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LIFESTYLE - page 273

Il mistero di Tilde la Rossa

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Non si tratta di un romanzo, ma della realtà. Sabato 4 ottobre, dieci persone parteciperanno all’evento più suggestivo e misterioso che Torino è in grado di proporre. “Tilde la Rossa”, evento esclusivo ideato da Torino Séance. Amanti del mistero, semplici curiosi, non vi è limite a chi vi può accedere… Al di fuori di quello numerico. Solo dieci persone, accuratamente selezionate, solo per una notte. Pensate di essere voi quelli giusti?

 

pretty woman“Finalmente trovai il campanello e suonai, controllando per l’ennesima volta che il sigillo in ceralacca sulla busta nera fosse intatto. Con uno scatto il portone si aprì e in breve mi ritrovai in una stanza illuminata dalla sola luce delle candele, circondata da sconosciuti che si guardavano intorno. Ognuno di loro aveva una busta come la mia.  Qualcuno stava provando a fare conoscenza dei presenti, altri cercavano di non incrociare lo sguardo con nessuno, in preda a una viva agitazione.

 

Da quando avevo ricevuto la busta, erano passate tre settimane. Prima la curiosità, su quel sito strano, poi la scoperta, grazie a una storia lì descritta. Un assassino, come Jack lo Squartatore, era vissuto nella nostra città poco più di un secolo fa. Nessuno scoprì mai la sua identità… Ma in quel sito era scritto che a breve sarebbe stata organizzata una séance in stile vittoriano per fare luce sull’enigma. Di nuovo la curiosità, ma questa volta unita al fascino che il mistero incute, mi aveva spinto a richiedere di poter partecipare, ma non bastava la richiesta. Bisognava convincere di essere degni dei dieci.

 

Sì, solo dieci inviti, non uno di più. Scrissi di getto il motivo del mio interesse. Attesi.  Dopo qualche giorno, mi fu consegnata quella strana busta, “Varco” la chiamano, con l’ordine di non aprirla fino al momento in cui mi fosse stato ordinato di farlo. Pena l’annullamento di ogni possibilità di ingresso. Poi il messaggio contenente l’indirizzo in cui la séance avrebbe avuto luogo…Quel che avevo vissuto io, ne ero sicuro, era la stessa cosa che quelle altre nove persone avevano sperimentato. Dieci buste, non di più, per poter partecipare a… I miei pensieri vennero interrotti da una porta che si spalancò . Le luci si spensero e tutto ebbe inizio.”

Non si tratta di un romanzo, ma della realtà. Sabato 4 ottobre, dieci persone parteciperanno all’evento più suggestivo e misterioso che Torino è in grado di proporre. “Tilde la Rossa”, evento esclusivo ideato da Torino Séance. Amanti del mistero, semplici curiosi, non vi è limite a chi vi può accedere… Al di fuori di quello numerico. Solo dieci persone, accuratamente selezionate, solo per una notte. Pensate di essere voi quelli giusti?

 

Scopritelo andando sul sito www.torinoseance.org e compilando la richiesta di Varco. Se verrete selezionati ve ne accorgerete e la vostra vita non sarà più la stessa, perché avrete il privilegio di vedere l’altro lato del buio.

 

Fra i dannati della terra. Storia della Legione Straniera

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CENTRO STUDISarà lo storico Gianni Oliva ad aprire, lunedì 6 ottobre, alle ore 18, nella sede di Via Ottavio Revel 15, i tradizionali e seguitissimi Colloqui del Lunedì 

 

Legionari…idealisti usciti sconfitti da una rivoluzione fallita, romantici perduti dietro un amore impossibile, balordi in fuga dalla giustizia, affamati in cerca di un lavoro e di uno stipendio: la Legione straniera è tutto questo, un miscuglio di uomini diversi per motivazioni e provenienze, ma tutti ugualmente irrequieti, malinconici, feroci. Sin da quando venne costituita nel 1831 da re Luigi Filippo «Égalité», la Legione, della quale hanno fatto parte anche notevoli personaggi provenienti dal Piemonte, è stata lo specchio delle turbolenze del mondo: un reparto di volontari sradicati dalle proprie origini, senza famiglia e senza patria. Non dei semplici mercenari, ma soldati che nella mistica combattentistica e nello spirito di corpo ritrovano un’identità. Gianni Oliva ne ripercorre le tracce, e ricostruisce le loro vicende come in un grande romanzo epico, nel suo nuovo libro edito da Mondadori: “Fra i dannati della terra. Storia della Legione Straniera”.

