CULTURA E SPETTACOLI - Page 494

Dalla Fiat alle favelas, quando la rivoluzione è possibile

brasile1La straordinaria vicenda umana del giovane e brillante dirigente torinese che negli anni 70 ha attraversato l’oceano ed è stato presidente Fiat in Brasile e America del sud, artefice della fabbrica di trattori e dello stabilimento auto di Belo Horizonte nel Minas Gerais; ma soprattutto ha dedicato la sua vita ai diseredati delle favelas che sorgevano di fianco alla sua abitazione a Rio de Janeiro

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Quella che sto per raccontarvi è una bellissima storia di coraggio e generosità. Potete leggerla e approfondirla voi stessi nel libro “Una rivoluzione possibile: 50 anni in Brasile tra grande industria e favelas” scritta da Franco Urani, curata dalla figlia Lidia e dal suo compagno Mauro Villone, (Effatà Editrice).

 

E’ la straordinaria vicenda umana del giovane e brillante dirigente torinese che negli anni 70 ha attraversato l’oceano ed è stato presidente Fiat in Brasile e America del sud, artefice della fabbrica di trattori e dello stabilimento auto di Belo Horizonte nel Minas Gerais; ma soprattutto ha dedicato la sua vita ai diseredati delle favelas che sorgevano di fianco alla sua abitazione a Rio de Janeiro. A loro ha portato case, istruzione, sanità; molti li ha strappati a un destino bastardo, intriso di droga, prostituzione, delinquenza e morte. Tutto è iniziato da una frana, vicino a Villa Urani, che ha travolto le baracche e fatto perdere il poco che avevano a 80 famiglie. Altri si sono girati dall’altra parte, lui no. Ha iniziato ad ospitarli, aiutarli, ha creato l’ONG “Para Ti” e il suo lavoro a Vila Canoas, è diventato un progetto pilota a livello internazionale, che ha coinvolto Stati Uniti e Unione Europea. Un modello da imitare, con la realizzazione di: un immenso piano di urbanizzazione, ristrutturazione di oltre 400 case, costruzione di asilo, doposcuola, centro salute, biblioteca e molto altro. Franco Urani  è morto nel 2009, seguito poco dopo dalla moglie (senza il suo sostegno e l’attiva partecipazione nulla sarebbe stato possibile) e dal figlio Andrè, famoso economista.

 

Oggi a raccogliere il testimone è la figlia Lidia, insieme al giornalista, fotografo, fotoreporter e operatore umanitario Mauro Villone. In questo periodo sono a Torino per raccontare quello che fanno nella e per la favelas, raccogliere aiuti e presentare il libro.

 

-Lidia Urani: «Mio padre ci teneva molto, credo sentisse la fine vicina e l’ha scritto negli ultimi tre mesi di vita; come l’ha finito è morto. E’ diviso in 4 parti: infanzia e adolescenza a Torino, e le prime esperienze di lavoro; la sua crescita professionale in Brasile; l’esperienza umanitaria che ha coinvolto tutta la famiglia; mentre l’ultima parte è un contributo di mia madre Giuliana. Non siamo  riusciti a pubblicarlo prima perché sono successe tante cose e poco dopo sono morti anche mia mamma e mio fratello. Ma forse questo è proprio il momento giusto, la Fiat è cambiata e credo assuma un valore in più la parte storica del libro, che ricostruisce le vicende dell’azienda in quegli anni. Però, fondamentale è la rivoluzione umana compiuta da mio padre».

 

-Le principali sfide che ha vinto?

L.U. «Fondare la Fiat Brasile praticamente da solo non è stato certo facile. Per ogni progetto sociale ha imparato a dialogare con le persone, le istituzioni e la Prefettura. Negli ultimi 10 anni ha vissuto la malattia in modo incredibile; con grandissimo coraggio, accettazione e senza mai farla pesare agli altri. Ed amava la montagna, che scalava e arrampicava fin sulle cime più alte, sfidando la natura e la stanchezza. Perché lui le sfide se le metteva sempre davanti».

 

-Un bilancio delle cose più importanti fatte in tutti questi anni?

L.U. «Vila Canoas  ha dato a moltissime persone la possibilità di possedere una casa, prima erano  abusive; e non c’erano vie, rete fognaria, idrica, nessuna infrastruttura. L’istruzione è  stata fondamentale: mandare i bimbi a scuola, seguirli e con loro aiutare intere famiglie. Mio padre ha formato tantissime persone, creato lavoro, fatto frequentare dei corsi professionali e per tutte le opere di risanamento sono stati impiegati gli abitanti della favela».

