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CULTURA E SPETTACOLI - page 312

Pont: il rifugio per i cani malati rischia di chiudere per sempre

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cani-foto 

Riceviamo e pubblichiamo

Allarme per il piccolo canile di frazione Bausano alle prese con la carenza di fondi e un imminente sfratto

 

Allarme rosso per il piccolo canile di frazione Bausano a Pont Canavese dove la responsabile, Grazia De Palma, da quasi quindici anni accudisce una dozzina di cani particolarmente sfortunati, in molti casi alle prese con malattie gravissime. La struttura è rimasta senza fondi ed entro fine mese è possibile che chiuda definitivamente i battenti. 

 

«La situazione è drammatica – dice la responsabile del rifugio – le spese veterinarie, a causa di alcune operazioni urgenti, sono aumentate. In questo momento non posso garantire la sopravvivenza del rifugio anche perchè è arrivato lo sfratto». Per info ed eventuali donazioni è possibile chiamare il numero 333/4654788 e parlare direttamente con Grazia De Palma. 

 

I randagi, recuperati principalmente nelle valli Orco e Soana, rischiano nuovamente l’abbandono. Anche perché la struttura non riceve sovvenzioni dagli enti locali e la responsabile la gestisce in forma del tutto volontaria.

Quando per fare un manager ci vuole un fiore

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branca1branca3L’autore, come ci spiega, non si è fermato alla “normale” gestione di una azienda ma ha iniziato ad indagare le origini del progetto della Fratelli Branca Distillerie. Una azienda che proprio quest’anno compie 170 anni.Niccolò Branca è anche un uomo dagli ampi orizzonti culturali e spirituali. Colpisce l’elenco degli autori di testi , che ha letto e che ringrazia all’inizio del libro, da cui ha tratto ispirazione, stimoli per la ricerca spirituale e scientifica , approfondimenti ed insegnamenti. E la svolta della sua vita arriva quando, negli anni novanta , apprende in Oriente la meditazione

 

Improvvisamente in libreria scopri un libro che ti attira. Lo prendi in mano, leggi la presentazione. Lo sfogli, decidi che ti interessa e lo compri. Poi un giorno hai anche la fortuna di conoscere personalmente l’autore. E’ quello che è successo a me. Il libro si fa leggere perché è scritto in modo chiaro e racconta il cambiamento personale di Niccolò Branca e dell’azienda di famiglia ed è ricco di aneddoti e spunti di riflessione. Niccolò Branca è un imprenditore ed è il pronipote del fondatore della Branca, l’azienda produttrice del famoso Fernet e di altri liquori come Brancamenta e Stravecchio. Dal 1999 è il presidente e amministratore delegato del Gruppo Branca International.

 

E come ci spiega non si è fermato alla “normale” gestione di una azienda ma ha iniziato ad indagare le origini del progetto della Fratelli Branca Distillerie. Una azienda che proprio quest’anno compie 170 anni.Niccolò Branca è anche un uomo dagli ampi orizzonti culturali e spirituali. Colpisce l’elenco degli autori di testi , che ha letto e che ringrazia all’inizio del libro, da cui ha tratto ispirazione, stimoli per la ricerca spirituale e scientifica , approfondimenti ed insegnamenti. E la svolta della sua vita arriva quando, negli anni novanta , apprende in Oriente la meditazione. Da allora pratica la meditazione ogni giorno e gli ha consentito di sviluppare l’autocoscienza e la consapevolezza nell’agire quotidiano.

 

Ha organizzato l’azienda come un organismo vivente, dove tutti i componenti sono parte del progetto imprenditoriale e dove l’informazione circola. Per Niccolò Branca l’utile è naturalmente un obiettivo da raggiungere ma oltre a remunerare l’imprenditore stesso ed il personale che partecipa al processo produttivo deve essere anche destinato alla comunità di cui l’azienda fa parte. Ed il manager ideale è una persona “con la luce negli occhi” così come ogni collaboratore. L’illuminazione che arriva dal silenzio interiore gli permette di agire senza avidità e di essere consapevole che le persone che collaborano con lui devono essere prese dal verso giusto: oltre ad esigere giustamente responsabilità per il lavoro che svolgono sono invitate ad andare oltre con la creatività e con il talento che hanno: insomma una visione lungimirante che tende a creare un’energia collettiva che muove le parti in armonia tra loro perché anche l’azienda ha un’anima.