 

I Colloqui del Lunedì  proseguiranno poi fino a dicembre,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche del  Centro Studi Piemontesi: dalla storia della Legione straniera (che apre il ciclo autunnale) alla Grande Guerra, da Emanuele Filiberto a Jacqueline d’Entremont a Massimo d’Azeglio, dalle Alpi Marittime alle Valli di Lanzo, dai dibattiti sette-ottocenteschi sulla Scuola in Toscana e in Piemonte, alla Torino letteraria degli Anni Cinquanta.

 

Questo il calendario dei prossimi lunedì, sempre alle 18:

 

13 ottobreGabriella Olivero, curatrice dell’opera Della vita d’Emanuel Filiberto  di Ioannes Tonsus (1596), a colloquio con  Gustavo Mola di Nomaglio, presenterà  i due volumi pubblicati dall’editore Aragno che, grazie alla versione italiana a fronte del testo originale latino rendono fruibile al grande pubblico una tra le più interessanti e ancora attuali biografie del grande sovrano sabaudo.  

 

Il 20 ottobre, con  Bruno Guglielmotto Ravet si parlerà  delle Valli di Lanzo: Dall’ultimo montanaro alla città culturale: ruolo e azione della Società Storica delle Valli di Lanzo.

Il 27 ottobre,  il prof. Claudio Gigante, dell’Università di Bruxellesparlerà di Massimo d’Azeglio, a partire dal suo libro pubblicato a Firenze da Franco Cesati Editore:La nazione necessaria. La questione italiana nell’opera di Massimo d’Azeglio che ha suscitato grande interesse ed un vivace dibattito.

Il 3 novembre,  il prof.  Carlo Naldi, del Politecnico di Torinoaccompagnerà il pubblico in un virtuale viaggio nelle Alpi Marittime con i  Frescanti negli oratori e cappelle

delle Alpi Marittime nella seconda metà del Quattrocento.

Il 10 novembre, si parlerà della mitica Torino degli Anni Cinquanta, vista attraverso  le pagine di Pier Massimo Prosio che, a colloquio con Albina Malerba, presenta il suo affascinante libro  pubblicato da Araba Fenice  La città dei sogni. Il romanzo di Torino.

Dell’avventurosa e travagliata vita di Jacqueline d’Entremont dalla Savoia a Moncalieri, parlerà la scrittrice Elisa Gribaudi Rossi, lunedì 17 novembre, avendo sullo sfondo la “grande” storia d’Europa osservata anche attraverso il filtro dei conflitti religiosi.

Dall’Università di Siena, il 24 novembre, arriva Giacomo Zanibelli, nel quadro della proficua collaborazione da tempo instaurata tra l’Ateneo senese e il Centro Studi Piemontesi, per  parlare di un tema oggi di grande attualità:  Scuola e classe dirigente tra Sette e Ottocento. Piemonte e Toscana a confronto

Chiude i Colloqui 2014 lo storico Pierangelo Gentile che il 1° dicembre terrà una conferenza su i Protagonisti della Grande Guerra. Vittorio Emanuele III, personaggio del quale ha affrontato il complesso profilo biografico con profonda competenza ed equilibrio in un volume pubblicato per Il Sole 24 Ore. 

Barbie

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barbieNoi forse abbiamo qualche chilo di troppo, forse l’ultima tinta ha messo duramente alla prova la nostra chioma (sai Barbie, noi esseri umani qualche capello bianco ce l’abbiamo prima o poi), forse non è tutto rose e fiori

 

“La vita rappresentata nel mondo delle Barbie era, dunque, mitica e 
irraggiungibile. Le bambine della mia generazione sono cresciute con la 
convinzione che tutto fosse possibile e che bastasse «volere» per «potere». 
Barbie ci riusciva; perché non dovevamo riuscirci anche noi? In fondo, 
bisognava solo imparare a «controllarsi»: CONTROLLARE il corpo, controllare le 
emozioni, controllare i bisogni .”
(Michela Marzano, filosofa)

 

Barbie era la nostra icona. Il suo successo dipendeva dal suo corpo perfetto, 
indipendentemente dal mestiere e dall’età. Barbie era sempre impeccabile e 
sublime. Barbie era sempre eterosessuale e sposata. Barbie era sempre felice e 
vincente….

