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La Sanità piemontese ha la qualità certificata

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Si salvano più vite, ci sono dei tempi di risposta migliori sulle patologie più importanti e questo avendo risparmiato 400 milioni grazie alla riorganizzazione dei servizi. La riconversione degli ospedali ha fatto sì che si intervenga in modo appropriato con ricoveri mirati a seconda della casistica, migliorando la qualità dell’assistenza

sanita

L’analisi dei dati del Piano nazionale esiti, elaborato dall’Agenas per conto del Ministero della Sanità, dimostra che nel complesso la sanità piemontese è di ottimo livello e che nel 2012 è stato possibile salvare centinaia di persone in più rispetto al 2009 grazie all’efficacia delle terapie e alla concentrazione degli interventi complicati negli ospedali più adeguati.

I dati del Pne, che consente di “misurare” in maniera oggettiva la qualità dei servizi sanitari regionali e delle strutture ospedaliere, sono stati illustrati  dal presidente della Regione, Roberto Cota, dall’assessore alla Sanità, Ugo Cavallera, e dal direttore regionale della Sanità, Sergio Morgagni.

 

“Si salvano più vite, ci sono dei tempi di risposta migliori sulle patologie più importanti e questo avendo risparmiato 400 milioni grazie alla riorganizzazione dei servizi, secondo il piano di rientro che ci è stato imposto appena insediata la Giunta: la verità è che la nostra riforma funziona e tutti i dati lo confermano – ha dichiarato Cota – Le ottime performance del nostro servizio sanitario sull’infarto miocardico acuto, per citare come esempio uno dei dati più significativi, dimostrano l’efficacia del nostro sistema 118 unito a strutture di riferimento in grado di intervenire su ogni tipo di emergenza o complicanza: se nel 2009 si portavano gli infartuati in 45 ospedali, molti dei quali evidentemente inadeguati, oggi li si trasporta nei 28 più attrezzati. E i dati dimostrano che questa riorganizzazione ha già salvato tante vite, a dispetto delle polemiche di chi cerca di strumentalizzare la sanità per ragioni politiche o di chi cerca di difendere il suo piccolo centro di potere. La nostra riforma, a conti fatti, sta costruendo un servizio sanitario regionale moderno, efficiente e che salva molte vite in più”.

 

“In base agli ultimi dati del 2011 – ha proseguito Cavallera – il Piemonte era sopra la media nazionale nella griglia dei livelli essenziali di assistenza. Oggi abbiamo voluto dare atto del buon lavoro complessivo di tutta la sanità regionale. La riconversione degli ospedali ha fatto sì che si intervenga in modo appropriato con ricoveri mirati a seconda della casistica, migliorando la qualità dell’assistenza. Siamo impegnati nella sfida dei programmi operativi e per ciascun settore abbiamo definito quello che abbiamo in animo di fare. Mi auguro che venga considerato lo sforzo profuso in una situazione difficile, determinata da condizioni pregresse che i tavoli ministeriali non hanno potuto fare altro che certificare. Anzi, occorre apprezzare lo sforzo di tutte le componenti volto a concentrare le risorse per garantire un efficace servizio ai cittadini”.

 

L’analisi ha preso in considerazione gli esiti relativi alle malattie che, con elevata frequenza, determinano ricoveri ospedalieri e necessitano di assistenza territoriale successiva al ricovero ad esclusione delle neoplasie per le quali il Pne non rende disponibili i dati della serie temporale 2007-2012. Si tratta, in particolare, delle malattie cardiovascolari (infarto miocardico acuto, valvulopatie cardiache, scompenso cardiaco congestizio), delle malattie cerebrovascolari (ictus), delle malattie dell’apparato respiratorio (broncopneumopatia cronica ostruttiva riacutizzata); dei traumi (frattura del collo del femore, frattura della tibia-perone). Il Pne esamina otto indicatori relativi all’infarto miocardico acuto (IMA), sei dei quali sono principalmente correlabili alla qualità dell’assistenza ospedaliera, misurando la mortalità a 30 giorni, mentre due possono essere messi in relazione principalmente alla qualità dell’assistenza territoriale (specialistica ambulatoriale, medici di medicina generale, farmaci, assistenza domiciliare), misurando la mortalità e le complicanze ad un anno. Per quanto riguarda le valvulopatie cardiache e lo scompenso cardiaco congestizio, sono disponibili i dati relativi alla mortalità a 30 giorni, così come per l’ictus, la Bpco riacutizzata e le fratture del collo del femore e della tibia-perone che, pertanto, esprimono principalmente misure del livello qualitativo riferito all’assistenza ospedaliera.