 

– Le cose più urgenti, ora?

Mauro Villone: «Andare avanti con il progetto, trovare i fondi e seguirlo. Oggi la priorità è occuparci degli adolescenti, i più a rischio. Quelli che di colpo, a 12-14 anni, si ritrovano a lavorare nella prostituzione e nel narcotraffico. Ci sono 7 milioni di bambini di strada; il crack si sta diffondendo come un’epidemia e sta devastando interi villaggi. Le crackolandia si stanno espandendo: basta farne uso una volta per assuefarsi e morire nel giro di un anno e mezzo, perché non si avverte più fame, sete, né dolore. In Brasile, poi, muoiono 50mila bambini  all’anno stuprati e  uccisi. Le emergenze sono ancora tante».

 

-L’elite e i ricchi brasiliani fanno qualcosa?

L.U. «Oggi, nel bene e nel male, c’è un governo di sinistra e più assistenzialismo. Prima c’erano grande chiusura e paura; ora, i nostri vicini iniziano a fare timide azioni di beneficenza, ma senza un coinvolgimento personale. Poi ci sono anche grandi disponibilità: come il giovane volontario brasiliano, artista ed attore, che ci sta aiutando molto con i corsi di meditazione per i bambini».

 

-Le favelas quanto stanno cambiando?

L.U. «Ultimamente ci sono interessi economici più forti nei confronti delle favelas: il mercato immobiliare di Rio è molto quotato e parte della classe media ci va a vivere perché costa un po’meno. Arrivano anche stranieri e nascono locali, bar, spazi nuovi».

 

-Tra le vostre tante iniziative, l’anno scorso avete aperto la Guest house “Para Ti” e promosso i viaggi solidali di “Unaltrosguardo”; come sta andando?

M.V. «Il bilancio è positivo, in poco tempo avevamo il tutto esaurito. Quasi 15mila turisti all’anno arrivano in Brasile per i “favelas tour”: un tipo di viaggio solidale, responsabile, molto delicato. Non la visita ad uno zoo di persone, ma un’esperienza culturale ben fatta e di alto livello. Ora stiamo partendo con viaggi di studio e residenze d’artista; è benvenuto chiunque voglia aiutarci e fare attività con i bambini della favela».

 

– Chi vive a Torino e magari non può muoversi, in che modo può contribuire?

M.V.«Aiutandoci a fare presentazioni, perché non vogliamo solo raccogliere fondi, ma creare interesse e partnership con strutture, aziende, organizzazioni. Vorremmo trasmettere  “un’idea”: i nostri progetti non aiutano solo i poveri, ma moltissimo anche noi stessi. Chi dà una mano e fa volontariato riempie la sua vita e lo dico per esperienza».

 

L.U. «Non sempre è facile, ma è stimolante e non potrei più avere un altro tipo di vita. Non inseguiamo un’utopia: “ParaTi” ha davvero migliorato la vita di tante persone. Si può fare; se tutti pensassimo in modo diverso e fossimo più disposti ad aiutare chi non ha nulla, a qualunque latitudine del mondo».

 

Tra le loro iniziative in questi giorni a Torino, anche la Mostra fotografica di ritratti di sciamani  “Huni Kui: il cammino  incantato” (foto di Lidia Urani, curatore Mauro Villone)  a GO-TO GALLERY, Via Bidone 16, Torino, prorogata fino al 20 novembre.

 

Laura Goria

 

Per conoscere tutte le attività sociali di Para Ti: www.parationg.org; Per contatti, email: lidiaurani@hotmail.com  mauro.villone@libero.it

 

Alla libreria “L’ibridabottega”, Via Romani 0/A, Torino  trovate:

-Il libro di Franco Urani “Una rivoluzione possibile: 50 anni in Brasile tra grande industria e favelas” (Effatà Editrice).

-le agende e i quaderni di “13sedicesimi” con le foto di Rio Unaltrosguardo.

-borse, pochette, porta-cellulari ed altri articoli fatti dagli abitanti della Favela con le linguette delle lattine, per il progetto “Madeinfavela-Fashion for change” (apparse su molte riviste di moda).