 

Noi non siamo Barbie, esseri dalla taglia 36 con una biondissima chioma 
fluente e una macchina sportiva. Non abbiamo fidanzati dolcissimi e asessuati 
come Ken, che ci regala la casa rosa con l’ascensore interno o il camper a 
fiori. Non abbiamo vasche idromassaggio fuxia, e non possiamo andare in giro in 
minigonna glitterata e zeppe 24 h su 24 h, o verremmo etichettate presto e 
bene. Non abbiamo amiche affidabili e perenni come Teresa e Skipper (o è la 
sorella?) che ci seguono ovunque con sorrisi stampati.

 

A noi capita di litigare con le amiche, capita che le strade si dividano con 
sofferenza, capita che il nostro fidanzato non passi tutto il proprio tempo a 
progettare cosa regalarci, capita che magari scappi con barbie Teresa, ciao e 
arrivederci.

 

Noi forse abbiamo qualche chilo di troppo, forse l’ultima tinta ha messo 
duramente alla prova la nostra chioma (sai Barbie, noi esseri umani qualche 
capello bianco ce l’abbiamo prima o poi), forse non è tutto rose e fiori.

 

A volte non siamo abbinate, non è tutto perfettamente sotto controllo, gli 
uomini non si girano a guardarci per strada, e ci sono serate in cui siamo 
francamente impresentabili.

 

Ma lavoriamo duramente per avvicinarci all’idea di donna che vogliamo essere. 
Studiamo, pensiamo, progettiamo, organizziamo, giochiamo.
E’ tutto un disastro ma è il nostro disastro e un pò ci siamo affezionate.

 

E un giorno dal caos può uscire qualcosa di buono e quel giorno cara Barbie 
noi siamo molto felici, molto più di te, possiamo perdere il maledetto 
controllo e pizzicarci la ciccia sulla pancia che è calda, che è umana.

 

Federica Billone

 

www.tuttigliuominidilola.it

Maria Occhiogrosso: “Un ritorno al teatro più genuino”

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OCCHIOGROSSODall’8 al 12 Ottobre al Teatro Alfieri di Torino debutterà la nuova commedia dal titolo “Franco Cerutti sarto per brutti” con Franco Neri, Margherita Fumero ed Enrico Beruschi per la regia di Cristian Messina e proseguirà  in tournee’ su diversi palcoscenici italiani

 

Abbiamo intervistato uno dei personaggi  che nella commedia interpreta il ruolo di Asola. Lei e’ Maria Occhiogrosso, classe ’73 e Torinese doc. Ci ha raccontato le esperienze più caratterizzanti per la sua carriera e come Torino offra oggi grandi opportunità agli artisti  che decidono di continuare a vivere nella loro città anziché spostarsi alla ricerca di più famosi scenari .

 

Maria qual e’ stato l’evento più significativo per la tua carriera?

In realtà sono due le esperienze di maggior rilevanza. La più importante, quella che più mi ha segnata, è stata l’incontro con Margherita Fumero, sia artisticamente che personalmente. Ha portato nella mia vita il significato del sorriso , quello ingenuo di bambina, quello vero , senza timore di dover nasconderlo, fatto di semplicità ed un pizzico di sana follia. Mi ha presa per mano e mi ha fatto salire sul palcoscenico…….ed è stata magia. Ricordo il primo giorno di lezione con lei, mi disse: “bene ora sali sul palco ed immagina di essere un gelato che si scioglie al sole e …..sciogliti!!!”….Sciogliermi ???? Davanti ad una classe di sconosciuti???? Le risposi:”….Non posso fare l’albero???? Immobile….zitta????”Ebbene, ora grazie a lei, credo di essermi sciolta abbastanza.La seconda è stata approdare al Teatro Alfieri di Torino, la scorsa stagione, e registrare il tutto esaurito per ben 8 repliche con lo spettacolo “Vedova Pautasso Antonio in cerca di matrimonio”. Recitare in teatro è straordinario, recitare in grandi teatri è meraviglioso, ma recitare al Teatro Alfieri di Torino, nella mia bellissima città, è un sogno che si avvera.

 

E com’è vivere ed essere un’ attrice di professione a Torino, grazie anche a quella grande realtà che e’ Film Commission?

