CULTURA E SPETTACOLI - Page 510

Con gli occhiali “090” Lapo rilancia il Made in Torino

Per vivere una stagione fashion  non possono certamente  mancare gli occhiali del momento, quelli di Italia Indipendent. Il modello di punta è lo 090, realizzato in fibra di carbonio e in alcune varianti associato al lino, cashmere o velluto

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Tra gli elementi che da possedere per vivere una stagione fashion  non possono certamente  mancare gli occhiali del momento, quelli di Italia Indipendent. Il modello di punta è lo 090, realizzato in fibra di carbonio e in alcune varianti associato al lino ,cashmere o velluto. L’ispirazione al carbonio è dovuta allo Stealth, barca a vela di proprietà dell’avvocato Gianni Agnelli, il cui scavo è stato realizzato interamente , appunto, in carbonio. E il rampollo di casa Agnelli ha genialmente pensato di far rivivere un oggetto tanto caro, in un marchio che coniuga innovazione, stile, creatività e tradizione. Reinterpreta anche le icone classiche riproponendole nella realizzazione di prodotti del marchio, tra i quali anche abbigliamento e accessori vari, per un lifestyle all’insegna del Made in Italy di tendenza  e di diciamolo anche con un po’ di orgoglio, Made in Torino. Grazie Lapo.

L’Istituto zooprofilattico compie 100 anni

Venne fondato nel 1913 e archivia in questi giorni il suo primo secolo di vita: fu il primo istituto italiano nel settore. Oggi sono 10 in tutto e svolgono un lavoro fondamentale

 

100Iniziata la propria attività con uno staff di sole 8 persone, cento anni dopo l’Istituto zoo profilattico di Torino (foto: CittAgora) conta oggi  più di 400  impiegati, con un budget per analisi e ricerca di 33 milioni di euro. Nei laboratori torinesi è anche quasi pronto un prototipo di un nuovo test per individuare  in tempi rapidi (e partendo da piccole quantità di cibo) gli allergeni contenuti negli alimenti  grazie al Centro regionale allergie e intolleranze alimentari, inaugurato di recente. L’obiettivo è mettere a punto metodiche di analisi per migliorare il monitoraggio delle allergie nei bambini e negli adulti.

 

Più di un milione e mezzo di analisi effettuate ogni anno, per tutelare la salute di animali e persone. Questo in sintesi l’Istituto zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, punto di riferimento nazionale per l’encefalopatia spongiforme bovina, la famigerata “Mucca pazza”. Venne fondato nel 1913 e archivia in questi giorni il suo primo secolo di vita: fu il primo Istituto zooprofilattico italiano. Oggi sono 10 in tutto e svolgono un lavoro fondamentale.

 

Come spiega Maria Caramelli, direttrice dell’Istituto subalpino: ” le grandi malattie infettive emergenti dell’uomo sono in gran parte legate agli animali. Il 70% è legato agli animali o al contatto con gli animali – basti pensare all’influenza aviaria – o all’assunzione di alimenti di origine animale”.

I magnifici sette chef del Calendario Lavazza 2014

Ferran Adrià e suo fratello Albert, Michel Bras, Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Davide Oldani, sono i “magnifici sette” cuochi-artisti che reinterpretano il caffè Lavazza e attraverso le loro creazioni

 

Expo 2015: Francesca Lavazza,saremo presenti con grandi cose

Inspiring Chefs è il titolo della 22esima edizione del Calendario Lavazza , presentato aMilano. Se quello Pirelli ha ormai fatto scuola, il calendario della celebre azienda torinese è un nuovo punto di riferimento per chi ama la fotografia d’autore; il famoso ritrattista Martin Schoeller, ha scelto per questa edizione i grandi  chef, ai quali Lavazza  dedica l’anno 2014. La direzione creativa è stata affidata, come per le precedenti edizioni, all’Agenzia Armando Testa. Ferran Adrià e suo fratello Albert, Michel Bras, Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Davide Oldani, sono i “magnifici sette” cuochi-artisti che reinterpretano il caffè Lavazza e attraverso le loro creazioni.

 

“Una sfida interessante per un artista come Martin Schoeller, ex allievo di un mostro sacro come Annie Leibovitz, abituato com’è  – scrive Gente Vip.it –  a immortalare i personaggi più rappresentativi del pianeta, ma soprattutto un’esperienza unica, primo esempio di un approccio artistico che vede gli chef protagonisti e non comprimari di una scena, sia questa figurativa o fotografica. Edizione dopo edizione, i Calendari Lavazza parlano del desiderio di sperimentazione di nuove frontiere della creatività, una passione che va di pari passo con il desiderio dell’azienda di sperimentazione di nuovi prodotti e ricerca di una sempre maggiore qualità ed eccellenza del prodotto”.