 

Per le malattie cardiovascolari (infarto miocardico acuto, valvulopatie cardiache, scompenso cardiaco congestizio) il confronto tra i dati del 2012 è sostanzialmente positivo per il Piemonte rispetto alla situazione del 2009 ed anche rispetto alla media delle altre regioni. Positivo anche il raffronto per quanto riguarda la cura dell’ictus. Per le malattie dell’apparato respiratorio (broncopneumopatia cronica ostruttiva riacutizzata) il dato è leggermente negativo rispetto all’Italia, ma comunque in miglioramento sul 2009 ed è comunque linea con le altre aree del Nord Italia dove vi sono analoghe condizioni ambientali e climatiche. In discesa anche i tempi di attesa per gli interventi chirurgici per le fratture del collo del femore e della tibia-perone. Va rilevato che questi risultati sono stati ottenuti in presenza di una diminuzione della spesa corrente del servizio sanitario regionale, passata dagli 8,5 miliardi del 2009 agli 8,2 miliardi del 2012.

 

(Ufficio stampa Regione Piemonte)

Dietetica e Nutrizione Clinica: il Piemonte tra le eccellenze nazionali

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Il progressivo aumento delle malattie croniche e degenerative, che richiedono interventi ad elevata complessità clinico assistenziale, pone l’esigenza di organizzare risposte integrate, centrate sui bisogni dei pazienti e di chi li assiste

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Se la sanità è spesso caratterizzata da inefficienze e lunghe liste d’attesa, a maggior ragione vanno riconosciute le eccellenze che, a dire il vero, nella nostra regione non mancano. Una di queste è senza dubbio La rete della strutture di dietetica e nutrizione clinica della Regione, davvero all’avanguardia a livello nazionale. La conferma si è avuta nel corso del 3° convegno nazionale sulla nutrizione artificiale nella vita e alla fine della vita che si è svolto di recente a Torino, presso il Politecnico, promosso da Cittadinanzattiva.

 

Il progressivo aumento delle malattie croniche e degenerative, che richiedono interventi ad elevata complessità clinico assistenziale, pone l’esigenza di organizzare risposte integrate, centrate sui bisogni dei pazienti e di chi li assiste, unitarie nel modo in cui vengono erogate. Una di queste risposte è, appunto, rappresentata dalla Nutrizione Artificiale. Quando necessario, deve essere proseguita dall’ospedale al domicilio, riducendo i costi globali del trattamento e influendo sensibilmente sulla qualità di vita del paziente. Il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 aveva evidenziato la necessità di garantire ad ogni paziente un intervento adeguato dal punto di vista nutrizionale a livello territoriale ed ospedaliero.

 

 “La Regione Piemonte – afferma l’Assessore alla Sanità, Ugo Cavallera – aveva immediatamente recepito il disposto del Piano Sanitario Nazionale individuando, sin dal 2003, i centri ospedalieri della propria Rete regionale delle Strutture di Dietetica e Nutrizione Clinica, aggiornata e formalizzata nel 2010, con il preciso scopo di ottimizzare la nutrizione artificiale ospedaliera e domiciliare, sia per quanto attiene all’età pediatrica, sia all’età adulta”. Ancora oggi, il Piemonte è all’avanguardia nei percorsi di Nutrizione Clinica, sia dal punto di vista assistenziale, sia da quello gestionale ed organizzativo. Nell’ottica dell’assistenza in rete, in base alla quale il paziente non deve mai essere abbandonato nel suo percorso, ma ha bisogno di essere costantemente seguito ed accompagnato in ogni fase della sua malattia, la Rete di Dietetica e Nutrizione Clinica copre l’intero territorio regionale e offre assistenza trasversale ad ogni ambito di malattia, in cui il controllo nutrizionale del paziente è essenziale alla sua guarigione.

