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LYFESTYLE - page 2

Build to give arriva alle Gru

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Libera la tua creatività, costruisci e dona

 

Ritorna per il secondo anno LEGO Build To Give e raggiunge Grugliasco. LEGO Italia aspetta bambini e famiglie presso Shopville Le Gru, Via Crea, 10, Grugliasco (TO) da venerdì 15 a domenica 17 novembre dalle 11.00 alle 20.00 per divertirsi, giocare, costruire e creare con tantissima fantasia in una piccola area vicina al LEGO Store.

Ingresso Gratuito.

 

LEGO® Build To Give – Libera la tua creatività, costruisci e dona diventa ancora più grande raggiungendo 30.000 set LEGO® (+200% rispetto al 2018) che verranno donati da LEGO Italia tramite Fondazione ABIO Italia Onlus a bimbi ricoverati in ospedale nel periodo natalizio. Il progetto vede protagonisti in prima persona proprio i bambini che, ogni giorno, si divertono a costruire con infinita fantasia. LEGO Build To Give si svolgerà contemporaneamente in tutto il mondo regalando 1.000.000 di set di mattoncini a bambini in difficoltà. L’iniziativa fa parte della campagna Rebuild The World del Gruppo LEGO.

 

Il progetto che ha avuto inizio a Milano e ora arriva a Grugliasco vede interprete assoluta la creatività dei più piccoli. Basterà divertirsi, costruire, creare, giocare, realizzare una decorazione di Natale in mattoncini. Ogni costruzione realizzata sarà un simbolo per rappresentare i 30.000 set di mattoncini che verranno donati da LEGO Italia a bambini che si troveranno in ospedale durante le festività natalizie grazie a Fondazione ABIO e alla sua rete di Associazioni, raggiungendo oltre 200 reparti pediatrici in tutta Italia. Partecipare a Build to Give non costa nulla ma porta tanta gioia!

 

LEGO Build to Give arriva a Shopville Le Gru nel weekend da venerdì 15 novembre a domenica 17 novembre dalle 11.00 alle 20.00.

Ambassador dell’iniziativa LEGO Build to Give saranno Giorgia Palmas con Filippo Magnini, Chiara Maci e Chiara Cecilia Santamaria che hanno accolto con gioia e grande partecipazione personale il progetto.

 

LEGO Italia aspetta i giovani costruttori al Centro Commerciale Le Gru! Nel caso non possiate raggiungerci potete creare le decorazioni natalizie anche a casa e postarle sui vostri social media o sull’app LEGO Life usando l’hashtag #BuildToGive

Alla scoperta di NERO, il primo sake italiano

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CENA TEMATICA APERTA AL PUBBLICO

GIOVEDI 21 NOVEMBRE 2019 – ORE 19.00

 

 Prosegue l’iniziativa “Terra Vicina: racconti di gusto con i produttori” ideata dal ristorante Casa Vicina di scoperta delle eccellenze enogastronomiche italiane e non solo.

La serata del 21 novembre 2019 sarà dedicata a NERO, il primo sake italiano proposto da InFermento nato dalle risaie vercellesi e dai luoghi della miscelazione torinese.

 

Il viaggio alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche italiane e non solo, intrapreso nel 2018 dal ristorante Casa Vicina attraverso il progetto “Terra Vicina: racconti di gusto con i produttori” prosegue in questa occasione nei territori del vercellese dove il riso diventa protagonista di un inedito e originale sake tutto italiano prodotto da InFermento. NERO è un prodotto al 100% made in Piemonte, frutto dell’incontro tra il riso nero vercellese de “gliAironi” e le sperimentazioni della mixology torinese di Affini ed EvHo.

