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LIFESTYLE - page 257

Spesa farmaceutica, allarme rosso: peggio di noi solo la Puglia

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“I costi – dice l’assessore – a fine 2014 ammonteranno a 415 milioni, mentre dovrebbero attestarsi a 390”

 

molinetteNella sua comunicazione alla Giunta regionale, l’assessore alla sanità Antonio Saitta ha lanciato l’allarme: quella per la farmaceutica in Piemonte è una delle grandi voci di spesa all’interno del bilancio regionale della sanità, con una percentuale del 15% che significa 1,2 miliardi di euro.

 

“La spesa farmaceutica ospedaliera – dice l’assessore – a fine 2014 ammonterà a 415 milioni, mentre dovrebbe attestarsi a 390.  Saitta, dice che “non era mai stato fatto un lavoro di analisi così rigoroso e attento sulle spesa di farmaci in passato”. Su alcune voci di spesa  ci sarebbe possibilità risparmiare, partendo dalla consapevolezza dell’appropriatezza delle prescrizioni, che deve migliorare sia da parte dei medici ospedalieri sia dei medici di base, chiamati ad aiutare i pazienti a non farsi condizionare dalle pressioni del consumismo farmaceutico.molinette2

 

“I cittadini hanno bisogno che i loro medici di base li aiutino a cambiare mentalità. La Regione non ha alcuna intenzione di fare la parte dei “ragionieri del farmaco”, ma sentiamo forte l’esigenza, nella quotidiana battaglia per ridurre la spesa sanitaria, di essere sostenuti dai medici anche nella voce relativa alle prescrizioni di farmaci”, spiega l’assessore.

 

“Ci sono esempi virtuosi – conclude – che fanno comprendere come sia possibile intervenire in accordo con i medici di base: la spesa per farmaci di grande consumo – le statine (per il controllo degli eccessi di colesterolo) e gli ace inibitori (contro l’ipertensione) – registra in Piemonte nel primo semestre del 2014 un grande risparmio, perché si è incrementata in maniera significativa la prescrizione del farmaco generico a discapito di quello cosiddetto di marca: qui emerge forte il ruolo del medico prescrittore al quale il paziente si affida completamente”.

 

LE CIFRE DELLA SPESA OSPEDALIERA NELLA COMUNICAZIONE DELL’ASSESSORE ALLA SANITA’

 

sanitaLa farmaceutica si divide in due macro voci di spesa, quella territoriale e quella ospedaliera. Nella prima il Piemonte si comporta a livello nazionale abbastanza bene e deve però rispettare i parametri di taglio imposti dal Piano di rientro, mentre nella seconda voce siamo tra i peggiori in Italia.

Vediamo le cifre: per l’anno 2014 il tetto di spesa della farmaceutica territoriale è stato fissato per il Piemonte 827,8 milioni di euro (con una riduzione complessiva del 3.36% rispetto alla spesa dell’anno precedente: nel 2013 la spesa era di 856,6 milioni), di cui 637,8 milioni per la solo spesa farmaceutica convenzionata che quest’anno quindi deve quindi diminuire del 3.2%

 

Dall’analisi dei flussi di spesa del primo semestre e dalla proiezione fino a fine anno, emerge che in Piemonte troviamo territori che stanno risparmiando come Cuneo, Novara, Biella, Vercelli e Vco, mentre Torino è gravemente inadempiente ed Alessandria e Asti sono inadempienti, ma in lento miglioramento: se non si cambia rotta, a fine anno non solo non avremo raggiunto l’obiettivo di spendere solo 827.8 milioni di euro per la farmaceutica territoriale, ma lo avremo superato di almeno 20 milioni di euro.

 

Passiamo alla spesa della farmaceutica ospedaliera: per l’anno 2014 il tetto di spesa è stato fissato per il Piemonte a 390 milioni di euro (con una riduzione complessiva del 4.2% rispetto alla spesa dell’anno precedente: nel 2013 è stata di 407,2 milioni).Qui la situazione è difficile, perché il nostro trend di spesa è tra i più alti d’Italia (peggio di noi fa solo la Puglia).