Scopri la nuova collezione Seven autunno-inverno

La borsa con portachiavi a forma di Fiat 500 è abbellita da un nastro di nylon a contrasto e accessoriata con tracolla removibile e con comode tasche porta smartphone o specchietto per il trucco

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ll famoso marchio Seven, leader nel settore della produzione di zaini e articoli per la scuola, presenta per l’autunno-inverno 2013-2014 una nuova linea di borse in omaggio ad uno dei più noti simboli italiani: la Fiat 500.

Questa collezione di borse femminili è interamente creata in ecopelle scamosciata in diverse nuances ed è disponibile in diversi modelli e grandezze; borse fantasiose che stupiranno per l’originalità, abbinabili sia ad outfit casual che fashion.

Modelli di borse che sono stati ideati non solo per le donne ma anche per le ragazze che seguono la moda e vogliono un articolo originale e trendy. La borsa con portachiavi a forma di Fiat 500 è abbellita da un nastro di nylon a contrasto e accessoriata con tracolla removibile e con comode tasche porta smartphone o specchietto per il trucco. Lasciatevi ammaliare dalla Fiat 500 by Seven, un articolo di tendenza che colpisce grazie alle sue forme e linee che evocano la citycar della famosa casa automobilistica torinese.

Lamette da barba sul filo delle vette

Tra i soggetti delle cartine, alcune rare e introvabili, non mancano gli sciatori e gli alpini; il K2 e l’Everest; le grandi catene degli Urali, dei Carpazi e dei Tatra; i vulcani e i deserti

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Forse è la mostra più piccola del mondo: un solo metro quadro di esposizione. Si tratta di oggetti, 70 lamette da barba rivestite dalle apposite cartine tanto belle quanto retrò,  che provengono da produttori diversi di una decina di Paesi – oltre all’Italia: Canada, Cecoslovacchia, Germania, Spagna, Svezia, Svizzera, URSS, USA – e sono databili dagli anni Venti ai primi anni Sessanta del Novecento. Tra i soggetti delle cartine, alcune rare e introvabili, non mancano gli sciatori e gli alpini; il K2 e l’Everest; le grandi catene degli Urali, dei Carpazi e dei Tatra; i vulcani e i deserti. Ma anche le vette di casa nostra dal Monte Rosa al Monte Bianco, dal Cervino al Monviso, addirittura fino al Vesuvio e all’Etna. E il panorama delle Alpi da Torino, con la Mole Antonelliana al centro, esattamente quello che si vede dal Monte dei Cappuccini. La mostra “Sul filo delle vette” resterà aperta al museo della Montagna (una veduta delle sale nella foto di Cittagora, Comune di Torino) fino al 15 dicembre 2013. Visite al Museo dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso il lunedì.

Arriva Teachmood.it, software libero per insegnanti

Sulla piattaforma sono disponibili 30 corsi di formazione on line, suddivisi e organizzati per ordine di scuola e che riguardano diverse discipline di insegnamento. Alcuni dei software possono essere utilizzati sia come supporto all’ attività didattica sia per migliorare l’apprendimento degli alunni

 

TeachmoodIn occasione del Linux Day 2013, tredicesima edizione della principale manifestazione di promozione di GNU/Linux che si è sviluppata in 107 appuntamenti in tutta Italia per far conoscere le opportunità del freesoftware,  al Politecnico di Torino si è parlato della legge regionale sul software libero che ha portato alla piattaforma Teachmood.it e alla realizzazione di corsi per i docenti sui diversi programmi utilizzabili nella didattica.

 

Teachmood è un’iniziativa formativa che il Laboratorio ICT della Regione Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, propone a tutti gli insegnanti delle scuole piemontesi, per promuovere l’adozione di approcci didattici innovativi e l’alfabetizzazione informatica del mondo della scuola attraverso strumenti open source.

 

Il progetto nasce dall’applicazione della legge sul pluralismo informatico del 2009 e si inserisce nelle azioni che la Regione sta portando avanti per la costruzione dell’Agenda digitale piemontese. Sulla piattaforma sono disponibili 30 corsi di formazione on line, suddivisi e organizzati per ordine di scuola e che riguardano diverse discipline di insegnamento. Alcuni dei software proposti possono essere utilizzati dai docenti sia come supporto alla propria attività didattica sia per migliorare e incentivare l’apprendimento degli alunni. La piattaforma, in accordo con la logica della comunità del software libero, non è disponibile soltanto per gli insegnanti, ma è aperta a tutti coloro che hanno voglia di sperimentare le possibilità offerte dall’e-learning. La partecipazione ai corsi, libera e gratuita per tutti gli interessati, richiede la registrazione al sito www.teachmood.it. L’attività è supportata da un tutor on-line. Inoltre, è previsto un attestato di partecipazione che documenta la fruizione dei corsi seguiti.