 

La cena tematica “Terra Vicina: alla scoperta di NERO il primo sake italiano” (aperta al pubblico) di giovedì 21 novembre 2019 – organizzata in collaborazione con InFermento, gliAironi e Affini – verterà dunque su una nuova esperienza sensoriale volta a far conoscere il primo sake italiano al mondo da considerarsi un omaggio a uno dei simboli più conosciuti della millenaria cultura nipponica. Il menù degustazione creato dallo chef stellato Claudio Vicina prevede l’abbinamento dei piatti a cocktail unici studiati dal bartender Michele Marzella di Affini. Tra le portate sarà servito anche un risotto creato utilizzando il “Riso Carnaroli Nebbia” de gliAironi.

 

Questa serata rappresenta un momento importante di creatività e stimolo per la ricerca di nuove combinazioni aromatiche. Da un lato vi è la sfida di ideare un menù che metta a valore il prodotto sake (abbinato a finger food preparati con farine di riso bianco e nero) e dall’altro quello di elaborare una nuova versione di risotto utilizzando la varietà affumicato (lavorando sull’affumicatura, l’acidità del sugo d’arrosto e sulla grassezza della lingua e a completamento del piatto le sfere di NERO). Un’ulteriore sfida interessante e la definizione di una linea guida di sapori che possano sposarsi con la bevanda cocktail in un giusto abbinamento e non in prevaricazione di un gusto sull’altro. Questo passaggio è stato sviluppato grazie alla collaborazione con Michele Marzella, bartender di Affini, che ha studiato proposte originali e uniche.” commenta lo Chef stellato Claudio Vicina del ristorante Casa Vicina.

 

 

 

 

Nero è nato e si è sviluppato attraverso un insieme di miscelazioni e contaminazioni: di culture, di idee imprenditoriali, di prodotti e di territori.” Ha spiegato Gabriele Conte de gliAironi “L’incontro con la cucina stellata del ristorante Casa Vicina è un’ulteriore prestigiosa opportunità per raccontare il nostro prodotto e per mostrarne la grande versatilità. Nero si può tranquillamente assaporare in purezza, ma può essere un ingrediente pregiato per la creazione di cocktail inediti e creativi e un intrigante accompagnamento per piatti di alto livello”.

 

La serata si aprirà con un momento di degustazione del sake in purezza e sarà l’occasione per chi partecipa di conoscere meglio le diverse realtà che si sono unite per organizzare l’evento. Gabriele Conte – co-fondatore di InFermento racconterà il progetto NERO con un breve passaggio su   gliAironi, Davide Pinto e Michele Marzella, rispettivamente proprietario e bar manager di Affini, illustreranno il concept dei cocktail proposti e a chiusura lo Chef Claudio Vicina proprietario del ristorante Casa Vicina, affiancato dal suo team, spiegherà alcuni dei piatti in menù.

 

A seguire si procederà con la cena che prevede diverse portate in abbinamento ai cocktail. Per poi concludere con un brindisi finale degustando la piccola pasticceria creata da Anna Mastroianni Chef Pâtissier del ristorante Casa Vicina abbinata ad un’ultima proposta di cocktail.

 

“Accompagnare i piatti dei fratelli Vicina con il Sake Nero è stata una sfida che ci ha subito conquistati. Hanno spiegato Davide Pinto e Michele Marzella di Affini – “Il food pairing è un’arte complessa e affascinante e, come tale, deve certamente sottostare a delle regole ma, nello stesso tempo, ha bisogno di creatività e di un filo di follia. Abbiamo voluto lavorare su cocktail differenti per ogni piatto, alcuni dei quali inediti. Cocktail in grado di accompagnare in un itinerario di gusti i magnifici piatti studiati dai Vicina, di esaltarli, senza mai prevaricarli e senza essere prevaricati”.

