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CULTURA E SPETTACOLI - page 382

Il pensiero critico di Yanis Varoufakis

in CULTURA E SPETTACOLI

LIBRO FOTO VaroufakisUn libro molto bello, scritto con un linguaggio semplice ed efficace, che propone una lezione di giustizia sociale dell’economista che dalla Grecia prova a cambiare il futuro dell’Europa

 

S’intitola “È l’economia che cambia il mondo. Quando la disuguaglianza mette a rischio il nostro futuro” ( anche se il titolo originale, in greco,  è “Parlando di economia a mia figlia”). L’ha scritto Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze del governo di sinistra ellenico, autore del programma economico di Alexis Tspiras. Un libro molto bello, scritto con un linguaggio semplice ed efficace, che propone una lezione di giustizia sociale dell’economista che dalla Grecia prova a cambiare il futuro dell’Europa. L’autore sceglie di non parlare direttamente della Grecia, dell’Europa e della sua crisi economica e sociale infinita, ma si dedica – rivolgendosi alla figlia che vive in Australia- alle grandi categorie economiche e sociali che influenzano la nostra vita. “Per consentire al lettore di vedere la crisi con occhi diversi e di capire le vere ragioni per cui i governi si rifiutano caparbiamente di prendere le decisioni che porterebbero alla liberazione delle nostre società, in Europa, in Grecia e in tutto il mondo“, argomenta nel libro. Yanis Varou­fa­kis è un per­so­nag­gio eclet­tico: eco­no­mi­sta radi­cale, mar­xi­sta, acca­de­mico nelle migliori università, scrit­tore, mili­tante anti-austerity, ex con­su­lente per una società di video­gio­chi sta­tu­ni­tense, appas­sio­nato di Yamaha.

 

In questo libro si rivela anche un narratore, capace di raccontare l’economia come un’epopea in cui i contadini senza terra e gli eroi dell’ Iliade, gliLibro Varoufakis operai inglesi e Oscar Wilde lottano fianco a fianco per un’idea di società alternativa a quella imposta dal capitale. Cita ilFrankenstein di Mary Shelley ( “allegoria della tendenza delle società di mercato a utilizzare la tecnologia per renderci schiavi”), e film come Tempi Moderni di Charlie Chaplin , Blade Runner e Matrix . Com’è nato il denaro? Da quando il lavoro è una merce? Che ruolo ha avuto il debito nelle società di mercato? Oltre a offrire riposte a queste domande, invita sua figlia a non prendere “la pillola azzurra” del film con Keanu Reeves, che fa svanire la verità, ma di preferire sempre, come la pillola rossa che invece mostra la realtà, “il pensiero critico e l’ostinazione nel non accettare mai nulla solo perché ti hanno detto di farlo“. Ovvero, quelle teorie e pratiche economiche che secondo Varoufakis privilegiano i pochi e impoveriscono tutti gli altri. Mentre si attendono i risultati del braccio di ferro tra il ministro e la Grecia con l’Europa sui temi vitali del futuro di tutto il continente, vi propongo un quesito. La Grecia è stata la prima area in Europa dove sono sorte delle civiltà avanzate ed è perciò considerata la culla della civiltà Occidentale. La Grecia ha un debito con l’Europa di parecchi miliardi di euro; l’Europa, a sua volta, deve alla Grecia la nascita della democrazia e dell’idea stessa di politica. Chi ha il debito più grande da onorare?

 

Marco Travaglini

Brambilla: "Ma che fa questo governo per gli animali?"

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BRAMBILLA“Hanno confermato la barbarie dei richiami vivi, hanno autorizzato la caccia sulla neve, hanno declassato le nutrie da animali “selvatici” ad animali “nocivi” avviando di fatto su tutto il territorio nazionale stragi fai-da-te con trappole, fucili e perfino gas o fionde, hanno indebolito la tutela penale degli animali”

 