 

Con l’espressione ” economia della consapevolezza” Branca intende la concreta applicazione di un modello che prima di essere divulgato è stato sperimentato con successo nelle Distillerie Branca con buoni risultati per il business (per approfondimenti visitate il suo blog: www.niccolobranca.it). Il libro racconta le diverse sfide imprenditoriali che Niccolò Branca ha dovuto affrontare, in particolare in Argentina e negli Stati Uniti e cosi le prove che la vita gli ha messo davanti anche con durezza inaspettata.

 

Un libro che fa bene al cuore ed alla mente.

Franco Maria Botta

 

  “Per fare un manager ci vuole un fiore” Come la meditazione ha cambiato me e l’azienda (Mondadori)

IL COMUNE PROCEDE CON LA PRIVATIZZAZIONE DEL "PARCO MICHELOTTI"

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Riceviamo e pubblichiamo

 

“COME SI SOSPETTAVA, AL BANDO DI GARA HA PARTECIPATO UN SOLO SOGGETTO : LO “ZOOM” DI CUMIANA. NE CONSEGUE CHE I CITTADINI SI TROVERANNO ESPROPRIATI DI UN LORO BENE E CON UN NUOVO ZOO CON ANIMALI “DA FATTORIA” IN CASA.TUTTO QUESTO AVVIENE IN QUELLA CHE VUOL SEMBRARE ESSERE LA “CIVILISSIMA” TORINO”

 

ZOO LEONELo scorso 14 ottobre, in Comune si è proceduto all’apertura delle buste inviate dai partecipanti al bando di gara per la “Concessione per valorizzazione” dell’area dell’ex zoo all’interno del “Parco Michelotti”, da cui é emerso che è stata presentata una sola offerta, quella di “Zoom”, già tristemente noto per gestire il “Bioparco” di Cumiana (TO), dove sono detenuti animali provenienti da ogni parte del mondo, ovviamente contro la loro volontà, a scopo di lucro, con la mercificazione delle loro esistenze.Dai giornali apprendiamo che l’Assessore Lavolta si è congratulato del fatto che “Zoom” abbia deciso di partecipare al bando per riqualificare un’area da trent’anni chiusa, inanellando – una dopo l’altra – tutta una serie di inesattezze e di omissioni e confermando che non poteva essere altrimenti:

 

  • il parco non è stato chiuso e lasciato degradare da trent’anni da un’entità aliena : è stato CHIUSO dal Comune e lasciato al degrado, espropriando ai cittadini la possibilità di fruirne;

  • diversi soggetti, come dichiarato dallo stesso Assessore Lavolta, avevano presentato, nel corso degli ultimi anni, altri progetti di riutilizzo dell’area, che, però, non sono stati mai resi pubblici e neppure discussi. Anzi, in Assessorato affermano addirittura di non sapere dove siano finite quelle “manifestazioni di interesse“: come mai?

  • come conferma la cronaca, a questo bando non poteva che partecipare un solo soggetto, quello che di fatto ha poi partecipato, viste le ben determinate specifiche richieste.

Contestualmente troviamo assolutamente inconcepibile ed assai di cattivo gusto che si attribuisca a “Zoom” anche il ruolo di “educatore e sensibilizzatore ambientale”, cioè ad un soggetto che non ha il fine di difendere gli habitat e, quindi, gli animali e gli umani che lì vi abitano, ma ha solo l’obiettivo di RICREARE DEGLI AMBIENTI FALSI, DOVE POTER COLLOCARE DEGLI ANIMALI, COME SE FOSSERO IN UN VIDEOGIOCO, e di guadagnare lautamente da queste simulazioni. Quindi, attribuire a “Zoom” questo importante ruolo sociale e sperare che lo svolga al meglio, è insultare l’intelligenza e la sensibilità delle persone!