 

 

APERITIVO

Arancini con riso ai funghi, Baccalà in pastella, Grana e Pepe, Carne Cruda + gel bitter,

polpetta in carpione, insalata russa, Tortellino 3.0

 

Sake Nero in purezza

 

CENA

Bagna caoda da bere con focaccia alle erbe e farina di Riso gliAironi

 

“Mediterraneo”

(sake Nero, liquore al finocchietto, sale ai capperi, acqua di pomodoro, limone, zucchero, profumo di finocchietto)

 

*****

 

Riso Nebbia gliAironi, riduzione di sugo d’arrosto, mantecato al Grana Padano e croccante di lingua

 

Amarikè dry”

(sake Nero, liquore zucca, vermouth dry, liquore ai fiori di sambuco)

 

*****

 

Rotolo di coniglio al lardo d’Arnad con purea di finocchi e pane dorato al timo

 

“Caso strano”

(sake Nero, sciroppo ai fichi d’india, aloe vera, curry)

 

*****

 

Gelato al panettone di Casa Vicina

Dosman”

(sake Nero, sciroppo di cioccolato bianco, basilico, sake allo yuzu)

 

Dolcezze

 

“Nero Parej”

(sake nero, vino ippocratico, Amaro Parej)

 

 

Prezzo a persona: 85,00 euro (cocktail in abbinamento inclusi)

Per prenotazioni e informazioni: casavicina@gmail.com – Tel: +39 011 19506840

Indirizzo: Ristorante Casa Vicina – Via Nizza 224, Torino – presso EATALY, Lingotto

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Foto: StefanoDElia

“Noi del Territorio” fa tappa a Pino

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Nuovo incontro conviviale organizzato da Silvio Sarri, vulcanico promotore  di “Noi del territorio, prodotti e servizi” 

Il  sodalizio che opera a Pino Torinese e sul territorio promuove iniziative di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari locali, ha tenuto di recente un incontro a Villa Grazia, proprio a Pino.

Le iniziative sono in genere destinate ad un numero massimo di 40 persone, in modo che non si crei confusione e l’organizzazione sia sempre efficiente. Protagonisti i prodotti tipici.

Gli incontri conviviali organizzati da questo gruppo di persone appassionate del loro territorio e riunitesi in comitati spontanei , consentono di creare dialogo e aggregazione tra la gente. L’obiettivo è di organizzare almeno un paio di incontri al mese.

Con la cifra che avanza dopo ogni iniziativa, i partecipanti potranno usufruire di buoni da utilizzare negli esercizi commerciali locali per ricevere in omaggio un caffè o altri prodotti. Un lodevole progetto che favorisce i rapporti tra le persone e che sarebbe bello esportare anche in altre zone.

La torta salata stuzzica l’appetito

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Le torte salate sono apprezzate per la loro versatilità. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose

Ideali per un aperitivo con amici, una cena veloce, un antipasto o un pic nic,  le torte salate sono molto apprezzate per la loro versatilita’. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose. Un must per tutte le stagioni.

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Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia rotonda

½ kg. di spinacini freschi

1 fetta di prosciutto cotto (100gr.)

250gr. di ricotta piemontese

100gr. di taleggio

1 uovo intero, 4 tuorli

1 spicchio di aglio

50gr.di parmigiano grattugiato

sale, pepe,burro, noce moscata q.b.

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Lavare gli spinacini, saltarli in padella con una noce di burro e l’aglio, lasciar raffreddare. In una ciotola mescolare il prosciutto e il taleggio tagliati a dadini, aggiungere il parmigiano, l’uovo intero, gli spinacini, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda foderata di carta forno,bucherellare il fondo, disporre il ripieno, coprire con la ricotta, fare 4 fossette in ognuna delle quali sistemare il tuorlo. Coprire con la sfoglia rimanente, saldare bene i bordi, spennellare con poco latte e cuocere in forno per 35-40 minuti a 200 gradi. Servire tiepida.

 

Paperita Patty 

Da Barberis la vera fassona piemontese

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Al civico 147 di Corso Sebastopoli è incastonato un gioiello rosso sangue da sessantasette anni, con alle spalle quasi un secolo di conoscenze tramandate da padre in figlio per tre generazioni, e che tre generazioni serve con amore e cura ogni giorno: si tratta della macelleria Barberis, affiliata Coalvi, gestita dall’affabile piemontese Pier Carlo Barberis.