 “A questo governo la protezione degli animali e la difesa dei loro diritti non interessano. Non c’è da stupirsi se, come animalista, trovo difficile dialogarci”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, FI, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, intervenendo alla conferenza “Crimine animale – reati su animali: normativa e giurisprudenza tra presente e futuro” organizzata da Università eCampus e Oipa a Novedrate (CO).”Su certi argomenti di interesse generale come la tutela degli animali – ha osservato l’on. Brambilla – in teoria potrebbe sembrare facile avviare un dialogo con il governo e con la maggioranza per arrivare a decisioni condivise. Ma non è così. E si capisce perché, esaminando quanto esecutivo e maggioranza hanno fatto in questo scorcio di legislatura. Tra le altre cose, hanno confermato la barbarie dei richiami vivi, hanno autorizzato la caccia sulla neve, hanno declassato le nutrie da animali “selvatici” ad animali “nocivi” avviando di fatto su tutto il territorio nazionale stragi fai-da-te con trappole, fucili e perfino gas o fionde, hanno indebolito la tutela penale degli animali con la non punibilità per tenuità del fatto, hanno voluto “via libera” per l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato in altro corpo di polizia (peraltro lasciando in vita i corpi forestali delle Regioni). Perfino quando hanno legiferato nella giusta direzione, almeno in linea di principio, per esempio approvando la stretta penale sui delitti contro l’ambiente, si sono “dimenticati” di tutelare la nostra fauna selvatica. Basta così? Qualunque cosa dicano le parole del premier, o dei suoi volonterosi cantori – ha concluso – i fatti raccontano un’altra storia: a questo governo la protezione degli animali e la difesa dei loro diritti non interessano. Ecco perché, come animalista, trovo, permettetemi l’ironia, “un po difficile” dialogare””.

Ragazzi consiglieri per salvare l'ambiente

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giovani ragazziOltre sessanta Consigli comunali dei ragazzi si sono dati appuntamento a Castelnuovo Don Bosco (At) per il II raduno regionale

 

“I Consigli comunali dei ragazzi (Ccr) del Piemonte s’impegnano solennemente a difendere e a rispettare l’ambiente e a evitare comportamenti che possano minacciarne la continuità e chiedono alle Istituzioni pubbliche, quando siano chiamate a scelte che incidono sul presente e sul futuro del territorio e delle comunità locali, di tener conto di tali principi che rappresentano un insieme di valori condivisi dalle ragazze e dai ragazzi del Piemonte”. È questo, in sintesi, il dispositivo del documento approvato all’unanimità dagli oltre sessanta Consigli comunali dei ragazzi che sabato 30 maggio si sono dati appuntamento a Castelnuovo Don Bosco (At) per il II raduno regionale. “A due mesi e mezzo dal duecentesimo ‘compleanno’ di Don Bosco, padre e maestro dei giovani – ha sottolineato la componente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Angela Motta portando il saluto dell’Assemblea – abbiamo bisogno di giovani desiderosi di confrontarsi con i problemi e di affrontarli per partecipare attivamente alla vita del paese”. 

 

Dopo i saluti del sindaco di Castelnuovo Giorgio Musso, del presidente del Consiglio comunale dell’Unione Comuni Alto Astigiano Giulia Samaia e del rettore della Basilica don Egidio Deiana, il presidente del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) Piemonte Bruno Geraci ha illustrato il tema della giornata, sintetizzato dal “tag” #NutriLaMente: “Un’occasione per cercare di capire come utilizzare i nuovi media senza che siano loro a usarci”.  La giornata, organizzata dall’Assemblea legislativa piemontese in collaborazione con il Corecom, ha visto, tra l’altro, diciassette nuovi ingressi nel Registro dei Consigli comunali dei ragazzi – Conzano, Giarole (Al), Cinaglio, Unione dei Comuni Alto Astigiano (At), Ronco Biellese, Vigliano Biellese (Bi), Cavallermaggiore, Costigliole Saluzzo, Priola, Villanova Mondovì (Cn), Casalborgone, Ivrea, Piscina, Rueglio, San Secondo di Pinerolo, Sciolze (To) e Rive (Vc) – lo spettacolo “Piccoli gusti”, di Lorenzo Branchetti, il Milo Cotogno de “La Melevisione” e la compilazione di un questionario, proposto dal Corecom, sulle abitudini digitali dei ragazzi. Accompagnatori, educatori e insegnanti sono stati inoltre invitati a prendere parte all’incontro “La dieta digitale dei nostri ragazzi”, anch’esso promosso dal Corecom. Al raduno ha partecipato, tra gli altri, il consigliere regionale Andrea Appiano.