Sono torinese di nascita, fiera di esserlo e di poter offrire ai torinesi il mio contributo artistico. A Torino ovunque si respira arte e rimango sconvolta quando scopro che alcuni teatri chiudono.Ma forse il teatro ha bisogno di cambiare per restare in vita, ciclicamente la storia lo impone, in tal caso penso che semplicemente i gusti del pubblico in generale siano cambiati.Ora la gente ha bisogno di tornare a ridere, con semplicità, come faceva un tempo con il grande Erminio Macario.Ha bisogno di dimenticare per poco meno di due ore i problemi di tutti i giorni e tocca a noi attori accompagnarli in questa amnesia.Non nego di essere affascinata all’idea di andare in tournée con lo spettacolo, come è già capitato e come capiterà di nuovo quest’anno, sarò al Teatro Ariston di Sanremo ad ottobre e al Teatro Nuovo di Milano a gennaio, ma poi torno sempre a Torino, la mia casa.Cinematograficamente Torino offre molte più opportunità. Film commission sta lavorando bene in questo senso. Ho molti amici/colleghi che grazie a nuove produzioni hanno lavorato in fiction e film di successo.Ma anche la pubblicità ultimamente strizza l’occhio alla nostra città. Tanti spot di marchi famosi sono stati girati per le vie di Torino.Al momento ho solo impegni teatrali che assorbono tutto il mio tempo…….ma aspetterò la mia opportunità in un film a braccia aperte…..e chi non lo farebbe???

 

Facendo un grosso in bocca al lupo a Maria Occhiogrosso per l’imminente debutto a teatro, le auguriamo di poterla applaudire al più presto anche sul grande schermo.

 

Clelia Ventimiglia 

In attesa del Torino Film Festival

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film festLa Terza Edizione fino al 17 novembre

 

 

 

Fino al 17 novembre la terza edizione di Moving TFF. La manifestazione, ideata e coordinata da Altera e Centro di Cooperazione Culturale, realizzata in collaborazione con UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci), Arci Torino, Museo Nazionale del Cinema e Torino Film Festival, si propone di offrire al pubblico torinese una anticipazione della prossima edizione del Torino Film Festival (21-29 novembre).

 

I temi principali trattati nelle opere in programma sono: carceri, con la collaborazione del Campus Luigi Einaudi dell’Università degli studi di Torino per la rassegna e-visione; Torino, con proiezioni e dibattiti nelle circoscrizioni 6 e 10 sul tema dello sviluppo urbano e delle trasformazioni sociali; ambiente, cui verrà dedicata una giornata al PAV (Parco d’Arte Vivente) con i fratelli Massimiliano e Gianluca De Serio.

 

L’ingresso alle proiezioni è gratuito, con tessera Arci nei circoli.

 

 

 

Sabato 4 ottobre


17.30 I ricordi del fiumedi Gianluca e Massimiliano De Serio, con gli autoriPresentazione del progetto e proiezione in anteprima di alcuni estratti del film in via di realizzazione. 

Sinossi: Oltre mille persone di diversa nazionalità vivono tra topi e immondizia dentro baracche costruite con lamiere e legno.

È il platz, una delle più grandi baraccopoli d’Europa, sugli argini del fiume Stura a Torino. Molti bambini, donne e anziani abitano ormai da anni in questo microcosmo invisibile che tra poco tempo non esisterà più. Entro dicembre del 2014, infatti, un ambizioso e delicato progetto ad alto impatto sociale prevede il suo smantellamento e il trasferimento di parte delle famiglie in case normali.

I ricordi del fiume racconta la vita di questa baraccopoli nei suoi ultimi mesi di esistenza, tra lacerazioni, drammi, speranze, vita.

@PAV – Parco Arte Vivente Via Giordano Bruno 31 Circoscrizione 9 – Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Regione vuole pagare i fornitori. Il Governo: “Non avete i soldi”

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regione giuntaLa giunta regionale non attenderà il giudizio della Corte, ma avvierà contatti immediati con il ministero dell’Economia e delle Finanze

 

Il governatore Sergio Chiamparino aveva annunciato in agosto che finalmente la Regione avrebbe provveduto ai pagamenti della sanità. Ma proprio ieri il Consiglio dei ministri ha bocciato la variazione di bilancio con cui  la giunta regionale aveva sbloccato 779 milioni di euro. Secondo Palazzo Chigi la decisione era «priva di adeguata copertura finanziaria in violazione dell’articolo 81 della Costituzione».

