Category archive

CULTURA E SPETTACOLI - page 311

TRA RUMOROSI SILENZI. FRANCESCO PREVERINO

in CULTURA E SPETTACOLI

montagna preverino 

La mostra al  Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”

 

Con la mostra TRA RUMOROSI SILENZI. FRANCESCO PREVERINO prosegue la rassegna d’arte contemporanea intitolata ARTE IN QUOTA curata da Riccardo Cordero e inaugurata con successo la scorsa estate dalla personale di Samuel di Blasi Lo scalatore di nuvole. La serie espositiva presenta al pubblico opere selezionate di artisti esordienti o già affermati attinenti al tema della montagna e si inserisce in un nuovo percorso, dedicato all’arte contemporanea, intrapreso dal Museomontagna che in quest’ottica ha accolto per due anni consecutivi anche il progetto espositivo Passi Erratici nato nell’ambito del Festival Torino e le Alpi. La mostra è diffusa all’interno di tutto lo spazio museale in cui le opere di Francesco Preverino interagiscono con l’esposizione permanente in un dialogo armonico senza creare forzature o strappi visivi e nulla sottraendo al progetto museale esistente.Anzi questo ne viene arricchito in un gioco di rimandi tra l’esistente e le opere contemporanee qui inserite.

 

Preverino, pittore e scultore affermato, già titolare della Cattedra di Decorazione presso l’Accademia Albertina di Torino, espone opere pittoriche e plastiche che riproducono, con un linguaggio poetico espressionista, figure, paesaggi e bozzetti per sculture realizzati dal 1988 ad oggi. Punto focale dell’evento sono le 8 opere su carta, dal titolo Tra rumorosi silenzi, chedanno il nome alla mostra stessa e sono poste all’interno dello spazio ipogeo in una collocazione leggermente staccata dall’impianto museale. Una serie di grandi profili di montagne in cui una trattenuta gestualità pittorica si accompagna a un’approfondita ricerca cromatica e compositiva.Progettata appositamente per il luogo che la ospita l’installazione ha come scopo precipuo quello di obbligare lo spettatore a meditare su un momento particolare della giornata in montagna; quel momento misterioso, dove tutti i colori si spengono creando una situazione strana, indescrivibile, quasi impercettibile ma spesso intrisa di una triste e malinconica atmosfera.

 

Di rimando, al primo piano del Museo, la deliziosa composizione, formata da una sequenza di 48 piccole tavole su legno, dal titolo Paesaggio, del 2006, propone al visitatore una sorta di fantastica visione cartografica, a tecnica mista, della splendida cornice delle Alpi. L’iniziativa del Museo Nazionale della Montagna e della Compagnia di San Paolo, inserita nel progettoTorino e le Alpi si avvale della collaborazione della Città di Torino e del Club Alpino Italiano.

 

TRA RUMOROSI SILENZI. FRANCESCO PREVERINO

a cura di Riccardo Cordero

 

con

Compagnia di San Paolo – progetto Torino e le Alpi

Città di Torino

Club Alpino Italiano

 

Torino, Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, 09 ottobre – 29 novembre 2015

Inaugurazione: 8 ottobre 2015, ore 18.30.

 

TORINO, MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA, Piazzale Monte dei Cappuccini 7, 10131 Torino

Tel. 0116.604.104 / stampa.pr@museomontagna.org / www.museomontagna.org

Toolbox Coworking, L’Indice dei Libri del Mese festeggia

in CULTURA E SPETTACOLI

libri

Festeggia il nuovo sito,  realizzato grazie al successo della campagna di crowdfunding “Grandi autori per grandi lettori”, che si è conclusa lo scorso 20 luglio. Ringrazia i suoi sostenitori, le persone che hanno creduto nella campagna, i collaboratori che da anni prestano la loro penna per questa importante rivista

 

