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LIFESTYLE - page 274

Le eccellenze della sanità piemontese

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sanitaDialisi polmonare e trapianti

 

“Un grande risultato per la sanità piemontese, che dimostra l’eccellenza di molte nostre strutture ed in particolare della ricerca universitaria che, attraverso le scoperte scientifiche, contribuisce a migliorare l’attività clinica quotidiana”.

 

E’ il commento dell’assessore regionale Antonio Saitta alla notizia della sperimentazione, per la prima volta al mondo, della dialisi polmonare effettuata dalle Terapie intensive dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (diretta dal professor Marco Ranieri) e del Sant’Orsola di Bologna (diretta dal professor Stefano Nava).

 

I risultati sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica internazionale “Critical care medicine”, organo ufficiale della Società americana di Terapia intensiva.

 

Saitta ha partecipato, a Roma, alla Commissione Salute dove, tra gli altri punti all’ordine del giorno della discussione, è stato approvata la richiesta, presentata dalla Città della Salute e della Scienza di Torino, di rinnovo dell’autorizzazione ministeriale all’espletamento di attività di trapianto di parti di fegato da donatore vivente.

 

Il Centro di trapianto di fegato, diretto a Torino dal professor Mauro Salizzoni, è al 1° posto in Italia per numero di interventi.

 

La rete di donazione e trapianto di organi tessuti e cellule è un’altra riconosciuta eccellenza della sanità piemontese: per volumi di attività e qualità dei programmi la nostra regione occupa un’ottima posizione nazionale.

Il Centro regionale Trapianti del Piemonte è diretto e coordinato dal Professor Antonio Amoroso.

 

(www.regione.piemonte.it)

Savoia-Visconti, sposalizio a Rivoli

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rivoli1rivoli2Nel cuore della cittadina, coinvolte le piazze principali, i ristoratori del centro storico e la Bocciofila “La Rivolese”, la più antica bocciofila d’ Italia, nata nel 1897

 

Un ampio programma storico culturale ha preso vita nel cuore di Rivol per  la prima rievocazione storica dello sposalizio Savoia- Visconti. Coinvolte le piazze principali, i ristoratori del centro storico e la Bocciofila “La Rivolese”, la più antica bocciofila d’ Italia, nata nel 1897.

 

Sbandieratori e gruppi storici hanno partecipato alla rievocazione partita ufficialmente da Piazza Martiri della Libertà e proseguita per le vie e per le piazze, tra cui Piazza Bollani, dove si è svolta la cerimonia nuziale tra Bianca di Savoia e Galeazzo Visconti, accompagnata da Canti Gregoriani dell’epoca nella Chiesa Collegiata Alta. 

 

Intervallata dalla degustazione di prelibatezze medievali, la rievocazione si è conclusa con la cena a buffet presso la Bocciofila, dalla quale, per l’occasione, è stato possibile accedere e visitare la Grotta del Ninfeo, realizzata nel 1500 per volere di Emanuele Filiberto di Savoia, secondo il modello romano. 

 

(Foto: Jacopo Radich – il Torinese)

 

Angela Barresi

Matite di Guerra: una mostra di vignette sul primo conflitto mondiale

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MATITE

Immagini che nel 1914-1918 dovevano contribuire ad alimentare l’acredine per il nemico, oggi ci aiutano a capire e a far capire  l’insensatezza della guerra

 

Sorridere sulle vicende della guerra più sanguinaria del XX Secolo si può. Nonostante la censura lo hanno fatto, dal 1914 al 1918, molti disegnatori satirici di tutta Europa. Oggi possiamo vedere, sullo sfondo di una grande trincea, un centinaio di quelle vignette nella mostra “Matite di Guerra, satira e propaganda in Europa (1914 – 1918)” allestita a palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale in via Alfieri 15 a Torino, dal 3 ottobre al 3 dicembre. 

 

La mostra, promossa dal Consiglio regionale e dalla Consulta Europea, è curata da Dino Aloi e raccoglie giornali di trincea, disegni, libri, cartoline d’epoca e tavole originali realizzati da artisti e disegnatori di tutta Europa, pubblicati in Italia, Germania, Olanda, Francia e Spagna. 

 

“Con la questa mostra – afferma Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale del Piemonte – proseguono le iniziative che abbiamo organizzato in occasione del centenario del primo grande conflitto mondiale. L’obiettivo è alimentare, soprattutto fra i giovani, la consapevolezza che da quell’immane tragedia ha preso le mosse la nuova Europa”.

