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LIFESTYLE - page 258

Contrordine: la Torino-Lione (forse) costa sempre uguale

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Come si ricorderà, la stampa aveva diffuso voci insistenti circa un aumento dei costi fino a 12 miliardi

 

Nuovo capitolo nella storia pasticciata dei costi lievitati per la realizzazione dalla Tav. Il costo dell’opera  “sarà definito dal certificatore terzo. Ad oggi a carico dell’Italia sono 2,9 miliardi, al netto degli 1,9 del contributo Ue”. L’Ansa riporta le parole di Maurizio Gentile, ad di Rfi, che è stato sentito nell’audizione alla commissione Trasporti del Senato. “Il costo non è cambiato e non c’è motivo di dubitare che il contributo Ue sarà del 40%”. L’audizione ha visto anche la presenza dell’ad di Fs, Michele Elia. Il senatore pd Stefano Esposito, vicepresidente della commissione, da sempre favorevole alla Torino-Lione, sostiene che, alla luce di tali dichiarazioni, la questione è chiusa.

 

Come si ricorderà, la stampa aveva diffuso voci insistenti circa un aumento dei costi fino a 12 miliardi. Da qui la polemica politica e i ricorsi avviati presso la Corte dei Conti da una ventina di sindaci No Tav. Il ministro Maurizio Lupi aveva in ogni caso confermato in Parlamento che “tra le priorità infrastrutturali del Governo c’è la Torino-Lione e che i costi sono stati fissati” e aveva nuovamente sottolineato che restava – come previsto – a 2,9 miliardi il contributo italiano. La tav è  inoltre stata confermata pochi giorni fa dall’Ue” opera strategica, non solo per l’Italia ma per l’intera Europa”.

 

(Foto: il Torinese)

Tff, i premiati del DOC Wine Travel Food

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I vincitori delle sezioni documentari, lungometraggi e cortometraggi

 

Tra le iniziative parallele al Torino Film Festival, trova spazio anche il tema sempre più di tendenza del cibo e del vino di qualità, legato al turismo dei territori. I premiati della giornata di ieri  per il Premio DOC Wine Travel Food sono: 1) per la sezione documentari: Paolo Casalis e Tiziano Goria per il doc. “Barolo boys”; 2) Michele Albereto Chironi per la sezione cortometraggi con “Via del tempio antico”; 3) Edoardo Winspeare per la sezione Lungometraggi con “In grazia di Dio”.

 

Mauro Reverberi

Magico Woody in the moonlight al Tff

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‘Magic in the moonlight’, il film proposto  al Torino Film Festival e in sala dal 4 dicembre a cura di Warner

 

Cole Porter come colonna sonora e la magica atmosfera degli Anni Ruggenti per Woody Allen in ‘Magic in the moonlight’, il film proposto  al Torino Film Festival e in sala dal 4 dicembre a cura di Warner. Una commedia ironica, leggera ma che fa anche riflettere, alla maniera del regista e attore newyorkese. La magia è protagonista con Wei Ling Soo, nome d’arte di Stanley Crawford (Colin Firth) un inglese illusionista e mago cinico, che adora tutto ciò che è razionale. Lui è il più famoso mago dell’epoca e cerca di smascherare una giovane che dice di sper leggere nel pensiero. Così va fino in Costa Azzurra dove incontra  la chiaroveggente Sophie Baker (Emma Stone). Umorismo e schermaglie sentimentali non mancheranno.

25 novembre Giornata per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne”

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Mercoledì 26 novembre alle ore 16 inaugurazione della mostra a Palazzo Civico “Violate” con Lucia Andaloro

 

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne la Città di Torino organizza, martedì 25 novembre alle ore 11 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico Carlo Cattaneo, in via Postumia 57/60, una cerimonia di intitolazione del giardino sito tra via Chambery, via Cirenaica e via Col di Lana alle “Vittime di femminicidio”. Nel giardino sarà …presente l’installazione artistica “Pu-pi-lla” a cura di Raoul Gilioli.

 

Mercoledì 26 novembre alle ore 16 inaugurazione della mostra a Palazzo Civico “Violate” con Lucia Andaloro. Segnaliamo inoltre che venerdi 28 novembre 2014 dalle ore 10 alle ore 16.30 nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, in Via Alfieri 15, si svolgerà un convegno, dal titolo “Memorie disperse, memorie salvate”, organizzato dall’Archivio delle Donne in Piemonte in collaborazione con la Consulta Femminile e con il sostegno finanziario del Settore Attività Culturali della Regione Piemonte.

