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LIFESTYLE - page 278

Alla “Credenza” la tisana km 0

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Melissa, limonina, menta piperita e menta cioccolata, lemongrass, verbena, finocchio rosso, salvia all’ananas, origano aureus, germogli di basilico, fanaceto amerillo…

 

mentaSono i piccoli e semplici dettagli a fare la grande differenza. Ne sono convinti, da sempre, a La Credenza di San Maurizio Canavese, ristorante stella Michelin alle porte di Torino.

 

Sarà per questo, sarà perché per i proprietari e chef – Giovanni Grasso e Igor Macchia – una delle cose più importanti è che i loro ospiti si sentano a casa, da quasi un anno, nell’elegante giardino all’orientale del ristorante, proprio di fronte alla fontana ricca di pesci, è stato allestito un piccolo orto di erbe aromatiche.

 

Melissa, limonina, menta piperita e menta cioccolata, lemongrass, verbena, finocchio rosso, salvia all’ananas, origano aureus, germogli di basilico, fanaceto amerillo…

 

Fiori e foglie che ogni ospite può scegliere, raccogliere e combinare per creare la propria tisana. Una piacevole sorpresa per tutti coloro che a La Credenza, alla fine della cena, amano chiudere la serata chiacchierando in giardino, comodamente seduti sulle poltrone in vimini, sorseggiando un caffè, una grappa, un wisky o un amaro.

 

E che adesso possono assaporare una tisana a km 0?

 

Ristorante La Credenza  via Cavour 22,

San Maurizio Canavese (To)

Tel 011.9278014

 

 

La violenza sulle donne non deve essere trasparente

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 Un monolite nero, una sorta di sarcofago che si illumina non appena lo si sfiora, mostrando al suo interno una donna senza veli

 

PUPILLADonne nude e vetrine. Amsterdam e Torino. Due città, stessa “attrazione” ma scopo completamente diverso. A trasformare per un breve periodo le strade e le piazze di Torino simili a quelle della città olandese, è stata l’opera dell’artista e designer torinese Raoul Gilioli “Pu-pi-lla (through the looking glass)”.

 

Un monolite nero, una sorta di sarcofago che si illumina non appena lo si sfiora, mostrando al suo interno una donna senza veli: è questa l’installazione-denuncia con la quale Gilioli ha voluto indurre una riflessione sul femminicidio e la violenza sulle donne.

 

Le pareti di cristallo possono rappresentare infatti le mura di casa, dove si consumano la maggior parte delle violenze, le relazioni di possesso oppure le costrizioni mentali che diverse culture e religioni impongono al mondo femminile; la modella, invece, raffigura la donna che nella sua “prigione di cristallo” subisce abusi e violenze. L’impatto visivo è forte, soprattutto perché la cabina è completamente scura fino al “tocco” dei passanti che avvicinandosi e sfiorandola fanno sì che essa si illumini mostrando appunto il corpo nudo della modella.

 

Dopo tre anni di esposizione nei luoghi istituzionali, Gilioli, grazie all’autorizzazione del Comune di Torino esce finalmente in strada e si mostra al grande pubblico con la volontà di suscitare nell’osservatore una profonda riflessione su un tema così importante e preoccupante come quello della violenza sulle donne. Il monolite farà il giro della città per tutto il mese di agosto partendo da piazza Vittorio, passando per via Po, piazza Carignano, per poi fermarsi a Porta Palazzo.

 

Su Facebook sono già state postate alcune foto direttamente dall’autore dell’opera che sempre sul Social Network dichiara: “Voglio ringraziare quanti si son fermati a guardare l’installazione interattiva Pupilla apparsa nel cuore della movida con il suo messaggio contro la violenza di genere”. Ed aggiunge: “C’era un clima di stupore, curiosità e rispetto. L’arte è di tutti e come tale deve stare in mezzo alle persone”.