 

Altrettanto scandaloso e mistificante è ritenere che senza animali esotici uno zoo non sia uno zoo; una prigione è una prigione, sia per un leone che per una mucca, anche senza le minuscole gabbie : chi crede veramente che un leone non viva meglio in una savana africana ed una mucca in un pascolo alpino piuttosto che in una sedicente “Zoom City” ? Ancora, una farfalla o un serpente preferirebbero vivere in una stanza ed in una teca oppure liberi nei loro habitat ? Quale specie animale si individua, poi, come “fauna tipica fluviale” da relegare al secondo piano del “rettilario” ? Non è che, oltre alle “scatole” (teche) per i rettili, siano previste anche delle “bocce” per i pesci, magari presi dal fiume Po?E che cosa insegneranno ai bambini, che è giusto imprigionare altri esseri viventi ed usarli come oggetti solo per guadagnarci?Inoltre, come si fa a ritenere che gli animali possano vivere in condizioni di benessere in un luogo così urbanizzato, tra congestionate arterie stradali, smog e rumori di ogni tipo (dai botti ai concerti, dalla movida allo sfrecciare delle automobili)?

 

Certi nostri amministratori pubblici non considerano, per le loro decisioni, neppure alcuni tragici recenti episodi, come quello accaduto lo scorso 7 giugno presso il “CANC” (Centro Animali Non Convenzionali) di Grugliasco (TO), dove, durante i festeggiamenti con i botti, alcuni animali, precedentemente salvati, sono poi morti per i botti, trovandosi ristretti, anche se per essere curati, in ambienti a loro non consoni.Riteniamo pertanto che, per tutti questi motivi, tale progetto sia altamente diseducativo e sia da abbandonare al più presto, considerato anche il fatto che migliaia di persone condividono tale nostraposizione, come dimostrano ampiamente le firme apposte alla petizione contro la riapertura di uno zoo mascherato da “bioparco”.Ma purtroppo l’imbroglio non è finito qui, perché questa ipotesi di sfruttamento di altri esseri senzienti è fondata sulla privatizzazione di un’area pubblica di proprietà di tutti noi cittadini.

 

Il Comune di Torino, in sostanza, ha sentenziato che un parco – per essere vivo – invece di essere aperto alla libera fruizione dei cittadini, deve essere privatizzato, e perché sia redditizio (solo, beninteso,per chi fa l’operazione), è necessario che al suo interno si insedino attività commerciali, ricettive e di ristorazione (come da Delibera); che poi sia concesso in modo esclusivo per 30 anni ai gestori di tali attività e che, ciliegina sulla torta, per accedervi occorra pagare un biglietto!

 

Tutto questo per la modica, risibile cifra base annua di 58.540 € per ben 32.000 mq, ovvero 1,829 euro al mq., di ricavo per il Comune di Torino.

Essendoci stato un solo partecipante, riteniamo, infatti, che la cifra offerta si discosterà pochissimo da quella di base. A fronte di tali semplici considerazioni, è evidente che, nella vicenda, non esiste un interesse pubblico e che l’unica valorizzazione che si intravede, riguarda solo il portafoglio del vincitore della gara ! Dove è, inoltre, il rispetto della prevista finalità dell’individuazione di nuove funzioni, in linea con le esigenze della collettività?Con meschine scuse contabili, si continua a privare i cittadini dei loro beni e del diritto di godere della Città e della loro qualità della vita, privatizzando e mercificando ora anche il loro tempo libero nelle aree verdi.