 

Questo è l’ultimo di un ciclo di incontri che dal 2007 ad oggi ha toccato gli archivi e le memorie delle donne sparsi sul territorio piemontese. Motivo di questa serie di incontri è la volontà di riportare alla luce le tracce del pensiero e del vissuto femminile troppo a lungo esclusi dalle pagine della storia ufficiale, ma anche il desiderio di interrogarsi sul sistema del fare memoria. Grazie al contributo teorico delle diciassette relatrici ospiti, la giornata vuole essere un momento di sintesi e di confronto tra chi fa ricerca e chi lavora alla raccolta della documentazione inerente le donne.

 

La città che cambia “rigenera” il quadrante al confine con Settimo

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quadrante settimoUn’area divenuta marginale, a seguito della de-industrializzazione ma servita da un’importante rete di infrastrutture stradali e ferroviarie (stazione Stura), che può essere rivitalizzata con un recupero sostenibile degli spazi abbandonati

 

Così come avenuto negli anni per il Lingotto, quartiere operaio per eccellenza di Torino (con il recupero strutturale e funzionale della vecchia fabbrica Fiat, la creazione di Eataly, il nuovo grattacielo della Regione), la città che cambia si manifesta anche in altre zone. E’ stata infatti approvata  dal Consiglio Comunale di Torino (23 voti favorevoli, 1 contrario) la delibera che avvia il programma di rigenerazione urbana, sociale e architettonica del quadrante nord-est della città, quella porzione di metropoli al confine con il Comune di Settimo Torinese.

 

“Un’area divenuta marginale, a seguito di una progressiva de-industrializzazione, – spiegano a Palazzo Civico – ma servita da un’importante rete di infrastrutture stradali e ferroviarie (stazione Stura), che può essere rivitalizzata e valorizzata, con un recupero sostenibile degli spazi abbandonati e con l’insediamento di nuove attività economiche, possibile grazie a una destinazione d’uso più flessibile”.

 

Attraverso azioni partecipative, di concerto con gli operatori privati, si procederà al recupero sostenibile degli spazi abbandonati dai processi produttivi, per restituire nuova qualità ambientale, economica e sociale, confermando al contempo la vocazione produttiva e di terziario avanzato dell’area. Rispetto alla previsione di edilizia residenziale originariamente prevista dai due Programmi integrati di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale – adottati nel 2011 – si consente l’insediamento di maggiori quote di attività economiche, con conseguente riduzione degli abitanti potenzialmente insediabili. Sarà così  possibile avviare una Conferenza dei Servizi con tutti i soggetti interessati a procedere alla trasformazione dell’area.

 

IL PROGETTO

Il sistema di aree di trasformazione coinvolte al confine tra Torino e Settimo costituisce un complesso insediativo che muterà radicalmente le proprie vocazioni d’uso. L’attuale composizione di grandi recinti industriali e logistici ha fino ad oggi configurato il territorio come un insieme di tasselli chiusi, connessi alla rete sovralocale per mezzo di nodi e assi molto distanti tra loro e orientati all’accessibilità puntuale dei comparti produttivi. La conversione prevista a uso residenziale, terziario e commerciale di gran parte di questi comparti presuppone invece un radicale mutamento della struttura della viabilità, delle reti di connessione lenta e della strutturazione degli spazi aperti, che dovrà progressivamente sostituirsi all’attuale configurazione a maglie larghe dell’impianto. Corso Romania dovrà diventare un nuovo asse abitato, dotato di un disegno articolato del suolo, che connetta puntualmente le aree interessate dai PRIN (Michelin e Cebrosa), le aree di espansione di Auchan e la nuova stazione ferroviaria Stura. Altro elemento in discussione riguarda il recupero dell’Abbadia di Stura lungo l’asse della SS1, all’intersezione con la tangenziale verde: il nuovo comparto dovrebbe prefigurare l’attestamento della linea 2 della metropolitana e di un secondo parcheggio di interscambio a servizio dell’intero quadrante.

www.urbancenter.to.it

 

Anche la “saga” No Tav di scena al TFF

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Commedia brillante e raffinata di Anne Fontaine

 

Fabrice Luchini interpreta Martin, un parigino bohémien che non rinuncia a sognare anche se ha mollato tutte le sue ambizioni letterarie: ora fa il panettiere in Normandia. E’ il protagonista con Gemma Arterton di ‘Gemma Bovery’, la commedia brillante e raffinata di Anne Fontaine che ha inaugurato il Torino Film Fest. Il film è tratto da una graphic novel e trae ispirazione dalla  Madame Bovary di Flaubert.