 

www.cr.piemonte.it

L’Europa vista con gli occhi dei bambini

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Iniziativa promossa dalla Consulta regionale europea, in collaborazione con l’Accademia dei Folli di Torino

 

europuzzle BOETISi è conclusa, con lo spettacolo “L’Europa vista con i nostri occhi”, la seconda edizione di “Europuzzle”, iniziativa promossa dalla Consulta regionale europea, in collaborazione con l’Accademia dei Folli di Torino. Il progetto didattico e culturale, dedicato alle classi quarta e quinta elementare di dieci scuole torinesi, ha raggiunto l’obiettivo di eliminare idealmente barriere e confini, coinvolgendo 250 bambini in uno spettacolo teatrale in cui è stata dipinta una galleria di ritratti dell’Europa. “È stato un buon lavoro – ha dichiarato Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio regionale – quello svolto dagli attori e insegnanti dell’Accademia. È necessario cominciare a parlare di Europa ai nostri ragazzi fin da piccoli, per far maturare speranze e progetti condivisi di democrazia e solidarietà”. “Il sostegno della Consulta – ha sottolineato Carlo Michele Roncaglia, presidente dell’Accademia dei Folli – è stato indispensabile per la realizzazione di questo spettacolo. Mi auguro che Europuzzle, progetto gratuito per le famiglie e i ragazzi, possa continuare anche in futuro, accrescendo sempre di più la consapevolezza di un’Europa unita non solo geograficamente”. Sul palco si sono esibiti i bambini di dieci classi (IC Racconigi, IC Palmieri, IC Pacinotti, IC King, Convitto Umberto I, IC Alberti, CD Kennedy, IC Nigra) che hanno svolto laboratori teatrali su temi legati all’Europa della cultura. Uno spettacolo davvero unico, scritto dai piccoli attori al debutto e rielaborato drammaturgicamente da Emiliano Poddi, autore teatrale. Il risultato è un affresco ironico e poetico del nostro Paese in cui le lingue, la letteratura, l’arte, la cucina e la storia dell’Europa sono  filtrate dagli occhi attenti e fantasiosi di giovanissimi viaggiatori.

 

Daniela Roselli – www.cr.piemonte.it

Inchiesta sul canile di via Germagnano

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canileLe indagini, portate avanti dai carabinieri, sono coordinate dal pm Sabrina Noce

 

La Procura di Torino ha aperto un’inchiesta sul raid avvenuto la settimana scorsa al canile dell’Enpa in via Germagnano, alla periferia della città. Il fascicolo, per furto e devastazione, è al momento contro ignoti. Le indagini, portate avanti dai carabinieri, sono coordinate dal pm Sabrina Noce. L’episodio ha innescato diverse polemiche anche perché i volontari hanno detto che i responsabili arriverebbero dal vicino campo nomadi. Per mercoledì 27 nella zona è stata annunciata una fiaccolata organizzata da Fratelli d’Italia. “L’Esercito? Sarebbe molto meglio che mandassero le ruspe”, ha rincarato la dose il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, sulla decisione di rafforzare anche con pattuglie delle forze armate la vigilanza e i controlli nella zona della struttura colpita dai raid. Salvini, oggi a Valenza, in provincia di Alessandria, per un comizio in sostegno del candidato sindaco del Carroccio Maurizio Oddone, ha rivelato di essere passato da Torino: “Mi sono fermato per fare alcune foto. Non si sa chi sia stato, ma guarda caso il canile si trova accanto a un campo rom. E c’è qualcuno che dice che i nomadi si dovrebbero estendere anche su quel terreno. In prefettura a Torino pare abbiano prospettato l’intervento dell’esercito per proteggere i cani. Io penso che sarebbe molto meglio che mandassero le ruspe per cacciare i rom e lasciare che i cani si difendano da soli”

 

(www.nelcuore.org)

Passaggio di testimone al Forte di Exilles

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Il nuovo corso del Forte verrà ora tracciato dal bando lanciato dalla Regione Piemonte nei mesi scorsi, finalizzato a raccogliere idee progettuali di utilizzo e valorizzazione del sito, impostato con la formula della “manifestazione d’interesse”

 