Il contrasto del rosso puro della carne, come quello delle rose appena sbocciate, si posa delicato sul bianco lucente del marmo immacolato e dal primo passo al suo interno, nella macelleria si respira aria di cose fatte per bene e di passione per un lavoro che è costante garanzia di qualità. Infatti alle pareti sono appesi innumerevoli attestati, parecchi articoli, undici premi Maestro del Gusto -dal 2008-, un riconoscimento sulla guida “il golosario” di Massobrio e due diplomi per un vitello che ha vinto il primo premio alla fiera di Fossano di quest’anno.

“Quando avevo sedici anni mi ero fatto fare una giacchetta bianca su misura e venivo qui in negozio ad aiutare mio papà Domenico, cercando di imparare bene e in fretta. Per me è sempre stata una passione, ce l’ho nel sangue da generazioni. Il fratello di mio nonno, zio Gianni, aprì la prima macelleria nel 1928 in Corso San Martino, nel 1949 mio papà ne aprì una sua in Corso Rosselli, per poi trasferirsi nel 1952 proprio qui in Corso Sebastopoli e nel 1982 passarmi lo scettro.”

Pier Carlo è rimasto uno dei pochi macellai in città che merita appieno di essere così definito: si, perchè lui segue personalmente tutti i passaggi della filiera, dall’acquisto delle bestie dai contadini di fiducia nell’albese, la sua terra natale, al taglio, alla preparazione delle carni e poi, infine, alla vendita. Mentre alcuni passanti si sporgono sulla soglia per salutarlo e fare due chiacchiere, il maestro ci spiega che i suoi clienti sanno che da lui ogni giorno possono trovare di tutto: dalle specialità della casa come la battuta di Fassona al coltello, la salsiccia di Bra, il bue Piemontese sotto Natale, il salame cotto, al pronto a cuocere per chi passa al volo prima di andare a casa dopo la giornata di lavoro, “che prepariamo noi ogni giorno con le ricette tipiche piemontesi. Adoro Santa Rita perchè è rimasto un borgo storico di Torino molto famigliare e attaccato alle tradizioni, dove si dedica ancora tempo e attenzione alla ricerca del pezzo di carne da cucinare con calma a casa”.

Pier Carlo ci passa un “tòch”, in piemontese, della sua salsiccia di Bra: ci si scioglie in bocca, liberando il sapore unico di una carne sana e delicata, con lontani richiami di erbette. “La femmina di fassona -ci spiega- nasce nel 1886 a Guarene d’Alba, in provincia di Cuneo, da un mutamento spontaneo: a quei tempi i vitelli servivano più che altro per il latte e per la forza lavoro, finchè un giorno nasce questa bestia dalle natiche enormi e la carne tenerissima”.

Un colpo di fortuna allora, la qualità di oggi dai Barberis. Provare per credere.

Martina Calissano

Al debutto la nuova pizza del territorio di Eataly

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L’impasto e le eccellenze Presidio Slow Food si rinnovano per la stagione autunno inverno

 

Debutta giovedì sera, 14 novembre, a Eataly Lingotto la nuova Pizza del Territorio, creata in collaborazione con Slow Food per la stagione fredda. Un modo per far degustare la Pizza Eataly in abbinamento ai migliori prodotti del patrimonio agroalimentare del nostro Paese ma anche per scoprire con tutti e cinque i sensi alcune specialità che hanno storie incredibili da raccontare.

La Pizza del Territorio nasce infatti dalla volontà di rendere omaggio e dare visibilità alle eccellenze delle regioni in cui Eataly ha sede. Le guarnizioni di queste pizze, ciascuna presente in esclusiva nel menu del negozio Eataly di riferimento, sono state scelte da Francesco Pompilio, maestro pizzaiolo del gruppo, con il supporto dell’esperto di pizza di Slow Food Italia Antonio Puzzi. A guidarli, la ricerca della giusta combinazione di stagionalità – motivo per cui la Pizza del Territorio cambia ogni sei mesi – e la valorizzazione delle specialità locali, inclusi i Presidi Slow Food, non dimenticando gli ingredienti che più hanno soddisfatto il palato dei clienti. A rendere unici i prodotti selezionati non sono solo il gusto e la particolare lavorazione, ma anche la loro storia e quella dei loro artigiani. Per questo la Pizza Torino è bianca con Fiordilatte, Macagn (Presidio Slow Food), Porri di Cervere (Presidio Slow Food) e Salsiccia di Bovino Piemontese (Presidio Slow Food).

