esito del voto guardando a Torino

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IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / I risultati delle elezioni regionali rivelano che il Pd tiene le sue posizioni e anche il centro- destra  riesce ad ottenere buoni risultati, anche se non riesce a vincere in Toscana, in Campania e in Puglia. Le amministrative rivelano risultati a macchia di leopardo.

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La guida del centro – destra da parte di Salvini appare non condivisa dall’elettorato  liberale e moderato e la stessa Lega sembra aver perso attrattività, almeno al centro e al Sud. Le autonomie regionali appaiono molto rafforzate e i candidati presidenti  si sono rivelati determinanti, come rivelano Zaia, De Luca ed Emiliano.
Il contraccolpo sul governo è tale da stabilizzarlo, malgrado il crollo dei Cinque Stelle. Il risultato del referendum a favore del si’ appariva scontato perché la furia anti-casta ha avuto modo di esprimersi, al di là del ragionamenti dei sostenitori del No. Siamo di fronte ad un governo che non ha la maggioranza nel Paese, perché il cedimento dei pentastellati toglie un numero  consistente di consensi. In queste condizioni pensare ad un governo che duri fino alla scadenza della legislatura appare un fatto anomalo rispetto ad una maggioranza netta di regioni governate dal centro-destra. Sarà difficile trovare un’intesa tra governo centrale e governo regionale. Soprattutto preoccupa un governo che governa con con decreti legge che snaturano la lettera e lo spirito della Costituzione. Nel 2021 si voterà per il Sindaco di Torino. Appendino appare dopo la condanna fuori gioco. La lezione del 20 settembre andrà riletta per le elezioni torinesi. Occorrerà trovare candidati validi che finora non ci sono stati. Ma occorreranno anche e soprattutto  alleanze che sia nel centro – sinistra sia nel centro – destra siano diverse da quelle viste per le regionali. Torino ha sensibilità particolari. I partiti debbono riflettere e proporre idee e schieramenti capaci di far uscire dallo stagno la città.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com

Rock Jazz e dintorni Arrivano i Bud Spencer Blues Explosion e la Banda Osiris

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Gli appuntamenti musicali della settimana

 

Martedì.  Al Blah Blah si esibisce il cantautore Bob Priori. All’Hiroshima Mon Amour Lodo Guenzi e Bebo Guidetti componenti de Lo Stato Sociale, propongono un reading tra Tondelli e Calvino.

Mercoledì. Al Blah Blah è di scena Francesco Stabile. All’Off Topic si esibisce la cantautrice Rosita.

Giovedì. Al Jazz Club suonano i pianisti Emanuele Sartoris e Massimiliano Gènot impegnati ad eseguire il “Totentanz” di Franz Liszt. Allo Spazio 211 si esibiscono i Rock’nRoll Kamikazes mentre al Blah Blah si esibisce Skulla.

Venerdì. Al Jazz Club è di scena il trio della cantante Sonia Schiavone.  All’Hiroshima si esibisce il rapper Murubutu. Al Cafè Neruda il chitarrista Luigi Tessarollo si esibisce in duo con il pianista Riccardo Ruggeri.

Sabato. Allo Spazio 211 suonano i Bud Spencer Blues Explosion. Al Jazz Club si esibisce il quartetto di Fabio Giacalone. Al Fassino di Avigliana è di scena la funambolica Banda Osiris con lo spettacolo “Funfara”. Al Cafè Neruda si esibisce Il Sogno di Pablo. All’Hiroshima è di scena il cantautore Lucio Corsi.

Domenica. All’Off Topic si esibisce Pit Coccato. Allo Spazio 211 per “A Gozerian Sunday” suonano Treehorn, Collars, One Dyng Wish, Nudist, Hate & Merda.

 

Pier Luigi Fuggetta

 

(foto grande: I l a r ia  M a g lio c chi etti)

 

 

 

 

La foto di Vincenzo Solano

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Magnifica Torino / Scorci di Piazza Castello.

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