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LIFESTYLE - page 3

Linguine al pesto di acciughe, che sapore!

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Un primo dal sapore tipicamente mediterraneo, saporito, economico e pronto in pochi minuti. Le acciughe, fonte di preziosissime sostanze nutritive, sono le protagoniste di questo piatto, abbinate alla croccantezza dei pinoli e dei pistacchi non deluderanno i palati piu’ esigenti.
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Ingredienti
160gr. di pasta Linguine
4 filetti di acciughe sott’olio
½ spicchio di aglio
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di pistacchi di Bronte
1 piccolo peperoncino
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 mazzetto di prezzemolo
Olio evo q.b.
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Lavare il prezzemolo, asciugarlo, tritarlo grossolanamente con la mezzaluna insieme all’aglio, al peperoncino, due filetti di acciuga, i pinoli ed i pistacchi. Cuocere la pasta in acqua poco salata. In una larga padella scaldare due cucchiai di olio con i rimanenti filetti di acciuga, lasciarli sciogliere e poi, aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare bene. Scolare la pasta nella padella, aggiungere il pesto di acciughe diluito con mezzo mestolino di acqua di cottura, amalgamare il tutto e servire subito.

Paperita Patty

Fumetti cult: 1952, nasce Tiramolla

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Erano anni, quelli, in cui in Italia nasceva e prosperava un’originale linea di fumetti comici. Ne facevano parte, a buon diritto, fra i tanti, tre personaggi che raggiunsero una grande popolarità: Cucciolo, Beppe e Tiramolla. Il loro creatore grafico è stato Giorgio Rebuffi

Gli anni Cinquanta, oltre ad essere il periodo in cui la Rai iniziò le trasmissioni televisive in bianco e nero, s’avviava la corsa allo spazio e l’Olivetti realizzava la mitica “Lettera 22”, sono stati anche anni formidabili per il fumetto italiano. Le tirature diventarono importanti per una rinata industria del fumetto che portava sul mercato una concorrenza “made in Italy” ai classici d’oltreoceano targati Usa.

Tex, Pecos Bill, Kinowa, Capitan Miki, il Grande Blek, il Piccolo Ranger e le loro epopee avventurose, in primo luogo, ma non solo. Erano anni, quelli, in cui in Italia nasceva e prosperava un’originale linea di fumetti comici. Ne facevano parte, a buon diritto, fra i tanti, tre personaggi che raggiunsero una grande popolarità: Cucciolo, Beppe e Tiramolla. Il loro creatore grafico è stato Giorgio Rebuffi, prolifico inventore di protagonisti e comprimari del fumetto comico italiano.

Nato a Milano nel 1928, Rebuffi ( che è morto nell’ottobre scorso, ad 86 anni) iniziò la sua attività di professionista del fumetto nel 1949, creando lo Sceriffo Fox ( un corvo nero, con tanto di pistole e stella) per le edizioni Alpe: le stesse che porteranno al successo Cucciolo e Beppe che, di lì a poco, saranno affidati proprio alle cure di Rebuffi per un decisivo “restyling”. I due, infatti, avevano fatto il loro esordio nel 1941, disegnati da Rino Anzi. Quelli che in origine erano due cagnolini antropomorfi, sotto la penna e i pennini di Rebuffi, si trasformeranno in una coppia (uno alto e smilzo, l’altro basso grassottello) che farà il verso un po’ a Topolino e Pippo (anche qui il piccoletto è scaltro e l’allampanato è un po’ svampito) e anche ad analoghe coppie comiche del cinema, come Gianni e Pinotto e Stanlio ed Ollio. Nell’agosto del 1952 compare per la prima volta al pubblico dei bambini e ragazzi italiani, a pagina 12 del numero 8 di Cucciolo mensile, un nuovo protagonista dei fumetti: si chiama Tiramolla. L’episodio in questione è il primo di una storia lunga che si concluderà con la quarta puntata nel n. 11 (novembre 1952).

