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I migliori 100 vini rosa d’Italia

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Si brinda con Le Notti Rosa:

 

Slow Food Editore e le Condotte Slow Food di nuovo insieme per un altro evento vinoso: il ciclo di cene che celebra “l’anno più rosa di sempre”

Il programma aggiornato su Slow Wine

Partirà venerdì 12 luglio il ciclo di serate dedicate a I migliori 100 vini rosa d’Italia, il volume pubblicato recentemente da Slow Food Editore che ha riscosso grande successo in occasione della presentazione ufficiale durante il Vinitaly 2019 a Verona.

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Si tratta di una guida, frutto del lavoro e della competenza della redazione di Slow Wine, dedicata a una tipologia enoica troppo a lungo trascurata.

 

Scrivono i curatori del libro Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni: «Stagionali, sottovalutati, dimenticati, relegati a categoria a parte, spesso denigrati. Questo è quanto accade in Italia ai vini rosa. […] Con questo volume vogliamo raccontare quanto siano affascinanti, perché c’è un gran bisogno a nostro avviso di far crescere il settore e di posizionarlo allo stesso livello di quello dei maggiori produttori al mondo».

 

Fortunatamente pare che i tempi siano maturi e il 2019 si sta rilevando come uno degli anni più rosa di sempre: tantissima attenzione da parte della stampa, non solo di settore, e un fiorire di iniziative sul tema.

 

Non ultime arrivano le Notti Rosa: un ciclo di una quindicina cene che da luglio investiranno tutto lo stivale da Nord a Sud. La redazione Slow Wine, in stretta collaborazione con le Condotte territoriali dell’associazione Slow Food, ha coinvolto Osterie, Enoteche e Wine Bar in serate conviviali dove i protagonisti saranno i produttori, i loro vini rosa e le loro storie.

 

Durante le serate i partecipanti potranno gustare una selezione di sei etichette recensite e raccontate nella guida I migliori 100 vini Rosa d’Italia in abbinamento a interessanti proposte gastronomiche e riceveranno inoltre una copia omaggio della pubblicazione.

 

Il libro prevede alcuni capitoli iniziali sul nome, sui colori, sulle tecniche di produzione e sul mercato dei vini rosa italiani. Si passa poi a sei ampie schede sui territori più vocati e sulle principali denominazioni di origine, concludendo con le schede delle migliori 100 etichette.

 

Questi gli appuntamenti de Le Notti Rosa finora in programma:

 

Ristorante Il Dado, Rivara (TO) – 12 luglio 2019

Condotta Neretina – Relais Il Mignano, Nardò (LE) – 12 luglio 2019

Condotta Vallagrina Alto Garda – Locanda delle Tre Chiavi, Isera (TN) – 14 luglio 2019

Condotta di Lecce – Ristorante Lilith, Vernole (LE) – 14 luglio 2019

Condotta di Chieti – Chiostro del Convitto Nazionale G. B. Vico, Chieti – 15 luglio 2019

Fisar Milano – Daniel Canzian, Milano – 16 luglio 2019

Condotta Cremonese – Cascina Lagoscuro, Stagno Lombardo (CR) – 16 luglio 2019

Condotta di Livorno – Ristorante Montallegro, Livorno – 17 luglio 2019

Condotta Valli Orobiche – N.O.I. Restaurant, Bergamo – 18 luglio 2019

Condotta Romana – Sede Slow Food Roma – 13 settembre 2019

Osteria Zanchetti, Fossombrone (PU) – data da definire

Condotta di Pesaro – data da definire

Condotta di Como – data da definire

Condotta di Treviso – data da definire

Condotta Piana degli Ulivi – data da definire

Bar straordinari

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In giro per il mondo alla ricerca dei locali più singolari

 

Il viaggio è scoperta, conoscenza e arricchimento. Attraversare il mondo equivale ad immergersi in culture diverse ed abitudini insolite consentendoci di conoscere vite e luoghi straordinari. Monumenti, vestigia di antiche civiltà, siti di spirituale e religiosa vocazione, opere architettoniche, tutto questo ci attrae e crea in noi la curiosità e l’interesse che ci spinge all’esplorazione.

Il patrimonio e la cultura di un luogo sono rappresentate però anche da quelle consuetudini, da quei momenti e da quegli spazi dedicati al relax, alla convivialità e ai piaceri che coinvolgono il palato, il gusto e le gioie dei sapori, soprattutto se tutto ciò avviene in location uniche e piene di fascino come alcuni deliziosi e originali bar.

Da una parte all’altra del globo possiamo trovare locali davvero incantevoli, espressione dell’estro e della genialità,   frutto della fantasia e della creatività folcloristica, sedi indiscusse di incanto per gli occhi e per il gusto.

Tra i locali più mirabolanti troviamo lo Sky Bar a Bangkok, in Thailandia. Una vista mozzafiato e ipnotica al sessantatreesimo piano del Lebua Hotel a 250 metri di altezza. Il bancone psichedelico cambia colore, una esperienza unica librati e brilli dei magnifici panorami tailandesi.

Cambiando decisamente stile e continente, in Svizzera e precisamente a Gruyères, c’è l’H.R. Giger Museum Bar un omaggio all’omonimo all’artista elvetico   creatore del personaggio principale del film Alien. L’atmosfera, gelidamente metallica, è assolutamente in tema con la famosa pellicola cinematografica, si ha la suggestiva sensazione infatti di stare nella pancia di una creatura preistorica spaventosa.

Spostandoci verso ovest, negli USA, a New York, abbiamo un bar dai toni decisamente old fashion: il Bemelmans Bar, all’interno del Carlyle Hotel le cui pareti sono state decorate da Ludwig Bemelmans, celebre autore di libri per bambini. Le immagini iconiche delle opere dell’autore sono colorate e piacevoli, gli arredi di eleganza decò, le luci soffuse, la musica jazz regala serate magiche. Per gli amanti del Martini, la soddisfazione è garantita, sembra infatti che, in questo luogo incantato, che sia uno dei migliori di New York.

Continuando il nostro viaggio verso ponente, a San Francisco, in California, c’è lo Smuggler’s Cove, un divertentissimo bar in stile piratesco. Navi da corsari in pieno stile Disney, 400 tipi di rum, 70 cocktail tropicali. Puro divertimento e serate da bucaniere!

Tornando in Asia, esattamente in India a Mumbai, il Blue Frog Lounge regala un ambiente moderno, avveniristico: una configurazione hi-tech di cerulei cerchi incapsulati. Una struttura centrale avvolta da cabine cilindriche dove accomodarsi, pavimento ondeggiante in plexiglass trasparente con effetti di luci LED. Una “acoustic lounge” dove mangiare, ascoltare musica ma anche uno studio di registrazione.

