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Tutti in Riviera con i nuovi convogli

treno porta susaOgni sabato Torino sarà collegata alla Liguria grazie a due treni supplementari. L’iniziativa  è  di Trenitalia su richiesta della Regione Piemonte 

 

L’incontro fra l’assessore regionale Francesco Balocco e il direttore di Trenitalia Piemonte, Gregorio Pascal Laurent, ha sortito gli effetti sperati.

 

Per fare fronte al sovraffollamento vacanziero, ogni sabato, Torino sarà collegata alla Liguria grazie a due treni supplementari. L’iniziativa  è  di Trenitalia su richiesta della Regione Piemonte. 

 

I convogli sono previsti dal 28 giugno al 2 agosto: Torino Porta Nuova-Albenga (7:20-10:05) e Albenga-Torino Porta Nuova (18:30-21:30).

 

(Foto: il Torinese)
  

Chiama il 1522, un aiuto concreto

Il Centro Antiviolenza della Città di Torino risponde alle chiamate della linea telefonica dedicata 1522 nei giorni: Lunedì dalle 14.00 alle 18.00, Mercoledì – Giovedì – Venerdì dalle 9.00 alle 13.00. Negli stessi giorni e orari è possibile venire di persona al Centro che ha sede in Via Bruino, 4 presso il Centro per le Relazioni e le Famiglie

 

violenzaSul sito ufficiale della Città, www.comune.torino.it, alla voce pari opportunità, si possono leggere tutte le informazioni utili sul Centro Antiviolenza del Comune. Negli ultimi 30 anni la violenza nella popolazione generale è drasticamente aumentata. Le ragioni sono complesse e correlate ai cambiamenti sociali avvenuti in questi anni e tuttora in corso. Le dimensioni del fenomeno, in gran parte ancora “sommerso” (i dati indicano al 90 % le violenze che non emergono allo scoperto), sono tali da renderlo un problema di salute pubblica globale per il suo impatto sulla salute fisica, psicologica della donna, dei suoi figli, dei suoi familiari e per i costi sociali che ne derivano.

 

Il Centro Antiviolenza della Città di Torino risponde alle chiamate della linea telefonica dedicata 1522 nei giorni: Lunedì dalle 14.00 alle 18.00, Mercoledì – Giovedì – Venerdì dalle 9.00 alle 13.00. Negli stessi giorni e orari è possibile venire di persona al Centro che ha sede in Via Bruino, 4 presso il Centro per le Relazioni e le Famiglie (Piano Terra). La sede è raggiungibile con i pullman 56, 65, i tram 16 e 9, la Metro (fermata Bernini).

 

Il Centro Antiviolenza fornisce una risposta ed un aiuto a tutte le donne che subiscono violenze e maltrattamento. Opera in collaborazione con la rete dei soggetti istituzionali (forze dell’ordine, autorità giudiziarie, ospedali) e delle risorse del privato sociale (associazioni di volontariato afferenti al Coordinamento Cittadino e Provinciale Contro la Violenza sulle Donne).  Leggiamo sul sito web che il Centro Antiviolenza offre un primo sostegno qualificato attraverso:

 

  • ascolto e orientamento alle scelte in un’ottica di sicurezza aiutando la donna a esplicitare il suo bisogno e il suo problema
  • accoglienza e accompagnamento nella scelta del percorso da intraprendere per uscire dalla violenza
  • protezione per la donna e i suoi figli nelle situazioni di emergenza o pericolo
  • orientamento e assistenza legale offerti da avvocate specializzate per avere informazioni sulle scelte possibili e valutare eventuali denunce
  • supporto psicologico per la donna per affrontare la condizione di paura e dipendenza e riconquistare l’autostima
  • confronto e riflessione di gruppo sul disagio maschile (opportunità rivolta specificamente agli uomini).

