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LYFESTYLE - page 269

Arte, laghi, vini pregiati: il turismo fa boom

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Nel 2013 è andata persino meglio del periodo delle Olimpiadi, il 2006, con ben 600mila visitatori in più. In crescita il mercato interno, con un +4,8% di italiani, e grande incremento di turisti russi 

 

turisti 2La crisi imperversa ma non mancano i segnali positivi, in particolare nel settore del turismo e del tempo libero che, con la cultura, rappresenta uno dei veri motivi di rilancio del Piemonte.

 

Nella nostra regione, infatti ( e per quattro anni di seguito) le presenze  sono aumentate: per la precisione del 2,2% nel 2013. Persino meglio del periodo delle Olimpiadi, il 2006, con ben 600mila visitatori in più. In crescita il mercato interno, con un +4,8% di italiani, e autentico boom di turisti russi (+32%) nelle località montane, sui laghi e nelle colline dei vini pregiati.

 

I dati della Regione Piemonte indicano che dal 2004 ad oggi i pernottamenti turistici sono saliti del 36% e lo scorso anno le presenze sono state pari a 12,7 milioni. 

 

(Foto. il Torinese)

Al Lingotto i campionati dei mestieri

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Più di  6mila le figure professionali ricercate nell’ambito della rassegna. Presenti alla manifestazione  ben 94 aziende, di cui 76 cercano personale. Animatori, agenti di commercio, istruttori sportivi, camerieri, grafici e cuochi sono tra le principali figure ricercate.

 

Io-lavoro-300x172I campionati dei mestieri WorldSkills Piemonte 2014  si terranno il 9-10-11 Aprile a Torino, avranno luogo. Studenti, apprendisti e lavoratori  tra i 17 e i 22 anni si affronteranno in tre giornate all’interno della sedicesima edizione di Io Lavoro.  45 giovani competitor si sfideranno in cinque mestieri, 30 esperti valuteranno le prove decretando i vincitori.

 

Più di  6mila le figure professionali ricercate nell’ambito della rassegna che si terrà presso Lingotto Fiere. Presenti alla manifestazione  ben 94 aziende, di cui 76 cercano personale. Animatori, agenti di commercio, istruttori sportivi, camerieri, grafici e cuochi sono tra le principali figure ricercate.

 

La prima edizione dei campionati regionali dei mestieri farà da girone di qualificazione per la squadra italiana che parteciperà ai Campionati Nazionali a Bolzano (Ottobre 2014), agli Europei a Lille in Francia (Ottobre 2014) e ai Mondiali a San Paolo in Brasile (Agosto 2015).

 

Un aiuto per i cinema piemontesi

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La decisione arriva nei giorni in cui vengono confermati i numeri in crescita al botteghino in Piemonte nel 2013: sono stati venduti il 7% di biglietti in più ed i 77 cinema hanno incassato 46 milioni, il 3% in più rispetto al 2012, con quasi 8 milioni di biglietti venduti

 

cinema salaLa Giunta regionale ha disposto la riapertura di un bando sostenere le piccole e medie imprese che intendono qualificare le sale cinematografiche industriali e parrocchiali che eserciscono con l’acquisto di impianti per la proiezione cinematografica digitale 2K o 4K, nonché apparecchiature tecnologiche di supporto (linee internet, sistemi audio, risparmio energetico).

 

La delibera, che stanzia 1,5 milioni di euro, è stata approvata nella riunione del 17 marzo su iniziativa del presidente Roberto Cota  e dell’assessore alla Cultura, Michele Coppola.“Abbiamo voluto riproporre – precisa Coppola – una misura decisiva per il futuro di molte sale cinematografiche che garantiscono attività e lavoro sul territorio. Il rinnovamento tecnologico è indispensabile per continuare l’attività, sia per i nuovi formati digitali di proiezione ma anche per i sistemi audio sempre più capaci di regalare emozioni imparagonabili agli home cinema”.

 

“Questa nostra decisione – aggiunge l’assessore – arriva nei giorni in cui vengono confermati i numeri in crescita al botteghino in Piemonte nel 2013: sono stati venduti il 7% di biglietti in più ed i 77 cinema hanno incassato 46 milioni, il 3% in più rispetto al 2012, con quasi 8 milioni di biglietti venduti. Si dimostra quanto in Piemonte la cultura sia lavoro”.

 

Gianni Gennaro – Ufficio stampa Regione Piemonte

Che Italia sarebbe senza le donne?