 

 

 

Federanziani migliora la qualità della vita

Promuovere una cultura che valorizzi l’anziano come una risorsa insostituibile per la famiglia e per la società

 

anziani parcoanzianiFederAnziani è un’associazione senza fini di lucro fondata nel 2006. Nasce con lo scopo di tutelare i diritti e promuovere la qualità della vita degli anziani. Opera a livello nazionale ed ha come primaria finalità quella di federare tutti i soggetti che si occupano della tutela sociale, sanitaria, economica dei soggetti anziani. Promuove la collaborazione con le Federazioni dei paesi membri dell’Unione europea.
L’impegno di FederAnziani è quello di:

 

    tutelare la categoria degli anziani con ogni mezzo e forma;
    valorizzare ed accrescere il ruolo degli anziani nella società;
    promuovere una cultura che valorizzi l’anziano come una risorsa insostituibile per la famiglia e per la società;
    orientare l’opinione pubblica a considerare l’invecchiamento della popolazione come una positiva conquista della nostra società;
    orientare le politiche sociali per gli anziani a sviluppare programmi improntati a una visione positiva della terza età e che favoriscano la promozione del benessere lungo tutto l’arco della vita.

 

Le attività

 

FederAnziani, attingendo alle specifiche competenze istituzionali e/o professionali degli associati, si concretizza sul territorio attraverso l’adeguamento delle attività alle specifiche priorità e potenzialità territoriali e l’organizzazione di risposte mirate alle diverse domande che arrivano da questa specifica fascia di età.

 

In particolare, FederAnziani realizza le sue finalità attraverso:

 

    la promozione di incontri con altre organizzazioni italiane e straniere, aventi le medesime finalità;
    l’organizzazione di convegni e simposi nazionali ed internazionali;
    la promozione di adeguate forme di rappresentanza sociale nei confronti degli organismi pubblici e privati che operano, a livello nazionale e locale, nelle politiche sociali e sui temi della salute, dell’assistenza, dei servizi sociali e del tempo libero;
    la collaborazione con le istituzioni e le associazioni interessate ai problemi inerenti alla tutela della salute pubblica e dell’invecchiamento umano;
    la pubblicazione di opere divulgative a favore degli anziani e non;
    la divulgazione della cultura di un nuovo stile di vita che favorisca un sano invecchiamento, attraverso tutti i mezzi di comunicazione;
    la formazione e l’aggiornamento di personale parasanitario, sanitario o socio-assistenziale destinato alla gestione delle problematiche della terza età;
    la promozione della costituzione di organismi (associazioni, cooperative, ecc.) destinate alla assistenza sociale o sanitaria di soggetti anziani, soggetti parzialmente disabili e disabili;
    la promozione all’interno dei centri anziani ogni attività volta alla socializzazione e al benessere degli stessi come il turismo sociale, la prevenzione, formazione e informazione nell’ambito sanitario, tecnologico, delle attività fisiche ed intellettuali.

 

Info: Anteas Torino
via Madama Cristina 50

Scusa, ci sto “quasi” provando

bremer3Il modo migliore per “provarci” con una ragazza? Farle capire che non si è davvero capaci…

 

Con questo nuovo e divertente “esperimento sociale”, i nostri due amici di NoiCiMettiamoLaFaccia Nicola Bremer e Marco Gili, tornano a far parlare di loro continuando a sfornare video che diventano veri e propri fenomeni virali.

 

Capaci di mischiare, amalgamando in modo perfetto, ilarità e serietà (si sono prestati per temi seri come ad esempio la violenza sulle donne e la campagna per la prevenzione del tumore al seno), questi due ragazzi continuano a stupirci creando nuovi video simpatici ed originali.

 

E se questa volta (quasi) provandoci con alcune ragazze sono addirittura riusciti a rimediare il numero di telefono, ci domandiamo cosa saranno capaci di fare nei loro prossimi filmati.

 

Bravi ragazzi! Continuate a “metterci la faccia”.

 

http://www.youtube.com/watch?v=EW2zkW2EDFc

Essepiesse

Gli studenti piemontesi al 25° della caduta del Muro

berlinoI giovani in viaggio studio a Berlino hanno incontrato  Martin Schulz Presidente del Parlamento europeo

 

Una lezione di storia molto insolita quella a cui partecipato di persona, a Berlino, i trenta studenti delle 22 scuole superiori del Piemonte che hanno vinto il concorso della Consulta regionale europea. Domenica pomeriggio, dalle 14 alle 20, lungo i 15 chilometri del percorso del muro eretto in una sola notte che divise in due, dal 1961 al 1989, la città di Berlino, la grande cerimonia commemorativa internazionale con la presenza di giovani provenienti da tutta Europa. I giovani piemontesi hanno incontrato  Martin Schulz Presidente del Parlamento europeo.