 

Chiediamo agli Assessori Passoni e Lavolta di pubblicare i costi annui di manutenzione del Parco, così che la cittadinanza possa valutare il suo impatto percentuale sul bilancio totale delle aree verdi ed a quanto ammonti tale importo sul totale dei contribuenti.Chiediamo all’Assessore Passoni se, per una cifra così ridicola, che non servirà certamente a rimpinguare le ristrette casse comunali, si possano svendere i diritti dei cittadini e segnare negativamente il destino di molti altri esseri viventi.Chiediamo agli Assessori Passoni e Lavolta di fare un atto di coraggio : destinare gli introiti derivanti dal Michelotti alla gestione di una nuova “Cascina Falchera“, cioè rimodulata senza la presenza di alcun animale.

 

Chiediamo agli Assessori Passoni e Lavolta perché – per rilanciare il parco – il Comune non potesse proporre una collaborazione con Associazioni (formali e non) animaliste ed ambientaliste per realizzare un vero progetto di educazione ambientale ed animale, SENZA FINI DI LUCRO, utilizzando le competenze e le capacità del personale comunale che si occupa e si è occupato di laboratori scolastici, che hanno rappresentato un fiore all’occhiello per le precedenti Amministrazioni comunali.Questo sì che sarebbe stato un bel progetto per la “civilissima” Torino!

 

Chiediamo, quindi, al Sindaco FASSINO che il Comune abbandoni subito questo aberrante progetto di “Concessione per valorizzazione”, che non convalidi l’unica offerta pervenuta e che il “Parco Michelotti” rimanga per sempre pubblico e liberamente fruibile dai cittadini, senza permettere, inoltre, l’arrivo di altri animali, oltre a quelli che già, secondo natura, vi abitano o vi transitano. Ribaltiamo l’attuale risultato – ZOOM : 1 – TORINO : 0 – ricordandoci che, alle prossime consultazioni amministrative, gli attuali politici potrebbero non essere più rieletti, mentre l’orrore/errore della loro decisione, affrettata e sbagliata, si trascinerà per i prossimi 30 anni.

 

Associazioni che compongono il “Coordinamento No Zoo”:

Oltre la specie Onlus; L.I.D.A. (Lega Italiana per i diritti degli animali); Pro Natura TorinoLAV (Lega AntiVivisezione); L.N.D.C. (Lega Nazionale per la Difesa del cane); Le Sfigatte onlusO.I.P.A. Italia onlus(Organizzazione Internazionale Protezione Animali); Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori – Comitato torinese; M.E.T.A.- Sezione di Torino; Progetto Sirio; Coordinamento Antispecista torinese; S.O.S. Gaia.

Ritrovato dopo quattro mesi pensionato scomparso nel nulla

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vecchi anziani

I  carabinieri di Caluso l’hanno rintracciato vicino a  una mensa per poveri in via Nizza a Torino
   

E’ stato ritrovato, a Torino, dopo quattro mesi di inutili ricerche il pensionato di Barengo di Mazzè, Vincenzo Grigolato, di 62 anni, scomparso  da casa il 19 giugno scorso. Quel giorno si sarebbe dovuto recare al Poliambulatorio di Caluso per gli esami del sangue, ma non ci è mai è mai andato. La sorella aveva infatti trovato a casa tutti i documenti per le analisi. Poi, la denuncia ai carabinieri e le ricerche nel Canavese. Ora sta bene ed è tornato dai suoi familiari. I  carabinieri di Caluso l’hanno rintracciato vicino a  una mensa per poveri in via Nizza a Torino.
   

Ricordo di Barnaba Pecco,ingegnere poeta della Companìa dij Brandé

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 Al Centro Studi Piemontesi in via Ottavio Revel 15 a Torino per i Colloqui del lunedì, a vent’anni dalla morte Reading di poesie a cura di Vittorio Aime

 