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Il libro “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”, a cura delle volontarie della Fondazione Nilde Iotti, racconta del debito che l’Italia ha nei confronti delle donne, illustrando in modo rigoroso le tappe e i contenuti delle conquiste legislative dall’inizio della Repubblica alla conclusione dell’ultima legislatura

 

donne lascaris“Se non ci fossero state le donne, in questa nostra Repubblica, se non ci fossero state le loro tenaci battaglie di emancipazione e liberazione, l’Italia oggi sarebbe uno Stato molto più arretrato e molti articoli della Costituzione non sarebbero stati applicati. Le conquiste legislative delle donne italiane hanno cambiato la loro vita e l’assetto economico, sociale e culturale del nostro paese”.

 

Il libro “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”, a cura delle volontarie della Fondazione Nilde Iotti, presentato a Palazzo Lascaris il 13 marzo (nella foto), racconta del debito che l’Italia ha nei confronti delle donne, illustrando in modo rigoroso le tappe e i contenuti delle conquiste legislative dall’inizio della Repubblica alla conclusione dell’ultima legislatura. Nel volume si ritrovano la battaglia per il diritto di voto, sono citati gli articoli che più hanno favorito il cambiamento nella vita delle donne e sono elencate le “madri” della nostra Repubblica: le donne elette nell’Assemblea Costituente, che diedero un contributo rilevante alla stesura della Costituzione.

 

“Il testo è nato – racconta Livia Turco, presidente della Fondazione Iotti ed ex ministra e parlamentare – per fare memoria storica ma anche per indignazione perché si parla sempre di padri fondatori e mai delle 21 madri senza le quali la nostra Costituzione non sarebbe la più completa esistente al mondo. Questo libro vuole dimostrare che la Repubblica italiana è una Repubblica di donne e di uomini, un’idea semplice che vorremmo fosse ben impressa nelle menti dei nostri giovani”. Nell’incontro, organizzato da Cna Impresa Donna Piemonte, in collaborazione con Ismel (Istituto per la memoria e la cultura del lavoro dell’impresa e dei diritti sociali) e moderato dalla giornalista Milena Boccadoro, è stato analizzato la stato dell’arte della parità di genere anche a partire dalla bocciatura degli emendamenti di merito della nuova legge elettorale.

 

“È necessario un cambiamento culturale forte, se questo non avviene il processo va accelerato attraverso le leggi”, ha dichiarato a tal proposito la deputata Francesca Bonomo. “Fino a un po’ di tempo fa ritenevo – ha spiegato Dea Martinotti, presidente di Cna Impresa Donna – che le quote rosa non fossero importanti, ma alla luce della difesa a oltranza dei loro posti da parte degli uomini, non la penso più così”.
Durante il dibattito si è parlato anche di imprenditoria femminile. “A Biella, mia città d’origine – ha raccontato Martinotti – sono stati registrati diversi casi di suicidio a causa della crisi, le nuove famiglie sono ora rette dalle donne che si sono reinventate. Stanno nascendo una miriade di microimprese che portano avanti l’economia”.

 

L’assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto ha dichiarato, attraverso una lettera riportata durante la presentazione, che “il diritto di essere madri e lavoratrici è stato solo in parte conquistato, una vera parità non è ancora stata raggiunta”. Ha aggiunto: “Una donna che entra nel mondo del lavoro genera richiesta di servizi, creando una sorta di indotto”. Alida Vitale, consigliera regionale di Parità, ha ricordato la legge che tutela la maternità e la paternità e tutti i progetti messi in campo per far conoscere ai padri il loro diritto. Marcella Filippa, direttore Ismel, ha ricordato come le leggi non bastino da sole a sancire e tutelare i diritti e come il ‘900 sia stato un vero e proprio percorso ad ostacoli nella ricerca della parità. “Voglio invitare tutte le donne a coltivare la resilienza” – ha concluso, intendendo, con quel termine, la capacità di adattarsi e resistere all’usura del tempo. All’incontro erano presenti le consigliere Gianna Pentenero, Eleonora Artesio e Monica Cerutti.

 

rbertero – UfficIo Stampa Consiglio regionale

Torre della Consolata, è qui la festa

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Si parte con la salita sulla Torre di Sant’Andrea del Santuario della Consolata, si prosegue con un aperitivo presso l’antico convitto  e si conclude con una cena presso la sala Leonardo. Si può prenotare direttamente presso il Tour Operator e rendere così originale e suggestiva la festa della donna 2014

 

 

consolataPer festeggiare l’8 marzo Linea Verde Giachino, a cui fa capo il gruppo Bus Company, propone un’esperienza inedita e coinvolgente. Si parte con la salita sulla Torre di Sant’Andrea del Santuario della Consolata, si prosegue con un aperitivo presso l’antico convitto  e si conclude con una cena presso la sala Leonardo.