 

Questa voce è difficile da controllare perché le Asl e le aziende ospedaliere finora non hanno mai collaborato nella diffusione dei dati: di fatto mancava quasi completamente il rendiconto della spesa farmaceutica ospedaliera e quindi non si potevano esercitare controlli, ma soprattutto nessuno all’interno degli ospedali aveva chiari questi dati.

 

Per l’anno in corso invece di restare nel tetto di spesa di 390 milioni di euro, quasi certamente arriveremo a 415 milioni. Le aziende che avrebbero dovuto tagliare maggiormente questa voce erano principalmente le sedi universitarie (Novara e Torino) ma anche Asti, Vercelli e Vco.

 

Per rispettare nel prossimo futuro questi parametri gli strumenti ci sono e per la verità c’erano già. Si tratta di utilizzare una procedura chiamata File F (usata da anni in altre Regioni): un tracciato che contiene le informazioni relative alla fornitura e somministrazione di un farmaco ad un paziente da parte di una struttura ospedaliera o territoriale e che permette la compensazione del costo con l’Asl di residenza del paziente. Si tratta di uno strumento che consente di tracciare la filiera di un farmaco, garantendo al paziente la continuità della cura e all’azienda il riconoscimento delle spese sostenute, una maggiore appropriatezza nei consumi e quindi, per alcune tipologie di farmaco, un risparmio sulla spesa farmaceutica convenzionata.

 

(Foto: il Torinese)

 

Il Regio apre con la Messa da Requiem di Verdi

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Il Requiem venne eseguito per la prima volta il 22 maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano, dirigeva lo stesso Verdi. Composto dal grande operista per commemorare il primo anniversario della scomparsa di Alessandro Manzoni, il Requiem emerse subito quale universale messaggio di pace e consolazione rivolto all’umanità

 

verdi

Martedì 30 settembre alle ore 20, il Regio apre la Stagione 2014-2015 con la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. Questo immenso capolavoro sinfonico-corale è diventato nel corso degli anni l’emblema dell’eccellenza del Regio. Con la direzione di Gianandrea Noseda, il Requiem è stato eseguito, sempre con unanime successo di pubblico e critica, in tutto il mondo: da Vienna a Tokyo, da Dresda a San Pietroburgo.

 

Per aprire la grandiosa Stagione 2014-2015 viene proposto ora in Italia, per cinque concerti dal 30 settembre al 7 ottobre, il masterpiece che  ha reso famoso il Regio all’estero. L’inaugurazione della Stagione d’Opera spetterà invece a una nuova produzione dell’Otello di Verdi, con la regia di Walter Sutcliffe, il 14 ottobre. Per il Requiem prenderanno parte, con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, diretti da Gianandrea Noseda, quattro grandi solisti: Hui He, soprano cinese dal timbro morbido e dalla fine musicalità, già vincitrice del concorso Voci verdiane di Busseto, impegnata nelle più importanti platee internazionali; Daniela Barcellona, mezzosoprano d’eccellenza dalla consolidata fama mondiale e graditissima presenza costante delle produzioni del Regio; Jorge de León, giovane tenore spagnolo dal timbro squillante e omogeneo, che ha già lavorato con direttori quali Zubin Mehta e il compianto Lorin Maazel e infine Michele Pertusi, uno dei più grandi bassi della scuola italiana, amatissimo dal pubblico torinese e non solo. Il Coro, elemento fondamentale di tutta la partitura, è istruito da Claudio Fenoglio.

 

Il Requiem venne eseguito per la prima volta il 22 maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano, dirigeva lo stesso Verdi. Composto dal grande operista per commemorare il primo anniversario della scomparsa di Alessandro Manzoni, il Requiem emerse subito quale universale messaggio di pace e consolazione rivolto all’umanità. Il successo di pubblico e critica fu immediato e la partitura iniziò a viaggiare: Roma, Venezia, Parigi, Londra e da allora è rimasta sempre in repertorio.Più che di musica sacra si potrebbe parlare di musica spirituale, fatta da un uomo per gli uomini, nel tentativo di offrire un po’ di conforto, non certo una risposta definitiva, al mistero della vita e della morte. Nel Requiem ascoltiamo il grido di dolore del “Dies Irae”, il pentimento e il rimorso nell’”Ingemisco”, la compassione nel “Lacrymosa” ed infine la pace, vera dimensione dell’uomo, nel “Libera me”.