Rientrando nel vecchio continente, nella meravigliosa Dubrovnik, in Croazia, all’interno di una spettacolare caverna naturale è situato il Cave Bar. Un caffè o un aperitivo al tramonto seduti internamente al fresco o sulle terrazze sono una esperienza di sicuro fascino e ristoro, un tuffo in mare proprio lì davanti poi completa definitivamente un piacere di rara meraviglia.

 

Anche nella nostra bella penisola possiamo trovare magnifici bar, antichi e storici, di design, dal gusto retrò. Tra i più gettonati c’è il Riad Yacout di Milano, stile marocchino raffinato, ambientazioni che ci riportano nella splendida Marrakech. Un “laboratorio del gusto”, un ristorante dove deliziarsi con le specialità culinarie del Maghreb e una atmosfera esotica, misteriosa e ammaliante.

 

Maria La Barbera

 

 

Pizza rustica, la bontà delle cose semplici

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La bellezza della semplicita’. Pochi semplici ingredienti che si uniscono e danno vita ad uno dei simboli della tradizione italiana nel mondo: la pizza

Una base croccante farcita con pomodoro, mozzarella, olive. Prepararla in casa e’ davvero semplice e veloce, non occorrono particolari capacita’, potete impastare la base nella planetaria o a mano, il risultato sara’comunque garantito. Profumata, calda, filante….impossibile resisterle!

***
Ingredienti :
(dosi per tre teglie tonde da 28cm)
 
500gr. di farina 0
5 cucchiai di olio evo
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale fino
1 bustina di lievito secco tipo Mastro Fornaio
275ml di acqua tiepida
Salsa di pomodoro rustica q.b.
Mozzarella q.b.
Olive taggiasche q.b.
Filetti di acciuga (facoltativi, a piacere)
Basilico o origano
***

Preparare l’impasto base. Impastare, nel mixer o a mano, per almeno dieci minuti, la farina precedentemente setacciata con la bustina di lievito secco, aggiungere lo zucchero, il sale, l’olio ed infine l’acqua tiepida. Quando si e’ ottenuta una palla morbida ed elastica, metterla sul piano di lavoro infarinato e riprendere ad impastare a pugno chiuso con forza, sbattendo ripetutamente l’impasto sul tavolo. Quando la pasta si presentera’ liscia ed inziera’ a formare delle piccole bolle, inciderla con quattro tagli a croce, metterla in una terrina infarinata, coprirla con un tovagliolo e riporla in forno o nel micronde (spenti) al riparo da correnti d’aria per almeno quattro ore. Terminata la lievitazione riprendere l’impasto, impastarlo nuovamente sino a sgonfiarlo, tagliare la pasta in tre parti, stenderla a mano o con il mattarello,sistemarla nelle teglie  tonde  foderate con carta forno, guarnire con passata di pomodoro, mozzarella a dadini, olive, filetti di acciughe o altro a piacere, irrorare con un filo di olio, salare. Infornare nel forno preriscaldato alla massima potenza e cuocere ciascuna pizza per circa 15/20 minuti. Servire calda.

 

Paperita Patty

Il rilancio della moda sportiva francese parte da Carmagnola

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Il marchio sportivo francese Vuarnet, molto in voga sulle spiagge californiane negli anni Ottanta, rinasce grazie all’azienda Offer Srl, approdando a Pitti Immagine

 

Italia e Francia sono sempre più vicine e mettono in campo sinergie preziose, come nel caso  dell’azienda sportiva Offer Srl di Carmagnola, che rilancia il marchio francese di occhiali ed abbigliamento da montagna Vuarnet per la stagione Primavera 2020. Carmagnola, così, non è solo più il centro noto per la Sagra del Peperone, ma diventa un polo dove si disegnano e sviluppano capi di abbigliamento.

Proprio la Offer Srl si è cimentata di recente in questo, presentando la nuova collezione a Firenze, a Pitti Immagine, composta di felpe, pantaloni tecnici e costumi elasticizzati da uomo, capaci di proteggere il corpo dai raggi solari. La Offer Srl è un’azienda di abbigliamento sportivo nata negli anni Ottanta, che vanta oggi collaborazioni con diversi marchi internazionali, come Museum, Vuarnet, EA 7, Aeronautica Militare, ma anche Juventus, Milan e Roma. Per la prima volta è stata lanciata anche la nuova linea Apparel ed il piumino “Pitti limited edition”, che ha celebrato il debutto di Vuarnet al Pitti Immagine. Prodotto a Carmagnola, costituisce un capospalla in color block sul bianco, rosso e blu, che si richiama alle origini francesi del marchio Vuarnet.

La Offer ha voluto puntare anche sulla linea Legend, rendendo di nuovo più che mai attuale la moda ispirata allo spirito del surf in voga negli anni Ottanta e Novanta, soprattutto sulle spiagge californiane.

Vuarnet rappresenta il fiore all’occhiello della Offer Srl e costituisce lo storico marchio francese nato nel lontano 1957 dalla sinergia tra lo sciatore Jean Vuarnet ed il famoso ottico Roger Pouilloux.

“Nel 2016 abbiamo ottenuto la licenza per la distribuzione e la produzione di Vuarnet – ha spiegato Marco Formato che, con il fratello Diego, ha ereditato la storica azienda di famiglia –

I capi presentati al Pitti Immagine saranno a breve disponibili nello Store Vuarnet di Parigi, sul sito del brand e presso boutique e brand selezionati. Per la nostra azienda cercare di produrre in Italia risulta fondamentale, i pullover di Vuarnet sono tutti confezionati nel nostro Paese. D’altronde il made in Italy è tra i termini più ricercati sul web”.

 

Mara Martellotta

L’oroscopo di Platone: le stelle di luglio

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AFORISMA

La speranza è qualcosa con le ali, che dimora nell’anima e canta la melodia senza parole, e non si ferma mai.
Emily Dickinson

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Pagina FB – Astrologia di Platone

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ARIETE
Dal 21 marzo al 20 aprile

DENARO E LAVORO. Ci sarà un cambiamento del solito quotidiano che vi infastidisce e preoccupa. Fatevene una ragione poiché durerà e si stabilizzerà nel tempo portando anche alcuni benefici. Attraversate un periodo strano, vi sentite demotivati e qualcosa o qualcuno vi ha deluso. Questo è il momento per prendervi una pausa. Cercate di riflettere attentamente prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento o lavorativa. È il momento giusto per immergervi nel lavoro, anche se ci potrà essere qualche contrattempo ci proverete gusto e avrete delle soddisfazioni.