 

Si può prenotare direttamente presso il Tour Operator e rendere così originale e suggestiva la festa della donna 2014. Linea  Verde Giachino si dedica tutto l’anno all’organizzazione di ogni tipo di trasporto turistico, pellegrinaggi, escursioni e viaggi in generale. Tutti i mezzi sono dotati di un eccezionale comfort  e assoluta affidabilità per viaggiare in tutta  sicurezza in qualsiasi tipo di viaggio e di destinazione.

 

Linea  Verde Giachino garantisce ad ogni spostamento il massimo del dinamismo,confort e relax, all’insegna  di suggestivi percorsi da scoprire, in Italia, all’estero e ovviamente all’interno della nostra regione, territorio ricco di storia, cultura e gusti da assaporare.

 

Per conoscere le proposte di  Linea Verde Giachino , contattare gli uffici al numero :  011 2263190 o attraverso l’indirizzo mail : agenzia@buscompany.it.

 

(Foto: Diocesi di Torino)

La ricetta di Cota contro la crisi

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Una nuova azione che inserisce nel solco delle  politiche per combattere la crisi del sistema industriale piemontese. La Regione cerca in tutti i modi di rilanciare la competitività con iniziative nei settori della ricerca, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, mentre lo Stato centrale – dice Cota – si occupa di altro invece di disporre sgravi fiscali capaci di ridare slancio a determinati settori

 

COTA RIl presidente Roberto Cota e l’assessore al Lavoro e Formazione professionale, Claudia Porchietto, hanno illustrato  agli organi di informazione la delibera, approvata durante l’ultima riunione della Giunta regionale, che dispone la prosecuzione per il 2014 del progetto per la creazione di imprese innovative e spin off della ricerca pubblica ed estende i servizi erogati dagli incubatori universitari pubblici con sede legale ed operativa in Piemonte alle aziende che intendono avviare un’attività economica che abbia come valore aggiunto l’innovazione sociale.

Per il finanziamento si ricorre all’utilizzo della somma di 1.300.000 euro disponibile nel Fondo rotativo per la nascita e lo sviluppo di iniziative di lavoro autonomo e creazione di impresa, operativo presso Finpiemonte.

 

“Si tratta – ha sottolineato il presidente Cota – di una nuova azione che inserisce nel solco delle nostre politiche per combattere la crisi del sistema industriale piemontese. Come Regione cerchiamo in tutti i modi di rilanciarne la competitività con iniziative nostre nei settori della ricerca, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, mentre lo Stato centrale si occupa di altro invece di disporre sgravi fiscali capaci di ridare slancio a determinati settori”.

 

“La novità della delibera – ha evidenziato l’assessore Porchietto – consiste nel dare priorità di valutazione nell’accesso ai finanziamenti alle imprese innovative che propongono nuovi processi, prodotti e modelli volti a superare un problema con il valore aggiunto dell’innovazione sociale, ovvero che hanno come obiettivo la qualità della vita, la solidarietà e il benessere delle persone, oltre al miglioramento della competitività economica. Un tema che si inserisce bene nella nuova programmazione dei fondi strutturali europei 2014-2020 e che interpreta coerentemente gli orientamenti comunitari”.

 

Avranno infatti accesso ai percorsi i ricercatori di provenienza accademica (dipendenti di atenei o enti pubblici di ricerca o dottorandi/contrattisti/studenti su un tema specifico oggetto dell’impresa da costituire) ed i soggetti che propongono un progetto di innovazione sociale (devono avere età inferiore o eguale a 40 anni, essere in possesso di un diploma di scuola superiore ed avere un curriculum coerente con il progetto presentato). La delibera dà inoltre continuazione all’attività realizzata dagli incubatori universitari pubblici, finanziata con 6.250.000 euro stanziati nell’ambito del programma operativo del Fondo sociale europeo 2007-2013 e raccoglie la richiesta di collaborazione sull’innovazione sociale formulata dal Comune di Torino.