 

Non sono mancate le polemiche da parte di chi l’ha definita un’iniziativa shock e di cattivo gusto paragonandola alle manifestazioni “provocatorie e volgari” delle tanto discusse Femen ma, a giudicare dall’affluenza di persone davanti alla prigione di cristallo, la maggior parte ne ha saputo invece cogliere l’insito ed importante messaggio sociale.

 

In un momento come questo in cui il problema della violenza sulle donne e del femminicidio sta prendendo purtroppo sempre più piede all’interno della società, iniziative come questa non possono che essere apprezzate.

 

Vedere una donna nuda all’interno di una cabina illuminata è sicuramente meno scioccante che vedere una donna picchiata o addirittura uccisa. Sicuramente l’opera di Gilioli è più forte e provocatoria rispetto alle varie iniziative che sono state fatte negli ultimi tempi per contrastare il problema della violenza di genere, ma se provocare e suscitare sgomento serve a far parlare e ad attirare l’attenzione su questa terribile piaga sociale e mondiale, allora ben vengano le cabine trasparenti, le modelle nude e le opere di Raoul Gilioli. D’altronde in quasi tutte le città ci siamo dovuti abituare purtroppo a ragazze senza veli, in strada, ma senza pareti di cristallo.

 

Simona Pili Stella

 

Terapia del sorriso, a Torino gli “eredi” di Robin Williams

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patchIl grande cuore degli “eredi” di Robin Williams: anche nella nostra città si afferma la clownterapia del medico americano diventato famoso come Patch Adams, grazie al film con l’attore appena scomparso. La scienza ha provato le potenzialità del sorriso in chiave terapeutica. Come prevenzione, durante la degenza e la riabilitazione dei pazienti
 

 

Anche a Torino operano quelli che, in un certo senso, sono gli “eredi” di Robin Williams, l’attore tragicamente scomparso che ha regalato a milioni di persone il sorriso e profonde riflessioni attraverso il film “Patch Adams”, da lui magistralmente interpretato. Questo articolo vuole essere un omaggio al celebre attore e alle persone che danno vita alla clown-terapia.

 

Il riso fa buon sangue dice un saggio proverbio. Regalare un sorriso a chi affronta una degenza ospedaliera per cause più o meno gravi produce risultati che hanno dell’incredibile sulle guarigioni. La terapia del sorriso nasce all’inizio degli anni ‘80 in America per merito del Dottor Hunter Adams, divenuto poi il famoso Patch Adams per il soprannome attribuitogli da un paziente e reso poi mediatico dall’interpretazione di Robin Williams nel film celebre a livello planetario. Il medico americano (che a dire il vero non si riconosce pienamente nella sua trasposizione cinematografica), è stato in più occasioni a Torino – l’ultima nel 2010 alle Molinette – per illustrare la propria attività. Nella nostra città la clown terapia è presente attraverso l’opera meritoria di numerosi volontari.

All’insegna del motto  “andare oltre e portare la gioia a 360°” i volontari dell’associazione VIP (viviamo in positivo), con il loro  naso rosso portano allegria in ospedale, in carcere, nelle case di riposo, per strada, nelle missioni, applicando in pratica l’idea di Adams:  quella di modificare il rapporto tra medico-paziente basandolo su fiducia reciproca, amicizia, buon umore e creatività nel trasferire le cure necessarie. E oggi è possibile asserire scientificamente, attraverso la Gelotologia, che è una nuova disciplina della scienza  che studia le potenzialità del riso e delle emozioni positive in chiave terapeutica, come prevenzione , durante la degenza e riabilitazione dei pazienti, che la cura dei clown dottori ha impatti positivi sull’organismo, sia sotto il punto di vista psichico che fisico.

inizio molto incoraggianti, per una riduzione della degenza ospedaliera e per sino per  una riduzione di farmaci contro il dolore. occhiata ai benefici ottenuti da una sana risata:

– Ridere permette un fenomeno di purificazione e liberazione delle vie respiratorie superiori; far cessare una crisi di asma provocando un rilassamento muscolare dei bronchi, migliora l’insufficienza respiratoria.
– Ridere ha un effetto benefico sul colesterolo e tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue.
– Ridere fa rilassare il nostro corpo. Da quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione cala e i muscoli si rilassano. Si può dire che il riso ha un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi.
– Ridere possiede una funzione depurativa dell’organismo permettendo un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.
– Ridere combatte la stitichezza perché provoca una ginnastica addominale che rimesta in profondità l’apparato digestivo.
– Ridere, sullo stato generale di salute, combatte la debolezza fisica e mentale: vengono ridotti gli effetti nocivi dello stress.
– Ridere calma il dolore, in quanto distrae l’attenzione da esso e quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità.
– Ridere è un  passo verso l’ottimismo e gioia di vivere e quindi ha delle proprietà antidepressive. Anche l’insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne.

 

E’ importante quindi riconoscere che i servizi dei dottor clown, professionisti o volontari che siano, è un importante supporto all’attività medica perché molto spesso i dottori col naso rosso non si limitano solo a fare visita al piccolo paziente, ma lo accolgono sin dal primo ingresso nel reparto,affiancando il medico tradizionale nelle varie fasi, di visite, cure e iniezioni, in tutti quei momenti nei quali il bambino tende a spaventarsi. Il dottor clown dunque, va preso decisamente sul serio, perché è l’unico che “ fa guarire” con una risata.

 

Clelia Ventimiglia

Ebola, non c’è rischio ma la Regione testa rete emergenza

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I servizi sanitari stanno verificando i protocolli locali. Tutte le procedure, insomma, in caso di isolamento, per le prime cure e l’eventuale trasporto dei malati

Ebola

Anche l’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, come i suoi omologhi nelle altre realtà italiane, su indicazione del ministero della Salute, ha attivato in via precauzionale la propria rete di emergenza per il virus Ebola.

 

In proposito è stata diramata una circolare ministeriale e  i servizi sanitari stanno verificando i protocolli locali.

 

Tutte le procedure, insomma, in caso di isolamento, per le prime cure e l’eventuale trasporto dei malati.

 

La probabilità di arrivo di un caso del virsu nella notsra regione resta “estremamente bassa” dicono in assessorato, così anche per quanto riguarda la possibilità di diffusione della malattia.

Prezzi ed entrata fiscale in caduta, a Torino lo spettro della deflazione

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porta palazzoAlcuni negozianti vendono la merce al prezzo di dodici anni fa, quando ancora era in vigore la Lira

 

La deflazione, una delle parole magiche di questo periodo di vacche magre, è un calo del livello generale dei prezzi dovuto alla debolezza delle domanda di beni. In sostanza è un calo negli acquisti da parte dei consumatori che sono portati ad attendere una ulteriore diminuzione dei prezzi. Se si parla con i negozianti, non si può fare a meno di registrare le loro lamentele: hanno diminuito i prezzi fino ai livelli di dodici anni fa, quando ancora era in vigore la Lira. Prezzi che – per prodotti come pane e ortofrutta – in alcuni casi sono davvero l’esatto equivalente in lire di allora. 

 

A luglio si è verificato in Italia un calo dei prezzi dello 0,1% rispetto a giugno e sono invece aumentati sempre dello 0,1 a confronto con l’anno precedente. Si è vicini alla quota zero, i ribassi rubano spazio ai rincari. A livello nazionale sono dieci le città in deflazione a luglio: Torino con -0,4% (seconda in classifica dopo Livorno che registra -0,7), e a seguire Bari, Firenze, Roma, Trieste, Potenza, Verona, Ravenna, Reggio Emilia.

 

Sul Sole 24 Ore l’Assessore al Commercio del Comune di Torino, Domenico Mangone, annuncia che, per correre ai ripari, intende ampliare gli orari di apertura dei mercati rionali almeno fino alle 17. E confida che la spinta fornita dall’offerta culturale e turistica della città possa dare una boccata di ossigeno anche ai commercianti. E come se non bastasse crollano anche le entrate fiscali. Il Piemonte è tra le regioni del Nord quella che incassa meno tasse.