 

Di fatto il Requiem è partitura di estrema finezza compositiva. Verdi non scriveva più da due anni e, dopo i vertici raggiunti con Don Carlo e Aida, apriva con il Requiem l’ultima fase del suo genio creativo, che avrebbe dato frutti così innovativi da segnare per sempre la storia della musica. Tra i tanti elogi ricevuti da Verdi per il suo capolavoro sacro, emerge quello di Johannes Brahms che disse: «solo un genio può scrivere tali opere».La Messa da Requiem è diventata, con gli anni, il nostro miglior biglietto da visita da presentare in tournée. I critici di tutto il mondo hanno più volte sottolineato l’eccellenza raggiunta dai complessi artistici del Regio. Aprire la Stagione 2014-2015 con questo titolo è la perfetta occasione per restituire e presentare al pubblico torinese – e non solo – i risultati raggiunti.

 

Il Teatro Regio e la Città di Torino dedicheranno l’esecuzione del Requiem di Giuseppe Verdi di sabato 4 ottobre alla memoria del baritono torinese Giuseppe Valdengo, in occasione del centenario della sua nascita. Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana per Meriti Artistici, ambasciatore nel mondo del nome di Torino, dell’Italia e della tradizione lirica italiana, Valdengo, prediletto collaboratore di Arturo Toscanini, fu con il leggendario direttore eccellente interprete a New York delle opere verdiane Otello, Aida e Falstaff.Anche per l’intera Stagione 2014-2015 è stato confermato l’accordo tra il Teatro Regio Torino e Rai-Radio3 per la trasmissione in diretta di tutte le prime: il Requiem si potrà dunque ascoltare anche via radio il 30 settembre alle 20, trasmissione che rientra nel circuito Euroradio.

 

 

Posti in vendita a € 35, da sabato 13 settembre, presso la Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 – Tel. 011.8815.241011.8815.241/242, presso Infopiemonte-Torinocultura, alla Biglietteria del Teatro Stabile, on line su www.vivaticket.it e telefonicamente con carta di credito al n. 011.8815.270011.8815.270. Info: tel. 011.8815.557011.8815.557

 

Racconti di viaggi sul palco del Teatro Baretti

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Viaggi stravaganti, anticonformisti, non turistici e improvvisati. L’evento TEDxCrocettaSalon – Travel nasce per promuovere nuovi modi di viaggiare

 

BARETTIIl 5 ottobre cinque viaggiatori condivideranno le loro esperienze su un unico palcoscenico. Tutte le strade portano al Teatro Baretti. Il 5 ottobre 2014, dalle 9:30 alle 13.30, cinque liberi viaggiatori porteranno sul palco di via Giuseppe Baretti 4 i racconti delle loro esperienze di viaggio. Viaggi stravaganti, anticonformisti, non turistici e improvvisati. L’evento TEDxCrocettaSalon – Travel nasce per promuovere nuovi modi di viaggiare. Ascolterete la storia di due ragazzi che da Milano a Lisbona si sono lasciati guidare esclusivamente dalle app, quella di un pellegrino con chitarra al seguito, quella di chi ha scelto di seguire la filosofia del “chi va piano, va sano e va lontano”, e di chi infine racconterà il viaggio fatto alla scoperta di se stessa. Sarà inoltre proposta una selezione di video TED. La giornata sarà divisa in due sessioni intervallata da un coffee break e si concluderà con un aperitivo sul palco del teatro. Interverranno:

 

Orlando Manfredi – “From Orlando to Santiago”

In arte duemanosinistra, cantautore, attore e drammaturgo. Racconterà e ci farà ascoltare le sue canzoni composte sulla via per Santiago.

Stefano Vogna, Nicola Graziani – “#inFriendsWeTrust

 

Un gruppo di amici appassionati di tecnologia e comunicazione, che hanno intrapreso un viaggio da Milano a Lisbona utilizzando solamente App.