Dopo vent’anni di reciproca e proficua collaborazione fra Regione Piemonte e Museo Nazionale della Montagna – CAI-Torino, il Forte di Exilles cambia il proprio indirizzo gestionale e si rende oggi opportuno offrire un chiarimento della situazione in atto, anche a fronte delle informazioni frammentarie circolate. Dopo un lungo cammino che ha visto i due enti lavorare congiuntamente e in piena coesione decisionale al recupero e alla valorizzazione del Forte, coordinandosi e operando in sinergia col territorio, la struttura giunge a una svolta e l’attuale gestore passa il testimone. In termini generali, la riorganizzazione delle politiche regionali di questi ultimi anni, condizionata in particolare dal ridursi delle disponibilità economiche delle pubbliche amministrazioni, ha comportato un ridimensionamento di progettualità finanziate integralmente dalla Regione. Una situazione che, nel caso del Forte di Exilles, rende inevitabile la prospettiva di costruire un nuovo percorso finalizzato a una maggior sostenibilità dell’edificio e al suo rilancio in un’ottica di gestione partecipata fra pubblico e privato. Un futuro quindi caratterizzato in modo decisamente minore dalla dimensione museale ed espositiva che lo ha contraddistinto fino a oggi, ma più orientato ad ambiti turistico-culturali quali l’offerta di servizi, l’accoglienza, la ricettività, l’intrattenimento ecc.

 

Una missione evidentemente del tutto diversa rispetto al compito assegnato a suo tempo al Museomontagna e fin qui egregiamente assolto, che ha sempre garantito in modo ottimale il mantenimento degli standard qualitativi di fruizione del Forte, occupandosi delle aree di visita e dei percorsi museali aggiornandoli costantemente. Un’attività di cui la Regione Piemonte è particolarmente grata al Museomontagna e ai suoi vertici, capaci non soltanto di rilanciare con manifestazioni ed eventi il Forte dopo anni di oblio, ma di garantirne quella preziosa e indispensabile attività di manutenzione quotidiana che ha permesso di conservare l’opera in modo consono al suo valore storico e architettonico.

 

Inaugurato nel 2000, a conclusione del lavoro di progettazione iniziato nel 1995, la sede distaccata al Forte del Museomontagna si è caratterizzata per un lancio della struttura espositiva, col contributo della Regione, imperniato sull’organizzazione di eventi di richiamo internazionale, con momenti di spicco quali il Concerto di Ferragosto della Rai nel 2004 o l’esibizione di artisti quali Michael Nyman o Miriam Makeba. Sforzi che hanno condotto al risultato di avere 50.000 visitatori annui, concentrati nel periodo estivo, oltre agli appassionati presenti nel più difficile inverno del Forte. Alla successiva contrazione delle disponibilità economiche regionali degli ultimi anni il Museomontagna ha risposto, facendo di necessità virtù, con la proposta di mostre low cost, provenienti da propri precedenti allestimenti nella sede del Monte dei Cappuccini o da quelli offerti dal Museo Regionale di Scienze Naturali, così come con l’organizzazione di concerti e manifestazioni di minor impatto, giungendo fino alla scelta della chiusura invernale.

 

Il nuovo corso del Forte verrà ora tracciato dal bando lanciato dalla Regione Piemonte nei mesi scorsi, finalizzato a raccogliere idee progettuali di utilizzo e valorizzazione del sito, impostato con la formula della “manifestazione d’interesse”. La selezione delle 5 proposte pervenute non determinerà la realizzazione di un intervento specifico, ma individuerà le ipotesi di possibili destinazioni dell’edificio e delle sue aree, in base a cui si andrà successivamente a mettere a gara la sua concessione in uso e le attività connesse. Un affidamento che dovrà essere caratterizzato da un modello economicamente sostenibile, volto a creare un luogo attrattivo dal punto di vista turistico, capace di rappresentare un punto di riferimento non solo simbolico per la Valle. Allo stato attuale, le installazioni scenografiche e le collezioni esposte, progettate dal Museomontagna,  saranno mantenute visitabili, in attesa della futura destinazione del sito, come convenuto fra la direzione del Museo stesso e l’Assessore alla cultura della Regione Piemonte. Al contempo è in corso la complessa procedura di dismissione, propedeutica all’avvio del nuovo percorso gestionale, in continuità con la storia degli ultimi vent’anni del Forte.