Il Centro Storico spopola sui social network

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Inaugurato nel 1963, il Centro Storico Fiat ha sede a Torino, in un edificio liberty che fu il primo ampliamento (1907) delle officine di corso Dante dove nacque l’azienda. Su Facebook in soli sei mesi ha ricevuto più ‘mi piace’ della Galleria degli Uffizi e dei Musei Vaticani messi insieme

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L’Ansa ha dato la notizia recentemente: in soli sei mesi ha ricevuto più ‘mi piace’ della Galleria degli Uffizi e dei Musei Vaticani messi insieme. Il Centro Storico Fiat è il museo italiano più popolare su Facebook, con oltre 100 mila fan e con più di 35 mila persone che ne parlano. Numeri che collocano il museo al livello del Moma di New York o del Louvre di Parigi. Solo un quarto dei fan è in Italia, tutti gli altri dall’estero. Fin dall’inizio è stato teatro di momenti importanti nella storia della Fiat: il primo risale al 4 maggio 1966 quando, nel salone centrale, Vittorio Valletta, una delle figure chiave nella storia ultracentenaria dell’azienda fondata dal Senatore Giovanni Agnelli, firmò l’accordo con l’URSS che portò alla costruzione di Togliattigrad.

Ora il Centro Storico ospita una collezione di automobili, cimeli, modellini e manifesti pubblicitari di artisti che copre l’intera storia dell’azienda. Dalla prima vettura, la 3½ Hp, all’impressionante “Mefistofele”, che nel 1924 batté il record mondiale assoluto di velocità. E poi ci sono il primo trattore, il Fiat 702 del 1919; l’autocarro 18BL, che motorizzò le truppe italiane nella prima guerra mondiale, la Littorina, protagonista del trasporto ferroviario a partire dagli anni Trenta e l’affascinante caccia G91, il velivolo disegnato da Giuseppe Gabrielli e poi adottato dalla NATO.

Il percorso di visita, in cui è possibile imbattersi in motori per navi, biciclette, frigoriferi e lavatrici “targati” Fiat, si snoda attraverso la ricostruzione di alcuni stabilimenti simbolo della storia aziendale e dei cambiamenti nel modo di lavorare.

Nello stesso edificio è presente anche l’archivio aziendale, consultabile su appuntamento: più di 5.000 m.l. di documenti cartacei, 300.000 disegni tecnici, 5.000 tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale, più di 6 milioni di immagini (stampe, diacolor, lastre e negativi), 200 ore di filmati storici. Di particolare interesse il fondo del progettista Ing. Dante Giacosa, il “papà” delle utilitarie – la Topolino, la 600, la 500 – che hanno motorizzato l’Italia.

(fonte: www.fiatspa.com)

Ossigeno alle imprese: erogati i primi 25 milioni della Banca Europea

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Per quanto riguarda i restanti 75 milioni di euro che dovranno essere interamente allocati entro i primi mesi del 2014, la Giunta regionale ha già deciso di impegnarne 20 milioni sulla nuova misura “Più Sviluppo”: sostegno alle realtà imprenditoriali

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Erogata la prima tranche, pari a 25 milioni di euro, dei fondi messi a disposizione da Banca Europea degli Investimenti (BEI), a seguito del contratto di prestito “Regione Piemonte Loan for SMEs”. L’intesa, sottoscritta nei mesi scorsi, prevede la disponibilità di un plafond di risorse aggiuntive per il Piemonte di 100 milioni di euro da destinarsi interamente al finanziamento di investimenti e progetti di sviluppo relativi alle PMI piemontesi. «Grazie all’operazione conclusa con BEI – commenta il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cotaassicuriamo alle imprese piemontesi, già gravate dal perdurare della crisi, di poter disporre di risorse finanziarie aggiuntive, in un momento in cui sia la parte pubblica, sia il sistema creditizio faticano a sostenere le legittime esigenze di liquidità del mondo imprenditoriale per gli investimenti. Ora, più che mai, dobbiamo guardare a nuovi mezzi di reperimento, che sappiano sfruttare le leve finanziarie di cui disponiamo e quindi cercare di replicare questo meccanismo virtuoso messo in atto con BEI».

La Giunta regionale ha destinato la prima tranche al finanziamento di una parte cospicua della lista d’attesa presente sulla Misura IV.1 del Piano Straordinario per l’Occupazione, ovvero quello relativo ai prestiti partecipativi: una misura che si prefigge di rafforzare la struttura patrimoniale delle PMI e diversificarne le fonti di finanziamento. Si tratta in estrema sintesi di un finanziamento a 5 anni, dove l’80% dell’importo viene erogato dalla Regione con provvista BEI ad un tasso fisso inferiore al 2%, con un costo finanziario dell’operazione, quindi, sensibilmente al di sotto rispetto agli attuali tassi di mercato. La Giunta, inoltre, per supportare maggiormente tali imprese, ha deliberato recentemente di ripristinare anche per queste operazioni il contributo a fondo perduto pari al 5% della provvista erogata da Finpiemonte; non essendo possibile utilizzare la provvista BEI per tale finalità, sono stati destinati 1,25 milioni di euro di fondi PAR FAS.