AMORE E ARMONIA. Chiacchiere riportate da persone vicine e fidate vi recheranno dispiacere perché nate da invidia e gelosia. Siate superiori e sdrammatizzate poiché se analizzate a fondo possono essere anche lette positivamente. Apre molti più cuori la dolcezza dell’arroganza.

 

BENESSERE E SALUTE. BENESSERE E SALUTE. Il cielo si rischiara e l’animo si rasserena mentre il corpo pulsa per ritrovare nuove energie. Curate l’alimentazione e la respirazione e, se ne avete bisogno, il periodo è favorevole per cure “risoluti”.


LEONE
Dal 23 luglio al 23 agosto

DENARO E LAVORO. Anche se non tutto andrà come vorreste, sarete comunque in grado di prendere le decisioni giuste, mantenete calma e “sangue freddo”. Continua il periodo positivo ma con qualche calo. Gli astri stanno avviandosi in un percorso a voi propizio, dipenderà tutto da come la penserete. Se riuscirete a non essere troppo dispersivi, i risultati arriveranno, grazie al vostro innato modo di porvi e il successo sarà assicurato se manterrete la calma rispettando i tempi di maturazione degli eventi.

AMORE E ARMONIA. Siete impegnati nel costruire qualcosa di permanente, un primo incontro vi potrebbe lasciare indifferenti ma il secondo….no!  Anche in amore la prudenza non è mai troppa. Avrete delle ottime opportunità ma, un comportamento troppo spavaldo, potrebbe infastidire la persona a cui tenete.

BENESSERE E SALUTE. Organizzate la giornata al meglio, meno ore di lavoro ma dedicate maggiori energie agli impegni, senza però rinunciare a un po’ di tempo libero per rilassarvi. Non sempre cogliete l’aspetto positivo delle cose.


SAGITTARIO
Dal 23 novembre al 21 dicembre

DENARO E LAVORO. Spese inattese possono turbare la vostra tranquillità ma con impegno e volontà si possono superare. Nell’immediato potete soprassedere ma con questa maniera d’agire, si ritarda solo una problematica che andrebbe invece risolta, una volta per sempre. Cercate di finire le attività lasciate in sospeso prima di intraprendere nuove iniziative. Dovete usare il buon senso ed affrontare un problema alla volta, otterreste risultati migliori e non vi sentireste così sotto pressione. Impegnatevi ma senza strafare mantenendo calma e lucidità decisionale.

AMORE E ARMONIA. Tempo di relazioni profonde e durature, abbiate il coraggio di riconoscere ciò che provate. Ampi benefici nella sfera affettiva con rapporti dolci e sereni e, tranquillità e tenerezza, che non mancheranno.

BENESSERE E SALUTE. Cercate di essere meno disponibili e di conseguenza, meno stressati. Dovreste prendervi un periodo di pausa e relax o dedicarvi maggiormente a voi stessi. Lo stress eccessivo nuoce al vostro benessere personale.


TORO
Dal 21 aprile al 20 maggio

DENARO E LAVORO. Nessuno cerca di tarparvi le ali ma le stelle frenano le vostre iniziative, dovete imparare a fare tesoro del loro invito alla razionalità. Non fate l’errore di gettarvi a testa bassa in spese folli, al contrario tenete ben salde le redini della vostra economia e, il budget, ricomincerà a salire. Non reagite in modo troppo vivo a ogni provocazione piuttosto, convogliate le energie sui vostri progetti.

AMORE E ARMONIA. Cercate di essere accorti in questo momento a voi particolarmente avverso. L’essere più tolleranti del solito può giovare al vostro rapporto nonostante la frustrazione causata dalla scarsa propensione del partner nell’esprimere i propri sentimenti.

BENESSERE E SALUTE. Un po’ di malumore che passerà non appena vi dedicherete alla buona cucina, curando soprattutto la qualità, se poi condividerete i vostri manicaretti con le persone più care, vi sentirete in paradiso!


VERGINE
Dal 24 agosto al 22 settembre

DENARO E LAVORO. Un malinteso rischia di rompere gli equilibri faticosamente raggiunti. Mantenete la calma e affrontate ogni incarico con serietà e coerenza, guadagnandovi così l’appoggio e la stima dei colleghi. A volte, l’azione più motivante che una persona può fare per un’altra è di ascoltarla, ma imparare a distinguere i consigli interessati da quelli amichevoli, potrebbe essere la “chiave di svolta”.

AMORE E ARMONIA. Nuovi incontri ed emozionanti avventure nel vostro cielo astrale, qualche possibile contrattempo proveniente dalla famiglia e piccole problematiche inerenti alla vostra salute o di un vostro caro.

 

BENESSERE E SALUTE. Anche se non mancherà un dialogo costruttivo tra voi e le persone che vi sono vicino, vi saranno da parte vostra momenti di insofferenza. In questo momento di armonia psico-fisica vi appaiono piacevoli tanto i doveri quanto i divertimenti, approfittatene a “piene mani”.


CAPRICORNO
Dal 22 dicembre al 20 gennaio

DENARO E LAVORO. Gli Astri propiziano il piacere e la voglia di fare e indicano la miglior strada da seguire, lasciate libero spazio al vostro istinto, forse ancora non lo sapete ma è una guida infallibile. Le vostre idee e metodi vengono capiti e apprezzati concedendovi libertà nel mettere in pratica la vostra linea d’azione, come meglio credete. A volte anche le cose fatte con le migliori intenzioni finiscono per ingarbugliarsi, per evitarlo, ognuno deve procedere secondo i propri ritmi e le proprie inclinazioni.

AMORE E ARMONIA. Tutto sembra fluire all’insegna del buon umore, della creatività e dell’amore. La tendenza è quella di sentirsi felici, intuizioni preziose nell’amore vi regaleranno momenti magici.

 

BENESSERE E SALUTE. Niente di particolarmente grave ma, quando decidete di trascurare il tempo libero per il lavoro, rammentatevi che: “l’aria fresca e il relax rendono povero il dottore”.


GEMELLI
Dal 21 maggio al 21 giugno

DENARO E LAVORO. Avete bisogno di esprimere voi stessi per sentirvi realizzati a livello finanziario e professionale. Servono azioni mirate e continuative, ma ce la farete grazie alle confluenze astrali favorevoli e, alla facilità nella comunicazione e nei rapporti con l’ambiente che vi gravita intorno. Felici intuizioni arrivano sull’onda del periodo fortunato. Pianificate con calma evitando gli sprechi, nel volgere di un breve lasso di tempo si profila un buon affare o una promozione. Cercate di essere meno nervosi per rendere al meglio.