 

Immagini che nel 1914-1918 dovevano contribuire ad alimentare l’acredine per il nemico, oggi ci aiutano a capire e a far capire  l’insensatezza della guerra. L’Italia entrò in guerra il 25 maggio del 1915, quasi un anno dopo lo scoppio del conflitto. Si crearono quindi nel Paese due anime fortemente contrapposte: neutralisti ed interventisti, ma in alcuni casi le posizioni mutarono nel tempo. Nel centinaio di vignette satiriche del tempo esposte troviamo chiari segni di questi opposti sentimenti, espressi con ironia e sarcasmo. 

 

Tra le opere presentate nella mostra le pagine originali de L’Asino, giornale di satira socialista fondato da Gabriele Galantara che in un primo tempo pubblica vignette contro la guerra (vengono presentate due tavole originali) ma, nel 1914, quando l’Italia non è ancora parte del conflitto, cambia improvvisamente rotta e inizia a fare disegni contro austriaci e tedeschi.

 

Al contrario resterà fedele ai suoi ideali socialisti e pacifisti il vignettista de L’Avanti! Giuseppe Scalarini, tra i primi a realizzare splendidi disegni contro il conflitto mondiale. Di un altro raccontatore di orrori, l’olandese Louis Raemaekers, troviamo i disegni in mostra: egli partì pacifista ma divenne guerrafondaio: La Baionnette, giornale di satira francese, gli dedicò un intero numero nel 1916. In esposizione anche due libri del disegnatore torinese Gec (Enrico Graneri), su D’Annunzio e Vittorio Emanuele III. Di Enrico Sacchetti, collaboratore de La Tradotta, vediamo un album con le caricature di soldati e ufficiali nemici. In mostra anche “Perché resistere”, pubblicato dalle “Opere federate di assistenza e propaganda nazionale” con le illustrazioni del torinese Golia (Eugenio Colmo).

 

Il catalogo a colori, edito da Il Pennino, comprende i testi critici di Marco Novarino, Claudio Mellana, Jean-Marie Bertin, Jordi Artigas e riproduce circa 300 immagini.
La mostra “Matite di Guerra” sarà aperta al pubblico da venerdì 3 ottobre al 3 dicembre con orario: 10 – 18 dal lunedì al venerdì. Ingresso gratuito.

 

Info: www.cr.piemonte.it/mostre  

Patto anticrisi Chiampa-Fassino-Nosiglia per il futuro di Torino

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nosiglia fassinochiampa foto comuneIl governatore: “Ci vuole una riforma radicale sulla spesa, a cominciare dalla sanità e dai trasporti”. Il sindaco: “Urge un patto per lo sviluppo”

 

Mentre la Confartigianato Torino, nella sua assemblea annuale lancia l’allarme per il rischio chiusura di 400 imprese in Piemonte prima della fine dell’anno, non solo le istituzioni – dalla Regione al Comune – e le categorie produttive cercano di scendere in campo (un campo piuttosto ardio, in realtà) per contrastare la crisi. Anche la curia torinese vuole fare la sua parte e propone “un nuovo patto sociale e generazionale” tra le realtà formative, industriali e lavorative. E’ l’idea dell’ arcivescovo Cesare Nosiglia, per l’assemblea sull’Agorà sociale, tenutasi oggi al Centro Incontri della Regione. L’iniziativa si è proposta come una sintesi del lavoro  che ha coinvolto realtà laiche e ecclesiali del territorio. Nelle intenzioni di Nosiglia, l’incontro dovrebbe favorire “progetti di microcredito e collaborazione con le fondazioni”.

 

Al summit ecclesiale, a nome della  la Regione Piemonte è intervenuto il governatore Sergio Chiamparino. Se il Piemonte vuole recuperare risorse per investire sullo sviluppo, ha detto il presidente “serve un cambiamento radicale. Per individuare  risorse da investire su industria, agricoltura, formazione e politiche sociali, ci vuole una riforma radicale sulla spesa, a cominciare dalla sanità e dai trasporti. Abbiamo una grande incertezza sui bilanci consuntivi 2013”. Considerazioni condivise dal primo cittadino Piero Fassino, anche lui in prima fila all’Agorà, con i vertici delle associazioni di categoria subalpine.

