LIFESTYLE

Le lasagne in bianco con verdura e salmone

Le lasagne sono sempre perfette, ideali per le occasioni speciali. Ricche e gustose si possono preparare in tante varianti sfiziose. Gustiamole in bianco con la verdura ed il pesce. 

Ingredienti 

1 Confezione di sfoglia per lasagna (senza precottura) 
200gr. di ricotta 
150gr. di mascarpone 
250gr. di ritagli di salmone affumicato 
1 palla di spinaci cotti 
500ml. di besciamella 
Pepe, sale, timo, parmigiano grattugiato q.b

Saltare in padella, senza condimento, i ritagli di salmone tagliati a striscioline. Lasciar raffreddare. Mescolare la ricotta con il mascarpone, unire gli spinaci cotti e saltati in padella, il timo, il sale, il pepe ed il salmone. In una teglia da forno imburrata assemblare le lasagne a strati alternando le sfoglie al composto e besciamella. Ultimati gli ingredienti cospargere con abbondante parmigiano. Cuocere in forno a 180 gradi per circa 30 minuti. 



Paperita Patty 

Franceschetta 58 sulla terrazza di Eataly Torino Lingotto

Appuntamento con chef Francesco Vincenzi  lunedì 21 giugno 

 

Appuntamento da non perdere lunedì 21 giugno alle 20 nell’ampia Terrazza al primo piano di Eataly Lingotto: in cucina ci sarà Francesco Vincenzi, il giovanissimo chef modenese che ha iniziato la sua carriera in Osteria Francescana, partendo dalla sala per poi spostarsi in cucina e diventare la spalla di Massimo Bottura. Dal 2017 è l’head chef del bistrot modenese Franceschetta58, “sorella minore” dell’Osteria.

Vincitore del premio S. Pellegrino “Vent’Anni” come migliore talento under 30 della gastronomia internazionale, è stato recentemente segnalato tra i cento chef al mondo più promettenti e da tenere d’occhio, secondo il Today’s Special, progetto nato dalla collaborazione di S. Pellegrino e Phaidon che vanta una giuria di 20 chef di fama internazionale, tra i quali nomi del calibro di Daniela Soto-Innes, Daniel Boulud e Dominique Crenn.

A Torino Vincenzi porta una cucina che celebra le tradizioni emiliane rivisitandole con un pensiero contemporaneo e influenzato dai viaggi intorno al mondo. Dall’antipasto al dolce, passando per un piatto a sorpresa che certamente farà contenti tutti i commensali, ecco un menu che racconta la storia di Francesco, nell’intreccio con chef Bottura, che senza dubbio lo ha plasmato molto ed è ancora oggi un punto di riferimento importante: chiaro l’omaggio con l’esecuzione dell’Emilia Burger, polpetta composta da carne di Chianina e cotechino, su cui vengono posti uno strato di Parmigiano Reggiano, salsa verde realizzata con prezzemolo, acciughe e capperi, e maionese corretta con glassa di aceto balsamico. Un inno all’Emilia, una rielaborazione di un ingrediente feticcio come il cotechino, nonché un piatto sostenibile perché nobilita  gli avanzi di carne.

La cena ha un costo di 75 euro a persona; vini, acqua e caffè sono inclusi. Su prenotazione su www.torino.eataly.it

Menu:

Trota alla cacciatora

in abbinamento Kius Rosé Spumante Metodo Classico Extra Brut – Marco Carpineti

Risotto all’anguilla affumicata

Pomodoro, pomodoro, pomodoro

in abbinamento Rincrocca Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore – La Staffa

Emilia Burger

Coniglio ripieno arrosto con prugne e salsa marsala

Sorpresa

in abbinamento Opera Pura Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP – Opera 02

Semifreddo alla mandorla, gelso ed erbe aromatiche

in abbinamento Malvasia delle Lipari Passito DOC – Hauner

Rivoli si colora con Agriflor

Domenica 13 giugno, dalle 9 alle 20, il cuore della cittadina piemontese si trasformerà in un giardino a cielo aperto ospitando le eccellenze floreali dei migliori vivaisti piemontesi e alcune specialità dei piccoli produttori agroalimentari

Dopo aver conquistato Torino, diventando un irrinunciabile appuntamento mensile, e invaso Susa lo scorso maggio, Agriflor arriva a Rivoli con la prima edizione di AgriRivoli e la promessa di riempire di colori e profumi il centro della cittadina piemontese.