Il perdurare della crisi e la conseguente contrazione del credito, unitamente alle finalità e al basso costo del finanziamento, hanno fatto sì che la misura “presiti partecipativi”, dalla seconda metà del 2010 a oggi, abbia avuto un rilevante riscontro in termini di domande presentate, generando una richiesta di fondi di quasi 5 volte superiore alla sua dotazione iniziale, che era di circa 18 milioni di euro.  Grazie alle risorse aggiuntive reperite attraverso il contratto con BEI, è stato possibile finanziare, in aggiunta a quelle che avevano già beneficiato dei fondi regionali, oltre 70 imprese, la maggior parte ubicate nell’area torinese e in provincia di Cuneo. I finanziamenti concessi hanno un taglio medio pari a 450 mila euro, con un minimo di 50 mila  e un massimo 1,5 milioni. Tali fondi hanno generato un cofinanziamento bancario aggiuntivo di oltre 5 milioni di euro.  Per quanto riguarda i restanti 75 milioni di euro che dovranno essere interamente allocati entro i primi mesi del 2014, la Giunta regionale ha già deciso di impegnarne 20 milioni sulla nuova misura “Più Sviluppo”: sostegno alle realtà imprenditoriali con una stabile organizzazione nella regione attraverso agevolazioni per investimenti produttivi a tassi vantaggiosi e che abbiano significative ricadute occupazionali. Si sta, inoltre, programmando l’impiego dei rimanenti 55 milioni sempre a favore delle PMI piemontesi, su diverse misure, nuove o già in vigore:  investimenti in innovazione e ricerca, per la cooperazione, per il sostegno al circolante. (Finpiemonte)

Task force Italia-Russia per aiutare le imprese

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In vista dell’Expo 2015, Torino e Milano rappresentano oggi un’unica grande realtà metropolitana. Già adesso l’area fieristica di Rho-Pero è alle porte di Novara. Ma con la realizzazione della fermata dell’alta velocità ferroviaria vi si potrà arrivare in 40 minuti anche dal centro di Torino e viceversa

prternshipPartecipazione record alla Task force Italia-Russia sui distretti e le pmi, forum economico-istituzionale presieduto dal Ministero dello Sviluppo economico italiano e dalla Rappresentanza commerciale russa di cui si è aperta il 12 novembre a Torino Incontra la 23/esima edizione: 800 le persone iscritte, in rappresentanza di 25 Regioni russe e sette italiane. Il programma dell’iniziativa, che prosegue fino a mercoledì 13, prevede confronti e dibattiti su efficienza energetica, energie rinnovabili, edilizia, meccanica e turismo. “E’ un’edizione senza precedenti – ha commentato il presidente del Piemonte, Roberto Cota – un’occasione straordinaria per la nostra Regione”. La Russia, infatti, è il dodicesimo Paese a cui è destinato l’export piemontese, per un totale di 790 milioni di euro nel 2012, con un incremento del 4,9% rispetto al 2011. “Il saldo della bilancia commerciale – ha osservato ancora il presidente – è positivo per oltre 700 milioni, in aumento rispetto ai tre anni precedenti”.

Istituita nel 2002, la Task force si riunisce due volte l’anno: le Regioni russe coinvolte sono state fino ad ora 83, dieci quelle italiane. Per quanto riguarda il Piemonte, la categoria merceologica che la fa da padrona nell’export continua a essere la meccanica (27%). “E’ importante – ha detto Cota – perché questo settore è il cuore della tradizione industriale del Piemonte e stiamo riuscendo a coniugarla con l’innovazione”. Altri settori in cui le esportazioni sono positive sono i mezzi di trasporto, gli alimentari e il tessile.

Rivolgendosi ai suoi interlocutori russi, Cota ha poi evidenziato che “abbiamo piccole e medie imprese dell’indotto di grande qualità, che hanno saputo superare l’ottica dell’unico committente per competere sul mercato. Il sistema imprenditoriale piemontese ha bisogno di due cose: creare reti di imprese tramite distretti industriali e sostegno all’esportazione. Per questo il governo regionale ha investito moltissimo nelle politiche di internazionalizzazione”. Bilancio molto positivo, sia in modo globale che per quanto riguarda i rapporti con la Russia, anche per i flussi turistici: quest’anno si è registrato un incremento del 40% delle presenze.