 

E’ l’unica in cui  gli introiti delle imposte nell’ultimo triennio, sono scesi del 10,76 soltanto nell’ultimo anno.Tra il 2012 e il 2013 il Piemonte ha incassato dalle imposte dirette 447 milioni di euro in meno su un totale di 3,7 miliardi in confronto ai 4,1 del 2012. Un calo che riguarda in particolare l’addizionale Irpef, per 150 milioni, e l’Irap, per 30.

 

(Foto: il Torinese)

Trapianto di testa? Per Canavero è possibile

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dottoriLe dichiarazioni del neurochirurgo hanno ovviamente sollevato perplessità etiche e legali

 

Il neurochirurgo torinese Sergio Canavero, da anni impegnato nelle ricerche  in materia,  ha pubblicato uno studio in cui si afferma che le tecnologie mediche oggi offrono la possibilità di  trapiantare una testa.

 

Dice il medico:  “Si possono fondere due diversi tratti del midollo spinale, la sperimentazione eseguita sui ratti in Germania ha funzionato”.

 

Le dichiarazioni di Canavero hanno ovviamente sollevato perplessità etiche e legali, ma  il neurochirurgo ha risposto ai chi lo critica, ad incominciare dal medico radicale torinese Silvio Viale che gli ha dato del Frankenstein: “Fantascienza e’ soltanto l’incompetenza di chi parla senza conoscere la materia. Io sono soltanto uno strumento, spetta alla societa’ stabilire se utilizzarlo o meno”.

Galà di Ferragosto alla Reggia

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VENARIA NOTTEL’ingresso dà diritto alla consumazione di 1 drink, ed è comprensivo della visita dell’intero Piano Nobile della Reggia

 

Una serata speciale, il 14 agosto, per festeggiare alla grande, nella stupenda cornice della Venaria Reale, l’arrivo del Ferragosto con cocktail, tanta musica e spettacolari fuochi d’artificio.

 

A partire dalle ore 21.30 con Dj live instruments. L’ingresso dà diritto alla consumazione di 1 drink, ed è comprensivo della visita dell’intero Piano Nobile della Reggia con la Galleria Grande e la Sala di Diana.

 

L’ingresso a partire dalle ore 15.  È possibile cenare al Patio dei Giardini su prenotazione: +39 011 4992386

Info e prenotazioni: +39 366 9146196; www.lavenaria.it/web/it/calendario/eventi/details/203-il-gala-di-ferragosto.html

(www.regione.piemonte.it)

Laura, 18 anni, dal Piemonte a Miss Italia

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missLa giovane accede così alle prefinali nazionali, che si terranno il 25 agosto a Jesolo

 

E’ stata elettta Miss Piemonte. E’ Laura Bonetti, ragazza diciottenne di Novara (nella foto). L’investitura è avvenuta nelle selezioni di Sauze d’Oulx.

 

La giovane accede così alle prefinali nazionali, che si terranno il 25 agosto a Jesolo.

 

Sul podio – informa il sito dell’Ansa – anche Micaela Avataneo, Miss Rocchetta Bellezza, Mara Ghione, Miss Cotonella.

 

E, infine,  Giulia Avondino  Miss Wella Professionals, alla quale è andata anche la fascia di Miss Eleganza Piemonte, biglietto di ingresso alle prefinali nazionali. il titolo di Miss Kia è toccato a Federica Lanzi.

 

(Foto: Facebook)

Piccolo grande esodo, la città si svuota a metà

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cittàvuotaQualche rallentamento e anche lunghe code si sono verificati comunque lungo le autostrade verso il mare. Quella di oggi, fino alle 14 è considerata la giornata con il bollino nero, la peggiore dell’anno in quanto a traffico

turistipiaza

 

Non è proprio un grande esodo, perchè molti torinesi sono rimasti in città. I calcoli li fa la Stampa che stima sino rimasti a Torino circa 680 mila persone, 50 mila in più rispetto al 2013.