Saranno circa una trentina i vivaisti e i piccoli produttori piemontesi che metteranno in mostra le proprie eccellenze floreali e agroalimentari, domenica 13 giugno, dalle 9 alle 20 in Corso Francia (angolo corso Susa), per una giornata all’insegna di fiori, piante e bellezza.

Come avvenuto per tutte le edizioni torinesi, Agriflor sarà organizzata in totale sicurezza, con il controllo delle temperature, ingressi scaglionati e contingentati e con la garanzia e il controllo del giusto distanziamento tra i banchi e tra le persone per evitare assembramenti.

Saranno variegate le bellezze “floreali”, provenienti esclusivamente dal Piemonte, che si potranno ammirare e odorare girando per i banchi di Agriflor: orchidee, piante carnivore, bonsai, rose, erbacee perenni e molto altro ancora.

Un vero e proprio tripudio di colori per allietare il pubblico amante della natura e delle piante. Insieme alla proposta florovivaistica, Agriflor ospiterà anche alcune eccellenze agroalimentari piemontesi con i prodotti tipici del nostro territorio come miele, liquori artigianali, liquirizia, vini della Val Susa e zafferano.

Nata da un’idea di Società Orticola del Piemonte, già organizzatrice di Flor a Torino e di numerosi eventi floreali in tutta Italia, AgriRivoli è un’occasione molto importante per i florovivaisti e i piccoli produttori piemontesi di mettere in mostra le proprie varietà ed eccellenze, in una situazione estremamente complessa per le loro attività a causa delle limitazioni imposte alle loro attività nell’ultimo anno e mezzo.

Quanto è raffinato il risotto al prosecco mantecato al Parmigiano

Raffinato ed elegante, eccovi un primo piatto leggero e raffinato.

Il prosecco dona a questo risotto un profumo piacevolmente insolito, un sapore avvolgente ed aromatico di delicata bontà. Assolutamente da provare!

Ingredienti

300gr.di riso per risotti
2 bicchieri di prosecco Valdobbiadene DOCG
1 scalogno
100gr.di Parmigiano Reggiano grattugiato
Burro, sale q.b.
Brodo vegetale q.b 

Affettare sottilmente lo scalogno e rosolarlo nel burro, aggiungere il riso e lasciar tostare mescolando. Unire il vino prosecco, lasciar evaporare poi, poco alla volta, aggiungere il brodo vegetale caldo sino a cottura. Prima di servire mantecare con il burro, il parmigiano grattugiato e poco prezzemolo.


Paperita Patty

Gino, sei proprio un gatto!

D’inverno non è raro che le stelle, in fretta e furia, facciano posto a nuvole gonfie di tormenta. Anche la notte dell’Epifania di quell’anno aveva portato con se la neve. Soffice come l’ovatta, leggera come piume d’oca, era planata lentamente a terra, imbiancando tutto