 

Ognuno di loro ha scritto una frase significativa che volerà nel cielo di Berlino su un palloncino per ricordare, in modo anche molto coreografico, che la caduta di quel muro è stato uno dei segni più significativi della costruzione di un’Europa unita. Gli studenti partecipanti al viaggio, inserendo il proprio nome sul sitohttps://fallofthewall25.com/ballonpaten-entdecken, possono visualizzare la frase, la foto e il percorso della manifestazione sulla pianta della città di Berlino.

 

Il muro di palloncini luminosi è stato realizzato lungo l’ex confine nazionale delle due Germanie, tra il Bösebrücke su Bornholmer Straße e l’Oberbaumbrücke, passando per Mauerpark, Porta di Brandeburgo, Checkpoint Charlie, per una lunghezza complessiva di oltre 15 chilometri.

 

Nella mattinata di domenica 9 a Berlino si è svolta una cerimonia nella Cappella della Conciliazione di Bernauer Straße e l’inaugurazione di una nuova mostra permanente al memoriale del Muro, mentre accompagnamento musicale alla caduta del muro di palloncini, Staatskapelle, diretta da Daniel Barenboim. 

 

Gli studenti piemontesi che partecipano al viaggio di studio a Berlino sono una parte dei vincitori della trentesima edizione del concorso scolastico Diventiamo Cittadini Europei, organizzato da trenta anni dalla Consulta regionale Europea in collaborazione con la Direzione scolastica regionale del Ministero dell’Istruzione.

 

Il programma della visita a Berlino degli studenti, tre giorni, da sabato 8 a lunedì 10 novembre, prevede anche una visita guidata alla città, al Museo del Muro, e al Checkpoint Charlie.

 

(fcalosso -www.cr.piemonte.it)

Un asilo a quattro zampe

E’ proprio come una vera scuola per i nostri cani, ci si occupa della loro educazione, vengono insegnate tante cose, si relazionano tra loro e possono disporre oltre che di attività di gioco e svago, anche di percorsi sportivi. Inoltre vengono fornite consulenze comportamentali  in base al tipo di necessità

 

dogxfordFinalmente anche i teneri  quattro zampe possono contare su un luogo sicuro e divertente dove trascorrere le loro giornate quando mamma e papà sono al lavoro. Si chiama Dogxford ed è un autentico asilo per cani, con  delle maestre che si occupano di intrattenere attraverso attività ludiche e anche sportive gli amici iscritti. E’ proprio come una vera scuola per i nostri cani, ci si occupa della loro educazione, vengono insegnate tante cose, si relazionano tra loro e possono disporre oltre che di attività di gioco e svago, anche di percorsi sportivi. Inoltre vengono fornite consulenze comportamentali  in base al tipo di necessità.

 

Perché diciamolo, non si esce di casa a cuor leggero  la mattina sapendo di dover lasciare il piccolo tesoro tutto solo per diverse ore. Ma sapere che mentre si è al lavoro il nostro cane si sta divertendo e imparando tanti giochi nuovi, in compagnia di professionisti e’ decisamente più rincuorante. Quindi perché non approfittare di una prova di inserimento messa a disposizione dalla scuola , per approcciarsi a questa nuova alternativa per far divertire e istruire  e nello stesso tempo per avere un supporto logistico e organizzativo, quando purtroppo si ha poco tempo da poter dedicare al nostro adorato cane?

 

E se il dubbio è come fare a portare a scuola anche il cane oltreché magari il figlio , o semplicemente raggiungere il luogo di lavoro senza alterare il percorso, Dogxford dispone di un servizio navetta che si occupa di prelevare direttamente a casa e riaccompagnare lo scolaretto in base agli accordi stabiliti.

 

Per ulteriori informazioni si può inviare una mail all’indirizzo info@dogxford.it o contattare il numero  388 8717055.