L’appuntamento speciale per assaggiare tutte le Pizze Eataly del Territorio in un’unica esperienza è quindi giovedì 14 novembre dalle ore 19.30 per “Giro d’Italia in 10 pizze” negli spazi della Pizzeria di Eataly Lingotto (€ 24 – evento su prenotazione: www.eataly.it e 011 19506801).

Di seguito anticipazione del menu della serata:

Pizza Torino

Bianca con Fiordilatte, Macagn (Presidio Slow Food), Porri di Cervere (Presidio Slow Food) e Salsiccia di Bovino Piemontese (Presidio Slow Food)

Pizza Roma

Bianca con Fiordilatte, Broccoli (prodotto locale), Guanciale (prodotto locale) e Straccone di Amatrice (prodotto locale)

Pizza Genova

Bianca con Fiordilatte, Toma di Pecora Brigasca (Presidio Slow Food), Acciughe di Camogli e Basilico Fresco

Pizza Bari

Bianca con Fiordilatte, Pomodorini Semisecchi, Cacioricotta (prodotto locale) e Cardoncelli

Pizza Piacenza

Bianca con Fiordilatte, Pancetta Cotta al Miele (prodotto locale), Pioppini e Cacio del Po (prodotto locale)

Pizza Forlì

Focaccia con Prosciutto Crudo di Parma, Fichi Caramellati (prodotto locale) e Formaggio di Fossa (prodotto locale)

Pizza Firenze

Focaccia con Lardo di Colonnata (prodotto locale), Miele di Castagno e Scaglie di Pecorino Bartarello (prodotto locale)

Pizza Trieste

Bianca con Fiordilatte, Cotto in Crosta di Pane, Tabor (prodotto locale) e Kren (prodotto locale)

Pizza Milano

Bianca con Fiordilatte, Pancetta (prodotto locale) e Pannerone (Presidio Slow Food)

 

Il fascino dei Jukebox

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Tra i primi in Italia  a costruirli ci fu la Microtecnica di Torino, un’azienda con sede in piazza Arturo Graf, nei pressi  via Madama Cristina

Era un mercoledì, il 22 giugno del 1927. Un giorno apparentemente come tanti altri se non fosse che proprio quel mercoledì vennero messi in vendita i primi Jukebox. E fu una vera e propria rivoluzione per la musica. Bastava introdurre una moneta e girare una manovella per selezionare un disco tra quelli esposti in una vetrina rettangolare. Così funzionavano i fonografi a moneta, antesignani dei jukebox moderni, che furono messi in commercio per la prima volta dalla Ami, un’azienda già nota per la produzione di pianoforti a gettoni, la cui diffusione aveva aperto la strada ai mitici “contenitori armonici” (traduzione letterale del termine). Le prime versioni di jukebox erano in legno e contenevano 12 dischi a 78 giri. I prodotti Ami si affermarono soprattutto in Europa mentre negli Usa conquistarono il mercato marchi come Wurlitzer, Seeburg e Rock-Ola. Tra i primi in Italia  a costruirli – su licenza della Ami – ci fu la Microtecnica di Torino, un’azienda con sede in piazza Arturo Graf, nei pressi  via Madama Cristina, nel rione di San Salvario, specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione. I cari, vecchi jukebox, hanno sempre esercitato un grande fascino, offrendo la colonna sonora per intere generazioni che si sono incrociate, magari nel lido di una spiaggia o in un bar di uno sperduto paesino. Del jukebox , i meno giovani, rammentano non solo i motivi delle canzoni ma anche il rumore del gettone o della moneta, il clank clank della meccanica che si muoveva per selezionare il disco, il fruscio dei 45 giri di vinile suonati decine di volte al giorno. In Italia il jukebox divenne celebre grazie al Festivalbar, trasmissione che premiava la canzone più “gettonata” nei jukebox di tutto il paese. Non si contano i film dove i  jukebox accompagnano le scene, come in Grease ma non vi è dubbio che una delle figure mitiche è stata quella di Arthur Fonzarelli, il “Fonzie” della  famosissima serie televisiva Happy Days, che faceva partire quello del ristorante diArnold’s con un pugno, ascoltando i successi di Elvis Presley. Poi, nel tempo,  sono venuti i mangiadischi (i giradischi portatili), le audio cassette da infilare nel registratore o nell’autoradio,  i cd dei Walkman  e infine i lettori Mp3 e chissà qual’altra diavoleria. Ma il jukebox rimane il jukebox. E niente e nessuno potrà prenderne il posto nella storia.