Dieci anni dopo, i quattro episodi verranno unificati e ristampati con il titolo “Il mistero della villa” (Le storie di Tiramolla – anno II n. 18, 23 agosto 1962). La penna che lo tratteggia è quella dell’eclettico Rebuffi e Tiramolla (ideato da Roberto Renzi), elastico personaggio di caucciù con il cilindro in testa, aristocratico e pigro ma, suo malgrado, coinvolto in guai ed avventure andrà a formare il trio con Cucciolo e Beppe. I tre, assieme ad una serie di straordinari comprimari (il malvagio Bombarda, il menagramo Giona,il maggiordomo Saetta,il cane Ullaò, il nipotino Caucciù e, soprattutto, Pugacioff, il perennemente affamato e sovversivo “luposki della steppaff”), segneranno in modo indelebile il fumetto comico di quegli anni. Un fumetto fatto di storie semplici e un po’ ingenue, ricche di invenzioni e di gag, storie che hanno accompagnato i lunghi e spensierati pomeriggi di tanti di noi quando eravamo bambini e ragazzi.

 

Marco Travaglini

La Torta cremosa cocco e limone

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Prepariamo insieme questa semplicissima torta, speciale per ogni occasione, ideale per soddisfare un’ improvvisa voglia di qualcosa di dolce, dal gusto fresco, agrumato e appagante.

Ingredienti:

1 uovo intero
130gr zucchero
50 gr. burro
370ml.latte fresco intero
60gr. farina di cocco
50gr. farina bianca
2 cucchiai di succo di limone
Scorza grattugiata di un limone
1 bustina vanillina
Zucchero a velo e farina cocco per decorare.

Far fondere il burro e lasciar raffreddare.
Montare nel mixer l’uovo intero con lo zucchero, aggiungere il burro, il latte, il succo del limone e la scorza grattugiata, la vanillina, la farina bianca e la farina di cocco.
Foderare una teglia (diametro 18) con carta forno.
Versare l’ impasto e infornare a 160gradi per 30 minuti poi, a 180 gradi per altri 30 minuti circa. Quando fredda decorare con zucchero a velo e farina di cocco.
Conservare in frigo, servire fredda.
Ottima preparata il giorno prima.

Paperita Patty

La città e le Alpi viste dalla collina

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Una splendida veduta panoramica di Torino. La foto è di Mario Alesina

Sfoglia croccante alla crema

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Una croccante sfoglia caramellata che racchiude una deliziosa crema pasticcera aromatizzata al limone. Un perfetto connubbio di morbidezza e friabilita’, semplice e irresistibile.

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Ingredienti

 

1 confezione di pasta sfoglia pronta quadrata

500ml. di latte fresco intero

4tuorli

100gr. di zucchero

40gr. di maizena

1 bustina di vanillina

1 limone

Zucchero a velo

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Preparare la crema pasticcera. Portare ad ebollizione il latte aromatizzato con la buccia di limone grattugiata, lasciar intiepidire e filtrare. Lavorare i tuorli con lo zucchero, unire la vanillina, versare il latte a filo sempre mescolando. Cuocere la crema a bagnomaria per circa 10 minuti. Lasciar raffreddare, aggiungere il succo di  ½ limone senza mai smettere di mescolare. Disporre una base di sfoglia su un piatto da portata, coprire con la crema pasticcera, mettere la seconda sfoglia, ricoprire con la crema. Disporre l’ultima sfoglia, spolverizzare di zucchero a velo, guarnire a piacere. Servire fresca.

 

Paperita Patty

Rumori bianchi per dormire e rilassarsi

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Il rumore della pioggia, delle onde del mare e di altri suoni della natura, ma anche della lavatrice, del phon o dell’aspirapolvere possono essere rilassanti, possono aiutare la concentrazione, favorire il sonno e   farci lavorare e studiare meglio