 

Anche la “saga” dei No tav diventa protagonista del Festival con ‘Qui’ di Daniele Gaglianone. Il film sarà in sala il 27 novembre e narra la storia di dieci valsusini che da 25 anni lottano, ognuno a modo loro, contro la linea ferroviaria Torino-Lione. Chi prega davanti al cantiere ogni giorno, chi compra manette per incatenarsi alla recinzione. Tutte storie di gente comune.

 

(Foto: il Torinese)

Arrivano i fondi europei

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REGIONE PALAZZO

La notizia nel corso dell’incontro degli eurodeputati del centrosinistra

 

In primavera giungeranno circa 2 miliardi di fondi europei che il Piemonte potrà utilizzare per progetti di coesione economica e sociale del territorio. La buona notizia è stata comunicata dal presidente Sergio Chiamparino e dall’europarlamentare Mercedes Bresso, nel corso di un incontro tra deputati europei del centrosinistra, svoltasi a Torino.

 

(Foto: il Torinese)

 

“I Romeni e la Grande Guerra”

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Arriva a Torino la mostra foto-documentaria dedicata al 100° Anniversario della prima guerra mondiale. E’ ospitata al Museo Nazionale del Risorgimento 

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Dopo essere stata esposta a Palazzo Cusani a Milano, arriva a Torino, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, la mostra foto-documentaria itinerante I Romeni e la Grande Guerra.L’evento, organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, insieme con il Consolato Generale della Romania a Torino, il Museo Nazionale di Storia della Romania, l’Archivio Nazionale della Romania e l’Università Babes™–Bolyai di Cluj-Napoca, in collaborazione con la Città di Torino e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, vuole ricordare il 100° anniversario dell’inizio della prima guerra mondiale in Europa. Si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e della Città di Torino. La mostra è aperta al pubblico dal 31 ottobre al 14 dicembre 2014 nell’atrio monumentale di accesso al Museo, all’interno di Palazzo Carignano, con ingresso libero.

 

In esposizione oltre 40 panelli foto-documentari che raccontano la partecipazione dei romeni e della Romania alla Grande Guerra attraverso i documenti d’archivio, le fotografie, le illustrazioni coeve e le rassegne stampa dell’epoca. Scrive il professor Rudolf Dinu, Direttore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia: “Il primo conflitto mondiale costituì un episodio senza eguali nella storia di numerosi popoli, per le perdite umane subite, oltre che per i profondi mutamenti socio-politici, economici e demografici che ne derivarono, tali da giustificare a pieno titolo l’appellativo di Grande Guerra con il quale fu denominata dalle generazioni chiamate a combatterla e come tale ancora oggi viene generalmente ricordata…Questa mostra foto-documentaria fa parte del messaggio che la nostra generazione deve consegnare a quella dei nostri figli, quello del dovere della memoria: la memoria di coloro che sacrificarono la propria vita per difendere la loro patria e i loro ideali e la memoria della fragilità della pace…La commemorazione di tale catastrofe storica deve riportare nella coscienza dei popoli europei e dell’umanità in genere la fragilità della civiltà, della stessa esistenza umana e la necessità di sforzi condivisi per la tutela dei valori umani”.

 

Oltre che la mostra, il pubblico potrà visitare il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano che espone cimeli originali e illustra nei filmati di sala numerosi riferimenti alla storia della nazionalità romena nel corso dell’Ottocento, insieme agli altri processi di nazionalità presenti in Europa, mentre si realizzava quello italiano. Il biglietto di ingresso sarà secondo le consuete tariffe. Ospitando questa mostra, il Museo avvia le iniziative in programma per ricordare il centenario della Grande Guerra, le quali nel 2015 saranno dedicate in particolare alla dimensione italiana del conflitto. A conclusione della tappa torinese, la mostra I Romeni e la Grande Guerra sarà allestita a Roma, negli spazi espositivi del Vittoriano.