CENTRO STUDIBarnaba Pecco nasce, all’inizio del secolo, da una famiglia della borghesia torinese, il nonno Edoardo ingegnere Capo della città di Torino, il bisnonno materno, Panizza, di cui porta il nome Barnaba, Architetto tra i più affermati del tempo (a lui si devono i progetti e la direzione di notevoli edifici in Torino, consigliere ed assessore ai lavori pubblici del Comune di Torino dal 1860 al 1865).   Il Padre, Pietro, industriale torinese fondatore della Stilus “fabbrica italiana di penne stilografiche” apparteneva a quella borghesia attenta al proprio profitto ma conscia del ruolo sociale e civile dell’impresa che a inizio secolo era il nerbo di un’Italia che si trasformava da contadina a operaia. Borghesia “etica” ma nello stesso tempo autoritaria e rigida, più legata al vecchio secolo che al nuovo, una borghesia uscita da due guerre mondiali smarrita e minata nelle sue certezze non solo economiche. Con questo retroterra Barnaba, dopo le scuole primarie, frequenta il liceo Cavour e successivamente ubbidendo al desiderio del padre, va a studiare a Liegi, città che ricorderà grigia e nebbiosa: triste come lui che patisce la lontananza da casa. Passa poi all’Università di Grenoble dove consegue la laurea in ingegneria, giusto in tempo per vedere disconosciuto il suo titolo da un fascismo autarchico e nazionalista.

 

Barnaba ha sempre avuto un profondo attaccamento a Torino, città sua e dei suoi avi, e amore per la poesia e per la poesia in lingua piemontese, grazie all’incontro con Nino Costa e Pinin Pacòt. Ingegnere, ha smorzato il tecnicismo di una razionalità che lo ha portato ad intraprendere studi e lavoro “tecnico “,  e ha guidato le scelte della sua vita materiale con un “ romanticismo” che proprio in questa razionalità affonda le sue radici. Un ingegnere poeta che non ha scritto una parola “che non rispondesse al (suo) bisogno”[…] “per sfogare una gioia troppo grande per essere tenuta racchiusa nel cuore o per cercare un conforto a un dolore, una rabbia o un accoramento troppo pesanti o perché restasse a quelli che amo la parte più vera di me quando la mia voce sarà spenta, o per rivivere la Storia o per cantare il mio amore per la città che mi ha visto nascere e dove i miei genitori mi stanno aspettando o per ruminarvi dentro, come si snocciola un confetto, un momento di bellezza, affinché, cercando rima e misura, mi durasse più a lungo il gusto in bocca” . Un ingegnere che ha saputo dominare con il cuore quella prepotente ragione che ha dominato i suoi tempi. Attivo nella Companìa dij Brandé e nel Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

 

Ha pubblicato una sola raccolta: E peui…j’arcòrd! Poesìe an lenga piemontèisa, cudì e presentà da Camillo Brero, edission “Piemontèis ancheuj”- Centro Studi Don Minzoni, 1992.

 

 

Info: tel. 011/537486; info@studipiemontesi.it; www.studipiemontesi.it

La nuova stagione delle montagne olimpiche

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L’assessore Giovanni Maria Ferraris ha annunciato che “vogliamo portare manifestazioni sportive importanti, come la Coppa del mondo”

montagnePrezzi invariati per il nono anno tranne il giornaliero che aumenta di 1 euro, 25% di piste blu adatte a sciatori inesperti, skipass leggibili agli ingressi stando in tasca, linea autobus ogni fine settimane e nei periodi di Natale, Carnevale e Pasqua da Torino a Sestriere, 22 milioni di investimenti nei prossimi 6 anni sono le principali novità della nuova stagione sciistica della Via Lattea, presentate a Torino. All’evento sono intervenuti il vicepresidente Aldo Reschigna e gli assessori Antonella Parigi, che ha osservato che “il Piemonte nel turismo va benissimo, come dimostra il 75% in più di contratti a tempo indeterminato, ma ha bisogno d’investimenti e noi come tecnici della politica dobbiamo dare gli strumenti legislativi giusti per lo sviluppo del settore” e Giovanni Maria Ferraris, che ha annunciato che “vogliamo portare nelle montagne olimpiche manifestazioni sportive importanti, come la Coppa del mondo”

 

www.regione.piemonte.it

"Caro Toro ti scrivo"