Da oltre trent’anni infatti L’Indice è storia e filosofia, è cinema e scienza, è arte e musica, è politica e narrativa.  L’Indice sono i disegni di Matticchio, le schede, i segnali, gli approfondimenti: un mondo che parla di libri e non solo.Il nuovo sito, frutto di un grosso lavoro di restyling e ripensamento, è una nuova finestra che vuole dare spazio a ciò che già c’è e creare nel contempo nuove sinergie, nuovi linguaggi, nuovi modi per parlare di libri, di cultura, di attualità, come ricorda il direttore Mimmo Càndito sull’editoriale che ne inaugura il lancio:L’Indice di carta non ha alcuna intenzione di restare come un reperto – prezioso ma pur sempre reperto – d’un tempo che va chiudendosi; la sua proiezione ora nello spazio virtuale della comunicazione elettronica è la conferma plastica che la nostra storia non si chiude nei ripostigli della memoria ma intende integrare due percorsi che, pur procedendo paralleli, si offrono come una proposta unitaria, articolata nelle forme della sua diversità e però realizzata organicamente come una sintesi di linguaggi distinti”.

 

Se da un lato infatti i contenuti del cartaceo hanno trovato e troveranno maggior spazio e respiro, dall’altro, attraverso l’on line, l’Indice potrà seguire con più agilità e puntualità l’attualità editoriale e letteraria. Non è un caso infatti che il numero cartaceo di ottobre, che ha inaugurato la rinnovata versione on line, contenga un unicum: lo speciale dedicato a Primo Levi, il solo scrittore italiano integralmente tradotto in inglese in  un’unica grande opera unitaria. Un’edizione paragonabile ai Complete Works, che l’editore Liveright ha mandato in libreria e che è stata presentata a New York il 15 ottobre, non è stata dedicata neppure a Machiavelli o a Dante. L’Indice ha accompagnato idealmente questo grande evento, editoriale e culturale, dedicando all’autore di Se questo è un uomo uno speciale curato dal Centro studi internazionali Primo Levi di TorinoLo speciale contiene sei testi rari (con una circolazione limitata e una visibilità ancor minore) nei quali si possono cogliere anticipazioni di temi di grande portata e di libri futuri.

 

I vini della serata sono stati gentilmente offerti dal Consorzio tutela del Barbera d’Asti D.O.C.G. e dal Consorzio dell’Asti D.O.C.G: La poesia, i racconti, i mondi che l’Indice da anni svela  ai propri lettori non potevano che essere accompagnate da un vino genuino, sincero che profuma di storia e tradizione,  come il Barbera d’Asti DOCG. Lieti di poter condividere con la rivista questo momento importante per la nostra cultura” ricordano Filippo Mobrici e Giorgio Bosticco presidenti dei due Consorzi. Grazie a Laura Gobbi, consulente di marketing del territorio. “Sono felice di supportare questo importante appuntamento che parla di cultura e tradizione con uno sguardo al futuro” 

 

 Via Agostino da Montefeltro 2

 

(sotto il Cavalcavia di Corso Dante)

 

www.lindiceonline.com

Il Gran Ballo della Venaria Reale

in CULTURA E SPETTACOLI

debuttanti venaria

UN “GRANDE CUORE” PER CUORI GRANDI

 

Nel corso degli anni, la manifestazione ha ottenuto per i suoi obiettivi e le se finalità, il prestigioso riconoscimento, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha onorato l’evento con medaglie coniate appositamente per l’occasione

 

Si terrà fino al  15  novembre la  XXI edizione dell’evento Vienna sul Lago, un tradizionale appuntamento di cultura e solidarietà che permetterà alle giovani Debuttanti accompagnate dai Cadetti dell’Accademia Navale di Livorno, di diventare gli “AMBASCIATORI UFFICIALI TELETHON”.  Nei giorni di presenza degli Allievi dell’Accademia Navale a Novara, questi partecipano a numerosi eventi culturali come conferenze che hanno annoverato tra i relatori personaggi di spicco del mondo della scienza e della cultura, come lo scienziato Antonino Zichichi, agli astronauti Paolo Nespoli e Maurizio Cheli.

 

Di particolare fascino e prestigio la serata di gala denominata Gran Ballo della Venaria Reale, vedrà coinvolte numerose ragazze provenienti da tutta Italia e che si svolgerà all’interno della splendida e storica cornice della Reggia di Venaria Reale, sabato 14 novembre 2015. Uno straordinario cuore gigante di cioccolato, realizzato dalla Caffarel, finalizzato a sostenere la ricerca, perché: “dal cuore senti nascere la generosità, la voglia di donare per qualcuno che riconosci simile a te, anche se magari è lontano”,  sarà oggetto della lotteria organizzata per la raccolta fondi della serata.