Sono disponibili i seguenti ulteriori interventi, nell’ambito di alcuni progetti specifici a favore delle donne vittime di violenza e maltrattamento:

 

• percorsi di accompagnamento nel mondo del lavoro rivolti alle donne seguite dal Centro Antiviolenza

• trattamento psicoterapico rivolto alla coppia in difficoltà (con una relazione conflittuale che rischia di diventare violenta o maltrattante ma non lo è ancora)

• trattamento psicoterapeutico individuale per uomini che hanno usato violenza e/ o maltrattamento.

 

Il Centro Antiviolenza per l’attivazione degli interventi di cui sopra si avvale del contributo di differenti professionalità – educatrici professionali, psicologhe, avvocate, counsellors – che operano in modo integrato al fine di offrire un aiuto alle diverse necessità della donna che ha subìto violenza. Le operatrici sociali, le professioniste e le volontarie del Centro dedicate all’ accoglienza e all’ intervento con le donne sono tutte di genere femminile, dipendenti della Città di Torino, delle ASL, delle Associazioni di volontariato: Almaterra, Casa delle Donne, Donne e Futuro, Gruppo Abele, Scambiaidee. I professionisti ed i volontari che operano con gli uomini che si rivolgono al Centro Antiviolenza, sono di genere maschile e fanno parte delle Associazioni Gruppo Abele e Cerchio degli Uomini. Il Centro Antiviolenza della Città di Torino collabora con i Servizi Sociali, sia centrali che circoscrizionali, nei casi in cui è necessario intervenire per tutelare l’incolumità della donna sola o anche dei suoi bambini.

 

Cosa c’è da sapere

 

1. Non hai limiti di tempo per sporgere denuncia in caso di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p. – fatti di violenza fisica, psicologica, economica, reiterati e continuati nel tempo); tale denuncia non è revocabile. In seguito alle modifiche introdotte dalla nuova legge sul femminicidio, nel caso di maltrattamenti in famiglia viene assicurata la costante informazione alle parti offese in ordine allo svolgimento dei procedimenti penali (notifica alla parte offesa della revoca /modifica della misura cautelare applicata al maltrattante, notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari – art. 415 bis c.p.p.)

2. nel caso di violenza sessuale (art. 609 bis  c.p.) il tempo utile per la denuncia è prolungato fino a sei mesi e la denuncia è irrevocabile; in alcuni casi può essere procedibile d’ufficio

3. puoi sporgere denuncia anche nel caso di un singolo episodio di violenza quale lesione personale (art. 582  c.p.), ingiuria (art. 594 c.p.)

4. nei casi di stalking ovvero atti persecutori (art. 612 bis c.p.) hai sei mesi di tempo per denunciare e la denuncia è irrevocabile solo nei casi di “gravi minacce ripetute”, ad es. con armi (vedi nuova legge sul femminicidio n. 119/13)

5. è opportuno che tu sappia che dopo una denuncia si apre un procedimento penale contro l’autore delle violenze e potrebbe esserci un provvedimento di allontanamento dell’aggressore e altre misure cautelari, in relazione al rischio

6. è garantito l’anonimato a colei /colui che informa l’autorità di una violenza domestica di cui viene a conoscenza riguardante una terza persona

7. alla persona vittima di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, stalking, è garantita l’assistenza legale con il patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dal reddito.

 

(Fonte: www.comune.torino.it)

Chi Marchionne ferisce di Marchionne perisce

MARCHIONNE MANICHINOLe manifestazioni di protesta del 5 e 10 giugno scorsi, a giudizio di Fiat “costituiscono una palese violazione dei più elementari doveri del rapporto di lavoro”

 

I 4 operai cassintegrati che “suicidarono” Sergio  Marchionne nel piazzale del  polo logistico Fiat di Nola, impiccando un manichino con la sua effigie,  hanno ricevuto la lettera di licenziamento dalla casa madre del Lingotto.

 

Le manifestazioni di protesta del 5 e 10 giugno scorsi, a giudizio di Fiat “costituiscono una palese violazione dei più elementari doveri discendenti del rapporto di lavoro, ed hanno provocato gravissimo nocumento morale all’azienda ed al suo vertice societario”.