 

(Ufficio stampa Giunta regionale del Piemonte)

Occhio alla rete! Con Move Up non corri rischi

Prevenzione della violenza tra i giovani e uso consapevole delle tecnologie sono i filoni del nuovo progetto della Regione che coinvolge insegnanti, allievi e genitori di 474 scuole di tutte il Piemonte, nelle quali saranno distribuiti kit didattici ed organizzati momenti di riflessione ed animazioni teatrali

 

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L’assessore regionale alle Pari opportunità, Giovanna Quaglia, il vicecomandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, colonnello Pietro Dattuomo, ed il primo dirigente della Polizia di Stato Paola Capozzi  hanno presentato nel corso di una conferenza stampa “Move Up – Destinazioni alternative”, iniziativa di prevenzione tra i giovani che coinvolge insegnanti, allievi e genitori di 474 scuole di tutte il Piemonte, nelle quali saranno distribuiti kit didattici ed organizzati momenti di riflessione ed animazioni teatrali.

 

 “Move Up – ha spiegato l’assessore Quaglia – approfondisce in particolare tre temi di grande attualità tra i giovani: il rispetto della diversità, la prevenzione della violenza e l’uso consapevole delle nuove tecnologie. Si rivolge alle scuole primarie e secondarie e alle agenzie formative e si realizza con l’utilizzo di specifici kit didattici per gli insegnanti, con animazioni teatrali che coinvolgono in prima persona gli studenti e con incontri territoriali per i genitori che vedono il coinvolgimento dalla Polizia e dei Carabinieri sull’educazione alla legalità, sui reati che conseguono il bullismo e la violenza, sui pericoli della navigazione in rete e sull’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie”.

 

“Stiamo compiendo un grosso sforzo per fare crescere nei giovani l’educazione alla legalità – ha dichiarato Capozzi – ma Internet e le nuove tecnologie stanno moltiplicando i rischi. La collaborazione attraverso cui si sviluppa Move up permette di risparmiare risorse ed ottimizzare i risultati”, mentre il colonnello Dattuomo ha ricordato che “il contributo dell’Arma dei Carabinieri si è consolidato grazie all’esperienza maturata capillarmente sull’intero territorio con la partecipazione a tutte quelle iniziative legate alla cultura della legalità”.

 

Sul tema è intervenuto anche il presidente Roberto Cota: “Non abbassare la guardia contro la violenza rappresenta una priorità che la Regione Piemonte sente di dover onorare attraverso i migliori strumenti oggi a disposizione. La collaborazione in questa battaglia con le Forze dell’Ordine, che quotidianamente si confrontano sul campo col fenomeno, è quanto mai preziosa e può realmente aiutare tutti noi ad una corretta comprensione di questa vera e propria piaga della nostra società Prevenzione ed educazione sono le parole chiave su cui vogliamo insistere, soprattutto in riferimento alle nuove generazioni, alle quali dobbiamo dire che una società libera da ogni forma di violenza negli anni a venire è possibile, anche grazie al loro impegno”.

 

La risposta alle diverse forme di violenza che oggi caratterizzano il mondo giovanile può venire dall’attivazione del dialogo, dallo scambio di sinergie e della sensibilizzazione tra alunni, famiglie e docenti per acquisire una consapevolezza comune delle proprie azioni, fornire maggiore informazione, anche dal punto di vista delle condanne penali in cui si può incorrere, oltre agli strumenti di difesa.

 

Nuova agevolazione sul trasporto pubblico

Resta confermata l’agevolazione del 50% per gli over 65 residenti in Torino il cui reddito non superi i 36mila euro l’anno. In questo caso, il costo dell’abbonamento annuale rimane di 155 euro

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I pensionati con più di 65 anni residenti a Torino, con fascia di reddito fra 36.151,99 e 50 mila euro, possono usufruire di una riduzione del 30% sul costo dell’abbonamento annuale per il trasporto pubblico locale. Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio comunale.

 

L’assessore alla Viabilità e Trasporti, Claudio Lubatti, ha sottolineato come l’introduzione di una nuova fascia di agevolazione sia stata presa in considerazione alla luce del consistente calo del numero di abbonamenti annuali per anziani, passati dai 19.500 del 2011 ai 13.074 del 2012. Per questa nuova fascia di agevolazione, il costo dell’abbonamento sarà di 217 euro.

 

Resta confermata l’agevolazione del 50% per gli ultrasessantacinquenni residenti in Torino il cui reddito non superi i 36.151,98 euro l’anno. In questo caso, il costo dell’abbonamento annuale rimane di 155 euro. L’applicazione dell’agevolazione è in vigore dal 1° dicembre di quest’anno.