 

Il cuore è, in assoluto, un simbolo d’amore, attraverso il quale possiamo parlare, ascoltare e donare al nostro prossimo. In questa magica ed indimenticabile serata, le giovani coppie, danzeranno sulle note dell’Orchestra Mozart di Torino. La manifestazione, organizzata dal Comitato senza scopo di lucro “Vienna sul Lago” e dalla Marina Militare, rappresenta il vero binomio di cultura e solidarietà.

 

Nel corso degli anni, la manifestazione ha ottenuto per i suoi obiettivi e le se finalità, il prestigioso riconoscimento, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha onorato l’evento con medaglie coniate appositamente per l’occasione. Ha, inoltre ricevuto, l’adesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Difesa, del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Piemonte, delle Ambasciate d’Austria presso il Quirinale e presso la Santa Sede, della Città di Vienna.

 

I proventi, raccolti nel corso di queste prime venti edizioni, hanno permesso la realizzazione di numerosi progetti: sono stati donati impianti di condizionamento a case di riposo, comunità di minori vittime di abusi familiari, sedi di associazioni di volontariato; sono state fornite, ad enti ed associazioni benefiche, attrezzature sanitarie ed informatiche necessarie per un migliore svolgimento della loro attività; sono stati organizzati momenti di socializzazione per ragazzi disabili, per anziani e per minori abbandonati.

 

Madrina della serata, sarà  la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, Gran Cancelliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il più antico Ordine Equestre, che si prefigge un importante obiettivo umanitario “La Fame del nostro vicino”. Il progetto, risponde alla missione di solidarietà insita negli scopi dell’Ordine, ovvero intervenire a favore delle persone indigenti sia attraverso il reperimento di generi di prima necessità sia nell’intervento a favore della loro salute. E’ proprio con questo obiettivo che il Comitato “Vienna sul Lago” e la Marina Militare, hanno scelto di valorizzare questa serata con un’importante attività di charity, attraverso la partnership con Telethon.

 

Le debuttanti indosseranno gli abiti creati dallo stilista Carlo Pignatelli e saranno impreziosite dalle collezioni di Damiani GioielliAll’evento, presentato da CORINNA GRANDI ex debuttante (edizione 2004) volto televisivo di Zelig e da un volto del pubblico web, lo youtuber ANDREA BAGLIO, parteciperanno numerosi personaggi del mondo della cultura, delle istituzioni e dello spettacolo, mettendo al servizio della solidarietà la propria professionalità e la propria arte.

"Danuta a Oslo", il nuovo libro di Donatella Sasso

in CULTURA E SPETTACOLI

sassoLa storia narrata incrocia quella più grande della Polonia negli anni di Solidarność. Nell’ottobre del 1983 Lech Wałęsa, fondatore del sindacato libero e indipendente Solidarność, riceve il Premio Nobel per la Pace. Il 10 dicembre si tiene a Oslo la cerimonia di consegna, ma decide di non andare

 

Donatella Sasso, storica e ricercatrice presso l’Istituto Salvemini di Torino, ha pubblicato il libro per l’infanziasasso2 “Danuta a Oslo” con l’ editore  David and Matthaus per la collana I Gufi. Il libro verrà presentato Sabato 14 novembre, alle ore 19.30,al Polski kot di via Massena 19/A a Torino. Con l’autrice interverranno Krystyna Jaworska, docente di Lingua e letteratura polacca all’Università di Torino, e Guido Quarzoscrittore di romanzi, racconti e poesia per l’infanzia. La storia narrata incrocia quella più grande della Polonia negli anni di Solidarność. Nell’ottobre del 1983 Lech Wałęsa, fondatore del sindacato libero e indipendente Solidarność, riceve il Premio Nobel per la Pace. Il 10 dicembre si tiene a Oslo la cerimonia di consegna, ma decide di non andare. Teme che non gli permetteranno di ritornare in Polonia, pertanto chiede alla moglie Danuta e al figlio maggiore Bogdan di recarsi a Oslo al suo posto. Paweł, il migliore amico di Jarek, uno dei figli di Lech e Danuta, segue con trepidazione i preparativi per la partenza. Per lui è anche l’occasione per ripercorrere la storia di Solidarność, dei giorni terribili in cui venne instaurato lo stato di guerra fino alla lenta e graduale affermazione della democrazia in Polonia. Le parole pronunciate da Danuta a Oslo saranno per lui la promessa e la speranza di un futuro migliore. 