 

“Un grande patto per lo sviluppo che unisca la società, perchè la forbice tra chi ce la fa e gli ultimi è sempre maggiore”. Così il sindaco, che ha evidenziato come dall’inizio della crisi  ad oggi la percentuale di torinesi che vivono in povertà assoluta è cresciuta dal 4% al 7%.  “Quello che il premier Renzi sta facendo – ha detto invece Licia Mattioli, leade degli industriali  – è dettato dal buon senso del padre di famiglia, dobbiamo superare un passato che non ci ha portati da nessuna parte. La riforma del lavoro è attesa da tanti”.

 

E nell’ottica anticrisi è anche il ‘tour’ della giunta regionale attraverso le province piemontesi, (prima tappa già effettuata ad Asti) per confrontarsi con associazioni economiche, sindacali e sindaci del territorio. “Un percorso di dialogo e di ascolto per concentrare gli sforzi in un periodo nel quale le risorse economiche sono scarse e c’è la necessità di lavorare con unità di intenti. Abbiamo davanti a noi una stagione di grandi trasformazioni”, sostiene Chiamparino.

 

(Foto: www.spaziotorino.it – Il Nostro Tempo)

 

 

Crisi, il Piemonte si affida alle preghiere di Nosiglia

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palazzo regionecuriaL’arcivescovo auspica un nuovo patto sociale e generazionale” tra le realtà formative, industriali e lavorative

 

Sono tanti, troppi, i 18 tavoli di crisi aperti che interessano 2.400 lavoratori. La crisi continua e non ci sono segnali di ripresa. E’ quanto emerge dall’audizione dell’assessore al Lavoro della Regione, Gianna Pentenero, in Consiglio regionale. “Visti i nuovi criteri per la concessione della cassa integrazione in deroga – ha commentato l’assessore – c’è l’amara prospettiva della mobilità per molti lavoratori”.

 

Nel frattempo è stato siglato dalla Fiat con Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri l’accordo per il rinnovo della cassa integrazione straordinaria negli stabilimenti di Mirafiori (dove nel 2015 partirà lea produzione del suv Levante e Grugliasco. Polemica la Fiom: “l’incontro sarebbe dovuto essere congiunto, ma siamo stati esclusi”.

 

Anche la curia torinese vuole farsi parte attiva per contrastare la crisi e propone “un nuovo patto sociale e generazionale” tra le realtà formative, industriali e lavorative. E’ l’idea dell’ arcivescovo Cesare Nosiglia, per l’assemblea sull’Agorà sociale, domani al Centro Incontri della Regione. L’iniziativa sarà una sintesi del lavoro  che ha coinvolto realtà laiche e ecclesiali del territorio. Nelle intenzioni di Nosiglia, l’incontro dovrebbe favorire “progetti di microcredito e collaborazione con le fondazioni”.

 

Il Consiglio regionale del Piemonte, invece, anch’esso alle prese con tagli a destra e manca, valutato che un edificio barocco come Palazzo Lascaris è decisamente difficile da piazzare sul mercato, ha deciso di tenerselo. Così gli uffici e l’aula dell’Assemblea  non traslocheranno  dalla sede storica di via Alfieri. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza su proposta del presidente Mauro Laus. Il nuovo grattacielo in costruzione al Lingotto (nella foto) ospiterà quindi solo i dipendenti della Giunta regionale e delle sedi decentrate. Nonostante le parcelle dell’architetto Massimiliano Fuksas e i costi di costruzione lievitati negli anni, il grattacielo dovrebbe comunque garantire a medio termine considerevoli risparmi per un ente regione sempre più povero.

 

(Foto: il Torinese)

Una splendida spirale

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Eloisa, gli occhi celesti e i capelli rossicci raccolti in un  perfetto chignon di ceramica sopra la piccola nuca, era quella che si dice una rara bellezza. Elegante, affusolata, snella e aggraziata : mai un ciuffo ribelle, una piega sul vestito celeste dall’ampia gonna a pieghe, né una macchia sui piedini vestiti di calze di seta candida e scarpine col fiocco. Una bambola incantevole, con lunghe ciglia ramate  per guardare il mondo

 

lola2Il pianoforte declinava la sua melodia e la bambola di porcellana dondolava  la testa ritmicamente, gli occhi socchiusi, un sorriso beato sulle labbra dipinte. Era bianca come la neve che scorreva lenta fuori dalla grande finestra, maestosa e affacciata sul giardino d’inverno. Eloisa, gli occhi celesti e i capelli rossicci raccolti in un  perfetto chignon di ceramica sopra la piccola nuca, era quella che si dice una rara bellezza. Elegante, affusolata, snella e aggraziata : mai un ciuffo ribelle, una piega sul vestito celeste dall’ampia gonna a pieghe, né una macchia sui piedini vestiti di calze di seta candida e scarpine col fiocco.