 

Clelia Ventimiglia

Escursioni turistiche, gli itinerari della Provincia

La Regione ha chiesto ai territori di istituire un Coordinamento per garantire il monitoraggio dei percorsi e la definizione degli interventi di manutenzione 

MONTAGNESu proposta dell’Assessore alla Montagna e al Turismo, Marco Balagna, la Giunta Provinciale ha approvato una serie di Protocolli d’intesa per la registrazione e la valorizzazione dei più importanti itinerari escursionistici del territorio, aderendo ad un Avviso pubblico pubblicato dalla Regione Piemonte nel maggio scorso. “Con questi Protocolli, – spiega l’Assessore Balagna – la Provincia di Torino dà attuazione concreta alle indicazioni della Direzione regionale Opere pubbliche. Emanando l’Avviso pubblico, la Regione ha infatti sollecitato tutti gli attori interessati ad un’azione coordinata tra livello regionale, provinciale e locale per la gestione e valorizzazione dei principali itinerari escursionistici, anche al fine di far convergere su di essi le risorse che la nuova programmazione dei fondi europei metterà a disposizione nei prossimi anni. Per raggiungere lo scopo, la Regione ha chiesto ai territori di istituire un Coordinamento per ciascun itinerario, al fine di garantire il monitoraggio dei percorsi, la definizione degli interventi di manutenzione eventualmente necessari, la strutturazione di un’adeguata offerta di servizi per gli escursionisti. L’attività di concertazione svolta dalla Provincia con i Comuni, gli Enti Parco, le Comunità Montane, le nascenti Unioni montane, il CAI Piemonte e le numerose associazioni presenti sul territorio, ha portato alla registrazione di numerosi itinerari di diversa complessità e interesse turistico-escursionistico”. 

 

I COORDINAMENTI AI QUALI LA PROVINCIA HA ADERITO 

– Alta Via Canavesana e Giroparco del Gran Paradiso, con capofila la Provincia e il Parco Nazionale del Gran Paradiso. L’Alta Via è un impegnativo anello che in 11 tappe attorno alle Valli Orco e Soana attraversa MONTAGNA PIEMONTEpaesaggi e natura di rara bellezza, il Parco Nazionale del Gran Paradiso con le antiche Strade Reali di Caccia di Vittorio Emanuele II, una serie di santuari in cui la tradizione vuole si siano verificati eventi miracolosi, borghi incantati, piloni votivi e antiche pievi. Il Giroparco ripercorre in gran parte le antiche Strade Reali di Caccia, volute nel XIX secolo dai Savoia per collegare fra loro le cinque “Reali casine di caccia” della Riserva, poi divenuta il primo Parco Nazionale italiano. Coincidente in parte con l’Alta Via, il Giroparco se ne discosta per raggiungere la Valle d’Aosta attraverso il Colle Larissaz. 
 www.cm-valliorcosoana.to.it/images/stories/News/cmvos_carta_escursionistica_avc.pdf www.pngp.it/giroparco/presentazione 

 

– Glorioso Rimpatrio dei Valdesi, con capofila la Provincia. E’ un tinerario storico-culturale che ripercorre i sentieri che nel 1689 furono teatro di epiche e sanguinose battaglie tra la spedizione valdese guidata dal pastore Henri Arnaud – decisa a riconquistare i territori da cui i Valdesi erano stati esiliati solo tre anni prima – e le milizie franco-piemontesi. Partendo il 26 agosto 1689 dal lago Lemano, i Valdesi attraversarono in dodici giorni la Savoia con una marcia di 250 km, scontrandosi poi a Salbertrand con le truppe francesi. Ripreso possesso delle loro valli e stretti dalle truppe francesi, i Valdesi furono impegnati per alcuni mesi in operazioni di guerriglia e furono costretti ad asserragliarsi alla Balsiglia, una borgata sopra Massello, in val Germanasca. Nel maggio 1690 un attacco sferrato dalle truppe franco-sabaude stava per segnare la loro fine. Li salvò l’improvviso cambiamento nelle alleanze politiche, che portò il Duca diSavoia a scendere in guerra contro i suoi ex alleati francesi. L’itinerario si arresta alla conclusione dell’epica marcia, con l’arrivo dei Valdesi al villaggio di Bobbio, in val Pellice. 
Per saperne di più: www.lestradedeivaldesi.it 

 