 

Marco Travaglini

Morti gli otto cuccioli di cane lanciati dal viadotto nel torrente

in CULTURA E SPETTACOLI

cani-foto 

I carabinieri di Ivrea stanno cercando l’autore di questo episodio crudele e incivile

 

Sono morti gli otto cuccioli meticci di cane che i carabinieri di Ivrea avevano recuperato dal greto del torrente Renanchio, nel comune di Quincinetto. Erano stati gettati nel corso d’acqua dal viadotto della provinciale 69. Nella notte  sono morti al canile di Caluso, dove erano ricoverati per le ferite riportate nella caduta. I militari dell’ Arma della Compagnia di Ivrea stanno cercando l’autore di questo episodio crudele e incivile, che sarà denunciato.
   

 

Frammenti di un paesaggio smisurato

in CULTURA E SPETTACOLI

montagna paesaggioAl Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, fino al 15 novembre 

 

La relazione tra fotografia e paesaggio è una relazione centrale per la cultura italiana e non solo. Attraverso il paesaggio si costruisce e si è costruita l’identità nazionale dei singoli Paesi e delle singole culture, legate al concetto di confine non solo fisico e politico, ma anche nella sua accezione di limite, che trova trasposizione fisica e concettuale nella montagna. Ostacolo naturale, ma anche frontiera-cerniera tra realtà contrapposte, questa si fa perfetta interprete della relazione natura/cultura. La cultura positivista del XIX secolo, con la sua fiducia nella scienza e nei progressi tecnologici, caratterizzata dall’ascesa della nuova classe borghese al potere politico e dalla nascita del capitalismo moderno con la rivoluzione industriale, ha trovato nella fotografia e nella sua pretesa oggettività lo strumento più adeguato ed efficace per soddisfare le crescenti necessità di una conoscenza analitica del mondo. Queste considerazioni sono alla base del percorso espositivo che, attraverso preziose immagini, propone le origini della montagna in fotografia e la costruzione del suo immaginario, attraverso frammenti di un paesaggio smisurato di terre alte.

 

Nella mostra FRAMMENTI DI UN PAESAGGIO SMISURATO. MONTAGNE IN FOTOGRAFIA 1850-1870 – curata da Veronica Lisino con il coordinamento di Aldo Audisio – sono esposti circa 150 pezzi dei fotografi primitivi, tutti notissimi. Tutti provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale della Montagna di Torino: stampe di grande formato, sciolte e in album, dei fratelli Bisson o Édouard Baldus, Samuel Bourne e Francis Frith, da Victor Muzet a Giacomo Brogi, solo per citarne alcuni. Immagini suggestive per contenuto, composizione, formato e qualità, impressionante per tecnica e resa, affascinante come solo quella ottocentesca degli inizi può essere. Al centro la relazione tra paesaggio e fotografia negli anni 1850-1870, parte di quella più ampia tra uomo e ambiente. La mostra è formata da una selezione di grandi formati del Fondo Fotografi delle origini – raccolta di 350 fototipi degli anni Cinquanta e Sessanta dell’Ottocento, fino ai primi anni del decennio successivo – conservato nella Fototeca del Museomontagna.  Costituito a partire da una significativa acquisizione del 2004 di una ventina di stampe di grande formato presentate al pubblico lo stesso anno – recentemente incrementato con un lavoro di acquisizioni presso antiquari, collezionisti ed aste internazionali, curato da Aldo Audisio –, il Fondo è composto da stampe di diverso soggetto e autore, rappresentativo delle origini della fotografia per datazione, tecniche e linguaggio, con l’avvio di pratiche e forme che oggi le riconosciamo proprie.