 

La Regione Piemonte interpellerà il ministero dell’Economia e delle Finanze, annuncia un comunicato stampa,  per “ricercare una veloce soluzione al problema”. Lo afferma il vicepresidente Aldo Reschigna a proposito della richiesta di chiarimenti sulla legge di variazione del bilancio 2014, ricevuta dallo stesso ministero, lunedì scorso. “Abbiamo già provveduto – spiega Reschigna – a trasmettere tutti gli elementi le giustificazione per dimostrare l’idoneità della legge di variazione che dava coperture a residui passivi in sanità mandati in perenzione alla fine dell’anno scorso”.

 

“Ad oggi – continua il vicepresidente del Piemonte – non sono pervenute comunicazioni sulle motivazioni in base alle quali è stato promesso dal governo il ricorso alla Corte Costituzionale. È evidente che, grazie alla legge di variazione si intende pagare i fornitori della sanità, la giunta regionale non attenderà il giudizio della Corte, ma avvierà contatti immediati con il ministero dell’Economia e delle Finanze”.

 

(Foto: il Torinese)

Valle di Susa, Tesori di Arte e Cultura Alpina

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ABBAZIA NOVALESAIl secondo appuntamento avrà luogo mercoledì 15 ottobre, e sarà rivolto alle scuole ed agli allievi residenti in Valle, nell’ottica di contribuire ad una maggiore consapevolezza degli abitanti circa l’enorme patrimonio culturale e storico del loro territorio. Quindici sono i siti inclusi nell’elenco

 

Una Valle con una storia tutta da scoprire: il piano di valorizzazione “Valle di Susa, Tesori di Arte e Cultura Alpina”, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie, ha patrocinato la V Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa: l’edizione 2014 ha previsto un doppio appuntamento, il primo dei quali si è tenuto domenica 21 settembre scorso, riscuotendo notevole interesse e partecipazione. Il programma della prima giornata prevedeva visite aperte al pubblico, gratuite e guidate, a diversi siti archeologici alpini, uniti da un fil rouge costituito dal tema di quest’anno, “I confini di una Valle Alpina”. Il ruolo della Valsusa come secolare terra di confine ma allo stesso tempo di comunicazione, spartiacque e cerniera  fra i territori al di là e al di qua delle nostre montagne, ha fatto da sfondo alle iniziative organizzate dai singoli comuni nell’ambito della manifestazione.

 

Il secondo appuntamento avrà luogo mercoledì 15 ottobre, e sarà rivolto alle scuole ed agli allievi residenti in Valle, nell’ottica di contribuire ad una maggiore consapevolezza degli abitanti circa l’enorme patrimonio culturale e storico del loro territorio. Quindici sono i siti inclusi nell’elenco:  alcuni più noti come l’Abbazia di Novalesa, l’Area archeologica romana di Susa ed Castello e borgo medioevale di Avigliana , altri meno conosciuti. Uno di questi è la Casa delle Lapidi di Bousson, frazione di Cesana Torinese, sicuramente uno dei posti più misteriosi dell’intera Valle. L’enigmatico edificio ha suscitato negli anni l’interesse di studiosi e storici, che però non hanno saputo risalire a notizie certe in merito alla sua costruzione. La casa, acquisita dal Comune di Cesana nel 2001, è ridotta attualmente allo stato di rudere e conserva sul suo lato ovest un muro ricoperto da quattordici lapidi: chi le ha incastonate e perché?

 

Nessuno lo sa con certezza; su di esse sono incise frasi in linguaggio francese colto che può essere datato tra il XVII ed il XVIII secolo –l’area dell’alta Valle di Susa è appartenuta al regno di Francia sino al 1713- riportanti inni alla penitenza e all’ascesi. Si pensa che queste scritte a carattere religioso siano ascrivibili al periodo delle lotte contro i Valdesi e gli Ugonotti, guerre di religione che lasciarono un segno indelebile sul territorio alpino. Recenti studi hanno evidenziato una possibile connessione delle iscrizioni di Bousson alla corrente del Giansenismo, movimento del Cattolicesimo Romano Riformato che fu accomunato al Protestantesimo, e quindi condannato.
Per ulteriori informazioni, sia sulla manifestazione che sulla Casa delle Lapidi, consultate il sito http www.vallesusa-tesori.it