Non che ne fosse venuta tanta, però. Era, come dire, una specie di patina spessa più o meno cinque centimetri.  Non mi aveva preso alla sprovvista. Rincasando, verso le 23, s’intravedevano già dei piccoli fiocchi volteggiare nell’aria. Erano “palischitt“, pagliuzze gelate. Ma promettevano “d’attaccare giù“. L’aria fredda che s’incanalava per le valli del Mottarone fino ad accarezzare le onde del lago, era un “preavviso” della nevicata. Così decisi di usare le pagine di un vecchio giornale per coprire i vetri della mia piccola Fiat amaranto, posteggiata davanti all’osteria del “Gatto e la Volpe”. Così, al mattino, se non ne veniva giù un sacco, sarebbe bastato rimuovere i giornali per avere i vetri puliti ed asciutti,  evitando – ed era la cosa più importante – che gelassero. Quante volte mi era capitato di vedere i vicini di casa, dopo una notte di brina gelata o di tormenta, armeggiare sui vetri merlettati dal gelo con raspe e fiotti d’acqua calda. Quanti vetri rigati o crepati, per la gioia dei carrozzieri che dovevano quanto prima sostituirli. Era più saggio seguire la buona regola del “meglio prevenire che curare”. Così, dopo una notte di sonno profondo, propiziata da quel silenzio ovattato che si crea quando nevica, mi sono alzato alle sei e mezza, anticipando la sveglia. Mi capita così da una vita. Alla sera carico la sveglia, la punto sulle sette meno venti e regolarmente l’anticipo  di una decina di minuti. Così la mia sveglia non suona mai. Se ne sta lì, vigile, scattante, pronta a squillare ma io, per il suo disappunto, ne rendo superfluo il servizio. Che devo fare? Mi viene così, non lo faccio apposta. E sono convinto che, la volta che mi capitasse di scordarmi di puntarla, resterei “impagliato” a letto. Comunque, una volta alzato e vestitomi di tutto punto, uscii. Non nevicava più e l’aria era fina, pulita. Mi avvicinai all’auto e, voilà: in un attimo sfilai via i giornali. Solo in quel momento mi accorsi che Giovanni Melampo mi sta guardando. Non avevo notato che, con il badile in mano, stava liberando l’entrata laterale dell’osteria del “Gatto e la Volpe”, quella che dava direttamente sulla cucina. Mi guardava interessato e, ad un certo punto, esclamò: “Gino, posso dirti una cosa?”. Non feci in tempo a rispondere che il fabbro aggiunse “ Ecco, volevo dirti che sei furbo come una volpe. Ma come ti è venuta in mente l’idea dei fogli di giornale, eh? A tì sé propri un gatt. Sei proprio un gatto. Dai, vieni qui, fammi compagnia. Andiamo a bere un bicchiere dal Mario. Offri tu,ovviamente, per “bagnare” l’invenzione”. Pur di scroccare un bianchino era capace di qualsiasi stratagemma. E quella mattina era toccato a me. Ne scolò tre, uno in fila all’altro. “Ma non ti faranno male?”, gli dissi. “ Io, appena sveglio, bevo due bicchieri d’acqua del rubinetto che al mattino fa solo bene”. Lui, di rimando, mi rispose che “ l’acqua la fa mal, la bev dumà la gent de l’uspedal”. Lui, ovviamente, non aveva niente a che spartire con la “gente dell’ospedale”, precisando che stava benone e il vino non solo poteva berlo ma era una sorta di medicina.Bevendo, Melampo, si lasciò andare ai suoi racconti. Iniziò a parlare delle disavventure del povero Ottorino Gambina, l’operaio del comune che faceva un po’ di tutto, dal cantoniere allo stradino. Ottorino, detto “robinia” per il carattere pungente che ricordava  le spine scure che ornavano i giovani rami delle robinie, era – come s’usava dire dalle nostre parti – un “nervusatt”.

Bastava un nonnulla e s’incavolava di brutto. Soprattutto quando lo prendevano in giro per le sue gambe. Sì, perché – per sua sfortuna – aveva le gambe storte, ad archetto. Sembrava un fantino ( la statura, più o meno, era quella.. ) al quale avevano sfilato il cavallo da sotto, condannandolo a rimanere così, con gli arti inferiori piegati in forma. Aveva ereditato il lavoro dal suo predecessore, noto a tutti come “Mario pulito” che, mantenendo fede al suo soprannome, aveva sempre e tenacemente operato per ottenere, con il minimo sforzo, la massima resa dalla sua attività. A differenza di sua moglie Maria che si  faceva in quattro nel lavorare, Mario era diventato famoso per la proverbiale abilità a sdraiarsi ai bordi della strada, dove, steso su un vecchio plaid, allungava le mani nelle cunette per estirpare le erbacce, con movimenti tanto lenti quanto studiati. Ben attento, sempre, a non faticare troppo e a non sporcarsi gli abiti. Se ne accorse anche il vecchio Hoffman, ben presto pentendosi di avergli offerto il lavoro di giardiniere nel parco della sua villa a Oltrefiume. Mario si sdraiava sotto gli alberi, a fine estate, nell’attesa che le foglie cadessero e solo quando gli alberi erano spogli e il fogliame a terra – con una gran flemma – iniziava a raccoglierle, una a una. “Robinia” , però, era di tutt’altra pasta. Al lavoro sembrava un trattore: a testa bassa, con la scopa in mano, spazzava con diligenza i marciapiedi e il sedime stradale. Finché, non gli capitò “l’incidente”, come lo definì Melampo.  A lè finì cunt el cü per tèra. Sì, perché è bastato il colpo della strega per metterlo fuori uso. E tutto, pensa un po’, per una cartina del cioccolato che stava lì, in mezzo al sagrato della chiesa. Aveva appena scopato per bene e qualche ragazzaccio passando, mentre era voltato di spalle, gliela aveva buttata lì. Nell’atto di chinarsi ha sentito un “crack” alla schiena ed hanno dovuto portarlo a casa così, piegato in due, fino a che il dottore non gli ha fatto un’iniezione. Sembrava che dovesse finir tutto lì, e invece…”. Era sconsolato, il fabbro. “ Tiricordi com’era? Bianco e rosso, sempre pronto a mangiare e bere. Ed ora? E’ magro che  sembra ‘n gatt che l’ha mangià i lüsert. Un gatto che mangia solo lucertole.. La schiena non gli tiene più, è sempre in mutua e si è messo a bere ancor più di quanto non facesse già. Ha proprio una brutta cera”.In effetti, era così. Non sembrava nemmeno più lui anche nel carattere. Era, come dire?, spento, apatico,rassegnato. Se si cercava di tirarlo su, dicendogli che bisognava aver fiducia, che si sarebbe messo a posto, rispondeva – scuotendo la testa – : “Se l’è minga supà, l’è pan bagna”( se non è zuppa è pan bagnato).Era rassegnato a rimanere così, con la schiena scassata e le gambette sempre più divaricate. Melampo, nel raccontare le sue disavventure, si era immalinconito. Ma reagì subito, proponendomi un altro “giro” di calici.“ Dai, Gino,beviamoci su. Anzi, ci bevo su io anche per te, così buttiamo alle ortiche la malinconia. Mi spieghi ancora una volta la pensata del foglio di giornale, eh?”.