 

Ai nomi notissimi di Baldus, Marville, Stewart e Vialardi, si sono aggiunti via via fototipi di altro soggetto o autore, come i sempre noti Du Camp, Frith, Maxwell Lyte, McDonald e i più rari Hammerschmidt, Jeanrenaud e Saché. Dalla documentazione delle Alpi (italiane, francesi, svizzere, tedesche, slovene) ai Pirenei, dalle montagne sacre del Sinai a quelle himalayane, seppur senza pretese di esaustività, la raccolta è preziosa per la storia della montagna e della sua rappresentazione così come per quella della fotografia, con un ampio panorama di singole e specifiche storie. Il titolo della mostra, che riprende una citazione del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, ha  riferimenti molteplici che trovano corrispondenza, a più livelli, nella concezione del paesaggio e della fotografia. La proposta espositiva – realizzata dal Museo Nazionale della Montagna di Torino, con la Regione Piemonte e la Camera Di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e con la collaborazione della Città di Torino e del Club Alpino Italiano – è un’occasione unica per soffermarsi ad ammirare stampe di grande qualità, difficilmente riunite insieme, in un mondo contemporaneo di immagini che si consumano in poche ore.

 

La mostra è inserita nel programma del portale Very Bello del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nell’ambito delle iniziative di Torino per l’Expo 2015. In occasione dell’inaugurazione della mostra e nell’ambito del programma LEGGERE LE MONTAGNE, giovedì 21 maggio alle ore 18,00  sarà presentato il volume di 264 pagine, edito nella collana dei Cahier Museomontagna, che accompagna la mostra. Dopo un testo introduttivo della  curatrice Veronica Lisino, si susseguono 214 riproduzioni, per approfondire ulteriormente il viaggio attraverso la fotografia di montagna delle origini. Il volume è in vendita a 25 Euro.

 

 

FRAMMENTI DI UN PAESAGGIO SMISURATO

MONTAGNE IN FOTOGRAFIA 1850-1870

Torino, Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, 22 maggio – 15 novembre 2015

Inaugurazione e presentazione del volume: 21 maggio ore 18,00

Una collezione del Museo Nazionale della Montagna – CAI-Torino

 

In biblioteca per conoscere la Torino tra il 1918 e il 1961

in CULTURA E SPETTACOLI

In occasione della ristampa di “Torino in guerra”

 

Torino vecchiaIncontri con Pier Luigi Bassignana per conoscere la Torino tra il 1918 e il 1961 in occasione della ristampa di “Torino in guerra”. La vita quotidiana dei torinesi al tempo delle bombe, in collaborazione con le biblioteche civiche di Torino. Quattro incontri sulla storia di Torino che raccontano e soprattutto ci fanno vedere com’è cambiata la città in quarant’anni, con le preziose immagini degli archivi storici cittadini.

I prossimi incontri:

– mercoledì 11 novembre, biblioteca civica Centrale (via della Cittadella, 5 – Torino), ore 17,00 presentazione di 
“Torino sotto le bombe” nei rapporti inediti dell’aviazione alleata;
– mercoledì 18 novembre, biblioteca civica Centrale (via della Cittadella, 5 – Torino), ore 17,00 presentazione di “Torino in guerra”.
La vita quotidiana dei torinesi al tempo delle bombe;
– lunedì 23 novembre, Biblioteca civica Bonhoeffer (corso Corsica, 55 – Torino) ore 17,00 presentazione di “Torino dopo la guerra”.
Vita quotidiana dei torinesi dalla ricostruzione a Italia 61

Tecnologie indossabili nella vita quotidiana

in CULTURA E SPETTACOLI

Torino ospiterà al Lingotto, il 20 e 21 novembre, la prima fiera dedicata al tema

 

INTERNET WEBI wearable devices sono il futuro della tecnologia ed entreranno presto nella vita quotidiana di ognuno di noi. Leggere velocemente le notifiche, migliorare le prestazioni sportive, monitorare attività fisica e lo stato di salute sono solo alcuni dei possibili impieghi di questi dispositivi che ognuno può indossare facilmente. Torino ospiterà al Lingotto, il 20 e 21 novembre, la prima fiera dedicata alle “tecnologie indossabili”. La manifestazione è stata presentata, giovedì 5 novembre, in Consiglio regionale che è anche sostenitore dell’iniziativa per mezzo della Consulta regionale dei Giovani.