AMORE E ARMONIA. Con il partner l’attrazione fisica reciproca diventa irresistibile e non vi costerà rispondere alle sue pressanti richieste di attenzione. Vi godete un bellissimo sentimento e tutto fila alla perfezione.

 

BENESSERE E SALUTE. Vi stancate più facilmente di prima anche se non lo ammettete, cercate di dormire di più e di passeggiare all’aria aperta, avendo cura dell’alimentazione. Fatevi coccolare e prendetevi delle giornate per rilassarvi e impigrirvi un po’.


BILANCIA
Dal 23 settembre al 22 ottobre

DENARO E LAVORO. Come sanno bene tutti gli atleti, una falsa partenza rompe la concentrazione. A voi accadrà qualcosa di molto simile: vi lancerete in quello che considerate un nuovo progetto per poi subire una battuta d’arresto e ricominciare tutto daccapo. Piccoli cambiamenti dell’ultima ora porteranno a un risultato indubbiamente migliore. Siate lungimiranti e riflettete sul fatto che, anche chi vi sta antipatico, può avere buone idee. Uscite superiori a quanto avevate preventivato.

AMORE E ARMONIA. Se le persone alle quali volete bene non sono d’accordo con voi non pretendete di mettere in pratica le vostre idee a ogni costo. Si prospettano nuovi incontri, esperienze stravaganti e qualche weekend assolutamente idilliaco.

BENESSERE E SALUTE. Potete centrare diversi obiettivi, avete il vento in poppa e niente scalfisce la vostra serenità. Vi sentite vitali, esuberanti e sicuri come non mai, ma attenti a non pestare i piedi a qualcuno e far “franare” questo momento a voi molto favorevole.


ACQUARIO
Dal 21 gennaio al 19 febbraio

DENARO E LAVORO. Sul lavoro qualcuno frena mentre voi accelerate un po’ a casaccio…situazione ambigua ma miracolosamente tutto si aggiusta. A volte evitate nel prendere una decisione o fare una scelta temendo che non sia quella giusta, ma le probabilità di fallimento non dovrebbero mai distogliervi dal sostenere una causa in cui credete. Afferrate al volo la fortuna, intanto che potete…tutto il resto può aspettare.

AMORE E ARMONIA. Le stelle illuminano il vostro cuore con la loro fiamma gentile e vitale. Se ancora non è successo nel recente passato, c’è qualcuno pronto a scagliare una freccia verso il vostro cuore ma, qualche difficoltà nel comunicare, ostacola i vostri desideri.

BENESSERE E SALUTE. Non pensate più ai torti subiti, ma guardate solo avanti. Trascurabili inghippi nel prossimo futuro, limitate i carboidrati e mantenete la rotta in questa direzione.
CANCRO
Dal 22 giugno al 22 luglio

DENARO E LAVORO. Qualcuno nella vostra cerchia lavorativa, fa pesare la sua maggiore esperienza per criticarvi ma senza aiutarvi. Procedete con determinazione, ma per far sì che le cose vadano secondo i vostri desideri, dovrete fare parecchie pressioni. Un collega sul punto di lasciare vi regala una sua preziosa “dritta”, fatene tesoro e ricordate che il pessimismo non ha mai vinto una guerra. Periodo con parecchie opportunità anche piuttosto interessanti, ma la vostra irruenza e impazienza, intralcia gli avvenimenti anziché permettere alle situazioni di maturare.

AMORE E ARMONIA. L’amore non deve implorare e nemmeno pretendere ma deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina.

 

BENESSERE E SALUTE. Periodo che si presenta carico di energia di rinnovamento e che vi spinge verso nuove esperienze. Ricordare, per voi significa rivivere momenti felici.


SCORPIONE
Dal 23 ottobre al 22 novembre

DENARO E LAVORO. Alcuni colleghi non condividono la vostra impostazione, ma funziona e perciò… tacciono. Dovete anche sapere dove affondano le vostre radici, dove trovare un solido terreno, sia esso fisico o culturale, su cui poggiare i piedi per spiccare il grande salto verso il futuro. Insomma, non lanciatevi prima di essere davvero pronti, poi buttatevi senza paura. A volte la miglior strategia è la…difesa! Rallentate il ritmo e aumentate l’attenzione.

AMORE E ARMONIA. La persona amata scatena in voi una ridda di sentimenti. Se la relazione è appena nata, passate dalla passione alla gelosia, se è di lunga data, vedete solo quello che non va e sospirate pensando alla libertà perduta.

BENESSERE E SALUTE. Tutto ciò che farete per la vostra salute, avrà dei benefici a lunga distanza. Ritagliatevi il tempo che vi serve per riposare ma non adagiatevi sulle cose realizzate, guardate avanti.

PESCI
Dal 20 febbraio al 20 marzo

DENARO E LAVORO. Avete lavorato con profitto, ora è il momento del raccolto, godetevelo e intanto, riordinate ed eliminate il superfluo, per dare spazio alle opportunità che verranno. Valutate con cautela un investimento piuttosto consistente. Qualcuno si offrirà di aiutarvi a realizzare uno dei vostri sogni, fornendovi non solo un supporto fisico e mentale, ma addirittura un sostegno economico. Decisioni innovative e coraggiose richiedono maggior impegno, ma riservano soddisfazioni.

AMORE E ARMONIA. L’amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo ma solo quando è sincero. Lasciate aperte le porte del cuore a un sentimento che si tinge di allegria e desiderio di avventura.

BENESSERE E SALUTE. I fattori esterni non vi condizionano è davvero un buon momento. Limitate le proteine animali, gli alcolici e le uscite smodate.