 

La città – in compenso e per fortuna – è invasa pacificamente dai turisti.

 

Qualche rallentamento e anche lunghe code si sono verificati comunque lungo le autostrade verso il mare.

 

Quella di oggi, fino alle 14 è considerata la giornata con il bollino nero, la peggiore dell’anno in quanto a traffico sulla strade delle vacanze. Le cose dovrebbero migliorare dalle 22 in poi, ma anche domani non è consigliabile mettersi in viaggio.

 

Il tempo su Torino e sul tutto il nord è ancora incerto, mentre nel sud Italia è finalmente scoppiata l’estate.Per i torinesi che cercheranno un po’ di fresco nei parchi cittadini e quest’anno non vedranno il mare, una piccola consolazione sarà data dai parcheggi gratuiti.

 

Come ogni anno la Ztl è sospesa per quanto riguarda la sosta a pagamento nelle strisce blu, nelle due settimane centrali del mese.  Dall’11 al 23 agosto si potrà quindi parcheggiare liberamente.

 

Lo comunica Gtt, informando che nello stesso periodo, oltre a non essere in vigore la ZTL, nei parcheggi GTT restano valide  le normali tariffe.

 

Il trasporto pubblico non subirà  modifiche tranne le Star 1 e 2 annullate dal 4 al 22; la metropolitana funzionerà dalle 7 alle 21,30 dal 9 al 17 agosto.

 

In funzione con i soliti orari la tranvia Sassi-Superga, i battelli sul Po e l’ascensore della Mole Antonelliana.

 

(Foto: il Torinese)

Sanità regionale, la parola d’ordine è programmazione

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Chiamparino: credo sia la prima volta che le Regioni riescono a mettersi d’accordo autonomamente sul riparto, senza che il Governo debba intervenire. Un segnale importante di come le Regioni possano rappresentare ancora un tassello fondamentale dell’architettura dello Stato

 

chiampa gofaloneNon accadeva da molto tempo, ma d’ora in poi per la sanità della Regione Piemonte la parola chiave diventa “programmazione”, sia per la parte restante del 2014, sia per i prossimi due anni.

 

E’ questa una delle risultanze dell’accordo siglato a Roma dalla Conferenza delle Regioni presieduta per la prima volta da Sergio Chiamparino per il riparto del fondo sanitario:

 

“Vorrei premettere – ha dichiarato il Presidente Sergio Chiamparino – che sono molto soddisfatto di come è andata ieri la discussione in Conferenza delle Regioni, sia per gli esiti delle decisioni sul riparto sia per quanto riguarda l’approvazione del regolamento che accompagna il patto sulla salute. Credo sia la prima volta che le Regioni riescono a mettersi d’accordo autonomamente sul riparto, senza che il Governo debba intervenire. Un segnale importante di come le Regioni possano rappresentare ancora un tassello fondamentale dell’architettura dello Stato. Per quanto riguarda invece il Piemonte, –  aggiunge Chiamparino– sono molto soddisfatto del lavoro fatto in questi due mesi dall’assessore Saitta e mi pare che stiamo dando segnali di governo forte in un settore che ne aveva davvero bisogno.”

 

 “Oltre al piccolo incremento per il 2014 – spiega l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta –  abbiamo già indicazioni certe sul +2% circa all’anno sia per il 2015 che per il 2016, un dato che prudenzialmente ci farà ragionare di ulteriori 150 milioni di euro in più per ognuno dei prossimi due anni, considerando che a settembre ci riuniremo per concordare già il riparto Regione per Regione per il fondo sanitario del 2015”.

 

Ripartire il prossimo fondo con tanto anticipo (soprattutto considerando le tempistiche per l’anno in corso)  sarà la chiave di volta per scelte strategiche che la Regione Piemonte dovrà attuare a breve: lo hanno annunciato questa mattina l’assessore Saitta e il direttore generale della sanità Fulvio Mirano incontrando i direttori di Asl e Aso: una riunione prima della breve pausa di Ferragosto per assegnare quelle che potremmo definire le letture dell’estate, in particolare il contenuto del cosiddetto regolamento Balduzzi approvato ieri dalla Conferenza Stato Regioni e di immediata applicazione. 