 

Chi Marchionne ferisce di Marchionne perisce.

Tour alla scoperta delle aziende subalpine

Tutti i segreti delle migliori creazioni locali: prodotti di aziende che hanno fatto la fortuna economica della nostra città, di cui sono simboli storici riconosciuti nel mondo

 

Lavazza cavalloTutti comodi sul bus navetta alla scoperta delle aziende storiche torinesi. L’iniziativa più che interessante – ma poco pubblicizzata – nasce per iniziativa di Turismo Torino e Camera di Commercio.

 

Si tratta di un modo originale per trascorrere il tempo libero, conoscendo tutti i segreti delle migliori produzioni subalpine: prodotti di aziende che hanno fatto la fortuna economica della nostra città, di cui sono simboli storici riconosciuti in tutto il mondo.

 

 

DURATA DELLE VISITE: dalle 2 alle 4 ore a seconda dell’azienda

PREZZO: Euro 10,00 per persona – Euro 5,00 possessori Abbonamento Musei e bambini sotto 12 anni

GRATIS con la Torino+Piemonte Card Silver

 

Info: www.turismotorino.org

 

(Foto: il Torinese)

Marchionne innesta la retromarcia e va incontro agli operai

Il fatto più eclatante è che il supermanager abbia annunciato: niente stop agli straordinari e ok ai trasferimenti da Mirafiori. Una significativa apertura che i sindacati dovranno valutare nella sua concretezza

 

marchionnePossono sembrare tanti  10.468.902 milioni di ore di cassa integrazione in Piemonte, ma il calo è del 7,6% rispetto al mese di aprile (+14,3% ordinaria, -28,1% straordinaria, +61,7% in deroga). Lo segnala il Rapporto diramato dalla Uil che indica anche il numero di  lavoratori  interessati: in tutto  62.641, con una flessione di 5.189 sempre a confronto con aprile. Calo considerevole a Torino:  -48,2%. Intanto, a proposito  di cassa integrazione in deroga  Cgil, Cisl e Uil di Torino rammentano che il 30 giugno scade l’accordo con la Regione ma l’incertezza è totale.

 

Notizie molto significative, ma a rubare loro la scena nella cronaca è senza dubbio la visita a sorpresa di Sergio Marchionne  alla Maserati di Grugliasco. Si è trattato di un forte segnale di distensione rispetto al clima infuocato che si era creato nei giorni scorsi quando i lavoratori dello stabilimento avevano dichiarato:  “Siamo contenti e orgogliosi di essere parte di uno degli stabilimenti più moderni e non ci siamo mai tirati indietro. Ma ci sono problemi e vanno affrontati. Noi siamo orgogliosi della nostra italianità fatta di risultati eccellenti e di etica del lavoro, ma l’etica del lavoro prevede che ci siano rapporti reciproci”.

 

 Un chiaro riferimento all’ad Fiat-Fca che, in risposta allo sciopero annunciato dagli stessi dipendenti aveva deciso il blocco degli straordinari e di fermare il trasferimento di 500 lavoratori dalle officine di Mirafiori. Il supermanager ha visitato la fabbrica e ha incontrato alcuni capisquadra. Il fatto più eclatante è che abbia annunciato: niente stop agli straordinari e ok ai trasferimenti. Una significativa apertura che i sindacati dovranno valutare nella sua concretezza.

 

(Foto: www.fiatspace.com)

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Il Mondiale in vetrina

I negozi torinesi, con un tocco di creatività, hanno studiato iniziative legate ai Mondiali, per abbellire le proprie vetrine e per suscitare la curiosità dei clienti

 

mondail vet1I tempi sono grami, per l’economia – soprattutto – e per la Nazionale che non ha proprio brillato nell’incontro di sabato con il Costarica.