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Alpinia, la storia del giardino di piante alpine e di montagna

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Le piante e i fiori per l’uomo hanno sempre rappresentato qualcosa di molto importante

 

Inizialmente erano l’espressione della natura in cui poteva riconoscere un interesse pratico, concreto: erano le piante (alimentari, medicinali o tessili) che lo aiutavano a vivere, cibarsi, curarsi, vestirsi. Alcune piante erano considerate “magiche” e rappresentavano un punto di vista religioso rilevante. Con il passare del tempo furono costruiti i primi giardini botanici, per piacere estetico e puro spirito di ricerca, senza nessun legame con le eventuali applicazioni pratiche delle loro proprietà. Questi giardini erano luoghi frequentati per imparare a riconoscere le piante tant’è che, attraverso la testimonianza di Diogene Laerzio, si è saputo che Teofrasto aveva fondato ad Atene, a questo scopo, un giardino botanico. Dai giardini pensili di Babilonia ai giorni nostri, per varie fase e con tecniche e finalità diverse, il giardino è diventato uno degli ambienti che hanno accompagnato le varie civiltà. Una delle forme più originali è quella del “ giardino di piante alpine e di montagna”. In Italia il giardino alpino, in senso stretto, nacque nel 1897 con la fondazione di “Chanousia” sul Piccolo S.Bernardo e proseguì trentasette anni dopo, nel 1934, con l’apertura di “Duxia” (l’attuale “Alpinia”) sulle pendici del Mottarone, la “montagna dei milanesi” che domina Stresa, sulla sponda piemontese del lago Maggiore. In questo caso, si trattò – anche grazie alla non elevatissima ma pur sempre rispettabile altitudine d’Alpinia – di un felice compromesso tra un giardino roccioso (con funzioni estetico-decorative) e un giardino alpino (dove sono riunite specie floristiche proprie dei monti, a scopo di studio e conservazione).

Un balcone sul golfo Borromeo

L’orto botanico Giardino Alpinia, di fatto, è uno splendido balcone naturale sul golfo Borromeo del Lago Maggiore e, con gli anni, è diventato una meta irrinunciabile per il turista e per l’appassionato naturalista. C’è chi lo visita, e sono molti, solo per sostare al “Belvedere” – posto nel punto più alto e panoramico del giardino – e godersi lo spettacolo offerto dalla vista che si perde sul lago Maggiore verso Luino e la sponda lombarda, sul golfo Borromeo e le sue isole, sul lago di Mergozzo e sul semicerchio di oltre 150 chilometri di montagne, dalla cima del Fletschhorn alla Zeda, dal Limidario allo Spluga, dal Bernina al monte Generoso fino alle prealpi lombarde. Non vi è dubbio che il verdazzurro del contrasto tra boschi, prati e lago crea una suggestione del tutto particolare. Ma ad Alpinia si va anche per ammirare, passeggiando nei viali, le specie botaniche, soprattutto alpine, che vivono in aiuole e terrapieni. Alpinia è collocato a circa 800 metri d’altitudine, in territorio di Stresa, appena dopo la località “Alpino” di Gignese ed è raggiungibile agevolmente e comodamente sia passando da Gignese e salendo le curve nervose che portano sulla strada che conduce alla vecchia via “Borromea”, sia con la funivia che dal Lido di Carciano a Stresa raggiunge la vetta del Mottarone, fermandosi alla stazione intermedia, che dista poche centinaia di metri dall’entrata del giardino. Sorto per tutelare dall’interesse privato la sua affascinante posizione panoramica, è stato il secondo giardino botanico alpino fondato in Italia, dopo quello di Chanousia in valle d’Aosta. La fruibilità dell’area nuova del giardino (i due ettari d’ampliamento “sotto” l’area storica, che anni fa hanno consentito il raddoppio della superficie del giardino, oggi di 4.000 mq) ha reso possibile la realizzazione della passeggiata sul nuovo percorso, permettendo di visitare questa parte d’Alpinia che è stata espressamente dedicata alle specie autoctone, alla flora spontanea del Mottarone, realizzando così una saldatura con la parte storica del giardino dove dimorano le essenze botaniche più pregiate. In aggiunta venne predisposta anche un’area umida con tutte le essenze acquatiche.

“Tanto magro era il suolo, quanto pregiato era l’ambiente”

Nei primi anni ‘30, il terreno sul quale sorge Alpinia era incolto e quasi improduttivo per la sua natura acida e silicea. Eppure, tanto magro era il suolo quanto pregiato era l’ambiente, grazie soprattutto alle visioni panoramiche di grande ampiezza e bellezza. “In quegli anni – scriveva l’Ambrosini nel 1953 – una sola panchina di legno grezzo, su un dosso a 800 metri d’altitudine, prospiciente il gran quadro del bacino centrale del Lago Maggiore, era quanto di turistico esisteva in posto; vi si giungeva per mezzo di uno stretto sentiero tra ginestre e felci. Quello era il “belvedere” e si sapeva che da quel posto, nel gran silenzio dell’isolamento dal resto del mondo, la vista poteva spaziare su laghi e monti fino a più di centocinquanta chilometri di lontananza “. Il terreno era comunale ma vi furono dei privati che pensarono che lassù potesse sorgere una bella villa, con una vista da sogno. Per non dar nell’occhio, furono offerti venti o trenta centesimi al metro quadro. Appena si seppe della proposta, scattò l’allarme e un ristretto gruppo di “innamorati della montagna “ (come li definì Ambrosini) chiese all’allora Podestà di Stresa di non vendere la località ai privati per conservarla al godimento pubblico. E fu lanciata l’idea: “Farne un giardino di piante alpine aperto a tutti”. Era appena uscito, in ristampa, un libro di Penzig e Fenaroli sulla flora alpina e i “buongustai della scienza gentile”, cioè la botanica, si entusiasmavano per il giardino alpino Chanousia, al piccolo S.Bernardo. In breve la proposta fu formalizzata e il 28 gennaio del 1934, accettata l’idea dal comune di Stresa, nell’aula di segreteria del Municipio, dall’iniziativa d’Igino Ambrosini e Giuseppe Rossi nacque Alpinia (che inizialmente si chiamò “Duxia”, poi ribattezzato “Alpinia” nel 1944). Avviatosi come iniziativa turistica, il progetto divenne anche botanico-forestale. Fu subito redatto il programma iniziale, quello che si può a buona ragione definire il “manifesto” d’Alpinia.

“E’ il più bel posto tra quanti ne vidi girando il mondo!”