I rumori bianchi, o white noise, sfruttano tutte le frequenze dei suoni, dalla più bassa alla più alta, senza produrre picchi improvvisi o oscillazioni del tono. Questa costanza di ritmo e di cadenza favorisce il rilassamento grazie ad una sorta di sospensione auditiva, di carezza sonora che ci isola da tutti gli altri rumori che provocano fastidio. L’attributo “bianchi” si deve al confronto con l’ omonima luce, detta anche acromatica, che contiene tutti i colori dell’arcobaleno. Ascoltando questi suoni, aiutati da cuffie o auricolari di buona qualità, è possibile coprire rumori molesti come il traffico, schiamazzi, frastuoni all’interno dell’abitazione e persino quei fastidiosi acufeni che inficiano la qualità della vita quotidiana. Sono consigliati anche per conciliare il sonno dei bambini e grazie all’utilizzo di diverse applicazioni scaricabili sui cellulari, come Baby sleep sounds, oltre ai suoni di origine naturale, si possono trovare anche ninne nanne e nenie per loro studiate. Ovviamente ci sono modalità di utilizzo da seguire per il corretto utilizzo e per non esporre i bambini ai suoni troppo a lungo. Per gli adulti invece i rumori bianchi sono facilmente rintracciabili su Spotify o sul sito White Noise definito “l’Instagram dei suoni rilassanti”.
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Sembra che il rumore maggiormente utilizzato   per rilassarsi sia il ventilatore, ben 5 milioni di ascolti, su Box Fan Sound, di Spotify. Altri molto gettonati sono l’aria condizionata, la pioggia e incredibilmente quello dell’aereo. Considerata l’utilità e il supporto che i rumori bianchi possono dare per rilassarsi e aiutare il sonno   è stato creato, in vari modelli,   un vero e proprio dispositivo generatore di questi suoni, che dopo aver rilevato il rumore spiacevole da eliminare, lo converte in una lunghezza d’onda opposta annullandolo del tutto. Ovviamente parliamo di effetti acustici gestibili e non, per esempio, del rumore molto forte di un trapano o della tv a tutto volume. Un altro strumento per l’attenuazione, e a volte la completa rimozione, dei rumori sgradevoli sono le cuffie o le auricolari con il noise cancelling, capaci infatti di eliminare gli antipatici rumori di fondo. E’ molto confortante sapere che se abbiamo bisogno di rilassarci, concentrarci o semplicemente isolarci possiamo farlo ovunque, a casa, in aereo, in treno e persino in ufficio. I rumori bianchi ci permettono, infatti,   di creare la nostra bolla di tranquillità e di non esporci, almeno temporaneamente, a tutti quei rumori che minano quotidianamente la nostra tranquillità e affievoliscono la nostra capacità di concentrazione.

Maria La Barbera

 

Fare pace con se stessi

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Il monaco zen, poeta e costruttore di pace Thich Nhat Hanh ci insegna a guarire le ferite dell’infanzia e ad affrontare la vita adulta con serenità

Essere bambini è la fase più spensierata della nostra vita, quel momento in cui ogni parte di noi, almeno in teoria, dovrebbe essere dedicata alla gioia e alla serenità. Spesso è così, l’infanzia ci regala letizia e beatitudine, ma questo periodo dell’esistenza è, sfortunatamente, anche in grado di procurare ferite che ci seguono e ci accompagnano fino in età adulta creando in noi sofferenza e frustrazioni non sempre superabili con semplicità.

L’autore di questo libro, candidato nel 1967 al Premio Nobel per la Pace da Martin Luter King ed esponente del Buddismo Impegnato, che mette insieme le pratiche di non violenza con l’attenzione ai problemi ambientali, cercando di non sottovalutare una problematica tanto complessa e comprendendo a pieno le difficoltà di tale percorso, vuole insegnarci a riconoscere  i traumi dell’infanzia, accettarli e  affrontarli attraverso alcune pratiche accessibili a tutti.

Rabbia, tristezza e paura, che spesso ci impediscono di vivere in maniera soddisfacente la nostra vita da adulti,  devono essere ascoltati con gentilezza e consapevolezza; quel bambino o bambina che è dentro di noi ancora sofferente ci sta chiedendo aiuto e vuole essere soccorso da un passato che lo ha fatto patire.

Thich Nhat Hanh ci insegna a calmare le emozioni dolorose, a lasciare andare, prendendoci cura di noi stessi risvegliando la gioia e accettando a vita così come è. Ci spiega come la meditazione, la respirazione, la camminata consapevole ci possono essere di supporto per ritrovare la serenità e ci dice quanto sia necessario dirigere l’attenzione sul momento che stiamo trascorrendo.