 Marco Travaglini

La spaghettata mediterranea, un classico

Una ricetta stuzzicante, facilissima da realizzare, con pochi grassi

 

A volte semplici ingredienti fanno la differenza. Un primo piatto sano che ci regala i colori, i sapori e i profumi degli aromi mediterranei. Una ricetta stuzzicante, facilissima da realizzare, con pochi grassi, saporita, sfiziosa e invitante, ottima per una spaghettata con gli amici.

***

Ingredienti:

360gr. di spaghetti (per 4 persone)

Pomodorini Pachino (quantita’a piacere)

1 cipolla media

1 spicchio di aglio

6 filetti di acciughe sott’olio

4 cucchiai di olive taggiasche denocciolate

1 peperoncino piccante essicato

Olio evo, sale q.b.

Basilico fresco q.b.

***

In una larga padella soffriggere in poco olio la cipolla e l’aglio affettati, aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a meta’, lasciar insaporire per pochi minuti, aggiungere i filetti di acciuga, il peperoncino e le olive taggiasche, mescolare bene per amalgamare tutti gli ingredienti, eventualmente aggiustare di sale. Scolare gli spaghetti al dente, saltarli velocemente in padella con il sugo, cospargere di basilico fresco e servire subito.

Paperita Patty

A Borgaro apre il Dinosaurs Park

Dal 12 giugno al 12 settembre al Parco Chico Mendes di Borgaro Torinese un entusiasmante tuffo nella preistoria con DINOSAURS PARK

Un viaggio nel tempo alla scoperta dei giganti che hanno popolato la terra 150 milioni di anni fa.
Un’entusiasmante esperienza per tutta la famiglia all’insegna del divertimento, della cultura e dell’ecologia.

Un’esperienza didattica ed educativa per conoscere la terra, abitata dai giganti 150 milioni di anni fa, un percorso formativo supportato da pannelli didattici e due sale scientifiche: la prima caratterizzata da approfondimenti legati alle teorie sull’estinzione dei dinosauri e curata dall’Osservatorio Astronomico di Torino; la seconda insegna come avviene il percorso di fossilizzazione e permette di vedere e conoscere fossili veri.

L’allestimento è curato da Next Exhibition, mentre la ricerca scientifica è seguita dall’Osservatorio Astronomico di Torino.
I pezzi esposti durante il percorso sono originali.