 

Ufficio comunicazione dell’Assessore alla cultura e turismo Regione Piemonte/Ufficio stampa e pubbliche relazioni Museo Nazionale della Montagna

“Donne che scrivono di uomini” al castello di Miradolo

in CULTURA E SPETTACOLI

miradolo

Relatore è Guido Davico Bonino, capo ufficio stampa della casa editrice Einaudi, docente universiatrio, critico teatrale

 

A partire dal 28 maggiola Fondazione Cosso ospita al Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo la rassegna letteraria “Donne che scrivono di uomini” , che si articolerà per 3 giovedì consecutivi alle ore 18. “Donne che scrivono di uomini” relatore è Guido Davico Bonino, capo ufficio stampa della casa editrice Einaudi, docente universiatrio, critico teatrale direttore, all’inizio degli anni Duemila, dell’Istituto di cultura italiana a Parigi. Davico Bonino percorrerà, con l’ausilio di qualche lettura dal vivo, l’itinerario civile, culturale e letterario di tre grandi scrittrici italiane legate al Piemonte. Si inizia il 28 maggio con Lalla Romano, per proseguire il 4 giugno con Elsa Morante e chiudere l’11 giugno con Natalia Ginzburg.

Massimo Iaretti

I cani di via Germagnano infiammano la politica sotto la Mole

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canile

Pochi ma agguerriti manifestanti padani hanno esposto striscioni con la scritta: “Siamo con gli animali e contro le bestie”. Il sindaco Piero Fassino ha stigmatizzato la devastazione del canile

 

La vicenda indegna dell’ennesimo attacco al canile di via Germagnano, che ha provocato la devastazione dei locali e la fuga di alcuni animali (poi recuperati) ha agitato le acque della politica torinese. La manifestazione leghista nei pressi del campo rom, da cui è partito l’attacco al canile dell’Enpa, non ha visto la presenza di una ruspa in stile salviniano, come era stato annunciato in precedenza. Pochi ma agguerriti manifestanti padani hanno esposto striscioni con la scritta: “Siamo con gli animali e contro le bestie”. “Volevamo presentarci con una ruspa, ma la questura ci ha fermati per motivi di ordine pubblico. In maniera responsabile ed intelligente, abbiamo, quindi, fatto un passo indietro. E’ stato chiaramente uno stop politico, dato che la ruspa è il simbolo della chiusura definitiva dei campi rom. La nostra battaglia, però, non si fermerà. Il prossimo anno, quando governeremo Torino, manderemo non una, ma cinquanta ruspe in ogni insediamento. I campi nomadi vanno chiusi e gli zingari vanno mandati via dalla nostra Città”: Così Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord in Sala Rossa, e Stefano Allasia, deputato torinese del Carroccio, a margine della manifestazione leghista di questa mattina davanti al canile dell’Enpa in Via Germagnano, distrutto dai rom del vicino campo.

 

Il sindaco Piero Fassino ha stigmatizzato la devastazione del canile, assicurando che il Comune aiuterà l’ente animalista a proseguire le pproprie attività.Altre reazioni politiche: <<Come temevamo la ruspa leghista è rimasta nel box … non importa, mercoledì sera in piazza scenderà l’indignazione della cittadinanza contro l’arroganza degli zingari che vogliono trasformare via Germagnano in terra di nessuno: con la mobilitazione popolare che ci aspettiamo dovranno capire che i torinesi e gli amanti degli animali non si fanno intimidire. Devono essere i campi rom a chiudere non i canili!>> afferma Maurizio Marrone, Capogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale in Comune di Torino e Regione Piemonte a proposito del saccheggio rom contro il canile Enpa a Torino nord, annunciando <<La fiaccolata di mercoledì sera in via Germagnano davanti ai campi è confermata e regolarmente comunicata alla Questura che non ha emesso alcun divieto. Un servizio d’ordine garantirà il civile svolgimento insieme alle FdO, escludendo qualsiasi paragone calunnioso con l’incendio della Continassa, che peraltro vedeva presente il Pd e non FdI. Ma un messaggio arriverà chiaro agli zingari: Torino non li vuole, la pazienza è finita!>>. 