Infine, Cota ha ribadito che “in vista dell’Expo 2015, Torino e Milano rappresentano oggi un’unica grande realtà metropolitana. Già adesso l’area fieristica di Rho-Pero è alle porte di Novara. Ma con la realizzazione della fermata dell’alta velocità ferroviaria vi si potrà arrivare in 40 minuti anche dal centro di Torino e viceversa. Per questo, stiamo lavorando per mettere in luce le opportunità offerte dal Piemonte”. Il viceministro dello Sviluppo economico della Federazione Russa, Pavel Korolev, l’ha definita “una Task force organizzata in modo impeccabile. I delegati che sono qui presenti hanno le idee ben chiare, per cui sono in campo prospettive di cooperazione molto consistenti, che indubbiamente porteranno risultati a breve termine”. Sullo scambio di opportunità ed esperienze tra gli imprenditori dei due Paesi ha puntato l’attenzione la presidente della Rappresentanza commerciale russa in Italia, Natela Scengheliya: “E’ fondamentale che ci sia la possibilità di discutere concretamente di progetti, che portino poi alla firma di impegni contrattuali”.

Nel corso della task force verrà anche dedicato spazio agli strumenti finanziari attraverso cui realizzare le forme di collaborazione, sia sotto il profilo bancario sia riguardo gli investimenti diretti dalla Russia verso l’Italia e viceversa. La Regione Piemonte, in particolare, ha istituito la formula del contratto di insediamento per attrarre nuovi investimenti, che ha già prodotto diversi risultati. Ne è conferma la presenza a Biella dell’azienda russa Synhesalloys, specializzata nei metalli preziosi per l’industria, che ha un investimento programmato di 13 milioni di euro, con un contributo regionale di 1,4.

Come imparare l’export con il Ceip

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L’azienda “export e market oriented” vince la sfida ai mercati esteri se è in grado di utilizzare il marketing internazionale come elemento conduttore della propria azione. Il Ceip suggerisce anche di evitare alcuni errori comuni in merito all’export

 

mercati

Guardare al mondo per tentare di risolvere i problemi connessi alla crisi di casa nostra. Ecco l’imperativo per le aziende piemontesi. Un aiuto può arrivare dal Ceipiemonte, il centro estero della Regione. L’orientamento all’internazionalizzazione è un servizio gratuito, personalizzato, dedicato alle imprese artigiane e alle piccole imprese, a cura di Ceipiemonte.

 

Un team è a disposizione, su appuntamento, nella sede del Ceip o in quelle dei soci sul territorio, per analizzare le esigenze dell’azienda e l’operatività in relazione ai paesi di interesse, con riferimento a: strategie di ingresso e/o di consolidamento, canali distributivi e di vendita, ricerca di partner commerciali, attività promozionali. I servizi proposti sono coerenti con la strategia aziendale, dalle fasi preliminari fino alla realizzazione di un percorso operativo e al monitoraggio dei risultati.

 

L’azienda “export e market oriented” vince la sfida ai mercati esteri se è in grado di utilizzare il marketing internazionale come elemento conduttore della propria azione. Il Ceip suggerisce anche di evitare alcuni errori comuni in merito all’export:

 

  • considerare l’export come un’attività sporadica e occasionale
  • pensare di poter risolvere tutti i problemi grazie all’export
  • pensare di riprodurre sul mercato internazionale la stessa strategia di successo adottata sul mercato domestico
  • non avere una strategia.

Fatene tesoro. Il servizio è erogato in tutte le province piemontesi nel contesto del Progetto Idea.

 

(www.centroestero.org)

Una vendemmia stellata

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I dati delineano la capacità del comparto di resistere alla crisi economica. A seguito di un’annata decisamente ridotta in termini quantitativi come il 2012, tanto da guadagnarsi l’etichetta di “vendemmia più scarsa del secolo”, il 2013 è ritornato su livelli più vicini alla media degli ultimi anni

vendemmia

“Piemonte Anteprima Vendemmia” ha delineato l’immagine di un comparto vitivinicolo che, pur fronteggiando l’attuale momento economicamente delicato, è capace di resistere rispetto a molti altri settori e conferma come la strategia di puntare sulla qualità e l’eccellenza paghi nel medio-lungo periodo.

La tradizionale manifestazione si è svolta il 29 novembre nella Cascina Cuccagna di Milano, scelta per lanciare un messaggio importante nell’ottica dell’Expo 2015: il Piemonte, insieme alle sue produzioni di eccellenza, sarà presente e vivrà la rassegna da protagonista. Presenti, tra le altre autorità, l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Claudio Sacchetto, il presidente di Piemonte Land of Perfection, Andrea Ferrero, il presidente della Vignaioli Piemontesi, Giulio Porzio, il direttore marketing territoriale del Padiglione Italia Expo 2015, Fabrizio Grillo.