Tornano i Giovedì sotto le stelle

A Carmagnola con il claim “Vestiti che usciamo”. Storica kermesse estiva di eventi, intrattenimenti e proposte culinarie

 

Dopo la pausa dello scorso anno tornano le piacevoli serate estive di Carmagnola con negozi aperti, musica, sfilate di moda itineranti, artisti di strada, spettacoli di magia e intrattenimenti rivolti a tutte le fasce di età, degustazioni e menù speciali, degustazioni e menù speciali per vivere in maniera divertente e colorate il centro di Carmagnola nei giovedì sera d’estate, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid


Tra il 17 giugno e il 5 agosto 2021

Lungo l’asse di Via Valobra e in Borgo Vecchio a CARMAGNOLA (TO)
 

 

Dopo la pausa dello scorso anno, nel rispetto delle misure necessarie al contenimento della pandemia, torna la storica kermesse “Giovedì sotto le Stelle” che tra il 17 giugno e il 5 agosto proporrà otto piacevoli giovedì sera a Carmagnola (TO) con negozi aperti, musica, sfilate di moda itineranti, spettacoli di magia e intrattenimenti rivolti a tutte le fasce di etàdegustazioni e menù speciali, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid.

La manifestazione a cura di Ascom Carmagnola, in collaborazione con Laboratorio Gourmet Carmagnola e Proloco Carmagnola, con il patrocinio del Comune di Carmagnola, la media partnership con Radio Veronica ed il sostegno di BCC di Casalgrasso e Sant’Albano Stura, Reale Mutua Assicurazioni di Carmagnola, Donna Ferramenta, Pasta Berruto e Valgrana.

 

Le serate si svolgeranno Lungo l’asse di Via Valobra e in Borgo Vecchio con numerosi esercizi commerciali che partecipano attivamente nell’organizzazione delle proposte.

 

“Vestiti che usciamo” è il claim di questa edizione che, nel rispetto delle disposizioni normative che vigeranno in merito all’emergenza sanitaria, intende dare un impulso di allegria, colore e ritorno alla normalità alla città di Carmagnola e al suo commercio.

Le strade della città diventeranno di volta in volta “vie della moda”, “vie del gusto e del vino”, “vie della musica” e “vie della magia” con molti negozi aderenti all’iniziativa che si preparano per aperture straordinarie e le attività di ristorazione e somministrazione che proporranno ricche proposte, dagli aperitivi ai piatti tradizionali.

Per ciò che riguarda gli intrattenimenti, musica e spettacoli con artisti di strada, maghi e illusionisti vengono proposti in forma itinerante, così da non creare assembramenti. Saranno gli artisti ad andare dalla gente e non viceversa, come nella speciale serata del 22 luglio dedicata alla magia con artisti che animeranno i locali della città con brevi e spettacolari performance ai tavolini degli avventori.

 

L’elenco dei locali aderenti sarà presto consultabile nella pagina www.facebook.com/giovedisottolestelle

 

Nei primi due appuntamenti del 17 e 24 giugno, in collaborazione con Valgrana Piemonte, ci sarà il lancio del “Tagliere Piemonte” con una ventina di bar e ristoranti che presenteranno nei loro menù alcune tra le perle casearie più amate. Numerosi locali offriranno ai clienti la possibilità di degustare eccezionali formaggi in purezza, oppure all’interno di ricette ad hoc che ogni attività elaborerà sulla base della creatività individuale, utilizzando come ingrediente fondamentale il grattugiato Valgrana (Piemontino o Bra Duro), fornendo in questo modo una prova concreta della versatilità di questo prodotto. Ci saranno alcune tra le Dop più amate: dal Bra Duro che, con la sua forte personalità è diventato un punto di riferimento imprescindibile nel suo genere, alla dolcezza del Raschera.

 

La chiusura del 5 Agosto sarà dedicata alla Fiera Nazionale del Peperone, la cui 72^ edizione è in programma dal 27 agosto al 5 settembre. Molti locali di carmagnola proporranno le loro versioni del #pepesandwich, il peperone-panino di Carmagnola con il peperone al posto del pane, #lowcarb, #lowcal e #glutenfree, che l’organizzazione della Fiera ha lanciato recentemente sui suoi social networks con ottimi riscontri e persone che stanno proponendo le loro versioni da diverse regioni d’Italia e da varie nazioni.