 

Simon Dabbicco – “Travelling without spending money” Viaggiatore per passione e promotore della sostenibilità, permacultura ed ecologismo, ci racconterà come esplorare il mondo lontano dagli stereotipi del turista, vivendo in modo più autentico i luoghi visitati.

 

Amor Ben  – “Curiosity and Diversity” Insegnante di spagnolo con la passione per le lingue e gli ambienti internazionali. Ci racconterà il viaggio fatto alla scoperta di se stessa e quali caratteristiche l’hanno aiutata a costruire il suo lavoro in un ambiente multi-culturale.

 

L’evento in lingua inglese sarà ad accesso gratuito, fino ad esaurimento posti (100). Data la sua esclusività e l’elevato numero di richieste di partecipazione, la suddetta è comunque soggetta  ai seguenti requisiti:  compilazione modulo per la selezione e registrazione tramite Eventbrite. Le prime 20 persone che si registreranno su Eventbrite saranno automaticamente selezionate per partecipare all’evento. Gli altri partecipanti saranno selezionati in base a criteri volti a garantire  l’eterogeneità e a stimolare il networking e la condivisione di idee nello stile TED.

 

Maggiori dettagli sulla modalità di partecipazione su http://www.tedxcrocetta.com.

 

Quando la coppia rischia lo scoppio

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gilibremerI ragazzi torinesi del canale #NoiCiMettiamoLaFaccia, hanno realizzato un nuovo video

 

Marco Gili e Nicola Bremer, i due giovani “provocatori sociali” torinesi del canale #NoiCiMettiamoLaFaccia, hanno realizzato un nuovo video. Il filmato mette alla prova coppie incontrate per le vie della città. Ecco l’ultimo video dal titolo “# La Coppia Scoppia

 

https://www.youtube.com/watch?v=pmLFZx7wmoQ

 

Gli altri video sul canale YouTube: https://www.youtube.com/user/NCMLF

 

Tempi di crisi, sulla Linea 2 meglio il treno-metrò

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metro gentemetro 2Collegare la stazione Vanchiglia con lo scalo ferroviario di Rebaudengo utilizzando il trincerone di via Sempione. Sfruttando il passante ferroviario, si ridurrebbero  costi di realizzazione oggi insostenibili, pari a circa un miliardo e mezzo di euro

 

 

La priorità è quella di collegare i cittadini di Barriera di Milano e di Mirafiori con il centro, capolinea la stazione di Porta Nuova. Quindi, ritiene l’assessore all’urbabistica del Comuna, Stefano Lorusso, è accettabile una deroga al progetto iniziale della Linea 2 della metropolitana, soprattutto considerando che i soldi per costruirla così come la si pensava, proprio non ci sono. E come è stata abbandonata la realizzazione della tangenziale est (e al suo posto si pensa a un tunnel sotto il Po), una soluzione alternativa va individuata anche per il metrò. L’assessore Pd, nel corso della festa Willy Brandt organizzata dalla Fondazione Amendola, ha comunicato la sua suggestione, rilanciata dalle pagine cittadine di Repubblica: collegare la stazione Vanchiglia con lo scalo ferroviario di Rebaudengo sfruttando il trincerone di via Sempione.

 

Non si tratterebbe di un vero metrò, ma di vagoni in grado di correre anche sui tradizionali binari ferroviari, del tipo impiegato in Nord Europa. Insomma, una sorta di metrò-treno che, sfruttando il passante ferroviario, ridurrebbe costi di realizzazione oggi insostenibili, pari a circa un miliardo e mezzo di euro. Il tutto verrebbe a costare invece sui 6-700 milioni. Anche il senatore Stefano Esposito, presente al dibattito della festa dem (una kermesse che, rispetto alla manifestazione ufficiale del Pd tenutasi in agosto, ha ancora il sapore di festa de l’Unità) ha lanciato una proposta: il Comune promuova di “metrò-bond”, dei buoni con  tassi al 2% di interesse, utili a finanziare l’opera. L’idea dell’assessore Lorusso nasce dal fatto che pensare ai privati per realizzare un’opera faraonica come la seconda linea sarebbe velleitario. Da qui la necessità di studiare proposte alternative, piuttosto che rinunciare al progetto.