 

Una bambola incantevole, con lunghe ciglia ramate  per guardare il mondo. E lei non si perdeva nulla: non le estati  con le la luce che entrava a fiotti in casa e gli schiamazzi dei bambini sugli alberi fuori, né  le primavere  profumate di fiori di campo e lavanda, il polline  fluttuante in controluce.

 

Neanche gli autunni, che sembravano infuocare gli alberi, e il profumo della frolla dei biscotti,  con le tazze di the sparse per il salone, gambe distese  languidamente sui divani di velluto. Né gli inverni, lunghi e ovattati come un sogno mattutino, le coperte scozzesi e le vestaglie da camera.Eloisa amava tutto e di tutto silenziosamente si preoccupava: che le candele  fossero accese per gli ospiti, la tavola  sontuosamente apparecchiata e i fiori sempre freschi nei lunghi vasi di cristallo. Era consapevole di vivere  in un piccolo angolo, in una piccola villa, in una piccola città, in un piccolo mondo (aveva sentito gli uomini parlare dell’universo e aveva riflettuto sulla teoria della sua  continua, infinita, meravigliosa espansione). E conosceva la propria condizione, immobile e fragile, ma non se ne preoccupava: la sua grande paura non era cadere a terra e frantumarsi in mille pezzi, lei temeva una fine ingloriosa per il suo guerriero, il samurai che svettava poco più in là, lucente e colorato, i capelli stretti in una coda di cavallo nerissima. Non potevano toccarsi, dopo molti anni di vicinanza (la padrona li voleva  fianco a fianco, una coppia improbabile , lei diafana e quieta, lui maestoso e scuro come la notte, un  lungo  pugnale nella cintola) li avevano divisi.

 

lola1

Non potevano neanche più guardarsi, erano messi di schiena. Che storia d’amore la loro. Così intensa, appassionata, improbabile. Per anni avevano vissuto della prossimità fisica, dei loro corpi vicini e caldi, per quanto può essere calda la porcellana. (Può essere incandescente). E poi in un attimo li avevano separati, avevano trovato un mobile giapponese per lui, un samurai unico, un rarissimo esemplare, così l’avevano chiamato. E in un attimo era finito dentro una vetrina chiusa a chiave. Il samurai e la fanciulla di ceramica non potevano avere figli, accendere il fuoco allegramente come i propri padroni, litigare, sbattere le sedie, avere animali, non potevano fare niente. Tutto quello che i padroni di casa facevano senza saperlo era loro negato, ma cosa importava?

 

E cosa importa se adesso sono lontani? Il loro amore, che non avrà futuro, che non avrà matrimonio né figli né un domani, in qualche lontana galassia vivrà ancora, sarà vivo, si starà sviluppando come una splendida spirale.

 

www.tuttigliuominidilola.it

 

Federica Billone

Il Salone femminile dell’Italia che cambia

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DONNANuove modalità di fare impresa, in cui l’innovazione si coniuga con la capacità di lavorare in squadra, di attivare reti e relazioni di business trasversali

 

”Come sta cambiando l’Italia? I modelli imprenditoriali emergenti” è il tema della sesta edizione del Salone Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile, GammaDonna.

 

L’iniziativa, ideata per dare visibilità alle esperienze imprenditoriali femminili emergenti si svolgerà  a Torino, l’1 e il 2 ottobre, promosso da  Valentina Communication con il supporto della Camera di Commercio di Torino e del Comitato per l’Imprenditoria Femminile. La manifestazione è a partecipazione gratuita e si terrà al Campus Luigi Einaudi.

 

“Convinti che esista un’Italia di,cui donne e giovani costituiscono preziosa linfa vitale, che sta mobilitando ogni sua energia per il cambiamento – spiaga il sito della kermesse – GammaDonna si è messa alla ricerca dei “modelli imprenditoriali emergenti”: nuove modalità di fare impresa, in cui l’innovazione si coniuga con la capacità di lavorare in squadra, di attivare reti e relazioni di business trasversali, di utilizzare le tecnologie più avanzate, con un ritorno alla centralità delle persone, delle loro competenze e della loro creatività”.