 

“Di fronte all’inaccettabile devastazione dell’ambulatorio dell’Enpa di via Germagnano,  nell’esprimere la nostra solidarietà ai volontari, con l’impegno a non lasciarli soli nella ricostruzione, – scrive in un comunicato la segreteria provinciale di Sel – non possiamo che tornare a prendere atto che è in costante aumento il disagio sociale, che si esprime violentemente non soltanto nelle periferie più degradate, ma anche nei luoghi che le istituzioni hanno in qualche modo abbandonato. Appare ormai non più rinviabile un intervento strutturato da parte di Comune e Stato, che tenga insieme il contrasto alla criminalità e all’illegalità e la prospettiva di ridare dignità, decoro e speranza di normalità alle comunità rom.E’ indispensabile infatti tenere ben separati i piani tra legalità e illegalità, – prosegue Sel -evitando in tutti i modi che prenda il sopravvento il sentimento razzista, ormai strutturato e sempre pronto a scatenarsi preventivamente, prima ancora dell’identificazione del colpevole. A pagare le conseguenze di un gesto criminale sia chi effettivamente lo ha compiuto, non una intera etnìa.Per questo, se da un lato possiamo comprendere le durissime parole dell’ENPA, dall’altro non possiamo che respingere con altrettanta durezza le accuse generiche a una intera comunità, nonché i violenti commenti di stampo nazista e incitanti all’odio razziale che in queste ore si sono moltiplicati sui social media.Chiediamo invece che queste problematiche siano affrontate subito e con chiarezza dalle istituzioni, nel rispetto della dignità e dei diritti di ognuno”.

 

Il diritto dei nonni a vedere i nipoti

in CULTURA E SPETTACOLI

vecchi anziani

rossi avvUna questione culturale prima ancora che normativa

 

La sentenza della Corte di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per aver tutelato in ritardo il diritto di due nonni di Torino e dei loro nipoti a mantenere rapporti significativi, è particolarmente importante. In Italia dal 7 febbraio 2014 è entrato in vigore il decreto legislativo 154/2013 (in attuazione della delega contenuta all’articolo 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219), con cui si è portata a compimento la più radicale modifica del diritto di famiglia successiva alla legge 19 maggio 1975, n. 151. Questa riforma ha riconosciuto, tra l’altro, il diritto autonomo dei nonni di promuovere azioni legali per salvaguardare il rapporto con i nipoti.

 

Questa legge in Italia purtroppo non sempre viene applicata e i nonni restano l’anello debole della famiglia. Troppe volte questi ultimi sono esclusi ingiustamente dal cotesto familiare dopo la separazione o il divorzio dei loro figli, quando spesso diventano oggetto di vere e proprie vendette e ritorsioni a tutto danno dei bambini. La sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo deve essere di monito per l’Italia e per gli addetti ai lavori. Nel nostro Paese i nonni sono il welfare dell’infanzia e dell’adolescenza. Ci sono 4 milioni di nonni-sitter che gestiscono i nipoti da 0 a 14 anni quotidianamente, con un notevole risparmio familiare per la spesa di baby-sitter e asili nido.Appare inconcepibile che molti di questi nonni vengano defenestrati da una famiglia quando non servono più o bisogna farla pagare all’altro coniuge e ai suoi parenti. 

 

I nonni hanno diritto di mantenere rapporti con i nipoti sempre e comunque, salvo che non siano oggettivamente dannosi. Non si tratta di un affidamento genitoriale ma della salvaguardia di un legame fondamentale nella crescita di ogni individuo.

 

Edoardo Rossi

Avvocato Matrimonialista

Presidente AMI Piemonte e Valle d’Aosta

La migliore gioventù, sportivi italiani in trincea nella Grande Guerra

in CULTURA E SPETTACOLI

Libro sport 

I luoghi e le battaglie della prima guerra mondiale  con gli occhi dei grandi sportivi dell’epoca

 