 

E allora ecco che i negozi torinesi, con un tocco di creatività, hanno studiato iniziative legate ai Mondiali, per abbellire le proprie vetrine e per suscitare la curiosità dei clienti.mond vet2

 

Noberasco, tempio delle delizie in via Gramsci, ha esposto un calciobalilla e riproduzioni di palloni realizzati con frutta secca.

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Trony, in via Lagrange mette in mostra i manifesti delle propria offerta commerciale legata all’evento calcistico: “Sconti da campioni”.

 

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Anche la catena di supermarket Carrefour ha ideato una vantaggiosa iniziativa collegata a decine di prodotti: se l’Italia vince ti verranno rimborsati al 100%, se perde o pareggia al 50.

 

mond carrefAl bar Nazionale di via Po la granita tricolore è esposta nei distributori all’ingresso, pronta a dissetare i passanti.

 

Eataly, riferendosi ai Mondiali ironizza: “Mangiamoceli tutti!” e invita i clienti ad assistere alle partite attraverso gli schermi all’interno dello store.

 

Nei negozi Tim, lo slogan è “Vivi la passione più grande del mondo” e anche qui le vetrine sono tricolori.

 

Infine, una classica e allegra vetrina di gadgets colorati, esposti nella tabaccheria fronte binari di Porta Nuova.

 

Non ci resta che attendere  la prossima prova degli Azzurri con l’Uruguay.

 

Piergiorgio Minazzi

 

(Fotoservizio: il Torinese)

Lidl, che fenomeno!

Se una volta i tipici utenti  erano le famiglie di immigrati che facevano lo spesone un paio di volte la settimana, oggi il discount punta tutto sugli italiani, amanti della spesa al dettaglio. L’obiettivo è attirare sempre più clienti. I piccoli e medio borghesi di una volta che vogliono risparmiare.  Anche a Torino

 

LidlE’ tempo di crisi è vero. Ma c’è chi riesce comunque a far di necessità virtù, e non solo trae profitto – come pochi – in questi tempi, ma crea valore aggiunto alla propria attività. Parliamo della catena dell’hard discount che spopola in tv con una miriade di spot , la LIDL. Qualcuno ha notato come è cambiata la comunicazione pubblicitaria del marchio da qualche anno ad oggi? Al principio gli spot puntavano ad attirare i consumatori facendo percepire che chiunque, a piccoli prezzi, poteva comprare quell’arnese da tenere in cucina benché di poca utilità. O magari un rastrellino per curare le piantine di basilico, che dava comunque un senso soddisfazione, creando l’effetto, “nonostante la crisi, anch’ io ce l’ho”. Invece, lo spot del momento punta tutto su uno slogan che trasforma in vera e propria tentazione farsi un giro , almeno una volta, in un Lidl: “Non cambiare stile di vita, cambia supermercato”.

 

E come comunica questo messaggio per invogliare il ceto medio,  il colosso europeo del discount? Con un bello spot dove una Audi A6 viaggia sulle note di Gianna Nannini, diretto da un famoso regista nazionalpopolare, Lucio Lucini, che per intenderci ha lavorato con Federico Moccia e per la realizzazione di videoclip dei Pooh. E all’interno del punto vendita, come sottolinea il messaggio pubblicitario, è un vero e proprio tripudio di prodotti Made in Italy, ben sette articoli su dieci sono italiani. Oltre alle cosiddette “etichette di proprietà”, perché è “vietato” chiamarli sottomarchi, si trovano prodotti Ferrero, Barilla, Buitoni e tanti altri brand di eccellenza italiana, la differenza rispetto agli stessi prodotti venduti in supermercati  non low cost, sta proprio nel prezzo. Lo stesso prodotto, acquistato al discount costa meno. Dunque se una volta i tipici clienti di un punto vendita Lidl erano le famiglie di immigrati che facevano lo spesone un paio di volte la settimana, acquistando prodotti in scatola dal nome impronunciabile, oggi Lidl punta tutto sugli italiani, amanti della spesa al dettaglio , che si recano anche ogni giorno per  la spesa quotidiana,  per il pane fresco o che amano curiosare anche tra i prodotti non-food, come biciclette, o copri sedili per auto. Dunque l’obbiettivo è attirare sempre più clienti (i piccoli e medio borghesi di una volta) che puntano sui prezzi del discount per risparmiare,  per non farsi mancare nulla in tavola e al tempo stesso usare le risorse risparmiate per concedersi un auto più bella piuttosto che abiti griffati.