“Questo è un evento in cui crediamo tantissimo, forse quello in cui crediamo di più. Il binomio giovani e tecnologia è fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio e delle nostre imprese”, ha spiegato il consigliere segretario Alessandro Benvenuto, delegato alla Consulta, durante i saluti iniziali.La scelta è caduta su Torino secondo il presidente di JETop, Davide Giordano, “perchè territorio di innovazione e di grande tradizione imprenditoriale. Nuovo e innovativo, Wearable Tech Torino nasce da JEToP, associazione studentesca non-profit del Politecnico di Torino, con lo scopo di far conoscere al pubblico i dispositivi indossabili e di offrire un’ opportunità di crescita e di innovazione dell’imprenditoria tecnologica italiana”.

La fiera sarà anticipata da un hackathon, il 14 e 15 Novembre presso l’I3P, l’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino. Una competizione per  programmatori, maker ed appassionati, dedicata alle tecnologie indossabili e mirata allo sviluppo di nuovi paradigmi nel settore. Con la durata di 36 ore, i partecipanti si suddivideranno in team e si impegneranno per sviluppare un prototipo che mostri le funzionalità di una nuova soluzione in campo software o di sviluppo di un oggetto wearable.

Nella due giorni il Lingotto Fiere metterà a disposizione 2500 metri quadrati dove troveranno posto aziende, numerosi dispositivi presentati e due sale congressi allestite per l’occasione per conferenze e workshop per analizzare tutti gli sviluppi di questa tecnologia innovativa. “Lo sviluppo delle nuove tecnologie è travolgente, i giovani devono avere un livello di ambizione globale e avere voglia di cambiare il mondo” è stato l’invito finale di Emilio Paolucci, vicerettore del Politecnico per il Tasferimento Tecnologico.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Massimo Ceaglio, responsabile tecnico I3P, e Giuseppe Serrao, responsabile operativo di 2i3t, l’incubatore di imprese dell’Università di Torino.

 

www.cr.piemonte.it

ANIMALI, “UN SMS SALVA LA VITA”

in CULTURA E SPETTACOLI

 cani sms

L’ON. BRAMBILLA PRESENTA LA CAMPAGNA SOLIDALE DI LEIDAA ONLUS

 

Anche le storie più tristi possono avere un lieto fine, quand’è la generosità a scriverlo. Basta guardare negli occhi Bitter, Teddy e Louise, tre dei testimonial canini che hanno partecipato  alla presentazione di “SMS-SalvaMi Subito” la tradizionale campagna di raccolta fondi della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. Migliaia di piccoli gesti e il grande cuore degli italiani hanno salvato loro la vita. Quest’anno, dal 1 al 9 novembre, sarà possibile donare 2 euro con ciascun sms solidale inviato da cellulare (Tim, Vodafone, Wind, Tre, PosteMobili, CoopVoce) o 2 euro con ogni chiamata da apparecchio su rete fissa (Vodafone, TWT) oppure 2 o 5 euro sempre con chiamata da rete fissa (Telecom Italia, Fastweb): basta comporre il numero 45508. A supporto della campagna sono stati realizzati uno spot radiofonico diffuso delle emittenti del gruppo Finelco (105, RMC e Virgin Radio) e un filmato televisivo, trasmesso sulle reti Mediaset e accessibile sul canale Youtube dell’associazione
all’indirizzo https://www.youtube.com/channel/UCr1gDV1X-PplzL6I5acJywA.