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Presentazione sabato 24 ottobre alle ore 18 presso il Castello di Macello. Saranno presenti, oltre all’autore, i Campioni dello Scudetto del 1976 Paolino Pulici e Claudio Sala

toro carosello“Caro Toro ti scrivo”, l’ultimo libro di Giorgio Merlo con la prefazione di Gian Carlo Caselli e Claudio Sala, sara’ presentato anche nel pinerolese Sabato 24 ottobre alle ore 18 presso il Castello di Macello. Saranno presenti, oltre all’autore, i Campioni dello Scudetto del 1976 Paolino Pulici e Claudio Sala, oltre ad altre vecchie glorie Granata. La manifestazione si inserisce all’interno dell’iniziativa organizzata dal TORO CLUB MACELLO che prevede, oltre alla presentazione del libro, una cena del Club con tutti i soci Granata del pinerolese e molti ex giocatori e vecchie glorie del Torino Calcio.

 

(Foto: il Torinese)

"Profumo di donna" versione 2015 sul bus per Beinasco

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tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

 

 

Una bella ragazza ammicca non togliendomi lo sguardo di dosso. Imbarazzato le sorrido per compiacente gentilezza sperando nel  termine del suo “assedio”. Mi sbaglio: lei si fa sempre più insistente. Invece un ragazzo si è confezionato uno spinello, incurante della nostra presenza. Ricordo, sorridendo, 25 anni fa ad Amsterdam

 

Non mi era mai capitato. Mentre osservavo ero preso da struggente tristezza. C’è sempre una prima volta, ma mi sono stupito  essendo totalmente impreparato. Ed ho paragonato ad un altro episodio che sembrava simile, cercando nel paragone l’essenza di un perché, che alla fine non ho trovato. Rimanendomi la certezza che scrivendo “salirà ” quella tristezza. bus caselle

 

Sabato mattina salgo su un pullman per raggiungere Beinasco. Al Fondo, dei posti liberi. Sedendosi si rimane “inebriati ” di strani odori. Al mio fianco una bella ragazza ammicca non togliendomi lo sguardo di dosso. Imbarazzato le sorrido per compiacente gentilezza sperando nel  termine del suo “assedio”. Mi sbaglio: lei si fa sempre più insistente. Sale in me l’imbarazzo e non essendo esteticamente irresistibile mi faccio un idea che lascio intuire ai lettore. Sicuramente non italiana anche perché una signora molto anziana le parla in una incomprensibile lingua.  Non resisto e cambio totalmente posto, liberato dall’imbarazzo sorrido per lo scampato pericolo. 

 

Ricordandomi dell’italico film “Profumo di donna” dove Vittorio Gassman, cieco,  insegnava al suo attendente come riconoscere una prostituta da un travestito. Sottile poesia nel film e solo squallore nella mia attuale “avventura “.Secondo episodio, sempre sul pullman, a metà pomeriggio.  Salgono due ragazzi, maschio e femmina. Lei sembra un po’ anzianotta, o comunque anni portati male. Parlano fittamente. Lui abilissimo comincia a rollare. Ripeto, abilissimo coordinando i movimenti con i sobbalzi del pullman. Alla fine capisco che si è confezionato uno spinello incurante della nostra presenza. Ricordo, sorridendo, 25 anni fa ad Amsterdam. Viaggio di lavoro. Stavano rimodernato isolotti prima industriali per costruire alloggi. 

 

Nel quartiere dove ci sono gli smoking Cafe, poliziotti malmenavano arrestandoli dei “balordi “. Chiedo spiegazioni all’interprete. “Hanno fumato spinelli e si  ribellano alla multa”. Mi stupisco sottolineando che nei loro bar si può spinellarsi. Appunto, mi risponde: nei bar, non per strada. Elementare. Anche chi è  libertario come gli Olandesi hanno le proprie regole e le rispetta. Lì la libertà del rispetto, qui la dittatura della libertà solo loro. Attenzione,  non c’è mai limite al peggio. 