 

Titolo: I ROMENI E LA GRANDE GUERRA
Sede: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, piazza Carlo Alberto 8
Periodo: 31 ottobre – 14 dicembre 2014, dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18
Ingresso: libero per la mostra, mentre la visita al Museo avverrà dietro pagamento del biglietto, secondo le consuete tariffe.
  

Il Regio in Nord America con il Rossini Tour

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regio orchestraLa tournée verrà presentata ai giornalisti lunedì

 

Lunedì 24 novembre alle ore 11, nella Sala Caminetto del Teatro Regio verrà presentato in una  conferenza stampa il Teatro Regio Torino Rossini Tour, tournée in Nord America che avrà come protagonisti, dal 3 al 9 dicembre 2014, l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio diretti da Gianandrea Noseda.

 

Allincontro partecipano Piero Fassino Sindaco di Torino, Walter Vergnano Sovrintendente,Gastón Fournier-Facio Direttore artistico e Gianandrea Noseda Direttore musicale.

 

Finchè morte non ci separi

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elette2elette 1In questi anni la Consulta delle Elette e la Regione Piemonte si sono molto attivate nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza, proponendo iniziative e ricercando le forme più idonee per fronteggiare questo drammatico e, purtroppo ancora irrisolto, problema

 

“Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di tutelare e difendere i diritti delle donne e non dobbiamo permettere che alcuni vili comportamenti sporchino una società come la nostra che dovrebbe essere basata sul rispetto dei diritti umani. Abbiamo il compito morale ed istituzionale di divulgare il messaggio che la diversità di genere è una ricchezza e non un pretesto per maltrattare o addirittura annientare psicologicamente e fisicamente il genere femminile. È assurdo anche solo immaginare che possano esistere affermazioni come <<donne uccise in quanto donne>>”.

 

Con queste parole il presidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus, ha presentato il progetto realizzato dalla Consulta delle Elette del Piemonte in collaborazione con l’associazione culturale LiberiPensatori Paul Valéry, in una conferenza stampa tenutasi il 20 novembre presso palazzo Lascaris, in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne.

 

In questi anni la Consulta delle Elette e la Regione Piemonte si sono molto attivate nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza, proponendo iniziative e ricercando le forme più idonee per fronteggiare questo drammatico e, purtroppo ancora irrisolto, problema.

 

La proposta di quest’anno è appunto il progetto “Finché morte non ci separi”, originale e straordinario spettacolo teatrale sul femminicidio che,attraverso recite e laboratori teatrali realizzati all’interno di alcuni istituti superiori della regione (tra cui anche il Ferrante Aporti, l’istituto penale per i minorenni), vuole sensibilizzare e coinvolgere i giovani di tutto il Piemonte su un tema molto importante e sentito all’interno della nostra società, comequello della violenza di genere.

 

Cinque incontri nelle scuole e altrettanti spettacoli teatrali – dal 25 al 28 novembre – per sensibilizzare gli studenti e i cittadini piemontesi sui temi legati al femminicidio. Questo progetto desidera dimostrare come, anche attraverso l’arte scenica, sia possibile far dire no alla violenza e come sia possibile dare una voce a quelle donne che ormai purtroppo voce non hanno più.

 

Alla presentazione erano presenti oltre al Presidente Mauro Laus anche la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino, delegata alla Consulta, il Garante regionale per i detenuti Bruno Mellano e le due attrici (nonché anche ideatrici) dello spettacolo, Stefania Rosso e Manuela Grippi. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, anche l’assessore regionale alle Pari opportunità Monica Cerutti e il consigliere Alessandro Benvenuto.

 

Non possiamo che complimentarci con la Regione Piemonte e con l’associazione culturale LiberiPensatori Paul Valéry e ci auguriamo che iniziative e progetti come questo possano continuare ad esistere per rendere l’ Italia uno Stato dove il diritto per una donna di vivere in piena libertà non debba più essere chiesto ma semplicemente rispettato. Una battaglia questa culturale, sociale ed istituzionale : “finchè morte non ci separi, finché vita non ci unisca”.

 

Simona Pili Stella

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