“ L’iniziativa di ornare uno dei più bei posti panoramici del nostro paese, il Belvedere d’Alpino sopra Stresa con un giardino di piante alpine, ha i seguenti scopi: conservare al pubblico godimento un luogo di primissimo ordine che altrimenti avrebbe avuto la sicura destinazione a villa privata; dar vita, col giardino, ad un’opera di bellezza aristocratica e popolare insieme, istruttiva, educativa, ricreativa; offrire un ambiente di serena poesia che costituisca un importante richiamo turistico per i visitatori italiani e stranieri...”. La descrizione, più dettagliata, del giardino seguiva lo slancio di queste frasi ma soprattutto, nel concreto, (“con ben scarsa competenza ed esperienza”) prese forma il progetto. Dalla ditta Correvon di Ginevra furono acquistate un centinaio di specie di piantine tipiche delle Alpi. Il prof.Correvon non fece un grande affare con quella fornitura perché, per disporre le prime aiuole, mandò espressamente e gratuitamente suo nipote per insegnare come si doveva procedere e venne poi egli stesso in Italia, prima al giardino (e lo definì “ il più bel posto tra quanti ne vidi girando il mondo”) e poi a Milano, dove tenne una memorabile conferenza sotto gli auspici del Cav.Giuseppe Rossi, uno dei fondatori del Club alpino Italiano. Un evento che costituì l’inaugurazione ufficiale della fondazione d’Alpinia. Iniziatosi il giardino con una cinquantina di piante alpine, nei due-tre anni successivi le specie salirono di numero rapidamente, sfiorando le 500, in gran parte molto preziose, dono di Chanousia, il giardino alpino del Piccolo S.Bernardo, unico all’epoca in “funzione” in Italia, dov’era custode il prof. Lino Vaccari, continuando in alta quota (tra Valle d’Aosta e Savoia, a 2170 metri) l’opera dell’abate Pietro Chanoux.Un passo alla volta continuarono le semine, le piantagioni, le erborizzazioni e – in pochi anni – Alpinia raggiunse le 2500 specie (delle quali 200 di piante officinali – con la campionatura di pressoché tutte le specie che riescono a vivere all’aperto in un clima temperato piuttosto freddo – e 150 arboree).

 

La collina brulla iniziò a fiorire..

Il lavoro mutò il panorama della collina brulla: nei 12.ooo metri quadrati recintati furono disposte scogliere e aiuole, ruscelletti e cascatelle, prati e macchie di bosco. Il giardino fu aiutato,Chanousia a parte, da molti orti botanici universitari che inviarono semi e piantine. E’ un lungo elenco, che si snoda tra Parigi, Coimbra, Losanna, Basilea, Ginevra, Dublino, Graz, Uppsala, Stoccolma, Glasgow, Copenaghen, Cambridge, New York, Vienna, Edimburgo e ancora Pavia, Torino, Sanremo, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Villa Taranto a Pallanza. Una vera e propria “gara di cortesia e altruismo in onore della scienza” che fu per anni a senso unico, con Alpinia che “riceveva senza poter contraccambiare” ma che vide poi, alla fine degli anni ‘40, anche il giardino affacciato sul lago Maggiore partecipare attivamente agli scambi, entrando nell’elenco dei donatori d’altri orti botanici. La crescita d’Alpinia, in quegli anni, fu impetuosa. Le piante e i fiori non seguirono un itinerario prestabilito, suddiviso per specie e classificazioni, ma si badò di più all’estetica, al piacere di stupire il visitatore con i lampi cromatici delle fioriture stagionali. Si prestò molta attenzione alle erbe alpine, alle piante pioniere, belle e tenaci. Una filosofia, che venne riassunta da Ambrosini in un rustico cartello, posto all’entrata del giardino: “ Non cercare qui, visitatore, vegetazioni di lusso, fiori doppi, disposizioni sapienti. Questo è un giardino di piante alpine, minuscole, feconde, frementi di vitalità, come offre natura”. Un risultato veramente straordinario, che valse l’approvazione, l’aiuto e la medaglia d’argento del Ministero per l’Agricoltura e foreste. Igino Ambrosini aveva compiuto, con i suoi collaboratori, un miracolo, che descriveva così:“..le piante alpine, con le loro magnifiche fioriture ed il loro modo di vivere, raccolgono sempre l’incantata ammirazione dei visitatori e sono per quanto possibile in aiuole, rocce , scogliere, ruscelli, il che costituisce pure una singolarità del giardino” . In quegli anni si erano succedute anche alcune coltivazioni (l’orto di Guerra, ndr) di piante alimentari e industriali. Venne dimostrata, ad esempio, la possibilità della coltivazione in luogo della valeriana, della digitale, lavanda e cumino. E, com’era inevitabile, non mancarono per altre specie di piante i risultati negativi, seppur “ugualmente istruttivi”.

“Portentoso calmante per lo spirito in questi tempi turbinosi”

Agli inizi del gennaio 1944, in piena guerra, cogliendo l’occasione del “decennale” del giardino, la Commissione Direttiva , presieduta da Giuseppe Rossi e composta da Ambrosini e Rovelli, tirò le somme di un primo bilancio, ammettendo innanzi tutto che il giardino “ha sempre presentato un notevole interesse turistico e scientifico: molto maggiore il primo,più contenuto il secondo”. Il giardino alpino “Duxia” svolgeva anche un’azione di “portentoso calmante per lo spirito in questi tempi turbinosi”. I numeri parlavano di un successo: 86.862 visitatori in dieci anni,con una media di dodicimila all’anno in tempo di pace e cinquemila in tempo di guerra. Di questi visitatori, in tempo di pace, 900 all’anno erano stranieri. Allora le automobili che affluivano al giardino, arrancando sui tornanti che da Baveno e Stresa salivano all’Alpino erano circa 1200 all’anno. I costi di “impianto” e manutenzione del giardino furono contenuti in 154.802 lire e …5 centesimi, ripianati dai contributi del Comune di Stresa (proprietario, tra l’altro, del terreno) e di vari enti e privati. La Commissione non mancò, nella relazione, di rilevare come “ gli Enti che ci hanno sussidiato hanno compiuto un eccellente affare sia per l’attività turistica che il giardino ha permesso di svolgere, sia perché esso ha valorizzato in modo cospicuo i terreni circostanti, in pratica per qualche milione di lire”.

Il dopoguerra e il “salotto” d’Alpinia

Nel 1946 Alpinia segnò una notevole ripresa. I visitatori furono 8942 in confronto dei 4215 del 1945 e dei 12 mila d’anteguerra. Il 31 gennaio 1947, nella sua “Relazione sull’attività d’Alpinia durante il 1946”, la Commissione Direttiva, presieduta da Giuseppe Rossi e composta da Ambrosini e Rovelli, scriveva: “Tra i motivi di soddisfazione, oltre alle consuete manifestazioni di simpatia dei visitatori, segnaliamo l’intensificata corrispondenza con Istituti nazionali e stranieri; gli scambi di semi e piantine con Istituti esteri;le richieste avute da amatori intenzionati di dar vita ad altri giardini alpini; le visite d’alte autorità governative, scientifiche, turistiche; l’aver ospitato artisti di buon nome per riprese cinematografiche; l’essere stato oggetto di citazione in numerose pubblicazioni”. L’eccezionale vista panoramica che si godeva dal “belvedere”, dove fu costruita una capanna, il “salotto d’Alpinia”, dotata di un potente cannocchiale, la raccolta di una moltitudine d’essenze botaniche e l’acqua oligominerale di sorgente furono gli “ingredienti” del successo e il giardino divenne meta di moltissimi visitatori. Nel 1953 sorse , all’entrata, la “casa d’Alpinia”. Igino Ambrosiani, insieme all’associazione degli “amici d’Alpinia”, presieduta da un infaticabile divulgatore delle bellezze botaniche come il professor Albano Mainardi, rappresentarono per molti anni il braccio operativo, colto e appassionato, che fece crescere “Alpinia” in valore e prestigio. E fu proprio Mainardi a ricordare come “ i fondatori non ne fecero un “orto botanico” con rigide , scientifiche divisioni per famiglie, provenienze, terreni adatti. Finalità principale è stata quella di far conoscere ed amare, senza pesantezze, una serie di vegetazioni in modo che il visitatore generico, quando girerà per i monti, le riveda, le riconosca e le rispetti, e “l’amateur” non più profano possa, nella sintesi del giardino, salutarle come vecchie conoscenze e rinsaldarne l’amicizia”.