A seguito di un’annata decisamente ridotta in termini quantitativi come il 2012, tanto da guadagnarsi l’etichetta di “vendemmia più scarsa del secolo”, il 2013 è ritornato su livelli maggiormente vicini alla media degli ultimi anni: se l’Italia passa dai 41,07 milioni di ettolitri del 2012 ai 47,4 milioni stimati del 2013 – con una crescita del 15% – il Piemonte, seppur con valori meno incisivi, registra un incremento non trascurabile: la produzione stimata è di 3.658.640 quintali di uva da cui sono derivati 2.579.534 ettolitri di vino (+9% sul 2012), che rappresenta il 5,5% della produzione nazionale. La suddivisione per province parte da Asti con 906.000 ettolitri, seguono Cuneo con 847.000, Alessandria con 697.000, Torino con 72.000, Novara con 28.000, Biella con 21.000, Vercelli con 7.000, VCO con quasi 2.000 ettolitri. La peculiare stagione climatica non ha influito sulla vendemmia 2013 dal punto di vista qualitativo, tanto che la si può definire una ottima annata che merita le quattro stelle per tutte le varietà, con alcune punte di eccellenza.

L’assessore Sacchetto ha sostenuto nel suo intervento che “pur non trascurando le difficoltà del momento, ritengo che gli ottimi risultati che si stanno ottenendo non siano frutto del caso: in primo luogo vanno ricordate le aziende vitivinicole sul territorio, che coniugano al duro e faticoso lavoro in vigna quella professionalità di alto livello indispensabile per risultare competitivi sul mercato, in particolare quello estero; in seguito, non va trascurata l’attività sinergica operata su più livelli da enti e organismi differenti. La Regione Piemonte ha proseguito nel sostegno al settore mediante il programma finanziato dall’OCM vino, che ha previsto un intervento superiore ai 20 milioni di euro per la promozione sui mercati dei Paesi terzi, gli investimenti, la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Per il 2014 sono previste nuovamente risorse per circa 20 milioni. L’assessorato ha inoltre supportato il settore con la promozione sui mercati europei prevista dal Piano di sviluppo rurale 2007-2013”. I buoni risultati – ha concluso Sacchetto – non devono distoglierci dagli impegni che ci aspettano per il futuro: a cominciare dall’Expo 2015 e ancor più nella predisposizione del nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020, una sfida dalla quale dipende buona parte del futuro non solo del comparto vino, ma dell’intera agricoltura piemontese”.

“Piemonte Anteprima Vendemmia 2013” è stata anche la conferma di come il comparto vitivinicolo piemontese sia un condensato di tradizione, valori, cultura e territorio, miscela vincente che ha portato alla candidatura dei paesaggi vitivinicoli piemontesi nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. In tale contesto si colloca l’assegnazione del premio annuale nella duplice versione: quello rivolto alla memoria è stato dedicato a Beppe Fenoglio nel 50° della morte, quello improntato al futuro è stato assegnato a Enrico Remmert e Luca Ragagnin, scrittori della nuova generazione e cantori delle terre piemontesi del vino.

Giulio Porzio, presidente di Vignaioli Piemontesi, ha dal canto suo lanciato una proposta: “Creare una Nazionale azzurra del Made in Italy, nella quale noi piemontesi ci candidiamo ad essere negli undici. E’ ormai una necessità, un imperativo, per affrontare i nuovi mercati ed essere incisivi e vincenti, fare squadra e sistema, presentarsi in modo organizzato superando i campanilismi e gli individualismi”. Infine, Andrea Desana, coordinatore del Comitato per la celebrazione del 50° anniversario della prima legge sulle denominazioni d’origine, ha evidenziato l’urgenza di una riforma del sistema “perché oggi le doc e docg del Piemonte, comprese le sottodenominazioni e menzioni di legge superano le cento diciture previste in etichetta. La nostra proposta porta ad una grande semplificazione, basata su una ventina di denominazioni e soprattutto dando finalmente sviluppo alla doc Piemonte, di elevato valore strategico”. (Foto Coldiretti)