– Sentiero dei Franchi e Sentiero del Marrone e della Pietra, con capofila la Provincia. L’itinerario ricalca il sentiero che Carlo Magno e le sue truppe avrebbero seguito nel 773 per aggirare dall’alto l’esercito dei Longobardi, accampato a Chiusa San Michele. La leggenda, successivamente ripresa da Alessandro Manzoni nella tragedia “Adelchi”, narra che a fare da guida a Carlo Magno su questo sentiero fu il diacono Martino, inviato dall’arcivescovo di Ravenna su disposizione del Papa. La battaglia delle Chiuse longobarde consentì la penetrazione dei Franchi in Piemonte e, di lì a poco, la fine del regno dei Longobardi nel Nord Italia dopo due secoli di dominio incontrastato. Il tracciato parte dalla Sacra di San Michele e, mantenendosi sulla destra orografica della Valsusa, raggiunge dopo circa 60 km il territorio di Oulx. L’itinerario tocca l’Abbadia di Oulx, il forte del Sapè, la Certosa della Losa, le cappelle di San Michele di Meana,delle Toglie, del Pian dell’Orso e del Colle Bione e la Sacra di San Michele. Il percorso attraversa due Parchi naturali e numerose borgate, dove si conservano le testimonianze della civiltà alpina. Il Sentiero del Marrone e della Pietra rappresenta un’alternativa di tracciato più bassa, tra Mattie e la Certosa di Montebenedetto. La varietà di ambienti attraversati è notevole: le valli principali si articolano in diversi valloni e vallette che si percorrono spesso a mezza costa e che offrono ambienti straordinari, in un’alternanza di prati, pietraie e castagneti. Il clima della zona consente di percorrere il Sentiero del Marrone e della Pietra senza difficoltà per tutto l’anno, salvo che in caso di presenza di neve, che rende i tratti maggiormente esposti più pericolosi. 
Per saperne di più: http://www.vallesusa-tesori.it/it/itinerari/sentiero-dei-franchi 

 

– Sentiero Balcone, Tour Ambin, Tour Chaberton, Tour del Tabor”, con capofila il Comune di Oulx. Il Sentiero Balcone percorre i due versanti dell’Alta Valle di Susa lungo diciannove percorsi e mulattiere completamente ripristinati e segnalati a partire dal 2011. Con un itinerario di circa 250 km, offre all’escursionista un punto di vista privilegiato sul fondovalle e sulla catena alpina. Pur presentandosi come un lungo percorso in 14 tappe che attraversa 13 Comuni dell’Alta Valsusa, il Sentiero Balcone presenta agevoli possibilità di escursioni giornaliere e di rientro sui centri abitati di fondo valle, oltre ad interessanti varianti al tracciato, con la possibilità di raggiungere molte mete e il collegamento con sentieri transfrontalieri. Completano il Sentiero Balcone i tre Tour transfrontalieri Ambin, Chaberton e Tabor. 
Per saperne di più: www.vallesusa-tesori.it/it/itinerari/sentiero-balcone 

 

montagne– Il Giro dell’Orsiera, con capofila l’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie, è un anello in sei tappe intorno al Gruppo dell’Orsiera, che tocca gli antichi alpeggi dove si pratica la monticazione di bestiame bovino e ovino. L’itineario attraversa molti villaggi con esempi di architettura spontanea e tracce delle attività tradizionali: carbonaie, forni da calce, terrazzamenti e canali d’irrigazione. Percorrendo l’anello si possono incontrare esempi di arte rupestre: dalle modeste coppelle e croci alle stupefacenti rappresentazioni di animali e uomini della Cà ‘d Marc Picapera. La quinta tappa del Giro dell’Orsiera, volutamente breve, lascia il tempo per visitare con calma la Certosa di Monte Benedetto, un monastero certosino del XIII secolo che conserva intatte le strutture medioevali. 
Per saperne di più: www.parchialpicozie.it/contents/attached/c15/GO_italiano.pdf 

 

– Il Tour della Bessanese, con capofila la Comunità Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, è un trekking di alta montagna per escursionisti esperti, nel grandioso paesaggio delle Alpi Graie meridionali. Ripercorre gli antichi sentieri transfrontalieri che furono teatro di scambi e commerci fra pastori, contrabbandieri e guide alpine. Il Tour percorre vallate selvagge molto diverse fra loro e attraversa colli che superano i 3000 metri di altitudine. E’ realizzabile partendo dal Rifugio Gastaldi di Balme, dal “Cibrario” di Usseglio e dal Refuge d’Avérole di Bessans, in Haute Maurienne. 
Per saperne di più: www.tourdellabessanese.com 

 

– La Via dei Pellegrini, con capofila la Città di Avigliana è un anello che collega la Sacra di San Michele con Avigliana, Rivoli, Alpignano, Caselette, Almese e Villardora. Si snoda lungo antiche vie e attraverso borghi e borgate nella Bassa Valsusa. L’itinerario permette di cogliere aspetti ambientali estremamente diversi fra di loro: la verde Collina Morenica con le sue conche e vallette, una vera e propria porta che apre verso l’area intermorenica con i laghi e le paludi dei Mareschi di Trana e di Avigliana, i monti della Sacra con le cime rocciose e selvatiche. E’ il mondo magico delle Masche del Moncuni, del mito del Sole e del Cigno dei palafitticoli di Trana, della fede dei monaci cristiani, ma anche delle tracce di attività ormai scomparse, come quella dei “Picapera” del Forte, dei Cavatori di torba della Trübiera, dei vignaiuoli “spietratori” della Mortera. 