 

Tra il 2009 e il 2013, nell’ambito del Progetto spin off, gli incubatori universitari hanno ricevuto circa mille idee di impresa e, al termine del processo, sono state avviate oltre 60 start up, che hanno ricevuto da Finpiemonte un contributo a fondo perduto finalizzato alla copertura delle spese di avvio. Tra queste, figurano imprese innovative piemontesi che hanno vinto i premi più prestigiosi confrontandosi con analoghe realtà di altre Regioni o Paesi:

 

– la Niso Biomed, che ha ideato un innovativo dispositivo automatico di endoscopia chimica che apporta un miglioramento delle diagnosi e della riduzione dell’invasività nella diagnostica nei settori della gastroenterologia e della prevenzione dei tumori, ha vinto nel 2013 il premio nazionale Startup dell’anno e nel 2014 il Leonardo italiano e l’UK-Italy innovation award;

– la Xaluxi srl, che sviluppa e commercializza una linea innovativa di dispositivi di illuminazione a led che garantiscono il risparmio energetico grazie alla regolazione automatica della luce, emessa in funzione di quella ambientale, si è aggiudicata è stata il vincitore assoluto del Premio nazionale Innovazione 2013;

– la Scloby, con lo sviluppo e commercializzare di un nuovo punto cassa cloud per commercianti e ristoratori fruibile tramite tablet, smartphones e computer, ha ottenuto nel 2013 il premio speciale Microsoft al Premio nazionale Innovazione ed è arrivata prima su 800 partecipanti al Webit Congress;

– la Epinova Biotech, che sviluppa substrati polimerici per sostituti epiteliali ad uso sanitario, ha ottenuto nel 2013 il Premio Gaetano Marzotto.

 

Gianni Gennaro

Ufficio stampa Regione Piemonte

(Foto. il Torinese)

Un 8 marzo di cultura

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A Torino aderiscono all’iniziativa Palazzo Reale, Palazzo Carignano, Galleria Sabauda, Armeria Reale, Villa della Regina, Museo Egizio e Museo del Cinema, Galleria di arte moderna  e Museo delle arti orientali, Castello di Rivoli

 

MimosaUna festa della donna all’insegna della cultura, questa del 2014. Per tutte le donne l’ 8 marzo ad ingresso gratuito in numerose dimore storiche e musei della regione.  

 

A Torino aderiscono all’iniziativa Palazzo Reale, Palazzo Carignano, Galleria Sabauda, Armeria Reale, Villa della Regina, Museo Egizio e Museo del Cinema, Galleria di arte moderna  e Museo delle arti orientali, Castello di Rivoli.

 

Nel resto del Piemonte:  Castello di Racconigi, Abbazia di Vezzolano e di Fruttuaria, Forte di Gavi, Castello Ducale di Agliè, Archivio di Stato di Alessandria. Ad Agliè, infine,  verrà presentata la storia a fumetti dedicata al Castello.

Maternità e infanzia nella Torino ottocentesca

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Fin dal 1871 la Provincia di Torino, per prima in Italia, curò l’assistenza all’infanzia  “illegittima”: trovatelli, esposti, bambini riconosciuti dalla sola madre. Venne creato ’Istituto Provinciale per l’Infanzia e la Maternità, denominato  Ospizio dell’infanzia abbandonata. Fin dalle origini l’organismo si caratterizzò  per le sue scelte innovative, a partire dalla soppressione della ruota degli esposti

 

 

palazzo cisternaUn 8 marzo speciale, quest’anno, a Palazzo Cisterna, sede storica dell’amministrazione provinciale. La ricorrenza sarà celebrata rievocando la storia della condizione femminile ed infantile. Verranno, infatti, ripercorse le prime tappe della tutela dell’infanzia e della maternità nella Torino ottocentesca.

 

Fin dal 1871 la Provincia di Torino, per prima in Italia, curò l’assistenza all’infanzia  “illegittima”: trovatelli, esposti, bambini riconosciuti dalla sola madre. Venne creato l’Istituto Provinciale per l’Infanzia e la Maternità, denominato  Ospizio dell’infanzia abbandonata. Fin dalle origini l’organismo si caratterizzò  per le sue scelte innovative, a partire dalla soppressione della ruota degli esposti, in anticipo di oltre cinquant’anni sulla legislazione nazionale.

 

A seguito della dismissione dell’immobile da parte della Provincia – si apprende dal sito web dell’amministrazione www.provincia.torino.it – le lapidi e le statue che hanno costellato la lunga vicenda dell’Istituto Provinciale per l’Infanzia e la Maternità sono state rimosse dalle sale del complesso edilizio di corso Giovanni Lanza 75, ultima sede del brefotrofio, per essere ricollocate a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, la sede storica e aulica della Provincia.