Gianni Gennaro

BookingPiemonte.it e la prenotazione è più facile

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Il nuovo portale, oltre a rappresentare un supporto immediato e comodo per il turista che desidera organizzare un soggiorno in Piemonte, è anche una innovativa forma di autofinanziamento del sistema turistico locale

booking

Il Piemonte è la prima Regione italiana capace di creare una innovativa piattaforma istituzionale – pubblica, interattivo e multifunzione – per le prenotazioni turistiche on line: si chiama BookingPiemonte.it, attivo dall’11 novembre. A gestirlo è il Consorzio Turismo Piemonte, tour operator selezionato con un apposito bando di gara, di cui fanno parte Federalberghi, Unioncamere e Confcommercio Piemonte e Piemonte Incoming. Per il panorama del web si tratta di una assoluta novità per tre ragioni particolari: nonostante esistano diversi siti di prenotazione on line, BookingPiemonte.it è il primo ad avere alle spalle un marchio istituzionale come Regione Piemonte, garanzia di serietà, autenticità e affidabilità unica per tutti gli utenti, che potranno anche interagire con il sistema lasciando i propri commenti e le proprie recensioni; è l’unico portale italiano che permette di abbinare direttamente all’acquisto della camera un intero carrello di prodotti, dallo skipass al biglietto per un grande concerto, un museo, una mostra o un grande evento, in quanto racchiude tutta l’offerta turistica del territorio, compresi pacchetti turistici preconfezionati o personalizzati da costruire su misura; è un potente strumento di promozione, perché fa capo allo stesso ente che definisce le strategie turistiche del territorio e quindi ogni iniziativa sarà subito acquistabile con un clik.

Ma c’è di più. Il nuovo portale, oltre a rappresentare un supporto immediato e comodo per il turista che desidera organizzare un soggiorno in Piemonte, è anche una innovativa forma di autofinanziamento del sistema turistico locale. Non solo, infatti, è a costo zero per l’ente pubblico (creazione, gestione e promozione della piattaforma sono a carico del gestore privato e interamente coperte dalle commissioni applicate all’utente), ma su ogni prenotazione 50 centesimi andranno alla Regione Piemonte, che avrà quindi un’importante fonte di risorse da reinvestire sul proprio sistema turistico. “Di siti ne esistono tanti, ma proprio per questo BookingPiemonte.it può avere successo, perché nessun altro portale ha le stesse caratteristiche di affidabilità e interattività – sottolineano il presidente della Regione, Roberto Cota, e l’assessore al Turismo, Alberto Cirio – Lanciamo, quindi, un’azione fortemente innovativa che ci consente di rafforzare il nostro posizionamento commerciale, ma soprattutto di farlo senza spendere e permettendoci, al contrario, di reperire risorse nuove da reinvestire nel settore. Insomma, il turismo in Piemonte si autofinanzia. E in tempi di bilanci sempre più difficili crediamo sia un esempio virtuoso particolarmente importante”.

Da subito in otto lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, russo, portoghese, cinese e giapponese), ma implementabile fino a 26, BookingPiemonte.it permette con pochi semplici click di costruire ogni aspetto del proprio soggiorno, con una maggiore convenienza rispetto ai portali di prenotazione tradizionali grazie a costi di commissione inferiori (10% contro il 15-18% medio dei concorrenti che può arrivare fino al 28-30%). Lanciato adesso per testarlo sulla stagione invernale, offre una vetrina privilegiata sul web non soltanto per le strutture ricettive eccellenti, ma anche per i piccoli hotel, bed &breakfast, agriturismi, campeggi, ostelli e affittacamere. Ad oggi le strutture che hanno aderito sono 250, con l’obiettivo di acquisirne circa 60 al mese per arrivare ad un migliaio entro la fine del primo anno con una crescita fino a 1500 nell’arco dei prossimi cinque. Per il 2014 si prefigura la vendita di 30.000 pernottamenti, da portare a 45.000 nel 2015, oltre a 2.000 pacchetti al prezzo medio di 230-300 euro l’uno.