 

(Foto: il Torinese)

 

Le eccellenze della sanità piemontese

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sanitaDialisi polmonare e trapianti

 

“Un grande risultato per la sanità piemontese, che dimostra l’eccellenza di molte nostre strutture ed in particolare della ricerca universitaria che, attraverso le scoperte scientifiche, contribuisce a migliorare l’attività clinica quotidiana”.

 

E’ il commento dell’assessore regionale Antonio Saitta alla notizia della sperimentazione, per la prima volta al mondo, della dialisi polmonare effettuata dalle Terapie intensive dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (diretta dal professor Marco Ranieri) e del Sant’Orsola di Bologna (diretta dal professor Stefano Nava).

 

I risultati sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica internazionale “Critical care medicine”, organo ufficiale della Società americana di Terapia intensiva.

 

Saitta ha partecipato, a Roma, alla Commissione Salute dove, tra gli altri punti all’ordine del giorno della discussione, è stato approvata la richiesta, presentata dalla Città della Salute e della Scienza di Torino, di rinnovo dell’autorizzazione ministeriale all’espletamento di attività di trapianto di parti di fegato da donatore vivente.

 

Il Centro di trapianto di fegato, diretto a Torino dal professor Mauro Salizzoni, è al 1° posto in Italia per numero di interventi.

 

La rete di donazione e trapianto di organi tessuti e cellule è un’altra riconosciuta eccellenza della sanità piemontese: per volumi di attività e qualità dei programmi la nostra regione occupa un’ottima posizione nazionale.

Il Centro regionale Trapianti del Piemonte è diretto e coordinato dal Professor Antonio Amoroso.

 

(www.regione.piemonte.it)

Savoia-Visconti, sposalizio a Rivoli

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rivoli1rivoli2Nel cuore della cittadina, coinvolte le piazze principali, i ristoratori del centro storico e la Bocciofila “La Rivolese”, la più antica bocciofila d’ Italia, nata nel 1897

 

Un ampio programma storico culturale ha preso vita nel cuore di Rivol per  la prima rievocazione storica dello sposalizio Savoia- Visconti. Coinvolte le piazze principali, i ristoratori del centro storico e la Bocciofila “La Rivolese”, la più antica bocciofila d’ Italia, nata nel 1897.

 

Sbandieratori e gruppi storici hanno partecipato alla rievocazione partita ufficialmente da Piazza Martiri della Libertà e proseguita per le vie e per le piazze, tra cui Piazza Bollani, dove si è svolta la cerimonia nuziale tra Bianca di Savoia e Galeazzo Visconti, accompagnata da Canti Gregoriani dell’epoca nella Chiesa Collegiata Alta. 

 

Intervallata dalla degustazione di prelibatezze medievali, la rievocazione si è conclusa con la cena a buffet presso la Bocciofila, dalla quale, per l’occasione, è stato possibile accedere e visitare la Grotta del Ninfeo, realizzata nel 1500 per volere di Emanuele Filiberto di Savoia, secondo il modello romano. 

 

(Foto: Jacopo Radich – il Torinese)

 

Angela Barresi

Matite di Guerra: una mostra di vignette sul primo conflitto mondiale

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MATITE

Immagini che nel 1914-1918 dovevano contribuire ad alimentare l’acredine per il nemico, oggi ci aiutano a capire e a far capire  l’insensatezza della guerra

 

Sorridere sulle vicende della guerra più sanguinaria del XX Secolo si può. Nonostante la censura lo hanno fatto, dal 1914 al 1918, molti disegnatori satirici di tutta Europa. Oggi possiamo vedere, sullo sfondo di una grande trincea, un centinaio di quelle vignette nella mostra “Matite di Guerra, satira e propaganda in Europa (1914 – 1918)” allestita a palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale in via Alfieri 15 a Torino, dal 3 ottobre al 3 dicembre. 

 

La mostra, promossa dal Consiglio regionale e dalla Consulta Europea, è curata da Dino Aloi e raccoglie giornali di trincea, disegni, libri, cartoline d’epoca e tavole originali realizzati da artisti e disegnatori di tutta Europa, pubblicati in Italia, Germania, Olanda, Francia e Spagna. 