 

Marco Travaglini

Sug@R(T), il museo delle bustine di zucchero

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A NIZZA MONFERRATO

 

E’ un gesto quotidiano, semplice, pratico e comodo. Aprire una bustina di zucchero per versarla nel caffè o nel cappuccino, è una consuetudine che tutti, o quasi, escludendo i signori che amano bere amaro, effettuano ogni giorno con grande disinvoltura, senza riflettere e probabilmente senza pensare che dietro a questo gesto c’è una lunga tradizione che è iniziata negli anni ’70, come ricorda Beppe Pero, con una martellata ben assestata alla macchina confezionatrice.

Questo piccolo oggetto così utile, affidabile e dall’indiscussa praticità è il motivo di orgoglio di una famiglia speciale, il protagonista di un progetto visionario che ha trasformato un semplice negozio di alimentari in una fortunata azienda che fattura 40 milioni di euro l’anno con oltre 30 tonnellate di zucchero lavorate, una delle maggiori nel settore in Italia e al primo posto come importatore nazionale di zuccheri grezzi di canna direttamente dai paesi di origine.

Tutta l’affezione messa in questa attività, il sentimento e l’impegno che l’hanno portata al successo e all’ affermazione, grazie a decenni di lavoro e di ricerca della qualità con un occhio particolare e sensibile alla innovazione, è stato sapientemente concentrato in un museo: Sug@R(T) , l’unico al mondo dedicato a queste bustine, il solo che fa cultura con lo zucchero e gli zuccheri, raccontati con il linguaggio della scienza, della storia, dell’arte e del packaging design.

Nato con l’intento di raccontare la lavorazione dello zucchero e narrare la storia della famiglia Pero, il museo rappresenta anche uno strumento didattico che, attraverso differenti percorsi organizzati, rivela curiosità legate al mondo del collezionismo delle bustine di zucchero che non sono da considerarsi meramente dei contenitori, ma anche efficaci mezzi di comunicazione con una precisa valenza culturale. Le bustine catalogate ed esposte nella galleria sono ben 350 mila tra cui quella ritenuta più preziosa e quotata, la Lorenzo Lotto del valore ci 350 euro.

Non tutti sanno che il collezionismo delle bustine di zucchero coinvolge moltissimi appassionati di tutto il globo ed è oggetto di veri e propri raduni. L’interesse per questi minuscoli pezzi da collezione è nato nel ‘900 ed è tornato molto in voga recentemente grazie alla varietà e alla creatività delle serie realizzate, dalle monotematiche alle limitate.

L’ingresso a Sug@R(T) è gratuito, le visite vengono diversificate in base all’interesse e alla tipologia degli ospiti: scolaresche, gruppi, collezionisti, club internazionali. E’ una esperienza unica e interessante che fa rivivere il produttivo e glorioso passato dell’industria italiana e un attuale e florido orgoglio della nostra economia.

 

Maria La Barbera

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