 

Federica De Benedictis

 

Quattro donne che hanno fatto la differenza

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donne donna La vicepresidente del Consiglio, Daniela Ruffino: “Impegno, rigore, passione nel ricoprire gli incarichi istituzionali in un’epoca in cui le pari opportunità erano meno ‘pari’ di oggi sono, senza dubbio, le caratteristiche che accomunano queste quattro donne piemontesi”. I volumi sono realizzati dalla Consulta femminile regionale

 

“Si richiede alle donne di essere estremamente brave nel mondo lavorativo per poi considerarle normalmente dotate”. Con un tono un po’ amareggiato e d’ammenda, Marco Brunazzi, Vicepresidente dell’Istituto di studi storici Salvemini, ha concluso la presentazione delle quattro nuove biografie della collana “Donna e Donne” della Consulta femminile regionale, tenutasi nei giorni scorsi presso Palazzo Lascaris. Si tratta di mirabili monografie dedicate a quattro protagoniste piemontesi della politica recentemente scomparse: Maria Magnani Noya, Giovanna Cattaneo Incisa, Nicoletta Casiraghi e Angiola Massucco Costa.

 

I volumi, realizzati attraverso ricerche d’archivio ed incontri con persone che hanno conosciuto le quattro protagoniste, si compongono anche di un saggio biografico introduttivo che ne evidenzia i percorsi umani e politici cosicché al lettore venga data la possibilità di conoscere tutte le sfaccettature della vita delle quattro donne.

 

Abile avvocata penalista impegnata anche in importanti processi politici, Maria Magnani Noya viene soprattutto ricordata per essere stata, dal 1987 al 1990, il Primo sindaco donna della città di Torino. Diventata poi parlamentare europeo, dopo essere stata sottosegretaria alla Sanità nel primo governo Craxi, ha rivolto il suo impegno politico nazionale all’attività riformatrice nel campo del diritto di famiglia, dei diritti civili e soprattutto nell’ambito dei diritti delle donne.

 

Nel 1992 anche Giovanna Cattaneo Incisa ricoprì il ruolo di sindaco della città di Torino ed anche se il suo fu un mandato piuttosto breve (da febbraio a dicembre), la città vide una importante trasformazione sotto la sua amministrazione. Eletta per due mandati nel Consiglio comunale di Torino, si occupò, con rigore e passione civile, di temi di scottante attualità quali la crisi economica e le politiche sociali. Terminata la sua “carriera politica”, si dedicò al mondo dell’arte ricoprendo le cariche di presidente della Fondazione Torino Musei e presidente della Galleria civica d’Arte moderna e contemporanea.

 

Parlando di “prime volte” non si può non nominare Nicoletta Varra Orrù Casiraghi che, dal 1985 al 1990, fu la prima donna che ricoprì il ruolo di presidente del Consiglio e della Giunta provinciale di Torino. Di formazione liberale, durante tutta la propria carriera si è spesa con passione ed intelligenza per la tutela dei diritti delle donne, il buon funzionamento degli enti pubblici e l’affermazione di una cultura diffusa delle libertà individuali.

 

E di problematiche riguardanti la tutela dei diritti delle donne e l’affermazione dell’emancipazione femminile, si è occupata Angiola Massucco Costa. Parlamentare per il Partito comunista italiano, tra il 1970 ed 1975 è stata eletta consigliera comunale a Torino ed è stata attiva anche nell’associazionismo e nella Consulta femminile regionale. Ha ricoperto un ruolo di primo piano negli studi di psicologia sperimentale, disciplina cui ha dato un particolare impulso organizzativo.

 

Quattro storie di vita, ma soprattutto quattro storie di donne che con il loro impegno, il loro rigore e la loro passione nel ricoprire i propri incarichi istituzionali, hanno dimostrato e soprattutto insegnato alle generazioni future, l’importanza di essere e di affermarsi come “donna” in un’epoca in cui le pari opportunità erano ancora meno pari di oggi.