“Ogni filo d’erba ha la sua storia da raccontare”

In quegli anni Ambrosini pubblicò “Alpinia intimo”, un utilissimo e documentato tascabile, una sorta di trattato di “botanica leggera”. Il volumetto si soffermava anche sulle virtù salutari d’alcune erbe officinali che “oggi ridivengono attuali di fronte a questo pover’uomo contemporaneo, obbligato per fuggire ai suoi mali, ad ingurgitare passivamente pastiche, vitamine, ormoni, antibiotici, sonniferi, ansiolitici, analgesici e antistaminici”. L’anima del giardino era condensata in questo “flash” d’Ambrosini che,   ispirandosi alla memoria dello scrittore Amiel, scrisse “..ogni filo d’erba ha la sua storia da raccontare”. Sono le “creature” che amava crescere e che descriveva come “piccole, minuscole piante “tutto fiore”, avvinghiate da robuste radici alla terra, ma capaci coi loro minuscoli e vitalissimi semi di disseminarsi ovunque, portati dal vento, uncinarsi a nuova terra, conquistarla, germogliarvi, moltiplicarsi. Piantine minuscole, non flaccide, capaci di vivere sul magro, unite strette per difendersi, organismi di lunghissima vitalità che sanno – con cento mezzi – nutrirsi e mantenersi sani, senza l’assistenza dell’uomo e senza alimentazioni pletoriche; esseri che cedono alla carezza dell’aurora mattutina ma non temono la bufera; che si muovo senza darlo a vedere, che utilizzano la collaborazione altrui e la compensano traendo beneficio; generazioni d’aristocrazia millenaria, depositarie di segreti e di misteri. Piantine che camminano in cerca di nutrimento, che emettono anche dai rami, radichette laddove sentono che vi è alimento o sostegno; che si difendono con spine, peli, ragnatele, verniciature, veleni; che girano il fiore in cerca di luce ed il seme in cerca di terra; che impazziscono per azione di parassiti; ma soprattutto di mostrano frementi nell’attività riproduttiva”.

Drosera e Parnassia, una tenera “associazione a delinquere”

Alcune di queste piantine sono talmente minuscole che occorre osservarle con la lente e, conoscendole, non mancano di stupire. E’ il caso della Drosera rotundifolia, pianta carnivora, e della Parnassia che vivono l’una accanto all’altra in una specie di simbiosi o, se vogliamo, in una vera e propria “associazione a delinquere”. La Parnassia, col suo bianco flabello richiama i piccoli insetti che, posandosi anche sulla Drosera, ne sono da questa invischiati, asfissiati e poi digeriti. Nello stesso tempo, la Parnassia – complice della “killer” – cacciando le sue radichette sotto la Drosera, succhia quei sali minerali che alla vicina (nutrendosi specialmente di sostanze organiche) non interessano.

Il declino e la “svolta” del 1977

Dopo molti anni difficili e bui, seguiti al ritiro d’Igino Ambrosini dalla carica di Direttore, con il rischio che tutto andasse in malora e che Alpinia imboccasse la via del degrado ambientale, dell’incuria e dell’oblio,ci fu la svolta del 1977. La fase di rinnovamento coincise con la nuova gestione del giardino, assunta da un consorzio d’enti pubblici guidato dall’allora Comunità montana Cusio-Mottarone. Su Alpinia, gradualmente, si riaccesero i riflettori. Aiuole e roccere tornarono ad essere curate e le poche decine d’essenze sopravvissute ricevettero nuove cure e attenzioni. Il passo decisivo, dopo questi primi interventi, avvenne con il progetto degli architetti paesaggistici Giacomo Prini e Patrizia Pozzi. L’area del giardino si ampliò, raddoppiando. Furono aperti nuovi percorsi e sentieri, creando la zona umida a nord, aumentò il patrimonio vegetale con nuove essenze arbustive, arboree ed erbacee. Gli sforzi degli enti che gestirono il giardino, accompagnati dalla passione e competenza del giardiniere-custode Michele Ferrier, fecero “rifiorire” Alpinia.