 

Un altro modo di sostenere la nostra attività è diffondere e condividere su internet lo spot e la locandina della campagna. Bitter, Teddy e Louise sono tre dei tantissimi animali che – grazie all’intervento della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e, quindi, grazie alla generosità degli italiani – sono usciti da una situazione disperata per trovare finalmente il calore di una famiglia. Bitter, un cane da pastore di 7 anni, è stato vittima di una pratica arcaica e crudele: per evitare che ferisse le pecore, il suo “padrone” – termine in questo caso quanto mai adatto – gli aveva tranciato i denti con una tenaglia. Teddy, 8 mesi, viene dalla Sicilia: con il fratello Pippo è stato trovato in mezzo ai fichi d’India, affamato e terrorizzato. Anche Louise, una beagle di 6 anni, ha trascorso sull’isola buona parte della sua vita. La utilizzavano per la caccia, ma lei non faceva volentieri quel lavoro e così è stata abbandonata in quattro e quattr’otto, per finire sotto un cartone con l’amica Thelma. Ora stanno tutti bene, affidati a famiglie che ripagano il loro affetto con tanto amore. Thelma vive ancora con Louise, ma in una bella casa. I tempi grami sono solo un brutto ricordo.

 

“Da più di trent’anni – ricorda l’on. Brambilla – mi occupo di animali, di tutelare la loro vita, il loro benessere, i loro diritti, e sono orgogliosa dei progressi che abbiamo registrato, ma molto, moltissimo resta da fare, anche nel nostro Paese: basti pensare alla piaga del randagismo, al traffico di cuccioli, alle più varie forme di maltrattamento “legalizzate” nei circhi e negli allevamenti, all’orrore della vivisezione, alle battaglie dentro e fuori il Parlamento perché i diritti degli animali siano riconosciuti. Per raggiungere questi ed altri importanti obiettivi, abbiamo bisogno del contributo di tutti coloro che amano gli animali. Da un piccolo gesto possono dipendere tante vite: inviate un sms solidale e diffondete la nostra campagna, gli animali in difficoltà chiedono il vostro aiuto”.

 

SCARICA LO SPOT TELEVISIVO AL LINK:
http://bit.ly/1k9qxsS
Caratteristiche tecniche: PAL16:9 SD; Dimensioni 720×576; Pixel 0,703; Audio Stereo (LR) 48 KhZ AAC

SCARICA LO SPOT VIDEO (PER YOUTUBE, FB, ECC.) AL LINK:
http://bit.ly/1GujLID

SCARICA LO SPOT RADIOFONICO AL LINK
http://bit.ly/1OZ96sa
caratteristiche tecniche: wav, kHz 48, bits 16

Il Pipistrello del Bertarello

in CULTURA E SPETTACOLI

LUGOSI22PIPISTRELLO

Nell’appartamento di Baveno di Albertino Tridenti, in via Bertarello, le stanze erano tappezzate di foto, poster e ritagli di giornale dedicati a Lugosi, Boris Karloff  l’indimenticabile “Frankenstein” del grande schermo

 

Albertino Tridenti, detto “Ràtt Vùlu”, era un “fan” di Bela Lugosi, l’attore ungherese che nel 1931 aveva prestato il suo volto al Conte Dracula.Nel suo appartamento di Baveno, in via Bertarello, le stanze erano tappezzate di foto, poster e ritagli di giornale dedicati a Lugosi, Boris Karloff ( l’indimenticabile “Frankenstein” del grande schermo), Christopher Lee, Vincent Price e Peter Cushing. L’horror era il suo pane e non perdeva un film alla Tv quando di scena erano i suoi beniamini. Li aveva scoperti al “cine”, frequentando assiduamente la sala cinematografica bavenese, nei locali  vicino alla Stazione, fin quando non abbassò definitivamente la saracinesca. Il suo “sogno nel cassetto”? Aver potuto, in altra epoca, incontrare lo scrittore irlandese  Bram Stoker, il “papà” del più noto “succhiasangue” della Transilvania: l’avrebbe bombardato di domande sui vampiri, sul  professor Van Helsing e gli avrebbe certamente estorto almeno un autografo. Era talmente “fissato” che di giorno usciva raramente di casa e, quasi esclusivamente, quando pioveva ed il cielo era scuro.  