23 ottobre, Omegna festeggia il "compleanno" di Gianni Rodari

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Seconda edizione del Festival di Letteratura per Ragazzi. Alessandro Buzio, assessore alla Cultura del comune:” Io penso che in  un momento storico in cui i punti di riferimento morali e civili sembrano smarriti i libri di Rodari ci indicano, anche al di là della felice invenzione e del piacere della letteratura, le strade della tolleranza, le vie dell’amicizia sulle quali converrà incamminarci”

 RODARI MANIFESTO

Dal 23 ottobre all’8 novembre  Omegna ospita la seconda edizione del Festival di Letteratura per Ragazzi intitolato a Gianni Rodari. Un programma ricco di eventi che prenderà il via venerdì 23 quando nel Centro Storico, alle ore 17.00, verrà festeggiato il compleanno di Gianni Rodari con giochi e animazione a cura del Parco della Fantasia, dei ragazzi del CCR e dei bambini della scuola De Amicis, con la distribuzione della torta realizzata dalla Scuola V.C.O. Formazione di Gravellona Toce e le Pasticcerie di Omegna. 

 

” In questi giorni mi è capitato di sentirmi rivolgere domande sull’attualità del pensiero e dell’opera di Rodari”, afferma Alessandro Buzio,RODARI BUZIO (nella foto a destra) assessore alla Cultura del comune di Omegna. ” Io penso che in  un momento storico in cui i punti di riferimento morali e civili sembrano smarriti i libri di Gianni Rodari ci indicano, anche al di là della felice invenzione e del piacere della letteratura, le strade della tolleranza, le vie dell’amicizia sulle quali converrà incamminarci se vogliamo ancora scommettere sul futuro delle nuove generazioni. Per questa ragione, l’opera del più illustre tra gli omegnesi è quanto mai attuale e necessaria”. Gianni Rodari oggi avrebbe 95 anni. Insegnante, giornalista e scrittore di libri e programmi televisivi per i bambini, è stato tradotto in molte lingue e ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il «Premio Andersen» nel 1970, il “Nobel” della letteratura per l’infanzia.

 

E’ grazie a lui se la letteratura per l’infanzia è stata sottratta dal limbo di una produzione minore e restituita alla storia della letteratura e a quella della pedagogia. Per questa ragione il premio letterario promosso dalla sua città natale riveste una grande importanza. ” E’ a Rodari che si deve la decisa sottolineatura  sul valore educativo della creatività”, aggiunge Buzio, sottolinando come ” un altro aspetto importante dell’opera rodariana, spesso e ingiustamente trascurato, è che l’autore di Filastrocche in cielo e in terra spronava i bambini ad un impegno sociale e civile, tant’è vero che li incitava a fare le cose difficili. Basta leggere questo componimento, tratto da “Parole per giocare” per farsene un’opinione: “È difficile fare le cose difficili, parlare al sordo,mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili:dare la mano al cieco,cantare per il sordo,liberare gli schiavi che si credono liberi”.

 

 

RODARI FOTO

Mi sembra una sintesi mirabile del pensiero di Gianni Rodari”. Poi c’è il legame forte con Omegna e il lago d’Orta. Un legame intenso, con la terra dov’è nato e dove ha vissuto fino a nove anni. In questo senso il “Parco della fantasia”, la biblioteca civica a lui intitolata, le tante iniziative come la bella mostra “H2rOdari– i racconti si trovano… nuotando sott’acqua”  che ripercorre la vita di Gianni Rodari attraverso parole e pensieri da lui stesso scritti o formulati, sono gli esempi di un rapporto che non solo non si esaurisce nel tempo.

 

Marco Travaglini

IoLavoro, fino al 23 ottobre 4000 opportunità per i giovani

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E’ indispensabile iscriversi on line per accedere ai servizi offerti dalla manifestazione

 

lingotto bandieraAll’edizione numero 19 di IoLavoro, che si terrà nel Lingotto Fiere di Torino dal 21 al 23 ottobre, saranno presenti 90 aziende, agenzie per il lavoro e agenzie formative che proporranno oltre 4.000 opportunità occupazionali nei settori Ict e digital, automotive, metalmeccanico, turistico alberghiero, tour operator, lusso, agroalimentare, elettronica, ristorazione, grande distribuzione e commercio, assicurazioni e finanza, materie plastiche e vigilanza, fundraising, facility management. A queste si aggiungeranno altre migliaia di proposte di lavoro in Francia e in Europa con la rete Eures. Guarda il filmato