La piattaforma è collegata da un link diretto alla home page istituzionale della Regione ed ai due siti turistici Piemonteitalia.eu e Turismabile.it. In particolare, proprio grazie alla collaborazione con Turismabile, punta a diventare il primo portale europeo di prenotazioni turistiche on line “senza barriere”, offrendo pacchetti adatti a persone con disabilità o esigenze speciali e fornendo tutte le informazioni e i servizi utili all’accessibilità dell’intera offerta turistica del territorio. Il progetto è sostenuto da Unioncamere Piemonte perché, come rileva il presidente Ferruccio Dardanello, “il turismo rappresenta una risorsa imprescindibile per lo sviluppo del nostro territorio, le cui ricadute economiche investono una molteplicità di settori produttivi, in virtù del suo carattere trasversale. Siamo certi che rappresenti uno strumento efficace anche in vista degli importanti appuntamenti internazionali che, nei prossimi anni, vedranno protagonista il Piemonte, come l’EEN Annual Conference di ottobre 2014, l’Expo e il congresso mondiale delle Camere di commercio nel 2015” .  (Ufficio stampa Regione Piemonte)

Le Amazzoni, il circolo delle donne dinamiche

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Manager, ma anche libere professioniste, atlete, imprenditrici, medici, commercialisti, avvocati, casalinghe, segretarie, scrittrici. E’ una struttura apartitica e apolitica che traina più categorie nei suoi programmi volti a valorizzare le donne

 

amazzoni

Il nome è certamente impegnativo, ma se conoscerete  le iscritte capirete che la definizione non è esagerata. ll Club le Amazzoni.it è un’associazione senza scopo di lucro che coinvolge donne dinamiche. Si tratta in particolare di manager, ma troverete anche libere professioniste, sportive di professione, imprenditrici, medici, commercialisti, avvocati, casalinghe, segretarie, scrittrici. E’ una struttura apartitica e apolitica che, dicono le promotrici ” traina più categorie, nei suoi programmi volti a valorizzare le donne. Coinvolge diverse realtà pubbliche e private inglobandole in un fluido meccanismo di eventi, lasciando però ad ognuna la propria l’autonomia”.  “Le iscritte – si legge nella presentazione dell’associazione – sono attive signore dai gusti raffinati, che sanno catturare il lato positivo della vita, che cercano coinvolgenti e intelligenti modi per arricchire il loro bagaglio di esperienze personali”.

 

Tra le iniziative promosse, il “Premio Amazzoni donne nel lavoro”. Tema di questa edizione il rapporto vino-sport e sul bere consapevole. L’occasione è particolarmente importante perché verrà presentata in Anteprima  Vinibuoni d’Italia 2014 Nell’occasione la Guida edita dal Touring ha attribuito il premio “Le Donne per le Donne”  a quattro protagoniste davvero speciali:

 

Enza Bettelli,  giornalista, divulgatrice del wine&food made in Italy e  vice presidente Associazione Stampa Agroalimentare Italiana.

Arianna Occhipinti scrittrice e produttrice di vino.

Olga Bussinello unica donna italiana alla Direzione di un Consorzio vinicolo (Valpolicella).

Paola Longo esperta di vino dirige l’enoteca Longo che nel 2000 vince l’Oscar per il miglior enoteca d’Italia e  è nel consiglio direttivo dell’associazione “Le donne del vino”.

 

Il premio è assegnato in collaborazione con Verallia, primaria azienda produttrice di contenitori in vetro per alimenti fortemente impegnata sui valori della ecosostenibilità ambientale, che sottolinea con la sua collaborazione l’importanza della crescita professionale delle donne e della loro presenza nei ruoli decisionali in ogni ambito professionale. (www.leamazzoni.it)

Nuove fermate per i disabili

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Nel 2005 i bus accessibili erano 500 mentre le pensiline attrezzate 900.  Le linee tranviarie, invece, hanno un’accessibilità pari al 50%. Oggi sono 900 i bus Gtt utilizzabili da parte dei disabili

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Sono 900 i bus Gtt accessibili da parte dei disabili mentre sono 1900, su un totale di 2400, le fermate attrezzate per l’accesso alle carrozzelle. E’ quanto ha affermato nei giorni scorsi  Guido Bordone, disability manager del Gruppo torinese trasporti, durante la riunione della commissione Sanità, presieduta da Lucia Centillo, nel corso del dibattito sulla mozione del consigliere Maurizio Marrone relativa proprio all’accessibilità dei disabili ai mezzi pubblici.

Nel 2005 i bus accessibili erano 500 mentre le pensiline attrezzate 900.  Le linee tranviarie, invece, hanno un’accessibilità pari al 50%. L’unica linea tranviaria completamente non accessibile è la linea 13, che non può essere sostituita da altre vetture per problemi strutturali legati al ponte della Gran Madre. Quando la linea 18, oggi gestita con bus a causa dei lavori intorno al cantiere della metropolitana, tornerà ad essere operativa con i tram, i mezzi su gomma, attrezzati per disabili, potranno essere dirottati al posto dei tram sulla linea 13.

 

(F.D’A. – Ufficio stampa Consiglio comunale)

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