Piemonte, Sicilia, Calabria: regioni da amare

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Italia da Amare, a Torino dal 26 al 28 settembre la prima fiera del turismo di territorio e qualità

 ITALIA AMARE

Il 26-27-28 Settembre 2014 debutterà a Torino nella splendida cornice di piazza Vittorio Veneto la prima edizione di “ITALIA DA AMARE” –  fiera del turismo di territorio e di qualità –  che si propone di offrire un contributo innovativo alla promozione di un turismo attento alla natura, all’ambiente, alle bellezze storico-architettoniche, ai paesaggi rurali, alpini e marini incontaminati, alle tradizioni culturali, enogastronomiche ed artigianali di eccellenza, che solo il nostro Paese è in grado di offrire. Protagoniste di questa prima edizione insieme al Piemonte, la Sicilia e la Calabria, terre di storia, paesaggi e scenari dal fascino suggestivo.

 

La manifestazione ad accesso completamente gratuito – promossa dall’Associazione Culturale Ideasfera in collaborazione con lo Studio Prap, storica società torinese di organizzazione ed allestimento eventi – vuole offrire un contributo alla promozione di un turismo attento alla natura, ai paesaggi, alle qualità ambientali, alle tradizioni culturali e culinarie.

 

Un turismo di qualità quindi, che promuova non le grandi città o le località oggetto di turismo di massa ma i borghi storici, i parchi, le montagne, le aree marine protette, le marinerie, i borghi marinari, i comuni montani, gli ambienti rurali e il patrimonio artistico e storico-culturale che, per il loro fascino e la loro unicità offrono una ragione di visita ai turisti italiani e stranieri.

 

La manifestazione, patrocinata dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino, promette di diventare un interessante “piazza” di scoperte per un turismo a “chilometro zero” che possa mettere direttamente in contatto il viaggiatore con i territori.

 

“Un modo per far conoscere quell’Italia ‘alternativa’, o meglio poco conosciuta, ricca di natura, di bellezze artistiche, di cultura e tradizioni, di itinerari romantici, enogastronomici, di accoglienza, di qualità e di intense emozioni. Un turismo questo, per ora ancora di nicchia ma, in considerazione dell’enorme patrimonio paesaggistico e naturalistico del nostro Paese, destinato a far crescere i territori interessati e la tutela ambientale dei medesimi”, è il commento di Mario Audisio, ideatore e patron dell’evento, che aggiunge, “Italia da Amare, come tutti i nuovi progetti, è una scommessa. Siamo convinti che i torinesi vorranno apprezzare questo viaggio ideale di tre giorni lungo lo ‘stivale’, attraverso stand, dibattiti, eventi collaterali e dimostrazioni che partirà idealmente dal nostro splendido Piemonte (con la presenza di ATL Cuneo, ICIF, Parco Nazionale del Gran Paradiso e Turismo Torino) per giungere a toccare le sponde della Sicilia e della Calabria, passando dalla Liguria con i suoi parchi e dalla Val Cornia in Toscana”.

 

Proprio dalla Sicilia, attraverso un’importante collaborazione con l’Assessorato regionale all’agricoltura, attività rurale e pesca mediterranea, giungeranno a Torino operatori turistici e produttori diretti che inonderanno piazza Vittorio di colori, sapori e fragranze: “Scirocco Sicily” ed il territorio del ragusano; i Gal – gruppi d’azione locale “Le Terre del Nisseno”, “Nebrodi” e “Metropoli est” in rappresentanza rispettivamente dell’area di Caltanissetta, Messina e Palermo; dal catanese “Gusto di campagna”, associazione che da alcuni anni opera per  la conoscenza, la valorizzazione, lo sviluppo socio-culturale del mondo rurale siciliano; ed il consorzio “Il Mare in Montagna”.

 

Non da meno la Calabria, che ha scelto Torino ed “Italia da Amare” per presentare il progetto “I LOVE SUD”, un nuovo intrigante sistema di promozione turistica cui hanno aderito associazioni, operatori e produttori locali, che pone al centro della propria mission  la cultura del territorio, una filosofia e uno stile di produzione che vuole privilegiare la qualità, la produzione sostenibile, la rintracciabilità, la stagionalità, il legame con le origini e le tradizioni: in definitiva, l’eccellenza in tutte le sue accezioni attraverso borghi, paesaggi, ritualità da non disperdere, unite ad immancabili e gustose prelibatezze. Tutto in un’unica piazza.

 

Torino, area pedonale di piazza Vittorio Veneto

Venerdì 26 settembre dalle 15 alle 22.

Sabato 27 e domenica 28 settembre dalle 10 alle 22.