 

E’ indispensabile iscriversi on line per accedere ai servizi offerti dalla manifestazione, per incontrare le aziende con la formula dei colloqui ad accesso libero e con l’elevator pitch, assistere a un centinaio tra workshop, seminari ed eventi, incontrare gli enti di formazione e conoscere la loro offerta formativa, consultare gli stand dei Servizi pubblici per il lavoro, iscriversi al programma Garanzia Giovani.

 

In contemporanea ci saranno anche le competizioni di WorldSkills Piemonte, i campionati dei mestieri suddivisi in 11 sezioni: acconciatore, cameriere, cuoco, estetista, grafico, meccanico, muratore, operatore socio sanitario, pasticcere, receptionist e sarto. Saranno in 96, tra studenti, apprendisti e lavoratori dai 17 ai 24 anni, ad affrontarsi in prove di abilità per conquistare il diritto a partecipare ai campionati europei di Göteborg nel dicembre 2016, e ai campionati nazionali di Bolzano nell’ottobre 2016, validi per l’accesso ai mondiali di Abu Dhabi 2017. I giovani vincitori della prima edizione regionale di WorldSkills hanno partecipato nel 2014 agli europei di Lille e ai campionati italiani a Bolzano. vincendo le medaglie d’argento e di bronzo per il mestiere di pasticcere. Con il Tour dei Mestieri le scuole medie del Piemonte avranno l’opportunità di accedere a una visita guidata alle postazioni di lavoro dei giovani in gara per assistere alle prove delle gare, e conoscere in modo innovativo l’offerta formativa regionale attraverso il format della lingotto gustocompetizione, e anche fare il tifo per i ragazzi.

 

“L’appuntamento di questa edizione di Io Lavoro è particolarmente importante – dichiara Gianna Pentenero, assessore regionale all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale – perché mette insieme in un unico luogo l’incontro domanda/offerta e l’orientamento ai mestieri grazie allo svolgimento dei WorldSkills. Quindi il lavoro artigianale di nuova generazione si lega al nuovo apprendistato, così come trova spazio il miglioramento del rapporto tra domanda e offerta, secondo quanto previsto dal Jobs Act. Gli eventi autunnali, del resto, sono già stati un successo con la realizzazione degli Open days dei Servizi al Lavoro e le sei edizioni locali della manifestazione a cui hanno partecipato 10.000 tra persone in cerca di lavoro, informazioni e orientamento e studenti delle scuole superiori, 123 aziende, 6 Centri per l’Impiego, 12 enti di formazione, 12 agenzie per il lavoro”.

 

Per favorire l’autoimprenditorialità ci sarà la possibilità di incontrare consulenti del settore e ottenere informazioni utili e consigli per sviluppare idee imprenditoriali. Ritorna anche il Corner Franchising, promosso in collaborazione con il Salone Franchising Milano, che offrirà una serie di video tutorial dedicati all’argomento.

 

Tra le iniziative dedicate alle persone con disabilità è confermato il servizio di orientamento e accompagnamento per la manifestazione ed è stato organizzato il seminario “Tecnologia e disabilità”, nel corso del quale sarà premiata l’IBM per le buone pratiche attuate nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità.

 

Io Lavoro è finanziato dal Fondo Sociale Europeo, promosso dalla Regione Piemonte, organizzata dall’Assessorato regionlingotto saloneale all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale, realizzato dall’Agenzia Piemonte Lavoro in collaborazione con Camera di commercio di Torino, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e con la partecipazione di Ministero del Lavoro, Inps Piemonte, Italia Lavoro, Centri per l’Impiego, Servizi per l’Impiego francesi Pôle-Emploi Rhône-Alpes e rete Eures. 

 

 

redazione  www.regione.piemonte.it – foto: il Torinese

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