 

“Quelle iscrizioni sul marmo e quelle statue, – spiega il Presidente Antonio Saitta – non potevano certo andare disperse, perché sono la testimonianza tangibile di una lunga storia di sofferenza, ma anche di coraggio e di riscatto sociale per tanti bambini e tante mamme. Testimoniano inoltre la lungimiranza degli amministratori della Provincia, i quali compresero che la tutela della maternità e dell’infanzia abbandonata doveva diventare una priorità politica ed amministrativa, lasciandoci una lezione morale e politica la cui validità è intatta, a 143 anni di distanza”.

 

La cerimonia di scoprimento delle targhe e delle statue provenienti dalla sede di corso Lanza avverrà  sabato 8 marzo alle 11 a Palazzo Cisterna e sarà accompagnata da una serie di letture sulla vita e le opere di Giulia Falletti di Barolo, fondatrice a Torino del primo rifugio per ragazze madri, a cura di Monica Todi del gruppo storico “Ventaglio d’argento”.

 

A seguire, per iniziativa della Consulta permanente Consiglieri e amministratori della Provincia di Torino, nella Sala Consiglieri sarà presentata la pubblicazione di Maria Valeria Galliano dedicata ad Anna Rosa Gallesio Girola, la prima donna eletta in Consiglio Provinciale nel dopoguerra, che fu Assessore provinciale all’assistenza per 19 anni. 

 

(Foto: il Torinese)

Parità di genere anche in Regione?

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Il documento del Consiglio comunale chiede che – così come la legge nazionale prevede per le elezioni comunali il principio della doppia preferenza eventuale purché la seconda sia di genere diverso dalla prima – il medesimo meccanismo sia introdotto nella nuova legge elettorale regionale

 

 

palazzo civico

 Approvato  dal Consiglio Comunale di Torino all’unanimità (28 voti favorevoli su 28 consiglieri presenti) un ordine del giorno (primo firmatario: Giuseppe La Ganga) che chiede a Sindaco e Giunta comunale di “assumere un’urgente iniziativa, eventualmente coinvolgendo l’Anci Piemonte, nei confronti del Consiglio regionale affinché nella nuova legge elettorale si dia attuazione al principio di parità”.

 

In particolare, il documento chiede che – così come la legge nazionale prevede per le elezioni comunali il principio della doppia preferenza eventuale purché la seconda sia di genere diverso dalla prima – il medesimo meccanismo sia introdotto nella nuova legge elettorale regionale.

 

(M.Q.) – Ufficio stampa Consiglio Comunale – Foto: il Torinese

La Mole si mostra

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E’ un itinerario costruito da carte, fotografie, guide e giornali appartenenti  all’Archivio Storico della Città, per rendere omaggio alla Mole e ripercorrerne i 150 anni, dalla prima pietra posta nel 1863. La sua storia inizia nel 1862 quando la comunità ebraica acquistò il terreno in Via Montebello (allora contrada del Cannon d’oro) decidendo di  realizzare una Sinagoga

 

mole cromaturaNe ha passate di tutti i colori il simbolo di Torino per antonomasia, la Mole Antonelliana. Qualche decennio fa, nel 1953,  un nubifragio abbatté addirittura la guglia, fortunatamente senza causare vittime.  La mostra ‘Esplorando tra le carte’, prorogata fino al 18 aprile, nello spazio espositivo di via Barbaroux 32, ripercorre la lunga storia del monumento.

 

E’ un itinerario costruito da carte, fotografie, guide e giornali appartenenti  all’Archivio Storico della Città, per rendere omaggio alla Mole e ripercorrerne i 150 anni, dalla prima pietra posta nel 1863. La sua storia inizia nel 1862 quando la comunità ebraica acquistò il terreno in Via Montebello (allora contrada del Cannon d’oro) decidendo di  realizzare una Sinagoga per celebrare l’emancipazione concessa da Carlo Alberto

 

I lavori della ristrutturazione si sono conclusi definitivamente nel 1987. La struttura è oggi dotata di un ascensore panoramico, in vetro e acciaio sorretto da funi metalliche:  all’altezza del tempietto si ammira un indimenticabile panorama su Torino e sulle Alpi. Dal 2000  l’edificio è sede del Museo Nazionale del Cinema.

 

(Foto: il Torinese)

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