 

“Con la questa mostra – afferma Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale del Piemonte – proseguono le iniziative che abbiamo organizzato in occasione del centenario del primo grande conflitto mondiale. L’obiettivo è alimentare, soprattutto fra i giovani, la consapevolezza che da quell’immane tragedia ha preso le mosse la nuova Europa”.

 

Immagini che nel 1914-1918 dovevano contribuire ad alimentare l’acredine per il nemico, oggi ci aiutano a capire e a far capire  l’insensatezza della guerra. L’Italia entrò in guerra il 25 maggio del 1915, quasi un anno dopo lo scoppio del conflitto. Si crearono quindi nel Paese due anime fortemente contrapposte: neutralisti ed interventisti, ma in alcuni casi le posizioni mutarono nel tempo. Nel centinaio di vignette satiriche del tempo esposte troviamo chiari segni di questi opposti sentimenti, espressi con ironia e sarcasmo. 

 

Tra le opere presentate nella mostra le pagine originali de L’Asino, giornale di satira socialista fondato da Gabriele Galantara che in un primo tempo pubblica vignette contro la guerra (vengono presentate due tavole originali) ma, nel 1914, quando l’Italia non è ancora parte del conflitto, cambia improvvisamente rotta e inizia a fare disegni contro austriaci e tedeschi.

 

Al contrario resterà fedele ai suoi ideali socialisti e pacifisti il vignettista de L’Avanti! Giuseppe Scalarini, tra i primi a realizzare splendidi disegni contro il conflitto mondiale. Di un altro raccontatore di orrori, l’olandese Louis Raemaekers, troviamo i disegni in mostra: egli partì pacifista ma divenne guerrafondaio: La Baionnette, giornale di satira francese, gli dedicò un intero numero nel 1916. In esposizione anche due libri del disegnatore torinese Gec (Enrico Graneri), su D’Annunzio e Vittorio Emanuele III. Di Enrico Sacchetti, collaboratore de La Tradotta, vediamo un album con le caricature di soldati e ufficiali nemici. In mostra anche “Perché resistere”, pubblicato dalle “Opere federate di assistenza e propaganda nazionale” con le illustrazioni del torinese Golia (Eugenio Colmo).

 

Il catalogo a colori, edito da Il Pennino, comprende i testi critici di Marco Novarino, Claudio Mellana, Jean-Marie Bertin, Jordi Artigas e riproduce circa 300 immagini.
La mostra “Matite di Guerra” sarà aperta al pubblico da venerdì 3 ottobre al 3 dicembre con orario: 10 – 18 dal lunedì al venerdì. Ingresso gratuito.

 

Info: www.cr.piemonte.it/mostre  

Patto anticrisi Chiampa-Fassino-Nosiglia per il futuro di Torino

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nosiglia fassinochiampa foto comuneIl governatore: “Ci vuole una riforma radicale sulla spesa, a cominciare dalla sanità e dai trasporti”. Il sindaco: “Urge un patto per lo sviluppo”

 

Mentre la Confartigianato Torino, nella sua assemblea annuale lancia l’allarme per il rischio chiusura di 400 imprese in Piemonte prima della fine dell’anno, non solo le istituzioni – dalla Regione al Comune – e le categorie produttive cercano di scendere in campo (un campo piuttosto ardio, in realtà) per contrastare la crisi. Anche la curia torinese vuole fare la sua parte e propone “un nuovo patto sociale e generazionale” tra le realtà formative, industriali e lavorative. E’ l’idea dell’ arcivescovo Cesare Nosiglia, per l’assemblea sull’Agorà sociale, tenutasi oggi al Centro Incontri della Regione. L’iniziativa si è proposta come una sintesi del lavoro  che ha coinvolto realtà laiche e ecclesiali del territorio. Nelle intenzioni di Nosiglia, l’incontro dovrebbe favorire “progetti di microcredito e collaborazione con le fondazioni”.