Ingresso gratuito

Per info: www.italiadaamare.it

Fu così che Torino perse il titolo di capitale

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“Fu inutile smentire, in modo chiaro e documentato, accuse e calunnie. I fatti furono ben presto circondati da una sorta di congiura del silenzio, anche se un dibattito e una polemica striscianti sopravvissero e sopravvivono a 150 anni di distanza”

 

CAPITALE2Organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte e dal Centro Studi Piemontesi, si è tenuta il 22 settembre nell’Aula consiliare di Palazzo Lascaris a Torino, introdotta dal saluto del presidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus, la giornata di studi sugli avvenimenti del settembre 1864 che seguirano alla decisione di spostare la capitale da Torino a Firenze. 

 

“La perdita dello status di capitale nell’autunno 1864 segnò una svolta fondamentale nella storia di Torino. Alla delocalizzazione istituzionale la classe dirigente torinese seppe rispondere reinventando il ruolo della città come capitale dell’industria – ha puntualizzato Laus -, così come in anni recenti si è risposto alla delocalizzazione industriale promuovendo l’immagine di Torino come città olimpica e capitale della cultura”.

 

palazzo carignano

Qualificata la partecipazione dei relatori, presentati da Giuseppe Pichetto, presidente del Centro Studi Piemontesi, che ha voluto sottolineare l’importanza di far “piena luce su un episodio ancora poco conosciuto”.

Gustavo Mola di Nomaglio si è soffermato sulla Convenzione del 15 settembre 1864 e sui suoi effetti, mentre Gian Savino Pene Vidari dell’Università di Torino ha portato all’attenzione le vicende torinesi descritte nel diario segreto di Federigo Sclopis.

 

La sessione mattutina, moderata da Domenico Tomatis, ha ancora compreso le relazioni di Pierangelo Gentile dell’Università di Torino sul ruolo del Re e di Casa Savoia, di Georges Virlogeux dell’Université de Provence che ha presentato il carteggio inedito tra Massimo D’Azeglio e Angelo Brofferio “il più gentile dei democratici”, e di Rosanna Roccia, direttore della rivista Studi Piemontesi, che ha tratteggiato la figura di Urbano Rattazzi, fedele al motto “star lontano da tutti per non entrare in discussioni”.

 

con reg lascarisI lavori pomeridiani, condotti da Albina Malerba direttore del Centro Studi Piemontesi, si sono concentrati sugli interventi di Aldo Alessandro Mola del Centro Europeo Giovanni Giolitti per lo Studio dello Stato (le ripercussioni del trasferimento della capitale da Torino a Firenze sulla rappresentanza del Piemonte in Parlamento tra il 1865e il 1870), di Pier Massimo Prosio del Centro Studi Piemontesi (settembre 1864: riflessi letterari di una tragedia), dell’architetto Elena Gianasso del Politecnico di Torino (Torino 1864. Città e architettura per una nuova identità urbana), di Giorgio Federico Siboni dell’Università di Milano (ragione e sentimento nella vicenda biografica di Fulvia Verri, 1793-1871) e di Eleonora Belloni e Giacomo Zanibelli dell’Università di Siena (economia e cultura nella Firenze Capitale del Regno d’Italia).

 

Sul trasferimento della capitale a Firenze, pesano ancora oggi le vittime degli scontri nelle piazze Castello e San Carlo a Torino. “Fu inutile smentire, in modo chiaro e documentato, accuse e calunnie. I fatti furono ben presto circondati da una sorta di congiura del silenzio, anche se un dibattito e una polemica striscianti sopravvissero e sopravvivono a 150 anni di distanza”, ha voluto sottolineare Aldo Alessandro Mola.

 

(mbocchio – fcalosso, cr.piemonte.it) Foto: il Torinese

Ehi, tu, hai midollo?

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Giornata di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo. Sabato 27 Settembre, piazza San Carlo dalle 9.00 alle 24

 

midollo

“Donare il midollo osseo?… chissà che male?…”. Se vi state facendo questa domanda, perché non venite in piazza a parlarne con medici ed esperti. Vi verranno date tutte le informazioni. Saranno disponibili dal mattino sino al tardo pomeriggio.

 

Donando il midollo osseo possiamo salvare una vita! Sì proprio noi, capite? Quindi perchè non informarsi? Perchè non provare? Chiedere non costa nulla…quindi venite e chiedete, chiedete, chiedete e chiedete…chissà, un domani sarete anche voi dei nuovi “supereroi” !

 

Ricorda che il midollo osseo non è il midollo spinale. Per chi non fosse a Torino sabato, la giornata dell’ADMO avverrà in 60 piazza italiane…non avete scuse !!!

 

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