 

Esemplari per il coraggio, la determinazione e l’intelligenza che ne hanno contraddistinto l’impegno lungo tutto il loro percorso umano e lavorativo, non possiamo che ringraziare la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino, la presidente della Consulta femminile regionale Maria Agnese Vercellotti Moffa, Marco Brunazzi e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione delle biografie di queste straordinarie donne. “Impegno, rigore, passione nel ricoprire gli incarichi istituzionali in un’epoca in cui le pari opportunità erano meno ‘pari’ di oggi sono, senza dubbio, le caratteristiche che accomunano queste quattro donne piemontesi”, ha sottolineato Ruffino.

 

Ci auguriamo che le loro vite possano essere d’esempio per donne e uomini di tutte le età e nazionalità e che, il loro ricordo, possa essere di sprone alla riflessione e all’azione sulla società contemporanea affinché,sia da un punto di vista lavorativo che sociale, ci siano sempre meno disuguaglianze e più pari opportunità.

 

Simona Pili Stella

 

(Foto: Consiglio regionale del  Piemonte)

Edifici pubblici, il Comune mette in vendita i gioielli di famiglia

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PAL CIVICPAL CIVICOTra gli edifici che potrebbero essere messi in vendita c’è la Curia Maxima di via Corte d’Appello, già storica sede del tribunale di Torino, che attualmente ospita l’Assessorato alla Cultura. Potrebbe diventare un nuovo hotel della prestigiosa catena Hilon. C’è poi il Palazzaccio, la struttura da sempre criticata per il suo non-senso estetico, piazzata proprio davanti al Duomo

 

Il trucco c’era ma non si vedeva. Nascosta in un plico alto così di emendamenti, c’era anche la decisione del Comune di vendere alcuni dei suoi “gioielli di famiglia”, ovvero una serie di palazzi aulici di proprietà municipale, i cui costi di gestione sono diventati insostenibili. L’assessore Gianguido Passoni, beccato dalla minoranza che si è accorta di quelle poche righe inserite quasi per caso nella documentazione di bilancio, ha detto che si tratta in realtà soltanto di un percorso propedeutico per verificare la possibilità di vendere in futuro alcune sedi o, comunque, di razionalizzare i costi dei palazzi comunali.

 

Tra gli edifici che potrebbero essere messi in vendita c’è la Curia Maxima di via Corte d’Appello, già storica sede del tribunale di Torino, che attualmente ospita l’Assessorato alla Cultura. Potrebbe diventare un nuovo hotel della prestigiosa catena Hilon. C’è poi il Palazzaccio, la struttura da sempre criticata per il suo non-senso estetico, piazzata proprio davanti al Duomo. E poi, l’ala destra di piazza Palazzo di Città, la palazzina dei servizi educativi di piazza IV Marzo, parte della Caserma Lamarmora che ospita i Vigili Urbani.

 

Un complesso di costruzioni che , se vendute ai migliori acquirenti, potrebbero portare alle casse municipali circa 50 milioni di euro. Non poco, di questi tempi. Intanto, per l’operazione trasparenza imposta dalla legge, il Comune ha messo sul web tutti i dati sui costi delle sedi municipali in affitto: in tutto vengono a costare un milione e 600 mila euro l’anno. Tra i vari uffici affiittati dal Comune, l’archivio di Pianezza, le scuole di corso Casale e via Casalis, la sede della Polizia municipale di Corso Umbria. In effetti Passoni ha ragione: è ora di razionalizzare.

 

(Foto: il Torinese)

Spesa farmaceutica, allarme rosso: peggio di noi solo la Puglia

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“I costi – dice l’assessore – a fine 2014 ammonteranno a 415 milioni, mentre dovrebbero attestarsi a 390”

 

molinetteNella sua comunicazione alla Giunta regionale, l’assessore alla sanità Antonio Saitta ha lanciato l’allarme: quella per la farmaceutica in Piemonte è una delle grandi voci di spesa all’interno del bilancio regionale della sanità, con una percentuale del 15% che significa 1,2 miliardi di euro.

 

“La spesa farmaceutica ospedaliera – dice l’assessore – a fine 2014 ammonterà a 415 milioni, mentre dovrebbe attestarsi a 390.  Saitta, dice che “non era mai stato fatto un lavoro di analisi così rigoroso e attento sulle spesa di farmaci in passato”. Su alcune voci di spesa  ci sarebbe possibilità risparmiare, partendo dalla consapevolezza dell’appropriatezza delle prescrizioni, che deve migliorare sia da parte dei medici ospedalieri sia dei medici di base, chiamati ad aiutare i pazienti a non farsi condizionare dalle pressioni del consumismo farmaceutico.molinette2

 

“I cittadini hanno bisogno che i loro medici di base li aiutino a cambiare mentalità. La Regione non ha alcuna intenzione di fare la parte dei “ragionieri del farmaco”, ma sentiamo forte l’esigenza, nella quotidiana battaglia per ridurre la spesa sanitaria, di essere sostenuti dai medici anche nella voce relativa alle prescrizioni di farmaci”, spiega l’assessore.