 

Commentano il sindaco Ivana Gaveglio e l’Assessore Gian Luigi Surra: “La nostra amministrazione ha accolto con favore l’iniziativa proposta dall’Ascom per i Giovedì sotto le stelle. Il programma prevede iniziative proposte dalle attività di somministrazione e aperture straordinarie dei negozi con intrattenimenti itineranti nel rispetto delle norme previste per lo svolgimento di questi eventi. Siamo certi che i cittadini e le attività commerciali accoglieranno favorevolmente queste proposte, che porteranno allegria nelle nostre vie rispettando le regole sul distanziamento, sull’uso della mascherina e della disinfezione delle mani”

 

 

 

 

IL PROGRAMMA DEI PRIMI APPUNTAMENTI

 

GIUGNO: Moda & Gusto

 

Giovedì 17 giugno: Le Vie della Moda e le Vie del Gusto
Music street band itineranti, apertura serale negozi e aperitivo sotto le stelle nei locali della Città in collaborazione con “Valgrana” e Franco Biraghi per il Lancio del Tagliere Piemonte.

 

Giovedì 24 giugno: Le Vie della Moda e le Vie del Gusto
Music street band itineranti, apertura serale negozi e aperitivo sotto le stelle nei locali della Città in collaborazione con “Valgrana” e Franco Biraghi per il Lancio del Tagliere Piemonte.

 

 

LUGLIO: Moda Gusto Arte e Musica

Giovedì 1° luglio: Le Vie della Moda aspettando i Saldi, Le vie del Gusto, Le Vie dei Suoni
Street Fashion – Alle ore 19.00 e alle 21.00 da Piazza Garavella a Via Valobra presentazione di capi a cura dei negozi di moda e accessori in una “Street Fashion Itinerante curata da “Elia Tarantino”.  Aperitivi e cene nei locali della città

 

 

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO:

ASCOM Carmagnola  Tel. 011 9720295 – Cell. 3358045842  – E Mail  – carmagnola@ascomtorino.it

Grande successo per il primo appuntamento con il Qigong in piazzale Valdo Fusi

/

Tutto esaurito domenica 6 giugno. Già sold out anche domenica 13 giugno, secondo dei quattro incontri gratuiti organizzati dall’Istituto Confucio dell’Università di Torino

 

Anche il 13 giugno è sold out, anticipata quindi l’apertura delle iscrizioni agli ultimi due incontri del 27 giugno e del 4 luglio. Ci si può iscrivere a partire da martedì 8 giugno!

Gli appuntamenti, organizzati dall’Istituto Confucio dell’Università di Torino, sono del tutto gratuiti e si svolgono interamente all’aperto in Piazzale Valdo Fusi. L’Istituto dunque, nel presentare una delle molteplici sfaccettature della cultura cinese, questa volta si propone anche di creare un’occasione di “socialità sicura”, focalizzata sul benessere psicofisico e sulla salute dei cittadini.

Il primo incontro di domenica 6 giugno è stato un grande successo. Adesso l’appuntamento è per le prossime tre domeniche mattina dalle 10.00 alle 11.30 in piazzale Valdo Fusi, previa prenotazione obbligatoria sul sito web dell’Istituto Confucio.

Conosciuta in occidente con il termine generico di Qigong e caratterizzata da movimenti lenti, fluidi e armoniosi, l’antica disciplina del Daoyin vanta in Cina duemilacinquecento anni di storia, ed è considerata una branca fondamentale della medicina tradizionale cinese.

Si tratta di una pratica che mira alla purificazione di corpo e spirito, adatta a ogni fascia di età, che tramite esercizi di riequilibrio energetico mira a migliorare metabolismo e facoltà motorie, mentre esercita un effetto rilassante sul sistema nervoso.

Livia Dutto, nata a Cuneo nel 1951, è Maestro cintura nera 3°duan di Kung Fu Wushu. Dopo diversi anni di pratica nelle discipline del Taijiquan, del Qigong e del Bagua zhang, presso l’Istituto per l’Educazione Fisica di Pechino intraprende il percorso di apprendimento del Daoyin yangshenggong e si specializza nelle forme con spada e ventaglio del Taijiquan. Nel 2008 ottiene il titolo di Campionessa Italiana (Cat.Over) negli Stili Tradizionali Esterni ai Campionati Italiani 2008 di Viagrande (CT). Dal 2008 al 2012 è Delegata Regionale del Piemonte della FIWuK – Federazione Italiana Wushu Kungfu. Insegna Daoyin yangshenggong, Taijiquan, Taijijian, Taijishan.

Modalità di partecipazione:

I posti sono limitati, per partecipare è necessario registrarsi sul sito dell’Istituto Confucio dell’Università di Torino a questo link: https://istitutoconfucio.torino.it/qigong-in-piazza-a-partire-dal-6-giugno-2021/

Le date: domenica 6, 13, 27 giugno e 4 luglio (è previsto un recupero nel caso una data venga annullata causa maltempo).