 

– Il Cammino di Don Bosco, con capofila la Città di Chieri, si propone come itinerario di interesse storico- culturale, per il forte legame con la figura del Santo e con i luoghi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua vita. Il Cammino propone la rete di sentieri della collina torinese e dell’alto astigiano che Don Bosco percorreva con quei giovani che raccoglieva dalla strada ed educava alla vita e al lavoro. Sono molte le eccellenze storiche e culturali che si incontrano: l’Abbazia di Vezzolano, il Duomo di Chieri, la casa natale di San Domenico Savio a San Giovanni di Riva presso Chieri, la Basilica di Superga, il Duomo di San Giovanni di Torino, il Palazzo Reale e la Basilica di Maria Ausiliatrice. 
Per saperne di più: www.camminodidonbosco.it

 

(Fonte:www.provincia.torino.it)

Arte & sport per gli anni d’argento

Il progetto raccoglie ed ottimizza le varie attività in modo che i residenti Anziani possano beneficiare di un programma vasto e coinvolgente

 

anziani2La Circoscrizione 7, anche nell’anno 2014-2015, attiverà iniziative e momenti destinati ai residenti che rientrano, anagraficamente, nella Terza Età. Sul territorio sono a loro disposizione quattro Centri di Incontro ai seguenti indirizzi: 

 

Corso Belgio 91 – Corso Casale 212 – Lungo Dora Savona 30 – Via Cuneo 6 bis

 

Il Progetto “Arte e Sport Terza Età” raccoglie ed ottimizza le varie attività in modo che i residenti Anziani possano beneficiare di un programma vasto e coinvolgente. A sostegno dei Centri e degli Anziani, la Circoscrizione 7 organizza e finanzia molteplici attività nel campo del tempo libero, della cultura, dell’intrattenimento con corsi di ginnastica dolce, nuoto, fitwalking teatro, danza, letture interpretate, acquagym, yoga, tai chi chuan, chi kung e computer.Per i corsi: YOGA E SALUTE – CHI KUNG, NUOTO e ACQUAGYM, TAI CHI CHUAN, ACQUAGYM, GINNASTICA DOLCE verranno richiesti al momento dell’iscrizione: carta d’identità (fotocopia)  e codice fiscale. Per il corso di Acquagym e Ginnastica dolce verranno inoltre richieste 2 FOTO TESSERA (chi invece ha frequentato il corso lo scorso anno deve presentare la tessera con la foto). Alla prima lezione occorre presentare il CERTIFICATO MEDICO (originale e fotocopia, che deve essere valido fino alla scadenza del corso) senza il quale non si può accedere al corso. Non vale l’autocertificazione. I corsi sono rivolti ai Cittadini over 60 residenti nella Circoscrizione 7 In caso di posti liberi le iscrizioni potranno proseguire durante gli orari di attività.

 

PER INFORMAZIONI
Circoscrizione 7 – Ufficio Cultura e Tempo Libero, Corso Vercelli 15- Tel. 011/443.5759

Una telefonata per aiutare Fido

A cura del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente 

cane tatamanager
Il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente d`intesa con il Ministero dell`Ambiente e della Tutela del Territorio mette a disposizione del cittadino il NUMERO VERDE 800253608  per segnalare emergenze legate ad abbandoni o maltrattamenti di animali. L`intervento del Comando dei Carabinieri può essere sollecitato anche attraverso indirizzo e-mail: cctass@carabinieri.it allegando un eventuale documentazione fotografica. I cittadini saranno periodicamente aggiornati sull`andamento delle loro segnalazioni. 