 

Al summit ecclesiale, a nome della  la Regione Piemonte è intervenuto il governatore Sergio Chiamparino. Se il Piemonte vuole recuperare risorse per investire sullo sviluppo, ha detto il presidente “serve un cambiamento radicale. Per individuare  risorse da investire su industria, agricoltura, formazione e politiche sociali, ci vuole una riforma radicale sulla spesa, a cominciare dalla sanità e dai trasporti. Abbiamo una grande incertezza sui bilanci consuntivi 2013”. Considerazioni condivise dal primo cittadino Piero Fassino, anche lui in prima fila all’Agorà, con i vertici delle associazioni di categoria subalpine.

 

“Un grande patto per lo sviluppo che unisca la società, perchè la forbice tra chi ce la fa e gli ultimi è sempre maggiore”. Così il sindaco, che ha evidenziato come dall’inizio della crisi  ad oggi la percentuale di torinesi che vivono in povertà assoluta è cresciuta dal 4% al 7%.  “Quello che il premier Renzi sta facendo – ha detto invece Licia Mattioli, leade degli industriali  – è dettato dal buon senso del padre di famiglia, dobbiamo superare un passato che non ci ha portati da nessuna parte. La riforma del lavoro è attesa da tanti”.

 

E nell’ottica anticrisi è anche il ‘tour’ della giunta regionale attraverso le province piemontesi, (prima tappa già effettuata ad Asti) per confrontarsi con associazioni economiche, sindacali e sindaci del territorio. “Un percorso di dialogo e di ascolto per concentrare gli sforzi in un periodo nel quale le risorse economiche sono scarse e c’è la necessità di lavorare con unità di intenti. Abbiamo davanti a noi una stagione di grandi trasformazioni”, sostiene Chiamparino.

 

(Foto: www.spaziotorino.it – Il Nostro Tempo)

 

 

Crisi, il Piemonte si affida alle preghiere di Nosiglia

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palazzo regionecuriaL’arcivescovo auspica un nuovo patto sociale e generazionale” tra le realtà formative, industriali e lavorative

 

Sono tanti, troppi, i 18 tavoli di crisi aperti che interessano 2.400 lavoratori. La crisi continua e non ci sono segnali di ripresa. E’ quanto emerge dall’audizione dell’assessore al Lavoro della Regione, Gianna Pentenero, in Consiglio regionale. “Visti i nuovi criteri per la concessione della cassa integrazione in deroga – ha commentato l’assessore – c’è l’amara prospettiva della mobilità per molti lavoratori”.

 

Nel frattempo è stato siglato dalla Fiat con Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri l’accordo per il rinnovo della cassa integrazione straordinaria negli stabilimenti di Mirafiori (dove nel 2015 partirà lea produzione del suv Levante e Grugliasco. Polemica la Fiom: “l’incontro sarebbe dovuto essere congiunto, ma siamo stati esclusi”.

 

Anche la curia torinese vuole farsi parte attiva per contrastare la crisi e propone “un nuovo patto sociale e generazionale” tra le realtà formative, industriali e lavorative. E’ l’idea dell’ arcivescovo Cesare Nosiglia, per l’assemblea sull’Agorà sociale, domani al Centro Incontri della Regione. L’iniziativa sarà una sintesi del lavoro  che ha coinvolto realtà laiche e ecclesiali del territorio. Nelle intenzioni di Nosiglia, l’incontro dovrebbe favorire “progetti di microcredito e collaborazione con le fondazioni”.

 

Il Consiglio regionale del Piemonte, invece, anch’esso alle prese con tagli a destra e manca, valutato che un edificio barocco come Palazzo Lascaris è decisamente difficile da piazzare sul mercato, ha deciso di tenerselo. Così gli uffici e l’aula dell’Assemblea  non traslocheranno  dalla sede storica di via Alfieri. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza su proposta del presidente Mauro Laus. Il nuovo grattacielo in costruzione al Lingotto (nella foto) ospiterà quindi solo i dipendenti della Giunta regionale e delle sedi decentrate. Nonostante le parcelle dell’architetto Massimiliano Fuksas e i costi di costruzione lievitati negli anni, il grattacielo dovrebbe comunque garantire a medio termine considerevoli risparmi per un ente regione sempre più povero.

 

(Foto: il Torinese)

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