Dove: piazzale Valdo Fusi, Torino

Orario: dalle 10.00 alle 11.30

Informazioni:

Istituto Confucio dell’Università di Torino

segreteria@istitutoconfucio.torino.it – 011 6703913

Socrate, Pitagora, Leonardo e molti altri che non mangiavano animali

Il vegetarianismo non è soltanto una lotta contro la barbarie, ma il primo gradino di un progresso spirituale” diceva Lev Tolstoj

Oggi si dice essere una moda quella di non mangiare carne e pesce, o tutti i derivati animali, come nel caso dei vegani, in ogni caso la questione etica del non uccidere essere viventi per farne del cibo, rispettandone così il diritto inalienabile alla vita, è un dibattito che viene dal passato.
Leonardo Da Vinci era un genio vegetariano e non perdeva occasione di manifestarlo pubblicamente affermando il ruolo paritario degli animali rispetto agli uomini, Platone mangiava solo “cibo inanimato” “per non macchiare di sangue l’altare degli dei“, secondo Buddha invece mangiando carne si “spegneva il seme della compassione” mentre Pitagora insegnava ai suoi allievi quanto disumano fosse il procacciare carne per cibarsene. Quest’ultimo, padre della matematica, della medicina e dell’astronomia fondò una vera e propria religione ispirata al vegetarismo sia per salvaguardare la salute fisica e mentale, ma anche perché il suo forte spirito pacifista gli impediva di utilizzare violenza sui più deboli, gli animali dunque, non erano sacrificabili neanche agli Dei. Per Socrate il cibo ideale era costituito da: focacce di frumento e orzo, olive, formaggio di capra, cipolle, legumi, dolcetti di fichi, bacche di mirto, ghiande arrosto e un po’ di vino.  Jean Jacques Rousseau raccomandava fortemente una dieta vegetariana perché mangiare animali, secondo il filosofo francese, rendeva più brutali e spietati. Ne potremmo citare molti altri di personaggi che hanno fatto la storia del pensiero filosofico, dell’arte, della letteratura, della medicina e della scienza, che hanno creduto nel vegetarianismo o nel veganismo come una convinzione profonda allineandosi con uno stile di vita ben preciso e diventando un esempio ed un modello da seguire.In tempi più recenti moltissime personalità sono, o sono state, seguaci di questa condotta verde e antispecista: la nostra meravigliosa Margherita Hack per esempio, Umberto Veronesi, Paul McCartney, che afferma “che se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani”, il velocista Carl Lewis che deve i suoi successi anche alla sua alimentazione green, Susanna Tamaro, Lorenzo Cherubini, il grandissimo Tiziano Terzani e il da poco compianto Pino Caruso.
.
L’istituto Eurispes ha diffuso il Rapporto Italia 2018, affermando che i vegetariani nel nostro paese sono in aumento e che il legame tra uomo e animale è sempre più forte. I giovani sono coloro che praticano maggiormente la dieta “veg”, la scelta non è solo etica ma anche legata alla salute.Molto importante e incoraggiante è sicuramente il fatto che reperire prodotti alimentari vegetariani o vegani presso supermercati e altri esercizi commerciali è sempre più facile. Ristoranti e bar sono sempre più attrezzati e sui menu è sempre più probabile trovare piatti veggie.La difficoltà maggiore si incontra, sempre secondo Eurispes, sui mezzi di trasporto, aerei, treni e navi e presso gli autogrill.Diverse e in aumento sono invece guide, siti web e blog veg-friendly, un modo concreto per aiutare ed indirizzare gli adepti che sono in cerca di locali e ristoranti e, perché no, uno stimolo positivo ed efficace per far conoscere ai profani l’alimentazione veg. Se questo costume etico e salutista viene da così lontano nel tempo, se non mangiare esseri viventi è stato un convincimento essenziale di importanti e storiche autorità del pensiero lasciato in eredità a molte altre contemporanee e dei nostri tempi, di sicuro è e sarà ancor di più una ragione per riflettere sul nostro regime alimentare, sia in chiave morale e di coscienza, che come sprone per prendersi maggiormente cura della nostra salute e del nostro benessere.

Maria La Barbera