 

(Foto: il Torinese)

IoLavoro, folla al Pala Alpitour

Io-lavoro-300x172L’ingresso è gratuito, ma occorre registrarsi alla piattaforma www.iolavoro.org, dopo aver compilato il curriculum vitae on line

 

Ha preso il via con lunghe code di giovani all’ingresso,  IoLavoro, la più importante job fair in Italia, promossa dalla Regione Piemonte con l’Agenzia Piemonte Lavoro. L’iniziativa si svolge da mercoledì 5 a venerdì 7 novembre al Pala Alpitour di Torino, in corso Sebastopoli 123. L’ingresso è gratuito, ma occorre registrarsi alla piattaforma www.iolavoro.org, dopo aver compilato il curriculum vitae on line. Sarà così possibile accedere alle migliaia di opportunità di lavoro e tirocinio proposte dagli operatori partecipanti. Le aziende potranno essere contattate con la formula dell’elevator pitch e con i colloqui ad accesso libero.Presente anche il Corner Franchising, in collaborazione con il Salone Franchising di Milano che si svolge dal 7 al 10 novembre. (www.worldskillspiemonte.it.)

 

IO LAVORO CON EURES E’ ANCHE ALL’ESTERO: OPPORTUNITA’ NEL REGNO UNITO PER INFERMIERI E IN  JAGUAR-LAND ROVER

Anche quest’anno la manifestazione Io Lavoro riserverà grande attenzione a chi sceglie il lavoro all’estero. Sono infatti 10 i Paesi della Rete Eures, di cui la Regione Piemonte è partner, che hanno aderito all’evento: Francia, Germania, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia. Dal 5 al 7 novembre saranno presenti al Pala Alpitour, attraverso i referenti Eures, con una fitta serie di workshop e colloqui dedicati, per offrire un confronto con i partecipanti, illustrare le possibilità e le principali caratteristiche del lavoro nelle singole realtà.Una chance importante per chi vuole trasferirsi all’estero perché potrà, prima di partire, avere un’idea molto più chiara dei settori che maggiormente stanno assumendo e per mettersi in contatto diretto con le opportunità lavorative. Oltre al  calendario di workshop con i paesi ospiti sono previsti due momenti clou:“La rete Eures di cui siamo partner –  dichiara l’assessore al Lavoro Gianna Pentenero – inserisce il Piemonte in una dimensione europea, puntando alla libera circolazione dei lavoratori nello spazio economico dell’Unione, offrendo così possibilità e opportunità in più per i giovani. I tre appuntamenti in programma possono rappresentare per i diplomati e neo-laureati un primo avvicinamento al mondo del lavoro attraverso contatti diretti con le aziende. Dobbiamo superare la pratica di aiutare i giovani solo grazie a fondi particolari. Iniziative come questa offrono spunti, chances lavorative, permettendo alle nuove generazioni di mettersi alla prova concretamente”. 

 

 Venerdì 7 novembre ore 14.30 (Sala Eures)JAGUAR-LAND ROVER: OPPORTUNITIES AND RECRUITMENTWorkshop dedicato ai professionisti del settore automobilistico, a cui i referenti Eures del Regno Unito illustreranno il programma di reclutamento del prestigioso brand automobilistico britannico, illustrando le opportunità di lavoro e carriera. Le offerte professionali sono consultabili sul sito: www.jaguarlandrovercareers.com/search-apply  Per accedere ad entrambi i workshop e consultare le offerte di impiego è necessario registrarsi su www.iolavoro.org

 

 La Rete Eures del Piemonte, che ha l’obiettivo attraverso servizi di informazione, consulenza e placement, di favorire l’incontro tra persone disponibili a lavorare all’estero e le aziende che cercano personale, è presente alla 17^ edizione di Io Lavoro con molte altre iniziative: PROGETTO “YOUR FIRST EURES JOB” che sostiene economicamente il trasferimento di giovani under 30 in un altro Paese, con contributi a imprese e Lavoratori. Info: http://www.cliclavoro.gov.it/YourFirstEuresJob/ITA/Pagine/default.aspx  EURES CHAT CORNER, da cui saranno effettuati collegamenti on line con il concomitante European Job Day di Genova, con la possibilità di interagire con le aziende registrate e in particolare giovedì 6 novembre, sostenere, video colloqui on line con Costa Crociere.

 

Collezioni autunno-inverno secondo Lella e Monica

MATTAContemporaneamoda: le collezioni autunno inverno Lella Matta e Monica Porcu

 

Sabato 8 novembre alle 20 nella splendida location del Circolo Eridano a Torino in Corso Moncalieri 88 è di scena Contemporaneamoda

L’ingresso all’iniziativa ( €24 ) prevede una cena seduti a cui seguirà  il defile delle collezioni autunno inverno Lella Matta e Monica Porcu.

La serata proseguirà  con una esposizione di oggetti di design di Silpell Design Torino e sarà anche possibile visionare e provare gli abiti!

 

info@mattadesign.it