Infine ci invita a comunicare e a confortare il bambino ferito che è in noi, ci spinge ad instaurare un dialogo con lui o lei; secondo il monaco, infatti, è molto importante lasciare andare il passato, è determinante non lasciarci invadere da quel dolore che ancora da adulti ci può condizionare.

La riconciliazione è possibile avendo cura di noi, non facendoci influenzare da cosa dicono gli altri, smettendo di pensare troppo e vivendo il presente.

Molto significative le storie di guarigione, utili le meditazioni e gli esercizi di respirazione per sciogliere la tensione, generare gioia e rendere la mente felice.

Questo Libro, dunque, edito da Terra Nuova, è uno stimolo a guardare dentro di noi con gentilezza e poesia, per vivere in pace nel qui e ora.

Maria La Barbera

Delicata insalata di calamari 

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Ideale tutto l’anno , questa fresca insalata di mare si può proporre come antipasto freddo o secondo leggero. 
L’aggiunta di lamelle di mandorle dona al piatto una piacevole croccantezza.

Ingredienti 

2 calamari freschi di medie dimensioni 
1 cuore di sedano 
Scaglie di parmigiano q.b. 
Lamelle di mandorle q.b. 
Olio evo, sale, pepe, limone q.b. 

Cuocere i calamari, precedentemente puliti, in acqua bollente leggermente salata per circa 10 minuti (dipende dalle dimensioni), scolare e lasciar raffreddare. Nel frattempo lavare il cuore di sedano, affettarlo sottilmente. In una terrina mettere i calamari tagliati a piacere, aggiungere il sedano, condire con un’emulsione di olio, pepe, sale e limone, mescolare bene, aggiungere le scaglie di parmigiano e un attimo prima di servire le lamelle di mandorle.
Servire freddo o tiepido.

Paperita Patty 

E’ tempo di smartworking anche in gelateria

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Mentre le gelaterie sono chiuse Alberto Marchetti ha lanciato ai suoi collaboratori un’idea che ha subito conquistato tutti: due ore di collegamento ogni giorno, dedicata alla formazione

Anzitutto un modo per fare squadra, anche ai tempi del Coronavirus. E poi l’occasione, preziosa, per dedicarsi alla conoscenza delle materie prime e di tutti i produttori grazie ai quali le gelaterie di Alberto Marchetti riescono ad offrire un gelato così amato e apprezzato.

Da anni Alberto Marchetti studia e ricerca per portare le piccole storie e i prodotti eccezionali del territorio all’interno delle proprie gelaterie, per fare in modo che la gente conosca, apprezzi, assaggi tutto ciò che di buono la natura ci regala e rischia di scomparire.

“Voglio approfittare di questa pausa per aiutare i miei ragazzi a capire ancora meglio ed in maniera più approfondita cosa c’è dietro (e dentro!) il mio gelato. Qualche volta la frenesia della quotidianità non ci permette di approfondire argomenti che per me sono la vera base di un buon gelato e questa è l’occasione giusta per farli innamorare del mestiere più bello del mondo!

Tutti i giorni, puntuali alle 10.30, ci collegheremo dalle nostre case, tutti insieme per due ore di “lezione”. Parlerò della mia idea di gelato: semplice, fresco e buono. Ma non sarò solo perché collegati con me ci saranno, giorno dopo giorno, tutti i produttori con i quali collaborano. E sarà dalla loro voce che ascolteremo tutto quello che c’è da sapere sullo zucchero, sulla nocciola, sul latte…

Contadini, imprenditori e anche chef…il sabato e la domenica saremo infatti collegati con degli chef che ci insegneranno qualche trucco in cucina!

Alla formazione non mancheranno anche i momenti di didattica più leggera ed esperienziale, con protagonisti della scena torinese non necessariamente legati al cibo, ma che ci fanno capire che la bellezza, l’allegria e la creatività non vengono a mancare nemmeno nelle situazioni fuori dall’ordinario cime quella che stiamo vivendo.
Ci sono momenti che paiono lunghi, invece sono dei trampolini utili per lanciarsi nel futuro che sarà”

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