 

“Ci sono esempi virtuosi – conclude – che fanno comprendere come sia possibile intervenire in accordo con i medici di base: la spesa per farmaci di grande consumo – le statine (per il controllo degli eccessi di colesterolo) e gli ace inibitori (contro l’ipertensione) – registra in Piemonte nel primo semestre del 2014 un grande risparmio, perché si è incrementata in maniera significativa la prescrizione del farmaco generico a discapito di quello cosiddetto di marca: qui emerge forte il ruolo del medico prescrittore al quale il paziente si affida completamente”.

 

LE CIFRE DELLA SPESA OSPEDALIERA NELLA COMUNICAZIONE DELL’ASSESSORE ALLA SANITA’

 

sanitaLa farmaceutica si divide in due macro voci di spesa, quella territoriale e quella ospedaliera. Nella prima il Piemonte si comporta a livello nazionale abbastanza bene e deve però rispettare i parametri di taglio imposti dal Piano di rientro, mentre nella seconda voce siamo tra i peggiori in Italia.

Vediamo le cifre: per l’anno 2014 il tetto di spesa della farmaceutica territoriale è stato fissato per il Piemonte 827,8 milioni di euro (con una riduzione complessiva del 3.36% rispetto alla spesa dell’anno precedente: nel 2013 la spesa era di 856,6 milioni), di cui 637,8 milioni per la solo spesa farmaceutica convenzionata che quest’anno quindi deve quindi diminuire del 3.2%

 

Dall’analisi dei flussi di spesa del primo semestre e dalla proiezione fino a fine anno, emerge che in Piemonte troviamo territori che stanno risparmiando come Cuneo, Novara, Biella, Vercelli e Vco, mentre Torino è gravemente inadempiente ed Alessandria e Asti sono inadempienti, ma in lento miglioramento: se non si cambia rotta, a fine anno non solo non avremo raggiunto l’obiettivo di spendere solo 827.8 milioni di euro per la farmaceutica territoriale, ma lo avremo superato di almeno 20 milioni di euro.

 

Passiamo alla spesa della farmaceutica ospedaliera: per l’anno 2014 il tetto di spesa è stato fissato per il Piemonte a 390 milioni di euro (con una riduzione complessiva del 4.2% rispetto alla spesa dell’anno precedente: nel 2013 è stata di 407,2 milioni).Qui la situazione è difficile, perché il nostro trend di spesa è tra i più alti d’Italia (peggio di noi fa solo la Puglia).

 

Questa voce è difficile da controllare perché le Asl e le aziende ospedaliere finora non hanno mai collaborato nella diffusione dei dati: di fatto mancava quasi completamente il rendiconto della spesa farmaceutica ospedaliera e quindi non si potevano esercitare controlli, ma soprattutto nessuno all’interno degli ospedali aveva chiari questi dati.

 

Per l’anno in corso invece di restare nel tetto di spesa di 390 milioni di euro, quasi certamente arriveremo a 415 milioni. Le aziende che avrebbero dovuto tagliare maggiormente questa voce erano principalmente le sedi universitarie (Novara e Torino) ma anche Asti, Vercelli e Vco.

 

Per rispettare nel prossimo futuro questi parametri gli strumenti ci sono e per la verità c’erano già. Si tratta di utilizzare una procedura chiamata File F (usata da anni in altre Regioni): un tracciato che contiene le informazioni relative alla fornitura e somministrazione di un farmaco ad un paziente da parte di una struttura ospedaliera o territoriale e che permette la compensazione del costo con l’Asl di residenza del paziente. Si tratta di uno strumento che consente di tracciare la filiera di un farmaco, garantendo al paziente la continuità della cura e all’azienda il riconoscimento delle spese sostenute, una maggiore appropriatezza nei consumi e quindi, per alcune tipologie di farmaco, un risparmio sulla spesa farmaceutica convenzionata.

 

(Foto: il Torinese)

 

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