 

In Torino città sono presenti ben 12 punti vendita della catena, tra i quali via Carlo Alberto, Corso Potenza, Corso Brunelleschi, via Pianezza. Da segnalare che di fronte al supermercato di via Carlo Alberto stazionano da tempo gruppi di sbandati che acquistano tetrapak di vino e lo consumano sul posto. La situazione ha causato le proteste di alcuni residenti e un’interpellanza in Comune, senza però risultati apprezzabili. In provincia esistono altri 17 negozi, per esempio a Susa, Moncalieri, Pinerolo, Ivrea, Alpignano, Carmagnola.

 

Ma chi è il capitalista del lowcost, colui che fa della crisi globale il proprio boom economico? Di questo personaggio si sa ben poco, poiché è talmente riservato da rinunciare addirittura medaglie al merito. Si chiama Dieter Schwarz, vive a Heilbronn in Germania, a pochi chilometri dalla sede centrale dell’azienda. Classe 1939, sposato con Franziska, pare che vadano in vacanza solo nei paesi in cui opera la catena Lidl. E’ sua abitudine spostarsi in utilitaria, senza autista, per mantenere il totale anonimato e poter visitare indisturbato i suoi punti vendita. Ai congressi ai quali partecipa usa badge senza foto e con nomi altrui. Ha una fortuna stimata in miliardi di euro, non ben quantificati, dato che i suoi legali sono pronti a diffidare qualsiasi fonte giornalistica tenti di pubblicare l’ammontare del suo patrimonio. Questo ricco e potente magnate insomma, mantiene il più assoluto riserbo cercando in quell’austerità che gli conviene, di far passare il suo ultimo slogan : ” Lidl, anch’io! “.

 

Clelia Ventimiglia

 

(Foto: il Torinese)

 

 

 

 

 

 

Alle Molinette primo trapianto di rene pre-dialisi

Ad essere operata una paziente di 29 anni, malata di glomerulonefrite

 

molinetteSi è trattato del primo  trapianto di rene pre-dialisi in assoluto. Ha avuto successo e si  è tenuto al Centro trapianti di rene delle Molinette.  

 

Ad essere operata una paziente di 29 anni, malata di glomerulonefrite.  Il trapianto preventivo di rene  è vantaggioso per la riuscita dell’operazione e anche per l’aspettativa di vita del paziente, al quale viene evitato un fastidioso periodo di dialisi.

 

Il Piemonte è regione all’avanguardia per questo tipo di interventi chirurgici.

 

(Foto: il Torinese)

C’era una volta ad Alpette…

Per una volta in questa rubrica parliamo di un insolito e commovente “rapporto di coppia”: quello tra una sola maestra per una sola allieva. Nessun banco che si sposta , nessuno a cui prestare la matita, nessuno da sgridare perché “troppo chiacchierone”. Non c’è bisogno di fare l’appello ed il registro di classe potrebbe anche non esserci. Quello tra la maestra e l’allieva è un rapporto 1 a 1

 

SCUOLA1Isabella Corvelli e Sofia Viola: 33 anni la prima, 8 la seconda. Due generazioni lontane, due mondi differenti eppure, da quasi un anno, entrambe dipendenti l’una dall’altra. Già, perché Sofia è l’unica alunna della maestra Isabella. Sembra una storia romanzata in stile libro “Cuore”, invece nella sua particolarità ed unicità, è la vera storia di quello che è accaduto per tutto l’anno scolastico nella scuola elementare di Alpette. Ribattezzata dalla stampa inglese “la scuola più piccola al mondo”, l’elementare di Alpette, paesino con circa 270 abitanti a poco più di 50 km da Torino, sta vivendo giorni di popolarità comparendo non solo sulle testate giornalistiche italiane, ma addirittura su quelle internazionali.SCUOLAXX