 

I Ministeri della salute e dell’economia – ha detto Saitta – da tempo contestavano al Piemonte la necessità che i budget di spesa vengano determinati sulla base di un’effettiva ed accurata programmazione annuale della domanda sanitaria e della relativa offerta. Se consideriamo che la sanità in Piemonte (budget complessivo annuo circa 8 miliardi e 400 milioni) destina oggi l’8% del fondo regionale ai privati (pari a circa 630 milioni di euro l’anno) ci rendiamo facilmente conto dell’assoluta necessità di rispondere a queste indicazioni nazionali, prima che sia troppo tardi. Per questo, la Regione Piemonte si riprende il proprio compito di autonomia nella programmazione della rete ospedaliera: lo fa nel rispetto dei parametri e dei vincoli imposti dal patto della salute (di recente siglato a livello nazionale) e del Regolamento, atteso da almeno due anni, che è stato ufficializzato ed approvato proprio in queste ore dal Ministero al tavolo della Conferenza Stato-Regioni per diventare la cornice entro la quale muovere le nostre scelte”. 

 

La prima azione concreta è stata la sospensione formale della delibera approvata dalla Giunta Cota il 21 maggio, a poche ore dall’apertura delle urne per le elezioni regionali: questo riporta l’orologio indietro nel rapporto sia con Asl e Aso, sia con il privato della sanità piemontese, sospendendo anche otto precedenti delibere e cinque determine dirigenziali degli ultimi anni: l’atto del 21 maggio conteneva vizi nel contratto tipo con i privati (troppo vago), in particolare per quanto riguarda la definizione del fabbisogno per disciplina.

 

Mancando di fatto una vera analisi programmatoria, la Regione Piemonte non decideva e si riduceva a non fare scelte. 

 

Queste le prime ricadute della nuova impostazione: 

 

  1. la revisione delle modalità di rendicontazione del ticket sanitario riscosso da parte dei soggetti privati per conto del Sistema sanitario nazionale, che secondo i nostri calcoli costituiva un vero e proprio extrabudget pari almeno al 10-15% 
  2. si torna al passato per quanto riguarda il numero di posti letto: per i presìdi pubblici tornano ad essere esattamente quelli precedenti il 21 maggio scorso, mentre per i soggetti privati accreditati-Irccs si blocca la scelta di nuovi posti letto con autocertificazione, che costituiva una vera e propria fuga in avanti senza programmazione. Entro la fine del 2014 avremo il nuovo provvedimento di programmazione 
  3. si bloccano le nomine di nuovi primari, si torna cioè alla situazione di fatto del 10 febbraio 2014 e se i direttori non hanno ancora firmato eventuali nuovi contratti, le eventuali autorizzazioni di questi ultimi mesi sono da considerare annullate 
  4. si sospende la norma per cui dal 1 gennaio 2014 si poteva accedere ai ricoveri nelle strutture private accreditate senza privilegiare i casi delle dimissioni post acuzia; a far data dal prossimo 1 settembre cioè solo il 20% di ricoveri può provenire da casi che non siano dimissioni post acuzie. Di fatto la Regione Piemonte sceglie di garantire maggiormente (all’80%) la continuità assistenziale. 
  5. Nel rapporto con i privati, le nuove scelte della Regione Piemonte confermano i tetti di spesa ma definiscono internamente (dopo molto tempo!) i volumi per tipologia di prestazione. Questa nuova impostazione dovrà consentirci di chiedere ai soggetti privati accreditati di essere maggiormente al servizio delle esigenze reali degli utenti della sanità piemontese: dovranno garantire più visite specialistiche (per le quali nella sanità pubblica le liste d’attesa sono infinite) e molte meno analisi di laboratorio, per le quali in Piemonte registriamo sovrabbondanza di offerta.   

 

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