 

Per il lavoro non c’erano stati problemi: al “Marmo Vallestrona”, dove faceva il “segantino” tagliando a fette le grandi lastre di pietra,  aveva chiesto ed ottenuto di fare il turno  fisso di notte. Vestiva rigorosamente di nero e si era comprato un mantello color pece, dentro il quale si avvolgeva fin sotto gli occhi. Si credeva, bontà sua, un pipistrello e, quando incontrava un conoscente, lo salutava aprendo le falde del mantello quasi fossero le sue ali, lanciando delle grida stridule. A volte saltava fuori all’improvviso da dietro un albero o dall’angolo di una casa e faceva prendere “un bel stremizzi”, un gran spavento, alle persone che, non conoscendolo, se lo trovavano di fronte. Una volta balzò all’improvviso davanti al Mariano Tramontana, un operaio grande e grosso che faceva il meccanico. E finì a terra, lungo e tirato, con un occhio pesto. Il Tramontana, apostrofandolo in malo modo ( ” Ma va là, Albertino. Ti sé propri un bel pirla“), gli tirò uno “slordone” da far paura. Era già arrabbiato del suo e lo scherzo del “pipistrello del Bertarello” non l’aveva per niente gradito. Le sue letture, negli ultimi anni, si erano concentrate sui “rischi del mestiere”. Pensando di essere uno – se non l’unico – erede del conte “vampiro”, aveva compilato un elenco di cose da evitare assolutamente: aglio, acqua santa, crocefisso, luce del sole, proiettile d’argento, paletto di frassino conficcato nel cuore, acqua corrente, grani del rosario sparati nel corpo, ecc. Ad ogni buon conto aveva anche fatto testamento. Nelle sue ricerche aveva messo le mani su di un vecchio articolo di fine agosto del 1956. Il Corriere della Sera scriveva: “ Il noto attore Bela Lugosi  è morto di un attacco cardiaco a 73 anni a Hollywood (California), il 16 agosto 1956. Dopo i funerali è stato sepolto all’Holy Cross Cemetery a Culver City con indosso il mantello di Dracula, personaggio la cui interpretazione cinematografica l’aveva reso famoso negli anni trenta”.Ecco una bell’idea: anche lui, scrisse nel lascito testamentale, voleva essere sepolto con il mantello nero. Andò avanti per un bel po’, tanto che nessuno gli faceva più caso. Era uno dei tanti “balordi” che, in fondo, non facevano del male e nessuno. La svolta, nella sua vita, avvenne una sera di fine novembre. Le vie di Baveno erano avvolte da una nebbia piuttosto fitta. L’Albertino stava rincasando dopo un’oretta d’evoluzioni sul lungolago quando incrociò l’Arturo Magnaghi, detto anche “il Miazzina”.

 

Quest’ultimo era rientrato a Baveno da un paio di giorni  dopo aver passato quasi vent’anni tra un sanatorio e l’altro.  Nel lungo soggiorno alla casa di cura di Miazzina, nel Verbano ( che gli era giovato il nomignolo ), ormai debellate le malattie polmonari che gli avevano reso la vita un calvario, stava pensando a come rimettersi in sesto nel paese dov’era nato settant’anni prima. Del bell’uomo di forte corporatura non c’era nemmeno più l’ombra. Allampanato e magrissimo, dal passo malfermo e zoppicante, il Magnaghi era per di più  bianco come un cadavere. Il “ràtt vùlu” se lo trovò dinnanzi e per poco non ci restò secco. Fu questione d’attimi ed il “pipistrello del Bertarello” scappò a gambe levate, gridando a squarciagola “Mamma mia, un morto che cammina. Ho visto uno zombie! Aiuto! Aiutatemi!”. Il Magnaghi non ebbe nemmeno il tempo di mandarlo a quel paese tanto era stato lesto l’Albertino a dileguarsi.  La settimana dopo, passata la strizza, era in piazza.  Con gli occhiali da sole scuri si difendeva dal pallido sole del tardo autunno. Eppure, nonostante le sue abitudini notturne, stava lì in piazza, dove si era recato per comprare la “Gazzetta dello sport” nell’edicola che, un tempo, era stata  del  “Tillio” Zaccheo. Era la prova di quanto si diceva nei bar ed al circolo: il “pipistrello” aveva perso le ali ed era tornato ad una vita più normale. Non per scelta ma per spavento. Il Magnaghi gli era sembrato più brutto della signora che, vestita di nero, andava in giro con la falce in spalla. E questo era troppo anche per l’erede di Bela Lugosi.

 

 Marco Travaglini

Da qui si Torna su