Le Dolomiti che svettano nel cielo terso di montagna, tanto blu da far male agli occhi. Difficile pensare che tanta bellezza sia stata funestata della Grande Guerra e che il sentiero che ora si percorre con l’adrenalina della salita sia stato teatro di morte. Le trincee feriscono ancora oggi le rocce, cosparse di schegge di bombe, proiettili di piombo e resti di gavette o di lanterne dei nostri soldati al fronte. Chi erano questi giovani? La guerra non guarda il nome sulla carta d’identità, né i traguardi raggiunti. Le fatiche e le gioie per conquistare un traguardo sul ring, in pedana, sul campo da calcio, in un circuito o sulla pista di atletica non hanno risparmiato a questi giovani gli orrori della guerra, dove la sfida principale, la vera vittoria, era la sopravvivenza.  Daniele Nardi e Dario Ricci, dopo In vetta al mondo si armano di piccozza e penna per raccontarci le storie de La migliore gioventù. Vita, trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra.Da Enzo Ferrari al mantovano Tazio Nuvolari, dal grande schermitore livornese Nedo Nadi a Virgilio Fossati, trascinatore dell’Inter e capitano della Nazionale azzurra di calcio, fino a protagonisti inattesi e sorprendenti arrivati al fronte da tutta Italia, sullo sfondo di quelle montagne che furono tra gli scenari più suggestivi e tragici della prima guerra mondiale.

 

“Nardi e Ricci si sono calati nella parte, sono tornati nei luoghi martoriati dalla guerra per omaggiare la memoria di chi non è più tra noi, hanno ricordato quel momento così buio da una prospettiva nuova, originale, che ci dà l’esatta concezione di cosa significhi davvero lo sport”. (Giovanni Malagò)

 

“La vicenda umana, militare e sportiva nell’emozionante testo di Nardi e Ricci s’intreccia con quella di (…) marciatori, calciatori, ginnasti, pugili, ciclisti, schermidori, canottieri, piloti automobilisti, ognuno con una storia di piccoli e grandi eroismi. Molti caduti sul campo. Tutti tornati a rivivere in questo libro senza retorica, onesto e obiettivo nel suo descrivere la Grande Guerra con un respiro ricco di veri, indimenticabili, momenti di gloria”. (Sergio Giuntini)

 

Gli autori


Daniele Nardi (1976) è originario di Sezze Romano (LT). Nella prima parte della sua carriera alpinistica si dedica a montagne di 8.000 metri salendo l’Everest, la cima middle dello Shisha Pangma in 19 ore dal campo base, il Nanga Parbat e il Broad Peak nella stessa estate. La vetta de K2 nel 2007 in due soli giorni e mezzo e la perdita di una amico sulla stessa montagna gli cambiano la vita. Rai2 trasmette il documentario “K2, il sogno, l’incubo”. Nel 2011 apre una nuova via di 1.200 metri sulla parete del Bhagirathi III in stile alpino, in India. Dedicata a Walter Bonatti e dopo 66 ore consecutive di scalata non raggiunge la vetta, ma la salita che vince il premio Paolo Consiglio per lo stile pulito con la quale è stata affrontata. Negli ultimi anni Daniele si dedica all’esplorazioni di pareti nuove tra Nepal, Pakistan e India. Testimonial sportivo per aziende internazionali, trasforma la montagna in metafora formativa e motivazionale. È ambasciatore dei diritti umani nel mondo e porta avanti progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan. Per informazioni:www.danielenardi.org

Con la nostra casa editrice ha pubblicato In vetta al mondo (2013) e La migliore gioventù (2015).

 

Dario Ricci (Roma, 1973) è una delle voci dello sport più note di Radio24-IlSole24Ore. Come inviato di Radio24 ha seguito gli europei di calcio 2004, le Olimpiadi invernali di Torino 2006, quelle di Pechino 2008, i Mondiali di nuoto di Roma 2009, i Mondiali di calcio del 2010 e del 2014, le Olimpiadi di Londra 2012. Ideatore e autore di diversi programmi, attualmente, sempre su Radio24, conduce Olympia-miti e verità dello sport.
Con la nostra casa editrice ha pubblicato In vetta al mondo (2013, con Daniele Nardi) e La migliore gioventù (2015).

 

Per informazioni: Infinito edizioni: 059/573079 – Maria Cecilia Castagna: 331/2182322

La migliore gioventù.
Vita, trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra
€ 14 – pag. 204)

Di Daniele Nardi e Dario Ricci

Prefazione di Giovanni Malagò
Introduzione di Sergio Giuntini
Postfazione di David Baldini

 

 

 

 

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