 

 ( Ufficio stampa Consiglio comunale- Foto: il Torinese)

Il mondo femminile nei dipinti e nelle stampe giapponesi in mostra al MAO

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“Onna to onnagata”

Fino al 17 aprile 2022

Facciamo subito chiarezza sul titolo della mostra. In giapponese il termine onna significa “donne” e per onnagata, termine in uso dal Seicento, si intendevano, sempre nel “Paese del Sol Levante”, “attori maschi” travestiti con indumenti e sembianze femminili. Il titolo, dunque, dato alla nuova rotazione di kakemono (dipinti o calligrafie giapponesi su seta, cotone o carta a forma di preziosi e fragili rotoli da appendere in verticale) proposta, fino al 17 aprile del prossimo anno, dal MAO di Torino, chiarisce subito l’obiettivo di un evento espositivo teso ad invitare il visitatore a esplorare la varietà dell’universo femminile giapponese: dalle divinità alle dame di corte, dalle danzatrici alle popolane fino agli onnagata e senza dimenticare la simbologia di fiori e uccelli correlati alla femminilità. Discorso alquanto complesso. Fino al VI secolo circa, la società giapponese era infatti una società che manteneva ancora elementi di tipo tribale e una forte impronta matriarcale: grazie anche allo shintoismo, che attribuiva grande considerazione alle donne per la loro capacità di generare la vita, in Giappone non mancavano sacerdotesse, regine e dee. Con l’arrivo del buddhismo e del confucianesimo le cose cambiarono drasticamente: la donna perse gradualmente il suo ruolo sociale e fu obbligata all’obbedienza all’uomo, padre, fratello o marito. Eppure, nonostante il ruolo di subordinazione a cui le si volle relegare, le donne, in particolare quelle appartenenti all’aristocrazia o alla corte imperiale, continuarono a godere di stima, rispetto e anche di una parziale libertà, soprattutto in ambito amoroso. Ed è proprio, sottolineano al MAO, “grazie all’amore, ai diari e ai carteggi fra amanti, che nacque la letteratura giapponese: se i contratti e i documenti ufficiali erano appannaggio maschile, le opere letterarie presero vita dall’ingegno femminile”. Attorno all’anno Mille, videro la luce opere che hanno attraversato i secoli e dettato le regole della letteratura nipponica, fra cui i celeberrimi “Genji Monogatari” e “Makura no Soshi”, le “Note del guanciale”. Per non dire del teatro. All’epoca della  sua fondazione da parte di Izumo no Okuni, una ballerina itinerante, il teatro tradizionale kabuki era una forma d’arte esclusivamente femminile. Gli spettacoli riscuotevano enorme successo presso tutte le classi sociali e cominciarono ad essere emulati persino nei bordelli, tanto che lo shogun (i dittatori militari che governarono il Giappone fra il 1192 ed il 1868) decise di vietarli. Per questa ragione, attorno al 1630, le onna, termine giapponese – come detto – per “donne”, furono rimpiazzate in scena da ragazzi, gli onnagata (letteralmente “a forma di donna”), uomini travestiti con abiti femminili e, da quel momento, il teatro fu considerato un luogo disdicevole, non adatto alle donne.


Ne è testimonianza in mostra la “Danzatrice Okame con ventaglio” (1741), trasposta teatralmente in “Ame no Uzume”, divinità shintoista dell’alba e dell’allegria collegata al mito della dea del sole Amaterasu no Omikami. Secondo il mito fu proprio Uzume, con la sua danza oscena e comica, a far uscire la dea dalla caverna in cui si era rinchiusa e a far tornare così la luce nel mondo. Sempre sul tema della danza è la rappresentazione dei “Niwaka”, i balli cosiddetti “improvvisati” e a contenuto trasgressivo, mentre tra le dame di corte si ricorda “Ono no Komachi” (834-880?), vissuta durante il periodo Heian (VII-XII secolo), famosa per la sua bellezza e come autrice di versi dedicati al tema dell’amore. Contestualmente alla mostra sono anche stati sostituiti i libri e le stampe della galleria dedicata al Giappone: in particolar modo, la selezione di xilografie include così le opere più antiche del Museo, molte delle quali ritraggono celebri onnagata, fra cui “La danza della volpe” di Utagawa Toyokuni, e una riproduzione novecentesca de “Il Fuji visto da Kanaya” di Katsushika Hokusai, esposta accanto alla sua matrice lignea.

Gianni Milani

“Onna to onnagata”

MAO-Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436919 o www.maotorino.it

Fino al 17 aprile 2022

Orari: dal mart. alla dom. 10/18 – giov. 13/21; lun. chiuso

Nelle foto

–         Ogawa Haritsu: “Danzatrice Okame con ventaglio”, inchiostro e colori su seta, 1741

–         Nishiyama Hoen: “Dama di corte del periodo Heian”, inchiostro e colori su seta, metà XIX secolo

–         Utagawa Toyokuni: “ Danza della volpe”, stampa, 1815