Le mille specie d’Alpinia

Questa è, in sintesi, la storia di questa straordinaria realtà, tutt’oggi meta – da aprile a metà ottobre – di decine di migliaia di visitatori. La “filosofia” di Ambrosini, nel tempo, è stata rispettata. Infatti, il successo di un giardino come Alpinia deriva da questa mescolanza di specie diverse: erbe, felci, bulbose, licheni, piante legnose, arbusti, provenienti da regioni e habitat differenti, da aree geografiche in quota non solo sulle Alpi ma anche in zone più remote ed esotiche, dagli Urali al Giappone, alla catena Hymalaiana. Piante diverse ma unite dall’obiettivo comune di dare senso e immagine al giardino e da caratteristiche morfologiche abbastanza simili. Una delle prime, e più ardue difficoltà nella formazione di un giardino roccioso alpino come questo consiste nella conoscenza delle esigenze delle piante, la cui sopravvivenza è strettamente legata alla specificità degli elementi naturali. La natura del suolo per l’apparato radicale e gli elementi nutritivi, le proprietà chimiche del terreno, le necessità d’acqua e di drenaggio, l’esposizione alla luce del sole e il riparo dai venti: nulla è lasciato al caso e le scelte sono frutto di tecniche, esperienza, ripetuti tentativi e sperimentazioni, successi e fallimenti. Una delle caratteristiche d’impianto adottate ad Alpinia è stata quella delle “aiuole rialzate”, che propongono due vantaggi. Innanzi tutto, sopraelevando il suolo dell’aiuola dal terreno naturale si ottiene un drenaggio più efficace e , in secondo luogo, con materiale di riempimento molto differente rispetto alla composizione del terreno, si possono assicurare alle piante tutti gli elementi minerali più opportuni per la loro crescita. Attualmente le aiuole e le roccere d’Alpinia ospitano centinaia di specie, appartenenti ai vari generi di piante alpine. Fra i gerani (geranium) ci si può sbizzarrire: dai più comuni come i geranium sanguineum al geranium platypetalum, nativo del Caucaso, alto circa 30 cm e capace di formare masse compatte di foglie lobate e magnifici fiori azzurri-purpurei del diametro di 4-5 cm, che si aprono in successione. Altro genere tipicamente alpino è quello dei garofanini (Dianthus), che spesso nell’ambiente montano costituiscono formazioni a tappeto o a “monticello”, con foglie lineari, fusti eretti e petali profumati e multicolori. Le diverse specie di campanule sono una delicata e affascinante presenza ad Alpinia: dalla più comune Campanula Medium, biennale sudeuropea di media altezza, a piante d’assoluta rarità come la Campanula Marchesettii, pianta endemica dei boschi del Trentino. Si trovano piante ornamentali come il mediterranei lino giallo, il talittro (Thalictrum aquilegifolium) con i suoi fiori formati non da petali ma solo da organi sessuali, la celebre stella alpina (Leontopodium alpinum) dalle strane e singolari brattee biancastre, ai gigli. L’elenco può essere lunghissimo, quasi interminabile, di piante che le montagne crescono, esibiscono e, a volte, nascondono. Appare evidente anche al profano come il “valore” di un Orto Botanico sia determinato dal numero delle specie che ci vivono. Per una buona germinazione delle due semine annuali, autunnale e primaverile, le terrine sono poste nel semenzaio, in un lettorino freddo e , successivamente, la plantula è invasata singolarmente o a mazzetti. Così, al riparo in un tunnel ombreggiato fino alla crescita, si consente un sicuro trapianto a dimora. Questo lavoro ha permesso nel tempo di arricchire Alpinia di molte nuove specie, tra le quali un certo numero arbustive. In questo modo si passò dalle 400 specie del 1987 alle circa mille attuali con l’obiettivo , molto ambizioso ma non impossibile, di tornare alle quasi duemila del 1953.

Una “vetrina” sui fiori, tra lago e montagna

Alpinia, negli anni a venire, dovrà essere sempre più un museo a cielo aperto, un laboratorio di conoscenze botaniche, una “vetrina” sui fiori montani, collegandolo alle migliori tradizioni floricole del lago maggiore che,in tutto il mondo, è conosciuto per le sue produzioni d’acidofile, in particolare azalee e rododendri. Un progetto meno ambizioso di quanto possa apparire e comunque “ in linea ” con quanto aspirano i tanti che, dopo aver percorso i viali d’Alpinia, manifestano il loro entusiasmo per aver potuto godere di quest’angolo di natura sulle pendici del Mottarone, tra l’azzurro del lago e quello del cielo.

Marco Travaglini

And all that I can see is just… La Limonaia!

in LYFESTYLE

Per i curiosi, per gli appassionati di esperienze, emozioni e coccole, “La Limonaia” è il posto giusto

La sua esclusività è percepibile già dall’ingresso su strada: un portone di un cortile interno, chiuso, dove l’immaginazione è la parola d’ordine. Varcata la soglia si apre un’oasi di verde (e piante di limoni) che conducono al secondo ingresso dove si puó ammirare la sala curata scrupolosamente nei più piccoli dettagli: dalla disposizione dei tavoli all’arredo degli stessi. La disposizione esterna è molto caratteristica e proietta l’esperienza in un mondo a sè, perchè il dehor è avvolto dagli edifici circostanti ma al tempo stesso raccolto e confortevole.

Il personale in divisa “asian style” è preparato e mette a proprio agio con un servizio impeccabile dal momento dell’arrivo all’ora dell’”arrivederci”. Ogni piatto e scelta dei vini viene spiegato nei giusti toni e tempi. Ottimo per chi mangia con gli occhi e con la mente!

Le scelte tra “tapas”, antipasti, primi, secondi e desserts sono le più fantasiose. È un insieme continuo di particolari dettagli che sanno sorprendere e prelibare il palato, anche se spesso alcune sfumature non vengono assaporate nell’insieme. La creatività e l’accuratezza della presentazione sono un cavallo di battaglia imbattibile. Le sfiziose “tapas” sono quindi un must have tried anche soltanto per guardare, odorare e assaporare la creatività dello chef in prima persona. I piatti principali sono meno artistici e più sostanziosi (menomale!) sempre peró ordinati e precisi. Una melodiosa armonia tra gli ingredienti.

Il vino viene consigliato dal personale a seconda della pietanza, ampia scelta e di qualità. Ad esempio il bianco friulano Tai Doc dei Colli Euganei dalle note forti con un retrogusto mandorlato amalgama una buona scelta di pesce e verdure di stagione.

Ma non è finita qui. Il dessert spettacolare è una sorpresa sequenziale di elementi, non si puó svelare è da provare! Un’esperienza assolutamente consigliata, in modo particolare per coppie e famiglie.

 

Marta Spadone

 

 

Scheda tecnica

-menù 10

-servizio 9

-location 10

-prezzo 7,5

 

Tagliata di manzo con verdure grigliate

in LYFESTYLE

Deve il suo nome al taglio che si pratica a fine preparazione; viene servita tagliata a fettine dal cuore rosa nappate con il fondo di cottura

La tagliata di manzo e’ un piatto semplice, delizioso, succulento e appagante. Si ottiene con una rapida cottura della carne. Deve il suo nome al taglio che si pratica a fine preparazione; viene servita tagliata a fettine dal cuore rosa nappate con il fondo di cottura.

***

Ingredienti:

600gr. di sottofiletto di manzo spesso 5 cm. (pezzo intero)

3 zucchine

1 melanzana

1 cespo di radicchio di Treviso

sale, pepe, olio evo, prezzemolo q.b.

***

Togliere la carne dal frigo almeno un’ora prima della cottura. Affettare le verdure e grigliarle. A fine cottura condire con olio, sale, pepe e prezzemolo.  Procedere con la cottura della carne. Scaldare molto bene la bistecchiera, a fuoco vivace, cuocere la carne su ogni lato per circa cinque minuti in modo che si formi una bella crosticina e l’interno rimanga al sangue. Lasciar riposare due minuti, tagliare a fettine sottili, condire con sale, pepe e olio evo. Servire su un tagliere accompagnato dalle verdure grigliate. Gustatela appena pronta.

 

Paperita Patty

 

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