 

Una sola maestra per una sola allieva: nessun banco che si sposta , nessuno a cui prestare la matita, nessuno da sgridare perché “troppo chiacchierone”. Non c’è bisogno di fare l’appello ed il registro di classe potrebbe anche non esserci; tuttavia le sei ore di lezione si svolgono come in tutte le altre scuole, come se in classe ci fossero venti scolari. Quello tra la maestra e l’allieva è un rapporto 1 a 1, una proporzione insolita da avere in classe, soprattutto in tempi come questi dove i tagli al settore scuola ed il sovraffollamento delle aule fanno da padroni.

 

Nonostante la situazione non sia stata sempre questa (l’anno scorso c’erano altri 4 bambini più grandi che, avendo finito la quinta, sono passati alle medie) quella di Sofia rimane una storia molto discussa e che ha suscitato non poche polemiche. C’è infatti chi sostiene essere poco educativo “l’isolamento” che questa bimba di 8 anni è stata costretta a subire, e che, nonostante la sua maestra la porti due volte a settimana nella scuola di Cuorgnè, (scuola dove sono presenti anche alcuni dei suoi piccoli compaesani),questo non basti per farla socializzare con gli altri bambini.

 

SCULAXXXXSu questo tema è intervenuto ovviamente anche il sindaco di Alpette Silvio Varetto, che ha dichiarato(se sarà possibile) di voler continuare a tenere l’elementare aperta nonostante la presenza di un solo alunno, in modo da incentivare nuove famiglie ad andare a vivere in questi paesi di montagna.

 

Se la scelta del primo cittadino sia giusta oppure no possono dircelo solo la piccola Sofia e la sua famiglia. La cosa certa è che dopo anni di notizie agghiaccianti su insegnanti che maltrattano e abusano i bambini e su scuole che cadono a pezzi, l’elementare di Alpette, con la sua forza e la sua voglia di non mollare nonostante tutto, rappresenta la scuola italiana nel suo profilo migliore. Sofia è una bambina allegra, intelligente e con tanta voglia di imparare; Isabella è una donna che ha fatto dell’insegnamento e dell’amore per i bambini la sua vita. Perchè far sì che una brava maestra rimanga senza lavoro e che un’alunna rimanga senza la possibilità di imparare da chi vuole lei? Perchè dividere un binomio che funziona così bene insieme?SCUOLA5

 

Di solito le favole che si raccontano ai bambini narrano di super- eroi che lottano per il bene e per le cose che amano. Isabella e Sofia amano quella scuola e hanno deciso di rimanere diventando l’una l’eroina dell’altra. Chissà, potrebbe essere bello che qualche favola, un giorno, possa cominciare con:” C’era una volta una maestra e la sua allieva..”

 

Simona Pili Stella

#renzinontitemo e Gradenigo, USB in sciopero

I temi principali della serrata: il rinnovo economico dei contratti, la precarietà, le esternalizzazioni e le privatizzazioni

 

USB2L’appuntamento nazionale è a Roma in Piazza della Bocca della Verità, per lo sciopero generale dei dipendenti della pubblica amministrazione. Lo slogan rivolto al Governo è racchiuso nell’hashtag  #renzinontitemo.

 

I temi principali della serrata: il rinnovo economico dei contratti, la precarietà, le esternalizzazioni e le privatizzazioni.USB1

 

A Torino, davanti al palazzo del Consiglio regionale, un nutrito gruppo di rappresentanti dell’ USB – Unione sindacale di base ha manifestato anche per la situazione difficile della sanità con la presenza di alcuni dipendenti dell’ospedale Gradenigo.

 

(Foto: il Torinese)